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11 Novembre 2019
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Articoli marcati con tag ‘Chandra X-ray Observatory’

ALMA and MUSE Detect Galactic Fountain
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Questa volta non è una rappresentazione artistica, ma una vera immagine composita! Certo i colori sono scelti per evidenziare le caratteristiche dell’oggetto, ripreso non nel visibile ma nei raggi X di Chandra, nel multispettro di MUSE e nelle onde radio submillimetriche di ALMA. Tutto per mostrarci qualcosa di ancora mai osservato direttamente con questo dettaglio, l’intero ciclo di caduta e espulsione di materiale da un buco nero supermassiccio al centro di una lontana galassia.
MUSE view of the surroundings of a hidden neutron star in the Sm
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Stelle, stelle e ancora stelle! Questo mese va così… e stavolta si tratta di un elusivo resto stellare sepolto tra filamenti di gas, ciò che rimane di una esplosione di supernova di 2000 anni fa, nel panorama della Piccola Nube di Magellano. Lo strumento MUSE ha potuto stabilire dove si nasconde questo oggetto elusivo, mentre le osservazioni preesistenti dell’Osservatorio Chandra per raggi X ne hanno confermato l’identità di stella di neutroni isolata.
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La Nebulosa del Granchio non passa mai di moda, osservata e ripresa in tutte le lunghezze d’onda possibili, è in particolare sotto l’occhio dell’Osservatorio Spaziale Chandra da quasi vent’anni. Si celebrerà il prossimo anno, infatti il ventesimo anniversario di Chandra, e nell’attesa dei festeggiamenti ci regalano questa nuova straordinaria immagine ottenuta dalle osservazioni multifrequenza dei telescopi spaziali Chandra, Hubble e Spitzer.
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Individuato un buco nero che, insolitamente, non si trova al centro della galassia che lo ospita, ma è spostato. Come se indietreggiasse. L’ipotesi è che a dargli una spinta siano state le onde gravitazionali emesse dalla fusione di due galassie in collisione.
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Come novelli chef con la più classica delle ricette, i team di cinque diversi Osservatori, in cinque diverse bande di lunghezze d’onda, hanno scomposto, analizzato e poi ricomposto in un’immagine ricca di dettagli, la più famosa nebulosa del nostro cielo: la Nebulosa Granchio (Crab Nebula), resto della storica supernova esplosa nel 1054 d.C.
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È la supernova del 20esimo secolo, vista esplodere nel cielo australe la notte fra il 23 e il 24 febbraio 1987. Per commemorarla, gli scienziati dei telescopi spaziali Hubble e Chandra hanno scelto un’animazione derivata dal modello di un team di astrofisici dell’Inaf di Palermo guidato da Salvatore Orlando. Media Inaf lo ha intervistato
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Questa supernova deriva da una nana bianca esplosa 450 anni fa e che ha continuato a espandersi, ma con diverse discrepanze fra le velocità a causa della densità del gas. Per decenni gli esperti hanno studiato nel dettaglio il materiale che si sta espandendo dal centro utilizzando il Chandra X-ray Observatory della NASA, il Karl G. Jansky Very Large Array (VLA) e tanti altri telescopi
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Il destino della nube di gas e polveri denominata G2 è ormai segnato: da un giorno all’altro assisteremo al suo incontro ravvicinato con il buco nero al centro della nostra galassia. E quest’evento unico ci permetterà di scoprire diverse cose sull’evoluzione dei buchi neri supermassicci
Massive stars can wreak havoc on their surroundings, as can be seen in this new view of the Carina nebula from NASA’s Spitzer Space Telescope.
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Lanciato il 25 agosto 2003, il telescopio orbitante della NASA ha completato il primo decennio di studio dell’Universo in raggi infrarossi. Ha studiato di tutto, dagli anelli di Saturno alle galassie più lontane. E da ottobre servirà anche a valutare possibili asteroidi da agganciare e portare vicino alla Terra.
Andromeda buchi neri
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Utilizzando i dati dell’Osservatorio orbitante Chandra della NASA, gli astronomi hanno scoperto una concentrazione senza precedenti di buchi neri di massa stellare nella Galassia di Andromeda, una delle galassie più vicine alla Via Lattea. Ne hanno trovato 26 nuovi, che vanno ad aggiungersi a nove già scoperti in precedenza.
A pair of colliding spiral galaxies about 330 million light years from Earth.
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Una nube di gas incandescente circonda due galassie a spirale che si stanno fondendo tra di loro. L’ha osservata in raggi X il satellite Chandra, e allo studio hanno partecipato molti ricercatori italiani tra cui Guido Risaliti (INAF), che commenta la scoperta. Potrebbe aiutare a capire il processo di formazione delle galassie ellittiche.
phoenix
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Si chiama Phoenix (Fenice), è l’ammasso di galassie più massiccio mai osservato e non deve il suo nome solo alla costellazione che caratterizza la parte di cielo dove si trova, ma anche alla “nuova” vita a cui è rinato il suo centro. Lo studio su Nature.
m100
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Il Telescopio Spaziale CHANDRA ha rilevato i primi “segni di vita” di un buco nero formatosi appena 30 anni fa. NASA: “sensazionale scoperta”.
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