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Coelum On-Line - News

5 Novembre 2006
Deep Impact torna in servizio
di Claudio Elidoro - Fonte: University of Maryland
Giusto sedici mesi fa stavamo tessendo le lodi della missione Deep Impact. La perfetta riuscita della sua rincorsa alla cometa Tempel 1, culminata nei primi giorni del luglio 2005 con il lancio del piccolo impattore contro il suo nucleo, hanno lasciato tutti molto soddisfatti. Non solo i curiosi che volevano assistere ai fuochi d'artificio che ne sarebbero scaturiti, ma soprattutto gli astronomi, che da quei fuochi d'artificio hanno acquisito un bel po' di informazioni sulla natura di quei misteriosi corpi celesti che sono le comete.
Dopo oltre un anno di riposo, però, i responsabili della missione hanno ritenuto che fosse giunto il momento per la Deep Impact di ritornare in attività. Spiega Michael A'Hearn, astronomo dell'Università del Maryland e responsabile della Deep Impact: "La sonda e il suo carico di strumenti sono ancora in ottima salute, abbiamo dunque proposto alla NASA di dirigere la Deep Impact verso la cometa Bohetin. Il flyby è previsto per il dicembre 2008 e l'obiettivo scientifico è verificare se i dati raccolti studiando la cometa Tempel 1 sono unici oppure si possono ottenere anche per altre comete."
In questi giorni la NASA ha annunciato che ha accolto il progetto dell'Università del Maryland. La nuova missione si chiamerà DIXI (Deep Impact eXtended Investigation) e il suo culmine sarà appunto un passaggio ravvicinato nei pressi della cometa 85P/Bohetin e il suo studio con gli strumenti ancora attivi sulla sonda: due apparecchi di ripresa a colori e uno spettrometro infrarosso. Al suo incontro con la sonda, la cometa si troverà appena oltre l'orbita terrestre, più vicina al Sole di quanto non lo fosse la Tempel 1 e questo alimenta la speranza di poter registrare una maggiore attività del nucleo.
La cometa 85P/Bohetin, scoperta il 4 gennaio 1975 dal reverendo Leo Boethin (Filippine), è un oggetto interessante anche dal punto di vista dinamico. Ha infatti sperimentato più volte l'azione gravitazionale di Giove in occasione di passaggi ravvicinati che hanno finito con mutarne i parametri orbitali. I due più recenti risalgono al 17 ottobre 1921 (diminuzione del perielio e del periodo orbitale) e al 18 agosto 1995 (aumento del perielio e del periodo), ma ne sono previsti altri nel prossimo futuro (2 giugno 2007 e 25 febbraio 2019). Sarà in tal senso interessante verificare se questi tira-molla gravitazionali hanno lasciato qualche segno.
Finora l'esplorazione dei nuclei cometari ci ha fornito una incredibile varietà di panorami, differenze morfologiche che certamente riflettono differenti storie evolutive. Dalla missione DIXI ci si attende un altro tassello di questa avvincente caccia al tesoro.
Links - Collegamenti:
http://www.newsdesk.umd.edu/scitech/release.cfm?ArticleID=1361
 

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