Bentornato Luca!

L'astronauta dell'ESA Luca Parmitano, il comandante russo Fyodor Yurchikhin e l'astronauta della NASA Karen Nyber sono tornati oggi sulla Terra, con un atterraggio nella steppa del Kazakistan.

ALMA trova gli ingredienti della vita attorno a un giovanissimo Sole

Per la prima volta identificato, grazie ad ALMA, uno degli ingredienti della vita intorno a stelle neonate, simili al Sole nelle prime fasi della loro formazione. La scoperta è di fondamentale importanza per capire come sia nata la vita nel nostro Sistema Solare.

Là dove sulla Terra non c’è vita

PERCHÉ UN PIANETA SIA ABITABILE L’ACQUA LIQUIDA NON BASTA Sono state trovate forme di vita ovunque: in Antartide, in fondo alle miniere più profonde e persino nelle acque alcaline del cosiddetto Mar Morto proliferano microrganismi d’ogni genere. Ma a Dallol, nella depressione della Dancalia, in Etiopia, nulla sembra sopravvivere, dice una ricerca pubblicata su Nature Ecology & Evolution

Dinosauri, l’unico killer è l’asteroide

L’estinzione dei dinosauri, 66 milioni di anni fa, fu causata dall’alterazione del clima terrestre innescata dalla caduta di un asteroide di circa 10 km di diametro. I risultati delle ultime ricerche smentiscono lo scenario secondo il quale ci sarebbe stato un contributo all’evento da parte dell’eruzione vulcanica dei Trappi del Deccan, che si verificò anch’essa fra il Cretaceo e il Paleocene. Ecco come è stato possibile determinarlo

Prima identificazione di un elemento pesante nato dalla collisione tra stelle di neutroni

Per la prima volta si vede nello spazio, grazie a osservazioni con i telescopi dell'ESO, uno degli elementi usati nei fuochi d'artificio, appena prodotto, lo stronzio, è stato rilevato nello spazio, a seguito della fusione di due stelle di neutroni. Il rilevamento conferma che gli elementi più pesanti nell'Universo possono formarsi nella fusione di stelle di neutroni, fornendo un pezzo mancante del puzzle della formazione degli elementi chimici.

VISTA scruta tra i veli di polvere della Piccola Nube di Magellano

Una immagine da record: l'immagine nella banda infrarossa più grande mai ottenuta della Piccola Nube di Magellano. La Piccola Nube di Magellano è una caratteristica inconfondibile del cielo australe, anche a occhio nudo. Ma i telescopi in luce visibile non possono avere una visione completa di ciò che la galassia contiene a causa delle nubi di polvere interstellare che oscurano la visione. Le potenzialità infrarosse del telescopio VISTA hanno consentito ora agli astronomi di vedere la miriade di stelle di questa galassia vicina molto più chiaramente di prima.

Fermi osserva il bagliore che accompagna le onde gravitazionali

Fermi ha identificato un lampo di raggi gamma provieniente nello stesso momento e dalla stessa regione della ormai storica prima rivelazione di onde gravitazionali dal LIGO. La possibilità che la sorgente sia proprio la stessa è del 99,8%
Lockman Hole - Orsa Maggiore

Materia oscura… quanto basta!

Avete presente le galassie, brilluccicanti di milioni e milioni di oggetti stellari? Beh non è cosi semplice che si creino e si sviluppino, se non si “dosa” la materia oscura...

La spettacolare coda di gas di Messier 90

Un team internazionale condotto dai ricercatori del Laboratoire d'Astrophysique di Marsiglia (LAM) ha utilizzato la MegaCam del Canada France Hawaii Telescope per uno studio su NGC 4569, la galassia a spirale più massiccia dell’ammasso della Vergine. Quello che ha scoperto è un’enorme scia, lunga più di 300 mila anni luce, composta da gas ionizzati…

Plutone, ci siamo! L’evento in diretta

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..o per meglio dire... in più dirette! :) Una guida per seguire in diretta con la NASA le fasi salienti di questo storico momento!

A maggio una cometa finalmente visibile a occhio nudo?

A maggio la cometa C/2019 Y4 ATLAS visibile ad occhio nudo, sempre a meno di sorprese.

New Horizons: le ultime foto prima del flyby (in aggiornamento)

Aggiornamento in tempo reale delle ultime immagini che la sonda New Horizons sta inviando prima della pausa durante il minimo avvicinamento, in cui la sonda sarà troppo impegnata nell'operazione di una massiva raccolta di dati per poter inviare altro materiale a Terra... la risentiremo 4,5 ore circa dopo la fine del flyby, quando arriverà il segnale di... "missione compiuta!" e comincerà il download dei dati raccolti.

La flotta della NASA pronta per Plutone: Cassini, Kepler, Spitzer e SOFIA

Non solo New Horizons. Quelli della sonda non saranno gli unici occhi ad osservare Plutone e Caronte durante il flybby, una flotta di potenti telescopi NASA è pronta a riprendere l'evento in contemporanea.

Il prossimo futuro di Coelum Astronomia

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Cari amici, ci siamo! Siamo lieti di annunciare il prossimo futuro di Coelum Astronomia.

Stelle danzanti intorno al Centro Galattico

GRAVITY, nuovo gioiello dell’ESO, cattura le immagini più profonde e nitide di sempre di un sistema di stelle multiple intorno al buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea.

Quelle galassie a spirale che forse non c’erano

Una nuova "prima volta" dell'Hubble Space Telescope. Hubble ha compiuto un "censimento demografico" sulle galassie visibili nell'Universo attuale fino a quelle formatesi circa sei miliardi di anni fa.

Eclissi lunare ripresa da Mercurio

Lo scorso 8 ottobre durante un’eclissi totale di Luna la sonda Messenger, che orbita intorno a Mercurio, ha ripreso le immagini del fenomeno dal suo speciale punto di vista.

Una nuova mappa a colori di Plutone

Dopo l'anomalia dei giorni scorsi, la sonda è tornata operativa e il 7 luglio attorno alle 19.00 si è avuta la conferma del corretto inizio della sequenza di flyby! E intanto la NASA rilascia una mappa completa della superficie del pianeta realizzata con le immagini raccolte dal 27 giugno al 3 luglio.

New Horizons chiama casa: è viva!

New Horizons c'è! La sonda ha "chiamato casa" e ha comunicato che i dati sono stati raccolti e tutti i sistemi sono "nominali"! Ora comincerà a trasmettere l'enorme mole di dati raccolti e già entro stasera avremo le prime immagini della superficie ripresa alla minima distanza.

Onde gravitazionali, quattro nuove candidate

Un gruppo internazionale di ricercatori ha pubblicato il suo secondo catalogo open access di onde gravitazionali, ottenuto usando raffinati metodi di ricerca che hanno permesso di scavare ancora più a fondo nei dati pubblici relativi ai primi due run osservativi di Ligo e Virgo. Oltre a confermare le dieci note fusioni di buchi neri binari e una fusione di un sistema binario di stelle di neutroni, hanno identificato quattro promettenti candidati per altrettante fusioni di buchi neri, che non sono stati rilevati dalla prima analisi di Ligo/Virgo. Tutti i dettagli su Apj
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