GALRSG – CACCIA ALLE SUPERNOVAE GALATTICHE CON L’OCCHIO VIGILE DEL VLT Survey Telescope (VST)

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L’esplosione di una supernova nella nostra Galassia rappresenterebbe un evento astronomico di importanza capitale, offrendo agli scienziati un’opportunità unica per studiare da vicino le fasi finali della vita di una stella massiccia e le conseguenze della sua spettacolare morte. Il progetto GalRSG (Galactic Red Supergiants) si pone l’ambizioso obiettivo di monitorare un vasto campione di Supergiganti Rosse (RSG) galattiche alla ricerca di segni premonitori di un’imminente esplosione di supernova, sfruttando in modo cruciale le capacità del VLT Survey Telescope (VST).

Svelando i segreti degli ultimi istanti di vita delle stelle massicce

Negli ultimi anni, la comunità scientifica ha rivolto crescente attenzione ai fenomeni che precedono l’esplosione di una supernova. Studi sulle curve di luce di supernovae extragalattiche hanno rivelato che molte di esse sono avvolte da un denso mezzo circumstellare (CSM), formatosi probabilmente a causa di episodi di intensa perdita di massa nelle fasi finali della vita della stella progenitrice. Comprendere i meccanismi alla base di questa perdita di massa è fondamentale per delineare un quadro completo dell’evoluzione delle stelle massicce e della loro transizione verso lo stadio di supernova.
Le teorie più recenti suggeriscono che l’intensa convezione durante le ultime fasi di combustione nucleare nel nucleo di una RSG potrebbe generare onde di energia che si propagano verso l’inviluppo stellare e la sua superficie (la “fotosfera”), causando episodi di espulsione di massa. Questi “outburst” pre-supernova potrebbero manifestarsi come variazioni nella luminosità e nel colore della stella, offrendo potenzialmente un modo per prevedere, almeno in linea di principio, il collasso del nucleo e la conseguente esplosione di supernova.
Tuttavia, lo studio di questi fenomeni attraverso l’analisi di dati d’archivio di precursori di supernovae extragalattiche, che sono quelle che si osservano continuamente grazie alle survey di tutto il cielo appositamente progettate per scoprirle come “transienti”, presenta delle limitazioni. Innanzitutto, vi è un bias osservativo verso i precursori più luminosi, tipicamente corrispondenti a stelle di grande massa, maggiore di 20-30 masse solari. Invece, i precursori della supernove di tipo IIP/L, corrispondenti a stelle RSG di massa tra 8 e 15 masse solari, una popolazione intrinsecamente molto più numerosa dei precursori associati a stelle massicce, sono troppo deboli per essere visti a distanze extragalattiche e non possono essere studiati in grande dettaglio con i metodi tradizionali. In secondo luogo, i dati pre-supernova disponibili per le esplosioni extragalattiche, tipicamente il risultato di osservazioni di archivio di HST talvolta prese per tutt’altra ragione, sono spesso frammentari e non omogenei, provenienti da diversi strumenti e/o diversi filtri e con cadenze temporali irregolari e tipicamente molto più lunghe dei tempi scala dei fenomeni di “outburst” che ci aspettiamo da una stella morente.

Fig. 1 – Immagine a colori della regione N12-A del programma GalRSG dei dintorni degli ammassi aperti massicci XX e 3 nella regione dello Scudo. L’immagine è stata ottenuta combinando le osservazioni nel filtro Sloan-i e Sloan-z, e sommando, per ogni filtro, tutte le immagini ottenute per realizzare le serie temporali. Questa regione del piano è caratterizzata dalla presenza di grandi nubi molecolari che si stagliano nette di fronte al tappeto di stelle del piano galattico. Inoltre, questa regione si caratterizza anche dall’alto numero di stelle massicce di tipo Giganti Asintotiche e Supergiganti Rosse, che in questa immagine spiccano per il loro colore rossastro rispetto al bianco/blu delle altre stelle.

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Il Progetto GalRSG: Un Nuovo Paradigma Osservativo

Il progetto GalRSG nasce proprio dalla consapevolezza delle tante limitazioni e dalla recente scoperta di un campione numeroso e omogeneo di RSG nella regione del braccio Scutum-Crux della nostra Galassia. Una scoperta che offre un’opportunità senza precedenti per cambiare il paradigma osservativo nello studio degli outburst pre-supernova, concentrandosi su una popolazione ben definita di progenitori potenziali all’interno della Via Lattea.
L’obiettivo principale di GalRSG è realizzare un programma di monitoraggio a breve cadenza di questo vasto campione di RSG, al fine di caratterizzare le loro curve di luce multicolore e identificare eventuali outburst tardivi. I dati raccolti verranno poi confrontati con i modelli teorici più recenti delle fasi finali delle RSG a bassa massa prima dell’esplosione di supernova, con la possibilità di predire il collasso del nucleo prima che avvenga.
Il progetto si articola in diverse fasi e coinvolge lo studio di due sotto-campioni di RSG:

  • Parte I: comprende 102 RSG situate in ammassi aperti ricchi di queste stelle nella regione Scutum-Crux, come Stephenson 2, RSGC1, RSGC3, Alicante 7, Alicante 8 e Alicante 10. Si tratta di ammassi coevi e che si trovano a distanze simili, rendendoli candidati ideali per studi omogenei. Questa parte del progetto è stata oggetto di una campagna osservativa con il telescopio REM (Rapid Eye Mount).
  • Parte II: include 135 RSG aggiuntive, scoperte spettroscopicamente nelle vicinanze dell’ammasso Stephenson 2 (N12) e in un quadrante simile del piano galattico (M16). Queste stelle sono disperse su un’area di cielo più ampia e richiedono un telescopio con un campo di vista esteso per essere monitorate efficacemente.
Fig. 2 – Una sezione dell’immagine della regione M16-A, realizzata con la stessa combinazione di filtri Sloan i-z di Fig. 1, che mostra nel dettaglio gli effetti dell’assorbimento interstellare nella regione dello Scudo e la presenza di ammassi stellari massici. Questa è la regione dove si pensa che un gigantesco evento di formazione stellare circa 15 milioni di anni fa abbia generato una sovradensità di stelle massicce rispetto ad altre regioni del piano galattico.

Il Ruolo Fondamentale del VST

È proprio per lo studio della Parte II del catalogo GalRSG che il VLT Survey Telescope (VST) si rivela uno strumento insostituibile. Le caratteristiche uniche del VST lo rendono perfettamente adatto alle esigenze di questo progetto:

  • Ampio Campo di Vista: la camera OmegaCAM del VST copre un grado quadrato di cielo, grazie a un mosaico di 32 CCD. Questa vasta area di osservazione è essenziale per monitorare simultaneamente le numerose RSG disperse nelle regioni attorno agli ammassi aperti massicci della regione dello Scutum-Crux. Telescopi con campi di vista più piccoli richiederebbero un numero eccessivo di puntamenti per coprire l’intera regione di interesse ed osservare tutto il campione di stelle che abbiamo selezionato.
  • Osservazioni nella Banda Ottica: il VST è progettato per l’osservazione del cielo nella banda ottica, e il programma GalRSG si concentra sulle bande i e z. Queste bande sono specificamente adatte allo studio delle variazioni di luminosità delle RSG e, come dimostrato da studi teorici, possono rivelare le tracce degli outburst pre-supernova nei diagrammi colore-magnitudine.
  • Sensibilità e Cadenza Adeguate: la sensibilità del VST, combinata con la cadenza osservativa di 5±2 giorni richiesta dal progetto, permette di campionare adeguatamente l’evoluzione delle curve di luce delle RSG e di identificare eventuali variazioni significative associate agli outburst. Altri survey transienti esistenti, come Gaia o ZTF, presentano limitazioni in termini di cadenza o copertura dei filtri più rossi o near-infrared, e non sono ottimizzate per sorgenti localizzate nelle regioni più oscurate del piano galattico. Anche la survey LSST che sarà fatta dal nuovissimo telescopio Vera Rubin non è ottimizzata per queste scale temporali. Infatti, la suvery di base LSST prevede un massimo di circa 800 visite nei i 10 anni di vita del telescopio per tutti i filtri ugrizy, e circa 3 volte di meno per le regioni oscurate del piano galattico, come quelle dove si trovano le nostre sorgenti. Sarà dunque necessario complementare le osservazioni Vera Rubin con delle campagne di monitoraggio mirate per aumentare la cadenza della survey LSST su oggetti specifici, e GalRSG rappresenta esattamente una di queste campagne. GalRSG lavorerà in sinergia con Vera Rubin per aumentare sia la cadenza delle survey che la sensibilità a transienti veloci e la loro copertura successiva ad alto campionamento.
  • Ubicazione Strategica: situato presso l’osservatorio dell’ESO a Cerro Paranal, nelle Ande Cilene, il VST beneficia di uno dei migliori siti al mondo per le osservazioni astronomiche, garantendo condizioni atmosferiche ottimali per l’acquisizione di dati di alta qualità e posizionato nell’emisfero SUD che è perfetto per la distribuzione delle sorgenti di GalRSG a sud dell’equatore celeste.
  • Utilizzo di Dati d’Archivio: il programma GalRSG prevede anche l’utilizzo di dati d’archivio del VST già acquisiti nelle stesse regioni del cielo, consentendo di estendere la base temporale del monitoraggio e di massimizzare il rendimento scientifico del progetto.

Il Programma Osservativo

Il progetto GalRSG ha ottenuto tempo osservativo con il VST nel semestre estivo del 2023, e poi un programma a lungo termine che ha coperto i semestri 2024 e coprirà i semestri 2025 e 2026. Il programma prevede l’osservazione prioritaria di otto campi attorno agli ammassi aperti massici della regione dello Scudo, con l’obiettivo di ottenere curve di luce omogenee per un vasto campione di RSG. Le osservazioni verranno effettuate nelle bande Sloan i e z, con un tempo di esposizione di 30 secondi per filtro. La cadenza osservativa richiesta è di 5±2 giorni, essenziale per seguire l’evoluzione rapida degli eventuali outburst pre-supernova.

Fig. 3 – Diagramma luminosità-temperatura efficace per le sorgenti facenti parte del catalogo del progetto GalRSG. Le sorgenti sono identificate con piccoli rombi neri senza barre di errore i cui valori tipici sono in basso a destra. Oltre alle sorgenti GalRSG sono presenti anche le posizioni del progenitore della famosa supernova SN2023ixf (i 4 quadrati arancioni con relative barre di errore, che rappresentano i 4 valori ottenuti in altrettante pubblicazioni scientifiche), della progenitrice della supernova SN2024ggi (rombo grande verdino, con barre di errore) e SN2023abfl (rombo grande verdino). Infine, sono anche mostrate le tracce evolutive del modello MESA negli ultimi 200.000 anni di evoluzione di una stella di massa 8, 11, 14 e 17 masse solari prima dell’esplosione come supernova. I progenitori delle supernove note si posizionano tutti nella parte più luminosa del diagramma, a causa dell’effetto selezione delle osservazioni di oggetti extragalattici. Le sorgenti GalRSG sono più vicine e non soffrono di questo effetto.

Obiettivi Scientifici e Ricadute

Il progetto GalRSG si prefigge di raggiungere importanti obiettivi scientifici:

  • Individuare e caratterizzare gli outburst pre-supernova nelle RSG galattiche.
  • Studiare la variabilità “canonica” delle RSG e distinguerla dalle variazioni anomale associate agli outburst.
  • Confrontare le osservazioni con i modelli teorici di evoluzione stellare e di meccanismi di perdita di massa.
  • Fornire vincoli osservativi fondamentali per comprendere le fasi finali della vita delle stelle massicce.
  • Potenzialmente, identificare candidati per un’imminente esplosione di supernova nella nostra Galassia.
  • Creare un database di curve di luce ad accesso pubblico che rappresenterà un’eredità preziosa per futuri studi sulle supernovae galattiche.

Il team scientifico dietro GalRSG vanta una solida esperienza nello studio delle supernovae, dell’evoluzione stellare e nell’analisi di dati astronomici. L’utilizzo delle potenti risorse di calcolo dell’INAF-OAPa garantirà un’efficiente riduzione e analisi dei dati VST.

Figura 4 – LImmagine VST dell’ammasso aperto massiccio Westerlund 1 e della regione circostante, ripreso durante la campagna osservativa pathfinder di GalRSG. L’ammasso è immerso in una regione assorbita, e pertanto la colorazione di molte delle sue stella è più rossa delle altre stelle di campo. Sono visibili anche le tipiche bande oscure dovute alla presenza di nubi molecolari galattiche, sia di piccole che di grandi dimensioni. Questo ammasso aperto sarà inserito nella survey in una prossima fase, poiché è stato recentemente osservato con JWST nell’ambito di un programma separato di studio condotto presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo.

In Conclusione

Il progetto GalRSG rappresenta un’iniziativa ambiziosa e innovativa per svelare i segreti che precedono l’esplosione di una supernova galattica. Grazie alla sua capacità di osservare vaste aree del cielo con la sensibilità e la cadenza richieste, il VST si configura come uno strumento cruciale per il successo di questo studio, anche nell’era dei grandi telescopi per le survey di tutto il cielo come Vera Rubin, per i quali il programma si configura come una risorsa complementare.

La scoperta di un outburst pre-supernova e, idealmente, la previsione della successiva supernova nella nostra Galassia, rappresenterebbero un traguardo scientifico di enorme portata, a cui GalRSG, con l’aiuto insostituibile del VST, mira con determinazione. Naturalmente il numero di RSG coinvolte nello studio non è tale da garantire di vedere, statisticamente, una di esse esplodere come supernova nei prossimi anni. Tuttavia, la caratterizzazione delle RSG tramite lo studio fotometrico della loro curva di luce con campagne molto serrate, la rivelazione dei periodi di variazione, la correlazione con altri parametri stellari quali la luminosità, il tipo spettrale, la temperatura efficace, il mass-loss, e, non ultimo, la creazione di un database di dati raccolti in modo omogeneo, con filtri standard, e con cadenza rapida e costante, messo a disposizione pubblicamente alla comunità, rappresenta un passo importante negli studi di evoluzione stellare degli oggetti massicci. Si tenga conto che i fenomeni intensi come gli outburst pre-supernova sono, nel caso delle RSG, sovrapposti a curve di luce estremamente complesse, che possono mostrare variabilità periodica, semi-periodica o irregolare. Sarà quindi necessario studiare approfonditamente le RSG durante la loro vita per poter essere in grado di apprezzare qualunque tipo di anomalia rispetto al loro comportamento standard. Solo in questo modo possiamo mettere in relazione gli “outburst” con le fasi finali della loro evoluzione che precedono l’esplosione di supernova. Le tecniche di analisi delle serie temporali con metodi di Machine Learning saranno particolarmente utili a questo scopo, considerata anche la grande mole di dati che il programma GalRSG genererà. In conclusione, possiamo dire che le RSG sono i progenitori diretti di tutte le supernove di tipo IIP/L, la maggioranza delle supernove core-collapse, dunque capire le RSG in modo più approfondito significa capire le basi dei processi che governano le gigantesche esplosioni che caratterizzano la fine della vita delle stelle massicce, così preziose per noi perché producono gli elementi chimici necessari alla vita.

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L’articolo è pubblicato in COELUM 274 VERSIONE CARTACEA