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5 Dicembre 2021
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Articoli marcati con tag ‘VLT (Very Large Telescope)’

NGC 4303 vista da MUSE integrando anche i dati di ALMA, che contribuisce con la rilevazione delle nubi di gas più fredde (in colori arancio/marrone). Crediti: ESO/ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/PHANGS
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Nuove immagini dell’ESO rivelano caratteristiche straordinarie in galassie vicine. Le immagini, ottenute con il Very Large Telescope (VLT) dell’Osservatorio Europeo Australe (ESO), mostrano le diverse componenti delle galassie in colori distinti, consentendo agli astronomi di individuare le posizioni delle stelle giovani e del gas che esse riscaldano.
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La Via Lattea potrebbe non avere una storia così speciale come si pensa. È questa la conclusione alla quale è giunto un team di ricercatori guidati dal centro australiano Astro 3D dopo aver scoperto in una galassia distante 320 milioni di anni luce da noi sorprendenti somiglianze strutturali con la nostra, facendo ipotizzare un processo di formazione comune a tutte le galassie dello stesso tipo
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Nuove osservazioni con il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO (European Southern Observatory o Osservatorio Europeo Australe) indicano che la cometa errante 2I/Borisov, che è il secondo visitatore interstellare, recentemente rilevato, del nostro Sistema Solare, è una delle più incontaminate mai osservate. Gli astronomi sospettano che la cometa molto probabilmente non sia mai passata vicino a una stella, rendendola una reliquia indisturbata della nuvola di gas e polvere da cui si è formata.
Artist’s rendering of quasar P172+18
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Con l’aiuto del VLT (Very Large Telescope) dell’ESO (l’European Southern Observatory o Osservatorio Europeo Australe), alcuni astronomi hanno scoperto e studiato in dettaglio la sorgente di emissioni radio più distante finora conosciuta. La sorgente è un quasar “radio-brillante” – un oggetto luminoso con potenti getti che emettono a lunghezze d’onda radio – così lontano che la sua luce ha impiegato 13 miliardi di anni per raggiungerci. La scoperta potrebbe fornire importanti indizi per aiutare gli astronomi a comprendere l’Universo primordiale.
Artist’s impression of the web of the supermassive black hole
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Sei galassie intorno a un buco nero supermassiccio osservato quando l’Universo aveva meno di un miliardo di anni. Uno straordinario risultato ottenuto da una collaborazione di scienziate e scienziati soprattutto italiani: l’uso sapiente e accurato dei maggiori telescopi al mondo, insieme a un lungo percorso di confronto tra teorie e osservazioni, ha portato a un risultato fondamentale per la nostra comprensione di com’è nato l’Universo che conosciamo oggi.
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Un team internazionale di ricercatori, guidato da Massimo Meneghetti dell’Inaf, ritiene che nelle attuali “ricette” che descrivono la materia oscura potrebbe mancare qualche ingrediente: nello studio studio gli scienziati hanno scoperto un’inaspettata e notevole discrepanza tra le osservazioni e i modelli teorici che predicono come la materia oscura dovrebbe essere distribuita negli ammassi di galassie
First ever image of a multi-planet system around a Sun-like star
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Il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO (Osservatorio Europeo Australe) ha catturato la prima immagine in assoluto di una giovane stella simile al Sole accompagnata da due esopianeti giganti. Le immagini di sistemi con più esopianeti sono estremamente rare e – fino ad ora – gli astronomi non avevano mai osservato direttamente più di un pianeta in orbita intorno a una stella simile al Sole. Le osservazioni possono aiutare gli astronomi a capire come si sono formati e come si sono evoluti i pianeti intorno al nostro Sole.
Artist’s impression of the disappearing star
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Si chiama PHL 293B, l’ultima volta che è stata vista era una stella variabile blu luminosa, una stella massiccia instabile probabilmente verso la fine della sua vita, ma invece di esplodere in una spettacolare supernova sembra scomparsa nel nulla. Gli astronomi si stanno chiedendo cosa può essere successo… troppa polvere espulsa ma così tanta da nascondercela alla vista o collassata in un raro buco nero di massa stellare “al limite” portandosi dietro ogni traccia? La (non) scoperta grazie agli strumenti del VLT dell’ESO.
SPHERE image of the inner disc around AB Aurigae
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Intorno alla giovane stella AB Aurigae si trova un denso disco di polvere e gas in cui gli astronomi hanno individuato una struttura a spirale prominente con un “nodo” che segna il luogo in cui si starebbe formando un pianeta. La struttura osservata potrebbe essere la prima prova diretta della nascita di un pianeta.
Artist’s impression of the triple system with the closest blac
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Grazie alle osservazioni il telescopio da 2,2 metri dell’MPG/ESO, è stato individuato un buco nero, il più vicino alla Terra individuato finora, che fa parte di una stella binaria visibile a occhio nudo (purtroppo solo dall’emisfero australe). Un sistema che, a questo punto, si è rivelato essere di tre componenti…
Artist’s impression of Schwarzschild precession
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Osservata da un telescopio dell’ESO, la forma a rosetta dell’orbita di una stella attorno a un buco nero, e non ellittica, dimostra una volta di più che Einstein aveva ragione. Il risultato è stato ottenuto dopo più di 30 anni di misure ssempre più precise.
SPHERE’s view of Betelgeuse in December 2019
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Ormai dalla fine dello scorso anno stiamo seguendo l’abbassarsi della luminosità di Betelgeuse. Adesso uno studio sulle osservazioni ottenute dal VLT dell’ESO mostrano l’aspetto superficiale della supergigante rossa e aiutano a spiegarne i motivi.
Artist’s impression of the WDJ0914+1914 system
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Individuato per la prima volta un gigante gassoso sopravvissuto alle violenti trasformazioni del suo Sole morente. Una finestra su quello che potrebbe essere il futuro del nostro Sistema Solare.
Artist’s impression of strontium emerging from a neutron star
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Per la prima volta si vede nello spazio, grazie a osservazioni con i telescopi dell’ESO, uno degli elementi usati nei fuochi d’artificio, appena prodotto, lo stronzio, è stato rilevato nello spazio, a seguito della fusione di due stelle di neutroni. Il rilevamento conferma che gli elementi più pesanti nell’Universo possono formarsi nella fusione di stelle di neutroni, fornendo un pezzo mancante del puzzle della formazione degli elementi chimici.
Infographic showing the path of FRB 18112 passing through the ha
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Ancora lontani dal conoscere la causa dei cosidetti lampi radio veloci (FRB) gli astronomi che utilizzano il Very Large Telescope dell’ESO hanno però hanno osservato per la prima volta un FRB attraverso un alone galattico. Con una durata di meno di un millisecondo, questa enigmatica esplosione di onde radio cosmiche è passata quasi indisturbata, suggerendo che l’alone abbia una densità sorprendentemente bassa e un campo magnetico debole. Questa nuova tecnica potrebbe essere utilizzata per esplorare gli aloni sfuggenti di altre galassie.
GRAVITY instrument breaks new ground in exoplanet imaging
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Lo strumento all’avanguardia per il VLTI rivela i dettagli di un esopianeta devastato dalla tempesta usando l’interferometria ottica.
A Cosmic Bat in Flight
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L’ESO celebra il ventesimo anniversario di uno degli strumenti più versatili del VLT, FORS2, riprendendo la più dettagliata immagine mai ottenuta finora di questa intrigante ed eterea nebulosa a rilfessione, dalla forma di un pippistrello in volo, nascosta in uno degli angoli più bui della costellazione di Orione, a due mila anni luce di distanza.
Jet Infographic
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In questa abbagliante regione di stelle in formazione nella Grande Nube di Magellano è stato per la prima volta ripreso in luce visibile un getto proveniente da una stella in formazione, uno dei più lunghi di questo genere. La ripresa di tale dettaglio, al di fuori della Via Lattea, è stata possibile grazie alla vista acuta dello strumento MUSE installato sul VLT dell’ESO.
A Fleeting Moment in Time
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Il debole, effimero bagliore che emana dalla nebulosa planetaria ESO 577-24 persiste solo per poco tempo – circa 10.000 anni, un battito di ciglia in termini astronomici. Il Very Large Telescope dell’ESO ha catturato questo guscio di gas ionizzato incandescente – l’ultimo respiro della stella morente i cui resti ribollenti sono visibili nel cuore di questa immagine. Mentre il guscio gassoso della nebulosa planetaria si espande e si affievolisce, scomparirà lentamente alla vista.
R Aquarii peculiar stellar relationship captured by SPHERE
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Durante le verifiche di un nuovo sottosistema del cacciatore di pianeti SPHERE, installato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO, alcuni astronomi sono riusciti a catturare con una chiarezza senza precedenti – anche rispetto alle osservazioni di Hubble – dettagli drammatici della turbolenta relazione stellare nella binaria R Aquarii.
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