Cielo stellato e inquinamento luminoso 2010
Galassie che crescono “mangiando” gas
La domanda sulle origini è da sempre quella più affascinante e dibattuta, un po’ in tutti i campi. Quella sulla formazione dell’Universo e delle prime galassie, poi, è il rovello preferito da generazioni di cosmologi ed astrofisici, per non scomodare teologi e filosofi. Bene: fino ad ora tra gli scienziati circolava una “idea prevalente”. Vale a dire che all’origine degli oggetti più massicci dell’Universo, come la nostra Via Lattea, ci fossero drammatici e spettacolari scontri fra galassie. Oggi però un lavoro pubblicato sull’ultimo numero della rivista Nature da parte di un team tutto italiano di ricercatori dell’INAF e dell’Università di Firenze – cofinanziato dall’ASI – propone un nuovo scenario: le prime galassie si sarebbero accresciute catturando enormi quantità di gas, essenzialmente idrogeno ed elio, presente in regioni di spazio vicine.
“Molti dei modelli di formazione ed evoluzione delle galassie – spiega con soddisfazione Giovanni Cresci, dell’INAF-Osservatorio Astrofisico di Arcetri, primo autore dell’articolo – andranno ripensati alla luce di questi risultati”. Soddisfazione ampiamente condivisa anche dall’Agenzia Spaziale Italiana, che ha contribuito finanziaramente nella ricerca: “ASI – dice Barbara Negri, Responsabile dell’Unità Esplorazione e Osservazione dell’Universo dell’Agenzia – da anni supporta lo studio dell’Universo attraverso il finanziamento sia di attività di sviluppo di modelli teorici che di analisi dati, finalizzate alla progettazione di nuovi strumenti per le future missioni spaziali”.

Per studiare la composizione chimica del gas presente in tre galassie a disco distanti oltre 12 miliardi di anni luce da noi (quindi formatesi solo 2 miliardi di anni dopo il Big Bang) gli astronomi hanno utilizzato lo strumento SINFONI installato al telescopio VLT (Very Large Telescope) dello European Southern Observatory in Cile. Il punto di forza di SINFONI è la sua capacità di fornire informazioni su come è distribuita la materia nelle galassie e, soprattutto, da cosa è composta. Questo ha permesso di studiare per la prima volta in galassie così distanti la variazione della composizione chimica del gas dal loro centro fin verso la periferia.
Bene. In ognuna delle tre galassie sono state individuate regioni prossime al centro, in corrispondenza delle zone di formazione stellare più intensa, molto povere di elementi chimici più pesanti dell’idrogeno. Una scoperta sorprendete, in disaccordo con la maggior parte dei modelli teorici di evoluzione chimica e con quello che si osserva in galassie vicine, dove la quantità di elementi chimici più pesanti dell’idrogeno diminuisce via via che ci si sposta verso regioni esterne della galassia. Le osservazioni confermano dunque lo scenario in cui la formazione di nuove stelle è associata all’accrescimento di gas primordiale nelle regioni centrali: le zone esterne delle galassie sono arricchite in elementi pesanti prodotti all’interno delle stelle, mentre la scarsezza di elementi pesanti in quelle prossime al centro è dovuta al nuovo gas extragalattico, quasi totalmente composto da idrogeno. Ecco dunque la prova mancante che l’assorbimento di ingenti quantità di gas, senza il bisogno di più violente fusioni fra galassie, è davvero presente e capace di sostenere la formazione di nuove stelle, almeno nelle galassie più massicce dell’universo primordiale.
Il team di ricerca che ha condotto il lavoro pubblicato su Nature è composto, oltre Giovanni Cresci, da Filippo Mannucci e Laura Magrini dell’INAF-Osservatorio Astrofisico di Arcetri, Roberto Maiolino dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Roma e da Alessandro Marconi e Alessio Gnerucci del Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Firenze.
Un nuovo cratere d’impatto su Marte

In una foto presa nell’agosto 2010 una macchia scura fu osservata dal Team di ricercatori che seguivano la camera MRO (Mars Recoinnaissance Orbiter) Context in orbita attorno a Marte, che non era presente in una risalente al dicembre 2007 presa dal Mars Odyssey THEMIS.
Fu richiesta un’immagine ad alta risoluzione con HIRISE (High Resolution Image Science Experiment) a bordo di MRO per determinare, in particolare, se tale macchia fosse stata causata da un cratere d’impatto. HIRISE ha mostrato effettivamente la presenza di un cratere giovane di circa 7 metri di diametro e di getti scuri di forma allungata proprio in quel punto.
Piccoli crateri d’impatto di questo tipo si formano continuamente su Marte e si riconoscono molto facilmente nelle zone ricoperte da polvere chiara.
Firmato il NASA Authorization Act

La foto del presidente Barack Obama mentre firma il Nasa Authorization Act nell’Oval Office della Casa Bianca dice tutto.
Questo documento significa il via ai fatti e la fine delle parole inutili.
Ecco ciò che è stato deciso:
– La Stazione Spaziale Internazionale sarà sostenuta fino al 2020.
– Via libera definitivo alla missione Space Shuttle STS-135.
– Fine del Programma Constellation e dei vettori Ares.
– Prosecuzione dello sviluppo della capsula Orion.
– Inizio dello sviluppo di un vettore pesante (11,5 miliardi in 3 anni).
– 1,3 miliardi in 3 anni per il settore privato (volo umano).
– Nuovo slancio all’esplorazione spaziale con mezzi robotici.
Alcuni dettagli sui progetti annullati e confermati:

Programma Constellation
Il Programma Constellation è un programma NASA per la creazione di una nuova generazione di veicoli spaziali con equipaggio, costituiti dai vettori Ares I e Ares V, dalla capsula Orion, l’Earth Departure Stage e il modulo lunare Altair. Questi veicoli sono stati progettati per compiere diverse missioni spaziali, dal rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale all’atterraggio sulla Luna. Inoltre potrebbero anche impiegare tecniche di rendezvous orbitali terrestri e lunari. [Fonte Wikipedia]
Capsula Orion
La capsula Orion sarà costituita da due componenti principali: un modulo dell’equipaggio (Crew Module) molto simile al modulo di comando Apollo in grado di ospitare da quattro a sei astronauti e un modulo di servizio (Service Module) di forma cilindrica che contiene i sistemi primari di propulsione e i rifornimenti. Il modulo dell’equipaggio sarà riutilizzabile fino a 10 volte, permettendo la costituzione di una flotta. [Fonte Wikipedia]
Missione Shuttle STS-135
La missione STS-135 sarà l’ultima prevista per il Programma Space Shuttle. La destinazione è la Stazione Spaziale Internazionale, per una durata complessiva di 11 giorni nello spazio. Lo Space Shuttle Atlantis è stato scelto per il volo, al momento pianificato per il 28 Giugno 2011. [Fonte Wikipedia]
Equipaggio ISS nuovamente al completo

L’attracco della “Digital Soyuz” al molo Poisk della ISS è avvenuto alle 0001 UTC di ieri mattina, domenica 10 ottobre. Dopo tutti i controlli di rito il portello della capsula è stato aperto e Alexander Kaleri, Oleg Skripochka e Scott Kelly hanno potuto ricevere il benvenuto a bordo della Stazione, ripristinando così l’equipaggio completo a sei componenti.
La nuova Soyuz, la TMA-01M, si è comportata benissimo. Tutti i controlli automatici hanno funzionato alla perfezione completando così la prima parte del collaudo in orbita. È stata aggiornata in molti componenti, rendendo digitali diversi sistemi avionici e installando a bordo un nuovo computer di volo. Può quindi essere definita un veicolo digitale a tutti gli effetti e ogni procedura di volo è stata eseguita automaticamente. Questi stessi apparati hanno subìto una estensiva serie di collaudi ed hanno equipaggiato tutte le ultime sette capsule automatiche cargo Progress.
Il prossimo volo Soyuz sarà effettuato a metà dicembre ed avverrà dopo il rientro a fine novembre di Douglas Wheelock, Shannon Walker e Fyodor Yurchikhin a bordo della Soyuz TMA-19.
Il 13 dicembre dovrebbe (il condizionale è d’obbligo, vedere la notizia corrispondente) partire la Soyuz TMA-20 con il nostro Paolo Nespoli, primo italiano che effettuerà una missione di sei mesi sulla Stazione Spaziale.
I successivi lanci Soyuz previsti sono:
– TMA-21 il 30 marzo 2011
– TMA-02M il 30 maggio 2011
– TMA-22 il 30 settembre 2011
– TMA-03M il 30 novembre 2011
Poi dal 2012 saranno tutte capsule della nuova serie “M”.
Sempre più vicina la cometa 103P/Hartley

Una nuova immagine ci arriva dalla Cometa 103P/Hartley fotografata da Gianluca Masi del Virtual Telescope.
Apparentemente si osserva una qualche attività intorno al nucleo, ben visibile nel quadratino in alto a destra.
Vedi un’immagine ad alta risoluzione [Virtual Telescope]
La Cometa Hartley è ben visibile nei nostri cieli in questi giorni nella costellazione del Cigno, se osservata in zone poco illuminate.
Si troverà alla distanza minima dalla Terra il prossimo 20 ottobre 2010 (approssimativamente a 0.12 UA, dove 1 UA è distanza media Terra-Sole dell’ordine di 150 milioni di chilometri), e il 28 ottobre alla minima distanza dal Sole.
Ringraziamo Gianluca per la cortesia delle immagini e delle informazioni sulla cometa.
Nei prossimi giorni ulteriori aggiornamenti.
Ecco, la Hartley è arrivata! Ma com’è?
Finalmente ci siamo. Questo di ottobreè il mese in cui la 103P/Hartleyarriverà a una distanza dallaTerra di 18 milioni di chilometri, sufficientementebassa per regalarci…
WMAP termina la missione operativa

Posto nella posizione Lagrangiana L2 a circa un milione e mezzo di km dalla Terra nella direzione opposta a quella del Sole, WMAP ha trascorso gli ultimi nove anni a studiare la genesi dell’universo ed oggi, con la conclusione della sua missione, è stata spostata su un’orbita solare per lasciare spazio in L2 per altre sonde. Inizia ora la sua missione estesa, già finanziata dalla NASA, che verrà eseguita a Terra dagli scienziati che devono ancora analizzare i molti dati ricevuti. I primi sette anni di missione sono già stati catalogati e archiviati, ma gli ultimi due verranno ora analizzati con attenzione.
Per i prossimi due anni proseguirà quindi l’elaborazione dei dati provenienti dalle sue scansioni del cielo alla ricerca delle prime tracce di luce sprigionata dopo il Big-Bang e permettendo di vedere le radiazioni provenienti da soli 380’000 anni dopo la nascita dell’universo. Fra le sue scoperte più importanti c’è la determinazione più precisa in assoluto dell’età dell’universo: 13,75 miliardi di anni con una tolleranza dell’un percento.
Il suo posto è già stato preso dalla sonda europea Planck che, lanciata nel 2009, ha strumentazioni che permettono di analizzare uno spettro di dieci volte maggiore rispetto a WMAP.
Congiunzione Giove – Urano

Anche in ottobre Urano e Giove si troveranno a condividere la stessa zona di cielo, situata al confine sudovest dei Pesci con l’Acquario. A inizio mese la distanza angolaretra i due pianeti sarà di 1,6° per poi crescere fino ai 3,2° degli ultimi giorni di ottobre.Ma il 2 gennaio prossimo – come abbiamo scritto lo scorso numero – la vicinanza conGiove potrebbe aiutare moltissimo eventuali osservatori desiderosi di riuscire a individuareUrano (mag. +5,7) a occhio nudo!
Vedere la ISS a occhio nudo!

Ecco la tabella per i passaggi visibili della ISS nei nostri cieli.
Siamo in un periodo mattutino che diventerà serale il 26 ottobre grazie alle inclinazioni combinate dell’orbita della Stazione con quella terrestre.
Il periodo successivo inizierà il 23 novembre.
Legenda:
Data…. del passaggio
Mag….. Magnitudine visuale della stazione (sottostimata)
Ora….. CEST del culmine del passaggio – sorge ca. 2′ prima e tramonta ca. 2′ dopo
Alt….. Altezza angolare massima in gradi dall’orizzonte (es. zenith 90°, polare 40-45°)
Az…… Azimuth, direzione in base ai punti cardinali
Data ….. Mag … Ora …….. Alt. ..Az.
06 Oct .. -2.2 … 05:33:39 … 38 … NE
06 Oct .. -2.0 … 07:08:22 … 24 … N
07 Oct .. -2.6 … 05:59:46 … 35 … NNO
08 Oct … 0.1 … 04:54:06 … 11 … ENE
08 Oct .. -1.9 … 06:26:59 … 23 … N
09 Oct .. -0.8 … 05:20:03 … 18 … NE
09 Oct .. -1.6 … 06:54:16 … 21 … N
10 Oct .. -1.6 … 05:45:58 … 21 … N
10 Oct .. -1.8 … 07:21:30 … 25 … NNE
11 Oct .. -1.6 … 06:12:45 … 21 … N
12 Oct .. -0.1 … 05:06:08 … 11 … NE
12 Oct .. -1.9 … 06:39:56 … 26 … NNE
13 Oct .. -1.0 … 05:32:02 … 18 … NNE
13 Oct .. -2.8 … 07:06:58 … 46 … NNE
14 Oct .. -1.9 … 05:58:16 … 27 … NNE
15 Oct .. -3.0 … 06:25:14 … 51 … NNE
16 Oct .. -0.5 … 05:18:16 … 16 … ENE
16 Oct .. -3.5 … 06:52:00 … 56 … SO
17 Oct .. -2.0 … 05:44:21 … 35 … E
17 Oct .. -1.8 … 07:18:30 … 19 … SO
18 Oct .. -3.0 … 06:10:31 … 43 … S
19 Oct .. -1.7 … 06:36:48 … 16 … SO
Qualche giorno di pausa e poi I passaggi tornano serali.
26 Oct .. -1.6 … 19:49:47 … 17 … SSE
27 Oct .. -2.3 … 20:15:39 … 34 … SSO
28 Oct .. -1.9 … 19:07:55 … 20 … SE
28 Oct .. -1.0 … 20:41:23 … 22 … O
29 Oct .. -3.5 … 19:34:08 … 62 … SSE
30 Oct .. -2.9 … 20:00:33 … 49 … NNO
31 Oct .. -3.6 … 17:51:34 … 70 … SSE
31 Oct .. -1.4 … 19:26:19 … 23 … NO
Albert Einstein spiega la formula E=mc2
Albert Einstein, nato a Ulm (Germania) il 14 marzo 1879, è stato una delle massime personalità del secolo appena trascorso. Morto a Princeton, Usa, il 18 aprile 1955, il grande scienziato spiega in questo audio il concetto della formula che sta alla base della sua teoria generale della relatività: E=mc2. Molti l’hanno sentita nominare o sanno associarla al nome di Einstein, ma pochi forse ne conoscono il significato.
LE PAROLE DI EINSTEIN: “It followed from the special theory of relativity that mass and energy are both but different manifestations of the same thing — a somewhat unfamilar conception for the average mind. Furthermore, the equation E is equal to m c-squared, in which energy is put equal to mass, multiplied by the square of the velocity of light, showed that very small amounts of mass may be converted into a very large amount of energy and vice versa. The mass and energy were in fact equivalent, according to the formula mentioned before. This was demonstrated by Cockcroft and Walton in 1932, experimentally.”
TRADUZIONE: “Dalla teoria generale della relatività si ricava che massa ed energia sono entrambe differenti manifestazioni della stessa cosa – un concetto non di immediata comprensione per l’uomo della strada. Inoltre, l’equazione E uguale a m moltiplicato per c elevata al quadrato, che significa che l’energia è uguale alla massa moltiplicata per il quadrato della velocità della luce, mostra che piccolissime quantità di massa possono essere trasformate in una immensa quantità di energia e viceversa. La massa e l’energia sono infatti equivalenti, secondo la formula appena citata. Questo è stato dimostrato da Cockroft e Walton nel 1932 in un esperimento”.
BergamoScienza

Dopo il successo della passata edizione con oltre 87 mila presenze, torna BergamoScienza, rassegna di divulgazione scientifica in programma a Bergamo dal 1 al 17 ottobre.
Star party a Saint-Barthélemy
La Fondazione Clément Fillietroz-ONLUS, che gestisce l’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta (OAVdA) e il Planetario di Lignan, organizzano la festa dell’astronomia più antica d’Italia, tradizionale momento d’incontro per astrofili e occasione per i curiosi di avvicinarsi alla scienza e al piacere dell’osservazione del cielo.
L’edizione è dedicata alla planetologia, branca dell’astronomia che studia le caratteristiche dei pianeti, dal Sistema Solare ai pianeti extrasolari.
Grande protagonista di quest’edizione dello Star Party è il Planetario di Lignan, dal pomeriggio di venerdì 10 alla mattina di domenica 12, saranno proposte tre differenti proiezioni. Alla sera e per tutta la notte di venerdì e sabato, la piazzetta, l’area Leyssé del campo sportivo adibita per i camper e i prati di Saint-Barthélemy diverranno il luogo in cui gli astrofili potranno montare liberamente i loro telescopi e compiere osservazioni del cielo in condizioni di buio totale, grazie allo spegnimento dell’illuminazione pubblica gestito dal Comune di Nus e alla fase lunare favorevole.
L’iscrizione allo Star Party 2010 è gratuita e permette di partecipare a tutti gli appuntamenti in programma, ad eccezione delle proiezioni al Planetario che si potranno prenotare direttamente alla Segreteria dell’Ostello.
Per informazioni: 0165 770050
Email: info@oavda.it
Web: www.oavda.it
Il telescopio spaziale Hubble alle frontiere dell’universo
Venezia, 16 settembre – 15 ottobre 2010. Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Palazzo Loredan, Campo Santo Stefano
International Observe the Moon Night
Cielo stellato e inquinamento luminoso 2010
Astronomia a Piacenza
Gruppo Astrofili Lariani
Planetario “G. Giacomotti” Cà del Monte Cecima (PV)
Il programma di Settembre al Planetario di Ravenna con l’A.R.A.R.
Attività del Planetario di Ravenna con la collaborazione dell’Associazione Ravennate Astrofili Rheyta.
Unione Astrofili Bresciani Lumezzane (Brescia)
L’Osservatorio Serafino Zani, ubicato sul colle SanBernardo di Lumezzane Pieve, è aperto da maggio a settembre, ogni martedì alle ore 21, escluso l’ultimo martedì del mese. Il Planetario di via Mazzini 92 (a 400 metri dal Municipio di Lumezzane) è aperto alle famiglie in diverse domeniche dell’anno scolastico (consultare ilcalendario nel sito www.astrofilibresciani.it).
03.09, ore 21: Serata astronomica per i bambini (C. Bontempi) alla Specola Cidnea del Castello di Brescia.
19.09, ore 15.30: “Il cielo nelle mani” visita guidata per i ragazzi al Museo di Santa Giulia (Brescia).
Sono previste attività pratiche che coinvolgeranno i giovanissimi nell’uso di moderni astrolabi. Seguiranno delle letture recitate di fiabe celesti, all’aperto, nel Viridarium di Santa Giulia. È previsto un biglietto ridotto di soli 3 euro.
26.09, ore 21: “Le Stelle per i bambini”. Sotto la cupola del Planetario il primo appuntamento con le mitologie delle costellazioni di una serie di letture recitate e narrate ai bambini e alle famiglie.
La partecipazione a tutte le attività è gratuita.
Per ulteriori informazioni: 030/872164
Al Planetario di Padova
SPECIALI VENERDI’ SERA. L’universo in poltrona.
17.09: “Scie luminose nella notte”, dott.ssa Fiorangela La Forgia, Università di Padova.
24.09: “La geologia lunare: la scoperta dell’acqua e le nuove esplorazioni lunari”, prof. Giancarlo Favero,
Osservatorio del Celado.
SPECIALE LUNA
18.09: In occasione della giornata mondiale dell’osservazione
lunare.
Ore 18.30: “I mille volti della Luna”. Spettacolo speciale a ingresso libero.
Ore 21.00: il Planetario sarà in Piazza dei Signori aPadova con proiezioni e osservazioni al telescopio a
Mostre e Incontri cura di AAE e GAP.
Per informazioni: tel. 049 773677
Email: info@planetariopadova.it
Transito di Giove a sudest di Urano

La sera del 18 settembre Giove transiterà 49 primi d’arco a sudest (riferimento equatoriale) di Urano. La circostanza dovrebbe agevolare moltissimo la ricerca e il riconoscimento a occhio nudo del pianeta più lontano, che nel periodo esibirà una luminosità pari alla mag. +5,7. La cartina mostra la posizione dei due pianeti in un riferimento altazimutale, così come si vedrebbero a occhio nudo o con un binocolo a mano alle ore 23:00 del 18 settembre. Per fornire dei termini di confronto durante la ricerca riportiamo la magnitudine di alcune stelle di luminosità simile a quella di Urano.
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Congiunzione Luna-Venere

L’ATV incrocia l’ultimo Shuttle

Il lancio è previsto per il 15 febbraio e il suo arrivo sulla ISS è previsto per il 26 dello stesso mese.
D’altro canto il veicolo giapponese H-2 Transfer Vehicle (HTV) in partenza a gennaio dovrà mollare gli ormeggi dalla Stazione il 24 febbraio per il rientro distruttivo nell’atmosfera, impedendo così di anticipare ATV.
Con questo andirivieni l’ultima missione Shuttle, che avrebbe dovuto partire il 26 febbraio, sarà ritardata di un giorno, con il decollo ora previsto per il 27 febbraio.
Il primo marzo è previsto l’attracco della navetta e il 9 marzo è previsto il distacco per il rientro.
Anche l’agenzia russa Roscosmos sta verificando le proprie tempistiche per evitare di congestionare ulteriormente la navigazione intorno all’avamposto orbitale.
Dal canto suo ESA era pronta per il lancio di dicembre, ma Arianespace ha dato la precedenza ai propri contratti commerciali, soprattutto a causa della più complessa preparazione del lancio di ATV.
Dato che la capsula ESA utilizza un upper-stage a propellenti criogenici, il tempo di preparazione del vettore Ariane 5 è più lungo rispetto ai normali satelliti commerciali e si attesta sulle otto settimane.
In quest’ottica Arianespace ha preferito completare le missioni dei propri clienti e lasciare l’inizio 2011 per l’agenzia spaziale europea.
Intanto l’ESA ha fatto rientrare i propri tecnici dato che ora si tratta di aspettare il proprio turno…
Partita la seconda sonda lunare cinese

Nata come backup della prima sonda, Chang’e 2 ha visto un aggiornamento della strumentazione di bordo che ne ha permesso il riutilizzo al posto della costruzione di una nuova. Il decollo è avvenuto alle 1059:57 UTC dalla base spaziale di Xichang, in provincia di Sichuan, nella Cina sud-occidentale.
Trasmesso in diretta dalla rete statale CCTV, il lancio è anche stato seguito da un folto pubblico direttamente nella base spaziale, nonostante la zona sia normalmente considerata off-limits per i civili. Erano anche stati venduti i biglietti per assistere al lancio in posizioni favorevoli, anche se la coltre nuvolosa ha in parte diminuito la spettacolarità dell’avvenimento. Probabilmente questa apertura è stata accettata di buon grado grazie alla concomitanza con il 61esimo anniversario dell’instaurazione del regime comunista.
Il vettore Lunga Marcia 3C è partito dalla rampa numero 2 e dopo aver virato verso sudest, in pochi minuti ha portato nello Spazio su una traiettoria di trasferimento trans-lunare, il suo prezioso carico del peso di due tonnellate e mezza. Il guadagno in potenza per questa sonda rispetto alla precedente è evidente confrontando i tempi di percorrenza del tratto Terra-Luna: 5 giorni rispetto ai 12 di tre anni fa.
La missione prevede una durata di almeno sei mesi, ma la grande quantità di propellenti imbarcati a bordo fa pensare ad un uso molto più lungo. La quota minima a cui si spingerà questa sonda è degna di nota: soli 15 chilometri. La definizione delle immagini riprese sarà oltre 10 volte migliore di Chang’e 1, raggiungendo i 10 metri. Uno dei compiti di Chang’e 2 sarà la ricerca di siti adatti all’atterraggio della prossima Chang’e 3 che dovrebbe essere lanciata nel 2013.
Al termine della missione primaria, Chang’e 2 avrà tre possibilità: restare in orbita lunare per proseguire la rilevazione di dati scientifici, usare il propellente per allontanarsi dal sistema Terra-Luna o tornare in orbita terrestre.
La rotazione di Vesta
Un’imponente protuberanza solare

Periodicamente, il Sole può dar luogo a dei fenomeni chiamati “protuberanze”. Si tratta di zone della cromosfera che si protendono oltre il bordo solare. Si tratta di getti di materiale solare, in genere associati ad altri fenomeni quali brillamenti o filamenti solari.
Qui a sinistra, un montaggio che mostra le dimensioni di un protuberanza solare in proporzione alla Terra. Nell’immagine la Terra è artificialmente avvicinata al Sole.
Normalmente una protuberanza ha dimensioni pari a circa 100.000 km di lunghezza e può sollevarsi dalla superficie del Sole per circa 50.000 km.
Ma in condizioni di massimo del ciclo solare le protuberanza possono sollevarsi fino ad altezze molto superiori dalla superficie del Sole, addirittura pari ad un raggio solare, cioè 700.000 km.
Vi presentiamo qui un breve filmato realizzato su immagini riprese dalla sonda solare SOHO che mostra (molto velocizzata!) la nascita, l’evoluzione e la fine di una grossa protuberanza.
Clicca qui per scaricare il filmato
ATTENZIONE! NON TENTATE DI OSSERVARE IL SOLE SENZA UN’ADEGUATA PROTEZIONE PER GLI OCCHI! POTRESTE PROCURARVI DANNI PERMANENTI ALLA VISTA!
Per osservare il Sole senza rischiare di recarvi danno, potete usare un comune filtro da saldatore o una sottile pellicola di Mylar, un materiale appositamente studiato per l’osservazione solare, oltre ovviamente ai normali filtri in vetro per astronomia. Anche uno spezzone di pellicola fotografica in bianco e nero “bruciata”, cioè completamente esposta, può andar bene allo scopo.
Non sono raccomandabili invece i vetri affumicati, come spesso ci insegnano a fare a scuola, perché non filtrano le radiazioni infrarosse del Sole, le più dannose.
Giove a 360°

L’anno scorso, come qualcuno forse ricorderà, nel sito di “Coelum” era stato pubblicato un filmato che mostrava circa due ore della rotazione di Giove, per ottenere il quale avevo effettuato un film da 60 secondi ogni 10 minuti, applicando al newton da 25 cm una Philips Vesta pilotata da un computer portatile.
L’effetto ottenuto, malgrado la rotazione mostrata non fosse che 1/5 di quella totale, era comunque particolarmente suggestivo, mostrando alcune formazioni dell’atmosfera di Giove in movimento e il parziale transito del satellite Ganimede.
Inevitabile e conseguente a questo primo lavoro, è stato il desiderio di realizzare l’intero giro del pianeta, di 9 ore e 55 minuti, stimolato anche dal fatto che niente di simile sembrava mai essere stato prodotto, se non alcuni filmati un po’ “scattosi” in bianco e nero, mai completi in tutti i 360°.
Ho scartato ben presto l’ipotesi di riprendere Giove nell’arco di una sola notte: avrei dovuto iniziare subito dopo la sua levata e smesso poco prima del suo tramonto, con evidenti limiti sulla qualità delle immagini dovuti alla turbolenza dell’atmosfera a quelle altezze sull’orizzonte.
Ho così pensato di suddividere le riprese in due sessioni da 5 ore in due serate consecutive, in modo da sfruttare sempre l’altezza del pianeta nei pressi del meridiano.
Servivano solamente due serate consecutive di cielo assolutamente limpido dalle 21:00 alle 2:00 circa, possibilmente caratterizzate da buon seeing, per avere una migliore qualità dei fotogrammi.
Il mio nuovo computer, con 20 Gb di Hd e processore da 1600 MHz, mi consente tramite il software K3CCDTools di registrare filmati direttamente in compressione DivX, con eccezionale risparmio di spazio occupato sul disco e una lievissima perdita di informazione, così decido di mantenere l’intervallo tra le riprese a 10 minuti, per un totale di circa 60 filmati, 30 per sera: ciascun film, ripreso a 15 fps (frame al secondo), avrebbe avuto 900 frame da selezionare ed elaborare.
Il periodo migliore per il tentativo sarebbe stato ovviamente quello intorno all’opposizione, quando il pianeta, ben illuminato, è visibile per tutta la notte, e la costante attenzione rivolta alle previsioni meteorologiche mi ha permesso di individuare la possibilità che le circostanze giuste si verificassero “miracolosamente” tutte insieme: la sera del 16 marzo, un’area piuttosto vasta di alta pressione stava investendo l’Italia…
Dovevo approfittarne! Forse era giunto il momento buono!
La sera stessa del 16 marzo alle 20:35 locali scendo (forse è più giusto dire “mi precipito”) sul piazzale avanti al palazzo dove abito alla periferia di Macerata, preparo tutto e inizio a registrare il primo filmato alle 20:50. Lo strumento è fortunatamente già collimato e acclimatato, grazie al posto che ha in garage. Il seeing è molto buono, stimo 6-7/10.
Il lavoro, una volta impostato, sembrerebbe semplice, un click ogni 10 minuti per iniziare i filmati, ma la messa a fuoco va continuamente verificata, il pianeta tenuto sempre al centro del sensore (perderlo di vista potrebbe esser un errore fatale), insomma la tensione è quasi sempre ad alti livelli e la fatica si fa sentire. In compenso mi godo il sorgere ed il completo transito della Grande Macchia Rossa, uno spettacolo indescrivibile.
Il momento più delicato è stato sicuramente quello successivo al passaggio al meridiano, dove ho dovuto girare la posizione del tubo dalla parte opposta della montatura affinché non andasse ad urtare la montatura stessa. In dieci minuti ho dovuto staccare la webcam, girare il tubo, riattaccare la webcam, ripuntare il pianeta, orientarlo nel giusto modo e rimettere a fuoco… il tutto fortunatamente riuscito senza inconvenienti.
Decido di anticipare un po’ la fine delle riprese, accettando però una sessione con inizio anticipato la sera successiva. Così la sera del 17 marzo riscendo in campo alle 20:30. Devo ricominciare la sequenza di film proprio nel momento in cui Giove ha effettuato 2 giri completi dall’ora in cui ho interrotto, ovvero dopo 19 ore e 50 minuti. So che le veloci nubi di Giove potrebbero aver variato la loro forma, ma devo accettare il piccolo “difetto”, che anzi può esser definito l’elemento chiave della riuscita del lavoro.
Il cielo è leggermente più trasparente, me ne accorgo dai parametri di regolazione della webcam, dovendo abbassare leggermente il guadagno. Anche il seeing sembra sugli stessi livelli della sera precedente, inizio a rendermi conto che se tutto andrà bene potrò realizzare qualcosa di veramente unico.
La registrazione prosegue senza inconvenienti, solo alcuni periodi di leggero calo delle condizioni di seeing. Anche l’inversione della posizione del tubo viene effettuata nei tempi previsti, solo piuttosto tardi mi rendo conto che Giove verrà occultato da un palazzo prima della fine dei filmati previsti! Situazione di emergenza: spostamento di tutta l’attrezzatura qualche metro più a sud per riuscire a registrare fino al termine previsto (sempre in un tempo massimo di 10 minuti…). Cerco di sfruttare tutto lo spazio a mia disposizione ma, purtroppo, non riesco a riprendere gli ultimi 3 film, a cui devo rinunciare.
Smonto tutta l’attrezzatura, pensando già al rimedio per coprire il “buco” con cui dovrò confrontarmi.
Prima di questo problema, però devo affrontare il lavoro più pesante: l’elaborazione con Iris dei 57 filmati ripresi….
Mediamente ciascun filmato richiede un’ora di elaborazione…
In circa 15 giorni, durante i ritagli di tempo, riesco ad ultimare questa dura fase.
Preparati tutti i file bitmap con Photoshop, completi di didascalia e orario di ciascun fotogramma, realizzo anche dei frames “intermedi”, mediando ogni coppia consecutiva di fotogrammi per ottenere una migliore “fluidità” del risultato finale.
Quasi snervante l’operazione di allineamento e bilanciamento cromatico di ciascun frames, il risultato finale non è perfetto, ma comunque accettabile.
Il cambio del giorno è stato allineato prendendo come riferimento il grande ovale BA (a tale proposito, vedi anche il notiziario di Coelum in questo numero), e purtroppo, come avevo previsto, in un punto del filmato finale si nota un piccolo scatto dovuto alle variazioni di posizione delle nubi, in particolar modo di quelle equatoriali.
Per quanto riguarda i 40 minuti “buchi” a causa dell’assenza dei 3 filmati finali, grazie alla funzione “Rendering > trasformazione 3D” riesco ad ottenere i fotogrammi necessari, incrociando il primo e l’ultimo di cui disponevo ogni volta con differenti rotazioni.
Questi fotogrammi “artificiali”, per “onestà”, sono riconoscibili dall’orario, che segna 88:88.
Il filmato di 121 frames è stato composto col software “pjBMP2avi”, scegliendo una frequenza di 13 fps, per un tempo di circa 10 secondi…. Che riassumono circa 100 ore totali di lavoro!!!
Alla fine di tutto credo che la fatica fatta valga la bellezza del risultato raggiunto, una volta messo in “loop” il filmato, si vedrà Giove ruotare continuamente, senza il pensiero di trovarsi di fronte ad una qualsiasi simulazione!
Download del Filmato
Per visualizzare il filmato è necessario il codec DivX reperibile gratuitamente qui.
Tabella Acronimi e Sigle in Astronomia
TABELLA DI TUTTE LE SIGLE E GLI ACRONOMI UTILIZZATI IN ASTRONOMIA E NEI CATALOGHI ASTRONOMICI
Nel corso dei tempi si è assistito, nel campo della catalogazione degli oggetti celesti, ad una continua evoluzione.
Da un lato la sempre migliorata tecnologia ha consentito maggiori precisioni e dall’altra le conoscenze acquisite hanno imposto più attente attribuzioni di classi e categorie d’appartenenza per gli oggetti sotto osservazione.
Si è pertanto passati dalla compilazione di cataloghi misti o comunque generici alla elencazione di specifiche o determinate categorie di oggetti.
Parallelamente vi è stato un sensibile guadagno in termini astrometrici, fondamentale per l’identificazione e lo studio di sorgenti sempre più deboli quali sono quelle di cui vanno a caccia i moderni astronomi.
STORIA DEGLI ACRONOMI E DELLE SIGLE IN ASTRONOMIA
Così, tra i tanti, si è passati dalle grossolane coordinate del Catalogo di galassie di REIZ (anno 1941 – precisione media di 1′) a quelle estremamente precise (0″.1) dell’ SDSS. D’altra parte il progredire tecnologico porta inevitabilmente ad accumulare scoperte in numero sempre maggiore per cui la precisione di identificazione si impone da sé.
La disponibilità di un numero sempre maggiore di cataloghi porta, come ovvia conseguenza, al ricorso alle abbreviazioni e comunque agli acronimi onde evitare inutili prolissità nella stesura di lavori scientifici o di semplici articoli.
Già qualche tempo fa, tra le righe di questa rubrica, avevamo accennato al fatto che gli astronomi, gli astrofili ed i semplici divulgatori ricorrono con sempre maggiore frequenza agli acronimi per designare uno specifico oggetto celeste che figuri in qualche catalogo o rassegna.
Sigle come NGC, IC, PKS, UGC, 3C si ritrovano quasi dappertutto nelle pubblicazioni a carattere astronomico ed i loro significati sono ben noti; altre, come HCG, KUV, MKW o POX lo sono molto meno in termini di notorietà e quelle tipo PHG, PBOZ, CSST o CADIS richiedono un’immediata spiegazione allorquando vengono citate o trascritte.
Ebbene, l’andare a ricercare i significati degli acronimi o delle abbreviazioni può essere un modo simpatico ed altrettanto piacevole per accostarsi all’Astronomia, scoprirne alcuni aspetti meno noti, rendersi conto delle tipologie delle strumentazioni utilizzate, cogliere -seppure non necessariamente in modo approfondito- le ragioni che hanno portato ad avviare quella determinata ricerca con quel particolare metodo ed utilizzando quello specifico strumento.
Facciamo qualche esempio.
La citata sigla SDSS (che sta per Sloan Digital Sky Survey), ci porta a scoprire che si tratta di una rassegna effettuata nel campo ottico tramite l’utilizzazione di vari filtri la cui massima trasmissibilità è centrata in ben definite regioni dello spettro, dal blu al rosso. Veniamo anche a sapere che la survey è effettuata con un apposito riflettore da 2.5m posizionato sull’Apache Point Observatory, Arizona, ed al cui fuoco sono montate ben 30 camere CCD da 2048×2048 pixels ciascuna e che i campi osservati contemporaneamente sono 6, ciascuno attraverso un singolo filtro. L’osservazione simultanea dello stesso campo con differenti filtri risulta poi utilissima per definire con maggiore rapidità l’appartenenza di un oggetto celeste a questa o quella famiglia, favorendo così nuove scoperte. E infatti la SDSS ci sta regalando un’abbondante messe di risultati con importanti scoperte nel campo dei quasars e delle nane brune, due dei settori di frontiera nella moderna Astronomia.
Per contro, una sigla come KHAV ci porta indietro nel tempo allorquando, mezzo secolo fa, l’astronomo sovietico Khavtassi si mise pazientemente a scandagliare, con un lentino manuale, le lastre della Palomar Sky Survey, ricavandone un corposo catalogo sull’identificazione, la distribuzione e le dimensioni delle nubi oscure che popolano la nostra Galassia.
Se andiamo ancora più in là nel passato, la sigla BIGO ci conduce al 1912, quando l’astronomo G. Bigourdan pubblicò, nella rivista francese “Comptes rendus”, una lista di oggetti dall’aspetto nebulare, oggetti che in seguito sarebbero stati principalmente riconosciuti e classificati come galassie.
E così, al fine di soddisfare le nostre personali curiosità, ma anche quelle di qualche altro astrofilo con analoghe manie, abbiamo pensato di raccogliere in un’apposita lista tutti gli “ACRONIMI” di cui veniamo a conoscenza, che siano riferiti ad oggetti astronomici posti al di fuori del Sistema solare e la cui natura non sia quella di semplice stella singola, binaria o multipla che sia (per le stelle stiamo preparando un’analoga lista).
I nostri oggetti sono pertanto ammassi di stelle o galassie, nebulose brillanti, oscure, planetarie, galassie, quasars, sorgenti radio, infrarosse, ultraviolette, x e gamma, residui di supernovae, oggetti Herbig-Haro, regioni HII e così via.
COME LEGGERE LA TABELLA DEGLI ACRONOMI E DELLE SIGLE IN ASTRONOMIA
Molto semplicemente, la lista è composta da cinque colonne così individuate:
– colonna 1: acronimo maggiormente usato per identificare il catalogo o la rassegna di provenienza;
– colonna 2: denominazione estesa;
– colonna 3: banda spettrale in cui la rassegna o il catalogo sono stati ottenuti;
– colonna 4: tipologie di oggetti ricercati;
– colonna 5: riferimenti bibliografici originari (laddove possibile) o comunque legati all’origine delle denominazioni.
E così, per le sorgenti GGD veniamo a sapere che si tratta di oggetti tipo Herbig-Haro, osservati visualmente ed elencati dagli astronomi sovietici Gyulbudaghian, Gluskov e Denisyuk nel Volume 224 dell’Astrophysical Journal Letters (L137) pubblicato nel 1978.
Analogamente, la sigla JVAS ci dice che si tratta di una survey astrometrica condotta nel dominio radio con il radiotelescopio di Jodrell Bank e pubblicata nelle Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, Volume 254, pag. 655 del 1992.
In appendice al listato sono infine riportate le abbreviazioni internazionali maggiormente usate per indicare le più note pubblicazioni periodiche a carattere astronomico.
La tabella che segue, si riferisce agli acronimi maggiormente utilizzati in Astronomia per individuare svariate tipologie di oggetti che non siano singole stelle e che appartengano a determinati cataloghi o rassegne in vari dominii spettrali.
| ACRONYMS | FULL DENOMINATIONS | BAND | OBJECT TYPE | REFERENCES |
| 000 V 000 | VLA source | Rd | Extragalactics | AJ 102, 1258 -1991- |
| 1 Jy | 1 Jansky | Rd | Miscellaneous | A&AS 45, 367 -1981, A&AS 105, 211 -19 |
| 19W… | Wouterloot | V | Planetary Nebulae | A&AS 36, 323 -1979- and segg. |
| 1E | First Einstein Catalogue | X | Miscellaneous | ApJ 234, L1 -1979- |
| 1ES | Einstein IPC Slew survey | X | Extragalactics | ApJS 80, 257-1992- |
| 1H | A-1 X-Ray Source Catalogue | X | Miscellaneous | ApJS 56, 507 -1984- ApJS 72, 471 – |
| 1RXS | ROSAT X-ray Source (Bright Source Catalogue) | X | Miscellaneous | IUA Circ. 6420 -1996- and segg. |
| 1SAX | 1 Small Astronomical X-ray satellite | X | Miscellaneous | |
| 2A | Second Ariel 5 Catalogue | X | Miscellaneous | MNRAS 182, 489 -1978-, ADC CD-ROM Vol. 1, ApJS 72, 471 -1990- |
| 2C | Second Cambridge Radio Catalogue | Rd | Miscellaneous | MRAS 67, 106 -1955- |
| 2CG | COS-B Gamma | Gamma | Miscellaneous | ApJ 243, L69 -1981- |
| 2E | Second Einstein Catalogue | X | Miscellaneous | Harris, D.E. et al. -1990, The Einstein Observatory Catalog of IPC X-ray Sources – S.A.O.; McDowell J. S.A.O. CD-Rom Ser. I, 18-36, -1994- |
| 2EG | Second EGRET Catalogue | Gamma | Miscellaneous | ApJS 101, 259 -1995-; ApJS 107, 227 -1997-; AAS CD-ROM Volls. 6+9 |
| 2EGS | Second EGRET Catalogue Supplement | Gamma | Miscellaneous | ApJS 107, 227 -1996- |
| 2EU | Second EUVE Catalogue | UV | Miscellaneous | ApJS 102, 129 -1996- |
| 2H | A-1 Intermediate Sensitivity Survey | X | Miscellaneous | ApJS 61, 353 -1986- |
| 2RE | ROSAT second all-sky survey | X | Extragalactics | MNRAS 274, 1165 -1995- |
| 2S | ||||
| 2U | Second Uhuru X-Ray Source Catalogue | X | Miscellaneous | |
| 3A | Third Ariel 5 Catalogue | X | Miscellaneous | MNRAS 197, 893 -1981-, ADC CD-ROM Vol. 1 |
| 3C | Third Cambridge Radio Catalogue | Rd | Miscellaneous | MRAS 68, 37 -1959- and segg. |
| 3U | Third Uhuru X-Ray Source Catalogue | X | Miscellaneous | |
| 4C | Fourth Cambridge Radio Catalogue | Rd | Miscellaneous | MRAS 69, 183 -1965- and segg.; ADC CD-ROM Vol. 3 |
| 4U | Fourth Uhuru X-Ray Sources Catalogue | X | Miscellaneous | ApJS 38, 357 -1978-, ADC CD-ROM Vol. 1 |
| 53W, 55W | Westerbork survey SA 53 and 55 | Rd | Objects in SA 53 e 55 | Ph. D. Thesis Leiden 1984 and segg. |
| 5C | Fifth Cambridge Radio Catalogue | Rd | Miscellaneous | MNRAS 134, 189 -1966- and segg. |
| 6C | Sixth Cambridge Radio Catalogue | Rd | Miscellaneous | Baldwin et al. 1985; Hales et al. 1988/93; ADC CD-ROM Vol. 2 |
| 7C | Seventh Cambridge Radio Catalogue | Rd | Miscellaneous | MNRAS 246, 110 -1990-; A&AS 110, 419 -1995- |
| 87GB | 1987 Green Bank Radio Sources Catalogue | Rd | Extragalactics | NRAO CD-ROM |
| 8C | Eighth Cambridge Radio Catalogue | Rd | Miscellaneous | Hales et. Al. 1995; ADC CD-ROM Vol. 2 |
| 8ZW | Eight Zwicky List of Compact Galaxies | V | Compact galaxies | AJ 80, 545 -1975- |
| A | Abell clusters | V | Clusters of galaxies | ApJS 3, 211 -1958-; ApJS -1989-; ADC CD-ROM Vol. 4 |
| A1 | Asiago list 1 | V | Blue objects | Pubbl. Oss. Astr. Padova 143 -1968- |
| A2 | Asiago list 2 | V | Blue objects | Astrophys. And Space Sci. 16, 324 -1972- |
| A3 | Asiago list 3 | V | Blue objects | A&AS 13, 269 -1974- |
| A4 | Asiago list 4 | V | Blue objects | A&AS 61, 163 -1985- |
| AB | A. Braccesi | V | Quasars | A&A 5, 264 -1970- and segg. |
| ABELL | Planetary Nebulae | V | Planetary Nebulae | ApJ 144, 259 -1966- |
| ACK | Acker | V | Planetary Nebulae | Private comm. -1975- |
| ACO | Abell, Corwin and Ollowin | V | Clusters of galaxies | ApJS |
| ADG | Altenhoff, Downes and Goad | Rd | Galactic plane objects | A&AS 1, -1970- |
| AFGL | Air Force Geophysical Laboratory | IR | Miscellaneous | AFGL Tech. Rep. 83, 0161 -1983-, Ed. Price S.D. and Murdock, T.L.; ADC CD-ROM Vol. 1 |
| AGC | Arecibo General Catalogue | Rd | Galaxies | AJ 87, 1668 -1999- |
| AGU (AG) | Aguero | V | Peculiar southern galaxies | PASP 83, 310 -1971- |
| AH | Aveni and Hunter | V | Open clusters | |
| AH (H) | A. Hoag | V | Quasars | IAU Symp. 119, 47 -1986- |
| AJG | A.J. Green | Rd | Galactic plane objects | A&AS 18, 267 -1974- |
| AKN | Arakelian | V | Galaxies | Soobs. Byurak.Obs. Akad. Nauk. Aum. SSR, 47, 1; AJ 86, 820 -1981- |
| Al | Allen | V | Planetary Nebulae | Observatory 93, 85 -1973- and segg. |
| ALM | A. Lemarne | Rd | Miscellaneous | MNRAS 139, 461 -1968 |
| Alt | Alter | V | Open clusters | MNRAS 100, 387 -1940- and segg. |
| ALW | Azzopardi, Lequeux and Westerlund | V | Quasars | A&A 144, 388 -1985- |
| AM | Arp and Madore | V | Miscellaneous | ApJ 227, L103 -1979- |
| AMES | Ames | V | Nebulae and Galaxies | Harv. Ann. 88, 1 -1932- |
| AMWW | Altenhoff, Mezger, Wendker and Westerhout | Rd | Galactic plane objects | Publ. Univ. Bonn Obs. 59, 1960 |
| An | Anonymous | V | Galaxies | RC2 -1976- |
| AND | van den Bergh | V | Satellite Galaxies of M 31 | ApJ 171, 231 -1972- |
| ANT | Antalova | V | Open clusters | |
| AO | Arecibo Occultation | Rd | Miscellaneous | ApJ 148, 669 -1967- e segg |
| Ap | Apriamasvili | V | Planetary Nebulae | Astron. Zurn. 39, 256 -1962- and segg. |
| APM | Cambridge Automated Plate Measuring Machine Catalogue | V | Quasars | Spectrum 2, 14 -1994- |
| AR | Astronomer Royal | V | Nebulae and Galaxies | MNRAS 71, 509 -1910- |
| ARC | Abell Rich Clusters | V | Clusters of galaxies | ApJS 3, 211 -1958- |
| ARG | A.R. Gillespie | Rd | Miscellaneous | MNRAS 166, 11p -1974- |
| ARO | Algonquin Radio Observatory | Rd | Planetary Nebulae | Publ. Domin. Obs. Vol. 1, 1 -1971- |
| ARP | Arp | V | Peculiar Galaxies | ApJS 14, 1 -1966- |
| AS | Additional Stars with h-alfa | V | Planetary Nebulae | ApJ 112, 72 -1950- |
| Asi | Asiago | V | Quasars | Mem. S.A.It. 53, 511 -1982- |
| ASI | Asiago objects | V | Blue objects | A&AS 106, 303 -1994- |
| ASS | Associations -Catalogue of star clusters and- | V | Star clusters | Akad. Kiado Budapest -1970- |
| ASV | Angonin-Willaime, Soucail and Vanderriest | V | Quasars | A&A 291, 411 -1994- |
| ATESP | Australia Telescope ESO Slice Project | Rd | Miscellaneous | A&AS 146, 31 -2000- |
| Au | Auner | V | Open clusters | |
| AWM | Albert, White and Morgan | V | Poor clusters of Galaxies | ApJ 211, 309 -1977- |
| AX | ASCA X-ray sources | V | Quasars | MNRAS 291, 203 -1997- |
| B | Barnard | V | Dark Nebulae | Carnegie Inst. Wash. 247 -1927- |
| B | Braccesi | V | Extragalactics | ApJ 152, L105 -1968-, A&AS 106, 303 -1994- |
| B1 | Braccesi | Rd | Extragalactics | Nuovo Cimento 40, 267 -1965- |
| B1S | Braccesi | Rd | Extragalactics | Nuovo Cimento 40, 268 -1965- |
| B2.1 | Second Bologna radio survey -part 1 | Rd | Extragalactics | A&AS 1, 281 -1970- |
| B2.2 | Second Bologna radio survey -part 2 | Rd | Extragalactics | A&AS 7, 1 -1972- |
| B2.3 | Second Bologna radio survey -part 3 | Rd | Extragalactics | A&AS 11, 291 -1973- |
| B2.4 | Second Bologna radio survey -part 4 | Rd | Extragalactics | A&AS 18, 147 -1974- |
| B3 | Third Bologna radio survey | Rd | Extragalactics | A&AS 59, 255 -1985- |
| Ba | Baade | V | Planetary Nebulae | PASP 47, 99 -1935- |
| BAA | Baade | V | Emission Nebulae in M 31 | ApJ 139, 1027 -1964- |
| BAK 1-2 | Baker | V | Galaxies in FOR and ERI | Harv. Ann. 88, 77 e 163 -1933/37- |
| Bark | Barkhatova | V | Open clusters | Astron. Zurn. 27, 181 -1950- |
| Basel | Basel | V | Open clusters | |
| BB | Bahcall and Bahcall | V | Galaxies | PASP 82, 1276 -1970- |
| BC | Barbieri and Capaccioli | V | Quasars | Pubbl. Oss. Astr. Padova -1974- |
| BCh | Balkowski and Chamaraux | V | Dwarf Galaxies | A&AS 51, 331 -1983- |
| BCL | Boulesteix, Courtes et al. | V | Objects in M 33 | A&A 37, 33 -1974- |
| BD A/B | Blum and Davis Lists A and B | Rd | Extragalactics | Astrophys. Lett. 2, 41 -1968- |
| BDFL | Bridle, Davis, Fomalont and Lequeux | Rd | Extragalactics | AJ 77, 405 -1972- and segg. |
| Be | Bergvall | V | Interacting Galaxies | Upps. Astr. Obs. Rep. 19 -1981- |
| Be | Bernes | V | Bright Nebulae | A&AS 29, 65 -1977- |
| BEM | Bertola e Maffei | Rd | Galaxies | A&A 32, 87 -1974- |
| BEN | Bennett | Rd | Miscellaneous | MNRAS 127, -1963- |
| BERK | Berkeley | V | Open clusters | |
| BF | Braccesi Faint uv-excess objects | UV | Extragalactics | A&AS 39, 129-1980 |
| BFG | Braccesi, Formiggini and Gandolfi | UV | Extragalactics | A&A 5, 264 -1970- and segg. |
| BFGS | Braccesi, Formiggini and Gioia | UV | Galaxies | PASP 84, 592 -1972- |
| BFL | Borngen, Friedrich and Lenk | V | Blue objects near M 31 | Mitt. Karl Schw. Obs. Taut. 50, 1970- |
| BFS | Blitz, Fich and Stark | Rd | HII Regions | ApJS 49, 183 -1982- |
| BG | Bologna Galaxies | Rd | Extragalactics | A&AS 16, 43 -1974- |
| BG (BG KPN, BG CFH) | B. Gaston | V | Quasars | ApJ 272, 411 -1983- |
| BIGO | Bigourdan | V | Nebulae and Galaxies | Comptes rendus 155, 1049 -1912- |
| Biur | Biurakan | V | Open clusters | |
| BK | Biurakan | V | Dwarf Galaxies | |
| BK | Beard and Kerr | Rd | Galactic plane objects | Austr. J. Phys. 22,121 -1969- |
| Bl | Blanco | V | Planetary Nebulae | Contr. Bosscha Obs. 13 -1961- and segg. |
| Blanco | Blanco | V | Open clusters | PASP 61, 183 -1949- |
| BlDz | Blaauw and Danziger | V | Planetary Nebulae | A&A 44, 469 -1975- |
| BM | B. Manchester | Rd | Galactic plane objects | Austr. J. Phys. Astrophys. Suppl. 12 -1969- |
| BoBn | Boeshaar and Bond | V | Planetary Nebulae | ApJ 213, 421 -1977- |
| Boch | Bochum | V | Open clusters | Boch. Strasb. Cat. 1977 |
| BOL | Boller | Rd | Quasars | Astron. Nach. 310, 187 -1989- |
| BON | Bond | V | Variable Galaxies | ApJ 174, L163 -1972- and segg. |
| BOR | Borngen | V | Blue objects | Mitt. Karl Schw. Obs. Taut. 28, 1966- |
| BP | Bailey-Pooley Survey | Rd | Miscellaneous | MNRAS 138, 51 -1968- |
| BR | Blue Red | V | Quasars | ApJ 468, 121 -1996- |
| BRI | Blue Red and Infrared | V-IR | Quasars | ApJ 468, 121 -1996- |
| BRON | Bronkalla | V | Blue objects | Astr. Nach. 292, 263 -1971- |
| BSO | Blue Stellar Object | V | Quasars | ApJ 142, 412 -1965- |
| BTD | Beard, Thomas and Day | Rd | Galactic plane objects | Austr. J. Phys. Astrophys. Suppl. 11 -1969- |
| BTS | V | Dwarf Galaxies | ||
| BV | Bohm-Vitense | V | Planetary Nebulae | PASP 68, 430 -1956- |
| BVF (BF) | Braccesi, Vigotti and Formiggini | V | Quasars | (A&AS 39, 129 -1980-) |
| BW | Bohuski and Weedman | V | Quasars | ApJ 231, 653 -1979- |
| BW | Berkhuijsen and Wielebinski | Rd | M 31 objects | A&A 34, 173 -1974- |
| CADIS | Calar Alto Deep Imaging Survey | V | Quasars | ApJ 523, 100 -1999- (A&A 343, 399 -1999-; Meisenheimer et al.: The Early Universe with the VLT – Springer 165, -1997-) |
| CAR | Carpenter | V | Galaxies in CNC | PASP 43, 247 -1931- |
| CB | Corona Borealis | V | Quasars | ApJS 111, 1 -1997- |
| CB | Clemens and Barvainis | V | Small Dark Nebulae | ApJS 68, 257 -1988- |
| CBS | Case Blue Stars | UV | Stars and quasars | ApJS 51, 171 -1983- and segg. |
| CC | Clark and Clifford | Rd | Galactic plane objects | Austr. J. Phys. 27, 713 -1974- |
| CED | Cederblad | V | Diffuse Nebulae | Lund Ann. Ser. 2, n. 119 -1946- |
| CF | Control Field (at position 1549+48) | V | Quasars | A&A 109, 101 -1982- |
| CFHT | Canada France Hawaii Telescope objects | V | Extragalactics | (MNRAS 278, 95 -1996-) |
| CFRS | Canada-France Redshift Survey | V | Galaxies | ApJ 455, 75 -1995- |
| CG | Cometary Globules | V | Dark Nebulae | MNRAS 175, 19P -1976- and segg. |
| CG | Case Galaxies | UV | Galaxies | ApJS 51, 171 -1983- and segg. |
| CGCG (ZWG) | Catalogue of Galaxies and Clusters of Galaxies | V | Galaxies and Clusters | Cal. Tech. Press. -1961- and segg. Volls. 1-6; ADC CD-ROM Vol. 4 |
| CGMW | Catalogue of Galaxies behind the Milky Way | IR | Galaxies | Kyoto University Contributions, -1991- and segg. |
| CHR | Christie | V | Galaxies in LEO | PASP 43, 350 -1931- |
| CiPg | Caloi and Panagia | V | Planetary Nebulae | A&A 36, 139 -1974- |
| CJ1 | First Caltech-Jodrell Bank VLBI Survey | Rd | Extragalactics | ApJS 98, 1 -1995-; AAS CD-ROM Volls. 4-5 |
| CJ2 | Second Caltech-Jodrell Bank VLBI Survey | Rd | Extragalactics | ApJS 95, 345 -1994-; AAS CD-ROM Vol. 4 |
| CJF | Caltech-Jodrell Bank Flat spectrum sources | Rd | Extragalactics | ApJS 107, 37 -1996- |
| Cl | Cluster of galaxies | V | Clusters of galaxies | ApJ 263, 533 -1982- and segg. |
| CL | Clark Lake | Rd | Miscellaneous | AJ 80, 931 -1975- |
| CL | Cygnus Loop | Rd | Objects in CYG | A&A 28, 197 -1973- |
| CL | Cygnus Loop | V | Blue objects | |
| CLASS | Corsmic Lens All-Sky Survey | Rd | Extragalactics | (AJ 87, 658 -1999-) |
| CM | Cheriguene and Monnet | V | Objects in LMC | A&A 16, 28 -1972- |
| Cn | Cannon | V | Planetary Nebulae | Harv. Circ. 224 -1921- and segg. |
| CnMy | Cannon and Mayall | V | Planetary Nebulae | Harv. Bull. 908, 20 -1938- |
| CNOC | Canadian Network for Observational Cosmology | V | Clusters of galaxies | ApJS 102, 269 -1996- |
| CoMaC | Coyne and Mac Connell | V | Planetary Nebulae | Vatican Obs. Publ. Vol. 2, n. 6, 73 -1983- |
| COU | Courtes | V | Nebulae | Comptes rendus 232, 795 -1951- |
| CPG | Catalogue of Pair of Galaxies | V | Double Galaxies | Soob. Spetz. Astrofiz. Obs. 7, 3 -1972- and segg. |
| Cr | Collinder | V | Open clusters | Lund Obs. Ann. N. 2 -1931- |
| CR | Crowther | Rd | Extragalactics | Crowther, J.H. Ph. D. Dissertation 1966 -Cambridge |
| CR | Chincarini and Rood | V | Galaxies in PER | ApJ 168, 321 -1971- |
| CRBB | McCarthy, Rich, Becker and Butler | V | Planetary Nebulae | ApJ -1992- |
| CRSS | Cambridge ROSAT Serendipity Survey | Rd-X | Quasars | MNRAS 285, 511 -1997- |
| CS | Courtes and Sivan | V | HII Regions | Astrophys. Lett. 11, 159 -1972- |
| CS | Clowes and Savage | V | Quasars | MNRAS 204, 365 -1983- |
| CSO | Case Stellar Objects | UV | Stars and quasars | ApJS 51, 171 -1983- and segg. |
| CSRG | V | Galaxies in clusters | (ApJS 96, 39 -1995-) | |
| CSST | Cappellaro, Sabbadin, Salvadori and Turatto | V | Planetary Nebulae | The Mess. 64, 39 -1991- |
| CT | Campusano and Torres | UV | Quasars | AJ 88, 1304 -1983- |
| CTA | Caltech list A | Rd | Miscellaneous | PASP 72, 237 -1960- |
| CTB | Caltech list B | Rd | Galactic plane objects | Caltech Radio Obs. Rep. 2, 1960/63-; PASP 72, 331 -1960- |
| CTCV | Calan-Tololo Cataclysmic Variables | V | Variable stars | (A&A 350, 379 -1999-) |
| CTD | Caltech list D | Rd | Miscellaneous | Publ. Owens Valley Radio Obs. 1, n. 2, 1 -1965- |
| CTIO | Cerro Tololo Interamerican Observatory | V | Planetary Nebulae | ApJS 32, 217 -1976- |
| CTQ | Calan-Tololo Quasar | V | Quasars | Rev. Mex. Astron. Astrofis.31, 119 -1995- |
| CTS | Cappellaro, Turatto and Sabbadin | V | Planetary Nebulae | Proc. IAU Symp. 131, 61 -1987- |
| CTS | Calan-Tololo Survey | V | Extragalactics | ApJS 69, 353 -1989-; A&AS 89, 389 -1991- and segg. |
| CTSS | Cappellaro, Turatto, Salvadori and Sabbadin | V | Planetary Nebulae | A&AS 86, 503 -1990- |
| CUDSS | Canada-UK Deep Submillimeter Survey | Rd | Galaxies | AJ 120, 2244 -2000- |
| CUL | Culgoora | Rd | Miscellaneous | Austr. J. Phys. Astrophys. Suppl. 27 -1973- and segg. |
| Cz | Czernik | V | Open clusters | Acta Astron. 16, 93 -1966- |
| D 000-00 | Dwarf | V | Dwarf Galaxies | AJ 103, 1107 -1992- |
| Da | Danks | IR | Open clusters | -1982 |
| DA | Dominion Radio Observatory Survey, List A | Rd | Miscellaneous | AJ 73, 135 -1968- |
| DB | Dominion Radio Observatory Survey, List B | Rd | Miscellaneous | AJ 73, 8 and 717 -1968- |
| DC | Dressler Cluster | V | Clusters of galaxies | ApJS 42, 565 -1980- |
| DCC | Day, Caswell and Cooke | Rd | Galactic plane objects | Austr. J. Phys. Astrophys. Suppl. 25, -1972- |
| DCL | Dickens, Currie and Lucey | V | Galaxies in CEN | MNRAS 220, 679 -1986- |
| Dd (Do) | Dolidze | V | Planetary Nebulae | Astron. Tsirk. 629, 6 -1971- |
| DDHW | Danziger, Dopita, Hawarden and Webster | V | Planetary Nebulae | ApJ 220, 458 -1978- |
| DDO | David Dunlap Observatory | V | Dwarf Galaxies | Publ. D.D.O. 5, 147 -1959-; AJ 71, 992 -1966- |
| DeHt | Dengel and Hartl | V | Planetary Nebulae | A&A 85, 356 -1980- |
| DEM | Davies, Elliott and Meaburn | V | H-alfa objects in LMC | MRAS 81, 89 -1976- |
| DF | Deep Field | Rd | Extragalactics | AJ 93, 805 -1987- |
| DG | Dorschner and Gurtler | Rd | Reflection Nebulae | Astr. Nach. 287, 257 -1964- |
| DGVW | Davis, Gelato-Volders and Westerhout | Rd | Miscellaneous | Bull. Astr: Inst. Nether. 18, 42 -1965- |
| DH | Daves and Hazard | Rd | Galactic plane objects | MNRAS 124, 147 -1962- |
| DHM | Durham sources | V | Quasars | Nat. 303, 156 -1983- |
| DHW | Dengel, Hartl and Weinberger | V | Planetary Nebulae | Mitt. Astron. Gesell. 45, 182 -1979- and segg. |
| DKM | D.K. Milne | Rd | Supernovae remnants | Austr. J. Phys. 24, -1971- |
| DM | Downes and Maxwell | Rd | Galactic center objects | ApJ 146, -1966- |
| DMS | Deep Multicolor Survey | UBVRI | Miscellaneous | (ApJ 462, 614 -1996-); ApJS 104, 185 -1996- |
| DN | Duus and Newall | V | Groups of Galaxies | ApJS 35, 209 -1977- |
| Do | Dolidze | V | Open clusters | Astron. Miches. Cirk. 224, 18 -1961- |
| DoDz (DdDm) | Dolidze and Dzhimsheleisvili | V | Open clusters and Planetary Nebulae | Astron. Miches. Cirk. 385, 7 -1966- |
| DR | Downes and Rinehart | Rd | Objects in CYG | ApJ 144, 937 -1966- |
| DRAO | Dominion Radio Astronomical Observatory | Rd | Miscellaneous | NNRAS 274, 324 -1995- |
| DS | Deep Survey (Einstein Observatory) | X | Quasars | ApJ 374, 440 -1991- |
| DS 1 | D. Kilkenny and Spencer | V | Planetary Nebulae | Observatory 108, 1084 -1988- |
| DS 2 | Drilling J.S. | V | Planetary Nebulae | ApJ 270, L13 -1983- |
| DSS | Digitized Sky Survey | V | Galaxies | 1992, Digitized Optical Sky Survey – Kluwer |
| DTG | Day, Thomas and Goss | Rd | Galactic plane objects | Austr. J. Phys. Astrophys. Suppl. 11 -1969- |
| DUN | Duncan | V | Nebulae | ApJ 57, 137 -1923- |
| DuRe | Duerbeck and Reipurth | V | Planetary Nebulae | A&A 231, L11 -1990- |
| DV.55 | de Vaucouleurs | V | Emission Nebulae near South Pole | Observatory 75, 129 -1955- |
| DV.56 | de Vaucouleurs | V | Bright southern Galaxies | Mem. Of the Commonwealth Obs. Vol. 3, n. 3 -1956- |
| DVDV | de Vaucouleurs and de Vaucouleurs | V | Bright southern Galaxies | MRAS 68, 69 -1961- and segg. |
| DW | Dwingeloo-Green Bank | Rd | Miscellaneous | Bull. Astr. Inst. Netherl. 19, 201 -1967- |
| DWB | Dickel, Wendker and Bieritz | V | HII Regions in CYG-X | A&A 1, 270 -1969- |
| DWC | Day, Warne and Cooke | Rd | Galactic plane objects | Austr. J. Phys. Suppl. 13, -1970- |
| E | Einstein | X | Miscellaneous | ApJ 234, L1 -1979- |
| EGB | Ellis, Grayson and Bond | V | Planetary Nebulae | PASP 96, 283 -1984- |
| ELAIS (Na, Nb, S) | Rd | Miscellaneous | MNRAS 302, 222 -1999-; MNRAS 305, 297 -1999- | |
| EM (Em) | Emission | V | Emission line objects in SA 158 | PASP 73, 264 -1961- |
| EMSS (MS) | Extended Medium Sensitivity Survey | X | Miscellaneous | ApJS 72, 567 -1990-; Stocke et al. 1991, Astrophys. Lett. & Comm. 29, 267 -1994-; ADC CD-ROM Vol. 2 |
| EQS | Edinburgh Quasar Survey | V | Quasars | (ApJ 511, 612 -1999-) |
| ESO | ESO-UPPSALA Survey of the ESO Atlas | V | Miscellaneous | A&AS 18, 463 -1974-; A&AS 31, 15 -1978- and segg.; ADC CD-ROM Vol. 3 |
| EUVE | Extreme UltraViolet Explorer | X | Miscellaneous | AJ 107, 751 -1993-; AAS CD-ROM Volls. 2-3 |
| EXMS | EXOSAT Medium energy Slew survey | X | Miscellaneous | A&AS 134, 287 -1999- |
| EXO (EX) | Exosat | X | Miscellaneous | (ApJ 378, 77 -1991-) |
| F | Faint source | UBV | Quasars | ApJS 76, 23 -1991- and segg. |
| F 000-00 | Faint | V | Faint Galaxies | AJ 103, 1107 -1992- |
| F855, 61, 64 | Faint quasar | UBV | Quasars | MNRAS 251, 482 -1991- |
| FAIR (FAI) | Fairall | V | Galaxies | Mon. Not. Astr. Soc. S. Afr. 27, 67 -1968- and segg. |
| FAQS | FIRST-APM Quasar Survey | Quasars | Chavushyan et al.: astro-ph/9911284 -2000- | |
| FATH | Fath | V | Nebulae and Galaxies | AJ 28, 75 -1914- |
| FBQS | FIRST Bright Quasar Survey | Rd | Quasars | AJ 112, 407 -1997- |
| FBS | First Byurakan Survey | V | Extragalactics | ADC CD-ROM Vol. 4 |
| FCC | Fornax Cluster Catalogue | V | Galaxies in FOR | AJ 98, 367 -1989- |
| Fein | Feinstein | V | Open clusters | PASP 78, 301 -1966- and segg. |
| FG | Faint Galaxy | V | Dwarf Galaxies | |
| Fg | Fleming | V | Planetary Nebulae | Harv. Circ. 158 -1910- and segg. |
| FIRST | Faint Images of the Radio Sky at Twenty | Rd | Miscellaneous | ApJ 450, 559 -1995-; ApJ 475, 479 -1997- |
| FIT.G | Fitzgerald | V | Galaxies in PUP | A&A 31, 467 -1974- |
| FJ | Finlay and Jones | Rd | Miscellaneous | Austr. J. Phys. 26, 389 -1973- |
| Fro | Frolov | V | Open clusters | Izv. Glav. Astron. Obs, Pulkovo 195 -1977- |
| FRO | Fleurs Radio Observatory | Rd | Miscellaneous | Austr. J. Phys. 26, 389 -1973- |
| FS | Faint Source | V | Dwarf Galaxies | |
| FV | Freeman and de Vaucouleurs | V | Ring Galaxies | ApJ 194, 569 -1974- |
| G1 | Gyulbudaghian | V | Candidate Herbig-Haro objects | Sov. Astron. Lett. 8, 123 -1982- |
| G2 | Gyulbudaghian | V | Candidate Herbig-Haro objects | Astrofizika 20, 631 -1984- |
| GB | Green Bank | Rd | Extragalactics | Acta Astron. 22, 227 -1972- |
| GB2 | Green Bank Second Survey | Rd | Extragalactics | Acta Astron. 28, 367 -1978- |
| GB6 | Green Bank Sixth Survey | Rd | Extragalactics | AAS CD-ROM Vol. 6; ADC CD-ROM Vol. 4 |
| GC | NRAO 5 GHz Radio Survey (Green Bank list C) | Rd | Extragalactics | AJ 76, 980 -1971- and segg. |
| GCL | Globular Cluster | V | Star clusters | Akad. Kiado Budapest -1970- |
| GD | Goss and Day | Rd | Galactic plane objects | Austr. J. Phys. Astrophys. Suppl. 13, -1970- |
| GEA | Georgelin | V | Planetary Nebulae | A&AS 6, 349 -1970- and segg. |
| GF | Globular Filament | V-IR | Filamentary Dark Nebulae | ApJS 41, 87 -1979- |
| GGD | Gyulbudaghian, Gluskov and Denisyuk | V | Herbig-Haro objects | ApJ 224, L137 -1978- |
| GJJC | Gillett, Jacoby, Joyce and Cohen | V | Planetary Nebulae | ApJ 338, 862 -1989- |
| GLMP | Garcia-Lario, Manchado, Pych and Pottasch | V | Planetary Nebulae | A&A -1996- |
| GM | Gasparian | V | Planetary Nebulae | Astrofizika 28, 679 -1988- |
| GM | Gyulbudaghian and Magakyan | V | Nebulae cometarie | Sov. Astron. Lett. 3, 58 -1977- |
| GM | Gardner and Morimoto | Rd | HII Regions australi | Austr. J. Phys. 21, 881 -1968- |
| GMP | Godwin, Metcalfe and Peach | V | Galaxies in Coma cluster | MNRAS 202, 113 -1983- |
| GN | G. Nicolson | Rd | Galactic plane objects | PASP 77, 260 -1965- |
| GN (NeVeGN) | Galactic Nebulae | V | Nebulae | Neckel and Vehrenberg, Treugesell Verlag 1985 |
| Gr | Graff | V | Open clusters | |
| GR | G. Reaves | V | Dwarf Galaxies in VIR | AJ 61, 69 -1956- |
| Gra | Graham | V | Open clusters | AJ 75, 703 -1970- |
| Grasd | Grasdalen | V | Open clusters | A&A 43, 259 -1975- |
| GS | Goss and Shaver | Rd | Galactic plane objects | Austr. J. Phys. Astrophys. Suppl. 14, 1 -1970- |
| Gum | Gum | V | Planetary Nebulae | ApJ 338, 155 -1955- |
| GV | Grueff and Vigotti | Rd | Miscellaneous | Astrophys. Lett. 2, 113 -1968- |
| H | Haro | V | Planetary Nebulae | PASP 63, 144 -1951- and segg. |
| H | Herschel | V | Globular clusters | |
| H | Hoglund | Rd | Miscellaneous | ApJS 15, 61 -1967- |
| H | A-2 Hard x-ray, A-2 Piccinotti sample, A-2 soft x-ray, A-4 catalogue | X | Miscellaneous | ApJS 40, 657 -1979-, ApJ 253, 485 -1982-, ApJS 51, 1 -1983-, ApJS 54, 581 -1984-, ApJS 72, 471 |
| H80 | Hintzen 1980 | V | Galaxies in clusters | AJ 85, 626 -1980- |
| Ha | Harvard | V | Open clusters | |
| HA | H. Arp | Rd | Extragalactics | ApJ 174, L 111 -1972- |
| Haffner | Haffner | V | Open clusters | Astrophysik 43, 89 -1957- |
| Haro | Haro | V | Objects peculiari in ORI | ApJ 87, 73 -1953- |
| HARO | Haro | V | Emission line Galaxies | Bol. Obs. Ton. Y Tacub. Vol. 2, n. 14, 8 -1956- |
| HaTr (HtTr) | Hartl and Tritton | V | Planetary Nebulae | A&A 145, 41 -1985- |
| HAW | Harrington and Wilson | V | Galaxies in LEO | PASP 62, 118 -1950- |
| HAWAI | Hawaii survey | Quasars | ApJ 432, L83 -1994- | |
| HaWe | Hartl and Weinberger | V | Planetary Nebulae | A&AS 69, 519 -1987- |
| Hb | Hubble | V | Planetary Nebulae | PASP 33, 174 -1921- |
| HB | Hazard and Brown | Rd | Miscellaneous | MNRAS 13, 123 -19 – |
| HBDS | Heber and Drilling | V | Planetary Nebulae | Mitt. Astron. Gesell. 62, 252 -1984- |
| HBMR | Higgs, Broten, Medd and Raghavarao | Rd | Objects in CYG | MNRAS ,367, -1964- |
| HC | Holden and Caswell | Rd | Galactic plane objects | MNRAS 143, 407 -1969- |
| HDW (HtDe) | Hartl, Dengel and Weinberger | V | Planetary Nebulae | Mitt. Astron. Gesell. 60, 325 -1983- |
| HE | Hamburg / ESO survey for bright quasars | Quasars | A&AS 115, 235 -1996- | |
| HeFa (HEFE) | Henize and Fairall | V | Planetary Nebulae | IAU Symp. 103, 544 -1983- |
| HELW | Helwan | V | Nebulae e Galaxies | Helwan Obs.9, 69 -1909- and segg. |
| Hen (He3) | Henize | V | Planetary Nebulae | PASP 73, 159 -1961- and segg. |
| Hf | Hoffleit | V | Planetary Nebulae | Harv. Ann. 119, 37 -1953- |
| HFG | Heckathorn, Fesen and Gull | V | Planetary Nebulae | A&A 114, 414 -1982- |
| HGT | Hoessel, Gunn and Thuan | V | Clusters of galaxies | ApJ 241, 486 -1980- |
| HH | Herbig and Haro | V | Herbig-Haro objects | Lick Obs. Bull. 658 -1974-; Gen. Cat. Reipurth 1994 |
| HHL | Herbig Haro Like | V | Herbig-Haro like objects | Rev. Mex. A.A. 15, 53 -1987- |
| HICK | Hickson | V | Compact groups of Galaxies | ApJ 255, 382 -1982- |
| HIG | Higgs | Rd | Objects in CYG | MNRAS 132, 67 -1966- |
| HIZSS | HI Zoa (Zone of avoidance) Southern Survey | Rd | Galaxies in Southern ZOA | AJ 119, 2686 -2000- |
| HKV | Hrivanak, Kwok and Volk | V | Planetary Nebulae | ApJ 331, 832 -1988- |
| HM | Havlen and Moffat | V | Open clusters | |
| HM | Hoskins and Murdock | Rd | Miscellaneous | Austr. J. Phys. Astrophys. Suppl. 15, -1970- |
| HMS | Humason, Mayall and Sandage | V | Galaxies and clusters | AJ 61, 97 -1956- |
| HN | Harvard Nebula | V | Nebulae and Galaxies | Harv. Ann. 60, 147 -1908- and segg. |
| HO | Holmberg | V | Galaxies | Lund Ann. Ser. 2, Vol. 6, n. 5 -1950- |
| HOAG | Hoag | V | Quasars | PASP 88, 860 -1976- |
| HOD.60-61 | Hodge | V | Dwarf Southern Galaxies | PASP 71, 28 -1959- and segg. |
| HOD.72 | Hodge | V | Dark Nebulae in LMC | PASP 84, 365 -1972- |
| HODG | Hodge | V | Globular clusters in LMC | ApJ 131, 351 -1960- |
| HOFF | Hoffleit | V | Nebulae and OB Associations in CAR | Harv. Ann. 119, 37 -1953- |
| Hogg | Hogg | V | Open clusters | Hand. Der Phys. LIII, 129 -1959- |
| HOLM | Holmberg | V | Multiple Galaxies | Lund Ann. 6 -1937- |
| HOW | Hodge and Wright | V | Star clusters in SMC | AJ 79, 858 -1974- |
| HP | Haute Provence | V | Globular clusters | |
| HPW | Hodge, Pyper and Webb | V | Dwarf Galaxies in FOR | AJ 70, 559 -1965- |
| HQS | Hamburg Quasar Survey | V | Quasars | A&AS 111, 195 -1995- and segg. |
| HR | Hu and Ridgway | V | Reddened Galaxies | AJ 107, 1303 -1994- |
| HR | Hughes and Ruutledge | Rd | Galactic plane objects | AJ 74, 604 -1969- |
| HRC | Hamburg RASS Catalogue | XV | Miscellaneous | A&AS 127, 145 -1998- |
| HRG | Galaxies | |||
| HS | Hambourg Survey | V | Extragalactics | A&AS 111, 195 -1995- and segg. |
| HSE | Hodge and Sexton | V | Star clusters in LMC | AJ 71, 363 -1966- |
| HSN | Hodge and Snow | V | Bright southern Galaxies | AJ 80, 9 -1975- |
| HSS | Hamburg-SAO Survey | V | Emission Line Galaxies | A&AS 135, 511 -1999- |
| HST | Hubble Space Telescope | V | Quasars | (A&A 307, L53 -1996-; ApJ 453, L5 -1995-) |
| HSVMT | Heithausen, Stacy, de Vries, Mebold and Thaddeus | Rd | Molecular Clouds | A&A 268, 265 -1993- |
| Hu | Humason | V | Planetary Nebulae | PASP 33, 175 -1921- and segg. |
| HUB | Hubble | V | Diffuse Nebulae | ApJ 56, 162 -1922- |
| HuBi | Hu and Bibo | V | Planetary Nebulae | A&A 234, 435 -1990- |
| HuDo | Hu and Dong | V | Planetary Nebulae | Sci. Bull. Acad. Sin. 1992- |
| HuLo | Hua and Louise | V | Planetary Nebulae | A&A 235, 403 -1990- |
| HVC | High Velocity Cloud | Rd | High Velocity Molecular Clouds | C.R. Acad. Sci. Paris 257, 1661 -1963- |
| HZ | Humason and Zwicky | V | Stars and Blue objects | ApJ 105, 85 -1947- |
| I ZW – VII ZW | Seven Zwicky lists | V | Compact galaxies | Zwicky, F. -1971, Catalogue of selected compact galaxies and of post-eruptive galaxies – Offsetdruck L. Speich Zuerich |
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| IK | Israel and van der Kruit | Rd | HII Regions in M 33 | A&A 32, 363 -1974- |
| IRAS | Infra Red Astronomical Satellite | IR | Miscellaneous | Beichman et al. 1985 -US Gov. Print. Off.; ADC CD-ROM Vol. 4; AAS CD-ROM Vol. 6 |
| IRAS F | Infra Red Astronomical Satellite Faint source | IR | Extragalactics | IRAS FSC Cat. 1990; ADC CD-ROM Volls. 1-3-4 |
| IRC | Infra Red C | IR | Miscellaneous | (Schmitz et al. 1987); ADC CD-ROM Vol. 3 |
| Isk | Iskudarian | V | Open clusters | Astron. Miches. Cirk. 221, 6 -1961- |
| ISS | Isserstedt | V | Miscellaneous | Ver. Astr. Inst. Ruhr 1, 1 -1968- and segg. |
| IsWe | Ishida and Weinberger | V | Planetary Nebulae | A&A 178, 227 -1987- |
| IW3 _0000_0000 | Field (CCD) _ x (pixels) _ y (pixels) | V | Quasars | ApJ 489, 543 -1997- |
| J | Jonckheere | V | Planetary Nebulae | Observatory 39, 134 -1916- |
| JaFu | Jacoby and Fullton | V | Planetary Nebulae | AJ -1997- |
| JaSt | Jacoby and van de Steene | V | Planetary Nebulae | -1997 |
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| JL | Jaindee and Lynga | V | Quasars | Ark. Astron. 5, 345 -1969- |
| Jn | Jones (Jonckheere ?) | V | Planetary Nebulae | ApJ 109, 537 -1949- and segg. |
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| JoDi | Jones and Dickel | V | Planetary Nebulae | BAAS 16, n. 4 -1984- |
| JVAS | Jodrell Bank-VLA Astrometric Survey | Rd | Extragalactics | MNRAS 254, 655 -1992- |
| JWST | James Webb Space Telescope | |||
| K | V | Galaxies Groups | White 1980 | |
| K 1, 2, 3, 4 | Kohoutek | V | Planetary Nebulae | Bull. Astron. Czech. 13, 120 -1962- and segg. |
| KAR | Karachentseva | V | Isolated Dwarf Galaxies | Soob. Spec. Astrophys. Obs. 5, 10 -1973- and segg. |
| KARA.68 | Karachentsev | V | Dwarf Galaxies | Publ. Byurakan Obs. 39, 61 -1968- |
| KARA.72 | Karachentsev | V | Double Galaxies | Astrofizika 7, 3 -1972- |
| KARA.73 | Karachentsev | V | Dwarf Galaxies | Astrofizika 5, 10 -1973- |
| KARA.73B | Karachentsev | V | Isolated Galaxies | Astrofizika 8, 3 -1973- |
| KAZ | Kazarjan | V | Extragalactics | Astrofizika 15, 5 -1979- and segg. |
| KAZ (Kj) | Kazarjan | V | Planetary Nebulae | Astrofizika 2, 371 -1966- and segg. |
| KC | Kron and Chiu | V | Quasars | PASP 93, 397 -1981- |
| Ke | Kerber | V | Planetary Nebulae | Priv. Comm. 1996 |
| KEEL | Keeler | V | Nebulae, Galaxies and Clusters | ApJ 11, 325 -1900- |
| KEEN | Keenan | V | Galaxies | ApJ 83, 62 -1935- |
| KES | Kesteven | Rd | Galactic plane objects | Austr. J. Phys. 21, 369 -1968- |
| KFL | Kinman, Feast and Lasker | V | Planetary Nebulae | AJ 95, 804 -1988- |
| KHAV | Khavtassi | V | Dark Nebulae | Buyll. Abast. Astrofiz. Obs. 18, 29 -1955- |
| KHW | Kap-Herr and Wendker | Rd | Miscellaneous | A&A 20, 313 -1972- |
| KING | King | V | Open clusters | Harv. Obs. Bull. 919, 41 -1949- and segg. |
| KjPn | Kazarjan and Parsamian | V | Planetary Nebulae | Astron. Tsirk. 602, 6 -1971- |
| KK | Karachentseva and Karachentsev | V | Local dwarf galaxies | A&AS 127, 409 -1998- |
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| KKC | Koo, Kron and Cudworth | UBV | Quasars | PASP 98, 285 -1986- |
| KKR | Karachentseva, Karachentsev and Richter | V | Dwarf Galaxies | A&AS 135, 221 -1999- |
| KKS | Kaftan-Kassim and Sulentic | Rd | Extragalactics near Stephan quintet | A&A 33, 343 -1974- |
| KLEM | Klemola | V | Groups and Clusters of Southern Galaxies | AJ 74, 804 -1969- |
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| Ko | Kohoutek | V | Galaxies | A&A 13, 493 -1971- |
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| KUV | Kiso Ultraviolet objects | UV | Stars and Quasars | Ann. Tokyo Astr. Obs. 20, 130 -1984- |
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| LDN | Lynds Dark Nebula | V | Dark Nebulae | ApJS 7, 1 -1962-; ADC CD-ROM Vol. 3 |
| LH | Lucke and Hodge | V | Star Associations in LMC | AJ 75, 171 -1970- |
| LH 115-120 | Line H-alfa | V | Stars and Nebulae in LMC and SMC | ApJS 2, 315 -1956- and segg. |
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| May | Mayer | V | Open clusters | |
| MB | M. Beard | Rd | Miscellaneous | Austr. J. Phys. 19, 141 -1966- |
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| MBM | Magnani, Blitz and Mundy | Rd | Molecular Clouds | ApJ 295, 402 -1985- |
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| MC o MRC | Molonglo Reference Catalogue | Rd | Miscellaneous | MNRAS 194, 693 -1981- |
| MCG | Morphological Catalogue of Galaxies | V | Galaxies | Moscow State Univ. 1962 and segg. Parts I-V; ADC CD-ROM Vol. 3 |
| MCT | Montreal-Cambridge-Tololo survey | V | Faint blue objects | AJ 119, 241 -2000- |
| MD 1-6 | M. Drinkwater | V | Quasars | Thesis Univ. Cambridge -1987- |
| Me | Merrill | V | Planetary Nebulae | PASP 53, 245 -1941- and segg. |
| MEL | Melotte | V | Open clusters | MNRAS 86, 636 -1926- |
| MeWe | Melmer and Weinberger | V | Planetary Nebulae | MNRAS 243, 236 -1990- |
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| MGP | Manchado, Garcia-Lario and Pottasch | V | Planetary Nebulae | A&A 218, 267 -1989- |
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| MIL | Milne | Rd | Non thermal Galactic Sources | Austr. J. Phys. 23, 425 -1970- |
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| MIN 46-48 | Minkowski | V | Emission Nebulae | PASP 58, 305 -1946- and segg. |
| MKN (Mark) | Markarian | UV | Extragalactics | Astrofizika 3, 55 -1967- and segg. |
| MKW | Morgan, Kayser and White | V | Poor Clusters of galaxies | ApJ 199, 545 -1975- |
| MM | M. Moran | Rd | Galactic plane objects | MNRAS 129, 447 -1965- |
| Mof | Moffat | V | Open clusters | A&AS 7, 355 -1972- and segg. |
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| MOL (MLO) | Molonglo | Rd | Miscellaneous | Austr. J. Phys. Suppl. 15, 1 -1970- and segg. |
| MR | Moreau and Reboul | V | Quasars | A&AS 111, 169 -1995-; ApJ 263, 23 -1982- |
| MRC | Molonglo Reference Catalogue | Rd | Miscellaneous | MNRAS 194, 693 -1981- and segg.; ADC CD-ROM Vol. 2 |
| Mrk | Markarian | V | Open clusters | Bjur. Soob. 9, 6 -1951- |
| MRMG (LMRM) | Manchado, Riera, Mampaso and Garcia-Lario | V | Planetary Nebulae | Rev. Mex. Astron. Astrophys. 18, 182 -1989- |
| MRSL | Marsalkova | V | HII Regions | Astrophys. And Space Sci. 27, 3 -1974- |
| MS | Medium Survey | X | Miscellaneous | ApJS 76, 813 -1991-, ADC CD-ROM Vol. 2 |
| MSH | Mills, Slee and Hill | Rd | Miscellaneous | Austr. J. Phys. 11, 360 -1958- and segg. |
| MUL | Muller | Rd | Objects in CYG, ORI and SGR | Pub. Univ. Bonn n. 52 -1959- |
| Muz | Muzzio | V | Open clusters | AJ 84, 639 -1979- |
| MW | M. Wilson | Rd | Miscellaneous | MNRAS 156, 7 -1972- and segg. |
| MWC | Mount Wilson Catalogue | V | Galactic Objects | ApJ 78, 87 -1933- and segg. |
| MWP | Motch, Werner and Pakull | V | Planetary Nebulae | A&A 268, 561 -1993- |
| My | Mayall | V | Planetary Nebulae | Harv. Bull. 920, 32 -1951- |
| MY | Miyun | Rd | Extragalactics | A&AS 99, 545 -1993- |
| MYC | Quasars | |||
| MyCn | Mayall and Cannon | V | Planetary Nebulae | Harv. Bull. 913, 7 -1940- |
| Mz | Menzel | V | Planetary Nebulae | Harv. Bull. 777 -1922- |
| MZZ | Marano, Zamorano and Zitelli | V | Quasars | MNRAS 232, 111 -1988- |
| N… (S…) | V | Galaxies Groups | White et al. 1996 | |
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| NAB | Neta A. Bahcall | V | Quasars | ApJ 183, 777 -1973- |
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| NB | N. Branson | Rd | Miscellaneous | MNRAS 135, 149 -1967- |
| NEP | North Ecliptic Pole | Quasars | ApJS 93, 145 -1994- | |
| NGC (RNGC) | New General Catalogue (Revised NGC) | V | Miscellaneous | Dreyer -1888, RAS; Sulentic and Tifft, 1973; ADC CD-ROM Vol. 4 |
| Nk | Nakajima | IR | Objects in L 1641 | MNRAS 221, 483 -1986- |
| NK | N. Kawajiri | Rd | Galactic plane objects | PASJ 22, 165 -1970- |
| NOTNI | P. Notni | V | Blue objects | Astron. Nachr. 301, 51 -1980- and segg. |
| NPM (NPM1G) | Lick Northern Proper Motion Program | V | Galaxies and Quasars | AJ 94, 501 -1987- |
| NRAO | National Radio Astronomy Observatory | Rd | Miscellaneous | ApJS 13, 65 -1966- |
| Ns | Nordstrom | V | Planetary Nebulae | A&AS 21, 193 -1975- |
| NS | Neckel and Staude | V | Bipolar and Cometary Nebulae | A&A 131, 200 -1984- |
| NSER | Quasars | (ApJ 433, 494 -1994-) | ||
| NVSS | NRAO VLA Sky Survey | Rd | Extragalactics | AJ 115, 1693 -1998- |
| OA-OZ | Ohio Radio Sources from OA to OZ | Rd | Extragalactics | Nature 202, 269 -1964-, AJ 72, 536 -1967- and segg. |
| OCL | Open Cluster | V | Star clusters | Akad. Kiado Budapest -1970- |
| OHSC | Olszewski, Harris, Schommer and Canterna | V | Star clusters in LMC | |
| OMHR | O. Moreau and H. Reboul | UV | Extragalactics | A&AS 111, 169 -1995- |
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| OTL | Ooty Telescope List | Rd | Miscellaneous | Astrophys. Lett. 9, 53 -1971-, Nat. Phys. Sci. 230, 185 -1981- and segg. |
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| PB | Peimbert and Batiz | V | Planetary Nebulae | Bol. Obs. Tonantz. 2, n. 19, 12 -1960- |
| PB | Palomar-Berger | V | Extragalactics | A&AS 28, 123 -1977- and segg. |
| PBOZ | Pottasch, Bignell, Olling and Zijlstra | V | Planetary Nebulae | A&A 205, 248 -1988- |
| PBZ | Pottasch, Bignell and Zijlstra | V | Planetary Nebulae | A&A 177, 249 -1987- |
| PC | Peimbert and Costero | V | Planetary Nebulae | Bol. Obs. Tonantz. 3, n. 21, 33 -1961- |
| PC | Palomar CCD | V | Extragalactics | ApJ 306, 411 -1986- and segg. |
| PD | Pike and Drake | Rd | Objects in CYG | ApJ 139, 545 -1964- |
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| PDJ | Parthasarathy, Drilling and Jyotsna | V | Planetary Nebulae | -1996- |
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| Pe | Perek | V | Planetary Nebulae | Bull. Astron. Czech. 11, 256 -1960- and segg. |
| PG | Palomar Green | V | Miscellaneous | PASP 88, 665 -1976- and segg. |
| PGC | Principal Galaxies Catalogue | V | Galaxies | A&AS 80, 299 -1989- and segg. |
| PGH | Postman, Geller and Huchra | V | Galaxies in clusters | AJ 95, 267 -1988- |
| PGK (Fegu) | V | Planetary Nebulae | PASP 95, 614 -1983- | |
| PHG | Postman, Huchra and Geller | V | Galaxies in clusters | AJ 92, 1238 -1986- |
| PhJa | Phelps and Janes | V | Planetary Nebulae | PASP 103, 491 -1991- |
| PHL | Palomar Haro Luyten objects | V | Miscellaneous | Bol. Obs. Ton. Y Tacub. 3-22, 37 -1962-, ApJ 150, 707 -1967- |
| PIS | Pismis | V | Open clusters | Bol. Ton. Y Tacub. 18, 37 -1959-, Vol. 5, n. 34, 219 -1970- and segg. |
| PK | Perek and Kohoutek | V-R | Planetary Nebulae | Acad. Publ. House of the Czech. Acad. Sci., Prague 1967 and segg. |
| PKS | Parkes Survey | Rd | Miscellaneous | Austr. J. Phys. 17, 340 -1964- and segg.; ADC CD-ROM Vol. 2 |
| PM | Preite-Martinez | V | Planetary Nebulae | A&AS 76, 317 -1988- |
| PMN | Parkes-MIT-NRAO | Rd | Miscellaneous | ApJS 90, 179 -1994- and segg.; ADC CD-ROM Vol. 4; AAS CD-ROM Volls. 2-4-6 |
| PNG | Planetary Nebulae Galactic | V | Planetary Nebulae | Strasb.-ESO Catalogue -1992- and segg.; ADC CD-ROM Vol. 4 |
| Po | Pottasch | V | Planetary Nebulae | Priv. Comm. 1996 |
| POX | Palomar Optical X source | V | Emission line Objects | A&AS 44, 229 -1981- |
| PP | Parsamyan and Petrosyan | V | Planetary Nebulae | Armenian S.S.R. Acad. Sci. LI, 1 -1979- |
| PP | Petrosyan and Petrosyan | V | Nebular Objects | Soob. Byur. Obs. 58, 36 -1986- |
| PP | Peckman and Palmer | Rd | Objects in TAU, CYG and CAS | Nat. Phys. Sci. 240, 76 -1972- |
| PR | Pearson and Readhead | Rd | Extragalactics | ApJ 328, 114 -1988-, ApJS 98, 1 -1995- |
| PRA | Prata | V | Non stellar Blue objects | PASP 78, 61 -1966- |
| PRF | P.R. Foster | Rd | Miscellaneous | Ph.D. Diss. Univ. Cambridge 1961 |
| PRMG | Pena, Ruiz, Maza and Gonzalez | V | Planetary Nebulae | Rev. Mex. Astron. Astrophys. 17, 25 -1989- |
| PRTM | Pena, Ruiz, Torres-Peimbert and Maza | V | Planetary Nebulae | A&A 237, 454 -1990- |
| PSS | Palomar Sky Survey II | V | Quasars | (AJ 110, 78 -1995-) |
| Pt | Peterson | V | Planetary Nebulae | PASP 89, 129 -1977- |
| Pu | Purgathofer | V | Planetary Nebulae | A&A 70, 589 -1978- and segg. |
| PuWe | Purgathofer and Weinberger | V | Planetary Nebulae | A&A 87, L5 -1980- |
| QL | Quigley and Large | Rd | Miscellaneous | MNRAS 134, 239 -1966- |
| QRM | Quintana, Ramirez and Melnick | V | Galaxies in clusters | AJ 110, 463 -1995- |
| QN, QS | V | Quasars | Ph. D. Thesys, Durham 1986 | |
| R | Rose | V | Clusters of galaxies | A&AS 23, 109 -1976- and segg. |
| R | Radio survey of the Cygnus X complex | Rd | Miscellaneous | J.E. Winzer, Thesis Univ. Of Toronto |
| Raab | V | Open clusters | ||
| RAFGL | Revised Air Force | IR | Miscellaneous | |
| RASS | Rosat All Sky Survey | X | Miscellaneous | A&AS 106, 303 -1994- |
| RB | Rood and Baum | V | Galaxies | AJ 72, 398 -1967- |
| RBK | Radio survey of Becker and Kundu | Rd | Miscellaneous | Nat. Phys. Sci. 244, 138 -1973- |
| RBSC | Rosat All Sky Survey Bright Source Catalogue | X | Miscellaneous | ApJS 129, 547 -2000- |
| RC | Ratan Cold | Rd | Miscellaneous | A&AS 87, 1 -1991- |
| RCW | Rodgers, Campbell and Whiteoak | V | Nebulae | MNRAS 121, 103 -1960- |
| RD | Quasars | (ApJ Letters astro-ph/0002338 -2000-) | ||
| RDCS | ROSAT Deep Cluster Survey | X | Clusters of galaxies | ApJ 492, L21 -1998- |
| RDE | R.D. Eckers | Rd | Miscellaneous | A&A 22, 309 -1973- |
| RDS | Rood and Sastry | V | Galaxies in A 2199 | AJ 77, 451 -1972- |
| Re | Reynolds | V | Planetary Nebulae | ApJ 288, 622 -1985- and segg. |
| Re | Reipurth | V | Small Nebulae | A&AS 61, 319 -1985- |
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| REIN | Reinmuth | V | Miscellaneous | Veroff. Stern. Heidelb. 7, 175 -1916- and segg. |
| REIZ | Reiz | V | Galaxies | Ann. Obs. Lund 9 -1941- |
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| RGB | RASS Green Bank | X, Rd | Extragalactics | ApJS 118, 127 -1998- |
| RIC | Richter | V | Blue objects around M 31 | Veroff. Stern. Sonn. 8, 75 -1974- |
| RICH | Richter | Rd | Miscellaneous | Mitt. Aus dem Heinr.-Hertz Inst. 1964 |
| RKK | R.C. Kraan-Korteweg | V | Galaxies in ZOA | A&AS 141, 123 -2000- |
| RLWT | Rubin, Losee, Westpfahl and Tuve | V | Blue objects | AJ 76, 1099 -1972- and segg. |
| RMB | Rubin, Moore and Bertiau | V | Blue objects in Virgo cluster | AJ 72, 59 -1967- |
| RMHB | Raghavarao, Medd, Higgs and Broten | Rd | Miscellaneous | MNRAS 129, 159 -1965- |
| RN | Ryle and Neville | Rd | Miscellaneous | MNRAS 125, 39 -1962- |
| RNO (Cohen) | Red Nebulous Object | V | Small Nebulae | AJ 85, 29 -1980- |
| RO | Richter and Olsen | V | Quasars | PASP 92, 573 -1980- |
| Ros | Roslund | V | Open clusters | |
| RPZM | Ratag, Pottasch, Zijlstra and Menzies | V | Planetary Nebulae | A&A 233, 181 -1990- |
| RRS | Richter, Richter and Schnell | V | Blue objects | Mitt. Karl Schwarz. Obs. 38 -1968- |
| RS | Rood and Sastry | V | Galaxies in clusters | |
| RS | Richter and Sahakjan | V | Miscellaneous | Teil I, Mitt. Karl-Schwarz..-Obs. 24 -1965- and segg. |
| RSCG | Redshift Survey of Compact Groups | V | Compact Groups of Galaxies | AJ 116, 1573 -1998- |
| Rup | Ruprecht | V | Open clusters | Akad. Kiado Budapest -1981- |
| RWH | R.W. Hunstead | Rd | Miscellaneous | MNRAS 157, 367 -1972- |
| RWT | V | Planetary Nebulae | A&A 139, 230 -1984- | |
| RX (RXS) | Rosat X ray sources | X | Miscellaneous | (Chin. Astron. Astrophys. 21, 146 -1997-; A&A 327, 467 -1997-; A&A 330, 25 -1998-) |
| S | Survey of qso | UBV | Quasars | ApJS 76, 1 -1991- and segg. |
| S (Sh) | Sharpless | V | HII Regions and Planetary Nebulae | ApJ 118, 362 -1953-, ApJS 4, 257 -1959-; ADC CD-ROM Vol. 3 |
| S1 | Strong source list 1 | Rd | Extragalactics | Astrophys. Lett. 2, 105 -1968- |
| S2 | Strong source list 2 | Rd | Extragalactics | AJ 77, 265 -1972- |
| S3 | Strong source list 3 | Rd | Extragalactics | AJ 77, 797 -1972- |
| S4 | Strong source list 4 | Rd | Miscellaneous | AJ 83, 451 -1978- |
| S5 | Strong source list 5 | Rd | Miscellaneous | AJ 86, 854 -1981- |
| Sa | Sandqvist | V | Dark Nebulae | A&A 53, 179 -1976- |
| SA | Shapley and Ames | V | Galaxies | Harv. Ann. 88, 43 -1932- |
| Sa 1,2,3,4 | Sanduleak and Pesch | V | Planetary Nebulae | PASP 86, 215 -1974- and segg. |
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| WhMe | Whitelock and Menzies | V | Planetary Nebulae | MNRAS 223, 497 -1986- |
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| WKB | Williams, Kenderdine and Baldwin | Rd | Miscellaneous | MRAS 70, 53 -1966- |
| WKG | Weinberger, Kerber and Groebner | V | Planetary Nebulae | A&A -1996- |
| WKK | Woudt and Kraan-Korteweg | V | Galaxies in ZOA | in preparation |
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| Y-C (CeGi) | Cesco et al. | V | Planetary Nebulae | A&AS 11, 335 -1973- and segg. |
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| ZC | Zwicky Clusters | V | Clusters of galaxies | Cal. Tech. Press. -1961- and segg. Volls. 1-6; ADC CD-ROM Vol. 4 |
| ZCG | Zwicky Compact Galaxies | V | Galaxies | Offsetdruk L. Speich, Zurich -1971- |
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| ZOAG | Zone Of Avoidance Galaxy | V | Galaxies | A&AS 110, 269 -1995- and segg. |
| ZoH | Zodet | V | Planetary Nebulae | The Mess. 38, 42 -1984- |
| ZWG (CGCG) | Zwicky Galaxies | V | Galaxies | Cal. Tech. Press. -1961- and segg. Volls. 1-6; ADC CD-ROM Vol. 4 |
per facilitare la lettura
| COLUMN “C” LEGEND: |
| Rd = radio |
| IR (or I) = infrared |
| R = red |
| V = visual |
| B = blu |
| UV (or U) = ultraviolet |
| X = x-ray |
| Gamma = gamma-ray |
Tale tabella, pubblicata per la prima volta nel 2010, non pretende in alcun modo di essere esaustiva e, comunque, potrà servire non solo per conoscere il significato esteso delle abbreviazioni più comuni, ma anche per risalire alle pubblicazioni originali che hanno dato origine agli acronimi stessi.
La redazione ringrazia sin d’ora tutti coloro che vorranno segnalare imperfezioni, manchevolezze ed esclusioni al fine di migliorare ed ampliare sempre di più le informazioni contenute in questo compendio, rivolto specificatamente agli astrofili “curiosi”.
La tabella in PDF è disponibile per il download QUI
91 Oggetti NCG, NON Messier, più luminosi
Di seguito il link al download del file (formato Microsoft Excel) contenente la lista dei 91 oggetti NGC, non Messier, più luminosi.
Per scaricare il file, segui il link sottostante:
Lista 91 oggetti NGC, non Messier, più luminosi (46,5 KB)
Videoclip: transito della Stazione Spaziale Internazionale ISS sul Sole
Transito della Stazione Spaziale Internazionale ISS sul Sole.
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La Camera dei Rappresentanti approva il Finanziamento 2011 alla NASA

La Camera dei Rappresentanti ha votato nella tarda giornata di ieri, mercoledì 29 settembre, con esito favorevole la versione del Senato della proposta di bilancio per l’anno fiscale 2011 per la NASA. Il finanziamento di 19 miliardi di dollari fornirà il denaro per un volo Shuttle addizionale, per lo sviluppo preliminare di un nuovo vettore pesante per l’esplorazione dello spazio profondo e finanzierà lo sviluppo di una capsula commerciale per i viaggi da e per l’orbita terrestre bassa.
Senza emendamenti ammessi, la votazione ha visto 304 voti a favore e 118 contrari.
“Questa è una grande notte per il programma spaziale della nostra nazione”, ha detto in una dichiarazione il senatore Bill Nelson, democratico della Florida, che ha volato sullo Shuttle nel 1986. “Questa legge è un modello per come si procederà per i prossimi tre anni e consentirà alla NASA di iniziare la pianificazione di un volo aggiuntivo per lo shuttle. Ora dobbiamo assicurarci che l’agenzia riceva i finanziamenti necessari per eseguire il lavoro previsto”.
Il bilancio proposto, che copre le spese proiettate fino al 2013, affronta alcune questioni sollevate dai critici della richiesta iniziale dell’amministrazione Obama, che aveva chiesto un drastico cambiamento di rotta per la NASA, motivandolo con il fatto che sarebbe stato più sostenibile sul lungo periodo.
L’amministrazione aveva proposto l’annullamento del Programma Constellation dei razzi Ares e della capsula Orion, il tutto avviato dall’amministrazione Bush, sostenendo che il programma non era conveniente. Al loro posto, il Presidente aveva proposto di estendere le operazioni della Stazione Spaziale fino al 2020, lo sviluppo di nuove tecnologie necessarie per i futuri vettori pesanti e, con una mossa particolarmente controversa, passare ai fornitori di capsule private commerciali per il trasporto degli astronauti da e verso l’orbita terrestre bassa.
Non c’erano piani concreti o calendari per l’esplorazione dello spazio profondo e neanche piani immediati per costruire un vettore per carichi pesanti per rendere possibile tale esplorazione.
Rispondendo alle critiche diffuse, il presidente si è recato al Kennedy Space Center in aprile e ha acconsentito ad anticipare al 2015 l’inizio dello sviluppo di un razzo heavy-lift e definire le date per l’esplorazione umana degli asteroidi (2025) e delle missioni su Marte (2035).
Ma con il pensionamento dello Shuttle incombente, i critici sostenevano che il nuovo piano del presidente non andava abbastanza lontano. Nelson ha quindi iniziato una campagna per:
– accelerare ulteriormente lo sviluppo di un razzo vettore per carichi pesanti,
– continuare a lavorare sullo sviluppo della capsula spaziale Orion
– finanziare una missione aggiuntiva delle navette.
Il disegno di legge sostiene anche lo sviluppo dei voli commerciali con equipaggio umano e ne aumenta i finanziamenti.
La versione della Camera di questo bilancio ha modificato sostanzialmente l’uso dell’iniziativa commerciale per il volo spaziale e ha cercato di conservare gli elementi principali del programma Constellation.
Il Sen. Bart Gordon, un democratico del Tennessee, ha obiettato che il disegno di legge del Senato include “un mandato non finanziato” per mantenere il programma shuttle in vita fino al 2011 ad un costo di 500 milioni di dollari e che cercando di accelerare lo sviluppo di un razzo per carichi pesanti sembrerebbe che “il Senato voglia direttamente progettare un razzo”. Ha anche espresso preoccupazione per la mancanza di un sistema di backup gestito dal governo nel caso che gli sforzi commerciali incorressero in problemi.
“È ormai chiaro che non c’è più tempo per approvare una legge di compromesso attraverso la Camera e il Senato”, ha detto Gordon in un comunicato lunedì. “Per motivi di certezza, stabilità, chiarezza e soprattutto per la forza lavoro della NASA e per tutta la comunità spaziale, ho deciso che era meglio prendere in considerazione una legge imperfetta piuttosto che nessuna proposta di legge. Continuerò a darmi da fare per proseguire verso questo compromesso”.
Ralph Hall, Repubblicano del Texas, ha accettato il verdetto del Senato dicendo: “Anche se non sono completamente soddisfatto del disegno di legge del Senato, sono molto contento che sia passato”.
“Il piano di questa amministrazione avrebbe messo su un sentiero pericoloso il volo spaziale umano della NASA”, ha detto in un comunicato. “È essenziale per il Congresso valutare e approvare una legge dopo averla attentamente ponderata, altrimenti ci sarebbe stata una semplice validazione del piano della Casa Bianca”.
La versione del Senato del bilancio “mantiene i finanziamenti a importanti programmi, dirige la NASA sia verso lo sviluppo di un veicolo multifunzione con equipaggio, che del nuovo sistema di lancio per carichi pesanti e permette alle aziende spaziali private di dimostrare le loro capacità”, ha detto Hall. “Senza un disegno di legge, le migliaia di posti di lavoro altamente qualificati della NASA e di decine di appaltatori privati che supportano volo spaziale umano sarebbero andati perduti”.
L’Amministratore della NASA Charles Bolden ha detto che “i legislatori, con questa approvazione, tracciano un nuovo e vitale futuro per il prossimo corso dell’esplorazione umana dello spazio”.
“Il presidente ha esposto un ambizioso piano per i futuri pionieri NASA che raggiungeranno nuove frontiere dell’innovazione e della scoperta,” ha detto. “Il piano investe di più nella NASA, estende la durata della Stazione Spaziale Internazionale, lancia il settore del trasporto spaziale commerciale, favorisce lo sviluppo di tecnologie d’avanguardia e aiuta a creare migliaia di nuovi posti di lavoro. Insomma, il passaggio di questo disegno di legge rappresenta un importante passo in avanti per aiutare a raggiungere gli obiettivi fondamentali stabiliti dal presidente”.
Mike Griffin, predecessore di Bolden, aveva una visione nettamente diversa. Griffin è stato il capo architetto del programma Constellation e un ardente sostenitore dei razzi Ares che avrebbero sostituito la navetta.
“Benché il disegno di legge del Senato offra qualche miglioramento rispetto al brutto piano presentato dall’amministrazione Obama, a mio parere, non è comunque in grado di giustificare la sua trasformazione in legge”, ha detto a The Huntsville Times all’inizio di questa settimana.
“Come è accaduto dopo la perdita dello Shuttle Columbia, è nuovamente il momento di chiederci se vogliamo avere un programma spaziale vero e proprio. Se lo vogliamo avere, allora il disegno di legge del Senato è insufficiente. Se non possiamo fare di meglio, allora credo che abbiamo raggiunto il punto in cui è meglio permettere che il nostro tentativo si areni definitivamente piuttosto di cercare inutilmente di salvarlo”.
In una intervista prima del voto di mercoledì, Gabrielle Giffords, Democratica dell’Arizona, ha detto che la proposta “ha gravi carenze dal punto di vista economico” dato che include un “mandato per mantenere attivo il Programma Shuttle protraendolo attraverso l’anno fiscale 2011, causando una spesa aggiuntiva che alla NASA costerà oltre mezzo miliardo di dollari”.
Sposata con Mark Kelly, comandante Shuttle, la Giffords ha criticato il fatto che il vettore pesante risulti come un lanciatore progettato “non dai nostri migliori ingegneri, ma dai colleghi del Senato. Secondo analisi interne della NASA, si stima che questo razzo costerà molti miliardi in più rispetto a quello che il Senato prevede”.
“In breve, il disegno di legge del Senato obbliga la NASA a costruire un vettore che non soddisfa le sue esigenze, con un bilancio che non è sufficiente e su un programma che, secondo analisi della NASA, non è realistico”, ha detto Giffords. “Secondo me questo non è un programma di voli umani realizzabile e sostenibile”.
Ma John Culberson, Repubblicano del Texas, ha detto “se questa sera non passa il disegno di legge, non c’è più un programma spaziale”.
“L’amministrazione sta perseguendo una politica di aggressiva e rapida chiusura di ordine burocratico del programma spaziale Americano e tutto viene fatto proprio ora mentre parliamo”, ha detto. “Se non passa questa legge, non ci sarà un’altra possibilità entro la fine dell’anno e quindi entro la fine dell’anno non ci sarà più un programma spaziale”.
Elliot Pulham, amministratore delegato della Space Foundation, ha detto che la legislazione dovrebbe fornire la stabilità necessaria sia per la NASA che per l’industria spaziale commerciale privata.
“Una qualche forma di compromesso doveva essere trovata, altrimenti la leadership degli Stati Uniti nell’esplorazione dello spazio sarebbe stata in pericolo”, ha detto in un comunicato. “La NASA ha sempre goduto di un forte sostegno bipartisan al Congresso, ed è gratificante vedere che il Congresso continua a considerare la NASA come un importante investimento nel futuro della nazione”.
La versione del Senato del bilancio NASA avrebbe fornito 3,99 miliardi di dollari per l’esplorazione nel 2011, 1,3 miliardi dollari per una nuova capsula per lo spazio profondo e 1,9 miliardi dollari per lo sviluppo iniziale di un nuovo vettore pesante.
La legge prevede un finanziamento di 144 milioni di dollari per sostenere la prosecuzione dello sviluppo privato dei veicoli spaziali senza equipaggio per trasportare cargo alla Stazione Spaziale Internazionale e di 312 milioni dollari per lo sviluppo di veicoli spaziali privati per il trasporto umano. Le operazioni spaziali riceverebbero 5 miliardi di dollari di cui 2,8 miliardi dollari per la Stazione Spaziale Internazionale.
Pio & Bubble Boy – Coelum n.142 – Ottobre 2010

Questa Vignetta è pubblicata su Coelum n.142 – Ottobre 2010. Leggi il Sommario.
Il Crepuscolo

CIVILE
È definito come l’intervallo di tempo, dopo il tramonto o prima del sorgere del Sole, in cui vi sia ancora abbastanza luce per compiere qualunque lavoro richieda la luce del giorno. Termina quando il Sole è sceso di 6° sotto l’orizzonte. Come istante (all’alba o al tramonto) è definito dall’istante in cui il Sole ha l’altezza –6° sull’orizzonte. Come intervallo di tempo (all’alba o al tramonto) è definito dall’intervallo di tempo che il Sole impiega a passare da 0° a –6° sull’orizzonte.
NAUTICO
È definito come l’intervallo di tempo dopo il tramonto o prima del sorgere del Sole, in cui vi sia ancora abbastanza luce per scorgere l’orizzonte marino, per poter effettuare misure d’altezza con il sestante. Il crepuscolo nautico termina quando l’orizzonte sparisce, il che capita quando il Sole raggiunge i 12° sotto l’orizzonte. Come istante (all’alba o al tramonto) è definito dall’istante in cui il Sole ha l’altezza –12° sull’orizzonte. Come intervallo di tempo (all’alba o al tramonto) è definito dall’intervallo di tempo che il Sole impiega a passare da 0° a –12° sull’orizzonte.
ASTRONOMICO
È definito come l’intervallo di tempo dopo il tramonto o prima del sorgere del Sole, in cui vi siano ancora in cielo delle tracce di luce. Il crepuscolo astronomico termina quando spariscono anche le ultime tracce di luce ed inizia la notte astronomicamente intesa, il che capita quando il Sole raggiunge i 18° sotto l’orizzonte. Come istante (all’alba o al tramonto) è definito dall’istante in cui il Sole ha l’altezza –18° sull’orizzonte. Come intervallo di tempo (all’alba o al tramonto) è definito dall’intervallo di tempo che il Sole impiega a passare da 0° a –18° sull’orizzonte.
Arrivato l’ultimo ET

ET? Sì, External Tank dello Space Shuttle.
L’ET-122 è stato scaricato oggi dalla chiatta coperta Pegasus dopo il suo viaggio di 1450 km dagli stabilimenti Lockheed Martin di New Orleans.
Questo serbatoio era stato danneggiato nella Michoud Assembly Facility dall’uragano Katrina quando la furia del vento aveva strappato via una parte del tetto del capannone in cui il grande Tank era in costruzione.
Rimasto accantonato per tutto questo tempo, è stata presa la decisione di recuperarlo per l’eventuale missione di soccorso STS-335, soprattutto in un’ottica di risparmio.
Attualmente però l’ultima decisione presa dice che questo ET servirà per l’ultima missione regolare delle navette e cioè la STS-134 di Endeavour in partenza alla fine di febbraio 2011. L’ET-138, l’ultimo costruito e quindi il più moderno, è già arrivato al Kennedy Space Center il 14 luglio ed è poi stato lasciato da parte per l’eventuale LON (Launch On Need).
L’America dello Spazio si sta ancora interrogando sul futuro delle missioni con equipaggio. Dopo la bocciatura e riabilitazione della capsula Orion, si stanno ora attendendo le decisioni finali sul progetto che prenderà il posto degli Space Shuttle.
Test Rifrattore Takahashi TOA-130

Il nuovo corso della produzione cinese dei telescopi ha condizionato lo sviluppo del mercato introducendo nuove proposte economicamente molto concorrenziali. In questo nuovo scenario di settore, la ditta Takahashi Seisakusho Ltd., ha saputo ben rispondere rilanciando l’offerta con eccellenti apocromatici, tenendo testa sia alla produzione cinese, sia alle ditte blasonate.

La casa nipponica, fondata da Mr.Kitaro Takahashi a Tokyo nel 1932, ha iniziato l’attività con la produzione di valvole per sottomarini; successivamente, nel dopoguerra, ha iniziato a sviluppare strumenti ottici e nel 1967 si è convertita alla produzione di telescopi. Nel 1970, ha introdotto il Fluoruro di Magnesio (MgF2) per il trattamento anti riflesso ed il Fluoruro di Calcio (fluorite, CaF2) per le ottiche. Nel 1998, il Protocollo di Kyoto ha vietato la lavorazione industriale della fluorite per evitare che fluorocarburi liberati nella sua lavorazione fossero respirati dagli operai.

Inoltre, la fluorite era estremamente delicata ai graffi e sensibile all’umidità (igroscopica) ed agli agenti chimici atmosferici. Pertanto, la Takahashi ha iniziato a sostituire la fluorite degli apocromatici FS con le lenti più ecologiche in ED (“Extra Low Dispersion” secondo la terminologia comune, “Extraordinary “Dispersion” secondo Taka) affidandosi al settore di Ricerca e Sviluppo di della Canon. Tra alcuni astrofili aleggia il sospetto che il passaggio dalla fluorite ai vetri ED sia dovuto solamente a motivi economici e non all’ottemperanza del Protocollo di Kyoto. Solo sospetti? Non lo so, ma è vero che le linee di produzioni più vecchie mantengono ancora la Fluorite (es Sky90, 2009). E’ sempre stato noto, tra gli astrofili, che i vetri ED garantissero un contrasto inferiore alla fluorite, ma le stupende ottiche di recente produzione, come quelle dell’FSQ106 ED Petzval (seconda serie), hanno fatto ricredere molti appassionati.
Marte: notizie da Spirit e Opportunity

Nel Sol 2358 (11 Settembre 2010), il rover ha viaggiato per più di 106 metri in una serie di passi. L’ultimo segmento del lungo spostamento è stato una prova simulata di navigazione autonoma (AutoNav) in marcia indietro con la telecamera posteriore (Hazcam) attiva. La navigazione autonoma è limitata alla marcia indietro perché l’antenna a basso guadagno del rover (LGA) è nel campo di vista della telecamera principale (PMA), mentre le telecamere della parte posteriore non hanno ostruzioni. Ulteriori test di questa tecnica sono in corso di programmazione.
Test Montatura 10micron GM2000 QCI

Coelum ha già testato e recensito qualche anno fa la versione FS-2 di questa montatura equatoriale GoTo costruita in provincia di Milano e quindi di produzione italiana, appartenente alla categoria medio-alta perché in grado di sorreggere con sicurezza, per applicazioni di alto livello, strumenti fino al peso considerevole di 50Kg.
Ho di recente avuto la possibilità di testare questa versione nuova di zecca, denominata GM2000 QCI “Ultraportable”, che si differenzia in vari punti essenziali dalla versione FS-2.

I particolari più importanti che la differenziano dalla più semplice versione FS-2 (che, lo ricordiamo, utilizza motori passo-passo Sanyo Denki ed una elettronica prodotta in Germania dalla ditta Astro-Electronics) sono i motori AC Servo Brushless (cioè a corrente alternata e con encoder integrato di controllo dei motori) “intelligenti” tipicamente utilizzati nel settore della robotica industriale e particolarmente potenti e sofisticati, nonché una centralina elettronica, una pulsantiera di controllo ed anche un firmware totalmente nuovi, sviluppati in modo proprietario dalla ditta 10micron.

Inoltre questa versione della GM2000 QCI che mi è stata consegnata si chiama “ultraportable” perché offre una ulteriore innovazione particolarmente utile, ovvero la possibilità di dividere in pochi istanti i due assi di A.R. e DEC, rispettivamente da 15kg e 12 kg, rendendo la montatura molto più facile da trasportare rispetto alla versione monolitica, che ne pesa 27. Inoltre, su mia richiesta, mi è stata fornita la centralina di controllo (CONTROL BOX) separata, inserita in una valigetta portatile, e non incorporata nella mezza colonna che sovrasta il treppiede Centaurus, fornita nella versione “Full”. Infatti ho installato la montatura sulla colonna fissa del mio osservatorio personale, e quindi non avevo bisogno né del treppiede né della mezza colonna.
La GM2000 QCI viene fornita con una pulsantiera di comando abbastanza grande, per certi aspetti simile alle consolle palmari di comando Astro-Physics GTO o Vixen SkySensor 2000, con tasti morbidi e schermo LCD a più righe, entrambi retroilluminati.
Come la versione “sorella” FS-2, anche questa montatura QCI ha un peso considerevole, disegno somigliante (ma tutt’altro che uguale, specie per quanto riguarda le parti meccaniche interne) alle montature Astro-Physics 900/1200 GTO e finiture di gran pregio, in alluminio anodizzato e colorato. Questa montatura conferisce al telescopio una solidità assoluta: anche con tubi molto lunghi e pesanti il tempo di smorzamento delle vibrazioni è praticamente istantaneo, inferiore ad 1 secondo. Il puntamento avviene ad una velocità massima impressionante: 1920X cioè 8 gradi al secondo, durante il quale si sente solo il ronzio dei motori grazie alla grande silenziosità della trasmissione tramite cinghie dentate. Sono disponibili 9 velocità pre-impostate (solo la velocità massima di puntamento è configurabile), da 0.15x fino a 1920x.
Il database interno è vastissimo, e comprende decine di migliaia di stelle, oggetti non stellari, corpi del Sistema Solare (anche centinaia di asteroidi e comete luminose), ed è possibile memorizzare oggetti definiti dall’utente, nonché puntare coppie di coordinate, equatoriali ma anche altazimutali. Particolarmente comodo è l’accesso ai database delle stelle luminose, che può avvenire scegliendo il nome della stella oppure la sua designazione Bayer (alfa, beta, ecc… di ogni costellazione).
In generale ho trovato molto pratica e intuitiva la navigazione nei menu QCI, anche se avrei gradito che venisse fornita la possibilità di organizzare, tramite filtri da impostare nei vari cataloghi, i vari oggetti in base a determinate caratteristiche, ad esempio per luminosità, per estensione o per costellazione.
Non è possibile descrivere, nemmeno sommariamente, tutte le possibilità che offre questo software di controllo, che offre moltissime soluzioni di livello professionale. Mi limiterò quindi ad elencare quelle di maggiore interesse per l’amatore di medio livello.





























