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21 Gennaio 2018
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Articoli marcati con tag ‘Dalle Costellazioni alle profondità del Cosmo’

stardome-gen2018-small
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Dopo la maggior clemenza dei mesi autunnali, in gennaio si fa avvertire nettamente il clima tipico della stagione fredda, che, se da una parte offre le migliori condizioni di trasparenza del cielo, dall’altra pone seri problemi a chi vuole raggiungere siti lontani dalle luci cittadine e rimanervi nella lunga notte astronomica.
stardome-nov2017
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In novembre le notti si allungano e assumono già una certa caratteristica invernale, compensata però da una maggiore limpidezza del cielo rispetto ai mesi precedenti. La notte astronomica inizia in media alle 18:30, così che in presenza di buone serate ci saranno a disposizione diverse ore per godere delle costellazioni autunnali e dei declinanti asterismi estivi.
stardome-ott-2017
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Verso le 21:00 di metà ottobre il cielo notturno apparirà ancora popolato da costellazioni caratteristiche della stagione estiva, la maggior parte delle quali, specie le più alte e orientali, rimarranno visibili ancora per parecchie ore prima di tramontare. All’inizio della notte astronomica, infatti, l’asterismo del “Triangolo Estivo” sarà ancora alto nel cielo, anche se in procinto di cedere la regione zenitale al grande quadrato di Pegaso.
cielo di maggio 2017
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A metà maggio, il cielo ci mostrerà il tramonto delle ultime costellazioni invernali (Auriga, Gemelli e Cane Minore). La scena, verso sud, sarà invece dominata dalle costellazioni primaverili come il Leone e la Vergine, quasi prive di oggetti nebulari ma ricchissime di galassie di ogni sorta.
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Le costellazioni invernali sul Borgo Antico di Palidoro (RM)
ariete
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Riprendiamo dal numero precedente l’esplorazione del cielo e degli oggetti deep-sky custoditi nella costellazione dell’Ariete. Hamal Eccoci giunti alla “lucida” dell’Ariete, ovvero l’astro più luminoso presente entro i suoi confini. Parliamo di α Ari, il cui nome proprio è Hamal, derivato dall’arabo Al-Hamal, “il montone”, in riferimento all’intera costellazione. Alquanto stranamente, Tolomeo non incluse la [...]
cartina del cielo di dicembre 2016
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Arriva dicembre e si apre ufficialmente la stagione in cui il cielo offre agli osservatori la parte più spettacolare del nostro emisfero, ovvero quel complesso di costellazioni che ha per centro la grande figura di Orione.
mappa-pegaso
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Guardando verso l’area nord-orientale del cielo, già nelle serate estive era facile notare la presenza di una scia formata da cinque stelle luminose, lunga più di 60°, che, quasi come fosse una catena, dà all’osservatore l’impressione di agganciare la Via Lattea nella costellazione di Perseo. È però altrettanto semplice accorgersi di come le due stelle [...]
UMa-Grande-Carro
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In netto contrasto cromatico con Dubhe, dalla quale è separata esattamente 5°, è Merak (Beta UMa) che, splendendo di magnitudine 2,34, si colloca al quinto posto tra le stelle più luminose della costellazione; il nome deriva dall’arabo Al-marakk, “il fianco”.
cartina14 febbraio 2100b (1)
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Il mese di febbraio nel nostro paese è quello che in inverno delude meno degli altri le aspettative degli osservatori, siano essi appassionati di alta risoluzione che di cielo profondo. Le notti serene, infatti, sono discretamente numerose, e si presentano tendenzialmente molto stabili anche sotto il profilo del seeing. Sarà così anche quest’anno?
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Iridium Flare prodotto questa notte intorno alle 2 dal satellite Iridium 54, antenna anteriore, di magnitudine pari a -7.0 e ben visibile dal centro città di Pisa! Si possono riconoscere le costellazioni del Delphinus e dell’Equuleus, mentre in alto a destra abbiamo la stella Altair, la principale della costellazione dell’Aquila. Immagine di sfondo: Canon EOS [...]
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congiunzione "larga" dei due pianeti
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La catena quasi "dolomitica" del Monte Canin (2587m) ripresa dal suo lato settentrionale sullo sfondo di Sirio, alpha Canis Majoris, e della Lepre. Posa di 16 secondi su pellicola Kodak E200 e fotocamera reflex Nikon EM.
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Il noto sperone di roccia presso la Sella Chianzutan (955m) in provincia di Udine, alle pendici del Monte Verzegnis (1915m). Sullo sfondo parte della costellazione di Perseo. Posa di 15 secondi su pellicola Kodak E200 e fotocamera reflex Nikon EM.
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Il noto sperone di roccia presso la Sella Chianzutan (955m) in provincia di Udine, alle pendici del Monte Verzegnis (1915m), sferzato dal vento notturno. Sullo sfondo Capella, alpha Aurigae, e parte della costellazione omonima. Posa di 11 secondi su pellicola Fujichrome 400 iso e fotocamera reflex Olympus OM-1.
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Nello "spazio" dell’inquadratura il primo Meridiano d’Italia che passa proprio in Val Chialedina (PN) al confine col Cadore. Sullo sfondo il Monte Teverone (2345m), M42 in Orione e il passaggio di un luminoso bolide. Posa di 14 secondi su pellicola Kodak E200 e fotocamera reflex Nikon EM.
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La frastagliata parete Nord del Mangart (2677m) nel giorno in cui si aprivano le frontiere ad est (Slovenia) sullo sfondo di Sirio, M41 e della Lepre. In primo piano il lago inferiore di Fusine (Tarvisio, UD). Posa di 13 secondi su pellicola Fujichrome 400 iso e fotocamera reflex Olympus OM-1.
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La frastagliata parete Nord del Mangart (2677m) nel giorno in cui si aprivano le frontiere ad est (Slovenia) sullo sfondo di Sirio e della Lepre. Posa di 13 secondi su pellicola Fujichrome 400 iso e fotocamera reflex Olympus OM-1.
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