ABSTRACT
In questa insolita ripresa del telescopio Hubble una stella della Via Lattea, brillante come un fulgido diamante, mette in ombra la luce emessa dalle stelle di un’intera galassia di fondo, che appare come un insieme fitto di lucine sparse. Nonostante la predominanza della stella nella scena celeste, Arp 263 è un oggetto interessante e attraente da osservare, in particolare per le vaste e diffuse regioni di formazione stellare, simili a delicati mazzolini di fiori rosati.
Fiori Rosa per una Galassia Irregolare
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La galassia, situata a oltre 25 milioni di anni luce da noi nella Costellazione del Leone, è stata scoperta nel 1784 dall’astronomo William Herschel e si estende per circa 40.000 anni luce. Prive di una struttura distintiva, le galassie irregolari come Arp 263 hanno spesso un aspetto caotico e disordinato, senza un bulge centrale né evidenti bracci a spirale, ben differente rispetto a quello delle più note spirali ed ellittiche. Secondo gli astronomi molte galassie irregolari erano un tempo spirali, che in qualche periodo della loro storia sono andate soggette a deformazione in seguito a interazioni mareali o fusioni con altri oggetti nelle vicinanze.
Stelle brillanti si addensano al centro di Arp 263, illuminandolo di un diffuso splendore, mentre smaglianti addensamenti rosati, rivelatori di nuova formazione stellare, sono sparsi lungo le regioni esterne. Particolarmente evidente nell’immagine la gigantesca regione HII visibile sul bordo sinistro della galassia, al di sotto della quale una debole coda di stelle sparse si allunga nello spazio, assumendo una forma ad uncino. Un’altra coda ricca di stelle, parzialmente visibile nell’immagine, si estende dalla parte centrale della galassia oltre il bordo destro della ripresa. Attorno alle regioni di formazione stellare si radunano le stelle più brillanti e massicce. Arp 263 è molto asimmetrica, non omogenea per luminosità e relativamente isolata nello spazio.

AR: 10h25m04.94s – DEC: 17° 09′ 44.7”
Gli astronomi hanno studiato in banda radio la distribuzione e la dinamica del gas freddo all’interno della galassia, scoprendo che Arp 263 ha subìto in tempi recenti una fusione. Un evento devastante che ha provocato la distorsione della sua struttura e la formazione delle code mareali di stelle. Molto probabilmente osserviamo il risultato della fusione tra Arp 263 e una galassia di piccola massa, o il risultato dell’interazione con una galassia debole con elevato rapporto massa/luminosità, poiché non è stata osservata chiaramente la presenza di alcun resto di una galassia “inghiottita” o di una galassia satellite nelle vicinanze.
Gli scienziati hanno inoltre scoperto che la massa gassosa in Arp 263 supera quella della popolazione stellare, con numerosi siti locali ricchi di materiale per formare nuove stelle, distribuiti in modo disomogeneo. Sembra che, durante il processo di fusione, parte del gas sia stato espulso dal disco centrale e ora stia gradualmente ricadendo verso le regioni interne, alimentando la nascita di stelle in seguito a compressione del materiale.

Due differenti strumenti a bordo del telescopio Hubble hanno raccolto dati utili per ottenere questa immagine. In particolare, le riprese della Wide Field Camera 3 sono servite agli astronomi per cercare nella galassia i siti di recenti esplosioni di supernova, come SN 2012A, osservata oltre un decennio fa. Altri studi scientifici hanno utilizzato l’Advanced Camera for Surveys per riprendere le galassie peculiari del catalogo Arp, come Arp 263, allo scopo di scoprire soggetti interessanti da osservare successivamente tramite il telescopio James Webb.
Particolarmente evidente nella ripresa, la stella in primo piano BD+17 2217 è attorniata da due serie di spike di diffrazione, per un totale di 8 “punte”, a dimostrazione del fatto che l’immagine è stata creata utilizzando due set di dati del telescopio Hubble, acquisiti da angolazioni differenti. La scena è arricchita inoltre da una serie di galassie di fondo di varia forma e colore, come la bella spirale ben visibile vicino al bordo superiore dell’immagine.
Come Osservare
a cura di Cristian Fattinnanzi
Arp 263 è una delle 338 galassie interagenti elencate e studiate dall’astronomo statunitense Halton Arp. Si trova nella costellazione del Leone, poco sotto Algeiba, immaginando il grande felino di profilo, in una posizione che potremmo definire vicina al cuore dell’animale. La posizione suggerisce il periodo migliore per osservare la galassia, che va dall’inizio dell’inverno alla fine della primavera, sebbene in giugno risulti piuttosto bassa sull’orizzonte ovest. Nelle migliori condizioni potremo catturarla ad un’altezza sull’orizzonte tra i 60 ed i 65° per le latitudini italiane. Si stima che si trovi a circa 25 milioni di anni luce dalla Via Lattea, una distanza non impossibile per coglierne digitalmente interessanti dettagli. Anche l’osservazione visuale si può intraprendere, sotto buoni cieli di alta montagna e possibilmente con un telescopio dal diametro oltre i 30 cm. La sfida sarà percepire l’evanescente bagliore della galassia con alcuni rinforzi delle diffuse regioni nebulari in essa contenute, la cui magnitudine complessiva si attesta tra la 13 e la 14. Le nebulosità potrebbero essere evidenziate meglio con filtri nebulari (O3 ed H-alfa), che nello stesso tempo però abbatteranno la debole luce diffusa della galassia. Occorreranno inoltre ingrandimenti almeno medi (pupilla d’uscita di circa 1,5-2mm), in grado di rendere il fondo cielo abbastanza scuro e non disperdere troppo la debole luce del soggetto.
Fotograficamente, è un oggetto al limite per le camere digitali, specie quelle un po’ datate, molto meglio potranno fare i CCD raffreddati, sebbene le dimensioni piuttosto contenute (circa 4’ di asse maggiore) rendano indispensabili lunghezze focali elevate (sul sensore l’immagine avrà una dimensione pari a circa 1/1000esimo della focale, quindi circa 3mm usando uno strumento come un C11, che ha una focale di ben 2800mm). Come già detto, l’introduzione dei filtri sarà di scarso aiuto per la galassia, ma potranno aiutare ad evidenziare le nebulose in essa contenute. In ogni caso, sfruttando una serata con condizioni di trasparenza atmosferica elevata sarà interessante affrontare la sfida per ottenere il ritratto di questo particolare oggetto.
Giudizio sulla difficoltà (1 oggetto molto semplice, 5 oggetto difficilissimo):
Visuale: 4/5
Fotografica: 4/5
RIF: https://esahubble.org/images/potw2329a/
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L’articolo è pubblicato in COELUM 270 VERSIONE CARTACEA
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