La Nebulosa Aragosta NGC 6357 in un MARE di STELLE

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ABSTRACT

La regione di formazione stellare NGC 6357, nota anche come Nebulosa Aragosta, è stata osservata in dettaglio grazie al telescopio infrarosso VISTA dell’ESO, nell’ambito della survey VVV sulla Via Lattea. Situata a circa 8.000 anni luce nella Costellazione dello Scorpione, la nebulosa appare radicalmente diversa nell’infrarosso, che permette di oltrepassare le dense nubi di polvere e rivelare stelle nascoste. NGC 6357 ospita tre giovani ammassi stellari, tra cui Pismis 24, con alcune delle stelle più massicce conosciute, come Pismis 24-1 e la stella Wolf-Rayet WR 93. Le interazioni tra queste giganti stellari e l’ambiente circostante plasmano la nebulosa, generando cavità di gas, bolle calde e processi che possono sia ostacolare sia stimolare la formazione stellare. Le osservazioni condotte nell’arco di oltre 13 anni hanno permesso la mappatura infrarossa di oltre 1,5 miliardi di oggetti celesti, contribuendo a comprendere l’evoluzione strutturale della nostra galassia.


Nebulosa Aragosta o NGC 6357 Regione di Formazione stellare


Vaste nubi di gas e polveri che circondano stelle giovani e calde creano questo fiabesco arazzo cosmico, punteggiato di lucine brillanti. La ripresa nell’infrarosso si basa sui dati del telescopio VISTA (Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy) all’Osservatorio del Paranal dell’European Southern Observatory (ESO), in Cile. Inquadra la ricca regione di formazione stellare NGC 6357, situata a circa 8.000 anni luce di distanza da noi, nella Costellazione dello Scorpione.

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La visione nell’infrarosso ripresa dal telescopio VISTA dell’European Southern Observatory (ESO) inquadra una vasta regione di formazione stellare ricca di gas brillante, stelle massicce e filamenti di dense polveri cosmiche. Le osservazioni di NGC 6357 fanno parte della survey VISTA Variables in the Vía Láctea (VVV), che si propone di scansionare la Via Lattea per ricavare una mappa della sua struttura e spiegare la sua origine. Credit: ESO/VVV Survey/D. Minniti, Ignacio Toledo

Per il suo aspetto nelle riprese in luce visibile NGC 6357 viene anche chiamata Nebulosa Aragosta. La visione nell’infrarosso appare radicalmente differente, in quanto permette di penetrare con lo sguardo al di là delle nubi oscure fitte di polveri, per rivelare il fulgore delle stelle nascoste al loro interno. Queste osservazioni fanno parte della survey VISTA Variables in the Vía Láctea (VVV), che si occupa di scansionare la Via Lattea per creare un gigantesco set di dati che ci consenta di ricavare informazioni sull’origine e la struttura della nostra galassia. Grazie alla lunga campagna osservativa, gli astronomi hanno pubblicato recentemente una vasta mappa nell’infrarosso contenente oltre 1,5 miliardi di singoli oggetti celesti nella Via Lattea. Nell’ambito di questo progetto durato oltre 13 anni, il telescopio VISTA ha prodotto 200.000 immagini, tra le quali questa della Nebulosa Aragosta. Osservando molte volte la stessa regione di cielo, i ricercatori hanno potuto determinare non soltanto la posizione dei singoli oggetti, ma anche tracciare il loro moto e individuare le variazioni di luminosità.
Come è evidente nell’immagine, NGC 6357 è una regione affollata e complessa, in cui coabitano dense nubi di polveri, gas brillanti, protostelle ancora circondate da dischi protoplanetari, stelle neonate e stelle giganti. Gas e polveri della nebulosa nascondono astri brillanti che non possono essere osservati in luce visibile, ma che appaiono come puntini luminosi in banda infrarossa. NGC 6357 contiene molte stelle insolitamente massicce, raggruppate in almeno 3 giovani, densi e popolosi ammassi. La radiazione ultravioletta, i rapidi venti stellari, i potenti campi magnetici e la pressione di radiazione di queste stelle titaniche hanno effetti devastanti sull’ambiente circostante, scavando cavità nel gas, plasmando la forma delle nubi e illuminando il materiale interstellare. Le calde giganti di tipo O sono la sorgente ionizzante principale nella regione.
Al centro della nebulosa, l’ammasso aperto Pismis 24 contiene almeno una ventina di stelle giganti, con masse superiori a una decina di masse solari, tra esse alcune arrivano fino a centinaia di masse solari (fra le stelle più massicce conosciute), oltre ad almeno 700 stelle di massa intermedia. La stella più spettacolare, Pismis 24-1, è in realtà un sistema multiplo composto da almeno 3 astri: una coppia stellare in orbita ravvicinata e una stella solitaria più distante e più massiccia delle altre due. Tutte e tre sono veri pesi massimi, ognuna con massa di poco inferiore a un centinaio di masse solari! Altre stelle straordinarie in Pismis 24 includono la Wolf-Rayet WR 93, con massa ben 120 volte quella del Sole, la gigante di tipo O Pismis 24-17 (78 masse solari) e Pismis 24-2 (43 masse solari).
Osservazioni della regione in banda X, effettuate con il telescopio spaziale Chandra, hanno rivelato la presenza di immense bolle di gas caldo, create da bruciante radiazione ultravioletta, potenti venti stellari ed esplosioni di supernova. Questi stessi violenti fenomeni, provocati da stelle giganti, possono avere un effetto davvero distruttivo, causando la fotoevaporazione dei dischi protoplanetari di stelle nelle vicinanze e impedendo così la nascita di interi sistemi planetari. D’altro canto, possono anche contribuire alla formazione di una nuova generazione di stelle, per effetto della compressione di gas e polveri.


Come Osservare

a cura di Cristian Fattinnanzi

La posizione di NGC 6357 nella Costellazione dello Scorpione
AR: 17h 25m 4.43sec
DEC: -34° 18′ 40.00″
Il puntino rosso indica la posizione

La Nebulosa Aragosta (in inglese Lobster Nebula), si trova all’interno dei confini della costellazione dello Scorpione, in una zona molto prossima al centro della Via Lattea. La nebulosa è posizionata ben 34° sotto l’equatore celeste, per cui l’osservazione risulta difficoltosa da molte località dell’emisfero Boreale, in particolare quelle oltre i 45° di latitudine Nord.
Rintracciarla è invece molto semplice, dato che si trova circa 3° a nord del “pungiglione” della coda dello Scorpione, identificato dalle stelle “Shaula” e “Lesath”. Il periodo per osservare al meglio questa zona è quello che va dalla tarda primavera all’inizio dell’estate. Vista la breve durata delle notti estive, nel caso volessimo riprendere la zona digitalmente non potremmo godere di molto tempo per accumulare segnale luminoso nell’arco di una singola notte, meglio prepararsi a più nottate.
Il soprannome di questa nebulosa è cambiato molte volte nel tempo, con varie forme associate al suo aspetto: ovviamente ognuno può vederci la figura che più ritiene gli si avvicini. Visualmente è molto importante tentare le osservazioni in serate molto limpide e da luoghi con scarso inquinamento luminoso, a causa della bassa altezza sull’orizzonte, strumenti con diametro di almeno 12-15 cm potranno già farci intuire il suo debole bagliore diffuso, su un’area vasta quasi 1° quadrato. I filtri nebulari in grado di attenuare l’inquinamento luminoso saranno sicuramente di grandissimo aiuto.
Le riprese digitali, daranno maggiori soddisfazioni e possibilità di successo: l’uso di focali anche medie, unito all’aiuto dei filtri nebulari a banda stretta, potrà permetterci di registrare il profilo della nebulosa ed alcune irregolarità scure al suo interno.

Giudizio sulla difficoltà (1 oggetto molto semplice, 5 oggetto difficilissimo):

Visuale: 4/5

Fotografica: 3/5

RIF: https://www.eso.org/public/images/eso1309a/

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L’articolo è pubblicato in COELUM 274