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Obiettivo Venere

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Annunciate due nuove missioni NASA verso Venere

di Simone Montrasio · astronautinews.it

Dopo tre decenni torna a farsi vivo l’interesse di NASA verso Venere, non con una ma addirittura con due missioni robotiche che verranno lanciate nel biennio 2028–2030.

Le sonde VERITAS e DAVINCI+. Credit NASA

L’annuncio è arrivato inaspettato lo scorso 2 giugno direttamente dal neoeletto amministratore Bill Nelson, durante la conferenza stampa sullo stato dell’agenzia. Le due missioni: DAVINCI+ e VERITAS, sono state scelte tra quattro contendenti nell’ambito del programma Discovery, che promuove e finanzia progetti di esplorazione robotica a costo relativamente basso.
L’ultima missione statunitense dedicata al nostro pianeta gemello risale al 1990 con la sonda Magellano, che rimase operativa fino al 1994. Attualmente intorno a Venere, anche se in un’orbita molto differente da quella prevista, opera solo la sonda giapponese Akatsuki lanciata nel 2010.

Il pianeta Venere comunque non è stato completamente dimenticato, spesso viene infatti sfiorato da alcune sonde impegnate in missioni differenti (Parker Solar ProbeBepiColomboSolar Orbiter), che ne sfruttano il campo gravitazionale per modificare la propria traiettoria.

Continua la lettura su astronautinews.it, con una breve descrizione delle due missioni.


ENVISION: OBIETTIVO VENERE

di ufficio stampa ASI

Con la missione EnVision l’Europa vola alla scoperta del pianeta gemello della Terra. A bordo della sonda uno strumento italiano che vede il coinvolgimento dell’ASI e la responsabilità dell’Università di Trento.

La missione EnVision, per comprendere come mai il pianeta a noi più vicino è così diverso da noi. Crediti: ESA

È ancora una volta Venere l’obiettivo della ricerca spaziale. Dopo pochi giorni dall’annuncio della NASA di realizzare due missioni per esplorare il “pianeta gemello della Terra” ora anche l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha messo nel suo mirino Venere con la missione EnVision.

Venere, il "gemello cattivo" della Terra. Un'immagine ripresa dalla missione ESA Venus Express nel luglio del 2007. Crediti: ESA/MPS/DLR-PF/IDA

E ci sarà anche l’Italia che, attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), avrà la responsabilità di realizzare il radar sounder per lo studio dei primi strati della superficie del pianeta a profondità dell’ordine di alcune centinaia di metri. Principal Investigator di questo strumento è Lorenzo Bruzzone del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione e responsabile del Laboratorio di Telerilevamento (Remote Sensing Laboratory) dell’Università di Trento. L’obiettivo scientifico è quello di caratterizzare i diversi pattern stratigrafici e strutturali del sottosuolo; realizzare la mappatura della struttura delle unità geologiche esplorando le proprietà di elementi quali tesserae, pianure, colate laviche e detriti da impatto oltreché effettuare la rilevazione di strutture del sottosuolo non direttamente legate alla superficie.

«La partecipazione alla missione EnVision di ESA, insieme a quella prevista nella missione Veritas della NASA», ha dichiarato Barbara Negri, responsabile dell’unità Volo Umano e Sperimentazione Scientifica dell’Agenzia Spaziale Italiana, «permetterà all’Italia di ricoprire una posizione di leader per il programma di esplorazione del pianeta Venere, alla stregua di quanto è stato fatto per Marte. Per EnVision, l’ASI realizzerà il radar sounder, sulla base dell’importante heritage scientifico e industriale presente nel nostro Paese».

«EnVision affiancherà alla capacità di effettuare misure inedite su larga parte del pianeta, l’obiettivo di studiare in maniera dettagliata le regioni di maggiore interesse di Venere con l’insieme unico di strumenti che avrà a bordo» dichiara Lorenzo Bruzzone, dell’Università di Trentom, P.I. dello strumento. «Sarà la prima volta in assoluto che un radar sounder opererà sul nostro pianeta gemello. Le sue misure sotto-superficiali saranno fondamentali per la ricostruzione della storia geologica di Venere e contribuiranno alla comprensione dell’interazione tra superficie, sotto-superficie e atmosfera venusiana».

Questa missione offrirà una visione senza precedenti del pianeta più simile alla Terra in termini di massa, dimensioni e raggio orbitale. L’uso della tecnologia radar insieme alla spettroscopia ad alta risoluzione e alla radio scienza consentirà lo studio del pianeta in un’ampia scala spaziale, dall’alta atmosfera fino all’interno del pianeta. Attraverso il suo approccio globale, EnVision affronterà questioni fondamentali sull’atmosfera, il clima, la geologia passata e presente di Venere e la loro potenziale interazione. Ciò fornirà preziose informazioni sull’evoluzione e l’attività attuale del pianeta, fornendo importanti indizi sui motivi per cui Venere si sia evoluto in maniera così diversa dalla Terra.

Un approfondimento dedicato alla ricerca di pianeti extrasolari e alla missione Cheops, a cura di Roberto Ragazzoni.

Oltre alla scienza di Venere, i risultati attesi da questa missione che partirà alla volta di Venere nei primi anni del 2030, sono rilevanti anche per la comprensione dell’abitabilità e dell’evoluzione dei pianeti terrestri nel Sistema Solare e altrove (inclusa la Terra e degli esopianeti simili a Venere), fornendo così ulteriori informazioni sul Sistema Solare a missioni come PLATO, ARIEL CHEOPS.

Vedi il video EnVision studying Venus


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