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AstroPhotoFake: come riconoscerle

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Nei giorni scorsi ci siamo imbattuti in un post del blog dell’ESO European Southern Observatory. L’argomento è più che mai attuale e se già non fosse abbastanza intrigato di suo il dilagare dell’AI l’ha reso più che mai spinoso. Stiamo parlando delle immagini astronomiche false.

Abbiamo già accennato in passato ad alcuni tentativi, anche sul territorio italiano, per offrire strumenti e piattaforme condivise sulle quali aprire il dialogo e la valutazione onesta non tanto di immagini palesemente ricreate ma anche su fotoritocchi troppo forzati o elaborazioni all’estremo. Non dimentichiamo ovviamente i fotomontaggi ma li abbiamo volutamente nominati per ultimi perché almeno per questa volta, sono l’oggetto dell’articolo pubblicato e di cui riprendiamo qui la parte saliente rimandando alla versione originale per la lettura completa.

Nell’articolo l’autore Juan Carlos Muñoz Mateos, in forze all’ufficio comunicazione dell’ESO, suggerisce alcune tecniche per “smascherare” i fotoritocchi, almeno partendo dai più semplici farciti da banali errori.

Ma andiamo per ordine. Iniziamo tenendo in considerazione le dimensioni del Sole e della Luna. Muñoz ci ricorda come le dimensioni apparenti di Sole e Luna siano simili nel nostro cielo ma come capire se uno dei due astri, immortalato vicino ad un oggetto reale, mostra la giusta proporzione? Seguiamo il filo del discorso dell’autore:

Le dimensioni apparenti del Sole e della Luna nel cielo sono molto più piccole di quanto pensi: puoi facilmente rendertene conto avvicinando un dito tenuto a distanza di un braccio. Eppure, gli astrofotografi spesso catturano immagini straordinarie come quelle qui sotto, che mostrano il Sole e la Luna che sorgono dietro l’ ELT (Extremely Large Telescope) dell’ESO, attualmente in costruzione in Cile. Queste sono fotografie singole autentiche, catturate in un unico scatto sul posto, ma come sono possibili?

La Luna piena che sorge dietro l’ELT vista dall’Osservatorio del Paranal. Crediti J. Beltran/EsO
(REALE) Il Sole che sorge dietro l’ELT visto dall’Osservatorio del Paranal. Crediti E. Garcés/ESO. Ack.: N. Dubost

Ecco il trucco: la dimensione apparente del Sole e della Luna è sempre la stessa indipendentemente dalla tua posizione. Sono così lontani dalla Terra che, non importa dove ti trovi, sembreranno sempre della stessa dimensione nel cielo. Gli oggetti vicini come gli edifici, d’altro canto, appaiono più piccoli quanto più ci si allontana da essi. Quindi, se ti allontani abbastanza, questi oggetti possono apparire piccoli come il Sole o la Luna. Tutto ciò che serve quindi è un teleobiettivo o un piccolo telescopio per ingrandire e amplificare l’immagine.

Un oggetto di dimensione S avrà più o meno la stessa dimensione del Sole/Luna se visto da una distanza di 100 x S. Quindi, se una fotografia contiene un oggetto in primo piano di cui conosci le dimensioni effettive, puoi facilmente capire quanto è lontano l’oggetto. doveva essere il fotografo a scattare quella foto e, si spera, a concludere se l’immagine è autentica o meno.

Mettiamolo alla prova con le immagini ELT sopra. La cupola dell’ELT è larga 88 m, mentre il Sole e la Luna sono poco più del doppio – circa 200 m. Moltiplicandolo per 100 si ottiene una distanza di tiro di 20 km. Questa è infatti la distanza tra il Cerro Armazones, dove si trova l’ELT, e l’Osservatorio Paranal dell’ESO, da dove sono state scattate queste immagini.

Ora diamo un’occhiata alla fotografia qui sotto, che mostra la Luna piena dietro il Big Ben a Londra. Lungo il Big Ben, alto 96 metri, si possono impilare circa 6 Lune una sopra l’altra. Quindi la Luna si estende per l’equivalente di 16 m, il che significa che il fotografo doveva trovarsi a 1,6 km di distanza per ottenere questo scatto. Eppure è chiaro dall’inquadratura dell’immagine che è stata scattata da qualche parte sull’altra sponda del Tamigi, a soli 200-300 metri dal Big Ben.

(FAKE) An image of the full Moon behind the Big Ben in London that gives the impression the Moon is bigger than it actually is. The Moon has been manually added.

Un’altra cosa a cui prestare attenzione in questo tipo di immagini è se il Sole o la Luna appaiono troppo nitidi. Quando sono vicini all’orizzonte, la loro luce attraversa una grossa porzione dell’atmosfera terrestre, sfocando e persino schiacciando le immagini. Ma se il Sole o la Luna appaiono perfettamente nitidi , spesso è un segno rivelatore che sono stati aggiunti.”

I suggerimenti di Muñoz Mateos continuano spostando ora l’attenzione su paragone fra oggetti celesti. Vediamo.

“Anche in assenza di punti di riferimento terrestri è spesso possibile individuare quando il Sole o la Luna sono stati aggiunti artificialmente confrontandoli con altri oggetti celesti. Ad esempio, l’immagine in basso a sinistra è spesso condivisa sui social media come una vera e propria fotografia di un’eclissi solare vista dallo spazio. Si tratta infatti di un’immagine generata al computer dall’artista A4size-ska , che la rivela apertamente come tale. Uno degli indizi è che il Sole e la Luna non sono affatto grandi rispetto alla Via Lattea, che puoi vedere appena sotto il “Sole eclissato” nell’immagine. Confrontandola con una fotografia reale che mostra la Via Lattea nel cielo (a destra), scattata all’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) non è difficile notare le reali proporzioni”.

Un’immagine artistica generata dal computer che mostra un’eclissi solare dallo spazio. È stata realizzata con Terragen, uno strumento per il rendering di terreni e ambienti fotorealistici. La Via Lattea è un’immagine reale aggiunta alla composizione.
La via Lattea che si inarca sopra ALMA, il puntino bianco in basso è la Luna. Crediti: Y. Beletsky (LCO)/ESO

 Completiamo la carrellata di alcune fake-photo con l’immagine che segue in cui Sole e Luna sono perfettamente allineati fra le due palme, ma potrebbero essere due colonne qualsiasi. In questo fotomontaggio, perchè di ciò si tratta, a suggerirci il sospetto dovrebbe essere la Luna che non sarà mai piena e così luminosa se sita dallo stesso lato del Sole rispetto all’obiettivo.

 

 

 

All’articolo continua con altri suggerimenti sia su tecniche che su servizi online che facilmente potrebbero fornire anteprima degli scenari davvero disponibili in determinate località. L’invito è a continuare la lettura sul sito dell’ESO

COELUM per conto suo continuerà a seguire il blog segnalando nuovi interessanti suggerimenti, e a valorizzare gli scatti più genuini realizzati da ottimi e bravissimi astrofotografi.