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Seconda edizione del “Night Sky Party” a Mogoro (OR)

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2° Night Sky Party a Mogoro (OR) 

Raduno astrofili e astrofotografi della Sardegna presso il Nuraghe Cuccurada
SABATO 3 SETTEMBRE 2022
Con il patrocinio del Comune di Mogoro (OR) si svolgerà il più grande raduno degli astrofili e degli astrofotografi della Sardegna, evento aperto anche ad appassionati e curiosi!
Organizzatore dell’evento il G.FAS (Gruppo Fotografia Astronomica della Sardegna): un gruppo Facebook nato circa un anno fa, cresciuto dopo il successo dell’evento analogo svoltosi a Siris, che vede come amministratori Emanuele Atzeni, Gianni Melis, Alessandro Bianconi e Simone Lochi.
Il fine dell’evento è quello di avvicinare gli astrofili che operano in solitaria da tutte le parti della Sardegna, uniti dalla passione per il cielo notturno ma confinati ad una amicizia sui Social per
incontrarsi, conoscersi e finalmente stare insieme in modo da discutere e condividere le proprie esperienze, desiderio di molti astrofili ed appassionati.
L’evento è rivolto anche al pubblico di curiosi ed appassionati in genere, cui sarà rivolta una particolare attenzione, con attività di osservazione gratuita di tutti i corpi celesti accompagnati dalle descrizioni degli astrofili più esperti che si metteranno a disposizione di grandi e piccini!
Il sito  che accoglierà l’evento è quello del Nuraghe Cuccurada, a pochi km da Mogoro, testimonianza di un antico passato e che farà da cornice ai racconti millenari cui l’uomo si è sempre approcciato: immemori storie universali!
Il sito archeologico presenta ampi spazi per ospitare decine di setup, e che, grazie alla posizione sopraelevata, si presta all’osservazione di tutti i corpi celesti.
Il Nuraghe, perennemente illuminato, visibile dalla SS 131 spegnerà le luci per l’occasione regalando una atmosfera Magica, ricca di storia e fascino.
PROGRAMMA:
  ore 16:00 accoglienza agli Astrofili
  ore 16:30 scelta postazione e installazione Setup
  ore 17:30 accoglienza al pubblico e breve presentazione della serata
  ore 18:00 inizio osservazione SOLARE
  ore 19:00 inizio osservazione LUNARE
  ore 20:00 osservazione del TRAMONTO e pausa cena
  ore 21:00 allineamento al Polo in diretta e breve presentazione della nottata
  ore 21:30 inizio osservazione Planetaria (Saturno e Giove + minori)
  ore 23:00 osservazione della Luna Calante e presentazione della Via Lattea
  ore 24:00 osservazione di oggetti del cielo profondo (nebulose, galassie, etc)
PER PARTECIPARE COME ASTROFILO
Per partecipare come astrofilo si deve possedere uno strumento atto all’osservazione e posizionare il setup prima che tramonti il sole.
È necessario registrarsi in tempo compilando il modulo di adesione presente sul gruppo Facebook G.Fas (utile agli organizzatori per gestire gli spazi). Iscrizione gratuita.
PER PARTECIPARE COME PUBBLICO
Non è necessario prenotare e l’ingresso è gratuito.
Tutto il team G.Fas vi aspetta numerosi ed augura cieli sereni a tutti! 

 

Il cielo di Settembre 2022

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Settembre ha l’aria malinconica di un mese che sta per portarci alla stagione autunnale: tuttavia il cielo è ancora in grado di offrirci molti oggetti tipici dell’estate boreale, rendendo più piacevole il passaggio di testimone tra una stagione e l’altra, che avverrà ufficialmente giorno 23 settembre alle 03:03 (ora italiana)!
Il dettaglio sulla costellazione del Aquila, del Capricorno e quanto possiamo osservare in queste notti di fine estate, disponibili all’articolo Le Costellazioni di Settembre 2022 a cura di Teresa Molinaro

COSA OFFRE IL CIELO

Clicca sul banner per accedere alle Effemeridi 2022!

Mercurio

01/09
Sorge: h 08:56
Tramonta: h 20:30

30/09
Sorge: h 06:03
Tramonta: h 18:23

Mercurio prosegue il suo cammino celeste sulla scia del mese passato, seguendo il Sole fino ad anticiparne gradualmente il proprio sorgere e tramontare. Il 23 settembre, giorno dell’equinozio d’autunno, il pianeta si troverà in congiunzione inferiore con la stella, separati soltanto da 2°51’, rendendolo inosservabile per alcune settimane, celato dal bagliore solare. In quella data Mercurio accompagnerà la Vergine sedendosi sulla sua spalla, vicino alla stella Zavijava. Alle 8.45 circa passerà al perigeo con un diametro di 10.3”, la sua massima larghezza angolare, tuttavia impossibile da inquadrare data la sua posizione rispetto al Sole.

Venere

01/09
Sorge: h 05:22
Tramonta: h 19:17

30/09
Sorge: h 06:32
Tramonta: h 18:48

Per quasi tutto il mese di Settembre il pianeta sarà difficile da contattare. I pochi momenti apprezzabili riguardano i primi giorni del mese, in cui Venere sarà visibile prima del sorgere del Sole. Dalle 5.30 circa in cui apparirà non oltre gli 8° sopra l’orizzonte sarà possibile osservarlo prima che l’alba faccia capolino un’ora più tardi. Il resto del mese seguirà la nostra stella nel suo moto apparente, separati in alcuni frangenti solo da 6°. Negli ultimi giorni di settembre Venere abbandonerà la costellazione del Leone per salutare la Vergine, incrociando nel suo cammino Mercurio, tuttavia troppo distanti per essere apprezzati insieme.

Marte

01/09
Sorge: h 23:25
Tramonta: h 14:11

30/09
Sorge: h 22:16
Tramonta: h 13:23

Dopo le emozioni regalate ad Agosto, Marte torna protagonista il 17 settembre in congiunzione con la Luna! Intorno alle 3:43 i due corpi celesti saranno alla distanza apparente minima, un fenomeno chiamato in inglese “appulse”. La congiunzione sarà ben visibile ad occhio nudo o con un binocolo, con Aldebaran poco più ad Est a sorvegliare l’evento. La stella, infatti, continua ad essere la compagna di viaggio del pianeta rosso, guardandolo allontanarsi dalla sua vista fino all’arrivo dell’alba, momento in cui il pianeta si staglia 70° sopra il nostro orizzonte. Non perdetevi l’incontro tra Aldebaran e Marte del 9 settembre!

Giove

01/09
Sorge: h 20:44
Tramonta: h 09:06

30/09
Sorge: h 18:42
Tramonta:
h 06:53

Settembre è un mese ideale per osservare il gigante gassoso. Giove sarà visibile dopo il tramonto fino alle prime luci dell’alba, in particolare sarà protagonista della notte dopo i primi 10 giorni di settembre, quando comparirà ad Est alle ore 20. L’11 settembre sarà in congiunzione con una luminosissima Luna, separati solo da 1°48’: vedremo i due astri percorrere le loro traiettorie ravvicinate sotto la costellazione dei Pesci. Il 26 settembre Giove sarà in opposizione, raggiungendo la sua massima altezza verso la mezzanotte.

Saturno

01/09
Sorge: h 18:54
Tramonta:
h 05:09

30/09
Sorge: h 16:56
Tramonta: h 03:07

Il pianeta con gli anelli sarà visibile dai primi giorni di settembre intorno alle ore 20, quando le ultime luci del tramonto svaniscono nella notte e lo vedremo comparire 14° sopra l’orizzonte a sud-est. La Luna ci regala uno spettacolo magnifico frapponendosi il 9 settembre tra i due giganti Giove e Saturno. Quest’ultimo sarà in congiunzione con il nostro satellite l’8 settembre separati da circa 6° quando raggiungeranno il punto più alto alle 23:28, 31° sopra l’orizzonte sud. Negli ultimi giorni del mese svanisce alla nostra vista alle 3:15 circa, nel Capricorno.

Urano

01/09
Sorge: h 22:23
Tramonta: h 12:44

30/09
Sorge: h 20:27
Tramonta: h 10:47

Tra il 14 e il 15 settembre ci aspetta una magnifica occultazione tra Urano e la Luna, visibile dalla nostra penisola! Il pianeta scomparirà dietro al nostro satellite, illuminato al 73%, intorno alle 23:09 per mostrarsi nuovamente un’ora dopo. L’evento risulterà tuttavia difficile da osservare. Per il resto del mese Urano percorrerà la sua traiettoria nel cielo notturno seguendo la costellazione dell’Ariete.

Nettuno

01/09
Sorge: h 20:15
Tramonta: h 08:03

30/09
Sorge: h 18:19
Tramonta: h 06:05

In questo mese Nettuno rimarrà un silenzio spettatore del cielo come in Agosto. Il giorno 16, localizzato nella costellazione dell’Acquario, lo troveremo in opposizione, visibile per quasi tutta la notte. Anche con grandi telescopi non sarà facile osservarlo: per distinguere il suo disco azzurrino abbiamo bisogno di buone condizioni di visibilità, anche quando l’ottavo pianeta si trova nel punto della sua orbita più vicino a noi!

SOLE

 

Previsioni attività solare – Settembre 2022
L’articolo Coelum: Previsioni attività solare – Settembre 2022 a cura di Daniele Bonfiglio sarà disponibile su www.coelum.com i primi giorni di Settembre

LUNA

Settembre regala le ultime nottate estive prima dell’inizio dell’autunno, momenti ideali per dedicarci all’osservazione del nostro satellite naturale. Scopriamo insieme la Luna del mese!

Tutti gli approfondimenti sull’osservazione e i fenomeni celesti legati al nostro satellite disponibili per il mese di Settembre 2022, a cura del nostro autore Francesco Badalotti.

Non perderti l’articolo: Luna di Settembre 2022

COMETE

Facciamo il punto sulla C/2017 K2 PanSTARRS
Un aggiornamento sulla cometa che ci accompagna da diversi mesi!

Per approfondire: Le comete di Settembre 2022 a cura di Claudio Pra

ASTEROIDI

Ad Agosto (704) Interamnia lascerà alle proprie spalle le deboli stelle del Cavallino, (4) Vesta e (198) Ampella si avvicineranno all’Acquario, la prima in direzione della Tibia (Skat) mentre la seconda sorvolando l’ammasso globulare M72.
Trovi tutto qui: Mondi in miniatura – Asteroidi, Settembre 2022 a cura di Marco Iozzi

TRANSITI NOTEVOLI ISS

La ISS – Stazione Spaziale Internazionale sarà rintracciabile nei nostri cieli sia ad orari mattutini che serali. Avremo molti transiti notevoli con magnitudini elevate durante il primo mese d’autunno, sperando come sempre in cieli sereni!

Non perdere la rubrica Transiti notevoli ISS per il mese di Settembre 2022 a cura di Giuseppe Petricca

SUPERNOVAE – AGGIORNAMENTI

Dopo alcuni mesi di “astinenza”, l’Italian Supernovae Search Project mette a segno una nuova scoperta: si tratta di una Nova Extragalattica!

Ritorna l’appuntamento mensile con le nuove scoperte in campo delle Supernovae! Trovi tutto nell’articolo SUPERNOVAE: aggiornamenti Settembre 2022 a cura di Fabio Briganti e Riccardo Mancini

Cieli sereni a tutti!

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SUPERNOVAE: aggiornamenti Settembre 2022

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Finalmente, dopo diversi mesi di astinenza, l’Italian Supernovae Search Project torna a mettere a segno una nuova scoperta. Non si tratta però di una supernova, ma di una Nova Extragalattica.

Nella notte del 4 agosto i componenti del team dell’Osservatorio di Monte Baldo (VR) formato da Raffaele Belligoli, Flavio Castellani e Claudio Marangoni hanno individuato una stella di mag.+16,6 nella famosa galassia di Andromeda M31, a cui è stata assegnata la sigla AT2022qpg = M31N2022-08a.

Immagine della scoperta della Nova in M31 realizzata dal team dell’Osservatorio di Monte Baldo con il telescopio Ritchey-Chretien da 400mm F.8, somma di 24 immagini da 300 secondi.

Abbiamo più volte sottolineato l’eccellente lavoro che gli amici di Monte Baldo stanno portando avanti nel campo delle Novae Extragalattiche, che li vede leader indiscussi in ambito nazionale, ma ai primi posti anche a livello mondiale, secondi solo al grande astrofilo ceco Kamil Hornoch ed al gruppo cinese XOSS capitanato da Xing Gao, che vantano al loro attivo numerose scoperte. Anche il bottino degli scaligeri è comunque di tutto rispetto con ben 18 Novae Extragalattiche!

Spettro della Nova in M31 realizzato da Claudio Balcon con un telescopio Newton da 200mm F.5 dove sono ben evidenti le righe di emissione di Balmer dell’idrogeno intorno ai 4100A, 4340A, 4862A e 6564A

Questa scoperta è comunque molto importante per almeno un paio di motivi. Innanzi tutto si tratta di una Nova scoperta e classificata tutto in casa ISSP, infatti la notte dopo la scoperta, dopo la mezzanotte, quindi il 6 agosto, il bellunese Claudio Balcon è riuscito per primo ad inserire nel Transient Name Server (TNS) lo spettro di conferma dove erano ben visibili ed intense le righe di emissione di Balmer dell’idrogeno, tipico delle Novae.

L’altro motivo degno di grande interesse è dovuto al fatto che il team dell’Osservatorio di Monte Baldo si è accorto subito della coincidenza della posizione della Nova da loro scoperta con la Nova M31N2005-10a scoperta l‘11 ottobre 2005 dagli astronomi americani del Mc Donald Observatory e dall’astrofilo italiano Marco Fiaschi (vedi Atel 627).

Sono stati perciò avviati dei meticolosi controlli e con l’Atel 15545 astrofilo ceco Kamil Hornoch, riprendendo la Nova veronese l’8 agosto con il telescopio da 0,65 metri dell’Astronomical Institute di Odrejov, ha fugato ogni dubbio confermando la coincidenza della posizione.

Si tratta pertanto di una Nova ricorrente, che sono le più seguite e studiate perché considerate potenziali candidate a diventare delle luminosissime supernovae di tipo Ia. Naturalmente non sappiamo quando, ma questa Nova potrebbe esplodere come supernova!

Vista la vicinanza della galassia di Andromeda M31 a soli 2,5 milioni di anni luce, potrebbe raggiungere la visibilità ad occhio nudo, sfiorando la mag.+5 come fu per la prima supernova extragalattica la SN1885A scoperta il 17 agosto 1885.

2) Bellissima immagine della galassia di Andromeda M31 con evidenziata la Nova scoperta dall’Osservatorio di Monte Baldo, realizzata dall’astrofilo spagnolo Rafa Ferrando
Soffermiamo adesso la nostra attenzione su due supernovae scoperte alla fine del mese di luglio.

La prima molto luminosa ed esteticamente accattivante, mentre la seconda ha poco di fotogenico, ma è diventata ad oggi la supernova più luminosa del 2022.

Andiamo per ordine. Nella notte del 22 luglio il programma professionale americano denominato Zwicky Transient Facility (ZTF) individua una debole stellina di mag.+18,6 nella galassia a spirale barrata NGC5894 posta nella costellazione del Drago a circa 120 milioni di anni luce di distanza.

Immagine della SN2022pgf in NGC5894 realizzata il 5 agosto 2022 dall’astrofilo spagnolo Rafa Ferrando

I primi a riprendere lo spettro di questa supernova sono stati gli astronomi americani del Mauna Kea Observatory nelle isole Hawaii utilizzando il telescopio Cassegrain UH88 da 2,2 metri. La SN2022pgf, questa la sigla definitiva assegnata, è una supernova di tipo II molto giovane. La luminosità è infatti aumentata fino a raggiungere il suo massimo il 9 agosto a mag.+14,5. Si tratta pertanto di un facile oggetto da riprendere, posto in una fotogenica galassia a spirale vista di taglio.

La seconda supernova è la SN2022pul scoperta il 26 luglio programma professionale americano di ricerca supernovae denominato All Sky Automated Survey for SuperNovae (ASAS-SN) utilizzando il quadruplo telescopio da 14cm “Cassius” situato al Cerro Tololo Observatory in Cile. Il transiente è stato individuato a mag.+15,9 nella galassia lenticolare NGC4415 posta nella costellazione della Vergine a circa 40 milioni di anni luce di distanza ed è situato nell’alone più periferico, molto distante dal nucleo della galassia.

Immagine della SN2022pul in NGC4415 realizzata il 7 agosto 2022 dall’astrofilo brasiliano Fabio Feijo in remoto dall’Australia dal Siding Spring Observatory utilizzando un telescopio da 500mm F.4,5 e 300 secondi di posa, con la supernova molto vicina al massimo di luminosità

I primi a riprendere lo spettro di questa supernova sono stati, anche in questo caso, gli astronomi americani del Mauna Kea Observatory nelle isole Hawaii, nella notte del 1° agosto, utilizzando il telescopio Cassegrain UH88 da 2,2 metri. Si tratta di una supernova di tipo Ia scoperta circa due settimane prima del massimo, che si è verificato intorno al 10 agosto a mag.+12. Purtroppo la galassia non è molto fotogenica ed in questi giorni di fine di agosto si sta avvicinando alla congiunzione con il Sole ed è pertanto difficilmente osservabile. Riapparirà comunque all’alba a fine settembre con la supernova sempre discretamente luminosa.

Team dell’Osservatorio di Monte Baldo, da sinistra Raffaele Belligoli, Flavio Castellani e Claudio Marangoni
Da parte di Coelum, ancora complimenti a tutto il team di astrofili di Monte Baldo per la Nova scoperta questo agosto!

 

 

Mondi in miniatura – Asteroidi, Settembre 2022

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Fascia Principale: una struttura di forma toroidale che si colloca tra l’orbita di Marte e quella di Giove dove risiede l’assoluta maggioranza degli asteroidi ad oggi conosciuti.

Al contrario di quanto si possa pensare, l’oltre un milione di asteroidi che la compongono sono separati da una gran quantità di spazio.

La fascia è un ambiente altamente dinamico nel quale le collisioni tra asteroidi sono un fenomeno piuttosto frequente (in termini astronomici). Gli impatti più poderosi generano sciami di frammenti in grado di dar vita a vere e proprie Famiglie Asteroidali (vedi cielo del mese di Luglio), che possono arrivare a contare centinaia di membri tra loro accomunati da elementi orbitali simili.

La maggioranza degli asteroidi all’interno della fascia percorre un’orbita a bassa eccentricità con una modesta inclinazione sull’eclittica, non mancano però eccezioni per le quali alcuni di questi (o gruppi) sono caratterizzati da orbite piuttosto eccentriche e inclinate.

Si classificano 3 principali categorie di asteroidi:

  • gli asteroidi carbonacei (Asteroidi di tipo C),
  • gli asteroidi rocciosi (Asteroidi di tipo S),
  • gli asteroidi metallici (Asteroidi di tipo M).

Gli Asteroidi di tipo C costituiscono la maggioranza degli asteroidi conosciuti (il 75%).

Prevalenti nella regione esterna della fascia e considerati i più primitivi, data la composizione (rivelata attraverso l’analisi spettrale) molto simile a quella del Sistema Solare primordiale, questi asteroidi sono molto “scuri” e tendono a riflettere scarsamente la luce solare.

Gli Asteroidi di tipo S, il secondo gruppo in termini di numerosità (il 17%), popolano prevalentemente la fascia interna e sono ricchi di silicati ma poveri di carbonio.

Gli Ateroidi di tipo M costituiscono circa il 10% della popolazione totale della fascia e sono considerati ricchi di metalli in quanto il loro spettro ricorda da vicino quello delle meteoriti ferrose, composte prevalentemente da una lega di ferro e nichel.

Saltuariamente (e inaspettatamente!) capita che un asteroide di fascia principale “metta la coda” e mostri temporaneamente un aspetto cometario. Questo affascinante fenomeno è tutt’ora in fase di studio: in alcuni casi è stato attribuito al rilascio di materiale a seguito di una collisione, in altri alla sublimazione di elementi volatili che vengono esposti in superficie a seguito di piccoli impatti.

Cosa osservare ad Settembre 2022

(3) Juno

(3) Juno è un asteroide di fascia principale che compie un’orbita intorno al Sole ogni 1.590 giorni (4.35 anni) ad una distanza compresa tra le 1.98 e le 3.36 unità astronomiche (rispettivamente, 296.200.000 km al perielio e 502.640.000 km all’afelio).

Deve il suo nome a Giunone, la massima divinità femminile della religione romana.

Scoperto da Karl Ludwig Harding il 1 Settembre 1804, questo imponente asteroide (all’incirca 240 chilometri di diametro) sarà in opposizione il 7 di Settembre. In questo frangente raggiungerà la massima brillantezza con una magnitudine di 7.8.

Il suo moto sarà di 0,69 secondi d’arco al minuto, quindi, per far si che l’oggetto mantenga un aspetto puntiforme nelle  nostre immagini potremo utilizzare tempi di esposizione fino a 5 minuti. Per ottenere  una traccia di movimento dovremo esporre (o integrare) per un tempo più lungo, e con 40 minuti di posa vedremo (3) Juno trasformarsi in una bella striscia luminosa di 28 secondi d’arco.

(216) Kleopatra

(216) Kleopatra è un asteroide di fascia principale che compie un’orbita intorno al Sole ogni 1.710 giorni (4.68 anni) ad una distanza compresa tra le 2.09 e le 3.50 unità astronomiche (rispettivamente, 312.660.000 km al perielio e 523.592.000 km all’afelio).

Deve il suo nome alla regina egizia Cleopatra Tèa Filopàtore, conosciuta anche come Cleopatra VII o più brevemente Cleopatra.

Scoperto da Johann Palisa il 10 aprile 1880, questo grande asteroide (circa 120 Km di diametro) sarà in opposizione il 11 Settembre, momento nel quale raggiungerà la massima luminosità brillando di magnitudine di 9.8.

Il suo moto sarà di 0,59 secondi d’arco al minuto, quindi, per far si che l’oggetto mantenga un aspetto puntiforme nelle  nostre immagini potremo utilizzare tempi di esposizione fino a 5 minuti. Per ottenere  una traccia di movimento dovremo esporre (o integrare) per un tempo più lungo, e con 40 minuti di posa vedremo (216) Kleopatra trasformarsi in una bella striscia luminosa di 24 secondi d’arco.

Selezione di asteroidi (luminosi) in opposizione a Settembre 2022
(24) Themis Magnitudine: 12
(78) Diana Magnitudine: 12
(128) Nemesis Magnitudine: 11
(154) Bertha Magnitudine: 12
(159) Aemilia Magnitudine: 13
(378) Holmia Magnitudine: 13
(770) Bali Magnitudine: 13
(972) Cohnia Magnitudine: 12

 

 

Le Costellazioni di Settembre 2022

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Settembre ha l’aria malinconica di un mese che sta per portarci alla stagione autunnale: tuttavia il cielo è ancora in grado di offrirci molti oggetti tipici dell’estate boreale, rendendo più piacevole il passaggio di testimone tra una stagione e l’altra, che avverrà ufficialmente giorno 23 settembre alle 03:03 (ora italiana)!

In questo mese potremo ancora ammirare le costellazioni estive come il Sagittario, lo Scorpione, Ercole, l’Aquila, il Cigno, la Lira, mentre verso Ovest assisteremo al lento declino del Boote con la stella Arturo.

A Nord-Est e Nord-Ovest saranno sempre visibili le costellazioni di Andromeda, Cefeo, Perseo, Cassiopea e ancora l’Orsa Maggiore con l’asterismo del Grande Carro e l’Orsa Minore.

Nel cielo di settembre potremo osservare il Triangolo Estivo ancora alto nel cielo nella prima parte della serata mentre non sarà difficile imbattersi nella maestosa bellezza della nostra Galassia: la Via Lattea infatti si staglia nel cielo già dopo il tramonto, a patto che ci si rechi in un luogo adeguato all’osservazione e quindi privo di qualsiasi tipo di disturbo.

Percorrendo con gli occhi la volta celeste e concentrandosi nei pressi della costellazione di Andromeda non sarà difficile individuare un’altra galassia, una delle più conosciute e amate da astrofili e astrofotografi: M31, la galassia di Andromeda, che appare già ad occhio nudo come un batuffolo luminoso, ancor più apprezzabile se ci si avvale dell’aiuto di un binocolo o di un telescopio.

L’AQUILA NEL CIELO DI SETTEMBRE

Tra gli astri che brillano nel cielo di settembre troviamo ancora Altair, stella alfa dell’Aquila.
La costellazione, attraversata dalla Via Lattea, è tipica dell’estate boreale e si trova a cavallo dell’equatore celeste.

Alpha Aquila, conosciuta con il nome di Altair, è una stella bianca con magnitudine apparente di 0.77 e questo ne fa la dodicesima stella più brillante del cielo, con una distanza dalla Terra di soli 17 anni luce.
Insieme a Vega della Lira e Deneb del Cigno, Altair costituisce uno dei vertici del Triangolo Estivo.

OGGETTI NON STELLARI NELL’AQUILA

La costellazione dell’Aquila non contiene oggetti del catalogo Messier ma ospita al suo interno due ammassi aperti come NGC 6709 e NGC 6755, l’ammasso globulare NGC 6760, la nebulosa planetaria NGC 6781 e la nebulosa Phantom Streak (NGC 6741) oltre alla galassia NGC 6814.

Nell’Aquila è presente anche la Nebulosa oscura E, composta da due sistemi nebulosi separati fra loro e visibili con un telescopio anche amatoriale: B 142 e B 143.

Nebulosa oscura E.
Credit: Fabio Di Stefano.
L’AQUILA NELLA MITOLOGIA

Rappresentata come l’uccello mitologico caro a Zeus, nella mitologia greca e romana l’Aquila è protagonista di molte leggende.
Una delle leggende più diffuse narra che il rapace era utilizzato dal padre degli dei per riportare indietro i fulmini che egli scagliava contro chi osava disobbedirgli.

Un’altra versione del mito ci racconta che Zeus si trasformò in un’aquila per rapire il giovane Ganimede e portarlo nell’Olimpo affinché svolgesse il ruolo di coppiere degli dei mentre, secondo un’altra conturbante storia, l’inguaribile seduttore Zeus s’incapricciò della dea Nemesi e per riuscire a possederla messe a punto un piano con l’aiuto di Afrodite la quale venne trasformata in un’aquila per fingere di dare la caccia al bellissimo cigno nel quale si era trasformato Zeus.

Il padre degli dei cercò quindi rifugio tra le braccia della bella Nemesi e riuscì finalmente nell’intento di possederla. A memoria del buon esito del piano, Zeus pose il Cigno e l’Aquila a brillare tra le stelle in eterno.
Il CAPRICORNO NEL CIELO DI SETTEMBRE

Posta a metà tra il Sagittario e l’Acquario troviamo la più piccola delle costellazioni zodiacali, il Capricorno.
L’oggetto transita al meridiano proprio nel mese di settembre e rimane ben visibile per gran parte del periodo autunnale.

Nonostante la costellazioni non spicchi in luminosità e grandezza, alcune delle stelle che la compongono sono abbastanza brillanti da essere individuate in una sorta di triangolo che si compone ad Est del Sagittario: si tratta di Algedi (α Capricorni), Deneb Algedi (delta Capricorni) e ω Capricorni.

La stella Algedi è una delle stelle multiple più note e osservate del cielo; le due componenti primarie, due stelle gialle, possono essere risolte già con piccole strumentazioni mentre con l’utilizzo di un telescopio si scopre che entrambe le componenti sono a loro volta doppie.

Sistema multiplo di Algedi. Credit: credits www.constellation-guide.com
OGGETTI NON STELLARI NEL CAPRICORNO

La costellazione del Capricorno non vanta la presenza di particolari oggetti del profondo cielo, in compenso si segnala l’ammasso globulare M30, situato a Sud-Est della costellazione e che in condizioni di cielo ottimali può essere individuato anche con un binocolo: cerchiamolo senza però aspettarci chissà quali dettagli i quali invece possono essere rilevati attraverso un telescopio che abbia una discreta apertura.

IL CAPRICORNO NELLA MITOLOGIA

Figura dall’aspetto insolito e ambiguo, il Capricorno si presenta come una creatura con la testa e le zampe anteriori di una capra e la coda di un pesce.

I greci identificavano la “capra cornuta” con il dio Pan: egli prese parte alla lotta contro i Titani, suggerendo agli dei di trasformarsi in animali per poter mimetizzarsi più facilmente, assumendo lui stesso sembianze per metà anfibie. Durante la battaglia finale Zeus dovette affrontare Tefeo il quale recise i nervi di mani e gambe del padre degli dei; a soccorrerlo furono Ermes e Pan e grazie al loro aiuto Zeus poté sconfiggere il mostro utilizzando la sua folgore, seppellendo Tefeo nelle viscere del Monte Etna che divenne un vulcano proprio per via del respiro infuocato del mostro.

Per ringraziare Pan dello stratagemma delle metamorfosi, rivelatosi utile alla vittoria degli dei contro i Titani, Zeus collocò il dio sulla volta celeste nelle sembianze del Capricorno.

Le Comete di Settembre 2022

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Facciamo il punto sulla C/2017 K2 PanSTARRS

Siamo giunti al termine del lunghissimo periodo di visibilità della C/2017 K2 PanSTARRS, ancora purtroppo protagonista unica a settembre.

Avviata al perielio del 19 dicembre si abbasserà sempre sull’orizzonte, scomparendo tra la luce solare dei cieli del Nord Italia già verso metà mese, mentre nell’estremo Sud la si potrà osservare per tutto il mese.

Partendo dallo Scorpione, vicina alla stella Delta Scorpii (Dschubba), valicherà i confini del Lupo il giorno 21. La sua luminosità continuerà ad aggirarsi attorno all’ottava grandezza ed andrà osservata a all’inizio della notte astronomica.

La Posizione della K2 PanSTARRS in settembre alle 21.30 ora estiva. Le stelle più deboli sono di mag. 8

Transiti notevoli ISS per il mese di Settembre 2022

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La ISSStazione Spaziale Internazionale sarà rintracciabile nei nostri cieli sia ad orari mattutini che serali. Avremo molti transiti notevoli con magnitudini elevate durante il primo mese d’autunno, sperando come sempre in cieli sereni!

9 Settembre

Si inizierà il giorno 9 Settembre, dalle 05:24 verso NO alle 05:32 verso ESE. Visibilità perfetta da tutta la nazione, con magnitudine di picco a -3.6. Osservabile senza problemi, meteo permettendo.
11 Settembre

Si replica l’11 Settembre, dalle 05:25 in direzione OSO alle 05:31 in direzione SE. Questo sarà un transito ottimale per le regioni occidentali della nazione. Magnitudine massima di -3.4. Se osservata dal Centro Italia la ISS transiterà vicina alla coppia Luna/Giove.
15 Settembre

Il transito successivo si avrà il 15 Settembre, con la Stazione Spaziale che transiterà dalle 20:24 alle 20:32, da SO a E. Un transito ottimale per il Centro-Sud Italia, con magnitudine massima a -3.5.
17 Settembre

L’ultimo transito notevole si avrà il 17 Settembre, osservabile nuovamente da tutto il paese, dalle 20:22 alle 20:31, da OSO a NE. La ISS, con magnitudine massima a -3.7, effettuerà il miglior transito serale del mese.

N.B. Le direzioni visibili per ogni transito sono riferite ad un punto centrato sulla penisola, nel centro Italia, costa tirrenica. Considerate uno scarto ± 1-5 minuti dagli orari sopra scritti, a causa del grande anticipo con il quale sono stati calcolati.

 

Un passo verso la Luna: Artemis 1 pronto al decollo

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Tutto pronto per il lancio della prima missione Artemis,
con l’obiettivo di riportare nei prossimi anni
l’uomo
sulla Luna!

Artemis 1 è la prima di una serie di missioni con lo scopo di riportare l’uomo sulla Luna in modo permanente, iniziando un nuovo ciclo di esplorazione lunare dopo le famose missioni Apollo. Non a caso Artemis prende il nome di Artemide, sorella di Apollo e personificazione della Luna crescente.
Questo primo lancio sarà un importante test per verificare il funzionamento della strumentazione di bordo e della capsula Orion, oltre alla raccolta dati di alcuni esperimenti in orbita.
Le aspettative sono altissime: il primo passo per riportare degli astronauti sul nostro satellite sta per essere compiuto.

A bordo del veicolo spaziale

L’enorme Space Launch System (Sls) di 98 metri è il razzo più potente mai costruito fino a questo momento dalla Nasa, con lo scopo di portare in orbita la capsula Orion.
Artemis I traccia una linea importante negli obiettivi a lungo termine della NASA per l’esplorazione spaziale, aprendo la strada ai primi passi sul suolo lunare alla prima donna e alla prima persona di colore sulla Luna entro il 2025, all’esplorazione della superficie del nostro satellite, gettando le basi per viaggi verso mete più complesse come Marte.
Per questo motivo il razzo spaziale è progettato per portare in orbita enormi carichi.

Space Launch System della missione Artemis 1.
Credits NASA

In questo primo test nella capsula Orion saranno presenti dei passeggeri: per i primi astronauti umani dovremo aspettare ancora perché in questo caso a bordo ci saranno 3 manichini! La loro presenza è tuttavia fondamentale per il monitoraggio di alcuni parametri  da valutare per le missioni future.
Dati relativi a radiazioni, vibrazioni ed accelerazioni raccolti tramite sensori integrati sono una risorsa essenziale per la sicurezza in volo degli astronauti. Un esempio rilevante è dato dal corpo femminile, più soggetto alle radiazioni rispetto a quello maschile: non è un caso che due dei tre manichini siano busti umani femminili.

Studiare l’effetto delle radiazioni è utile per gli effetti sugli esseri umani ma in generale anche per le altre forme di vita. A bordo dello Space Launch System sono presenti 10 mini satelliti Cubesat. In particolare uno di questi, BioSentinel, trasporta cellule di lievito: il satellite, separandosi dalla capsula Orion per dirigersi verso il Sole, raccoglierà più dati possibili sull’influenza delle radiazioni sulle cellule in analisi.

Le fasi di volo

Il decollo è previsto alle ore 14.30 circa presso il complesso di lancio 39B del Kennedy Space Center di Cape Canaveral, lo stesso delle missioni Apollo. Block 1 è il nome della configurazione di SLS, composto da due razzi a combustibile solido in grado di sprigionare la potenza necessario per il decollo, insieme al core stage composto da quattro propulsori. All’altezza di 160 km la capsula Orion verrà sganciata dal sistema Block 1 e utilizzerà il secondo stadio dell’Sls per percorrere i 385 mila chilometri di distanza verso la Luna.

Abbandonata l’orbita terrestre Orion compirà una serie di voli ravvicinati (flyby) non soltanto per testare la strumentazioni di bordo ma anche per verificare il sistema di comunicazioni con il nostro pianeta. La durata della missione prevista è di 42 giorni prima dello splashdown sulla Terra e il recupero dei manichini all’interno della capsula.

Cosa riserva il futuro

Tre sono al momento le missioni finanziate dalla Nasa in collaborazione con l’agenzia spaziale europea, canadese e giapponese. Artemis 2 in programma per il 2024 prevede la presenza di astronauti a bordo di Orion che non atterreranno sulla Luna ma orbiteranno intorno ad essa. L’allunaggio è previsto con Artemis 3 in uno dei 13 siti candidati recentemente annunciati dalla Nasa. L’Esa parteciperà alla missione con 3 astronauti che verranno scelti dai 7 dell’attuale equipaggio, di cui fa parte anche Samantha Cristoforetti. Nelle due settimane previste sul suolo lunare, oltre al campionamento del ghiaccio presente e ad una serie di esperimenti e osservazioni, è prevista l’installazione di alcune apparecchiature aggiuntive, tra cui un rover controllabile a distanza.

Siti candidati per l’allunaggio.
Credit: Nasa.

 

Tutto pronto per la diretta!

ATTENZIONE: COUNTDOWN SOSPESO PER UN PROBLEMA TECNICO AL MOTORE. LANCIO SLITTATO AL 02 SETTEMBRE

Luna di Settembre 2022

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Settembre regala le ultime nottate estive prima dell’inizio dell’autunno. Scopriamo insieme la Luna del mese!

Chiuso lo scorso mese di Agosto col Novilunio del giorno 27 prosegue la fase di Luna crescente, portando il nostro satellite nelle migliori condizioni osservative che culmineranno col Primo Quarto del 3 Settembre alle ore 20:08.
Fin dall’inizio di questo nuovo mese gli appassionati di osservazioni lunari avranno l’occasione di puntare i loro strumenti verso la Luna.

Nel caso specifico, all’ora indicata, il nostro satellite si troverà ad un’altezza iniziale di +20° rendendosi visibile nel cielo di sudovest fino alle ore 23:22, quando scenderà sotto l’orizzonte.
Nonostante quanto scritto finora in merito alle innumerevoli strutture superficiali osservabili in Primo Quarto vorrei ora tornare alla precedente serata, il 2 Settembre, con la Luna in fase di 6.4 giorni.
Focalizziamo l’attenzione sull’area del mare Nectaris, una regione relativamente pianeggiante con superficie di 100.000 kmq (diametro 360 km circa) la cui origine viene ricondotta al periodo geologico Nectariano collocato a 3,9 miliardi di anni fa e situata nel settore sudorientale lunare.

Mare Nectaris. Credit: Francesco Badalotti
Mare Nectaris

Sovrapponiamo ora l’immagine telescopica del mare Nectaris ad una porzione del globo terrestre di Google Earth centrata sulla città di Milano ed avremo una ulteriore conferma di come possa variare la percezione delle effettive dimensioni di una qualsiasi struttura lunare rispetto ad una corrispondente area situata sul nostro pianeta.
Come è possibile constatare dalle immagini, la zona occupata dal mare Nectaris sarebbe delimitata da una circonferenza estesa dal Gruppo del Monte Bianco alle città di Cuneo, La Spezia, Modena/Bologna, Vicenza, Trento, Vaduz e il Lago di Lucerna in Svizzera.

Ma, visto che siamo in argomento, si potrebbe anche ipotizzare di sovrapporre i tre spettacolari crateri Theophilus, Cyrillus, Catharina (lato ovest di Nectaris) sulla porzione centrale della Pianura Padana.
Constatiamo come quei tre crateri così ravvicinati tra loro e minuti nell’oculare di un telescopio, nonostante i loro diametri intorno ai 100 km, si estendano teoricamente su un’area corrispondente a gran parte del Catino Padano, dalla città di Asti fino alla costa Adriatica (Delta del Po) o da Livorno fino all’Alta Valtellina.
Per non parlare poi del singolo cratere Theophilus (diametro 104 km) la cui sovrapposizione centrata sulla città di Milano andrebbe ad interessare una circonferenza estesa a buona parte della Lombardia: uno spettacolo grandioso con le sue pareti che si innalzano fino ai 4400 mt circa.
In ogni caso la regione del mare Nectaris si rivelerà senz’altro molto interessante anche in relazione ai due o più anelli concentrici facilmente individuabili ancora oggi, di cui il più evidente è costituito dalla ripida, spettacolare ed imponente scarpata della Rupes Altai estesa per circa 500 km ed alta intorno ai 1000/1500 mt.
Tali strutture concentriche, di cui l’anello più esterno corre dal cratere Piccolomini fino alla confluenza del Sinus Asperitatis nel sud del mare Tranquillitatis, devono la loro formazione alla propagazione delle onde d’urto in seguito agli sconvolgimenti all’origine del bacino di Nectaris verificatisi circa 3,9 miliardi di anni fa nel periodo geologico Nectariano.

Luna in Plenilunio

Proseguendo nella fase di Luna crescente, alle ore 11:59 del 10 Settembre il nostro satellite sarà in Plenilunio ma a -53° sotto l’orizzonte, alla distanza di 374246 km dal nostro pianeta e con diametro apparente di 31,93’. Per eventuali osservazioni col telescopio basterà attendere la medesima serata del 10 Settembre quando alle ore 19:56 sorgerà il disco della Luna Piena contestualmente al tramonto del Sole, rendendosi pertanto a nostra disposizione fino all’alba del mattino seguente, quando cederà il posto all’astro del giorno.

Questo Plenilunio potrà costituire una buona occasione per effettuare alcune interessanti osservazioni. Infatti il punto di massima Librazione si troverà in prossimità dell’area fra il cratere Endymion ed il mare Humboldtianum con la concreta possibilità di individuare strutture crateriformi la cui visibilità è in stretta relazione con le Librazioni.
Inoltre, ma in posizione diametralmente opposta, lo spettacolare e fotogenico quartetto composto dai crateri ravvicinati Schickard (233 km), Nasmyth (80 km), Phocylides (117 km), Wargentin (87 km), quest’ultimo con l’interessante peculiarità di una platea ricolma di materiale lavico e notevolmente rialzata, fin quasi alla sommità delle sue pareti le quali emergono solamente per circa 300 mt.

Ripartita la fase calante, alle ore 23:52 del 17 Settembre sarà in Ultimo Quarto dopo essere sorta alle ore 23:16 rendendosi pertanto visibile fino all’alba del mattino seguente. Nonostante non coincida col punto di massima Librazione, potrà rivelarsi molto interessante l’osservazione della più estesa struttura crateriforme esistente sull’emisfero lunare rivolto verso la Terra. Si tratta di Bailly, una immensa formazione geologica proveniente dal periodo Nectariano (3,9 miliardi di anni fa) di 311 km di diametro e situata in prossimità del bordo lunare sud-sudovest al confine con l’altro emisfero.
All’osservazione telescopica sarà possibile individuare una notevole quantità di crateri di ogni dimensione letteralmente sovrapposti sia sulle sue pareti che sul fondo di questa vastissima struttura, segno inequivocabile dell’intenso bombardamento meteoritico verificatosi in epoche remotissime.

Ormai destinato a sprofondare sempre più nelle ore della notte, il nostro satellite sarà in Novilunio alle ore 23:54 del 25 Settembre, finalmente con la contestuale ed immediata ripartenza di un nuovo ciclo che lo riporterà progressivamente fuori dalle tenebre della lunga notte lunare per avvicinarsi sempre più alle migliori condizioni osservative nei primi giorni del prossimo mese, ma ne riparleremo.

Le Falci lunari di Settembre

Appuntamento per chi segue le falci lunari per la notte del 22 Settembre con una falce di 25,6 giorni che sorgerà alle ore 03:01 fra le stelle del Cancro e del Leone. Volendo effettuare osservazioni col telescopio se ne percepirà la netta distinzione fra gli scuri basalti di Procellarum, in contrasto con le più chiare rocce anortositiche degli altipiani di ovest-sudovest nei quali è sempre inconfondibile la spettacolare “macchia nera” del grande cratere Grimaldi di 228 km di diametro.
Inoltre sarà un’ottima occasione per scandagliare la regione dei crateri Drygalski e Le Gentil sull’estremo bordo meridionale in prossimità del polo sud della Luna e col notevole contributo del punto di massima Librazione proprio da quelle parti.

La notte successiva, il 23 Settembre, sorgerà alle ore 04:05 una falce in fase di 26,7 giorni con la possibilità di scandagliare gli innumerevoli dettagli del cratere Bailly ristretto fra la linea del terminatore ed il bordo lunare ed in coincidenza col punto di massima Librazione.

Una falce ancora più sottile sorgerà il 24 Settembre alle ore 05:10 in fase di 27,8 giorni, ma in questo caso l’esiguo margine di tempo prima che la luce del Sole abbia il sopravvento consentirà solo alcune veloci foto attuando ogni precauzione per non intercettare la luce solare.

Per quanto riguarda la fase crescente, appuntamento per il 27 Settembre con una falce di 1,8 giorni che tramonterà alle ore 19:53. Considerata la vicinanza di questa falce al tramonto del Sole anche in questo caso sarà indispensabile attuare ogni specifica precauzione in caso di riprese visuali o fotografiche.

Ulteriore ed ultimo appuntamento di questo mese per il tardo pomeriggio del 28 Settembre con una falce di 2,8 giorni che alle ore 20:17 scenderà sotto l’orizzonte. Nel caso specifico saranno già possibili dettagliate osservazioni di un gran numero di strutture superficiali tra cui il settore nordest, l’area del mare Crisium e gli imponenti crateri situati lungo il bordo est del mare Fecounditatis (Langrenus, Vendelinus, Petavius, Furnerius) fino al settore sudorientale unitamente alle rispettive cuspidi nord e sud. Per questa tipologia di osservazioni, oltre agli ormai noti parametri osservativi, risulterà determinante disporre di un orizzonte il più possibile libero da ostacoli.

Librazioni di Agosto

(In ordine di calendario, per i dettagli vedere le rispettive immagini).

Si precisa che, per ovvi motivi, non vengono indicati i giorni in cui i punti di massima Librazione si discostano dalla superficie lunare illuminata dal Sole.

Librazioni Regione Polare Nord:

  • 07 Settembre. Fase 11,34 giorni – Massima Librazione: nord cratere Baillaud.
  • 08 Settembre. Fase 12,36 giorni – Massima Librazione: nordest cratere Cusanus.

    Librazioni del 7 e 8 settembre. Mappe di F. Badalotti su immagini tratte dal globo di “Virtual Moon Atlas”

Librazioni Regione Nordest:

  • 09 Settembre. Fase 13,38 giorni – Massima Librazione: nord mare Humboldtianum.
  • 10 Settembre. Fase 14,40 giorni – Massima Librazione: est cratere Endymion.

    Librazioni del 9-10 settembre. Mappe di F. Badalotti su immagini tratte dal globo di “Virtual Moon Atlas”

Librazioni Regione Polare Sud:

  • 22 Settembre. Fase 25,70 giorni – Massima Librazione: sud cratere Drygalski.
  • 23 Settembre. Fase 26,74 giorni – Massima Librazione: sud cratere Bailly.
  • 24 Settembre. Fase 27,79 giorni – Massima Librazione: ovest cratere Hausen.

    Librazioni del 22-23-24 settembre. Mappe di F. Badalotti su immagini tratte dal globo di “Virtual Moon Atlas”

Invito riservato alle Associazioni – celebrazioni 25 anni

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Alle Associazioni e Gruppi di Astrofili e Gruppi 

alla c.a. di presidenti e direttori

Nel prossimo mese di settembre Coelum Astronomia, nato nel 1997 taglierà un traguardo importante arrivando ai 25 anni di pubblicazioni, un risultato che consideriamo di prestigio e che celebreremo con una vera e propria festa alla quale abbiamo il piacere di invitarvi. Fissata per il 18 settembre in una location davvero suggestiva, nell’arco della giornata saranno programmati interventi di protagonisti di Coelum e di rappresentanti delle istituzioni.
Sarà l’occasione per brindare insieme anche ai prossimi 25 anni di pubblicazioni! Alla festa saranno  inoltre invitati i principali collaboratori di Coelum e i lettori più appassionati. Un modo per ritrovarsi, dopo questi anni difficili, o per conoscersi finalmente di persona se non se ne aveva avuto l’opportunità prima.

Location
I festeggiamenti per i 25 anni di Coelum Astronomia si terranno a Esantoglia (MC) nello storico Palazzo di Malcavalca (qui la mappa) e saranno ospitati all’interno della manifestazione Galassica 2022 – Festival dell’Astronomia.

Programma 18 settembre 2022
Ecco un breve programma della giornata:
ore 09:00 accoglienza
ore 09:15 inizio conferenze
ore 13:00 pausa pranzo
ore 15:00 Inizio festeggiamenti Coelum Astronomia (interventi e ringraziamenti)
ore 18:00 Brindisi al buffet
ore 19:30 chiusura celebrazioni

Nelle prossime settimane, aggiungeremo dettagli che sarà nostra cura mettere a disposizione degli ospiti.

Il link per la conferma di partecipazione è stato inviato tramite mail direttamente nelle caselle email delle associazioni. In caso di mancata ricezione vi invitiamo a controllare nella cartella spam o contattare la Redazione per la segnalazione, scrivendo a coelumastro@coelum.com 

Note Importanti sulle prenotazioni

  • Termine ulltimo prenotazioni associazione 03 settembre 2022.
  • Massimo posti prenotabili per associazione n°3.
  • Massimo posti messi a disposizione per le associazioni n°50.

Allo scadere delle prenotazioni i posti rimasti liberi saranno messi a disposizione del pubblico. Le prenotazioni per il pubblico saranno aperte a partire dal giorno 04 settembre.

Giove immortalato dal James Webb Telescope

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Nuove entusiasmanti immagini rivelano il gigante gassoso in tutto il suo splendore: aurore ai poli, tempeste colossali, nebbie e satelliti!

Il James Webb Telescope continua a sorprenderci con nuove meravigliose immagini nonostante la sua attività sia iniziata da poco tempo. Le lenti del telescopio hanno osservato Giove in tutta la sua magnificenza, evidenziando le aurore ai poli, le sue tempeste, gli anelli e persino due piccoli satelliti!
“Non ci aspettavamo davvero che fosse così bello, ad essere onesti”, ha commentato Imke de Pater dell’Università della California, che ha condotto le osservazioni insieme a Thierry Fouchet, dell’Osservatorio di Parigi. “È davvero straordinario poter vedere i dettagli su Giove insieme ai suoi anelli, ai minuscoli satelliti e persino alle galassie in un’unica immagine”.

L’atmosfera del pianeta gassoso

Le due nuove immagini e i dati analizzati dai ricercatori sono stati raccolti dalla Near-Infrared Camera (NirCam), composta da tre filtri a infrarossi. La radiazione infrarossa risulta invisibile ai nostri occhi ed è necessario rielaborare e mappare nelle lunghezze d’onda dello spettro visibile per poter ammirare le immagini con i nostri occhi. In generale le lunghezze d’onda più lunghe appaiono più rosse, mentre quelle più corte sono più blu.

Immagine ottenuta dalla Webb Nircam da tre differenti filtri e allineamento dovuto alla rotazione del pianeta.
Credit: NASA, ESA, CSA, Jupiter ERS Team; immagine elaborata da Judy Schmidt.

I tre filtri utilizzati rivelano l’intensa attività che avviene nell’atmosfera gioviana. Nella foto, infatti, sono presenti al polo settentrionale e al polo meridionale delle aurore che si estendono fino ad alta quota. E’ possibile notarle con colori più rossi (corrispondenti a lunghezza d’onda infrarosse più lunghe) che evidenziano la luce riflessa dalle nubi inferiori e dalle foschie superiori. Un filtro con i colori giallo e verde mostra foschie turbinanti intorno ai due poli! Il terzo filtro, dal colore blu, evidenzia la luce riflessa da una più profonda nube.
La nota Grande Macchia Rossa, la più famosa tempesta di Giove, appare invece bianca così come le altri nubi: la spiegazione è dovuta al fatto che queste nubi riflettono moltissima della luce solare.

“La luminosità qui indica l’alta quota, quindi la Grande Macchia Rossa ha foschie ad alta quota, così come la regione equatoriale”, ha affermato Heidi Hammel, scienziata interdisciplinare Webb per le osservazioni del sistema solare. “Le numerose ‘macchie’ e ‘striature’ bianche luminose sono probabilmente cime nuvolose ad alta quota di tempeste convettive condensate”. Al contrario, i nastri scuri a nord della regione equatoriale hanno poca copertura di nubi.

Anelli e satelliti

Nell’altra immagine a campo largo fornita è possibile notare alcuni interessanti dettagli nei pressi del pianeta. Sono visibili i deboli anelli che circondano Giove, poco evidenti rispetto a quelli di Saturno e circa un milione di volte meno visibili rispetto all’atmosfera del pianeta. Più distanti si possono notare due piccole lune del pianeta, Amalthea e Adrastea. Compaiono anche due macchie poco luminose sullo sfondo: probabilmente due galassie che il James Webb Telescope non può far a meno di immortalare grazie alla sua incredibile sensibilità.

La missione del James Webb Telescope mostra l’importanza della collaborazione non solo tra enti di ricerca, ma anche tra cittadini ed appassionati di tutto il mondo. Un contributo fondamentale alle immagini processate è dato, ad esempio, da una citizen scientist di Modesto, California, Judy Schmidt. Da 10 anni, dopo aver partecipato ad un contest dell’Esa ha fornito un contributo importante all’image processing dell’Hubble e ora del Webb Telescope. In questo caso, Judy racconta, l’operazione di sovrapposizione delle immagini era particolarmente impegnativa, a causa della rotazione veloce del pianeta attorno al proprio asse.
A noi non rimane che meravigliarci con gli sviluppi che l’esplorazione spaziale riserverà per il prossimo futuro.

Immagine ottenuta da due filtri dalla camera infrarossi del Webb Telescope di una porzione del sistema gioviano. Credit: NASA, ESA, CSA, Jupiter ERS Team; immagine processata da Ricardo Hueso (UPV/EHU) e Judy Schmidt.

 

 

“Per Desiderio”, il docufilm che indaga il nostro personale rapporto con il cielo

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Dall’amore per il cielo nascono grandi cose!

Fin dagli albori dell’umanità l’uomo ha stabilito un legame speciale con il cielo: il gesto di osservare la volta celeste ha assunto nei millenni i più vari significati, fino ai giorni nostri.

Per i nostri antenati e per gli antichi popoli l’osservazione del cielo stabiliva le basi necessarie per potersi orientare, scandire lo scorrere del tempo e delle stagioni, gestire il ciclo di semine e raccolti.

Per gli antichi scienziati il cielo rappresentava una fonte da cui acquisire le informazioni necessarie alla conoscenza dell’universo mentre i filosofi, i letterati e i poeti hanno trovato l’ispirazione per importanti riflessioni e opere letterarie.

Il cielo è e continua ad essere una fonte fondamentale d’ispirazione per l’uomo.

Per alcuni più che per altri.

Chi si perde nello spazio infinito in cui si dispiega la volta celeste, osservando, studiando e fotografando sa che i limiti non esistono, sa che le vere barriere sono quelle create dall’uomo. Le grandi menti e le grandi anime sanno andare oltre.

Dall’interesse e dall’amore per il cielo nascono cose bellissime: sogni, idee straordinarie, come quella avuta da Paola Tricomi, che ha da poco conseguito il suo Dottorato presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, nonché scrittrice e amante delle fotografie celesti.

Dalla sua mente geniale, dalla sua anima luminosa, dal suo amore per il cielo ha preso luce un sogno, tramutatosi nell’idea di realizzare un progetto: un docufilm sulle immagini letterarie, poetiche, fotografiche e astrofisiche del cielo, intitolato “Per desiderio”.

La sceneggiatura di Paola Tricomi, Francesca Moscarella e Andrea Orlando, ricercatore e divulgatore scientifico e protagonista anch’esso del docufilm, con la produzione di Ecoframes Production, narra il cielo da diverse prospettive: “Per desiderio” è un sogno che si concretizza con i racconti dei vari protagonisti che prenderanno parte alla storia: astrofisici, astrofotografi e… un astronauta!

Alla produzione ha preso parte anche l’astrofotografa Teresa Molinaro (collaboratrice Coelum e autrice della rubrica mensile “Le Costellazioni del mese”) che ci racconta di questo progetto.

La narrazione del docufilm si dirama tra racconti, esperienze, fotografie al fine di ricostruire un flusso di spunti interessanti dal punto di vista scientifico, poetico, fotografico.

Iridescenze lunari e Pleiadi (credit Teresa Molinaro)

Teresa Molinaro si racconterà attraverso le sue foto (molte delle quali pubblicate anche su Coelum Astronomia, oltre che da riviste fotografiche e dal sito scientifico epod.usra.edu) e verrà intervistata da Paola e Andrea svelando aneddoti che sottolineano il suo stretto legame con il cielo e di come coniuga scienza e arte fotografica nei suoi lavori, collocando i fenomeni celesti in un contesto anche paesaggistico e territoriale.

«È stato veramente emozionante prendere parte al docufilm “Per desiderio”: quando Paola Tricomi mi ha contattata per propormi di partecipare non ho esitato a rispondere di sì! Ero davvero sorpresa che questa volta fosse il mio amore per il cielo a venirmi incontro, io che mi perdo tra i sentieri celesti da quando ero bambina, ma con il progetto di Paola tutto ha assunto un significato più profondo.

Incontrarla sul mio cammino mi ha davvero aperto un mondo, ne sono felice, così come lo sono di aver conosciuto coloro che lavorano per la realizzazione del docufilm con molta dedizione e professionalità. Parlare del cielo con persone che come me lo amano sotto diversi punti di vista è stato interessante, affascinante. Credo che il cielo sia lì per tutti, ma non tutti dispongono della stessa sensibilità nell’osservarlo, perdendosi la magia che ogni giorno si compie sopra le nostre teste» ci racconta Molinaro.

Conosceremo dunque Teresa Molinaro nella sua veste di astrofotografa e grande amante del cielo in tutte le sue sfumature e, come accennavamo, anche un astronauta sarà protagonista di questo affascinante progetto che è “Per desiderio”: si tratta di Luca Parmitano!

credit: “Per desiderio”

Con le sue missioni nello Spazio a bordo della ISS egli è stato in grado di offrire un punto di vista “privilegiato” di osservatore del cielo e della Terra, e con il suo spiccato senso di protezione per questo pianeta ha saputo parlare soprattutto ai giovani, offrendo spunti di riflessione e invitandoli più volte a non restare indifferenti davanti alle cause ambientali e climatiche.

Siamo certi che “Per desiderio” saprà prendervi per mano per condurvi in un viaggio davvero emozionante attraverso storia, letteratura, scienza, arte, passione.

Per conoscere tutti gli altri protagonisti del docufilm e per non perdervi nessuna novità segnaliamo i link su cui seguire “Per Desiderio”: https://perdesiderio.com/

https://www.facebook.com/Per-desiderio-Docufilm-108741438344686

https://www.instagram.com/perdesideriodocufilm/

A questo link il teaser del docufilm: https://youtu.be/VJ6xE3BmlKg

Inoltre:

Visita il sito epod.usra.edu che più volte ha scelto gli  scatti dell’autrice Teresa Molinaro come “Foto del giorno della Scienza della Terra” (EPOD)

AGGIORNAMENTO con il transito di Tethys – La ripresa del transito di Giapeto di fronte a Saturno

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Aggiornamento del 23/08

Il transito di Tethys e l’ombra su Saturno catturato da Cristian Fattinnanzi che ci scrive dopo aver letto del passaggio di Giapeto

Lo scorso 5 agosto abbiamo parlato del transito di Giapeto di fronte a Saturno, ripreso da Antonio Piras [l’articolo completo e le immagini qui sotto].

Non meno affasciante, il transito di Teti e la sua ombra proiettata sul pianeta ad anelli!

Clicca sull’immagine per accedere al video

Il commento di Fattinnanzi, autore di queste immagini:

“La ripresa è stata realizzata con un newton da 36cm F5 con ottica Giacometti in una serata di ottimo seeing da Montecassiano (MC), tramite una telecamera ImageSource DBK21 e focale portata a 10.000 mm tramite proiezione oculare.

Somma e selezione dei frames tramite IRIS.

Il video risale a 12 anni fa e credo sia un risultato quasi pionieristico per quei tempi, fino a quel momento non avevo avuto modo di apprezzare nessun’altra ripresa amatoriale di satelliti e relative ombre sul globo di Saturno”.

Grazie a Cristian Fattinnanzi per queste immagini!

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ARTICOLO DEL 5 AGOSTO 2022

Di seguito lo splendido contributo a cura di Antonio Piras

La luna in oggetto è Giapeto (potete pronunciarlo indifferentemente con l’accento sulla a o sulla e), terza per dimensioni nel sistema satellitare di Saturno con i suoi quasi 1500 km di diametro.

Nella notte tra il 17 e il 18 luglio Giapeto si è reso protagonista di un transito di fronte al suo pianeta.
Considerando anche il passaggio in corrispondenza degli anelli, l’intero evento è durato circa 18 ore, con il passaggio per il meridiano centrale di Saturno che è avvenuto quando in Italia erano le 6:42.
La foto che condivido con voi è elaborata a partire da uno dei numerosi video che ho ripreso tra le 4 e le 5 del mattino, e tra essi è quello in cui ho potuto apparentemente approfittare delle migliori condizioni di osservabilità in una notte non molto favorevole.
Riguardo alla rarità dei transiti di Giapeto davanti a Saturno, dovete sapere che il precedente è avvenuto pochi mesi fa, il 29 aprile.
Ma per trovarne prima del 2022 dobbiamo andare indietro a gennaio 2007!
Simile eccezionalità avranno i transiti futuri: ne avremo uno nel 2037 ma purtroppo con Saturno vicino alla congiunzione, quindi lontano da noi e visivamente prossimo al Sole.
Il successivo con buone condizioni di osservabilità sarà addirittura nel 2052! Ecco perché questo transito di luglio 2022 era praticamente da non perdere.

A cosa è dovuta questa rarità del fenomeno?

Principalmente alla grande distanza a cui orbita intorno a Saturno (con oltre 3.5 milioni di km è il più lontano dei satelliti principali) che rende complicati gli allineamenti con la Terra e quindi il verificarsi dei transiti dalla nostra soggettiva.

Non perdere il video dell’evento!

Clicca sull’anteprima per accedere al video

Chiusura estiva

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Dal 10 al 21 Agosto

La Redazione di Coelum Astronomia resterà chiusa per ferie. 

Per urgenze e per comunicazioni importanti, siamo reperibili via e-mail all’indirizzo: coelumastro@coelum.com  

🙌🙌🙌🙌 IMPORTANTE: sono garantiti i servizi di spedizione per gli acquisti delle copie e l’assistenza clienti. 🙌🙌🙌🙌

Vi auguriamo buone vacanze e cieli sereni per splendide osservazioni!

LE SUPERNOVAE ITALIANE NELLE GALASSIE MESSIER – SN1998bu in M96

La settima supernova italiana scoperta in una galassia del catalogo di Messier è la SN1998bu in M96.

Dopo aver trattato nel numero 249 di novembre 2020 la prima supernova la SN1957B scoperta dal Prof. Giuliano Romano nella galassia M84 nel 1957

Per leggere Coelum n. 249 clicca QUI

le quattro supernovae scoperte dall’astronomo Leonida Rosino negli anni ’60 e ’70, realizzate su lastre fotografiche, che abbiamo analizzato nel primo numero della nuova versione di Coelum nel numero 254 di febbraio-marzo 2022

Ti sei perso Coelum n. 254? Lo trovi QUI

e quella nel 1989 dell’astrofilo Federico Manzini, l’unica di queste dieci supernovae ottenuta visualmente, arriviamo agli anni ’90 con l’avvento delle camere CCD che hanno radicalmente cambiato il modo di fare ricerca.

La SN1998bu in M96 è infatti la prima supernovae italiana nelle galassie Messier scoperta grazie all’ausilio di queste nuove tecniche di ripresa. A mettere a segno questa importante scoperta ottenuta il 9 maggio 1998 è stato l’astrofilo romagnolo Mirco Villi, che in quell’anno otteneva così la sua terza scoperta dopo la SN1991T in NGC4527 e la SN1994W in NGC4041.

Immagine di scoperta della SN1998bu in M96 ripresa da Mirco Villi il 9 maggio 1998 con un telescopio Meade LX200 SC da 250mm + camera CCD Hi-Sis 33 e posa di 60 secondi. Immagine disturbata dalla Luna quasi piena e molto vicina alla galassia.

Per tutto quello che ha fatto nel campo della ricerca amatoriale di supernovae non possiamo definire Mirco Villi come un astrofilo comune, ma bensì come un’icona indiscussa in questo settore di ricerca. Agli inizi degli anni ’90, insieme all’amico Giancarlo Cortini, gettò le basi della ricerca amatoriale italiana di supernovae, mettendo poi a segno importanti scoperte come appunto la SN1991T che ancora oggi rappresenta un fondamentale punto di riferimento nella classificazione di questi fenomeni. Spesso, infatti, nella classificazione delle supernovae si legge “91T-like”. E’ inoltre uno dei pochi astrofili italiani ad aver scoperto una supernovae in una galassia Messier, grazie proprio alla SN1998bu in M96.
In questi ultimi anni Mirco Villi ha instaurato una proficua collaborazione con i professionisti americani del CRTS Catalina Real-Time Transient Survey ottenendo numerose scoperte. Ma veniamo al racconto della scoperta.

Immagine di Mirco Villi alla fine degli anni ’90 all’interno del suo osservatorio privato.

In quel periodo Mirco stava allestendo il suo nuovo osservatorio con un telescopio Meade LX200 SC da 250mm, ma non lo aveva ancora dotato di una camera CCD. Per iniziare a fare i primi settaggi della strumentazione gli venne incontro l’amico Federico Manzini, che gli prestò una camera CCD Hi-Sis 33. Perciò nella notte di sabato 9 maggio, anche se la Luna era quasi piena, decise di riprendere una serie di galassie. Passando da una galassia alla successiva arrivò alla bella galassia M96 che però per problemi di settaggio non fu inquadrata nel campo della CCD. Decise perciò di saltare M96 e di proseguire con le successive galassie. Terminata la sessione però subentrò una specie di rimorso per non aver fatto quell’importante galassia del catalogo di Messier e prima di andare a letto puntò il telescopio nuovamente su M96.

Si accorse subito di una stella di mag.+13 posta circa 1’ a Nord del nucleo della galassia. Eseguiva pose da 60 secondi e dopo una seconda ed una terza immagine, la stella era sempre nella solita posizione. Dopo aver verificato che non si trattasse di un pianetino, né di una supernova già scoperta, inviò una mail Daniel Green, colui che a quei tempi gestiva le circolari internazionali IAUC. Il giorno successivo gli veniva perciò attribuita la scoperta in solitario con la circolare IAUC n. 6899 dove la supernova veniva confermata da osservazioni fatte il 10 maggio dall’astronomo B.A. Skiff al Lowell Observatory e da altri osservatori fra cui gli italiani Luca Boschini e Gianluca Masi, con la luminosità della supernova in aumento intorno alla mag.+12,5 quindi scoperta prima del massimo di luminosità.

Immagine di follow-up della SN1998bu in M96 ripresa da Gianluca Masi il 10 maggio 1998.

I primi a riprenderne lo spettro nella notte dell’11 maggio furono gli astronomi dell’Osservatorio di Asiago con il telescopio Copernico da 1,82 metri. La SN1998bu era una supernova di tipo Ia scoperta circa 10 giorni prima del massimo di luminosità e con i gas eiettati dall’esplosione che viaggiavano ad un velocità di circa 11.000 km/s. Il massimo di luminosità si verificò infatti intorno al 19 maggio con la supernova che raggiunse la notevole mag.+11,6. Dal 1993 con la SN1993J in M81 (mag.+10,2) fino al 2004 con la SN2004dj in NGC2403 (Mag.+11,2) è stata la supernova più luminosa per 11 anni. Peccato che un forte assorbimento da polveri della galassia ospite tolse alla supernova oltre mezza magnitudine.

M96 è infatti una galassia a spirale posta nella costellazione del Leone a circa 30 milioni di anni luce di distanza, con il modulo di distanza pari a 30. Senza questa estinzione la supernova avrebbe raggiunto la notevole mag.+11 (30-19=11). Per onor di cronaca, all’astrofilo americano Churk Faranda fu assegnata una pre-discovery grazie ad un’immagine ripresa il 3 maggio (6 giorni prima della scoperta) con la supernova che mostrava una luminosità pari alla mag.+16,5. La particolarità di questa supernova, molto simile alla SN1991T, è rappresentata dal fatto di aver mostrato il famoso “eco di luce”. Ad oggi sono molto poche le supernovae che hanno mostrato questo raro evento, cioè un anello, o meglio un guscio prodotto dalla luce della supernova che si espande nello spazio interstellare attraversando enormi nubi di polveri.

Bellissima immagine a colori della SN1998bu in M96 ripresa il 27 maggio 1998 dall’astronomo americano Nicholas B. Suntzeff dall’Osservatorio di Cerro Tololo con il telescopio SMARTS Cassegrain da 90cm.

Queste particolari supernovae di tipo Ia mostrano una salita verso il massimo di luminosità normale, mentre il declino avviene in maniera molto più lenta a causa di questo eco di luce che rimane visibile per diversi anni. Per questo motivo la SN1998bu, come anche la SN1991T, furono seguite da quasi tutti i più grandi osservatori professionali di tutto il mondo e naturalmente anche dall’Hubble Space Telescope. Nel corso delle interviste ai “Magnifici 10” cioè ai dieci astrofili che avevano ottenuto il maggior numero di scoperte di supernovae al mondo, intervistando il neozelandese Stuart Parker (numero 4 della Top Ten), alla domanda “cosa ti entusiasma di più in questo tipo di ricerca?” rispose che era rimasto affascinato ed onorato dal fatto che l’Hubble Space Telescope aveva ripreso due delle supernove da lui scoperte. Anche Mirco Villi vanta questo primato con la SN1991T e la SN1998bu riprese appunto dall’Hubble Space Telescope.

Ci viene pertanto spontanea una domanda: chi sarà il primo astrofilo al mondo che potrà vedere una propria scoperta ripresa e studiata dal nuovo e potente telescopio spaziale James Webb?

E’ scomparso Stefano Debei – il ricordo di Roberto Ragazzoni

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E’ scomparso all’età di 57 anni, dopo una lotta contro una malattia incurabile, Stefano Debei, docente ordinario di Misure meccaniche e termiche al Dipartimento di Ingegneria industriale del Bo a Padova e direttore del Cisas, Centro di Ateneo di Studi e Attività Spaziali “Giuseppe Colombo”. Un duro colpo per la ricerca in Italia. Coelum Astronomia lo ricorda attraverso le parole del direttore dell’Osservatorio Astronomico di Padova.

Tra queste due fotografie (le prime in questa raccolta) trascorrono circa una ventina d’anni (la seconda e’ scattata il 31 ottobre 2016 al worksop sui risultati della missione Rosetta, sulla prima ho dei dubbi sulla data esatta ma e’ probabilmente il 1996, comunque poco cambierebbe…). In entrambe (nella prima e’ il terzo da sinistra di quelli accovacciati stile football team…) compare il collega ma soprattutto l’amico carissimo Stefano Debei al quale peraltro sono in entrambe al suo fianco. Nella prima ci troviamo ad Asiago per mettere a punto gli ultimi dettagli della Wide Angle Camera per Rosetta, il progetto in cui ho avuto l’onore di partecipare, nella sua fase di definizione, fianco a fianco con Stefano per circa un lustro. Innumerevoli potrebbero essere gli aneddoti da raccontare. Ci era persino toccato di condividere una stanza da letto in cui facevamo a gara a chi russava di piú (ha vinto lui…) e non mancava occasione in cui non si riuscisse a scherzare su questa o quella situazione, ed era inevitabile che ad un certo punto Stefano dovesse raccontare la barzelletta (piu’ o meno indicibile) che meglio si prestava a rappresentare la situazione del momento. In questo frangente si parlava, cambiando registro a volte in modo inatteso, di spettro di vibrazione di quel lanciatore, del miglior supporto isostatico per uno specchio, di come congegnare un otturatore perchè non potesse diventare il limite di un certo telescopio, o se convenisse una piastra od un tubo per quel tipo di configurazione ottica. In mezzo, ovviamente, poteva saltare fuori l’apprezzamento (si fa per dire…) del pranzo offerto nel tal istituto europeo, o della comodità (di nuovo in senso ironico) delle sedie della riunione appena conclusa, oppure -improvvisamente- la barzelletta (come gia’ accennato, talvolta inenarrabile…) che Stefano doveva raccontare, congelando per un breve momento il flusso di idee e discussioni tese a capire come vedere i primi sbuffi della cometa, recuperare un canestro alla deriva in orbita intorno a Marte, o fotografare i dintorni di Saturno. Stefano mi appariva come lo scienziato “100% spaziale” (anche se so che nel suo percorso professionale si è occupato anche di altro), conscio dei rischi derivanti da questo tipo di scelta. Memorabile fu quando lo incontrai in treno (per un pezzo eravamo entrambi pendolari e condividevamo la tratta Padova-Monselice…) e mi spiegò che il suo trapano per perforare il suolo Marziano a cui aveva dedicato tanto lavoro era finito nell’oceano pacifico per via di un lancio fallito di un certo lanciatore russo (mi pare fosse Mars 96). Mi piace ricordarlo nella terza foto (ho dovuto mettere a soqquadro una decina di cassetti per ritrovarla…). Lui, irridente come sempre, che dopo avermi spiegato le scelte strutturali del modello di volo della camera per Rosetta si mette il paraluce a mo’ di cappello. Dopo l’intensissima avventura di Rosetta io mi sono dedicato a lungo a progetti da Terra, ma con Stefano abbiamo continuato a vederci, anche al di fuori dell’ambiente professionale (ed erano solo sue le dritte culinarie sul migliore ristorante inn un qualche angolo dei Colli Euganei dove capitava di incontrarci), e non mancavamo di sentirci al volo con domande complicatissime che ci risolvevamo in uno scambio di battute. Le dritte di Stefano erano sempre preziose, e recentemente avevamo anche ricominciato a lavorare insieme su un paio di progetti, che purtroppo non potranno più vedere la spinta del tuo entusiasmo ed i tuoi preziosi consigli. Dovevo anche portarti in volo e per i tanti impegni e per il Covid poi la cosa non si è materializzata. Con il solito entusiasmo, quasi furoreggiante, avevamo cenato insieme pochissimo più di un anno fa, memento di una battaglia che stavi temporaneamente per vincere, e che ti ha trascinato lontano da noi. Ora sarai alla ricerca del canestro con le preziose rocce marziane intorno al pianeta rosso, od a navigare tra gli anelli di Saturno. Vola Stefano, vola…”

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Moltissimi e di rilievo i ruoli ricoperti, ne ricordiamo alcuni:
– Technical Manager di SIMBIOS-SYS, esperimento integrato composto da fotocamera ad alta risoluzione, telecamera stereo e spettrometro iperspettrale, per la missione BebiColombo ESA. – – Co-Investigator di OSIRIS e responsabile tecnico di WAC, un telescopio di OSIRIS a bordo della missione ESA di Rosetta.
– Membro del gruppo di consulenza del programma di esplorazione di Mars (MEPAG).
– Co-Principal Investigator di DREAMS, esperimento per misure di parametri ambientali e meteorologici per Exomars 2016.
– Co-Investigator di JANUS, telescopio ad alta risoluzione per la missione JUICE dell’ESA.
– Membro di “NAVISP Advisory Committee -NAVAC dell’ESA

Prof. Stefano Debei

Nella sua carriera è stato autore di più 300 articoli pubblicati in riviste internazionali con reviewer e in Proceedings di congressi internazionali con reviewer.

Sito dell’Università di Padova 

Perseidi 2022: le meteore di San Lorenzo

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Le “Lacrime di San Lorenzo” sono uno degli eventi astronomici più attesi dell’anno, lo sciame meteorico che illumina le nostre notti estive!

Le Perseidi, una delle piogge meteoriche più spettacolari dell’anno e tra le più semplici da osservare, complice il periodo delle vacanze estive, vedono la loro magia offuscata dalla Luna piena durante il picco di Agosto.
Scopriamo cosa sono e come osservarle al meglio!

Le Lacrime di San Lorenzo

Il nome popolare dello sciame deriva dalla ricorrenza del martirio di San Lorenzo, avvenuto il 10 agosto del 238, le cui lacrime sono nella tradizione riconducibili alle “stelle cadenti” che vediamo nel cielo. In Italia l’evento è conosciuto dalla popolazione anche per la celebre poesia di Pascoli, 10 agosto (E tu, Cielo, dall’alto dei mondi… d’un pianto di stelle lo innondi quest’atomo opaco del Male!).
In realtà lo sciame di meteore è attivo per un periodo molto più ampio, tra il 17 luglio e il 24 agosto, con un importante diminuzione di visibilità dopo il picco.

Tracce di stelle durante lo sciame delle Perseidi. Credit: Fausto Lubatti.

La cometa Swift-Tuttle

Il picco delle lacrime di San Lorenzo, meglio note come Perseidi, non cade precisamente il 10 Agosto ma nella notte tra il 12 ed il 13. Nella sua orbita intorno al Sole il nostro pianeta interseca il passaggio della cometa Swift-Tuttle, scoperta nel 1862 dall’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli.
Le meteore che vediamo in cielo sono il residuo di comete ed asteroidi che rilasciano una scia di polvere al loro passaggio intorno alla nostra stella. Ogni anno la Terra attraversa questa scia di particelle che, a contatto con la nostra atmosfera e a causa dell’attrito, produce il fenomeno tanto ammirato nelle calde notti estive. Il colore dello sciame è determinato dalla composizione dei detriti rilasciati in combinazione con elementi presenti nella nostra atmosfera, anche se è difficile distinguerli ad occhio nudo.
Come osservarlo al meglio?

Come osservare le Perseidi

La cometa Swift-Tuttle ha un passaggio periodico ogni 135 anni: l’ultimo transito risale al 1992, momento in cui ha “rifornito” l’incrocio con la nostra orbita di nuovi detriti spaziali. Il picco di osservazione, come detto in precedenza, ricade nella notte tra il 12 e il 13 agosto. Non sarà tuttavia il momento migliore per godersi lo spettacolo dello sciame!
Una meravigliosa Luna piena inonderà il cielo notturno con il suo bagliore, diminuendo le possibilità di vedere le scie nel cielo. La soluzione migliore è quella di sfruttare un cielo più favorevole tra le notti del 8-10 agosto, con maggiori possibilità di avvistamento prima dell’alba.
Ricordiamo che il nome delle Perseidi deriva dal radiante, il punto da cui sembrano provenire nel cielo le meteore, che si trova nella costellazione di Perseo. Individuate dunque la traccia di stelle dell’eroe mitologico, dopo le 22 verso nord-est, e godetevi la magia ad occhio nudo: lontani dall’inquinamento luminoso è possibile vederne anche 50 ogni ora.
Buon osservazione!

La costellazione di Perseo. Credit: Stellarium

Scopri di più con il Cielo del Mese!

La mezzaluna e la stella – n. 257 Coelum Astronomia

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Sappiamo già che il Medioevo non esiste.
O meglio, certamente non esiste nella versione parodistica e deformata a cui si era portati a pensare da una lettura limitata e parziale della Storia: guerre, pestilenze, carestie, inquisizioni, e in generale un periodo di ignoranza e oscurantismo.

Grazie ad un rinnovato interesse per il racconto storico, e anche al lavoro di diversi divulgatori, si sta finalmente diffondendo una rivalutazione del periodo storico che va dal quinto al quindicesimo secolo, e che viene scolasticamente indicato come Medioevo.

[…]

C’è inoltre un altro aspetto che bisogna considerare: quello di una visione profondamente euro-centrica della Storia.

Pierdomenico Memeo ci accompagna in uno splendido excursus storico, facendoci immergere in atmosfere Medio Orientali, nel cuore dell’astronomia islamica.

COELUM Astronomia n. 257 Agosto/Settembre

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Marte da vicino: i MER – n. 257 Coelum Astronomia

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Nonostante Curiosity e Perseverance stiano esplorando Marte con strumenti sofisticati e fotocamere avanzate, la missione Mars Exploration Rover (MER) della NASA rimarrà per sempre nella storia e nel cuore di tutti.

Elisabetta Bonora ci accompagna, come solo lei sa fare, nell’esplorazione del pianeta rosso… comodamente seduti a casa!

In questo articolo (presente nel n. 257 Agosto/Settembre) vedremo tutto quello che si può fare con una sequenza MI (Microscopic Imager), con strumenti “domestici”, facilmente accessibili ed utilizzabili da tutti su computer standard.

COELUM Astronomia n. 257 Agosto/Settembre

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Stelle in fattoria con il Gruppo Astrofili Palidoro

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Stelle in fattoria
13 agosto alle ore 21.00

La notte delle stelle cadenti con Saturno e Giove!
a cura del Gruppo Astrofili Palidoro

Il 13 agosto alle ore 21.00 il Gruppo Astrofili Palidoro vi da appuntamento presso la Fattoria Rinaldi in Via della Cadutella 154 a Tragliatella per una serata magica.

Quest’anno, per la presenza di una Luna accecante che non consentirà la facile osservazione delle Perseidi (le stelle cadenti di Agosto), sarà possibile ammirare i bellissimi pianeti Giove e Saturno con i telescopi.

La serata sarà arricchita da una degustazione dei prodotti della fattoria e da spiegazioni con slides interattive.

Per tutte le informazioni, visitate il sito: www.astrofilipalidoro.it

 

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