VLT Survey Telescope (VST) Meeting

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ABSTRACT

Il VLT Survey Telescope (VST), operativo dal 2011 al 2021, è uno dei più grandi telescopi ottici situato nell’emisfero australe, presso l’ESO a Cerro Paranal, nelle Ande Cilene. Equipaggiato con OmegaCAM, una camera a grande campo composta da 32 CCD, il VST è stato progettato per osservare vaste aree del cielo. Frutto di una collaborazione tra l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte e l’ESO, è gestito da INAF dal 2022.

Il VST ha prodotto oltre 400 pubblicazioni scientifiche, coprendo argomenti che spaziano dalla fisica dei corpi del sistema solare alle galassie e fenomeni transienti. Con la fine dell’accordo INAF-ESO nel 2022, è stato istituito il Centro Italiano di Coordinamento del VST (VSTCen) per gestire l’accesso e l’uso del telescopio da parte della comunità scientifica.

Nel 2024, l’INAF ha organizzato un workshop a Napoli per discutere i progetti in corso e futuri, inclusi i grandi programmi pluriennali e nuovi strumenti. Il workshop ha anche evidenziato l’importanza della divulgazione astronomica, con programmi per avvicinare le nuove generazioni all’astronomia. L’evento ha incluso una panoramica delle operazioni del VSTCen e dei risultati di un sondaggio tra gli utenti.

VST science meeting
16 – 18 Apr, 2023
INAF-Astronomical Observatory of Capodimonte, Naples

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Nell’ultimo decennio (2011-2021), il VLT Survey Telescope (VST) è stato uno dei più grandi telescopi al mondo progettato per l’osservazione del cielo nella banda ottica, situato nell’emisfero australe.

IL VST è un moderno telescopio, con una specchio primario di 2.6m di diametro, specializzato per eseguire osservazioni di grandi aree del cielo, e posto presso l’osservatorio dell’European Southern Observatory (ESO) a Cerro Paranal, sulle Ande Cilene, il miglior sito al mondoper osservazioni astronomiche.

L’unico strumento al VST è OmegaCAM, che è una camera a grande campo, che copre 1 grado quadrato nel cielo, composta da un mosaico di 32 CCD, ciascuno composto da rivelatori 16k x 16k, con una scala di 0.21 arcsec per pixel.

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Questa immagine mostra il gruppo di galassie HCG90 acquisita al VST. Crediti: INAF/M. Spavone & R. Calvi

Il VST è stato il risultato di una collaborazione congiunta tra l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte (Italia), sede dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), e l’ESO. L’INAF ha progettato e costruito il telescopio, mentre OmegaCAM è stato progettato e costruito da un consorzio che comprende istituti nei Paesi Bassi, in Germania e in Italia (con importanti contributi da parte dell’ESO). In seguito all’accordo originale INAF-ESO, sin dalla sua prima luce nel giugno 2011, il VST è stato gestito dall’ESO, che archivia e distribuisce anche i dati del telescopio, mentre l’INAF ha ottenuto le osservazioni in tempo garantito, mantenendo la proprietà del telescopio.

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Struttura del VST dentro la sua cupola, che si apre sul deserto di Atacama, sulle Ande Cilene. Crediti: ESO/G. Lombardi

Nei suoi primi 10 anni di attività, il VST ha prodotto osservazioni che hanno portato a più di 400 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali di alto profilo. Spaziando dalla fisica dei corpi del sistema solare, alle popolazioni stellari della nostra galassia, alle struttura delle galassie e degli ammassi di galassie nell’universo vicino e, non da meno, allo studio dei fenomeni transienti quali i nuclei galattici attivi e le supernove.

Dal 1° ottobre 2022, dopo oltre 10 anni di attività, il contratto INAF-ESO è scaduto ed il VST è diventato un telescopio dell’INAF, ospitato presso l’ESO. VST è attualmente di proprietà e gestito dall’INAF ed è stato firmato un nuovo accordo quinquennale (rinnovabile) INAF-ESO per definire regole e ruoli.

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L’imponenza della via lattea che sovrasta il VST. Crediti: ESO/M. Zamani

Da allora, è stato costituito il Centro Italiano di Coordinamento del VST VSTCen per gestire l’accesso e l’utilizzo di VST da parte della comunità astronomica italiana e internazionale. A guida del VSTCen è stata nominata la ricercatrice dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Capodimonte (Napoli), dott.ssa Enrichetta Iodice, affiancata da altri astronomi di Capodimonte: Rosa Calvi, Alessandro Loni, Vincenzo Ripepi e Marilena Spavone, che fanno parte del gruppo di supporto alle attività del VSTCen. Tali attività vertono ad offrire le funzioni necessarie all’utilizzo del VST, che possono essere riassunte nei seguenti passaggi

  • selezionare le proposte scientifiche per il periodo di osservazione,
  • organizzare il programma di osservazione per l’acquisizione dei dati,
  • supportare tutti gli utenti nella riduzione dei dati.

Il tempo di osservazione a VST offerto alla comunità italiana tramite il Time Allocation Committe di INAF è pari al 90% del tempo complessivo del periodo. Secondo l’accordo ESO-INAF, il restante 10% viene offerto agli astronomi cileni.

Dopo due anni di attività INAF per il VST, è stato organizzato un workshop per riunire tutti gli scienziati che hanno ottenuto l’approvazione di una proposta a VST o che hanno analizzato dati VST e/o vorrebbero utilizzare il VST nel prossimo futuro.

Il workshop si èsvolto in presenza presso l’INAF-Osservatorio Astronomico di Capodimonte, nei giorni 16-17-18 aprile 2024.

Gli obiettivi principali di questo workshop sono stati:

  • fornire una panoramica dei progetti in corso presso il VST approvati nei primi due cicli di osservazioni gestiti dal VSTCen, ovvero nel 2022 e nel 2023
  • discuteredei prossimi progetti di osservazione al VST, in particolare i grandi programmi pluriennali;
  • presentare proposte per eventuali nuovi strumenti da implementare presso il VST.

Oltre all’elenco sopra riportato, durante il workshop è stato presentato il resoconto sullo stato di avanzamento delle operazioni gestite dal VSTCened i risultati di un sondaggio anonimo distribuito agli utenti VST (entro gennaio 2024), volto a raccogliere le valutazionidegli utenti.

Oltre alla ricerca scientifica, uno degli obiettivi del centro VST è quello di disseminare la conoscenza astronomica e condividere le meraviglie dell’universo con i non-esperti del settore. In particolare, al VST è in corso un programma dedicato all’acquisizione di immagini di oggetti celesti particolarmente affascinanti, per la forma e/o per i colori, quali nebulose, galassie interagenti o ammassi di galassie, che vengono distribuite attraverso canali di divulgazione scientifica, incluso MediaINAF, proprio dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Lo scopo di tale progetto è quello di avvicinare le nuove generazioni di ragazze e ragazzi all’astronomia, ed alimentare l’interesse verso lo studio dell’universo.

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L’articolo è pubblicato in COELUM 268 VERSIONE CARTACEA