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I vincitori del 1° Premio Ugo Ercolani

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Dopo parecchi mesi di tribolate vicissitudini gestionali (la crisi economica ha tagliato parecchi fondi regionali destinati alla promozione della cultura, tanto da costringerci a riprogrammare scadenze, sede e modalità della serata dedicata alla premiazione), alla fine il 1° Concorso di letteratura d’ispirazione astronomica dedicato alla figura di Ugo Ercolani è giunto a compimento; e anche senza volerlo, la giuria ha finito con il decidere la terna dei vincitori giusto in tempo per predisporre la premiazione nel mese che 4 anni fa vide la scomparsa di Ugo.

Sarà infatti il 26 dicembre che la vincitrice del concorso, Silvana Maroni, salirà fino al castello di Conversano per ritirare il giusto riconoscimento al suo racconto Un bel gioco, classificatosi al primo posto tra gli oltre 60 sottoposti al parere dei giurati.

Alla gentile signora Maroni vanno i complimenti degli organizzatori, Paolo Minafra e The Lunar Society Italia, e di tutta la Redazione di Coelum, come pure a Claudio Pra (con il racconto Un sogno con la coda), secondo classificato, e ad Anna Luongo (Mira alla luna!), terza classificata.

Tutti i racconti pervenuti sono disponibili cliccando QUI.

Il 26 dicembre si terrà inoltre la premiazione anche del Concorso di Poesia Federico II la cui edizione 2010 è stata vinta da Raffaella Iannetti, di Gravina in Puglia (Bari), autrice di Uomo tra le stelle.

Il Premio Speciale Regione Puglia è stato invece assegnato al giovanissimo Francesco Naso (Scuola elementare Carrante di Bari), autore di Venere.

Le poesie in gara sono invece disponibili QUI.

La Cerimonia di Premiazione  si terrà il 26 dicembre presso il Castello di Conversano (BA). Clicca l’immagine della locandina per maggiori informazioni.

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Tutti i racconti di Ugo Ercolani pubblicati su Coelum Astronomia dal 2001 al 2008 sono disponibili online nelle pagine web dedicate al Premio o nella sezione Articoli e Risorse On-Line » Narrativa

Mira alla luna!

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Nella stanza c’era aria viziata, Ada si alzò da letto, spostò una tenda e aprì la finestra, com’era bello il cielo in quella sera senza nemmeno una nuvola, peccato che l’ostacolo era proprio davanti ai suoi occhi, le sbarre infatti non le permettevano di godere appieno della meraviglia che madre natura aveva messo a disposizione in quel momento.

“Accidenti siamo chiuse qui dentro!” borbottò a Marina la sua compagna di cella, la quale rispose prontamente “Non ti preoccupare, fra una settimana tu sarai fuori di qui, e lo vedrai tutte le volte che lo desideri, a me toccano invece ancora altri tre anni e ventisette giorni!”

“Ma tu sei colpevole di furto!” la canzonò Ada!

“Mah, è stato l’avvocato a fregarmi” E le due ragazze scoppiarono in una sonora risata!

Ada si trovava nel carcere penitenziario di Rebibbia da un paio di solstizi e c’era stato un momento in cui aveva pensato che la pazzia si fosse impadronita della sua persona, ma era riuscita a sopravvivere, mancava poco e sarebbe ritornata “ nel mondo reale” avrebbe respirato aria pulita e nuova, si sarebbe rotolata nei campi pieni di grano e di papaveri rossi, e avrebbe finalmente visto il cielo a trecentosessantacinque gradi e quelle stelle studiate in due anni di reclusione in cui i giorni sembravano tutti uguali.

Marina seduta sul letto, giocava distrattamente con una ciocca di capelli e guardava l’amica che stava prendendo appunti su un vecchio quaderno tutto sgualcito:

“Ti ostini a portartelo dietro ovunque quel libraccio!”

“Sono le mie note astronomiche, il mio blocchetto personale dove scrivo ciò che ho visto durante la sera per poi confrontarlo con le mappe che ho trovato in biblioteca! E se sono brava vedrai che azzecco anche i nomi delle stelle!”

Attaccate alle pareti screpolate della sala per la lettura difatti, vi erano delle vecchie carte stellari, incorniciate da chi sa chi, e, quando le era concesso Ada sgattaiolava con il suo quaderno alla ricerca di errori e di correzioni da effettuare la notte successiva!Sembrava un “piccolo Galileo” con quegli schizzi rudimentali!

La donna continuava a disegnare piccole stelline e a prendere nota della loro posizione rispetto alla Luna (e alla grata immobile) e Marina la osservava stupita, come poteva essere così importante quello stupido quaderno?

“Alleno i miei occhi così quando uscirò di qui farò la pazzia di comprarlo davvero un piccolo telescopio!” Diceva Ada mentre cercava l’esatta angolazione per scansare l’ostacolo e vedere quel puntino luminoso corrispondente a Spica.

Marina dall’altra parte della stanza sorrideva, quella sua amica era davvero un pochino matta, perdere soldi per una diavoleria come quella era inutile, rischiava infatti solo di diventare un suppellettile senza alcun valore!

Ada era uscita dall’istituto penitenziario da quasi due mesi, il quaderno astronomico era l’ultima cosa tangibile del passaggio dell’amica che lo aveva dimenticato nella stanza insieme ad altri effetti personali forse presa dalla smania della libertà!

Marina ci pensa nel momento in cui si ritrova fra le mani un piccolo pacco di posta ordinaria, sa esattamente chi è il mittente e può anche intuirne il contenuto; tutti i ricordi di quella sua compagna di cella le balzano davanti agli occhi, le emozioni e quei mesi in compagnia di quella donna talmente pazza da sfidare il ferro per guardare più in alto.

Man mano che toglie la scatola dalla carta di imballo le vengono in mente tutte le volte che l’ha derisa e tutte le volte che l’ha consolata quando le nuvole intralciavano quella piccola scorribanda notturna.

Nella scatola difatti solo un binocolo e un biglietto:“Adesso tocca a te abbattere la grata definitivamente, vai all’ultima pagina!”

Per poco Marina non rischia di perdere l’equilibrio, presa dall’eccitazione, guarda sulla vecchia mensola sopra la scrivania, rovista fra alcuni libri e trova il blocco, sfoglia le pagine e arrivando fino alla fine ne strappa anche un bordo. imprecando sottovoce legge:

“31 marzo 2010.” Mira alla Luna!

Accidenti, ma è oggi!

Stupore si disegna sul volto della donna, quel “piccolo Galileo” aveva calcolato anche questo, Ada voleva davvero regalarle un’ emozione nuova e così prende il binocolo e con l’inesperienza del principiante, ma la volontà di andare fino in fondo punta sul satellite e…

che meraviglia si presenta ai suoi occhi, una splendida Luna piena, mai vista così da vicino!

Era lì immobile con il corpo, ma la sua mente e la sua anima erano fuori, stava camminando letteralmente sulla sua superficie e attraversava i deserti e le montagne, i crateri e i mari, un nuovo mondo!

Una lacrima riga il suo viso, la grata era sparita…

Anna Luongo è nata in Svizzera nel 1981 ma vive a Ferrara ormai da otto anni. Diplomata nel 2000 in un piccolo paese in provincia di Avellino, da allora ha sempre lavorato.
Si reputa una persona seria, dinamica e solare, che adora leggere e scrivere per diletto. È da sempre un’appassionata della volta celeste e delle sue meraviglie che passa ore a osservare con il suo Celestron.

Un sogno con la coda

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È mezzanotte. Il grosso telescopio, manovrato dalle mie mani, si muove verso l’ultimo obbiettivo della serata, ovvero l’ottava galassia che ho messo in lista. Sono partito da un astro ben visibile a occhio nudo sotto la pancia del Leone e sto seguendo un immaginario sentiero disegnato da puntini luminosi molto deboli che vedo solo al cercatore dello strumento o addirittura all’oculare. Aiutandomi con una cartina stellare molto particolareggiata ricavata da un software astronomico non ci metto molto ad arrivare a destinazione. Eccolo li` il batuffolo, debole ma visibile: è la galassia che cercavo! Non è sempre cosi` semplice. A volte districarsi lassù non è banale. Il metodo dello star-hopping, ovvero saltare di stella in stella, è comunque il più bello e gratificante. Trovare l’obbiettivo con le tue mani è una soddisfazione immensa. Niente a che fare con i sistemi automatizzati che ti puntano l’oggetto desiderato schiacciando dei bottoni rendendo tutto più freddo. Mi concentro sulla galassia che ho puntato: come al solito ne ricaverò una descrizione. PeròÅcun momento! al bordo dell’oculare noto un altro oggetto simile. Controllo la cartina che però non riporta niente in quel punto. Eppure dovrebbe segnalarlo un oggetto come quello. A dire il vero c’è anche la possibilità che possa trattarsi di una cometa. Non ho incluso oggetti di quel tipo e magari me ne sono ritrovata per caso una nel campo dell’oculare. Però non sono a conoscenza di comete di quella magnitudine in quel punto. Sono aggiornatissimo grazie a internet e difficilmente perdo notizie importanti su comete che raggiungono una luminosità sufficiente per essere viste con il mio strumento e questa è decisamente alla portata. Se invece fosse una cometa nuova avvistata proprio dal sottoscritto? No, non può essere! Al giorno d’oggi sistemi automatizzati spazzano il cielo in lungo e in largo scoprendo quasi tutto. Se poi qualcosa sfugge loro ci pensano i cacciatori di comete a trovarle, astrofili espertissimi che passano molto tempo a cacciare questi oggetti. Avrei avuto davvero una sfortuna sfacciata se davvero ne avessi scoperta una. Ma no, figurarsi! Va beh! Indagherò una volta tornato a casa e acceso il computer. Torno a volgere lo sguardo sul mio obbiettivo iniziale: La galassia. Però non sono tranquillo. Non riesco a concentrarmi. I pensieri vanno all’oggetto li` vicino. Decido cosi` di rientrare per fare i controlli del caso e lascio tutto sul posto. Fortunatamente posso osservare appena fuori dalla porta di casa, abitando in un luogo montano isolato.

Appena rientrato accendo il computer e aspetto con impazienza che sia operativo. Apro l’abituale software astronomico e inserisco nella porzione di cielo che sto osservando oggetti del profondo cielo molto più deboli di quelli riportati sulla cartina che ho usato, constatando che non viene segnalato niente. Allora inserisco tutte le comete del data-base aggiornatissimo. Nessuna cometa in quella posizione. Eppure quell’oggetto esiste. L’ho visto di sicuro. Faccio un salto sul sito che riporta le ultime comete scoperte e ho la conferma che non ce ne sono di nuove.

I battiti cardiaci aumentano, anche se resto dubbioso. Esco nuovamente e rimetto occhio all’oculare dopo un adattamento al buio indispensabile. Il telescopio è motorizzato ed è rimasto acceso anche mentre ero in casa. Uno stazionamento eseguito in maniera precisa mi permette cosi` di ritrovare la galassia e il suo misterioso vicino nel campo dell’oculare. Ma si è mosso! Di poco ma quel misterioso batuffolo si è spostato! Allora non può essere che una cometa!

I miei pensieri sono ora frenetici. Non riesco a mantenere la calma. Cosa faccio? Ci sono delle precise procedure da seguire in caso si scopra un corpo simile. Bisogna mandare una comunicazione al CBAT (Central Bureau for Astronomical Telegrams) di Cambridge negli e bisogna farlo il più rapidamente possibile. Qualcun altro potrebbe imbattersi nell’oggetto.

Prima però devo annotare la posizione e il moto di quel corpo celeste. Ma possibile che davvero sia di fronte alla scoperta di una nuova cometa? Magari faccio una figuraccia. Eppure…

Nel dubbio, decido di telefonare all’osservatorio di Asiago per cercare una conferma. Rientro velocemente in casa e cerco l’agenda sulla quale ho annotato il numero. Mai avrei creduto di trovarmi nelle condizioni di usarlo. Lo compongo e mentre aspetto mi domando se mi prenderanno in considerazione o mi inviteranno a non seccarli. Uno, due tre squilli; al quinto una voce…

– Osservatorio di Asiago – Balbettando cerco di spiegare il motivo della mia telefonata. L’emozione è una brutta bestia in certi casi, ma fortunatamente in qualche modo mi faccio capire. Il mio interlocutore è molto freddo e mi chiede varie cose per accertarsi della serietà della telefonata. Alla fine vengo congedato con un -Guardi, faremo una verifica. Se ha ragione la richiamo. Mi dia il suo numero-

Una volta riattaccato comincia l’attesa. Non sto nella pelle. Di là mia moglie dorme. Mi verrebbe voglia di svegliarla per raccontarle tutto, ma decido di aspettare per accertarmi che ne valga la pena.

Mezz’ora è passata. Il telefono è muto. Per spezzare la tensione decido di riportare all’interno il telescopio. Porto con me il cordless. Non vorrei mai che chiamassero mentre sono fuori.

L’una e trenta. Sono seduto sul divano. Ho acceso il televisore ma è come se fosse spento tanto lo guardo distrattamente. Il telefono continua inesorabilmente a non suonare. Ma staranno davvero verificando questi di Asiago? Quanto ci vuole?

Le due, le due e trenta. Decido di andare a letto portando con me il cordless. Fra qualche ora mi attende una giornata di lavoro. Se però davvero avessi scoperto una cometa la fabbrica dovrebbe fare a meno di me per un giorno, questo è sicuro. Scoprire una cometa è praticamente il sogno di ogni astrofilo. Figurarsi per chi come me è attratto irresistibilmente da questi oggetti, tanto da porli al centro della propria passione. Poter dare loro il nome ed avere un piccolo posto nella storia dell’astronomia. Più banale, ma pur gratificante, l’aspetto della popolarità che un evento simile ti porta. Insomma, la vita magari non ti cambia ma ha uno scossone.

Apro la porta della camera cercando di non fare rumore e mi sdraio sul letto. Mia moglie dorme come un sasso: beata lei! Io invece non riesco a chiudere gli occhi. Anzi, per chiuderli li chiudo ma è come se fossero aperti. Mi ritorna in mente ossessivamente quell’oggettino nebuloso e il telefono che non suona. Sarà dura riposare.

Un suono! Accendo la lucetta dell’orologio da polso: sono le sei e trenta! Ho dormito qualche ora. Con un balzo sono seduto sul letto. Che suono strano però; è continuo. Ci pensa mia moglie a chiarirmi le idee -Allora la vuoi spegnere quella sveglia?- La sveglia! Non è il telefono che suona.

Riordino le idee: ieri sera ero stanco morto e sono andato a letto alle nove e mezza. Ma allora… ho sognato! No!

La cometa svanisce di colpo! Se mi avessero dato un pugno sullo stomaco mi sentirei meglio. Che delusione!

Mi alzo e mi trascino in cucina. Sono avvilito. Eppure sembrava così vero. Altro che rimanere nella storia, altro che fama. Mi aspetta una dura giornata di lavoro da anonimo operaio.

Sorseggio il caffè e ripenso alla mia scoperta sfumata. Si trovava sotto la pancia del Leone. Stasera mi faccio un giretto da quelle parti, non si sa mai…

Claudio Pra è appassionato all’astronomia da più di un decennio. Predilige l’osservazione visuale, in particolar modo quella di oggetti deep-sky e comete. Abita e dà sfogo alla sua passione per il cielo nel cuore delle Dolomiti bellunesi, ad Alleghe. È consigliere dell’Associazione Astrofili Agordini “Cieli Dolomitici”, di cui è anche membro fondatore, e divulgatore presso il Planetario di S. Tomaso. Particolarmente sensibile al tema dell’inquinamento luminoso, si batte per mantenere un cielo, almeno in montagna, ancora puro.

Un bel gioco

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PREFAZIONE:  La Teoria di Nick Bostrom

Forse la spiegazione delle incredibili coincidenze nelle leggi della natura è che non si tratta per niente di coincidenze. L’inglese Nick Bostrom, direttore dell’Istituto sul futuro dell’umanità dell’Università di Oxford, sostiene che c’è un’alta probabilità che il nostro universo sia una sofisticata simulazione computerizzata, una specie di complicatissima realtà virtuale fatta girare su di un computer da una civiltà aliena molto più avanzata della nostra per scopi a noi ignoti. Il programma sarebbe tanto complesso da permettere agli esseri simulati (noi) di provare sentimenti e l’illusione del libero arbitrio. Di tanto in tanto, però, alcuni errori nel codice produrrebbero degli eventi inattesi, o inspiegabili (come per esempio i miracoli, o le apparizioni di Ufo), oppure sarebbero gli stessi controllori della simulazione a inserirli di proposito per studi

are le nostre reazioni.

Il racconto si ispira a tale teoria.

UN BEL GIOCO

Il bambino era assorto nel suo magnifico gioco, al computer. Da mesi ormai lavorava a quel complicato intreccio, ed era soddisfatto dei risultati.

– “Una bellissima simulazione”, commentò il padre rivolgendosi allo psicologo,”eppure strana!”

– “Strana?, oggi tutti i bambini giocano a progettare mondi, questo software è

diffusissimo!”

– “Certo, ma le fantasie di mio figlio hanno partorito situazioni di estrema violenza, ingiustizie, illogicità estese e ripetute, anche se devo riconoscere che questo suo mondo irrazionale ha un grande fascino!”

– “Non si preoccupi”, lo rassicurò lo specialista,”basterà interrompere il gioco e distrarre un po’ il ragazzo… le consiglio di partire insieme per un bel viaggio e sono certo che al ritorno i giochi di suo figlio rientreranno nei canoni di razionalità ed equilibrio, come per tutti i suoi coetanei”.

In brevissimo tempo il papà premuroso organizzò un viaggio straordinario, in giro per il pianeta, con tappe nei luoghi più suggestivi e divertenti.

Il ragazzino accolse la proposta con entusiasmo.

Poco prima della partenza il padre si rivolse al figlioletto: “E allora? Dai, interrompiamola questa simulazione, spegni il computer!”

Mentre lo diceva sentì uno strano magone, un senso di vuoto alla bocca dello stomaco, un’emozione nuova, indefinibile che gli attraversava le membra: non avrebbe più visto, come era accaduto tante volte sbirciando il computer del ragazzo, quel cielo assurdamente azzurro e quella imme

nsa distesa liquida di un improbabile blu, un blu profondo, inesistente sul loro pianeta.

Il bimbo fu docile, entusiasta della nuova esperienza che lo attendeva. Spense subito, e lo schermo in brevissimo tempo divenne nero e vuoto.

Due innamorati sulla spiaggia di Procida prendevano il sole, abbracciati, godendo del tepore lieve delle prime ore di un limpido pomeriggio di settembre.

Dall’altra parte della Terra un giapponese guardava pensieroso la falce della Luna apparire alle spalle del monte Fuji.

Un leone affamato era sulle tracce di una gazzella in un caldo pomeriggio africano.

Un monaco tibetano osservava il Sole farsi largo fra i picchi innevati, che scintillavano ai suoi bagliori dorati, sempre più rossastri per l’approssimarsi del tramonto.

Nelle foreste del Borneo le urla delle scimmie squarciavano la notte.

Tutti erano inconsapevoli.

Bastò un “click” e nulla fu più, o meglio, da quel momento in poi NULLA FU MAI STATO.

Silvana Maroni, napoletana “verace” da generazioni, è un’insegnante di Scienze Naturali con la passione dell’astronomia e della fantascienza. Ama scrivere, leggere ed ama inoltre la musica e l’arte in generale. Scrive da anni brevi racconti, spesso di pura fantascienza ma anche di altri generi. Amatissima dagli alunni, ragazzi meravigliosi e straordinari, insegna da più di dieci anni al Liceo “Giambattista Vico”. Oltre a tre figli, della sua famiglia fanno parte anche due splendidi cani: Black e Dago.

1° Premio Letterario Ugo Ercolani

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stelle cadenti

Giunto nel 2010 alla sua terza edizione, il prestigioso Premio letterario FEDERICO II E I POETI TRA LE STELLE quest’anno propone due grandi novità: grazie alla collaborazione con Coelum Astronomia, al consueto PREMIO DI POESIA (leggi come partecipare) se ne affianca uno di narrativa: il PRIMO PREMIO UGO ERCOLANI per il miglior racconto breve di ispirazione astronomica. Inoltre, grazie alla collaborazione con gli Istituti di cultura all’estero, entrambi i premi hanno assunto carattere internazionale.

Sono ormai passati più di tre anni dalla scomparsa di Ugo Ercolani, che nel dicembre del 2006 ci ha privati per sempre della sua personalissima e crepuscolare vena di narratore. E da tempo sentivamo il bisogno di fare in modo che la sua figura non sbiadisse nella memoria dei lettori che avevano imparato ad amare i suoi racconti.

Ugo, per ricordarlo con le parole del suo amico Pietro Planezio (vedi Coelum 103 a pag. 78 oppure leggi qui“Scriveva cose belle. Racconti di una poesia sobria e non sdolcinata, spesso ironica. Della realtà coglieva gli aspetti insoliti, cose che facevano pensare e suscitavano sensazioni”, e questa rivista ha avuto il piacere di ospitare le sue opere a partire dal n° 45 (ottobre 2001) fino al n° 113 (gennaio 2008) nel quale uscì postumo il suo splendido “L’ultimo racconto di Ugo Ercolani”: in tutto 16 racconti (leggi i racconti) capaci di disegnare con pochi tratti il fascino che viene dalla incombente presenza del cielo stellato, sotto il quale accadono spesso miracoli e altre cose inspiegabili a chi le sa ascoltare.

Il bando e il regolamento del Concorso sono a disposizione dei lettori in questo sito (vedi colonna qui a destra) e nel sito della Lunar Society Italia (www.thelunarsociety.it/eventi).

Per partecipare sarà sufficiente far pervenire entro il 30 giugno 2010 un racconto la cui lunghezza (al massimo 7000 caratteri), stile e ambientazione (il cielo, le persone che sotto di esso agiscono , pensano… vivono) rispettino in pieno (senza ovviamente arrivare all’imitazione) l’impostazione che Ercolani amava dare alle sue opere.

E per aiutarvi nella ricerca di questa identificazione, soprattutto per i lettori di più recente acquisizione che potrebbero non aver letto mai nulla in merito, abbiamo anche raccolto tutta la produzione di Ugo pubblicata su Coelum in queste pagine.

I racconti saranno valutati da una giuria qualificata e quelli più meritevoli saranno premiati alla presenza degli autori durante la cerimonia ufficiale che si terrà il 5 settembre 2010 nella suggestiva cornice di Castel del Monte.

Buon lavoro!

Gruppo amici del cielo

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Ecco il programma dei prossimi incontri organizzati dal GAC a Barzago (LC); ore 21:00, ingresso libero.

14.01: “Il Mio Amico Cumulus Humilis – Breve Introduzione alla Meteorologia“ di Paolo Stragapede.
Per info: didattica@amicidelcielo.it

Eclisse di Luna

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Eclisse di Luna - 21 Dicembre 2010
La ricostruzione grafica mostra le condizioni in cui si verificherà l’Eclisse parziale di Luna, il prossimo 21 dicembre.
Eclisse di Luna - 21 Dicembre 2010
La ricostruzione grafica mostra le condizioni in cui si verificherà l’Eclisse parziale di Luna, il prossimo 21 dicembre.

Il 21 dicembre,quasi in coincidenza con il solstizio invernale, si verificherà un’eclisse totale di Luna (l’unica del 2010), purtroppo visibile dall’Italia come parziale di penombra e in circostanze osservative davvero molto difficili. La Luna entrerà infatti nell’ombra verso le 7:30 del mattino, con il cielo già chiaro; per di più, quando il nostro satellite starà tramontando e sarà alto sull’orizzonte nordovest da 1° a 3° ( a seconda della posizione geografica dell’osservatore). Davvero difficile quindi seguire il fenomeno in queste circostanze.
Tutto ciò che si potrà tentare sarà seguire la fase della penombra, che inizierà alle 6:28, con la Luna alta in media una decina di gradi. La fase della totalità inizierà infatti solo alle 8:41, quando la Luna sarà già scesa sotto l’orizzonte di circa 10°.

Per tutti gli altri fenomeni celesti del periodo, consultare Coelum n.144 – Dicembre 2010 da pagina 56.

LunarSociety

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Il 26 dicembre 2010, nella suggestiva cornice della storica sede del Castello di Conversano (BA) si celebrerà la cerimonia conclusiva
della Festa Nazionale dell’Astronomia Federico II organizzata da The Lunar Society Italia (Bari) con le premiazioni del Concorso Nazionale di Poesia Federico II – 2010. Si è aggiudicata il Premio Ufficiale della Giuria Raffaella Iannetti, studentessa di Gravina di Puglia al 5° anno di Giurisprudenza, con la poesia “Uomo tra le stelle” di cui riportiamo un breve stralcio.
Uomo tra le Stelle
…Cieli senza spazi
nelle paure dell’ uomo
di fronte al mare di astri
che inonda mondi inesplorati
e annega, soffoca,
come pioggia di sassi,
quei vuoti sospiri
di chi non potrà mai toccare
l’orizzonte verticale dell’ universo…
Il Premio Speciale Regione Puglia è stato invece assegnato al giovanissimo Francesco Naso (Scuola elementare Carrante di Bari) con la poesia “Venere”.
Venere
Nei miei sogni di bambino
gioco a fare l’astronauta,
fra asteroidi e nebulose,
cerco le costellazioni.…
Tutte le opere possono essere lette nel sito www.thelunarsociety.it/lunar

Circolo “Galileo Galilei”

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La rassegna presentata dal Circolo Galilei per la stagione 2010/11: un affascinante viaggio nell’armonia dei numeri, i suoi misteri, la bellezza, la curiosità. Il venerdì alle 20.45 presso la sala del Centro Sociale, in piazza Donatori di sangue a Mogliano Veneto.
17.12: “Matematici naturali: le origini del numero nel cervello di bambini e animali” a cura di Giorgio Vallortigara.

Per informazioni: Tel 041 590 0657- 335 537 6859
email: circolo.galilei@somsmogliano.it

Gruppo Astrofili Lariani – 14 e 28 gennaio

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Inizio alle ore 21:15 presso la Sede in Via Risorgimento 21, c/o Centro Civico Rosario Livatino, Tavernerio (CO).
14.01: “Quattro passi nell’astronomia”. Chiacchierata, accompagnata da immagini computerizzate, a cura di Roberto Casartelli, che ci proporrà un interessante ripasso sui rudimenti dell’astronomia.
28.01: “Cartoline dallo spazio” (parte II). A cura di Roberto Casartelli, che ci accompagnerà in un viaggio ideale dalla Terra verso lo spazio profondo.
Per informazioni: Tel 3280976491
astrofili_lariani@virgilio.it

Il lato oscuro dell’Universo

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L’Associazione Cernuschese Astrofili di Cernusco sul Naviglio organizza un ciclo di conferenze a cura del prof. Andrea Grieco che si terranno con ingresso libero presso la Biblioteca Civica “Lino Penati” con inizio alle ore 21.
13.12: “La meridiana della stella di Barnard”. Effetto ottico? O… ipotesi ottica? Vogliamo percorrere fino in fondo la strada indicata per capire se al termine si troverà un tesoro di conoscenze sconvolgenti o soltanto un’incredibile serie di beffarde coincidenze.
Relatore Davide Agnetti.
Inoltre, il 14.01, visita guidata all’Osservatorio G. Barletta.
Per info: tel. 02 9278 300

Appuntamenti di Dicembre al Planetario di Padova

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Spettacoli al Planetario fino al 19 dicembre: il mercoledì alle ore 21:00, il venerdì e il sabato alle ore
18:00 e 21:00, la domenica alle 16:00 e 17:30.
Speciale “conferenza del venerdì sera” (ore 21:00).
10.12: “Il lato oscuro delle galassie”. Relatore prof. Giuseppe Galletta.
17.12: “1000+1 pianeti: alla ricerca di un’altra Terra”.
Relatore prof. Leopoldo Benacchio.
Per informazionie prenotazioni: tel. 049 773677
Email: info@planetariopadova.it

Conferenza del dr. Mattia Negrello – Rovigo 22 dicembre

Mercoledì 22 dicembre – ore 21

c/o Auditorium Liceo Scientifico “Paleocapa” – Rovigo

Alla ricerca di lenti gravitazionali nel sub-millimetrico con il telescopio spaziale Herschel

Il gruppo Astrofili Polesani ha organizzato per mercoledì, 22 dicembre p.v., alle ore 21 una conferenza tenuta dal dott. Mattia Negrello, astronomo rodigino che attualmente lavora in Inghilterra, su un’ importante ricerca, da lui coordinata e recentemente pubblicata su Science.

Il dr. Mattia Negrello, rodigino di nascita, lavora come postdoc presso la Open University di Milton Keynes (UK).

Le sue ricerche in campo astronomico spaziano dalla cosmologia delle onde sub millimetriche alle lenti gravitazionali. Recentemente ha pubblicato, su quest’ultimo argomento, un apprezzato articolo sulla prestigiosa rivista “Science”, coordinando un gruppo di 90 scienziati sparsi in 55 istituti di più di 10 nazioni.

Natale al chiaro di Luna – 22 Dicembre a Lucca

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In occasione dell’apertura serale dei negozi del centro storico di Lucca, l’Unione Astrofili Lucchesi presenta
la prima edizione de “Natale al chiaro di Luna”: osservazione telescopica pubblica della Luna e di Giove.
Tutti i partecipanti, grazie ai telescopi dell’Associazione, durante gli ultimi, frenetici acquisti natalizi, potranno
“rilassarsi” ammirando i principali dettagli del nostro satellite naturale e l’affascinante Giove. I “mari”, le principali catene montuose, i crateri e le valli lunari, le bande nuvolose e i principali satelliti del pianeta saranno osservabili da tutti gli interessati che parteciperanno a questo originale evento. L’appuntamento è in piazza Del Giglio, dalle ore 19:30 alle ore 23:00.
Informazioni: Tel. 3398193098
info@ual.lucca.it – www.ual.lucca.it

Persa una vela solare

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NanoSail-D
Una rappresentazione artistica di NanoSail-D (NASA)

Resta unico il successo giapponese di alcuni mesi fa quando con il lancio della sonda venusiana Akatsuki, veniva inviata anche una vela perfettamente funzionante chiamata Ikaros.
Lunedì scorso un veicolo simile della NASA, chiamato NanoSail-D è stato lanciato dal satellite FASTSAT (Fast, Affordable, Science and Technology Satellite) per mezzo di un dispositivo a molla.

NanoSail-D
Una rappresentazione artistica di NanoSail-D (NASA)

La partenza è avvenuta alle 0631 UTC e l’apertura del telo della vela doveva avvenire esattamente 24 ore dopo. In realtà è stato immediatamente perso il contatto con NanoSail-D e dopo alcuni giorni di analisi i tecnici sono addirittura incerti sul fatto che FASTSAT l’abbia effettivamente rilasciato. Tutti gli indizi danno come confermato il lancio, ma della vela (che doveva raggiungere una superficie di circa 9 metri quadrati) non c’è traccia.
La NASA ha quasi perso le speranze e purtroppo questo fallimento vale doppio dato che un primo esemplare di NanoSail-D andò distrutto nel 2008 per un fallimento del lancio.

Batteri che utilizzano l’arsenico

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Il microbo GFAJ-1
Il microbo GFAJ-1 che cresce nell’arsenico. (Crediti: Jodi Switzer Blum, Fonte NASA)

Articolo di Giuseppe Galletta, Università degli Studi di Padova

Il NAI (Istituto di Astrobiologia della NASA) giovedì 2 dicembre 2010 ha tenuto una conferenza stampa sugli esiti di una ricerca che è stata pubblicata su Scienze.

Il microbo GFAJ-1
Il microbo GFAJ-1 che cresce nell’arsenico. (Crediti: Jodi Switzer Blum, Fonte NASA)

Si sapeva già da anni che esistono batteri che utilizzano l’arsenico per il loro metabolismo. L’arsenico è simile al fosforo come formazione di legami e forma Arseniati (AsO4), come il fosforo forma ioni fosfati (PO4) che si trovano nell’ossatura del DNA ed RNA e in molecole importantissime per i processi vitali. Lo ione con arsenico può sostituirsi a quello con fosforo ma il suo legame è instabile ed esso tende così a distruggere le cellule, acquistando così quella proprietà tossica che tutti associamo al nome “arsenico”. Questi batteri che vivono in acque idrotermali ricche di arsenico estratto dalle rocce lo utilizzano per estrarre l’ossigeno dall’anidride carbonica e utilizzare così il carbonio, in un processo simile alla fotosintesi dove la luce solare e l’acqua partecipano al processo. Essi vengono anche usati per purificare l’acqua in caso di contaminazioni da arsenico.

La novità è che dei batteri che utilizzano l’arsenico, estratti dal fango di sorgenti idrotermali dove vivono (in questo caso nel Mono Lake, in California vicino al parco di Yosemite) sono stati coltivati in laboratorio in una soluzione contenente sia fosforo che arsenico, in cui il fosforo è stato progressivamente eliminato col tempo in favore dell’arsenico. Si tratta del ceppo GFAJ-1, facente parte del gruppo dei Gammaproteobatteri. Questi batteri hanno continuato a riprodursi e sembrano aver sostituito del tutto il fosforo con l’arsenico all’interno delle loro cellule e nel loro DNA.

Se questo verrà confermato, sarà il primo caso di forme di vita chimicamente diverse da quelle terrestri. In questi termini, la notizia è certamente sensazionale. Perché indica che nelle future esplorazioni di altri pianeti alla ricerca di vita bisognerà tenere conto di forme viventi con elementi diversi da quelli utilizzati sulla Terra. Occorre però precisare che non si tratta di una forma di vita primordiale sopravvissuta ai tempi moderni. Questi batteri vivono in un’atmosfera di ossigeno, assente nell’atmosfera terrestre primordiale, e sono probabilmente la testimonianza di un adattamento ad un ambiente ostile da parte di batteri terrestri con lo stesso antenato comune degli altri batteri.

Il microbo GFAJ-1 nel fosforo
Il microbo GFAJ-1 che cresce nel fosforo. (Crediti: Jodi Switzer Blum, Fonte NASA)

Naturalmente non sono mancate le critiche feroci alla scoperta, come avviene tutte le volte che si attaccano dei “dogmi”. Alcune di esse appaiono dettate da una avversione culturale se non addirittura dall’invidia. I critici accusano lo staff di aver agito col pregiudizio di voler trovare una nuova forma di vita a tutti i costi, di avere un laboratorio non all’altezza della scoperta, di aver usato tecniche troppo semplici per questa indagine, persino di aver scritto in un cattivo inglese (sic!). L’unica critica seria sembra essere quella di aver usato una soluzione nutriente che poteva avere tracce di fosforo, fatto di cui però non si ha la certezza. Dei veri scienziati farebbero di tutto per ottenere dei simili batteri e ripetere l’esperimento criticamente; le critiche a distanza mi appaiono un segno di mediocrità, soprattutto se esposte in pubblico e non direttamente agli autori. Ma è bene che il pubblico venga informato sia delle scoperte, sia di quanto esse siano o meno accettate dalla comunità scientifica. Solo le future ricerche sullo stesso batterio ci daranno una risposta certa.

Per maggiori dettagli si vedano i link riportati qui sotto.

Natale 2010

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E’ Natale, perché non regalare l’astronomia?

…lo spettacolare calendario CFHT 2011

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Akatsuki ha raggiunto Venere, forse…

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Akatsuki
Una rappresentazione artistica della sonda Akatsuki in orbita attorno a Venere (JAXA)
Akatsuki
Una rappresentazione artistica della sonda Akatsuki in orbita attorno a Venere (JAXA)

Era previsto che la sonda giapponese Akatsuki, di circa 460 kg, accendesse il suo motore principale per circa 12 minuti intorno alle 2349 UTC di lunedì, diminuendo così abbastanza la velocità per essere catturata dalla gravità di Venere.

Gli ingegneri hanno confermato l’accensione del propulsore prima che Akatsuki passasse dietro Venere, cosa che avrebbe dovuto bloccare le comunicazioni per 22 minuti. Purtroppo, trascorso questo tempo, i tecnici non hanno rilevato la ripresa delle comunicazioni con Akatsuki come programmato, facendo cadere nello sconforto il centro di controllo missione a Sagamihara, in Giappone. I controllori hanno finalmente ricevuto i segnali dalla sonda alle 0128 UTC di martedì e i tecnici giapponesi sono all’opera per valutarne la posizione in modo da determinare se è entrata in orbita.

L’accensione per la frenatura e l’ingresso in orbita è realmente iniziata in orario e nella posizione giusta, ma quando le comunicazioni con la sonda si sono ristabilite, Akatsuki era in safe mode. Pare che subito dopo la scomparsa del Venus Climate Orbiter dietro il disco del pianeta, il veicolo abbia avuto un problema e sia appunto entrato in safe mode, interrompendo la spinta e fallendo così l’ingresso in orbita. Per questo motivo il centro di controllo ha faticato a recuperare il collegamento ed il blackout è durato oltre 90 minuti invece dei previsti 22.

Ora la sorte della sonda è in mano alle meccaniche orbitali e in base ai calcoli effettuati, basati sull’attuale rotta, risulta che la sonda si avvicinerà nuovamente a Venere fra sei anni

Akatsuki, che significa “alba” in giapponese, era destinata a inserirsi in un’orbita fortemente ellittica di 547 x 189’000 km sopra la superficie di Venere.
Tre accensioni del propulsore principale avrebbero consentito di raggiungere l’orbita operativa che si estende su un’altitudine di 547 x 79’500 km. Le osservazioni scientifiche sarebbero dovute iniziare a gennaio comprendendo studi in tandem con l’orbiter Venus Express dell’Agenzia Spaziale Europea, che è in orbita dal 2006.

Venere
Nuvole nell'atmosfera di Venere, rivelate dall'osservazione ai raggi ultravioletti (Missione Pioneer Venus, 1979)

La missione Akatsuki è decollata il 20 maggio dal Tanegashima Space Center nel sud del Giappone ed ha viaggiato quasi mezzo miliardo di chilometri per raggiungere Venere.
Akatsuki ha cinque telecamere progettate per raccogliere dati senza precedenti sul clima e sul forte effetto serra del pianeta. Trasporta anche sensori per cercare vulcani attivi e per studiare i temporali.
L’atmosfera di Venere è costituita da biossido di carbonio molto denso, nubi di acido solforico e correnti a getto super-rotanti che raggiungono i 360 km/h. La copertura di nubi di anidride carbonica porta le temperature in superficie a oltre 480 gradi Centigradi, sufficiente per fondere il piombo. La pressione atmosferica, sempre in superficie, è circa 90 volte maggiore rispetto al livello del mare sulla Terra.

È la seconda volta che una sonda giapponese fallisce un inserimento orbitale su un altro pianeta.
Nel 1999 il malfunzionamento ad una valvola del propellente ha impedito alla sonda Nozomi di entrare in orbita attorno a Marte. La missione è quindi stata riconfigurata per un secondo tentativo da effettuare nel 2003, ma durante un brillamento solare nel 2002 la sonda è stata colpita in pieno da una scarica di plasma che l’ha danneggiata a tal punto da impedirne un ulteriore uso.

Dopo l’esperienza di Hayabusa sembra quasi che la JAXA si stia specializzando nel salvataggio di sonde in difficoltà!

Notte con le Geminidi

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Geminidi 2010
A sinistra, una splendida meteora geminide fotografata nel 2009 si staglia sulla costellazione di Orione. A destra, il radiante delle Geminidi (il punto giallo) è situato nelle vicinanze di Castore e Polluce, le due stelle più luminose della costellazione dei Gemelli.

Lo sciame delle Geminidi, il più interessante dopo quelli di Leonidi e Perseidi, quest’anno si verifica in discrete condizioni osservative dato che il disturbo lunare (la Luna tramonterà verso la mezzanotte) sarà abbastanza limitato.
Il massimo (ZHR = 100) del 2010 è previsto per le ore 6:00 del 14 dicembre. Come particolarità, ricordiamo che questo sciame è associato al residuo di cometa (3200) Phaethon e che dovrebbe essere uno dei più giovani, se non il più giovane in assoluto; sembra infatti che la sua attività meteorica sia stata segnalata solo dopo il 1750 e che già in questi anni la Terra potrebbe non incontrare più la nube di detriti più densa.

Geminidi 2010
A sinistra, una splendida meteora geminide fotografata nel 2009 si staglia sulla costellazione di Orione. A destra, il radiante delle Geminidi (il punto giallo) è situato nelle vicinanze di Castore e Polluce, le due stelle più luminose della costellazione dei Gemelli.

Ossigeno su Rhea

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Rhea fotografata da Cassini
Rhea fotografata dalla sonda Cassini (NASA/JPL).

Sì, l’ha trovato la sonda Cassini in una tenuissima atmosfera che avvolgerebbe la luna di Saturno. È poco più di un’idea di atmosfera, dato che quella terrestre ha una densità di 5000 miliardi di volte superiore, ma c’è e soprattutto è la prima volta che l’ossigeno è stato rilevato nell’atmosfera di un altro corpo celeste.

Rhea fotografata da Cassini
Rhea fotografata dalla sonda Cassini (NASA/JPL).

Pare che la fonte di questo ossigeno sia la decomposizione dell’acqua contenuta nel ghiaccio superficiale quando il campo magnetico di Saturno interagisce con la sua seconda luna (per grandezza dopo Titano). In questo modo, dalla decomposizione dell’acqua riusciamo a spiegare la presenza di ossigeno, ma nell’atmosfera è presente anche diossido di carbonio per la cui presenza non si hanno ancora ipotesi accettabili.
Se proviene dal ghiaccio secco delle comete che si sono schiantate su Rhea nel corso dei milioni di anni o se proviene dalla respirazione di elementari forme di vita che vivono sotto la superficie ghiacciata non ci è dato a saperlo, ma gli studiosi sono all’opera e sopratttutto c’è ancora Cassini in giro per il sistema saturniano.

Per quanto riguarda Cassini che è andata in safe-mode il 2 novembre, ha ripreso tutte le sue attività il 24 novembre scorso e ha festeggiato il ritorno all’operatività con un flyby di Encelado a soli 47,9 km dalla superficie.
La causa del safe-mode è da ricercarsi in un errore nel codice di programmazione. Una riconfigurazione corretta è già stata inviata alla sonda.

Appuntamenti di Dicembre al Planetario di Ravenna

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Attività del Planetario di Ravenna con la collaborazione dell’Associazione Ravennate Astrofili Rheyta.
Inizio ore 21.00. Le osservazioni si tengono presso i Giardini Pubblici con ingresso libero.
07.12: “La storia della Via Lattea: una favola degli indiani Cherokee” di Claudio Balella.
10.12: I Venerdì dell’A.R.A.R. ”Biblioteca di Babele. Recensioni di libri di astronomia e scienza” a cura di ARAR & ALPA
14.12: “Achitettura, arte e storia: un rapporto lungo mille anni” di Agostino Galegati.
17.12, ore 21:00: Osservazioni della volta stellata (Giardino pubblico – Ingresso gratuito).
18.12, ore 16:30: “Luoghi da favola: storie di città tra terra e mare”. Festival del lettore e delle lettrici volontarie
(attività dedicata ai più piccoli).
19.12, ore 10:30: Osservazione del Sole (Giardino pubblico – Ingresso gratuito).
21.12: “La Stella di Natale” di Massimo Berretti.
28.12: “Cieli d’America. L’importanza del cielo e della scienza nella drammatica storia del nuovo mondo” di Oriano Spazzoli
La prenotazione è sempre consigliata.
Per info: tel. 0544-62534 Web: www.arar.it

Pio & Bubble Boy – Coelum n.144 – Dicembre 2010

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vignetta 144

vignetta 144

Questa Vignetta è pubblicata su Coelum n.144 – Dicembre 2010. Leggi il Sommario.

Appuntamenti di Dicembre del Gruppo Astrofili Rozzano

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Programma delle attività del GAR per il prossimo mese. Ore 21:00 presso “Casa delle associazioni”, Via Garofani 21, Rozzano.
02.12: “Il punto sui pianeti extrasolari” a cura di Luigi Folcini.
09.12: Proiezione filmato astronomico.
Escursioni in montagna per l’osservazione degli astri a Pian dell’Armà (PV): 3/410/11 dicembre.
Per informazioni: 3803124156 e 3332178016.
info@astrofilirozzano.it – www.astrofilirozzano.it

STS-133 probabilmente partirà l’anno prossimo

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I tecnici stanno ricoprendo il serbatoio esterno con la schiuma
I tecnici stanno ricoprendo il serbatoio esterno con la schiuma (NASA)
I tecnici stanno ricoprendo il serbatoio esterno con la schiuma
I tecnici stanno ricoprendo il serbatoio esterno con la schiuma (NASA)

Stabilito che le riparazioni non possono essere completate, o meglio, servono ancora diversi test per il lancio previsto il 3 dicembre, si è optato per un rinvio e la prima data utile è il 17 (18 da noi), sempre di dicembre.

Purtroppo le navette non devono essere in missione nella notte di fine anno, dato che i computer di bordo potrebbero presentare problemi al momento del cambio di data. Già solo con questa premessa vediamo che la tolleranza sulla data di lancio si restringe inesorabilmente e quindi la prima finestra libera da traffico e da problemi termici (il famigerato “beta cutout angle”) si sposta al 27 febbraio, data in cui dovrebbe già partire la STS-134.

Vedremo, anche se l’attesa per il trasporto verso la Stazione Spaziale Internazionale dell’esperimento AMS (Alpha Magnetic Spectrometer) è molto alta e potrebbe far slittare ulteriormente l’ultimo lancio del Discovery fino ad aprile.

Comunque ad oggi la nuova data di lancio è confermata a non prima del 18 dicembre alle 0151 UTC

Viaggio in LIBIA

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TRIPOLITANIA-CIRENAICA-DESERTO DELL’AKAKUS E I LAGHI
Osservazioni astronomiche dal deserto e osservazioni dell’Eclisse dal luogo con le migliori statistiche meteo dell’intera fascia dell’anularità.
Possibilità di prolungamento del viaggio per visite alle località archeologiche di Leptis Magna, Sabrata e Cirene, con verifica di disponibilità e quotazione.

Programma

1° giorno, Sabato 01 Ottobre
Milano Mxp – Tripoli- Sebha
Milano Malpensa, ore 08.3, ritrovo dei partecipanti, operazioni doganali e imbarco sul volo di linea AZ 880 per Tripoli delle ore 10.25. Arrivo previsto alle ore 12.55, disbrigo delle formalità doganali e del visto, incontro con guida locale e trasferimento in pullman riservato a Tripoli (25 km c.a.). Visita alla città vecchia di Tripoli: l’arco di Marco Aurelio, la casa di Caramanlly governatore Turco di Tripoli. Trasferimento in tempo utile all’aeroporto e partenza con volo di linea Libyanair per Sebha. Cena a bordo. Arrivo a Sebha, sistemazione in hotel e pernottamento.

2° giorno, Domenica 02 Ottobre
Sebha – Foqhaa
Trattamento di pensione completa. Prima colazione in hotel. Partenza in fuoristrada (4 persone a jeep) per il tour in campo tendato, durante il quale l’allestimento il montaggio delle tende e la preparazione dei pasti, saranno curati dallo Staff libico. Si parte per Foqhaa “area dell’eclisse anulare” (400 km di strada e 15 km ca di pista). In serata osservazioni astronomiche.

3° giorno, Lunedì 03 Ottobre
Foqhaa – Dar El Ghani
Trattamento di pensione completa. Osservazione dell’eclisse anulare di Sole. Ore 15:00 circa partenza per Dar El Ghani (75 km ca di pista). In serata osservazioni astronomiche.

4° giorno, Martedì 04 Ottobre
Dar elghani – Tmessa – Zweila
Trattamento di pensione completa. Partenza in mattinata per Tmessa, proseguimento per Zweila capitale del deserto dopo l’arrivo degli Arabi 700 d.c. All’arrivo e visita ai resti di questa città e alle tombe dei sultani mussulmani berberi. In serata osservazioni astronomiche.

5° giorno, Mercoledì 05 Ottobre
Zweila – Murzuk – Lago Omm Elmaa
Trattamento di pensione completa. Partenza per la regione dei laghi, visita a Murzuk ex mito del Sahara rivale di Timbukto e Ghadames, proseguimento per Tekerkiba, località di accesso alla regione dei laghi. Nel pomeriggio si entra nella zona dei laghi, sosta al lago di Omm Elmaa. In serata osservazioni astronomiche.

6° giorno, Giovedì 06 Ottobre
Laghi di Mafo e Gabroun – Edhan Murzuk
Trattamento di pensione completa. Mattinata dedicata alle visite dei laghi di Mafo e di Gabroun, proseguimento per Edhan Murzuk (40 km di strada e 60 di pista), arrivo alle spettacolari dune rossastre del Murzuk, un’estesa di grande dune dai confine del Ciad al Messak Settafet, quasi 200 mila km quadrati di dune che a volte superano anche 400 mt. di altezza. In serata osservazioni astronomiche.

7° giorno, Venerdì 07 Ottobre
Murzuk – Messak Settafet – Messak Mellet
Trattamento di pensione completa. Partenza per il Wadi Matkhendush grande fiume di pietra, una galleria d’arte preistorica dove si potranno ammirare le testimonianze rupestri lasciate dall’ uomo primitivo. Dopo il pranzo proseguimento per il Messak Settafet, massiccio nero, una muraglia insuperabile alta oltre 200 metri, lunga c.a 250 km e larga c.a 60 km. Dove si ammirano ancora dei graffiti primitivi. Successivamente si prosegue per il Messak Mellet, massiccio bianco, antico passaggio carovaniere lungo 250 km e largo 25 km. In serata osservazioni astronomiche.

8° giorno, Sabato 08 Ottobre
Messak Mellet – Akakus
Trattamento di pensione completa. Partenza per l’Akakus attraverso le dune di Wankaza, visite alle pitture rupestri delle vallata di Tinlalen, l’arco di Affzzejer. Pranzo e nel pomeriggio proseguimento per la vallata di Tashwinat. In serata osservazione della possibile pioggia di stelle cadenti Draconidi

9° giorno, Domenica 09 Ottobre
Akakus
Trattamento di pensione completa. Partenza per la vallata di Awis, si visitano le grotte rupestri, pranzo. Si prosegue poi per la vallata di Adad. In serata osservazioni astronomiche.

10° giorno, Lunedì 10 Ottobre
Adad –Awinat – Sebha – Tripoli
Trattamento di pensione completa. Partenza da Adad uscendo dal Akakus, sosta ad Awinat, proseguimento per Tekerkiba “300 km cc di strada” . Pranzo e proseguimento per Sebha “140 km cc”. Dopo la cena, partenza per Tripoli, trasferimento in pullman in hotel, cena e pernottamento.

11° giorno, Martedì 11 Ottobre
Tripoli – Roma Fiumicino
Prima colazione in hotel, tempo a disposizione per una visita facoltativa al museo nazionale o per un giro nel souk, mercato della citta vecchia di Tripoli. Alle 11:15 trasferimento in pullman all’ aeroporto e partenza per Roma con volo di linea AZ 871 delle ore 13.55. Arrivo previsto a Roma alle ore 16.00. Fine dei servizi.

Quota di Partecipazione

Quota individuale di partecipazione a 20 persone € 2.170,00
PRENOTAZIONI ENTRO IL 15 LUGLIO 2005


Condizioni Meteo

Percentuale di Nubi per il mese di Ottobre

La Quota Comprende

• voli internazionali Alitalia Milano Mxp/Tripoli – Tripoli/Roma Fiumicino in classe economica.
• volo di linea Tripoli-Sebha e Sebha -Tripoli Lybian Air in classe economica.
• tasse aeroportuali in Libia.
• tassa di registrazione e visto consolare rilasciato a Tripoli.
• trasferimenti in pullman con aria condizionata.
• tour nel deserto con i fuori strada 4/4 con occupazione di 4 persone per auto.
• visite e ingressi come da programma.
• accompagnatore locale e guide parlanti Italiano nei siti archeologici.
• sistemazione prevista nei migliori hotels: Sebha hotel 2 stelle e Tripoli hotel 4 stelle in camere doppie con servizi privati, nel deserto sistemazione in tende doppie tipo igloo.
• mezzi e staff di supporto per il trasporto viveri, acqua per la doccia, legna per il fuoco, montaggio tende da campo.
• trattamento di pensione completa dalla cena del primo giorno alla 1^ colazione dell’ultimo.
• acqua minerale ed una bibita ai pasti.
• mance in hotel.
• assicurazione sanitaria, bagaglio e annullamento.


La Quota non Comprende

• Tasse aeroportuali (€ 67,15 aggiornate al 15/04/05) soggette a riconferma al momento del saldo, in base al corso dei cambi.
• mance, extra personali in genere.
• tutto quanto non indicato alla voce “La quota comprende”.


Informazioni Addizionali

Possibilità di avvicinamento dai vari aeroporti italiani in collegamento con Milano Mxp in andata e Roma Fiumicino in rientro, con verifica di disponibilità e quotazione.

Possibilità di prolungamento del viaggio per visite alle località archeologiche di Leptis Magna, Sabrata e Cirene, con verifica di disponibilità e quotazione.

Vita nel deserto
Nel deserto vengono forniti una tenda ogni 2 persone e 1 materasso a persona. E’ consigliato portare un sacco a pelo personale, una torcia e un accendino. Lo staff libico si compone oltre agli autisti, di una guida e di un cuoco e si occupa di montare il campo, incluso le tende dei clienti e accende il fuoco per la sera.
Esempio di menù durante il tour nel deserto:
Colazione: caffè, the, latte, marmellata, burro, pane, brioche, nutella, biscotti e succhi di frutta.
Pranzo: insalate miste, formaggi, tonno, pane, fave, olive e succo di frutta.
Cena: zuppa calda, cous cous, o riso o pasta, con verdure e carne, macedonia o frutta, tea e caffè.
Vengono forniti 3 litri d’acqua potabile al giorno per persona e non più di 2 litri di acqua al giorno per persona per lavarsi. Si consiglia di portare dall’Italia salviette umidificate perché la doccia sarà possibile solo in alcuni campi fissi. La scelta del campo mobile permette di realizzare un itinerario molto più suggestivo, un contatto vero con la natura e col deserto, sostando in luoghi naturali molto belli, diversamente raggiungibili in escursioni giornaliere.

Prenotazioni e Informazioni Termine prenotazioni: 15 Luglio 2005

Per informazioni e prenotazioni:
Centro Turistico Modenese di Robintur spa
Via Bacchini, 15- 41100 Modena
Tel. 059/2133701
Fax 059/214809
E-mail: CTM.Bacchini@Robintour.it
Web: www.robintur.it

Per informazioni astronomiche:
Massimiliano Di Giuseppe Tel. 338/5264372
Ferruccio Zanotti Tel. 338/4772550
E-mail: columbia@global.it
Web: http://www.ferrara.com/columbia

Una congiunzione molto bella, ma di difficile osservazione

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Congiunzione Venere Luna con la presenza anche di Spica
Congiunzione Venere Luna con la presenza anche di Spica
Congiunzione Venere Luna con la presenza anche di Spica
Congiunzione Venere Luna con la presenza anche di Spica

Una congiunzione molto bella, ma di difficile osservazione (sarà necessario trovare un cielo limpido e completamente sgombro nei pressi dell’orizzonte) si avrà alle 6:45 del 2 dicembre quando Venere verrà raggiunta da una falce di Luna sottile (fase 15%). A quell’ora i due oggetti saranno alti circa +25° sull’orizzonte sudest, con la Luna 9° a ovest di Venere (nell’orientamento altazimutale). A completare il suggestivo panorama ci sarà la presenza di Spica (alfa Virginis, mag. +1,0) situata 3,5° a nordest della Luna e, 13° ancora più a nord, di Saturno (mag. +0,9). Naturalmente, con l’uso di appositi filtri sarà possibile seguire l’evolvere della congiunzione anche con l’aumentare della luminosità del cielo ed effettuare delle riprese a grande campo veramente d’effetto.

Successo! Hayabusa ha catturato la polvere di Itokawa

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Particelle catturate da Hayabusa
Un dettaglio ed un ingrandimento eseguito con il microscopio elettronico dell'elemento raccoglitore che ha raschiato la superficie di Itokawa (JAXA)

Nel mese di luglio scorso gli scienziati giapponesi del team della sonda Hayabusa hanno annunciato di aver trovato tracce di polveri all’interno della capsula di ritorno di 40 centimetri della sonda Hayabusa, ma la natura di quelle particelle era tutt’altro che certa. Si trattava di una contaminazione di polvere del rientro in atmosfera? O era proprio la preziosa polvere dell’asteroide Itokawa?

Particelle catturate da Hayabusa
Un dettaglio ed un ingrandimento eseguito con il microscopio elettronico dell'elemento raccoglitore che ha raschiato la superficie di Itokawa (JAXA)

Ora abbiamo una risposta ufficiale!
Nonostante i numerosi guasti subiti da Hayabusa, la sua missione è risultata un successo, trasportando per la prima volta sulla Terra del materiale proveniente da un asteroide.
Sono 1500 le particelle trovate dagli studiosi nel contenitore dei campioni della sonda giapponese. L’analisi di tali particelle ha rivelato che la maggior parte di essi provenivano dalle rocce dell’asteroide Itokawa. La notizia proviene da un’intervista rilasciata dal Ministro giapponese della Tecnologia Yoshiaki Takaki all’agenzia di stampa Kyodo News.

La capsula Hayabusa con il suo paracadute e le squadre in recupero
La capsula Hayabusa con il suo paracadute e le squadre in recupero

Dopo lunghe analisi, i ricercatori della JAXA hanno trovato frammenti ricchi di olivina e pirosseno per lo più inferiore a 10 micron in tutto (1/5 della larghezza di un capello umano). Tale composizione conferma che le particelle sono di origine extraterrestre e non una contaminazione da Terra.
L’asteroide Itokawa è classificato di “Tipo S” e questa classificazione, prima supportata solo dalle osservazioni da Terra, ora è confermata anche da una analisi diretta dei campioni. Ciò fornisce una preziosa conferma che i nostri metodi per classificare gli asteroidi (o almeno gli asteroidi di tipo S) è esatta.
Gli asteroidi di tipo S sono di una composizione di pietre e Itokawa è stato spesso definito come un “mucchio macerie” a causa di massi, rocce e polveri tutti mantenuti assieme dalla forza di gravità.

L'Asteroide Itokawa
L'Asteroide Itokawa
La Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) prevede di esaminare ulteriormente queste particelle, in collaborazione con scienziati di tutto il paese, con la speranza di gettare luce sull’origine del Sistema Solare, dato che Itokawa dovrebbe essersi mantenuto nelle condizioni originarie del nostro sistema stellare, cioè a circa 4.6 miliardi di anni fa.

Hayabusa è stata lanciata nel 2003. Ha raggiunto l’asteroide Itokawa nel 2005 e ha effettuato nel novembre dello stesso anno due touchdown su di esso. Il veicolo spaziale ha poi subito una perdita di carburante e una lunga serie di guasti che hanno reso il suo ritorno sulla Terra una vera avventura.

Appuntamenti di Dicembre dell’associazione Astrofili Alta Valdera

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La AAAV comunica il calendario dei prossimi incontri a tema che si svolgeranno presso il Centro Astronomico di Libbiano (Comune di Peccioli – PI) con inizio alle ore 21.15 (ingresso libero).
16.12: “L’astronomia del neutrino”. La ricerca dei segreti della materia oscura e della sua fisica, apre nuovi e interessanti panorami che rendono vivo il nostro Universo. A cura di Domenico Antonacci.
Per informazioni: Tel 3405915239 – 3474682035

AGILE rileva un super flare gamma: “Crazy Diamond” fa record

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Crazy Diamond

Crazy DiamondIl satellite AGILE ha rivelato un nuovo super flare gamma proveniente da questa galassia lontana miliardi di anni luce, denominata “Crazy Diamond” proprio per l’imprevedibile variabilità delle sue emissioni. Rispetto ai casi precedenti, questa volta siamo di fronte a un flusso di energia ancora maggiore. “Questa è la sorgente gamma più intensa mai rilevata da quando abbiamo gli strumenti per misurare tali emissioni”, spiega Marco Tavani dell’INAF-IASF di Roma, responsabile scientifico di AGILE. “Per avere un termine di paragone, l’energia necessaria a produrre un’emissione così forte in qualche frazione di minuto equivale all’energia ottenuta nello stesso tempo dalla conversione della massa di diverse Terre in energia cinetica.” Anche se definiamo sorgente l’intero oggetto, in realtà l’emissione è prodotta nelle sue regioni centrali, quale effetto dell’accelerazione della materia che sempre più vorticosamente ruota attorno al gigantesco buco nero al centro della galassia. L’intensità della radiazione gamma dipende quindi dalla quantità di materia che entra in rotazione, per questo la sorgente alterna periodi di tranquillità ad altri di grande attività. “Teoricamente di galassie con al centro buchi neri particolarmente attivi ce ne potrebbero essere migliaia, ma finora questa è l’unica con un’attività così intensa e soprattutto così prolungata”, continua Marco Tavani. “Ci deve essere qualche processo che lo rende diverso dagli altri casi ma ancora non abbiamo capito con certezza di cosa può trattarsi.”

ASI - Agile
Una rappresentazione artistica del satellite AGILE (ASI)

Lo studio dei dati raccolti continua mentre AGILE è pronto a rivelare nuovi e improvvisi super flare gamma provenienti dalla imprevedibile sorgente dei record. “La capacità del satellite Agile di rivelare le itense emissioni gamma nel cielo e di segnalare le improvvise variabilità di sorgenti già note, ha permesso all’Italia di conquistare un ruolo di primo piano nell’astrofisica delle alte energie.” sottolinea Barbara Negri Responsabile dell’Esplorazione ed Osservazione dell’Universo dell’ASI e continua “La conferma è data dal fatto che il satellite Fermi sta seguendo il percorso tracciato dal nostro Agile. Agile continua a stupirci con nuove scoperte nonostante abbia superato da tempo la vita operativa per cui era stato progettato. Questo conferma senz’altro la bontà del progetto e la sua tecnologia innovativa. Come già è avvenuto per l’osservazione della variabilità dell’emissione gamma della Crab, mi aspetto che altri satelliti inizieranno ora ad osservare anche questa sorgente.” aggiunge Enrico Famini Chief Scientist dell’Agenzia.

Il satellite AGILE è una missione dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) condotta in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).

AstronautiCON5 – 20/21 Novembre 2010

AstronautiCON5
AstronautiCON5

Il Consiglio Direttivo dell’Associazione I.S.A.A., in collaborazione con il Gruppo Astrofili DEEP SPACE di Lecco, promuove l’organizzazione di AstronautiCON, Convention di Astronautica e Scienze aerospaziali, 5^ edizione. Si terrà a Lecco, nei giorni di sabato 20 e domenica 21 novembre 2010, presso la prestigiosa cornice del Planetario “Città di Lecco”, in Corso Matteotti 32.

Dopo la magnifica esperienza che abbiamo vissuto lo scorso anno, grazie alla presenza del Comandante della Stazione Spaziale Internazionale Michael Edward Fincke, questa edizione si pregia della presenza dell’Astronauta ESA Ten. Samantha Cristoforetti che resterà con noi entrambe le giornate, tra conferenze, pranzo di gala e incontri con il pubblico (per il pranzo di Gala di sabato 20 è necessaria la prenotazione).

Lo scopo di AstronautiCON è principalmente divulgativo: cerchiamo di far conoscere la bellezza e l’importanza dell’esplorazione spaziale. È un momento di incontro, scambio e conoscenza annuale tra gli appassionati di astronautica di tutto il nostro Paese, e consente l’incontro diretto tra il pubblico e importanti personalità della ricerca aerospaziale.

Vi aspettiamo!

Con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Lecco e del Sistema Museale Urbano Lecchese.

L’ingresso alla manifestazione è completamente gratuito.

Il programma completo è disponibile su: www.astronauticon.it

Aperta la tomba dell’astronomo danese Tycho Brahe

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L'archelogo Jens Vellev davanti la lastra tombale di Tycho Brahe (photo: CTK)
L'archelogo Jens Vellev davanti la lastra tombale di Tycho Brahe (photo: CTK)

E’ iniziata lo scorso 15 novembre, la riesumazione deille spoglie di Tycho Brahe (1546-1601) per cercare di chiarire a distanza di 410 anni le circostanze, apparentemente misteriose, della sua morte. Non è la prima volta infatti che la tomba dell’astronomo danese viene aperta (leggi l’articolo pubblicato a questo proposito su Coelum n. 75) e le precedenti indagini avevano insinuato il dubbio di una morte per avvelenamento da mercurio.

La riesumazione di Brahe ha destato molta curiosità, come si può vedere dalla piccola folla radunatasi lo scorso 15 novembre davanti la sua tomba (Photo: Barbora Kmentová)

L’analisi attuale dovrà chiarire non solo come Brahe sia morto ma anche come sia vissuto, ha spiegato l’archeologo Jens Vellev dell’Universita’ di Aarhus.

.Anche se i resti dell’astronomo e di sua moglie torneranno nella loro tomba entro pochi giorni, ci vorranno invece parecchi mesi per conoscere i risultati dell’indagine e chiudere finalmente la querelle su cui tanto si è scritto.

La morte di Thyco Brahe: un delitto nel mondo astronomico?

Una recente nota di agenzia ha divulgato la notizia (l’articolo originale è stato pubblicato su Coelum n. 75 Luglio/Agosto 2004) della prossima uscita di un libro di Anne-Lee e Joshua Gilder (Heavenly Intrigue, “Intrigo celeste”) che promette di svelare il “mistero” della morte di Tycho Brahe, per di più addossandone la colpa addirittura a Johannes Kepler (vedi anche “Kepler nei guai con la legge?” su Coelum n. 75, pag. 32).
La nostra prima reazione alla parola “mistero”, e soprattutto a quello che seguiva, è stata ovviamente di grande stupore. Nessuno studioso della vita e delle opere di Tycho e di Kepler, da Max Caspar a J. Dreyer, fino a E. Rosen e A. Kostler, ha infatti mai avanzato l’ipotesi che la morte di Brahe fosse dovuta ad avvelenamento, e men che meno che ciò fosse accaduto per mano di Kepler.

Gli autori del libro sostengono che Kepler agì delittuosamente per impossessarsi dei dati astrometrici accumulati dall’astronomo danese, ma la documentazione ufficiale testimonia il fatto che Kepler non avesse alcun plausibile motivo per avvelenare Tycho. Nell’autunno del 1601, infatti, Tycho invitò il suo assistente di recente nomina ad accompagnarlo alla corte dell’imperatore Rodolfo, dichiarando che: “…lui e Kepler si sarebbero assunti il compito di compilare un nuovo, superbo insieme di tavole astronomiche fondate sulle sue osservazioni [che…], con il grazioso permesso dell’imperatore, sarebbero state chiamate Tabulae rudolphinae […]. L’imperatore fu entusiasta dell’idea. [Tycho…] con questa audace decisione mise tutte le sue preziose osservazioni in mano a Kepler” (citato da: K. Ferguson, L’uomo dal naso d’oro, p. 266, Milano 2003).
Che movente avrebbe quindi avuto Kepler quando aveva ormai raggiunto il suo scopo, quello, cioè, di poter disporre liberamente delle sue preziosissime osservazioni planetarie?

Le spoglie mortali di Tycho Brahe (e quelle della moglie Kristina) giacciono dietro una pietra tombale (visibile nella sua interezza nella foto piccola in alto) nella Cattedrale di Tyn, sulla Piazza della Città Vecchia a Praga. L’ingrandimento del volto (qui sopra) mostra la menomazione al naso subita dall’astronomo in gioventù e ricostruita con una protesi.

Per quanto riguarda le tracce di cloruro di mercurio presente nei peli dei baffi di Tycho “[ritrovato] attraverso uno spettrometro di assorbimento atomico all’istituto di medicina legale dell’università di Copenaghen”, la cosa può essere spiegata senza ricorre ad ipotesi così estreme come quelle dell’omicidio. Patrizia Catellani, nota esperta di storia della farmacopea, da noi consultata ci scrive infatti: “il mercurio veniva usato fin dal 1495 per curare la sifilide e come antiluetico, ed entrava in oltre 100 sostanze diverse. Ad esempio, il bicloruro di mercurio, sciolto in acqua di calce e detto acqua fagedenica era utilizzato per le piaghe putride. Poi, l’argento vivo, o idrargirio, serviva ad uccidere i pidocchi, le pulci, combattere la rogna, l’empitegene, per il morbo gallico. Esso entrava nella composizione di moltissimi unguenti ed empiastri”.
Tycho, nel corso della sua vita, ebbe modo di entrare quotidianamente a contatto con il mercurio, sia per le sue attività di alchimista, dove il metallo era ampiamente utilizzato, sia per gli unguenti e le polveri medicinali che egli stesso si preparava ed assumeva. È noto che lo stesso imperatore Rodolfo si fece più volte curare da Tycho con preparati di cui non si conosce l’esatta composizione, e sarebbe interessante verificare se anche i baffi dell’imperatore conservino tracce di mercurio (fra l’altro, intorno al 1610, lo stesso imperatore fu vittima di strani attacchi di pazzia che potrebbero essere stati prodotti dal mercurialismo, un avvelenamento del sangue dovuto all’ingestione o all’inalazione di mercurio). Ricordiamo che Tycho fece uso per decenni di una pomata con la quale si ungeva il moncherino che aveva al posto del naso, triste ricordo di un duello giovanile, moncherino che poi ricopriva con una protesi in lega d’oro e d’argento. E non è da escludere che in tale impiastro ci fosse del cinabro (solfuro rosso di mercurio) o l’acqua fagedenica (bicloruro di mercurio sciolto in acqua di calce), con proprietà cicatrizzanti e disinfettanti, che nel corso del tempo possono aver prodotto il mercurialismo riscontrato nei baffi analizzati all’università di Copenaghen.

Infine, un cenno alla presunta “confessione” che i Gilder hanno visto come un’ammissione di colpa da parte di Kepler, che scriveva all’inglese Heydon: “Confesso che alla morte di Tycho, approfittai in tutta fretta dell’assenza o della non sorveglianza degli eredi per mettere le osservazioni sotto la mia custodia, o magari usurparle…”.
Al momento della morte di Tycho, Kepler stava lavorando sui moti di Marte e, conoscendo l’avidità dei parenti del danese, in particolare del genero di questi Franz Tengnagel, trasferì le note e gli appunti, del solo Marte, nel suo studio, per poi restituirli immediatamente quando gli furono richiesti. In effetti, Kepler aveva visto giusto: la prima mossa di Tengnagel fu di vendere immediatamente gli strumenti e l’intera biblioteca di Tycho all’imperatore.

Per concludere, un commento ad una nota autobiografica di Kepler, che per i soliti Gilder sarebbe un’ulteriore prova della sua colpevolezza nell’affaire Tycho. In un oroscopo autobiografico, che comunque per essere compreso andrebbe letto nella sua interezza, Kepler si definisce di “natura canina” e di avere “una vera passione per ingannare ed imbrogliare”. Ora, è ben noto che Kepler fu soggetto ad eccessi masochistici che caratterizzarono alcune sfortunate fasi della sua vita senza giungere però mai a perdere le sue eccezionali capacità intellettuali o a produrre manifestazioni paranoiche violente.
Il suo oroscopo, dal quale abbiamo tratto solo alcune parole, è sostanzialmente tracciato sulla falsariga di uno sfogo psicologico con finalità terapeutiche e fa uso degli insegnamenti dell’astrologia fisiognomica, una “scienza” molto in voga alla fine del Cinquecento (uno dei suoi maggiori esponenti fu il napoletano G. B. Della Porta), poi ripresa, sotto diversa forma, dai nazisti per definire i tratti razziali e psicologici ariani ed ebraici.
L’interesse per la fisiognomica nasce da una curiosità filosofica circa il nesso tra corpo e anima, esteriorità e interiorità, che costituisce uno dei processi di tematizzazione più complessi della cultura occidentale. È solamente sotto questo profilo che l’oroscopo autobiografico di Kepler deve essere letto e non, come fanno i Gilder, per cercare a tutti i costi le motivazioni psicologiche di un presunto delitto.

A nostro parere, la morte di Tycho Brahe fu naturale, con segni premonitori, attraverso un serio decadimento fisico, che si manifestarono fin dalla sua partenza da Hven. Può anche darsi che il mercurio, che Tycho sicuramente assumeva, abbia effettivamente avvicinato il tempo della sua dipartita, ma ciò non sembra giustificare l’ipotesi di un avvelenamento intenzionale.

Tratto da Coelum n. 75 – Luglio/Agosto 2004

FIERA DELL’ASTRONOMIA – Forlì 4/5 dicembre 2010

FORLI’, 4-5 Dicembre 2010

Torna l’appuntamento con le stelle alla Fiera di Forlì, sabato 4 e domenica 5 dicembre!

Nell’ambito di ExpoElettronica, avrà luogo, infatti, l’edizione 2010 della Fiera dell’Astronomia, che per prima nel nostro Paese, ha creato uno spazio importante per donare visibilità ai numerosi gruppi di astrofili, presenti in tutta la nazione.

Partecipano alla manifestazione aziende e rivenditori di strumenti utili per l’osservazione: semplici binocoli, potenti telescopi, planetari, accessori ededitoria specializzata: libri, riviste, corsi e software.

Per i ‘cultori del cielo’ è, inoltre, un’occasione per incontrare i tanti Club ed Associazionipresenti che si dedicano con passione a divulgare la conoscenza della ‘volta celeste’ tramite incontri, corsi di formazione, mostre tematiche.
In collaborazione con la UAI (Unione Astrofili Italiani), in questa edizione, il Convegno sarà dedicato alle Comete e alle missioni astronautiche che le hanno viste come protagoniste.

Oltre all’elettronica e all’astronomia, la manifestazione propone altri interessanti appuntamenti: il concorso dell’Inventore Elettrico – Elettronico, Photo Cine Video, con ben due sale pose per i fotoamatori, la mostra mercato dei dischi e cd da collezione, e il mercatino Radio Expò dedicato ai nostalgici delle radio d’epoca e dei sistemi di comunicazione vintage.

09.00-18.00

Intero € 9,00-Ridotto € 8,00  Scarica il ridotto!

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STASERA APPUNTAMENTO CON LE LEONIDI

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STASERA APPUNTAMENTO
CON LE LEONIDI

Sono in fase di calma,
ma la sorpresa è sempre possibile!

LEGGI COME OSSERVARLE

L’annuncio della NASA di oggi 15 novembre: CHANDRA ha visto nascere un buco nero

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Dopo due giorni vissuti all’insegna della più viva curiosità per quella che la NASA aveva annunciato come una “sensazionale scoperta di un oggetto celeste nelle nostre vicinanze cosmiche”, oggi alle 18:30 una conferenza della NASA ha rivelato la tanto attesa notizia: avvalendosi del Telescopio Spaziale CHANDRA e di altre sonde americane ed europee (SWIFT, XMM, ROSAT), tutte operanti nel dominio dei raggi X, una equipe dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics ha rilevato i primi “segni di vita” di un buco nero formatosi appena 30 anni fa a seguito dell’esplosione della supernova extragalattica SN 1979C, avvenuta nel 1979 all’interno della galassia M100.
Si tratta ovviamente della prima volta in cui viene osservata un buco nero nel momento stesso della sua formazione.
A breve seguiranno gli approfondimenti.

Indice dei contenuti

La SN 1979C

La Galassia M 100

Dalle mappe di materia oscura all’evoluzione delle galassie

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L'ammasso di galassie Abell 1689
L'ammasso di galassie Abell 1689 (Crediti: NASA, ESA, and D. Coe (NASA JPL/Caltech and STScI))
L'ammasso di galassie Abell 1689
L'ammasso di galassie Abell 1689 (Crediti: NASA, ESA, and D. Coe (NASA JPL/Caltech and STScI))

Le nuove osservazioni di materia oscura forniscono nuove importanti indicazioni sul ruolo dell’energia oscura nei primi cruciali anni di sviluppo dell’universo. I risultati suggeriscono come gli ammassi di galassie si siano formati ben prima di quanto ci si attendeva, prima di quando l’intervento dell’energia oscura giungesse ad inibire la loro stessa crescita.

L’energia oscura, una ancora misteriosa proprietà dello spazio, si manifesta proprio come un competitore formidabile della forza gravitazionale. Si può dire che l’energia oscura allontana le galassie l’una dall’altra “stirando” lo spazio intergalattico, dunque inibendo anche la formazione di strutture giganti, come appunto gli ammassi di galassie. E’ un tiro alla fune, tra gravità ed energia oscura: per capire i dettagli di questa “competizione cosmica”, gli scienziati trovano un utilissimo aiuto nello studio della distribuzione dettagliata della materia oscura negli ammassi.

In questo contesto, un team di scienziati ha indagato la distribuzione in massa di Abel 1689, a 2,2 miliardi di anni luce dalla Terra, trovando come il nucleo dell’ammasso stesso sia molto più denso – in termini di quantità di materia oscura – di quanto ci si aspettava (dalle simulazioni al computer) per un ammasso della sua taglia.

E’ una evidenza sorprendente per gli stessi scienziati coinvolti, per spiegare la quale bisogna per forza “retrodatare” la formazione dell’ammasso, che altrimenti non sarebbe potuto svilupparsi in questo modo, proprio per l’intervento dell’energia oscura.

Eris forse più piccolo di Plutone

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Eris - Thierry Lombry
Una rappresentazione artistica del pianeta nano Eris (Credit: Thierry Lombry)
Eris - Thierry Lombry
Una rappresentazione artistica del pianeta nano Eris (Credit: Thierry Lombry)

Da qualche anno i sostenitori di Plutone non facevano che raccogliere delusioni. Non solo nel 2006 il loro beniamino era stato declassato dal ruolo di pianeta, ma non poteva neppure ambire a indossare la corona del più grande tra i pianeti nani. Stando alle misurazioni, infatti, era il pianeta nano Eris ad avere tutte le carte in regola per essere incoronato re della Fascia di Kuiper.

La sequenza di immagini, catturate ogni 4½ secondi, mostra chiaramente la scomparsa della piccola stella al passaggio di Eris lo scorso 6 novembre. Emmanuël Jehin & collaboratori / TRAPPIST Telescope – La Silla Observatory

Da qualche giorno, però, il vento sembra soffiare in altra direzione: approfittando di una occultazione stellare – un evento che già da solo, viste le distanze in gioco, è da record – alcuni astronomi sono riusciti a stimare le dimensioni di Eris. Lo studio dell’orbita del pianeta nano, infatti, aveva indicato che lo scorso 6 novembre Eris avrebbe occultato una stella di 17a magnitudine nella costellazione della Balena, anche se la visibilità del fenomeno non era ben definita. La buona notizia è che sono stati ben tre i team che hanno rilevato l’evento e questo ha permesso, nonostante le inevitabili incertezze nella determinazione dei tempi e le conseguenti incertezze nelle misure finali, di stabilire che quasi certamente il raggio di Eris è inferiore a 1170 km. La cattiva notizia – per i fans di Eris, ovviamente – è che questo valore porta le dimensioni del pianeta nano ad essere davvero molto simili, se non inferiori, a quelle di Plutone (il cui raggio è stimato in 1172 ± 10 km).

E tutto questo cosa comporta? Apparentemente nulla: astronomicamente parlando, infatti, poco importa se il più grande sia Eris oppure Plutone – al massimo la cosa interessa gli almanacchi ghiotti di notizie statistiche. Visto però che la massa di Eris, grazie al suo satellite Dysnomia, è nota con discreta precisione, una riduzione delle dimensioni porterebbe inevitabilmente a dover aumentare il valore della sua densità, con la conseguente necessità di dover ripensare la sua possibile composizione. Se a questo aggiungiamo che anche il valore della sua albedo dovrebbe essere rivisto al rialzo, dobbiamo concludere che i problemi sollevati da queste nuove misurazioni non sono affatto di poco conto.

17 Novembre – Attenzione alle Leonidi

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Mappa Leonidi 2010 - Copyright Coelum Astronomia
La posizione del radiante delle Leonidi per il 18 Novembre 2010 alle ore 0:00
Le Leonidi
Le Leonidi sono uno dei più importanti sciami meteorici: è causato dalla Cometa Tempel-Tuttle. Lo sciame è visibile ogni anno intorno al 17 novembre ed è formato da particelle emesse dalla cometa durante il suo passaggio accanto al Sole. Devono il loro nome alla posizione del radiante, il punto cioè da cui sembrano provenire, localizzato nella costellazione del Leone: le meteore infatti sembrano irradiarsi proprio da quel punto del cielo.

Sono in fase di calma, ma la sorpresa è sempre possibile!

Quello delle Leonidi è storicamente lo sciame che con più regolarità è riuscito a non deludere le attese degli osservatori nel corso degli ultimi secoli, producendosi a intervalli più o meno regolari in straordinarie tempeste di meteore (1833, 1866, 1966, 1998…)
Il radiante situato nella “falce” del Leone è normalmente attivo dal 14 al 21 novembre con un massimo attorno al 17 e uno ZHR (Zenital Hourly Rate) normalmente sull’ordine delle 10-15 meteore/ora. Tuttavia, ogni 33 anni circa, in corrispondenza del passaggio al perielio della cometa progenitrice (la 55P/Tempel-Tuttle), si assiste a un aumento dell’attività dello sciame fino a livelli eccezionali. L’ultima volta ciò è accaduto durante il passaggio del 1998 (vedi su Coelum n. 67 l’articolo “Gli anni delle Leonidi”), con una intensità che poi è andata scemando negli anni man mano la cometa si allontanava dalla Terra (adesso si trova nella testa dello Scorpione a 20 UA dal nostro pianeta, praticamente all’afelio).

Mappa Leonidi 2010 - Copyright Coelum Astronomia
La posizione del radiante delle Leonidi per il 18 Novembre 2010 alle ore 0:00

Per ciò che riguarda il 2010, nemmeno l’analisi dei residui lasciati dalla cometa madre durante i suoi passati ritorni al perielio lascia sperare che quest’anno la Terra possa attraversare qualche “nuvola” di detriti, ma tuttavia gli esperti prevedono uno ZHR leggermente superiore alla media (di almeno 20 meteore per ora), con un picco massimo di attività fissato per le 21:15 TU del 17.

In Italia, il radiante – situato nella testa del leone (vedi figura in alto) – sorgerà però poco dopo le 23:00, anche se ciò non impedirà di poter seguire l’attività dello sciame per quanto riguarda le eventuali meteore dirette verso l’“alto”. Il problema maggiore verrà da un trequarti di Luna crescente posto sull’orizzonte opposto, che con il suo chiarore disturberà non poco le osservazioni. La Luna tramonterà tuttavia verso le 3:30, consentendo di seguire l’attività meteorica fino alle prime luci dell’alba.

La Hartley attraverserà le costellazioni del Monoceros e della Poppa

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Percorso della cometa Hartley dal 13 Novembre al 31 Dicembre
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Percorso della cometa Hartley dal 13 Novembre al 31 Dicembre
Il percorso apparente della Hartley nel periodo 13 novembre – 31 dicembre. La cometa attraverserà in direzione sud le costellazioni del Monoceros e della Poppa, per poi finire la sua corsa nel Cane Maggiore. L’incontro più spettacolare con oggetti del profondo cielo l’avrà a fine novembre passando tra M46 e M46, i due grandi ammassi aperti situati nella Poppa.
Leggi tutti i dettagli per l’osservazione nella rubrica “Comete del Mese” di Rolando Ligustri, pubblicata su Coelum n.143 – Novembre 2010 a pagine 66.

Percorso dell’asteroide (37) Fides da 1 Novembre al 15 Dicembre

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asteroide 37 Fides
Il percorso dell’asteroide (37) Fides
asteroide 37 Fides
Il percorso dell’asteroide (37) Fides

Il percorso dell’asteroide (37) Fides durante il periodo dal 1 novembre al 15 dicembre; dopo aver raggiunto il giorno 28 il massimo avvicinamento da decenni a questa parte, si manterrà sempre di magnitudine prossima alla +10. A fine dicembre il pianetino entrerà nella parte nord dell’ammasso delle Pleiadi.

Tutti i dettagli e le coordinate sono disponibili nella rubrica “Ateroidi” di Talib Kadori, pubblicata su Coelum n.143 – Novembre 2010 a pagina 68.