di Aldo Zanetti e ShaRA Team
Indice dei contenuti
Il Target

Il progetto ShaRA#12 ci ha portato a confrontarci con l’immagine di una nebulosa che si presta molto bene ad essere rappresentata sia in colori naturali RGB che in Hubble palette, ovverosia nella combinazioni di canali in banda stretta SHO (zolfo, idrogeno, ossigeno). Questa rappresentazione mette in evidenza le diverse componenti dei gas che compongono la nebulosa, e prende il nome dal telescopio spaziale Hubble, per cui è stata definita ed utilizzata le prime volte. La grande mole di dati necessari per realizzare l’immagine (4 canali LRGB + 3 NB, cui si sono aggiunti altri 3 RGB con pose più brevi per ricavare le stelle) è stata fornita al gruppo da uno dei membri, Vikas Chander, che l’ha raccolti tramite il suo telescopio da 60cm posto in Cile.
l’ARTICOLO COMPLETO è riservato agli abbonati alla versione digitale. Per sottoscrivere l’abbonamento Clicca qui. Se sei già abbonato accedi al tuo account dall’Area Riservata
[swpm_protected for=”3″]
Dati Astronomici
La nebulosa Statua della Libertà, catalogata nel New General Catalog come NGC 3576, è una nebulosa ad emissione che si trova a circa 8800 anni luce dalla terra nella costellazione della Carena, ai tempi degli antichi greci visibile nei nostri cieli ed oggi a causa dello spostamento dell’asse terrestre osservabile solo dall’emisfero australe. La sua forma è complessa e presenta numerose emissioni ed archi, e ricorda il profilo della statua della libertà di New York: per questo motivo dal 2009 è chiamata la Nebulosa Statua della Libertà.
L’elaborazione delle immagini
Avendo a disposizione sia i canali a banda larga RGB e Luminanza, sia i canali a banda stretta SHO, ogni membro del team ha potuto interpretare in modi diversi l’immagine ed i risultati sono stati estremamente eterogenei dal punto di vista della resa cromatica, tanto da restituire un’intera tavolozza di colori.
Le immagini sono state riprese con un telescopio da 60 cm di diametro Planewave CDK24 ed una camera Moravian C5A-100 ad una lunghezza focale di 3974 mm. I filtri utilizzati sono stati i classici RGB per la banda larga, e i filtri SII, Ha e OIII per la banda stretta, tutti della Chroma. I tempi di acquisizione sono stati: 300 secondi x 102 immagini per ogni canale dell’LRGB, 300 secondi x 101 immagini per l’S e l’Ha, 600s x 102 immagini per l’OIII cui si sono aggiunti 30 frame da 60 secondi per i canali RGB per le stelle del fondo cielo, per un totale di 69 ore e 21 minuti. Le immagini utilizzate erano pretrattate a drizzle 2x, ovvero ridotte, ricombinate e proiettate su di una griglia più fine, per dare risalto anche particolari molto ridotti.
Come spesso accade nel caso di immagini acquisite sotto i cieli cileni non abbiamo avuto necessità di eliminare gradienti, e siamo passati subito alla combinazione dei canali, al solito fatta da qualche membro con Pixinsight e da qualcun altro con Photoshop o GIMP. Il workflow è stato quello classico: deconvoluzione, riduzione del rumore, separazione delle stelle dalle parti nebulari e trasformazione dell’immagine dalla fase lineare a quella sviluppata. A quel punto ogni membro ha preso la sua strada, qualcuno realizzando la combinazione LRGB, qualcuno la SHO e qualcuno anche altre combinazioni che ben si prestano con i canali NB, come ad esempio l’HOO. I risultati, visibili nelle immagini individuali, hanno portato a variazioni cromatiche anche molto forti, tutte molto suggestive e belle. L’algoritmo di superstacking di ShaRA ha ancora una volta lavorato egregiamente, ed il risultato è quello visibile nell’immagine finale, che ci ha restituito una Statua della Libertà in Hubble palette in tutto il suo splendore.
[/swpm_protected]
L’articolo è pubblicato in COELUM 274 VERSIONE CARTACEA
Statua della Libertà Gallery









































