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26 Aprile 2007
Terra in vista... forse
di Claudio Elidoro - Fonte: ESO
Sembra proprio che sia giunto il giorno in cui i più impazienti possono finalmente liberare le loro fantasie. Gli astronomi dell'ESO, infatti, hanno annunciato la scoperta - a soli 20 anni luce di distanza - di un pianeta grande una volta e mezza la nostra Terra. Quello che più conta, però, è che questo oggetto celeste orbiterebbe nella cosiddetta fascia di abitabilità, cioè in quel guscio intorno a una stella in cui su una superficie planetaria si può ipotizzare la presenza di acqua allo stato liquido.
Una scoperta certo molto importante, ma è meglio separare i fatti dalle fantasie. I fatti sono presto detti. Un team di astronomi svizzeri, francesi e portoghesi ha utilizzato lo spettrografo HARPS (High Accuracy Radial Velocity for Planetary Searcher) per studiare un sistema planetario già noto, quello di Gliese 581. Un paio d'anni fa, infatti, lo stesso team di astronomi aveva scoperto che intorno a questa nana rossa distante 20,5 anni luce in direzione della costellazione della Bilancia orbitava un pianeta di stazza nettuniana (massa pari a 15 masse terrestri). I dati, però, lasciavano il sospetto che ci potesse essere anche dell'altro. Ritornati dunque alla carica, gli astronomi non solo hanno individuato le tracce di un secondo pianeta con massa pari a 5 volte quella terrestre, ma anche quelle di un terzo oggetto con massa leggermente superiore (8 masse terrestri). Insomma, un tris planetario davvero notevole.
Dei tre pianeti, però, è il più piccolo quello che ha maggiormente scatenato le fantasie dei media. Gliese 581 c - questo è il suo nome - completa la sua orbita in 13 giorni ed è circa 14 volte più vicino alla sua stella di quanto non lo sia la Terra al Sole, una distanza che, data la minore temperatura di Gliese 581, non espone il piccolo pianeta a rischiose bruciature, anzi, potrebbe renderlo addirittura abitabile secondo i nostri standard.
Doveroso, a questo punto, uno stop deciso, dato che stiamo pericolosamente scivolando verso le fantasie. Nonostante il clamore dei giorni scorsi, infatti, alcune caratteristiche di Gliese 581 c sbandierate dai media devono essere considerate semplici ipotesi di lavoro. Tanto per cominciare è ancora tutta da scoprire la effettiva composizione di questo oggetto già sbrigativamente catalogato come un doppione del nostro pianeta. Per il momento conosciamo solo la sua massa, desunta dalle accurate misurazione delle variazioni di velocità che causa al moto della sua stella, ma non sappiamo altro. Le dimensioni di Gliese 581 c, per esempio, sono legate all'ipotesi che la sua densità sia all'incirca come quella terrestre. Gli scopritori, lasciandosi prendere un po' la mano da troppa enfasi, hanno parlato di un pianeta roccioso forse ricoperto da oceani di acqua liquida. La prima affermazione ci può anche stare, ma la seconda è un po' prematura: l'orbita nella cosiddetta fascia di abitabilità è una condizione necessaria perchè ci possa essere acqua liquida, ma non è certo sufficiente.
Insomma, la scoperta di Gliese 581 c è senza dubbio molto importante, ma è ancora più importante non lasciarsi prendere da facili - e dannose - fantasie.
Links - Collegamenti:
http://www.eso.org/outreach/press-rel/pr-2007/phot-22-07.html
 

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