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18 Novembre 2018
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Articoli marcati con tag ‘VLT (Very Large Telescope)’

A Universe Aglow
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Lo spettrografo MUSE rivela che quasi l’intero cielo nell’Universo primordiale brilla nella riga di emissione Lyman-alfa, rivelando che quasi l’intero cielo notturno è invisibilmente luminoso.
Artist’s impression of S2 passing supermassive black hole at c
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Alcune osservazioni effettuate con il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO hanno rivelato per la prima volta gli effetti previsti dalla relatività generale di Einstein sul moto di una stella che passa nel campo gravitazionale estremo vicino al buco nero supermassiccio nel cuore della Via Lattea. Questo risultato, atteso da lungo tempo, rappresenta il culmine di una campagna osservativa, durata 26 anni anni, con i telescopi dell’ESO in Cile.
eso1824a (1)
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Una vista più acuta del telscopio spaziale Hubble. E’ quella che ha guadagnato il VLT grazie allo strumento MUSE con un rivoluzionario modulo di ottica adattiva. Correggendo gli effetti della turbolenza atmosferica a diverse altitudini ci permette di ottenere immagini dettagliatissime degli oggetti del profondo cielo. E tra gli scatti di prova ecco a voi… Nettuno!
Digitized Sky Survey image around the stellar cluster RCW 38
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Nuove osservazioni ottenute con il telescopio VLT (Very Large Telescope) dell’ESO mostrano l’ammasso stellare RCW 38 in tutto il suo splendore. L’immagine è stata presa durante le verifiche della camera HAWK-I con il sistema di ottica adattiva GRAAL: mostra in uno squisito dettaglio RCW 38 e le nubi di gas incandescente che lo circondando, con tentacoli oscuri di polvere che si attorcigliano nel nucleo brillante di questa giovane raccolta di stelle.
Widefield image of the sky around PDS 70
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SPHERE, uno strumento per la ricerca di pianeti installato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO, ha catturato la prima immagine confermata di un pianeta, colto nel momento in cui si sta formando all’interno del disco di polvere che circonda una giovane stella. Il pianeta neonato si sta aprendo la strada nel disco primordiale di gas e polvere intorno alla giovanissima stella PDS 70. I dati suggeriscono la presenza di nubi nell’atmosfera del pianeta.
Image of ESO 325-G004
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Alcuni astronomi hanno usato lo strumento MUSE installato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO in Cile e il telescopio spaziale Hubble della NASA/ESA per effettuare il test più preciso finora della teoria della relatività generale di Einstein al di fuori della Via Lattea. La galassia vicina ESO 325-G004 funge da potente lente gravitazionale, distorcendo la luce che proviene da una galassia distante, nascosta dietro di essa, per creare un anello di Einstein intorno al proprio centro. Confrontando la massa di ESO 325-G004 con la curvatura dello spazio circostante, gli astronomi hanno trovato che la gravità su queste scale di dimensione astronomica si comporta come descritto dalla relatività generale. Questo permette di escludere alcune teorie alternative della gravità.
Artist’s impression of a dusty starburst galaxy
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Alcuni astronomi, usando ALMA e il VLT, hanno scoperto che sia alcune galassie “starburst” nell’Universo primordiale che una regione di formazione stellare in una galassia vicina contengono una frazione di stelle massicce molto più alta di quella che si trova in galassie più tranquille. Questa scoperta mina le teorie attuali su come si siano evolute le galassie, cambiando la nostra comprensione della storia di formazione stellare e della produzione degli elementi chimici.
Artist’s impression of exiled asteroid 2004 EW95
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I telescopi dell’ESO trovano il primo asteroide ricco di carbonio nella fascia di Kuiper
Artist’s impression of the black hole binary system in NGC 320
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Il bizzarro comportamento di una stella rivela, per la prima volta in modo diretto, un buco nero solitario nascosto in un gigantesco ammasso stellare. Una importante scoperta che condiziona la nostra comprensione dei meccanismi di formazione di questi ammassi stellari, dei buchi neri e dell’origine degli eventi di onda gravitazionale.
The Hubble Ultra Deep Field seen with MUSE
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Completata la più profonda survey spettroscopica di sempre. Questo insieme di dati ha permesso agli astronomi non solo di misurare la distanza di un numero molto maggiore di galassie che in precedenza – per un totale di 1600 – ma anche di trovarne di nuove. Sono state infatti inaspettatamente trovate 72 galassie che erano sfuggite alle immagini profonde del telescopio spaziale Hubble della NASA/ESA.
Artist’s impression of the interstellar asteroid `Oumuamua
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Per la prima volta in assoluto alcuni astronomi hanno studiato un asteroide che è arrivato nel Sistema Solare dallo spazio interstellare. Le osservazioni con il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO in Cile e altri osservatori in tutto il mondo mostrano che questo oggetto singolare ha viaggiato nello spazio per milioni di anni prima dell’incontro causale con il nostro sistema. Sembra che sia un oggetto scuro, rossastro, molto allungato, roccioso o con un elevato contenuto di metalli. I risultati verranno pubblicati dalla rivista Nature il 20 novembre 2017.
Artist’s impression of the exoplanet WASP-19b
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Grazie alle osservazioni al VLT dell’ESO, trovato per la prima volta l’ossido di titanio in un esopianeta. Un elemento raro la cui individuazione permetterà di affinare i modelli con i quali si analizzano le atmosfere di pianeti extrasolari potenzialmente abitabili.
2-coldgreatspo
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Una seconda Grande Macchia su Giove scoperta dalla Università di Leicester, in grado di rivaleggiare per dimensioni con la più famosa Macchia Rossa e creata dalle potenti energie sviluppate dalle aurore polari del pianeta.
Comparison of rotating disc galaxies in the distant Universe and
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Le osservazioni VLT di galassie distanti suggeriscono che esse fossero dominate da materia ordinaria, al contrario di quanto si osservi nel nostro universo locale, dove la materia oscura influenza in modo più massiccio la dinamica delle nostre galassie.
Artist’s impression of the remote dusty galaxy A2744_YD4
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ALMA guarda sempre più lontano… questa volta ha rilevato una enorme massa di polvere incandescente in una galassia osservata quando l’Universo aveva solo il 4% della sua età attuale, e la galassia appena formata, diventando così la galassia più distante in cui sia stata rivelata della polvere. Ma non solo si tratta anche della più distante misura di ossigeno nell’Universo. Un risultato che fornirà nuove conoscenze sulla nascita e sulla morte esplosiva delle primissime stelle.
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