ASTRI SENZA CRINIERA Osservazione Diurna

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Introduzione

La vista di un bel cielo azzurro preannuncia una notte carica di stelle. Ma non bisogna per forza aspettare l’arrivo del buio per cominciare, perché oltre al Sole, gli astri più luminosi del cielo come Luna e pianeti, possono essere visti e fotografati, talvolta con maggior profitto, anche con ancora la luce del Sole nella pratica comunemente chiamata Osservazione Diurna.

La Luna stessa passa praticamente la metà del suo tempo nel cielo diurno, per cui può capitare facilmente di trovarla in congiunzione con altri corpi celesti, anche quando l’atmosfera è ancora rivestita d’azzurro o di oro. Ecco allora alcuni consigli per provare ad ammirare e a riprendere al meglio questi spettacoli celesti, di giorno, all’alba o al tramonto che sia.

Spunti per l’osservazione visuale di Paolo Palma

Seppure nelle ore diurne il Sole pare rubare praticamente la scena, la sua abbagliante luce non riesce a cancellare totalmente alla vista gli altri oggetti del Sistema Solare: è molto facile ad esempio individuare la Luna, soprattutto quando è alta sull’orizzonte, non è troppo sottile ed è abbastanza lontana dal Sole. Ma con un po’ di allenamento, è possibile rintracciare anche Venere, che dopo il Sole e la Luna, è l’astro più luminoso del cielo.

 

Osservazione diurna
Figura 6: Venere di giorno all’oculare. Huawei p30 pro ISO50. Napoli, 11 agosto 2023 14:50 UT. Singolo scatto. Credito: Paolo Palma

 

Spunti per la ripresa fotografica a cura di Teresa Molinaro

Quando si parla di astrofotografia si pensa inevitabilmente alla ripresa di oggetti celesti in un contesto quasi sempre notturno; ma la cosa sorprendente è che si può fotografare una modesta quantità di oggetti anche in pieno giorno, o nei momenti che precedono l’alba e seguono il tramonto, quando il cielo è avvolto nel bagliore solare.

Ovviamente non ci si improvvisa astrofotografi, è invece fondamentale avere solide conoscenze sia nelle basi della fotografia, sia nel sapersi orientare nel cielo riconoscendo i vari fenomeni astronomici che in esso si manifestano.

Osservazione Diurna
Luna calante di mezzogiorno settembre 2022 di Teresa Molinaro

 

Osservare e fotografare nelle ore crepuscolari o in pieno giorno

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di Paolo Palma

Venere come Stella del Giorno

Venere è così luminosa che non allontanandosi mai dal Sole oltre i 47 gradi, ha ereditato gli appellativi di “Stella della Sera” e “Stella del Mattino” – in latino Vespero e Lucifero – perché nell’alternarsi del dì e della notte, è il primo e l’ultimo astro a vedersi. È così impressionante vederlo scalare il cielo che nella tradizione biblica ha impersonato colui che sfida Dio prima di sprofondare nelle tenebre. Così luminosa insomma, da essere immediatamente riconoscibile dalle stelle, facilmente confondibile con un oggetto artificiale, e tanto da essere visibile in pieno giorno – anche ad occhio nudo – come un piccolissimo puntino di colore bianco.

Di giorno, spoglio di quell’intensa luce che lo avvolge di notte, è molto più difficile da individuare, ma nello stesso tempo è proprio in quelle ore che è più facile apprezzare le suadenti forme che assume lungo lo zodiaco. Fasi, che riportando alla mente quelle visibili nella Luna, furono sintetizzate poeticamente da Galileo nel celebre anagramma: «la madre degli amori imita le figure di Cinzia».

Un po’ di storia

Già Galileo racconta di aver osservato Venere di giorno ad occhio nudo. E nel farlo rimase fortemente sorpreso di notare come il luminosissimo pianeta apparisse al telescopio molto più piccolo di quanto ci si aspettava, soprattutto a confronto di Giove, che pur essendo meno luminoso, mostrava solitamente dimensioni apparenti maggiori. Giunse così alla comprensione dell’irradiazione, quell’illusione che ai nostri occhi fa apparire gli oggetti luminosi più grandi di quanto siano nella realtà: «bisogna osservare la grandezza di Venere veduta di giorno, e non di notte, quando la capellatura de’ suoi raggi la rappresenta dieci o più volte maggiore che ‘l giorno».

Ancora lui ci racconta delle primissime osservazioni diurne di Giove e di Sirio al telescopio e molti altri astronomi lo seguiranno in quest’esperienza: nel XIX secolo troviamo ancora Franks che si dilettava ad osservare il colore delle stelle più luminose in pieno giorno e le sistematiche osservazioni di Thomas Dick di astri fino alla seconda magnitudine. Ma la storia sarebbe cominciata molto prima dell’era telescopica, almeno da come sembrano indicare le osservazioni diurne di Venere riportate negli annali delle dinastie Goryeo e Joseon del mondo orientale.

Come trovare Venere

Se abbiamo una buona vista possiamo provarci anche noi. Bisogna assicurarsi della limpidezza del cielo e provare, almeno inizialmente, quando il pianeta si trova molto distante dal Sole. Bisogna sapere in che direzione cercarlo e non avendo alcuna stella per orientarsi, conviene provare sempre dallo stesso luogo, semmai anche con l’aiuto di un binocolo, individuando il Sud e trasformando gli elementi del paesaggio in punti di riferimento. È opportuno scegliere un luogo in ombra per non lasciarsi abbagliare dalla luce solare, respirare profondamente ed evitare di stare a lungo con la testa verso l’alto senza fare soste. Una volta individuato, può sparire facilmente alla vista, per cui, come l’esperienza dimostra, la presenza di elementi lontani come nuvole, aerei, cime montuose o palazzi, si rivela utile sia per individuarlo nel cielo azzurro, sia per non perderlo e sia per ritrovarlo nuovamente quando succede.

Osservazione diurna
Congiunzione diurna Luna – Spica. Nikon ISO400 1/400s. Basilica Santa Croce in Gerusalemme, Roma, 16 giugno 2024 18:25 UT. Singolo scatto. Credito: Paolo Palma

Dalla Luna e dal Sole fino a Venere

In particolari momenti è la Luna stessa a trovarsi nei paraggi di Venere. E quando accade è una vera fortuna, perché in tali condizioni, trovata la Luna, diventa impossibile non vedere Venere, anche per chi prova a cercarla per la prima volta: il 9 novembre dello scorso anno ad esempio, assieme a decine di bambini della scuola primaria di Roma ho potuto osservare ad occhio nudo la sua occultazione da parte della Luna in pieno giorno senza alcuna difficoltà.

Quest’anno le congiunzioni diurne Luna – Venere saranno abbastanza larghe, per cui per individuarlo si rivelano molto utili le famose misurazioni angolari fatte con la mano, perché conosciuta la distanza dei due oggetti attraverso un software, si sa dove provare a cercarlo. La mattina del prossimo 5 settembre potrebbe essere il momento migliore per provarci, perché disteranno tra loro meno di 2 gradi. Poi si allontaneranno sempre di più, fino al tramonto, quando la separazione sarà più larga di circa 3 volte.

Osservazione diurna
Figura2: Venere in fase di giorno. Nikon ISO 100 1/1250s. Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio, Napoli, 8 gennaio 2022 11:40 UT, a poche ore dalla congiunzione inferiore. Singolo scatto. Credito: Paolo Palma

Anche il Sole può diventare un punto di riferimento quando Venere ha una bassa elongazione, ma più la distanza tra i due si riduce, più è conveniente la mediazione di un binocolo. E quando si è diventati esperti e padroni della cosa, si può addirittura provare ad osservarlo in prossimità delle congiunzioni col Sole, inferiori e superiori, quando cioè la loro distanza si riduce a pochissimi gradi: in quei giorni è facile sapere dove trovare Venere e diventa uno spettacolo osservare al binocolo o al telescopio le sue bellissime fasi.

Provateci solo se avete abbastanza esperienza da non arrecare danni ai vostri occhi puntando inavvertitamente il Sole: bisogna trovare il modo giusto per nascondere la nostra stella e valutare l’ombra di quale edificio possa meglio prestarsi alla situazione, considerando che il pianeta negli anni, a distanza di giorni e nelle differenti ore del giorno, può trovarsi in una qualunque direzione del disco solare. Anche in questi casi diventa più facile individuare il pianeta nei pressi del mezzogiorno piuttosto che prima o dopo il sorgere o il tramonto del Sole, perché al meridiano lo spessore dell’atmosfera è notevolmente inferiore e perché un cielo azzurro crea maggiore contrasto di quello giallo o arancione.

Osservazione Diurna Figura 3: Venere in falce attraverso l’oculare di giorno. A51 ISO40 1/50s. Roma, 30 novembre 2021, 13:40 UT. Singolo scatto. Credito: Paolo Palma
Figura 3: Venere in falce attraverso l’oculare di giorno. A51 ISO40 1/50s. Roma, 30 novembre 2021, 13:40 UT. Singolo scatto. Credito: Paolo Palma

Da Venere fino agli altri pianeti e alle stelle

Con Mercurio, Marte, Giove e Saturno le cose si complicano un po’: di giorno ad occhio nudo sono praticamente inosservabili, ma con un binocolo, lo zoom di una fotocamera o al telescopio diventano visibili, sempre ovviamente se si sa dove cercare. Al telescopio si riduce il numero di dettagli visibili sulla loro superficie rispetto a quelli apprezzabili durante la sera o la notte, ma trovarli in congiunzione tra loro o con la Luna è sempre un’occasione da non perdere. In mancanza di un telescopio automatico, conviene provare a cercarli quando si trovano in congiunzione con oggetti più facilmente individuabili, come la Luna o Venere, o farlo nelle ore crepuscolari, spazzolando la zona celeste interessata, una volta accertatisi che lo strumento sia a fuoco.

Osservazione Diurna Saturno di giorno. Mak 127 e iPhone 13, ISO32 1/43s. Cavenago di Brianza, 20
giugno 2024 3:29 UT. Credito: Alessio Ursino.
Saturno di giorno. Mak 127 e iPhone 13, ISO32 1/43s. Cavenago di Brianza, 20
giugno 2024 3:29 UT. Credito: Alessio Ursino.

Mercurio ad esempio, non allontanandosi mai troppo dal Sole, è spesso così basso e luminoso da apparire come una luce informe e spesso luccicante proprio come le stelle. Osservarlo al telescopio allora, quando è molto luminoso e col Sole poco sopra l’orizzonte, riduce gli effetti della rifrazione atmosferica e permette di apprezzare anche le fasi che assume.

Quando il Sole è poco sopra l’orizzonte anche le stelle luminose pur non essendo visibili ad occhio nudo, appaiono chiaramente al binocolo o al telescopio: anche questi sono spettacoli da non perdere. Uno dei più belli si verificherà  il 6 settembre, quando già prima del tramonto potremmo ammirare uno spicchio di Luna in congiunzione stretta con Spica.

Altre tecniche con un telescopio

Chi ha un telescopio o un binocolo sprovvisto di puntamento automatico può provare ad osservare un pianeta o un astro luminoso in pieno giorno puntandolo quando è ancora visibile all’alba ed inseguendolo col passare delle ore. Il 14 agosto ad esempio, si potrebbe provare a seguire la congiunzione stretta GioveMarte fino all’arrivo del Sole per verificare se e per quanto tempo Marte rimarrà visibile nonostante la sua bassa magnitudine del periodo. O nelle albe di metà dicembre si potrebbe provare a seguire Mercurio per osservare meglio le sue fasi.

Con ancora meno fatica, si può provare inquadrando di notte l’esatta zona celeste che l’astro attraverserà il dì seguente. Conviene sempre osservarli quando sono nei pressi del meridiano, per cui, con l’aiuto di un software, una volta ricavate le coordinate altazimutali che l’astro avrà all’ora che si intende osservarlo, basterà – la sera precedente – inquadrare quell’esatta zona celeste con le stesse coordinate altazimutali ricavate. Tutto dipenderà dalla buona trasparenza del cielo. Con questa tecnica ho osservato al telescopio Mercurio, Giove e Saturno, ma anche la stella Arturo, presenti nel campo inquadrato anche se non sempre individuabili alla prima occhiata. Bisogna solo avere l’accortezza di mettere bene a fuoco l’immagine la sera prima, di non spostare lo strumento nell’attesa, coprire obiettivi e cercatori dell’eventuale passaggio del Sole e ricordarsi che come un vero primo appuntamento, non è ammesso nessun ritardo.


di Teresa Molinaro

Fotografare gli Astri all’Alba

Già all’alba la volta celeste può regalarci scenari interessanti: può capitare infatti che una determinata congiunzione tra pianeti, o tra la Luna e un pianeta, si verifichi all’aurora; in quel caso un astrofotografo sa che dovrà pianificare la sua sessione fotografica in relazione a diversi fattori, uno su tutti è certamente la luce che inonda il cielo nel crepuscolo mattutino contrapposta a quella più flebile degli astri.

Dopo aver individuato i soggetti e i luoghi idonei da cui fotografarli, sarà fondamentale essere dotati di un treppiede stabile sul quale montare la nostra fotocamera, impostando la modalità live-view, così facendo saremo in grado di lavorare in perfette condizioni di stabilità.

Si procede poi al settaggio: esposizione, tempo di scatto, ISO ma, soprattutto, una perfetta messa a fuoco (che dovrà essere rigorosamente manuale), ricordandoci di utilizzare un telecomando per scattare senza provocare inutili oscillazioni nella fase di scatto.

Osservazione diurna. Luna e Venere al mattino del 26 giugno 2022 ore 05:40 Palermo, Sicilia Nikon D7500 f/5 1/15s ISO 800 obiettivo 70-300 mm treppiedi Manfrotto di Teresa Molinaro
Luna e Venere al mattino del 26 giugno 2022 ore 05:40 Palermo, Sicilia Nikon D7500 f/5 1/15s ISO 800 obiettivo 70-300 mm treppiedi Manfrotto di Teresa Molinaro

Per immortalare una scena in cui i soggetti celesti sono ad esempio una falce di Luna in fase calante e un pianeta come Venere, su di un cielo nitido, una corretta impostazione (per una foto come quella sopra) per una reflex con teleobiettivo 70-300 mm, potrebbe essere di un’apertura di diaframma con valore 5, un tempo di scatto di 1/15s e ISO 800.

È chiaro che il settaggio varia in base alla fotocamera che stiamo utilizzando, agli obiettivi e alle condizioni di luce più o meno forte, per cui è importante conoscere le proprie attrezzature e come si comportano nelle varie situazioni.

Se avremo realizzato uno scatto soddisfacente, non sarà necessario intervenire con una eccessiva post-produzione, ma potremo semplicemente avvalerci di piccoli aggiustamenti relativi alla regolazione di luci e ombre, ai colori e all’attenuazione del rumore digitale, qualora ce ne fosse, utilizzando un programma per l’editing fotografico come Photoshop o Lightroom, indispensabile per un fotografo.

Queste dritte, infine, valgono sostanzialmente per i cosiddetti scatti singoli, che ultimamente sembrano essere un po’ fuori moda, poiché spesso ci si accosta all’astrofotografia con l’intento di impressionare il pubblico, ottenendo talvolta come risultato un buon lavoro di grafica a discapito del racconto, elemento chiave in fotografia.

Alba di Sole, Tramonto di Luna

Uno sei soggetti facilmente identificabili nelle prime ore del mattino è la Luna, poco dopo la fase di piena: può accadere che in alcuni giorni del mese, quando il Sole è sorto da poco, il nostro satellite si trovi nella sua primissima fase calante, illuminato dalla luce solare, ancora per qualche ora dopo l’alba.

Potrebbero presentarsi delle difficoltà date dalla forte luce del Sole, tipica del mattino: per fotografare questo tipo di scena, mettendo magari in risalto la Luna e i suoi dettagli, sarà necessario l’utilizzo di un teleobiettivo e bisognerà chiudere il diaframma a valori più o meno superiori a 13-14, per poi impostare un tempo di scatto molto veloce, ad esempio 1/500s e settare gli ISO non oltre i 200.

In questo modo daremo più nitidezza al corpo celeste, mentre potremo schiarire le ombre del paesaggio in seguito, in fase di post – produzione.

La Luna di Mezzogiorno

Altro momento della giornata in cui è facile imbattersi nella Luna (Gibbosa calante) è a mezzogiorno! In quel momento il Sole inonda ogni cosa con una luce molto decisa, sempre sfavorevole per la fotografia.

E proprio in pieno giorno, nei giusti periodi, potremo dedicarci alla ricerca di Venere, servendo cidi binocoli o telescopi per identificarlo nel cielo azzurro.

In questi casi, per portare a casa degli scatti validi, dovremo utilizzare un buon teleobiettivo per avvicinarci all’oggetto celeste e riuscire a fotografarlo, anche a mano libera se si ha mano ferma, ovviamente entro i limiti degli strumenti che impiegheremo; il diaframma dovrà essere discretamente chiuso, ISO massimo a 200 e tempi di scatto impostati da 1/500s in su (dipende sempre dai nostri obiettivi e dalla loro luminosità).

Fotografare il nostro satellite naturale in una cornice diurna necessita di un cielo nitido ma, se mai dovessero sopraggiungere delle leggere nuvole, la scena ne trarrebbe vantaggio, dando luogo a una composizione originale, un aspetto che però è il fotografo a dover gestire al meglio.

 

Osservazione Fig. 2 - Luna calante al mattino del 31
marzo 2021, ore 8:11 Bagheria, Sicilia
Nikon D7500 f/13 1/800s ISO 200
300mm. Credito Teresa Molinaro
Fig. 2 – Luna calante al mattino del 31 marzo 2021, ore 8:11 Bagheria, Sicilia Nikon D7500 f/13 1/800s ISO 200 300mm. Credito Teresa Molinaro

Per realizzare questa foto sono state utilizzate le seguenti impostazioni: modello di fotocamera Nikon D7500 con obiettivo 70-300 mm, tempo di scatto 1/320s, apertura del diaframma con valore 14 e ISO 200. 

L’elaborazione di questo scatto è stata pressoché nulla, se non per convertite il file da RAW in Jpg. A parte qualche lieve operazione di editing per ciò che concerne l’attenuazione della forte luminosità, e per dare uniformità al colore (già naturale di suo), si è conferita all’immagine un po’ di nitidezza generale.

ANSEL ADAMS  E LA SUA “Moonrise, Hernandez, New Mexico”

Quando si parla di “Luna di giorno” il pensiero di un fotografo va subito a “Moonrise, Hernandez, New Mexico” del celebre Ansel Adams, realizzata il pomeriggio del 1 ° novembre 1941: la sua è una foto iconica, poiché non solo vi è rappresentato il paesaggio in bianco e nero, cifra distintiva di uno dei grandi maestri della fotografia di tutta la storia, ma poiché  Adams è stato uno dei primi a inserire la Luna in un contesto diurno, mentre era illuminata dagli ultimi raggi di Sole.

Pare che il fotografo si accorse per caso di questa scena mentre stava percorrendo in auto la strada verso Espanola:  scese rapidamente per riuscire a lavorare con quegli ultimi raggi di Sole a disposizione, imbracció la sua strumentazione e immortalò quel paesaggio in cui spiccavano una chiesa e un cimitero di croci bianche, illuminate dall’ultima luce del giorno, sullo sfondo delle cime innevate e in alto una coltre di nubi anch’esse irradiate dal Sole, mentre a sovrastare la scena c’era una gibbosa crescente a riflettere quella luce che di lì a poco sarebbe svanita.

La fotografia che potete facilmente individuare online è l’emblema della rappresentazione di un corpo celeste ripreso di giorno, escludendo ovviamente il Sole, poiché Ansel Adams ci dimostra come sia possibile ritrarre una luminosa Luna senza tuttavia perderne i dettagli, ambientandola nel paesaggio anch’esso correttamente esposto.

Osservazione Diurna. Luna calante di mezzogiorno 18 settembre 2022 ore 12:00 Bagheria, Sicilia Nikon
D7500 f/14 1/320s ISO 200 obiettivo 70-300 mm scatto a mano libera. Credito: Teresa Molinaro
Luna calante di mezzogiorno 18 settembre 2022 ore 12:00 Bagheria, Sicilia Nikon
D7500 f/14 1/320s ISO 200 obiettivo 70-300 mm scatto a mano libera. Credito: Teresa Molinaro

Ritratti Celesti al Crepuscolo Serale

La luna di pomeriggio nessuno la guarda, ed è quello il momento in cui avrebbe più bisogno del nostro interessamento, dato che la sua esistenza è ancora in forse.

E’ un’ombra biancastra che affiora dall’azzurro intenso del cielo, carico di luce solare; chi ci assicura che ce la farà anche stavolta a prendere forma e lucentezza? E’ così fragile e pallida e sottile; solo da una parte comincia ad acquistare un contorno netto come un arco di falce, e il resto è ancora tutto imbevuto di celeste.

Palomar, I. Calvino

Nell’ora magica del crepuscolo, volgendolo sguardo ad Ovest, potremo avventurarci alla ricerca della  Luna alle sue prime fasi e nelle stesse porzioni di cielo, in determinate occasioni, potremmo provare a individuare Saturno, spesso visibile subito dopo il tramonto, oppure uno dei pianeti più elusivi del sistema solare, Mercurio: il pianeta, in determinate fasi dell’anno, si mostra negli istanti successivi al tramonto e rimane visibile sull’orizzonte occidentale per al massimo un’ora dopo il calar del Sole, nel giorno di massima elongazione.

Tentare di fotografare Mercurio può essere difficoltoso per via della sua scarsa luminosità, ma non impossibile se ad accompagnarlo c’è qualche altro oggetto celeste, come la Luna o Venere.

A maggio 2020 si è verificata una stretta congiunzione proprio tra i pianeti Mercurio e Venere, che hanno incantato gli amanti del cielo in una danza serale, tra le sfumature del crepuscolo.

Osservazione Diurna Venere e Mercurio nel crepuscolo serale 22 maggio 2020 ore 20:53 Bagheria, Sicilia Nikon D7500 f/5.6 1/8s ISO 1600 obiettivo 18-105mm treppiedi Manfrotto di Teresa Molinaro
Venere e Mercurio nel crepuscolo serale 22 maggio 2020 ore 20:53 Bagheria, Sicilia Nikon D7500 f/5.6 1/8s ISO 1600 obiettivo 18-105mm treppiedi Manfrotto di Teresa Molinaro

Per realizzare lo scatto di una simile congiunzione, va tenuto conto che la luminosità percepita dal nostro occhio sarà diversa rispetto a quella captata dalla nostra fotocamera, per cui il diaframma dovrà essere più aperto e il tempo di scatto più lento.

Nello spazio di tempo in cui il giorno cede il passo alla notte accadono cose incredibili: se ci poniamo, di contro, verso l’orizzonte orientale, potremo ammirare fenomeni come la Cintura di Venere con al di sopra la Luna piena appena sorta, magari avvolta in delle affascinanti nuvole rosa.

Osservazione Diurna. Luna piena che sorge tra le nuvole rosa 26 dicembre 2023 ore 16:30 Sila piccola, Calabria Nikon D7500
f /9 1/320s ISO 200 obiettivo 70-300 mm treppiedi Manfrotto. Credito Teresa Molinaro
Luna piena che sorge tra le nuvole rosa 26 dicembre 2023 ore 16:30 Sila piccola, Calabria Nikon D7500
f /9 1/320s ISO 200 obiettivo 70-300 mm treppiedi Manfrotto. Credito Teresa Molinaro

In questo preciso momento il crepuscolo è al suo culmine, per cui il fotografo si troverà a dover contrastare la luminosità della Luna che sorge e la penombra che avvolge il paesaggio.

Dunque non bisognerà esagerare con l’apertura del diaframma, per evitare di ritrovarsi una palla di luce al posto della Luna!

In questo caso sarà preferibile aumentare gli ISO, con moderazione, e soprattutto anche in relazione ai limiti della nostra fotocamera, che sarà bene conoscere per tempo, onde evitare di trovarci impreparati e perdere preziosi momenti in inutili prove.

La bellezza della notte rimane tale, infinita e immutata, ma le sfumature offerte dai colori del giorno sono molteplici e talmente suggestive che vale la pena lasciarsene coinvolgere e fermarle nel tempo.

Una foto ben riuscita racchiude in sé una giusta padronanza della tecnica, il bagaglio personale del fotografo e la gestione della luce perché, non dimentichiamolo, noi fotografi è con la luce che scriviamo; da astrofotografi, poi, abbiamo il privilegio di poter narrare storie scrivendo con la luce degli astri, imprimendo scorci di infinito nell’eternità.

Osservazione Diurna Luna piena
che sorge sul mare
tra i colori dell'ombra
della Terra e la
Cintura di Venere.
Credito Teresa
Molinaro.
Luna piena che sorge sul mare tra i colori dell’ombra della Terra e la Cintura di Venere.
Credito Teresa Molinaro.

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L’articolo è pubblicato in COELUM 269 VERSIONE CARTACEA