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Circolo Culturale Astrofili Trieste

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CCAT_2018_NOV

21.11, ore 18:00: ciclo Apreritivo con le stelle 3: “La conquista dello spazio“. Relatore Giovanni Chelleri (Circolo Culturale Astrofili Trieste). Ad arricchire il ritorno dell’evento, mostra fotografica di immagini astronomiche, esposizione modelli aerospaziali e proiezione della volta celeste con planetario. Presso Hotel NH Trieste, C.so Cavour 7, Trieste

26.11, ore 18:00: Ciclo Il Cosmo in libreria: “Astronomia nell’antico Egitto“. Relatore Paolo Marra (Circolo Culturale Astrofili Trieste) presso la libreria Ubik P.zza della Borsa 15, Trieste

Tutti gli eventi sono disponibili anche alla pagina www.facebook.com/astrofilitrieste

AstronomiAmo

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astronomiamo_03201815.11: Diretta-lancio AI4Space

22.11: AI4Space da Genova. Corso di Fisica di base in streaming con l’astrofisico Dr. Ivan Delvecchio

29.11: Diretta “Occhi al Cielo

Altre informazioni su: www.astronomiamo.it

Cosa è successo alla kilonova Gw170817?

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Rappresentazione artistica di un’esplosione di kilonova, con indicati alcuni degli elementi chimici prodotti e il loro numero atomico. Crediti: Eso/L. Calçada/M. Kornmesser
Rappresentazione artistica di un’esplosione di kilonova, con indicati alcuni degli elementi chimici prodotti e il loro numero atomico. Crediti: Eso/L. Calçada/M. Kornmesser

Tutti ci ricordiamo dell’evento Gw170817, la kilonova di Ferragosto dello scorso anno. Aveva emesso onde gravitazionali ed elettromagnetiche, che erano state osservate –per la prima volta- contemporaneamente dagli interferometri  gravitazionali,  dai satelliti alle alte energie e da decine di telescopi terrestri. Una osservazione definita a ragione “epocale” avendo di fatto inaugurato l’era dell’astronomia multimessaggero. Tuttavia era rimasta ancora aperta una domanda: quale è stato il risultato della fusione delle due stelle di neutroni?

Un lavoro scritto a quattro mani da Maurice Van Putten, professore alla Sejong Univerity a Seoul in Corea e da Massimo Della Valle, astronomo dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, dell’Inaf di Napoli, trova una possibile risposta: «Il risultato della fusione è ancora una stella di neutroni, ma ipermassiccia, con una massa stimata in circa 2,5 volte quella del nostro Sole» dice van Putten.

È questo lo scenario descritto in un articolo in via di pubblicazione sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society Letters. Le conclusioni del lavoro riportano le prime prove osservative di questo processo di fusione, ricavate da una nuova analisi dei dati raccolti dagli interferometri LIGO e ottenuta attraverso l’utilizzo di un software pubblicato in precedenza e ulteriormente aggiornato.   «Dalla nostra analisi – continua van Putten – abbiamo individuato un segnale gravitazionale nei dati raccolti da LIGO della durata di circa 5 secondi e caratterizzato da una alta significatività statistica».

Le stelle di neutroni sono oggetti celesti che normalmente possiedono una massa paragonabile a quella del Sole, confinata in un volume di una sfera di circa 10 chilometri di raggio, ma non raggiungono ancora la densità necessaria per trasformarsi in buchi neri. Negli ultimi anni, i radioastronomi hanno scoperto stelle di neutroni molto massicce, che sfiorano le 3 masse solari. Oggetti simili – letteralmente in bilico per collassare ancora e diventare buchi neri – potrebbero quindi essere prodotti in eventi come Gw170817.

«La frequenza iniziale del segnale che abbiamo individuato è a 0.7 kHz e suggerisce che  il risultato finale possa essere una stella di neutroni, piuttosto che un buco nero.  Va anche detto che il segnale si indebolisce e dopo 5 secondi non vediamo più nulla, quindi cosa sia successo dopo non lo sappiamo» aggiunge Della Valle.

Astronomia multimessaggero, onde gravitazionali, raggi gamma e kilonove. Ne abbiamo parlato anche su Coelum astronomia di novembre 216. Per leggere gratuitamente il numero cliccare sull’immagine.

Per saperne di più:

Sull’argomento su Coelum.com

Onde gravitazionali, lampi gamma e kilonovae: una scoperta epocale d’oro e di platino.

Un po’ di luce sull’energia oscura

Onde Gravitazionali: Inizia l’era dell’Astronomia “Multimessaggero”


Coelum Astronomia 227 - 2018Alla ricerca di Vita extraterrestre! Come riconoscere i segnali di vita sugli #esopianeti? E in quali condizioni possiamo aspettarci di trovarla? 
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Coelum Astronomia di Novembre
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La nuova Fiera Nazionale dell’Astronomia a Bologna

Il 24 e 25 novembre, presso la Fiera di Bologna, vedrà riprendere vigore l’edizione 2018 della FIERA DELL’ASTRONOMIA, che per prima nel nostro Paese, ha creato uno spazio esclusivo per donare visibilità ai numerosi gruppi di astrofili, presenti in tutta la nazione, oltre a presentare le principali novità del mercato con la partecipazione delle riviste e delle aziende del settore, presenza imprescindibile in un contesto di questo genere.

La Fiera dell’Astronomia riparte grazie a ADAA (Associazione per Divulgazione Astronomica e Astronautica) e alla partnership con Blu Nautilus S.r.l., con Coelum Astronomia come media sponsor esclusivo, e si prefigge lo scopo di offrire nuovamente al mondo degli astrofili un importante momento di incontro e di confronto a livello nazionale, proprio come accadeva fino a qualche anno fa con l’evento a Forlì, proponendo anche una programmazione di conferenze scientifiche e mostre tematiche a cura dei partecipanti.

L’evento vedrà quindi coinvolti personaggi di spicco del settore astronomico che proporranno interessanti conferenze, ma non mancheranno iniziative da parte delle numerosissime associazioni di astrofili che si dedicano con passione a divulgare la conoscenza della “volta celeste”.

All’interno della Fiera si potrà anche assistere agli spettacoli del Planetario Digitale ADAA!

Noi ci saremo. Vi aspettiamo al nostro stand all’interno del Padiglione

Programma delle conferenze

Sabato 24 novembre

Apertura ore 10:00 Luigi Pizzimenti ( Pres. ADAA) Alessandro Barazzetti ( Segr. ADAA)

Saluti del Presidente e del Segretario, presentazione dell’Associazione e dei suoi progetti.

Ore 11:00 “Risultati e prospettive della ricerca amatoriale in UAI” a cura di Salvo Pluchino (INAF e Ricerca UAI).

Le Sezioni di Ricerca dell’Unione Astrofili Italiani da sempre hanno svolto un ruolo determinante per le attività dell’associazione. Molte di esse hanno una tradizione ultradecennale e hanno spesso affiancato progetti di ricerca istituzionale fornendo spunti, collaborazioni e dati. Il più delle volte dal loro operato sono emerse ottime pubblicazioni sia sulla rivista Astronomia dell’UAI che anche su riviste divulgative del settore, finanche trovando posto tra articoli prestigiosi su riviste referate del mondo astronomico professionale. Sono stati spesso gli astronomi professionisti a volerle coinvolgere nei loro progetti, rendendo parteci gli astrofili appassionati in lavori che altrimenti rimangono di appannaggio degli osservatori professionali. In questa sede verrà fatto un breve escursus sulla ricerca astronomica amatoriale delle Sezioni di Ricerca dell’UAI e sui progetti promossi ad ampio coinvolgimento degli astrofili, non ultimi una costellazione di meeting tematici che consente ogni anno alle sezioni UAI di venire a contatto con centinaia di astrofili ricercatori.

Ore 12:00 “L’Osservatorio G. Galilei di Libbiano” a cura di Alberto Villa (Presidente AAAV Associazione astrofili Alta Valdera e delegato per la Toscana AADA)

Realizzato dal Comune di Peccioli, l’Osservatorio “G. Galilei” di Libbiano è stato inaugurato dall’Astronoma Margherita Hack il 7 Ottobre 1997. La struttura – gestita dalla AAAV – viene rimodernata ed ampliata, prendendo il nome di Centro Astronomico di Libbiano quando nel 2006 i nuovi telescopi sono tenuti a battesimo dal Prof. Franco Pacini (Arcetri). L’intervento illustra in sintesi i vent’anni di storia della struttura, la strumentazione utilizzata a le sue attività, che spaziano dalla fotografia astronomica, alla ricerca di asteroidi e di pianeti extrasolari, alla spettrografia e all’astrofilatelia. Il tutto senza dimenticare lo spazio dedicato alle scuole e alla divulgazione. Verranno anche illustrati i viaggi in programma in occasione delle eclissi totali di sole del 2 luglio 2019 (Cile) e 14 Dicembre 2020 (Argentina).

Ore 14:30 “UAI: la divulgazione dell’astronomia” a cura di Giorgio Bianciardi (vicepresidente UAI)

La Commissione Divulgazione UAI cura rubriche di informazione e approfondimento, soprattutto attraverso le proprie pagine web e social, che sono tra le più seguite, con centinaia di migliaia di contatti ogni anno, con picchi particolari in occasione degli eventi astronomici più seguiti e spettacolari (eclissi, transiti, ecc.). Il cielo del mese e le notizie da esso tratte e segnalate su facebook sono diventate un punto di riferimento per un pubblico sempre più vasto. Grazie ai contatti con la stampa, in particolare con l’agenzia ANSA, abbiamo l’opportunità di divulgare notizie a carattere astronomico su tutti i mezzi di informazione, enfatizzando il ruolo degli astrofili e riuscendo a raggiungere una platea molto ampia, a livello nazionale. La Commissione promuove e coordina eventi nazionali a cui aderiscono centinaia di associazioni e che coinvolgono un pubblico di centinaia di migliaia di persone.

Ore 15:30 “L’universo visto da Saint-­Barthélemy” a cura di Albino Carbognani (OAVdA)

L’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta (OAVdA) sorge dal 2003 a Lignan, frazione montana a oltre 1.600 metri di altitudine del Comune di Nus, nel vallone di Saint-­Barthélemy, in Valle d’Aosta. La ricerca scientifica originale, realizzata con continuità dal 2006, rappresenta l’attività più importante: i ricercatori in OAVdA hanno prodotto quasi 100 pubblicazioni scientifiche con peer review tra poster, atti di congresso in Italia e all’estero, articoli scientifici su riviste professionali internazionali, contributi per monografie sull’argomento. L’OAVdA risulta l’unico osservatorio astronomico regionale del nostro Paese i cui ricercatori sono associati all’INAF. Il patrimonio di conoscenze e competenze sviluppate nell’ambito della ricerca di base ha permesso al centro di impegnarsi, dal 2011 anche nel campo del trasferimento tecnologico, cioè nella traslazione di queste soluzioni dalla ricerca di base ad ambiti di potenziale interesse industriale e commerciale. L’OAVdA rappresenta quindi il principale centro del territorio valdostano per la ricerca di base, lo sviluppo delle relative tecnologie, la comunicazione al grande pubblico e alle scolaresche dell’astronomia e dell’astrofisica, a cominciare dalle nuove conoscenze generate proprio dalle attività in corso a Saint-­Barthélemy: un esempio di produzione e diffusione di cultura scientifica “a chilometro zero”.

Ore 16:30 “L’esperienza di RAMBO (Radar Astrofilo Meteorico Bolognese)” a cura di Lorenzo Barbieri (AAB Associazione Astrofili Bolognesi)

RAMBO (Radar Astrofilo Meteorico Bolognese) è un osservatorio dedicato alle meteore funzionante secondo la tecnica del meteor scatter. A differenza dei radar professionali, che beneficiano dell’uso di un trasmettitore e di più ricevitori, gli osservatori amatoriali utilizzano trasmettitori altrui. Analogamente ad altri, RAMBO utilizza un trasmettitore militare francese. A differenza di altre esperienze il nostro sistema è immune da interferenze e quindi da falsi positivi, misura il ritmo meteorico con campionamento a cinque minuti e misura un dato proporzionale alla massa del corpuscolo progenitore della meteora. La sensibilità dell’apparato permette di misurare meteore fino ad una magnitudine limite all’incirca intorno all’ottava. Il risultato è un’osservazione ininterrotta, notte e giorno, di un 80% di meteore sporadiche e di un 20% di meteore appartenenti a sciami: da quelli maggiori e più noti a quelli piccoli e piccolissimi.

Domenica 25 novembre

Apertura ore 10:00 Luigi Pizzimenti (Pres. ADAA) Alessandro Barazzetti (Segr. ADAA)

Saluti del Presidente e del Segretario, presentazione dell’Associazione e dei suoi progetti.

Ore 10:30 “Olimpiadi dell’Astronomia” a cura di Angelo Angeletti (direttore dell’Osservatorio Astronomico “Padre Francesco de Vico” di Serrapetrona e Consiglio Direttivo SAIt).

Le Olimpiadi Italiane di Astronomia sono una delle iniziative per le eccellenze promosse dal Ministero dell’Istruzione, della Università e della Ricerca (MIUR). Sono organizzate dalla Società Astronomia Italiana (SAIt) e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Alle Olimpiadi Italiane di Astronomia partecipano gli studenti del terzo anno della scuola secondaria di primo grado e quelli nati negli anni 2002, 2003, 2004 e 2005 frequentanti le scuole secondarie di secondo grado. La partecipazione è personale e si svolge in tre fasi successive: Preselezione, Gara Interregionale e Finale Nazionale; alla fine vengono selezionati 5 studenti che partecipano alle Olimpiadi Internazionali di Astronomia (IAO). Le prove di selezione sono basate su quesiti e problemi di Astronomia, Astrofisica o Cosmologia elementare.

Ore 11:30 “Encelado: Terra per alieni” a cura di Silvia Gingillo (AAAV Associazione Astrofili Alta Valdera)

Siamo soli nell’universo? Una delle domande che l’uomo si pone da sempre. Con le ultime scoperte principalmente fatte dalla sonda Kepler nell’ambito degli esopianeti, la risposta a questa domanda è cambiata radicalmente. Se prima conoscevamo solamente il nostro Sistema Solare, adesso conosciamo migliaia di sistemi stellari e solo nelle nostre immediate vicinanze. Con un piccolo sforzo di immaginazione possiamo veramente comprendere il grande numero di pianeti che esistono là fuori. Rimane il fatto che, almeno nell’immediato futuro, resta impensabile un viaggio per raggiungere anche il più vicino di questi pianeti. Non resta quindi che fare pratica con quello che abbiamo nel nostro Sistema Solare e vedere che anche qui, dietro l’angolo di casa, ci sono cose eccezionali che meritano la nostra attenzione. Come su Encelado, piccolo satellite ghiacciato di Saturno, dove sono presenti fenomeni molto interessanti nell’ambito dell’Esobiologia. Durante l’intervento vedremo insieme le promettenti ipotesi che le ultime ricerche hanno portato alla luce.

Ore 12:30 “SPAZIO MAGAZINE” a cura di Biagio Cimini (giornalista, ADAA)

“Spazio” è il magazine italiano (organo dell’Associazione ADAA) dedicato in particolare alla scienza astronautica. È gestito dai soci ADAA, ma costituito da una redazione aperta al contributo di appassionati ed esperti di tutto il mondo. “Spazio” è nato quasi per caso, dalla condivisa necessità di voler approfondire progetti, missioni e curiosità di un mondo in continua evoluzione. La prima uscita, poco più di un anno fa, raccontava di un lancio spaziale visto dal vivo, a Baikonur. E da allora, la redazione non si è più fermata, viaggiando, informando e raccontando ai lettori ogni emozione vissuta dagli autori. Spazio Magazine è tutto qui: una rivista vera, in carta e inchiostro, proprio come quelle che tanti anni fa, ci raccontavano il piccolo passo del primo uomo sulla Luna.

Ore 13:10 Saluti Finali e chiusura del ciclo di conferenze

Leggi anche l’articolo dedicato su Coelum astronomia di novembre

ADAA Associazione per la Divulgazione Astronomica e Astronautica
info@adaa.it – www.adaa.it
Evento in collaborazione con EXPO Elettronica
Media Sponsor Coelum Astronomia


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Coelum Astronomia di Novembre
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Nuova Fiera dell’Astronomia a Bologna

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fiera astronomia bologna 2018

fiera astronomia bologna 2018Il 24 e 25 novembre, presso la Fiera di Bologna, vedrà riprendere vigore l’edizione 2018 della FIERA DELL’ASTRONOMIA, che per prima nel nostro Paese, ha creato uno spazio esclusivo per donare visibilità ai numerosi gruppi di astrofili, presenti in tutta la nazione.
La Fiera dell’Astronomia riparte grazie a ADAA (Associazione per Divulgazione Astronomica e Astronautica) e alla partnership con Blu Nautilus S.r.l., con Coelum Astronomia come media sponsor esclusivo, e si prefigge lo scopo di offrire nuovamente al mondo degli astrofili un importante momento di incontro e di confronto a livello nazionale, proprio come accadeva fino a qualche anno fa con l’evento a Forlì, proponendo anche una programmazione di conferenze scientifiche e mostre tematiche a cura dei partecipanti.
L’evento vedrà quindi coinvolti personaggi di spicco del settore astronomico che proporranno interessanti conferenze, ma non mancheranno iniziative da parte delle numerosissime associazioni di astrofili che si dedicano con passione a divulgare la conoscenza della “volta celeste”.

Per prenotare uno stand o uno spazio in Fiera è sufficiente compilare la “Domanda di partecipazione” (Associazioni o Ditte) da inviare per e-mail agli indirizzi indicati sulla pagina dell’evento.
Chi volesse proporre una conferenza in tema, è pregato di segnalarlo all’indirizzo presidente@adaa.it indicando i dati del relatore e un sintetico abstract dell’argomento che si desidera esporre.

Il programma ufficiale verrà pubblicato a partire dal 10 novembre 2018.

ADAA Associazione per la Divulgazione Astronomica e Astronautica
info@adaa.it – www.adaa.it
Evento in collaborazione con EXPO Elettronica

AI4Space

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AI4SPACE DEF Locandina

22 Novembre – Ore 16:30 – 21:30, presso la Chiesa Sconsacrata San Salvatore, Piazza di Sarzano, 9, Genova

AI4SPACE DEF Locandina

Workshop sull’Intelligenza Artificiale applicata all’esplorazione e alla colonizzazione dello spazio.

Big Data, satelliti, AGI. Lo spazio è nuovamente un settore in crescita di progresso tecnologico, importanza politica ed economica e di grande impatto. In che modo l’Intelligenza Artificiale Generale (AGI) può contribuire e trarne vantaggio? Discutiamo i panorami scientifici e tecnologici, commerciali e politici della comunità spaziale, il suo essere ambiziosa e innovativa e allo stesso tempo altamente regolamentata e attenta ai rischi, e proviamo ad identificare le opportunità a disposizione per la ricerca e le applicazioni AGI.

L’obiettivo dell’evento è duplice:
Divulgativo, con un taglio tecnico accessibile a una vasta platea di aziende, istituzioni, professionisti e studenti.
Propositivo, per offrirsi come punto di incontro tra aziende, istituzioni, università e studenti.

L’evento avrà luogo il giorno 22 novembre 2018, dalle 16:30 alle 21:30 e sarà diviso in tre momenti principali:

Presentazioni frontali; Panel Discussion, Q&A; Aperitivo Networking.

Si prega di registrarsi in anticipo su: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-ai4space-51799694280

Info: segreteria@isagenova.eu

L’evento sarà trasmesso in diretta YouTube su AstronomiAmo: https://www.youtube.com/watch?v=GVioupqbQEI

Circolo Culturale Astrofili Trieste

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CCAT_2018_NOV04.11, ore 20:30: apertura osservatorio “B. Zugna”, riservata ai soci, annullata in caso di maltempo

06.11, ore 18:00: Ciclo Il Cosmo in libreria: “Il cielo come appare: prima tappa per un viaggio nel cosmo“. Relatore Stefano Schirinzi (Presidente Circolo Culturale Astrofili Trieste) presso la libreria Lovat c/o stabile OVS, Viale XX Settembre 20, Trieste

12.11, ore 18:00: Ciclo Il Cosmo in libreria: “L’Universo di Hubble“. Relatore Stefano Schirinzi (Presidente Circolo Culturale Astrofili Trieste) presso la libreria Ubik P.zza della Borsa 15, Trieste

18.11, ore 20:30: apertura osservatorio “B. Zugna”, riservata ai soci, annullata in caso di maltempo

21.11, ore 18:00: ciclo Apreritivo con le stelle 3: “La conquista dello spazio“. Relatore Giovanni Chelleri (Circolo Culturale Astrofili Trieste). Ad arricchire il ritorno dell’evento, mostra fotografica di immagini astronomiche, esposizione modelli aerospaziali e proiezione della volta celeste con planetario. Presso Hotel NH Trieste, C.so Cavour 7, Trieste

26.11, ore 18:00: Ciclo Il Cosmo in libreria: “Astronomia nell’antico Egitto“. Relatore Paolo Marra (Circolo Culturale Astrofili Trieste) presso la libreria Ubik P.zza della Borsa 15, Trieste

Tutti gli eventi sono disponibili anche alla pagina www.facebook.com/astrofilitrieste

Al mattino Venere e Spica e alla sera Luna e Marte!

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Dopo la congiunzione tra Venere e Spica del mattino del 15 novembre, la sera, guardando verso sudovest, sarà invece possibile ammirare una congiunzione piuttosto larga tra la Luna (fase 52%), alta circa 10°, e il pianeta Marte (mag. –0,3), posto a 4,4° a nordest della Luna.

L’incontro avviene entro la sagoma del Capricorno e, a poca distanza dalla Luna, potremo forse riuscire a scorgere la debole luce della stella Deneb Algedi (delta Capricorni; mag. +2,9), posta a poco meno di 2° a sudovest del nostro satellite naturale.

Sarà anche una delle serate ideali per le osservazioni delle formazioni lunari, suggerite dal nostro Francesco Badalotti. Consultate la sua rubrica al link qui sotto!

Le effemeridi di Luna e pianeti le trovi nel Cielo di Novembre 2018

➜ La LUNA di novembre.
Approfondimento: Guida all’osservazione della Regione di Fra Mauro

➜ Continua l’esplorazione del Cielo di novembre con la UAI che questo mese ci porta nell’ammasso doppio del Perseo.

➜ La terza parte della rubrica alla scoperta della costellazione del Drago

➜ Il 17 novembre  Fotografiamo le Leonidi


Coelum Astronomia 227 - 2018Tutti consigli per l’osservazione del Cielo di Novembre su Coelum Astronomia 227

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Venere raggiunge Spica nel cielo del mattino

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Per chi è mattiniero, il 15 novembre, alle ore 5:30, sarà possibile ammirare una bella congiunzione, piuttosto stretta, tra il pianeta Venere (mag. –4,7), alto circa 9° sull’orizzonte est-sudest, e la stella Spica (Alfa Virginis; mag. +1,0), posta circa 1,2° a nordovest di Venere.

Il duetto celeste è il risultato dell’avvicinamento progressivo a cui abbiamo potuto assistere nei giorni appena trascorsi (ne abbiamo parlato anche in occasione della congiunzione del 6 novembre).

Per chi possedesse poi almeno un piccolo strumento o un buon binocolo, segnaliamo una nuova scoperta in tema di astri chiomati, sempre al mattino nel campo della Vergine, la C/2018 V1 Machholz-Fujikawa-Iwamoto.

La sera dello stesso giorno non perdete invece Luna e Marte!

Le effemeridi di Luna e pianeti le trovi nel Cielo di Novembre 2018

➜ La LUNA di novembre.
Approfondimento: Guida all’osservazione della Regione di Fra Mauro

➜ Continua l’esplorazione del Cielo di novembre con la UAI che questo mese ci porta nell’ammasso doppio del Perseo.

➜ La terza parte della rubrica alla scoperta della costellazione del Drago

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C/2018 V1 Machholz-Fujikawa-Iwamoto. Una nuova cometa nel cielo delle mattine di novembre!

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Potete seguire gli aggiornamenti sulla magnitudine osservata e prevista sempre sull'ottimo sito www.aerith.net/comet/catalog/2018V1/2018V1.html
C/2018 V1 ( Machholz-Fujikawa-Iwamoto )
C/2018 V1 ( Machholz-Fujikawa-Iwamoto ) ripresa da Didac Mesa Romeu, l'11 novembre 2018. Fonte: www.aerith.net

Si chiama C/2018 V1 Machholz-Fujikawa-Iwamoto ed è stata scovata clamorosamente (di questi tempi) in visuale da Donald E. Machholz (alla sua dodicesima scoperta) il 7 novembre e confermata indipendentemente da S.Fujikawa e M. Iwamoto. Qui trovate la mpec del Minor Planet che riporta le osservazioni di conferma e tutti i dati orbitali e le effemeridi previste per le prossime settimane.

L’ oggetto, di passaggio in questi giorni nella Vergine, è quindi ben osservabile, per poco tempo al mattino prima dell’alba, verso est-sudest fino alla seconda decade di novembre.

Visibilità al mattino, durante il crepuscolo astronomico, da una località del Centro Italia.

Poi il disturbo lunare e il suo abbassamento sull’orizzonte renderanno le cose più difficili. A fine novembre scomparirà nelle luci dell’alba, impedendoci di vedere il suo picco luminoso (previsto il 2 dicembre al perielio) stimato attorno alla sesta-settima magnitudine.

Di decima magnitudine alla scoperta, è però aumentata velocemente di luminosità, riporto una mia osservazione datata 13 novembre eseguita con il fido binocolone 20×90: “oggetto facile perché relativamente compatto e piccolino. È attorno all’ottava magnitudine. Chioma uniforme senza apprezzabile condensazione centrale”.

Potete seguire gli aggiornamenti sulla magnitudine osservata e prevista sempre sull'ottimo sito www.aerith.net/comet/catalog/2018V1/2018V1.html

Potete seguire gli aggiornamenti sulla magnitudine osservata e prevista sempre sull’ottimo sito www.aerith.net

Qui anche la segnalazione, l’astrometria, effemeridi e altri contributi a cura di Ernesto Guido (in inglese).

Ricordiamo poi che il 14 novembre, in direzione sudest attorno alle 5:45, avremo un transito della Stazione spaziale internazionale mentre, sempre nel campo della Vergine, Venere si sta avvicinando in questi giorni alla stella alfa della costellazione e il 15 novembre la raggiungerà: orario consigliato attorno alle 5:30 per assistere e riprendere una bella congiunzione tra Venere e Spica.

Motivi in più per osservare il cielo del mattino, anche con l’ausilio di uno strumento, a caccia di questa nuova cometa!

Leggi anche

Si avvicina la Wirtaten, nella rubrica dedicata alle comete a cura di Claudio Pra su Coelum astronomia di novembre.


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Gruppo Astrofili Vicentini “G. Abetti”

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17.11, dalle 16:30 alle 18:30, presso l’Osservatorio astronomico di Arcugnano: Laboratorio di astronomia per bambini da 6 a 11 anni: In viaggio tra i pianeti

Ai partecipanti viene chiesta un’offerta responsabile. L’iscrizione è obbligatoria perché i posti sono limitati. Le iscrizioni apriranno lunedì 05/11/2018. Per ulteriori informazioni scrivete a didattica@astrofilivicentini.it

30.11, dalle 21:00 alle 22:30, presso l’Osservatorio astronomico di Arcugnano: Incontro con l’autrice Elena Lazzaretto che presenterà il libro Le Stelle Sbagliate
In questo libro si parla delle stelle partendo dalle idee sbagliate che spesso abbiamo: piccole trappole in cui si cade facilmente, ma che altrettanto facilmente si possono disinnescare. Elena Lazzaretto, astronoma, si occupa di comunicazione, divulgazione e didattica. Attualmente progetta e realizza spettacoli che fanno parte della programmazione del Planetario di Padova. Collabora con musei ed associazioni realizzando conferenze, incontri e corsi di astronomia. La partecipazione è libera, la prenotazione non è necessaria. È richiesta un’offerta responsabile.

www.astrofilivicentini.it

Accademia delle Stelle

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2018-11 Coelum AdSCorsi di Astronomia di novembre!

L’Astronomia Insolita e Curiosa
Tutti i lunedì fino al 19: otto conferenze su moltissime curiosità e aneddoti raramente divulgati al pubblico, per scoprire gli aspetti più insoliti ed incredibili del cielo e della scienza che lo studia.

Come si Osserva il Cielo
Tutti i giovedì fino al 22: corso base completo di astronomia pratica: tutte le competenze che servono per diventare astrofili! Con guida alla scelta del primo telescopio, tecniche osservative e fotografiche e lezioni pratiche sotto le stelle.

01.12: Spazio Italia: conferenze scientifiche pubbliche

Maggiori informazioni:
https://www.facebook.com/accademia.dellestelle
https://www.accademiadellestelle.org/

La Luna di Novembre 2018 e una guida all’osservazione della Regione di Fra Mauro

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Le fasi della Luna in novembre, calcolate per le ore 00:00 in TMEC. La visione è diritta (Nord in alto, Est dell’osservatore a sinistra). Nella tavola sono riportate anche le massime librazioni topocentriche del mese, con il circoletto azzurro che indica la regione del bordo più favorita dalla librazione.
Le fasi della Luna in novembre, calcolate per le ore 00:00 in TMEC. La visione è diritta (Nord in alto, Est dell’osservatore a sinistra). Nella tavola sono riportate anche le massime librazioni topocentriche del mese, con il circoletto azzurro che indica la regione del bordo più favorita dalla librazione.

Dopo l’Ultimo Quarto proprio in chiusura di ottobre, il mese di novembre inizia col proseguimento della fase calante fino al giorno 7 di questo mese quando il nostro satellite si troverà in Novilunio alle 17:02. Da qui riprenderà un nuovo ciclo lunare, col nostro satellite che di sera in sera si renderà sempre più visibile nel cielo fino alle 15:54 del 15 novembre quando sarà in fase di Primo Quarto. La fase crescente terminerà col Plenilunio previsto per le 06:39 del 23 novembre con la Luna a un’altezza di +5° a metà strada fra le Pleiadi e l’orizzonte occidentale, poco prima del suo tramonto previsto per le 07:19. Ripresa la fase calante, il nostro satellite entrerà in Ultimo Quarto alle 01:19 del 30 novembre tra le stelle della costellazione del Leone.

Indice dei contenuti

➜ Continua nella Luna di Novembre su Coelum Astronomia 227

A novembre osserviamo

13 novembre. L’area del Lacus Mortis e il cratere Burg

La prima proposta del mese è per la serata del 13 novembre quando concentreremo la nostra attenzione sul settore nordest del nostro satellite puntando il telescopio fra due famose coppie di crateri molto note agli astrofili che osservano la Luna: Aristoteles/Eudoxus ed Hercules/Atlas, precisamente l’area del Lacus Mortis e il cratere Burg.

Per inquadrare questa regione lunare dobbiamo orientare il telescopio verso il settore settentrionale della Luna dove poco a sud della scura e lunga regione basaltica del mare Frigoris ci ritroveremo sul Lacus Mortis.

➜ Continua la scoperta del Lacus Mortis e del cratere Burg

17 novembre. La regione di Fra Mauro

Come seconda e principale proposta dovremo spostarci nel settore sudoccidentale della Luna quando dalle 17:30 circa del 17 novembre l’oggetto delle nostre osservazioni sarà quella sorta di penisola che dalla vasta regione a sud di Copernicus si protende verso sud incuneandosi fra il mare Cognitum (a ovest) e la porzione settentrionale del mare Nubium (a est), in cui andremo a visitare un bel terzetto di antichissimi crateri: Fra Mauro, Parry, Bonpland.

➜ Vedi la Guida all’osservazione: La regione di Fra Mauro

19 novembre. I crateri Hainzel e Mee

La terza proposta di questo mese è per il 19 novembre e avrà come target una bella e interessante coppia di crateri, Hainzel e Mee, per la cui osservazione dovremo concentrare l’attenzione sul settore sudoccidentale del nostro satellite, nella regione lunare compresa fra la Palus Epidemiarum (a nord) e il cratere Schiller (a sud). L’individuazione dei crateri Hainzel e Mee sarà molto semplice se la sera del 19 novembre orienteremo il telescopio a sud delle scure distese basaltiche del mare Humorum e Plaus Epidemiarum.

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Hai compiuto un’osservazione? Condividi le tue impressioni, mandaci i tuoi report osservativi o un breve commento sui fenomeni osservati: puoi scriverci a segreteria@coelum.com.
E se hai scattato qualche fotografia agli eventi segnalati, carica le tue foto in
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AstronomiAmo

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astronomiamo_032018

astronomiamo_03201815.11: Diretta-lancio AI4Space

22.11: AI4Space da Genova. Corso di Fisica di base in streaming con l’astrofisico Dr. Ivan Delvecchio

29.11: Diretta “Occhi al Cielo

Altre informazioni su: www.astronomiamo.it

Una falce di Luna stretta a Saturno

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È una magnifica congiunzione quella a cui potremo assistere l’11 novembre alle ore 17:45, volgendo il nostro sguardo verso sudovest. Sarà facile notare la Luna (fase 16%) posta ad appena 40’ a nord-nordovest di Saturno (mag. +0,6).

All’orario indicato, con il cielo ancora tenuamente rischiarato dalla luce del crepuscolo serale, i due astri si troveranno a circa 16° di altezza sull’orizzonte.

Al di sotto di essi potremo riconoscere la caratteristica figura a “teiera” della costellazione del Sagittario, teatro di questo incontro astrale, ormai fortemente inclinata verso l’orizzonte verso cui si sta tuffando.

Le effemeridi di Luna e pianeti le trovi nel Cielo di Novembre 2018

➜ La LUNA di novembre.
Approfondimento: Guida all’osservazione della Regione di Fra Mauro

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Una fontana galattica per ALMA e MUSE

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Immagine composita dell'ammasso di galassie Abell 2597 che mostra il flusso di gas, che ricorda lo spruzzo di una fontana, alimentato dal buco nero supermassiccio nel cuore della galassia centrale dell'ammasso. In giallo i dati di ALMA mostrano la distribuzione del gas freddo, mentre in rosso i dati dello strumento MUSE montato sul VLT (Very Large Telescope) dell'ESO mostrano l'idrogeno gassoso, caldo, nella stessa regione. In blu-viola è mostrato invece il gas caldissimo, ionizzato, rivelato dall'osservatorio per raggi X Chandra. I dati di ALMA mostrano il materiale che sta cadendo verso il buco nero, mentre i dati di MUSE mostrano il materiale che viene lanciato via dal buco nero. Crediti: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Tremblay et al.; NRAO/AUI/NSF, B. Saxton; NASA/Chandra; ESO/VLT
Immagine composita dell’ammasso di galassie Abell 2597 che mostra il flusso di gas, che ricorda lo spruzzo di una fontana, alimentato dal buco nero supermassiccio nel cuore della galassia centrale dell’ammasso. In giallo i dati di ALMA mostrano la distribuzione del gas freddo, che sta cadendo verso il buco nero, mentre in rosso i dati dello strumento MUSE mostrano l’idrogeno gassoso, caldo, nella stessa regione, materiale che viene invece lanciato via dal buco nero. In blu-viola è mostrato invece il gas caldissimo, ionizzato, rivelato da Chandra. Crediti: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Tremblay et al.; NRAO/AUI/NSF, B. Saxton; NASA/Chandra; ESO/VLT
Se quella in apertura è un’immagine reale, anche se in falsi colori, questa invece è davvero una rappresentazione artistica, ci mostra però come potrebbe apparire Abell 2597, con la sua fontana gigante di caldo gas intergalattico. Crediti: NRAO/AUI/NSF; D. Berry

A solo un miliardo di anni luce di distanza, nel vicino ammasso di galassie noto come Abell 2597, giace una gigantesca fontana galattica. Un massiccio buco nero nel cuore di una galassia lontana  osservato mentre lancia nello spazio un ampio getto di gas molecolare freddo, che in seguito ricade sul buco nero come un diluvio intergalattico. L’afflusso e il deflusso di una fontana cosmica così vasta non erano mai stati osservati insieme; hanno origine nella zona più interna, di circa 100.000 anni luce, della galassia più luminosa dell’ammasso Abell 2597.

«Questo è probabilmente il primo sistema in cui troviamo una chiara evidenza sia dell’afflusso di gas molecolare freddo verso il buco nero e del deflusso o sollevamento operato dai getti lanciatl dal buco nero», spiega Grant Tremblay dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, ex-Fellow dell’ESO, che ha guidato questo studio. «Il buco nero supermassiccio al centro di questa gigantesca galassia si comporta come una pompa meccanica in una fontana».

Tremblay e il suo team hanno usato ALMA per tracciare la posizione e il movimento delle molecole di monossido di carbonio all’interno della nebulosa. Queste molecole fredde, con temperature fino a meno 250-260 °C, sono state osservate mentre cadono all’interno verso il buco nero. L’equipe ha anche utilizzato i dati dello strumento MUSE sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO per tracciare il gas più caldo, che viene lanciato fuori dal buco nero sotto forma di getti.

«L’aspetto unico qui è l’analisi molto dettagliata della sorgente che abbiamo realizzato utilizzando insieme i dati di ALMA e di MUSE“, ha aggiunto Tremblay. “Le due strutture offrono una combinazione di strumenti incredibilmente potente».

Questo è quanto vedremmo osservando invece la zona (e i suoi dintorni) in luce visibile, grazie ai dati della DSS2 (Digitized Sky Survey 2)al centro, indistinguibile, l’ammasso di galassie Abell 2597. Il campo di vista è all’incirca 2,4 x 2,0 gradi. In chiusura un video che mostra la localizzazione della galassia oggetto di questo articolo. Crediti: ESO/Digitized Sky Survey 2. Acknowledgment: Davide De Martin

Insieme, queste due serie di dati, ci danno un quadro completo del processo: il gas freddo cade verso il buco nero, accendendo il buco nero e provocando il lancio nel vuoto di getti di plasma incandescente ad alta velocità. Questi getti, quindi, fuoriescono dal buco nero come una spettacolare fontana galattica. Senza speranza di sfuggire alle grinfie gravitazionali della galassia, il plasma si raffredda, rallenta e alla fine ricade di nuovo sul buco nero, e il ciclo ricomincia.

Questa osservazione senza precedenti, potrebbe far luce sul ciclo di vita delle galassie. Il team ipotizza che questo processo potrebbe essere non solo comune, ma anche essenziale per comprendere la formazione delle galassie. Mentre l’afflusso e il deflusso del gas molecolare freddo sono stati precedentemente rilevati, questa è la prima volta che entrambi sono stati rilevati all’interno di uno stesso sistema e quindi la prima prova che i due eventi fanno parte dello stesso vasto processo.

Abell 2597 si trova nella costellazione dell’Acquario, il nome deriva dalla sua inclusione nel catalogo di Abell di ammassi di galassie ricchi, cioè con un elevato numero di galassie. Il catalogo include anche ammassi come Fornax,  Hercules cluster e l’ammasso di Pandora.

Questo video inizia con una panoramica della Via Lattea e, attraverso successivi ingrandimenti, termina con un primo piano dell’ammasso di galassie Abell 2597. Le osservazioni di ALMA e i dati dello spettrografo MUSE installato sul VLT dell’ESO hanno rivelato una colossale sorgente di gas molecolare alimentata da un buco nero nella galassia più brillante dell’ammasso Abell 2597 – il ciclo galattico che alimenta questa vasta fontana cosmica non era mai stato osservato prima d’ora così chiaramente. Crediti: ESO and Digitized Sky Survey 2, N. Risinger (skysurvey.org) Music: Astral Electronic.

Ulteriori Informazioni

Questo lavoro è stato presentato nell’articolo intitolato “A Galaxy-Scale Fountain of Cold Molecular Gas Pumped by a Black Hole”, pubblicato dalla rivista The Astrophysical Journal.


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Circolo Culturale Astrofili Trieste

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CCAT_2018_NOV

12.11, ore 18:00: Ciclo Il Cosmo in libreria: “L’Universo di Hubble“. Relatore Stefano Schirinzi (Presidente Circolo Culturale Astrofili Trieste) presso la libreria Ubik P.zza della Borsa 15, Trieste

18.11, ore 20:30: apertura osservatorio “B. Zugna”, riservata ai soci, annullata in caso di maltempo

21.11, ore 18:00: ciclo Apreritivo con le stelle 3: “La conquista dello spazio“. Relatore Giovanni Chelleri (Circolo Culturale Astrofili Trieste). Ad arricchire il ritorno dell’evento, mostra fotografica di immagini astronomiche, esposizione modelli aerospaziali e proiezione della volta celeste con planetario. Presso Hotel NH Trieste, C.so Cavour 7, Trieste

26.11, ore 18:00: Ciclo Il Cosmo in libreria: “Astronomia nell’antico Egitto“. Relatore Paolo Marra (Circolo Culturale Astrofili Trieste) presso la libreria Ubik P.zza della Borsa 15, Trieste

Tutti gli eventi sono disponibili anche alla pagina www.facebook.com/astrofilitrieste

XXXVI Meeting Regionale degli Astrofili Pugliesi

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Si svolgerà domenica 18 novembre a Castellana Grotte, il Meeting Regionale degli Astrofili Pugliesi, il più importante raduno annuale degli appassionati e dei curiosi delle stelle e del cosmo che si ripete da ben 35 anni. Ideato da Nedim VLORA, da sempre eminente studioso in Italia di archeoastronomia e presidente del Centro Studi e Osservazioni Astronomiche di Bari e di Spica – Scuola Permanente Internazionale di Cosmologia e Archeoastronomia.
Quest’anno il Meeting è organizzato dalla Società Astronomica Pugliese presso il Museo Speleologico Franco Anelli (Piazzale F. Anelli n.c.) in collaborazione con l’Osservatorio Astronomico Sirio del prof. Nicola Rizzi.
Sul palco dei relatori si alterneranno diversi appassionati provenienti da tutte le provincie pugliesi e astrofisici di fama internazionale.

www.astropuglia.itwww.osservatorio.grottedicastellana.it

Parker Solar Probe al perielio, ed è doppio record!

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Cliccare l’immagine se non parte l’animazione. Credit: NASA/JHUAPL

Meno di una settimana fa, la sonda ha iniziato il primo dei suoi “incontri con il Sole”. La missione orbiterà attorno al Sole raggiungendo il perielio, la distanza minima dalla stella che la porterà a raggiungere la corona solare, per 24 volte. Per circa 11 giorni, per ogni orbita, si troverà a meno di 0,25 unità astronomiche dal centro del Sole e raccoglierà dati preziosi.

Durante questo primo avvicinamento, iniziato il 31 ottobre e che finirà l’11 novembre, le quattro suite di strumenti scientifici della sonda sono al lavoro per raccogliere dati, permettendo agli scienziati di osservare da vicino come non mai questa dinamica regione dell’atmosfera esterna solare. Si potrà così cominciare a rispondere a domande fondamentali sulla fisica solare, inclusi i meccanismi che permettono alle particelle e al materiale solare di venire accelerate nello spazio a così alte velocità e scoprire il perché la corona solare è così tanto più calda della superficie sottostante.

Il 5 novembre, al momento del maggior avvicinamento, si è trovata a 24 milioni di chilometri dalla superficie del Sole, a una velocità massima di 343112 km/h rispetto al Sole.

Ed è doppio record, la velocità eliocentrica più alta mai raggiunta da una sonda umana e quella che più si è avvicinata al Sole. Il record precedente di velocità eliocentrica era ancora mantenuto dalla sonda Helios 2, nell’aprile 1976, con i suoi 246960 km/h.

In alto (cliccare per ingrandire) le orbite che percorrerà la sonda e la posizione nel momento in cui scriviamo, poche ore dopo il perielio. Sotto il diagramma della distanza dal Sole in cui si troverà durante la missione, e il tratto percorso a oggi.

In questi giorni sta volando attraverso la parte più esterna della corona solare, attraversando materiale che raggiunge la temperatura di 3,6 milioni di gradi Fahrenheit, ed è solo perché in quella regione è ancora estremamente rarefatta che tali temperature non influenzano la temperatura della sonda. Nonostante questo però il lato esposto al Sole, protetto dallo scudo termico Thermal Protection System, a causa della radiazione solare, raggiunge gli 820 gradi Fahrenheit (438° C circa).

La sonda è comunque in grado, in piena autonomia, di regolare la sua temperatura, e tenere al sicuro la strumentazione che trasporta. Una serie di sistemi automatici le permette di ritrarre i pannelli solari, per proteggerli in caso di eccesso di calore, e tenere gli strumenti all’ombra dello scudo termico. Inoltre un sofisticato sistema di guida autonoma mantiene la sonda sempre orientata correttamente. Questa autonomia è vitale per la missione, non solo per il periodo di “no-contact” durante i perieli, ma anche per il ritardo dovuto alla grande distanza da Terra che la sonda raggiunge durante la sua orbita, e che può arrivare fino a 31 minuti prima che un segnale arrivi a Terra e ritorni alla sonda. È chiaro che in caso di emergenza per esposizione eccessiva alle alte temperature non ci sarebbe il tempo di impartire ordini per prendere provvedimenti.

Ma se si trova in un momento di no-contact, di silenzio radio, come sappiamo velocità e posizione precise? La NASA periodicamente controlla, grazie al suo Deep Space Network, le velocità e le posizioni della sonda, così il team missione è in grado di calcolare con precisione la velocità della sonda in qualsiasi punto della sua orbita.

In questo momento, quindi, la sonda si trova in silenzio radio, a causa della forte interferenza solare e, anche a causa della grande distanza dalla Terra in cui si troverà successivamente, saranno necessarie diverse settimane prima che i dati raccolti arrivino a Terra, ma noi siamo qui pronti in attesa!

Per seguire la missione https://blogs.nasa.gov/parkersolarprobe/

Per vedere dove si trova la sonda http://parkersolarprobe.jhuapl.edu/The-Mission/index.php#Where-Is-PSP


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L’ultimo saluto di Giove, con Mercurio e una sottilissima falce di Luna crescente

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È senza dubbio un’osservazione estrema quella del 9 novembre: il cielo è ancora chiarissimo, siamo in pieno crepuscolo civile. Tuttavia, per chi ha a disposizione un orizzonte occidentale completamente sgombro da ostacoli, si potrà tentare l’osservazione della congiunzione tra Mercurio (mag. –0,1) e Giove (mag. –1,7), bassissimi sull’orizzonte (5° e mezzo per Mercurio e appena 3° e mezzo per Giove), cui si aggiunge anche una sottilissima falce di Luna (fase 4%), posta a 5,8° a nordovest di Mercurio.

Assolutamente invisibile a causa del chiarore del cielo, possiamo solo immaginare la presenza della rossa stella Antares (Alfa Scorpii; mag. +1,1) posta a 1,8° a sudest di Mercurio.

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➜ La LUNA di novembre.
Approfondimento: Guida all’osservazione della Regione di Fra Mauro

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Gruppo Astrofili Vicentini “G. Abetti”

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11.11, dalle 17:00 alle 18:00, presso l’Osservatorio astronomico di Arcugnano: Osservazione della congiunzione Luna – Saturno

Bassi all’orizzonte, i due corpi celesti si avvicineranno fino a 30′ di distanza, praticamente visibili contemporaneamente nel campo dell’oculare a bassi ingrandimenti. La partecipazione è libera, la prenotazione non è necessaria. È richiesta un’offerta responsabile.

17.11, dalle 16:30 alle 18:30, presso l’Osservatorio astronomico di Arcugnano: Laboratorio di astronomia per bambini da 6 a 11 anni: In viaggio tra i pianeti
Ai partecipanti viene chiesta un’offerta responsabile. L’iscrizione è obbligatoria perché i posti sono limitati. Le iscrizioni apriranno lunedì 05/11/2018. Per ulteriori informazioni scrivete a didattica@astrofilivicentini.it

30.11, dalle 21:00 alle 22:30, presso l’Osservatorio astronomico di Arcugnano: Incontro con l’autrice Elena Lazzaretto che presenterà il libro Le Stelle Sbagliate
In questo libro si parla delle stelle partendo dalle idee sbagliate che spesso abbiamo: piccole trappole in cui si cade facilmente, ma che altrettanto facilmente si possono disinnescare. Elena Lazzaretto, astronoma, si occupa di comunicazione, divulgazione e didattica. Attualmente progetta e realizza spettacoli che fanno parte della programmazione del Planetario di Padova. Collabora con musei ed associazioni realizzando conferenze, incontri e corsi di astronomia. La partecipazione è libera, la prenotazione non è necessaria. È richiesta un’offerta responsabile.

www.astrofilivicentini.it

Unione Astrofili Senesi

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Osservatorio Astronomico Provinciale di Montarrenti, SS. 73 Ponente, Sovicille (SI).

09.11 e 23.11, ore 21:30: Il cielo al castello di Montarrenti. Come ogni secondo e quarto venerdì del mese, dalle ore 21.30 l’Osservatorio Astronomico di Montarrenti (Sovicille, Siena) sarà aperto al pubblico per una serata osservativa dedicata al cielo del periodo.
Per il pubblico è obbligatoria la prenotazione tramite il sito www.astrofilisenesi.it, inviando un messaggio WhatsApp al 3472874176 (Patrizio) oppure un sms al 3482650891 (Giorgio). In caso di tempo incerto telefonare per conferma.

Per le prenotazioni: tramite il sito oppure inviando un messaggio WhatsApp al 3472874176 (Patrizio) o un sms al 3482650891 (Giorgio).
Seguiteci su www.astrofilisenesi.it e sulla nostra pagina facebook Unione Astrofili Senesi

Buonanotte, Dawn: missione conclusa

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La missione della sonda spaziale Dawn della Nasa, a cui l’Italia ha dato un importante contributo con l’Agenzia spaziale italiana (Asi) e l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), si è conclusa dopo 11 anni e due estensioni della sua vita operativa a causa dell’esaurimento di idrazina, il propellente che di solito viene utilizzato per il controllo orbitale e di assetto dei satelliti.

Dawn, che in italiano vuol dire “alba”, ha studiato l’infanzia del nostro Sistema solare per scoprirne le origini e l’evoluzione. Lanciata il 27 settembre 2007 da Cape Canaveral a bordo del razzo Delta II 7925H nell’ambito del Programma Discovery, Dawn è stato l’unico veicolo spaziale ad aver orbitato attorno a due corpi celesti distinti nello spazio profondo: l’asteroide Vesta e il pianeta nano Cerere, il cui studio ha fornito molte indicazioni sulla formazione del Sistema solare. Nel suo lungo viaggio di avvicinamento ai due obiettivi, Dawn ha anche effettuato un flyby con il pianeta Marte.

Uno degli strumenti a bordo della sonda è lo spettrometro italiano Vir (Visible and infrared mapping spectrometer), che ha inviato a Terra oltre 11 milioni di immagini e 90 GB di dati, contribuendo in maniera decisiva allo studio accurato delle caratteristiche e della storia di Vesta e Cerere. Vir è stato finanziato e coordinato dall’Agenzia spaziale italiana sotto la guida scientifica dell’Istituto nazionale di astrofisica e costruito dalla società Leonardo.

Immagine del grande asteroide Vesta ottenuta tramite un mosaico di immagini ad alta risoluzione riprese dalla sonda interplanetaria Dawn della Nasa, fra luglio 2011 e settembre 2012, durante la fase di allontanamento della sonda, che dopo aver visitato Vesta si è portata sull’altro grande asteroide Cerere, dove si trova attualmente. Vesta, che ha un diametro di circa 500 km, è l’unico caso riconosciuto di asteroide differenziato, e cioè avente una struttura che si pensa comprendere un nucleo metallico, un mantello roccioso ed una crosta di composizione basaltica. La composizione superficiale di Vesta è pressoché unica tra gli asteroidi, e si pensa che questo asteroide sia anche il progenitore di una classe di meteoriti di composizione basaltica (le cosiddette Eucriti, Howarditi e Diogeniti). La presenza di molti e grandi crateri da impatto è evidente nell’immagine. Crediti: Nasa /Jpl-Caltech / Ucla / Mps / Dlr / Ida

«La partecipazione al programma Dawn è stato un grande successo per l’Asi e per la comunità scientifica italiana attiva nello studio dei corpi minori del Sistema solare» ha affermato Eleonora Ammannitoresponsabile scientifico della missione Dawn dell’Agenzia spaziale italiana.«La conferma del collegamento tra alcuni tipi di meteoriti e Vesta e l’identificazione di ghiaccio di acqua sulla superficie di Cerere sono solo alcune delle scoperte di Dawn per le quali lo spettrometro italiano Vir ha avuto un ruolo fondamentale. Ha identificato delle specie mineralogiche presenti sulla superficie di Vesta e di Cerere oltre a fare una mappatura quasi globale dei due corpi celesti. Ed è proprio grazie alla distribuzione di queste specie che il team scientifico ha potuto discriminare quali siano native, dandoci indicazioni sulle origini dei due pianetini, e quali invece siano state depositate da impatti fornendo informazioni sulla evoluzione della fascia degli asteroidi. Sonda e spettrometro hanno svolto un lavoro egregio fornendoci un’immagine più nitida della fascia degli asteroidi e del suo ruolo nell’evoluzione del Sistema solare, ma hanno anche stimolato l’appetito per future esplorazioni in particolare di Cerere».

La sonda ha fornito vedute ravvicinate di Vesta e Cerere, i corpi più grandi tra gli asteroidi che si trovano nella fascia principale tra Marte e Giove. Durante 14 mesi in orbita, dal 2011 al 2012, la sonda americana ha osservato e studiato Vesta dalla sua superficie al suo nucleo. In seguito, ha effettuato una manovra senza precedenti abbandonando l’orbita e viaggiando attraverso la fascia principale degli asteroidi per più di due anni raggiungendo Cerere, che ha osservato dal 2015 a oggi quando, esaurito il suo carburante, la sonda non è stata più in grado di mantenere il posizionamento dell’antenna in direzione della Terra. La Nasa ha quindi lasciato Dawn al suo destino facendola rimanere in orbita intorno al pianeta nano Cerere.

Una porzione dell’emisfero settentrionale del pianeta nano Cerere dominata dal cratere Occator e le sue zone brillanti. L’immagine che ha una risoluzione di 140 metri per pixel, è stata scattata dalla sonda Dawn. Crediti: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

Su Cerere, la navicella spaziale, viaggiando a una altezza di soli 35 chilometri dalla sua superficie, ha scoperto depositi brillanti di sali che decorano il pianeta nano come un’infarinatura di diamanti. Ma i risultati scientifici che ne sono scaturiti sono ancora più avvincenti: i punti luminosi sono la prova di un oceano luminoso i cui resti congelati, principalmente carbonato di sodio e di ammonio, sono disposti sulla superficie. La scoperta delle macchie, ora chiamate faculae, ha fornito un solido sostegno all’idea che Cerere possedesse un tempo un oceano globale, garantendogli un posto nella schiera dei mondi oceanici del Sistema Solare che comprende anche diverse lune di Giove e Saturno.

Tali scoperte sono state alimentate dalla grande efficienza della propulsione ionica, un sistema di propulsione che ha spinto la missione oltre ogni previsione. Dawn non è stata la prima sonda a utilizzare questo tipo di propulsione, familiare ai fan della fantascienza e agli appassionati di spazio, ma ha spinto questa tecnologia fino ai suoi limiti di prestazioni e resistenza. Nelle ultime fasi della missione le osservazioni si sono concentrate sull’area attorno ai crateri Occator e Urvara, con l’obiettivo principale di comprendere l’evoluzione di Cerere e verificare, come ipotizzato, se vi sia attività geologica in corso sul pianeta nano, la cui superficie sembra essere modellata dagli impatti con altri asteroidi.

«La missione Dawn ha rivoluzionato la nostra comprensione della fascia degli asteroidi e anche dell’origine del Sistema solare» commenta Maria Cristina De Sanctis, ricercatrice Inaf e responsabile scientifica di Vir.«La missione ha visto l’Italia coinvolta fin dall’inizio, con la partecipazione di diversi scienziati italiani, prima tra tutti Angioletta Coradini, e la responsabilità dello spettrometro ad immagini Vir. Con la fine della missione Dawn si ‘chiude’ una fase di esplorazione ma se ne apre un’altra, che vede Cerere come uno dei target più interessanti per la ricerca di vita al di fuori dell’ambiente terrestre.  Infatti, tra le scoperte di Vir che riguardano Cerere, vi è la presenza sia di materiale organico che di carbonati e composti di ammonio. Su Cerere sono stati scoperti carbonati di sodio in notevoli quantità, materiale ammoniato su tutta la superficie e organici alifatici.  Tutti questi materiali, insieme ad argille e ghiaccio d’acqua, sono di notevole importanza in quanto mattoni fondamentali per molecole biotiche. Mi piace, inoltre, sottolineare che lo strumento italiano è arrivato perfettamente funzionante a fine missione».

Oltre alle immagini ad alta risoluzione, la sonda ha raccolto informazioni da diversi spettri, misure del flusso di raggi gamma e neutroni, riprese nell’infrarosso e visibile, nonché dati sulla gravità di Vesta e Cerere.

Per saperne di più:

Guarda su MediaInaf Tv l’intervista a Maria Cristina De Sanctis:


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Un’alba con Venere, Spica e una sottilissima falce di Luna

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Anche se la congiunzione è piuttosto ampia, i tre astri tracceranno un caratteristico triangolo nel cielo che sicuramente regalerà soddisfazione a chi vorrà osservarlo a occhio nudo o riprenderlo in fotografia, magari incorniciato da qualche elemento naturale del paesaggio circostante.
Anche se la congiunzione è piuttosto ampia, i tre astri tracceranno un caratteristico triangolo nel cielo che sicuramente regalerà soddisfazione a chi vorrà osservarlo a occhio nudo o riprenderlo in fotografia, magari incorniciato da qualche elemento naturale del paesaggio circostante.

La mattina del 6 novembre, alle ore 5:50, una sottilissima falce di Luna (fase 3%) passa a 7,1° a est della stella Spica (Alfa Virginis; mag. +1,0) e a 8,3° a nordest del brillante pianeta Venere (mag. – 4,3).

Il teatro di questo incontro celestre è quello della costellazione della Vergine, che potremo osservare guardando verso est-sudest.

I protagonisti del terzetto saranno tutti molto bassi sull’orizzonte, appena 2° per Venere e 6° per la Luna e Spica: con il passare dei minuti l’altezza si farà via via più grande ma il cielo contemporaneamente diverrà meno scuro, rischiarato dall’incalzante sorgere del Sole.

Nei giorni successivi Venere si avvicinerà sempre più alla stella Spica, formando una bella congiunzione il giorno 15.

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06.11, ore 18:00: Ciclo Il Cosmo in libreria: “Il cielo come appare: prima tappa per un viaggio nel cosmo“. Relatore Stefano Schirinzi (Presidente Circolo Culturale Astrofili Trieste) presso la libreria Lovat c/o stabile OVS, Viale XX Settembre 20, Trieste

12.11, ore 18:00: Ciclo Il Cosmo in libreria: “L’Universo di Hubble“. Relatore Stefano Schirinzi (Presidente Circolo Culturale Astrofili Trieste) presso la libreria Ubik P.zza della Borsa 15, Trieste

18.11, ore 20:30: apertura osservatorio “B. Zugna”, riservata ai soci, annullata in caso di maltempo

21.11, ore 18:00: ciclo Apreritivo con le stelle 3: “La conquista dello spazio“. Relatore Giovanni Chelleri (Circolo Culturale Astrofili Trieste). Ad arricchire il ritorno dell’evento, mostra fotografica di immagini astronomiche, esposizione modelli aerospaziali e proiezione della volta celeste con planetario. Presso Hotel NH Trieste, C.so Cavour 7, Trieste

26.11, ore 18:00: Ciclo Il Cosmo in libreria: “Astronomia nell’antico Egitto“. Relatore Paolo Marra (Circolo Culturale Astrofili Trieste) presso la libreria Ubik P.zza della Borsa 15, Trieste

Tutti gli eventi sono disponibili anche alla pagina www.facebook.com/astrofilitrieste

Festival della Scienza – Cambiamenti

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La sedicesima edizione del Festival si terrà a Genova dal 25 ottobre al 4 novembre 2018 e avrà come parola chiave Cambiamenti. Undici giorni di conferenze, laboratori, mostre, spettacoli ed eventi speciali dedicati a visitatori di ogni fascia d’età e livello di conoscenza.
La scienza ci insegna che il cambiamento è inevitabile e inarrestabile, ma che può anche essere determinato dalle nostre scelte. E, in quest’ottica, il binomio scienza-tecnologia s’impone sempre più come veicolo essenziale di cambiamento e innovazione.
Al Festival si parlerà di big science, ma anche di come la scienza può e deve contribuire a cambiare e favorire i rapporti tra le diverse culture. Tra gli argomenti centrali dell’edizione 2018 anche le nuove frontiere della medicina, i cambiamenti climatici e la sostenibilità globale. Uno spazio speciale sarà dedicato alla tecnologia, intesa come driver fondamentale per il cambiamento e il miglioramento della qualità di vita delle persone con disabilità.
La sedicesima edizione del Festival della Scienza rinnova, ancora una volta, la tradizione del Paese ospite. Quest’anno, ad accettare l’invito è Israele, con il quale l’Italia ha una proficua collaborazione nel campo della ricerca scientifica e dello sviluppo tecnologico e che, per motivi storici e geografici, ha fatto del cambiamento la sua ragione di esistere, emergendo nel panorama della scienza e dell’innovazione tecnologica mondiale.
Il programma degli eventi è disponibile qui. Le prevendite dei biglietti saranno disponibili a partire da lunedì 8 ottobre.

Info:
Tel. +39 010 6598795
Fax +39 010 6598777
Corso F. M. Perrone, 24, 16152 – Genova
info@festivalscienza.it

http://www.festivalscienza.it/site/home.html

Accademia delle Stelle

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2018-11 Coelum AdS

2018-11 Coelum AdSCorsi di Astronomia di novembre!

L’Astronomia Insolita e Curiosa
Tutti i lunedì fino al 19: otto conferenze su moltissime curiosità e aneddoti raramente divulgati al pubblico, per scoprire gli aspetti più insoliti ed incredibili del cielo e della scienza che lo studia.

Come si Osserva il Cielo
Tutti i giovedì fino al 22: corso base completo di astronomia pratica: tutte le competenze che servono per diventare astrofili! Con guida alla scelta del primo telescopio, tecniche osservative e fotografiche e lezioni pratiche sotto le stelle.

01.12: Spazio Italia: conferenze scientifiche pubbliche

Maggiori informazioni:
https://www.facebook.com/accademia.dellestelle
https://www.accademiadellestelle.org/

Circolo Culturale Astrofili Trieste

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CCAT_2018_NOV

CCAT_2018_NOV04.11, ore 20:30: apertura osservatorio “B. Zugna”, riservata ai soci, annullata in caso di maltempo

06.11, ore 18:00: Ciclo Il Cosmo in libreria: “Il cielo come appare: prima tappa per un viaggio nel cosmo“. Relatore Stefano Schirinzi (Presidente Circolo Culturale Astrofili Trieste) presso la libreria Lovat c/o stabile OVS, Viale XX Settembre 20, Trieste

12.11, ore 18:00: Ciclo Il Cosmo in libreria: “L’Universo di Hubble“. Relatore Stefano Schirinzi (Presidente Circolo Culturale Astrofili Trieste) presso la libreria Ubik P.zza della Borsa 15, Trieste

18.11, ore 20:30: apertura osservatorio “B. Zugna”, riservata ai soci, annullata in caso di maltempo

21.11, ore 18:00: ciclo Apreritivo con le stelle 3: “La conquista dello spazio“. Relatore Giovanni Chelleri (Circolo Culturale Astrofili Trieste). Ad arricchire il ritorno dell’evento, mostra fotografica di immagini astronomiche, esposizione modelli aerospaziali e proiezione della volta celeste con planetario. Presso Hotel NH Trieste, C.so Cavour 7, Trieste

26.11, ore 18:00: Ciclo Il Cosmo in libreria: “Astronomia nell’antico Egitto“. Relatore Paolo Marra (Circolo Culturale Astrofili Trieste) presso la libreria Ubik P.zza della Borsa 15, Trieste

Tutti gli eventi sono disponibili anche alla pagina www.facebook.com/astrofilitrieste

Si riparte da Luna e Regolo

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La mattina del 2 novembre, volgendoci verso est alle ore 1:30 potremo notare la Luna (fase 34%) sorta da poco, mentre accompagna la stella alfa della costellazione del Leone, Regolo (mag. +1,4), posta poco più di 2° e mezzo a sud del nostro satellite naturale.

La congiunzione, apprezzabile a occhio nudo o con l’ausilio di un binocolo, si farà più stretta con il passare delle ore e raggiungerà la minima distanza solo alle ore 5:00 (1,7° di distanza).

A quell’orario i due astri saranno ben più alti sull’orizzonte est-sudest, con Regolo alta quasi 45°: sarà possibile apprezzare per intero anche la caratteristica sagoma della costellazione del Leone. Per chi desideri immortalare la congiunzione in una fotografia che comprenda elementi naturali del paesaggio o particolari architettonici, tuttavia, il consiglio è quello di tentare le proprie riprese all’orario indicato in cartina.

Le effemeridi di Luna e pianeti le trovi nel Cielo di Novembre 2018

➜ La LUNA di novembre.
Approfondimento: Guida all’osservazione della Regione di Fra Mauro

➜ Continua l’esplorazione del Cielo di novembre con la UAI che questo mese ci porta nell’ammasso doppio del Perseo.

➜ La terza parte della rubrica alla scoperta della costellazione del Drago


Coelum Astronomia 227 - 2018Tutti consigli per l’osservazione del Cielo di Novembre su Coelum Astronomia 227

Leggilo subito qui sotto online, è gratuito!

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Unione Astrofili Senesi

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Osservatorio Astronomico Provinciale di Montarrenti, SS. 73 Ponente, Sovicille (SI).

03.11, ore 21:30: Il cielo del mese. Come ogni primo sabato del mese, l’appuntamento per il pubblico è alle ore 21.30 presso Porta Laterina a Siena da dove raggiungeremo a piedi la specola”Palmiero Capannoli” per osservare il cielo del periodo. Per il pubblico è obbligatoria la prenotazione a Davide Scutumella 3388861549. In caso di tempo incerto telefonare per conferma.

09.11 e 23.11, ore 21:30: Il cielo al castello di Montarrenti. Come ogni secondo e quarto venerdì del mese, dalle ore 21.30 l’Osservatorio Astronomico di Montarrenti (Sovicille, Siena) sarà aperto al pubblico per una serata osservativa dedicata al cielo del periodo.
Per il pubblico è obbligatoria la prenotazione tramite il sito www.astrofilisenesi.it, inviando un messaggio WhatsApp al 3472874176 (Patrizio) oppure un sms al 3482650891 (Giorgio). In caso di tempo incerto telefonare per conferma.

Per le prenotazioni: tramite il sito oppure inviando un messaggio WhatsApp al 3472874176 (Patrizio) o un sms al 3482650891 (Giorgio).
Seguiteci su www.astrofilisenesi.it e sulla nostra pagina facebook Unione Astrofili Senesi

Cielo di Novembre 2018

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Aspetto del cielo per una località posta a Lat. 42° - Long. 12°E La cartina mostra l'aspetto del cielo alle ore (TMEC): 1 Nov. > 00:00; 15 Nov. > 23:00; 30 Nov. > 22:00. Crediti: Coelum Astronomia CC-BY
Aspetto del cielo per una località posta a Lat. 42° - Long. 12°E La cartina mostra l'aspetto del cielo alle ore (TMEC): 1 Nov. > 00:00; 15 Nov. > 23:00; 30 Nov. > 22:00. Crediti: Coelum Astronomia CC-BY

EFFEMERIDI
(mar. – ott. 2018)

Luna

Sole e Pianeti

Il mese di novembre è caratterizzato da notti sempre più lunghe e fresche con il clima che si fa più vicino a quello della stagione invernale. Tutto ciò comporta di solito una maggiore limpidezza del cielo rispetto ai mesi precedenti, sperando come sempre nell’assenza di nuvole e pioggia.

La notte astronomica inizia in media alle 18:30, così che in presenza di buone serate ci saranno a disposizione diverse ore per godere delle costellazioni autunnali e dei declinanti asterismi estivi, primo tra tutti il grande triangolo estivo.

➜ Continua l’esplorazione del Cielo di novembre con la UAI che questo mese ci porta nell’ammasso doppio del Perseo.

IL SOLE

Nel corso del mese continuerà la discesa della nostra stella verso declinazioni e culminazioni al meridiano sempre più basse. Alle ore 0:00 del 1 novembre la sua declinazione sarà di –14,3°, mentre alle stessa ora del 1 dicembre avrà già raggiunto i –21,7°: questo si tradurrà in una perdita del periodo di luce (variabile secondo la latitudine) di circa 1 ora.

COSA OFFRE IL CIELO

Per quanto riguarda i pianeti, potremo continuare a seguire Saturno nella prima serata tra le stelle del Sagittario e Marte entro i confini della costellazione del Capricorno. Venere è tornato ad essere la “stella del mattino”, mentre Giove e Mercurio saranno visibili solo per parte del mese, entrambi verso la loro congiunzione eliaca, ma li potremo osservare il 27 novembre incontrarsi a una distanza di soli 26′ sul campo del coronografo LASCO C3.  Tra le opposizioni asteroidali di maggior rilievo per il mese di ottobre, si distingue per poco quella dell’asteroide (3) Juno, del 16 novembre.

Una magnifica ripresa di un bolide appartenente allo sciame delle Leonidi, ripreso dall’Appennino romagnolo il 17 novembre 1998 da Lorenzo Lovato.

Continuiamo a proporvi anche gli sciami meteoritici più deboli ma che a volte possono stupire. Le Leonidi sono lo sciame meteorico tipico del mese di novembre che ci darà la possibilità di osservare qualche “stella cadente”, proprio come accade con le più famose Perseidi, le “Lacrime di San Lorenzo” che si manifestano nel mese di agosto. Il radiante, ossia il punto del cielo da cui le meteore apparentemente provengono, è situato nella “falce” della costellazione del Leone (da cui il nome dello sciame) ed è normalmente attivo dal 10 al 23 novembre, con un massimo che si posiziona attorno al 17 novembre con uno ZHR (Zenital Hourly Rate) normalmente nell’ordine delle 10-20 meteore/ora. Maggiori informazioni all’interno della rivista e un aiuto per la ripresa da Giorgia Hofer:

Fotografiamo le Leonidi

Continua come sempre, con le congiunzioni di nota, e tanti altri dettagli e cartine, su:

➜ Il Cielo di Novembre su Coelum Astronomia 227


Hai compiuto un’osservazione? Condividi le tue impressioni, mandaci i tuoi report osservativi o un breve commento sui fenomeni osservati: puoi scriverci a segreteria@coelum.com.
E se hai scattato qualche fotografia agli eventi segnalati, carica le tue foto in
PhotoCoelum!

E ancora su Coelum astronomia 226

ISS 2 bianconi

➜ La LUNA di novembre.
Approfondimento: Guida all’osservazione della Regione di Fra Mauro

➜ Leggi le indicazioni di Giuseppe Petricca sui principali passaggi della ISS a novembre

Comete. Si avvicina la Wirtaten.

Supernovae! Il quinto meeting dell’Italian Supernovae Search Project, con una doppia scoperta dell’ultima ora

➜ La terza parte della rubrica alla scoperta della costellazione del Drago

e il Calendario di tutti gli eventi di novembre 2018, giorno per giorno!

Da Coelum astronomia 223 non dimentichiamo invece Catch the Iridium! Un appello per tutti gli astrofotografi, riprendiamo gli iridium flare prima che… scompaiano!


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Gruppo Astrofili Vicentini “G. Abetti”

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03.11 dalle 9:00 alle 17:00, presso l’Osservatorio Astrofisico di Asiago: Laboratorio didattico di missilistica per bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni: Astrorazzo Al mattino i ragazzi potranno costruire il proprio razzo dotato di endoreattore a propellente solido; nel pomeriggio potranno lanciarlo in tutta sicurezza. I ragazzi devono essere accompagnati da un adulto. I posti sono limitati. La prenotazione è obbligatoria e va effettuata entro il 31 ottobre. Per info, costi e prenotazioni scrivere a visite.asiago@oapd.inaf.it oppure telefonare allo sportello informazioni turistiche allo 0424 462221.

11.11, dalle 17:00 alle 18:00, presso l’Osservatorio astronomico di Arcugnano: Osservazione della congiunzione Luna – Saturno
Bassi all’orizzonte, i due corpi celesti si avvicineranno fino a 30′ di distanza, praticamente visibili contemporaneamente nel campo dell’oculare a bassi ingrandimenti. La partecipazione è libera, la prenotazione non è necessaria. È richiesta un’offerta responsabile.

17.11, dalle 16:30 alle 18:30, presso l’Osservatorio astronomico di Arcugnano: Laboratorio di astronomia per bambini da 6 a 11 anni: In viaggio tra i pianeti
Ai partecipanti viene chiesta un’offerta responsabile. L’iscrizione è obbligatoria perché i posti sono limitati. Le iscrizioni apriranno lunedì 05/11/2018. Per ulteriori informazioni scrivete a didattica@astrofilivicentini.it

30.11, dalle 21:00 alle 22:30, presso l’Osservatorio astronomico di Arcugnano: Incontro con l’autrice Elena Lazzaretto che presenterà il libro Le Stelle Sbagliate
In questo libro si parla delle stelle partendo dalle idee sbagliate che spesso abbiamo: piccole trappole in cui si cade facilmente, ma che altrettanto facilmente si possono disinnescare. Elena Lazzaretto, astronoma, si occupa di comunicazione, divulgazione e didattica. Attualmente progetta e realizza spettacoli che fanno parte della programmazione del Planetario di Padova. Collabora con musei ed associazioni realizzando conferenze, incontri e corsi di astronomia. La partecipazione è libera, la prenotazione non è necessaria. È richiesta un’offerta responsabile.

www.astrofilivicentini.it

Le osservazioni più dettagliate del materiale in orbita vicino a un buco nero

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Lo strumento GRAVITY dell'ESO, straordinariamente sensibile, ha aggiunto ulteriori prove alla convinzione di vecchia data che un buco nero supermassiccio si annidi nel cuore della Via Lattea. Nuove osservazioni mostrano grumi di gas che ruotano intorno al nucleo a una velocità pari a circa il 30% di quella della luce, su un'orbita circolare appena al di fuori dall'orizzonte degli eventi - è la prima volta che si osserva materiale in orbita vicino al punto di non ritorno, con le osservazioni più dettagliate di sempre di materiale in orbita così vicina a un buco nero.
Nell’immagine una simulazione ottenuta con i dati raccolti da Gravity, lo strumento installato sul VLTI dell’ESO. Clicca per vedere l’animazione.Questa visualizzazione sfrutta le informazioni ricavate da simulazioni di moti orbitali del gas in un’orbita cirolare intorno al buco nero, che viaggiano a circa il 30% della velocità della luce. Crediti: ESO/Gravity Consortium/L. Calçada

Lo strumento GRAVITY dell’ESO installato sul VLTI (l’interferometro del Very Large Telescope) è stato usato dai ricercatori di un consorzio di istituti europei, tra cui l’ESO, per osservare lampi di radiazione infrarossa provenienti dal disco di accrescimento intorno a Sagittarius A*, l’oggetto massiccio nel cuore della Via Lattea. I lampi osservati forniscono la conferma, da lungo attesa, che l’oggetto al centro della nostra galassia è veramente, come da lungo ipotizzato, un buco nero supermassiccio. I lampi hanno origine nel materiale che orbita molto vicino all’orizzonte degli eventi del buco nero – rendendo queste le osservazioni più dettagliate mai fatte di materiale in orbita così vicino a un buco nero.

Nell’immagine vediamo la parte centrale della nostra Galassia, la Via Lattea, come la riprende nel vicino infrarosso lo strumento NACO del VLT (Very Large Telescope) dell’ESO. Gli astronomi, seguendo per 16 anni i moti delle stelle al centro dell’immagine, hanno potuto determinare la massa del Buco Nero che si nasconde proprio nel centro galattico. Crediti: ESO/S. Gillessen et al.

Mentre parte della materia nel disco di accrescimento – la cintura di gas in orbita intorno a Sagittarius A* a velocità relativistiche – può orbitare intorno al buco nero in tutta sicurezza, tutto ciò che si avvicina troppo è destinato a essere attirato al di là dell’orizzonte. Il punto più vicino a un buco nero in cui della materia possa orbitare senza essere irresistibilmente attratta verso l’interno dall’immensa massa è noto come l’orbita stabile più interna, e da qui hanno origine i brillamenti osservati.

«È sconvolgente osservare il materiale che orbita intorno a un buco nero massiccio al 30% della velocità della luce», si meraviglia Oliver Pfuhl, uno scienziato dell’MPE. «La straordinaria sensibilità di GRAVITY ci ha permesso di osservare i processi di accrescimento in tempo reale, con un dettaglio senza precedenti».

Queste misure sono state possibili solo grazie alla collaborazione internazionale e alla strumentazione all’avanguardia utilizzata. Lo strumento GRAVITY che ha reso possibile questo risultato combina la luce di quattro telescopi del VLT dell’ESO per creare un super-telescopio virtuale di 130 metri di diametro ed è già stato utilizzato per sondare la natura di Sagittarius A*.

All’inizio dell’anno, GRAVITY e SINFONI, un altro strumento installato sul VLT, hanno permesso allo stesso gruppo di misurare con precisione il passaggio radente della stella S2 mentre attraversava il campo gravitazionale estremo vicino a Sagittarius A* e per la prima volta ha rivelato gli effetti previsti dalla relatività generale di Einstein in un ambiente così estremo. Durante il passaggio ravvicinato di S2, è stata osservata anche una forte emissione infrarossa.

Questa simulazione mostra le orbite di un gruppo ristretto di stelle vicino al buco nero supermassiccio nel cuore della Via Lattea. Nel 2018 una di queste stelle, S2, passò molto vicino al buco nero e fu oggetto di un’attenta analisi con il telescopio dell’ESO. Il suo comportamento corrispondeva alle previsioni della relatività generale di Einstein e non era invece coerente con la gravità newtoniana, più semplice. Crediti: ESO/L. Calçada/spaceengine.org

«Stavamo monitorando S2 da vicino e, naturalmente, teniamo sempre d’occhio Sagittarius A*» spiega Pfuhl. «Durante le nostre osservazioni, siamo stati abbastanza fortunati da notare tre  lampi brillanti provenienti dal buco nero – una coincidenza fortunata!».

Questa emissione, da elettroni molto energici e molto vicini al buco nero, era visibile come tre brillamenti molto intensi e corrispondeva esattamente alle previsioni teoriche per i punti caldi (hot spot) in orbita vicino a un buco nero di quattro milioni di masse solari, 1,3 milioni di milioni di volte più grande di quella della Terra. Si pensa che i brillamenti provengano da interazioni magnetiche nel gas caldissimo che orbita intorno a Sagittarius A*.

Reinhard Genzel, del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics (MPE) di Garching, in Germania, che ha guidato lo studio, ha spiegato: «È sempre stato uno dei progetti che sognavamo di completare, ma non osavamo sperare che sarebbe diventato possibile così presto». Riferendosi all’assunzione che Sagittario A* sia un buco nero supermassiccio, Genzel ha concluso che «il risultato è una conferma clamorosa del paradigma di buco nero supermassiccio».


Coelum Astronomia 227 - 2018Alla ricerca di Vita extraterrestre! Come riconoscere i segnali di vita sugli #esopianeti? E in quali condizioni possiamo aspettarci di trovarla? 
Di questo ma non solo nel nuvo numero di…

Coelum Astronomia di Novembre
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Hubble-Lemaître, gli astronomi hanno detto sì

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Alcuni membri dell’Unione astronomica internazionale durante una votazione (non quella realtiva alla legge di Hubble-Lemaitre). Crediti: Iau/M. Zamani
Alcuni membri dell’Unione astronomica internazionale durante una votazione (non quella realtiva alla legge di Hubble-Lemaitre). Crediti: Iau/M. Zamani

Volete voi cambiare nome alla più famosa legge della cosmologia – la legge di Hubble, quella che descrive la velocità di espansione dell’universo? La domanda era stata posta nel corso dell’ultima Assemblea generale dell’Unione astronomica internazionale (Iua), a Vienna, lo scorso agosto. I presenti, circa tremila, avevano detto sì: la celebre equazione v = H0 D va rinominata “legge di Hubble-Lemaître”, in onore del fisico e astronomo belga che per primo la formulò – Georges Lemaître, appunto.

Memori, però, dei malumori sollevati da un’altra loro storica decisione, quella di escludere Plutone dalla cerchia dei pianeti, i vertici della Iau questa volta ci sono voluti andare con i piedi di piombo, prendendosi tutto il tempo necessario e allargando la consultazione – con voto elettronico – a tutti i 11072 membri dell’Unione. Alla chiusura delle urne, scattata alla mezzanotte di venerdì scorso, avevano votato in 4060 – circa il 37 per cento degli aventi diritto. E il diritto di Lemaître a veder riconosciuto, con oltre novant’anni di ritardo (l’articolo originale era del 1927), il suo posto nella storia è stato sancito da un’ampia maggioranza: il 78 per cento dei votanti, quasi quattro astronomi su cinque.

Un esito in buona parte scontato, già recepito anche da Wikipedia, e dovuto non solo a ragioni strettamente storico-scientifiche (qui un nostro articolo per chi voglia approfondirle), ma anche alla volontà di premiare l’incredibile modestia di uno scienziato che, rifiutando ogni forma di protagonismo, arrivò addirittura ad “autocensurarsi”. All’origine del mancato riconoscimento iniziale ci fu infatti una scelta dello stesso Lemaître: traducendo, nel 1931, il suo articolo in inglese, tralasciò deliberatamente i riferimenti al cosiddetto “parametro di Hubble”. Questo perché, nel frattempo (nel 1929), giungendo ad analoghe conclusioni, Hubble aveva appunto pubblicato un proprio articolo, rendendo così – secondo il disinteressatissimo Lemaître – non più attuali i risultati illustrati in francese nel lavoro del 1927. Chapeau!


Un fantasma in Cassiopea

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Pareidolia. È quel fenomeno istintivo che ci fa scorgere in qualcosa di confuso forme familiari e riconoscibili, come un drago in una nuvola (chi di voi non ha mai fatto questo gioco?) o un viso in una macchia di umidità su di un muro. E per l’astronomia possiamo dire che questo meccanismo (che in realtà serve al nostro cervello proprio per riconoscere visi e forme) sia stato fondamentale… nel dare il nome alle costellazioni, ad esempio, e a quegli straordinari e sfuggenti oggetti del profondo cielo che sono le nebulose.

E in tema Halloween il telescopio Hubble non poteva che rilasciare una nuova immagine, un ingrandimento in primo piano, del “fantasma” di Cassiopea.

Le stelle più luminose incastonate nelle nebulose in tutta la nostra galassia riversano un torrente di radiazioni che interagisce con le nuvole di idrogeno, la materia prima per costruire nuove stelle.  E l’energia delle nuove stelle può scolpire la nube di polveri trasformandole in veli e forme dagli aspetti più vari. Un esempio inquietante viene proprio dalla nebulosa IC 63, situata a 550 anni luce di distanza nella costellazione di Cassiopea, la Regina.

In questa nebulosa, sia di emissione che a riflessione, è facile vedere la forma di un fantasma, di uno spettro degno della parapsicologia dell’inizio del secolo scorso… come gli ectoplasmi di medium e spiritisti.

Il “fantasma” di Cassiopea ripreso nell’infrarosso svela il campo stellare alle sue spalle. Crediti: NASA, ESA, and STScI Acknowledgment: H. Arab (University of Strasbourg)

A dare questa impressione è infatti l’effetto incrociato di due diversi meccanismi.

L’incandescenza eterea della nebulosa viene dall’idrogeno di cui è costituita che viene bombardato dalle radiazioni ultraviolette della vicina stella blu-gigante Gamma Cassiopeiae, che lo fa risplendere di luce rossa, e che definisce la nebulosa come “ad emissione”, mentre il colore blu deriva dalla luce della stella riflessa dalla polvere della nebulosa.

Se però riprendiamo la nebulosa nell’infrarosso, ecco che le polveri più fredde, e oscure, che nascondevano il campo stellare sullo sfondo svaniscono… proprio come un fantasma! In realtà è il calore delle stelle nascoste dalle polveri che riesce ad attraversare le polveri e rendersi visibile ai nostri… sensori. E il risultato lo vedete qui sotto.

La stella Gamma Cassiopea, sulla sinistra (a “testa in giù rispetto all’imagine di apertura”) il suo “fantasma”. Crediti: Palomar Observatory.

La nebulosa IC 63 non è l’unico oggetto sotto l’influenza della accecante stella, che sprigiona l’energia di 34.000 soli, ma fa parte di una regione nebulosa molto più ampia che circonda Gamma Cassiopea, con una estensione di circa due gradi nel cielo quattro volte più ampia della Luna piena.

La costellazione di Cassiopea è visibile ogni notte dalle latitudini settentrionali e superiori. Il suo caratteristico asterismo a “W”, che forma il trono della regina, è visibile alto nel cielo nelle sere autunnali e invernali.

Gamma Cassiopeiae, la stella centrale nella W, è visibile a occhio nudo, ma per vedere IC 63 è necessario un grande telescopio.


Prevedere l’imprevisto… Hayabusa 2 alla scoperta di Ryugu. BepiColombo in partenza per il Pianeta di Ferro. Terra chiama Opportunity, risponderà mai il rover? Che forma può avere un alieno? 
Tanti gli argomenti affrontati sul nuovo…

Coelum Astronomia di ottobre
Ora online, come sempre in formato digitale, pdf e gratuito.

Due sere con Luna, Pleiadi (M 45) e Aldebaran

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La sera del 26 ottobre, alle ore 20:40 circa, guardando verso est-nordest, potremo vedere la Luna (fase 94%) accompagnare le sette sorelle, l’ammasso delle Pleiadi (M 45) e la rossa stella Aldebaran (mag. +0,9) della costellazione del Toro.

Si tratta di un incontro ad ampio campo: la Luna si trova infatti a ben 9,3° a sud-sudest delle Pleiadi e a poco più di 10° a nord-nordest di Aldebaran. Nonostante la distanza tra ragguardevole tra le protagoniste di questo incontro celeste, sarà magnifico osservare e fotografare l’evento, soprattutto se, sfruttando la bassa altezza sull’orizzonte (circa 8,5° all’orario indicato), saranno inclusi elementi del paesaggio naturale nella scena.

L’evoluzione di questo incontro si potrà osservare il giorno dopo, il 27 ottobre, con la Luna (fase 88%) che si sarà spostata oltre Aldebaran, ponendosi a poco meno di 4° a sud-sudovest di essa.

Le effemeridi di Luna e pianeti le trovi nel Cielo di Ottobre 2018

➜ La LUNA di ottobre.
Approfondimento: Guida all’osservazione del cratere Kepler

➜ Continua l’esplorazione del Cielo di ottobre con la UAI che questo mese ci porta nel “Cuore” di Cassiopea e Stefano Schirinzi che ci porta alla scoperta della costellazione del Drago (II parte).

➜ Astrofotografia: questo mese riprendiamo il percorso delle stelle al meridiano.

Questo mese tantissime le vostre immagini scelte per la Gallery di Coelum Astronomia di Ottobre. Per concorrere anche tu, condividi le tue migliori immagini su PhotoCoelum!


Tutti consigli per l’osservazione del Cielo di Ottobre su Coelum Astronomia 226

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Acqua liquida e ossigeno nel sottosuolo marziano

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Impressione artistica del veicolo spaziale Mars Express che sonda l’emisfero sud di Marte, sovrapposto a un mosaico di colori di una porzione di Planum Australe. L’area di studio è evidenziata utilizzando un mosaico di immagini THEMIS IR. La potenza del segnale dell’eco proveniente dal sottosuolo è codificata per colore e il blu intenso corrisponde ai riflessi più forti, che sono interpretati come causati dalla presenza di acqua. Crediti: USGS Astrogeology Science Center, Arizona State University, Esa, Inaf. Elaborazione grafica di Davide Coero Borga – Media Inaf
Impressione artistica del veicolo spaziale Mars Express che sonda l’emisfero sud di Marte, sovrapposto a un mosaico di colori di una porzione di Planum Australe. L’area di studio è evidenziata utilizzando un mosaico di immagini THEMIS IR. La potenza del segnale dell’eco proveniente dal sottosuolo è codificata per colore e il blu intenso corrisponde ai riflessi più forti, che sono interpretati come causati dalla presenza di acqua. Crediti: USGS Astrogeology Science Center, Arizona State University, Esa, Inaf. Elaborazione grafica di Davide Coero Borga – Media Inaf

Nell’acqua salata nascosta nel sottosuolo di Marte c’è ossigeno sufficiente per ospitare la vita: l’acqua lo cattura dall’atmosfera del pianeta rosso, dove il gas è presente in tracce. L’ossigeno potrebbe essere presente anche nell’acqua ricca di minerali del lago scoperto dal radar italiano Marsis, che si trova sulla sonda europea Mars Express, a condizione che sia in grado di avere degli scambi con l’atmosfera. Lo indica la ricerca del California Institute of Technology (Caltech) pubblicata sulla rivista Nature Geoscience.

I calcoli fatti dal gruppo di Vlada Stamenković indicano che l’ossigeno potrebbe sostenere la vita di microrganismi e animali più complessi, come spugne.
«Non sappiamo se Marte abbia mai ospitato la vita», scrivono i ricercatori, ma «i nostri risultati estendono la possibilità di cercarla». Finora, infatti, forme di vita basate sull’ossigeno si ritenevano impossibili su Marte perché la sottile atmosfera del pianeta è poverissima di questo gas. Si pensava quindi che sul pianeta rosso potessero vivere solo microrganismi simili ai batteri della Terra tipici degli ambienti privi di ossigeno. I nuovi calcoli indicano che l’acqua salata di Marte poco al di sotto della superficie può catturare l’ossigeno a condizione che periodicamente riesce a entrare in contatto con l’atmosfera attraverso fessure della crosta, «come fanno i mari terrestri», rileva Elena Pettinelli, dell’Università Roma Tre, che aveva partecipato all’analisi dei dati del radar Marsis. Anche il lago sotterraneo visto dal radar Marsis potrebbe essere un ambiente adatto alla vita «se l’ossigeno venisse periodicamente fornito grazie a un contatto periodico fra il lago e l’atmosfera».
Per l’astrobiologa Daniela Billi, dell’università di Roma Tor Vergata, i nuovi dati estenderebbero la gamma delle possibili forme di vita che il pianeta rosso potrebbe ospitare perché “ampliano la gamma dei possibili metabolismi presenti su Marte”.

Nel tempo, infatti, le concentrazioni di ossigeno nell’acqua marziana potrebbero essere diventate tali da poter supportare microrganismi dal metabolismo basato sull’ossigeno. I ricercatori del Caltech hanno calcolato la quantità di ossigeno che potrebbe essere disciolto nell’acqua salata di Marte «considerando alcune delle principali variabili che controllano il processo di assorbimento del gas, come temperatura, concentrazione delle soluzioni saline, natura dei sali disciolti e la latitudine», spiega il chimico organico Raffaele Saladino, dell’università della Tuscia. Ciò indica «la possibilità che quantità sensibili di ossigeno possano accumularsi nelle acque salate, soprattutto in corrispondenza delle regioni polari, dove sussistono le condizioni ambientali più favorevoli». Secondo l’esperto l’ossigeno presente nell’acqua «potrebbe, in principio, sostenere forme di vita primordiali» che respirano l’ossigeno, «ma dovrebbero essere estremofile, ovvero richiedere elevate concentrazioni saline e basse temperature per replicarsi».

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Unione Astrofili Italiani

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I CONVEGNI E LE INIZIATIVE UAI

27-28 ottobre 15° ICARA – Italian Congress of Amateur Radio Astronomy
Organizzato dalla Sezione Radioastronomia dell’UAI e da IARA – Italian Amateur Radio Astronomy, presso l’Osservatorio Astronomico di Tavolaia in collaborazione con l’Associazione Astronomica “I. Newton”
radioastronomia.uai.it

Le campagne nazionali UAI

27 ottobre Riaccendiamo le stelle, giornata nazionale dell’inquinamento luminoso
La Commissione Inquinamento Luminoso UAI propone alle associazioni di organizzare eventi, star party pubblici e conferenze per sensibilizzare ed informare l’opinione pubblica sul tema dell’inquinamento luminoso
inquinamentoluminoso.uai.it

Lanciato BepiColombo, in viaggio verso Mercurio

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DI ALBERTO ZAMPIERON · astronautinews.it

La missione ESA-JAXA BepiColombo (ne abbiamo parlato diffusamente presentandola in questo articolo BepiColombo: Europa e Giappone insieme verso Mercurio), diretta verso Mercurio, è stata lanciata la notte tra il 19 e il 20 ottobre, con un Ariane 5 da Kourou alle 01:45:28 GMT, quando in Italia erano le 3:45:28, dando il via a una eccitante missione che ha come obiettivo lo studio dei misteri del pianeta più interno del Sistema Solare.

I segnali della sonda, ricevuti presso il centro di controllo dell’ESA a Darmstadt, in Germania, attraverso la stazione di rilevamento di New Norcia alle 02:21 GMT, hanno confermato che il lancio è andato a buon fine.

BepiColombo è uno sforzo congiunto tra l’ESA e la Japan Aerospace Exploration Agency, JAXA. È la prima missione europea diretta a Mercurio, il pianeta più piccolo e meno esplorato nel Sistema Solare interno, e la prima a inviare due veicoli spaziali per effettuare contemporaneamente misurazioni complementari del pianeta e del suo dinamico ambiente.

«Il lancio di BepiColombo è una pietra miliare per ESA e JAXA e ci saranno molti grandi successi», afferma Jan Wörner, Direttore Generale dell’ESA. «Oltre a completare il difficile viaggio, questa missione restituirà un’enorme quantità di dati scientifici. È grazie alla collaborazione internazionale e ai decenni di sforzi e competenze di tutti coloro che sono coinvolti nella progettazione e nella costruzione di questa incredibile macchina, che siamo ora sulla strada per indagare sui misteri del pianeta Mercurio».

«Congratulazioni per il lancio di successo del Ariane 5 che trasporta BepiColombo, missione esplorativa congiunta ESA-JAXA», afferma Hiroshi Yamakawa, presidente JAXA. «Desidero esprimere la mia gratitudine per l’eccellente risultato delle operazioni di lancio. JAXA ha grandi aspettative che le successive osservazioni dettagliate sulla superficie e l’interno di Mercurio ci aiuteranno a comprendere meglio l’ambiente del pianeta e, in ultima analisi, l’origine del Sistema Solare e della Terra».

BepiColombo comprende due satelliti scientifici: Mercury Planetary Orbiter (MPO) dell’ESA e Mercury Magnetospheric Orbiter di JAXA (MMO, o ‘Mio’). Il Mercury Transfer Module (MTM) costruito dall’ESA porterà gli orbiter fino a Mercurio utilizzando una combinazione di propulsione solare e gravità assist, con un sorvolo di Terra, due di Venere e sei di Mercurio, prima di entrare in orbita proprio di Mercurio verso la fine del 2025.

«C’è una lunga ed eccitante strada davanti a noi prima che BepiColombo inizi a raccogliere dati per la comunità scientifica», afferma Günther Hasinger, direttore delle missioni scientifiche dell’ESA. «Gli sforzi, come per la missione Rosetta e le sue scoperte pionieristiche, anche a distanza di anni dal loro completamento, ci hanno già dimostrato che le complesse missioni di esplorazione scientifica meritano l’attesa».

I due orbiter scientifici saranno anche in grado di utilizzare alcuni dei loro strumenti durante la fase di crociera, offrendo opportunità uniche per raccogliere dati scientificamente preziosi su Venere. Inoltre, alcuni degli strumenti progettati per studiare Mercurio in una modalità possono essere utilizzati in modalità diversa per studiare Venere, che ha una atmosfera spessa rispetto alla superficie esposta di Mercurio.

«BepiColombo è una delle missioni interplanetarie più complesse che abbiamo mai realizzato», afferma Andrea Accomazzo, Flight Director dell’ESA per BepiColombo. «Una delle maggiori sfide è l’enorme gravità del Sole, che rende difficile collocare un’astronave in un’orbita stabile attorno a Mercurio. Dobbiamo frenare costantemente per garantire una caduta controllata verso il Sole, con i propulsori ionici che forniscono la spinta bassa necessaria per la lunga durata della fase di crociera».

Altre sfide includono l’ambiente con temperature estreme a cui sarà sottoposto il veicolo spaziale, che andrà da -180ºC a oltre 450ºC, più caldo di un forno per pizza. Molti dei meccanismi dei veicoli spaziali e dei rivestimenti esterni non erano stati precedentemente testati in tali condizioni.

Il design complessivo dei tre moduli della sonda riflette le condizioni estreme che dovranno affrontare. I grandi pannelli solari del modulo di trasferimento devono essere inclinati ad angolo retto per evitare danni da radiazioni, fornendo comunque energia sufficiente al veicolo spaziale. Sull’MPO, l’ampio radiatore consente all’astronave di rimuovere efficacemente il calore dai suoi sottosistemi, oltre a riflettere il calore e sorvolare il pianeta a quote più basse di quanto non sia mai stato fatto prima. Il Mio a otto lati ruoterà 15 volte al minuto per distribuire uniformemente il calore del Sole sui suoi pannelli solari per evitare il surriscaldamento.

«Vedere il nostro veicolo spaziale decollare è un momento che tutti stavamo aspettando», dice Ulrich Reininghaus, responsabile del progetto BepiColombo dell’ESA. «Abbiamo superato molti ostacoli nel corso degli anni, e le squadre sono felici di vedere BepiColombo sulla strada per l’intrigante pianeta Mercurio».

Pochi mesi prima di arrivare a Mercurio, il modulo di trasferimento verrà espulso, lasciando i due orbiter scientifici – ancora collegati l’uno con l’altro – per essere catturati dalla gravità di Mercurio. La loro altitudine sarà regolata usando i propulsori di MPO fino a raggiungere l’orbita polare ellittica finale.

Successivamente MPO si separerà e discenderà sulla sua orbita usando i suoi propulsori. Insieme gli orbiter effettueranno misurazioni che riveleranno la struttura interna del pianeta, la natura della superficie e l’evoluzione delle caratteristiche geologiche – compreso il ghiaccio nei crateri in ombra del pianeta – e l’interazione tra il pianeta e il vento solare.

«Un aspetto unico di questa missione è avere due veicoli spaziali che monitorano il pianeta da due diverse località contemporaneamente: questa è davvero la chiave per comprendere i processi legati all’impatto del vento solare sulla superficie di Mercurio e il suo ambiente magnetico», Johannes Benkhoff project scientist di BepiColombo. «BepiColombo svilupperà le scoperte e le domande sollevate dalla missione Messenger della NASA per fornire la migliore comprensione dell’evoluzione di Mercurio e del Sistema Solare fino ad oggi, che a sua volta sarà pure essenziale per capire come i pianeti orbitanti vicino alle loro stelle nei sistemi di pianeti extrasolari si evolvono».

Qui di seguito il replay del lancio:

Fonte: ESA

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Per saperne di più

Sulla missione scientifica e gli strumenti a bordo

➜ L’articolo di Andrea Ferrero pubblicato su Coelum Astronomia di ottobre (lettura gratuita online e in pdf).


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Due serate per individuare Nettuno e un Urano in opposizione

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Nelle prime ore del 21 ottobre, la Luna (fase 86%) passerà a 2,8° a sud di Nettuno, ma se può servire per individuarlo, la grande differenza di luminosità tra i due corpi renderà molto difficile l’osservazione. Ricordiamo che Nettuno non è visibile a occhio nudo (mag. +7,8) ma è necessario almeno un buon binocolo.

La sera del 24 ottobre, invece, la Luna Piena (fase 100%) passa a 5,5° a sud di Urano.

Il pianeta è molto tenue, più luminoso di Nettuno ma non abbastanza per osservarlo a occhio nudo (mag. +5,7), anche per lui è necessario almeno un binocolo.

Questo incontro, però, cade proprio il giorno dell’opposizione del pianeta con il Sole, e ancora una volta sarà possibile sfruttare la posizione della Luna come riferimento per individuare con maggior facilità il remoto pianeta.

➜ Vedi Urano in opposizione: osserviamo e tentiamo la ripresa

Le effemeridi di Luna e pianeti le trovi nel Cielo di Ottobre 2018

➜ La LUNA di ottobre.
Approfondimento: Guida all’osservazione del cratere Kepler

➜ Continua l’esplorazione del Cielo di ottobre con la UAI che questo mese ci porta nel “Cuore” di Cassiopea e Stefano Schirinzi che ci porta alla scoperta della costellazione del Drago (II parte).

➜ Astrofotografia: questo mese riprendiamo il percorso delle stelle al meridiano.

Questo mese tantissime le vostre immagini scelte per la Gallery di Coelum Astronomia di Ottobre. Per concorrere anche tu, condividi le tue migliori immagini su PhotoCoelum!


Tutti consigli per l’osservazione del Cielo di Ottobre su Coelum Astronomia 226

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