Alzando gli occhi al cielo: la Maratona Messier 2026 è ai blocchi di partenza

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Come ogni anno, nel mese di marzo torna puntuale l’opportunità di prendere parte alla Maratona Messier, una sfida unica che gli astrofili conoscono bene. Cimentarsi nell’impresa non è certo da tutti: una notte intera, dal tramonto all’alba, per inseguire uno dopo l’altro i 110 oggetti del famoso Catalogo Messier

Charles Messier: da “cacciatore” di comete a scopritore del cielo profondo

Al tempo di Messier, nel ‘700, la ricerca di comete rappresentava una delle principali attività degli astronomi osservativi; erano infatti oggetti rari – se ne erano registrate fino ad allora soltanto una cinquantina –, imprevedibili e scientificamente poco compresi, e garantivano un grande prestigio a chi ne avesse scoperte di nuove. 

Incisione raffigurante la “Grande Cometa” del 1744, comparsa sulle pagine della rivista francese Le Magasin Pittoresque diretta da Edouart Charton

All’età di quattordici anni, tra il novembre 1743 e il marzo dell’anno successivo, Messier assistette sicuramente al passaggio della spettacolare “Cometa di Chéseaux” (C/1743 X1), che dopo il transito al perielio aveva mostrato una chioma suddivisa in sei code distinte; rimasto probabilmente impressionato da questa apparizione, in seguito al trasferimento a Parigi al servizio dell’astronomo Joseph-Nicolas Delisle, egli seguì la tendenza dell’epoca e divenne il primo astronomo a votarsi esclusivamente alla ricerca di nuove comete.

Estratto del Catalogo contenente 103 oggetti; nella pagina, si nota la catalogazione della “Nebulosa” di Andromeda, trentunesima voce presente in lista

Non si trattava però all’epoca di un compito semplice, e nel corso della sua attività gli capitava di frequente di imbattersi in quelle che lui stesso definiva “false comete”: oggetti diffusi, che tuttavia non si muovevano rispetto alle stelle. Pensando che fosse utile tenerne traccia, iniziò a compilare una lista, che trovò la pubblicazione nel 1774, nella versione ridotta di 45 voci. Nel corso di tutta la sua vita continuò a lavorare al Catalogo e ad ampliarlo, inserendovi nuovi oggetti appartenenti alle cinque differenti categorie degli ammassi aperti, ammassi globulari, nebulose diffuse, nebulose planetarie e galassie; l’ultima versione pubblicata da Messier era arrivata a contenere 103 oggetti – di cui una quarantina sono scoperte originali –, mentre i restanti sette sono stati aggiunti successivamente.

Quando è possibile affrontare la Maratona Messier

L’origine della Maratona non è del tutto chiara, ma sembra che dopo alcuni primi tentativi ad opera di un gruppo di astronomi spagnoli negli anni Sessanta e la diffusione negli Stati Uniti nel corso del decennio successivo, quello di sfidarsi in una corsa contro il tempo per vedere tutti gli oggetti del Catalogo Messier sia diventato col tempo un appuntamento annuale, principalmente alle latitudini comprese tra i 18º e i 40º Nord.

La finestra osservativa più favorevole si colloca sempre tra la seconda metà di marzo e la prima di aprile; questo non è frutto del caso, ma il risultato del verificarsi di un buon numero di condizioni favorevoli. In questo periodo dell’anno, infatti – in questa sede descriveremo il tutto nel sistema di riferimento terrestre per ragioni di praticità –, il Sole si trova vicino all’equatore celeste e per questo motivo si può godere di un buon equilibrio tra ore di luce e di buio; esso, inoltre, proiettato tra le costellazioni dell’Acquario e dei Pesci – regioni povere di oggetti Messier – non ne nasconde nessuno in maniera totale. Di norma, poi, si prediligono le notti prossime al novilunio, cosicché l’osservazione non risulti negativamente influenzata dalla presenza in cielo del nostro satellite.  

Mappa della posizione dei 110 oggetti del Catalogo Messier, pubblicata sul sito NASA dedicato al Catalogo Messier visto dal Telescopio Spaziale Hubble

Maratona Messier edizione 2026

Il periodo migliore per cimentarsi nella gara sarà quest’anno quello compreso tra i fine settimana del 14-15 e del 21-22 marzo. Chiunque voglia mettersi alla prova dovrà dotarsi di un buon binocolo o di un piccolo telescopioutilizzando però esclusivamente il puntamento manuale — oltre che di una mappa e di un programma ben organizzato, per non rischiare di perdere nemmeno uno degli oggetti previsti.

Sono inoltre numerosi gli eventi divulgativi organizzati da molti degli osservatori astronomici attivi sul territorio, distribuiti nei fine settimana del 14-15, 21-22 e 28-29 marzo: un’occasione preziosa per avvicinarsi alla Maratona anche senza affrontarla in autonomia.

Con queste premesse, non resta dunque che augurare cieli sereni e una soddisfacente Maratona Messier a tutti coloro che sceglieranno di misurarsi con questa affascinante sfida osservativa.

M1 (Crab Nebula), il primo oggetto inserito da Messier nella sua lista, fotografato il 29 ottobre 2025 da Giovanni Pagoria per Coelum, pubblicato su questo sito web il 18 marzo 2026

Per la consultazione di materiale fotografico relativo agli oggetti del Catalogo Messier, si rimanda alla sezione PhotoCoelum di questo sito web: https://www.coelum.com/photo-coelum-new/.

Per uno sguardo sugli stessi oggetti immortalati dal Telescopio Spaziale Hubble, si rimanda alla sezione “Hubble’s Messier Catalog” all’interno del sito web https://science.nasa.gov/mission/hubble/science/explore-the-night-sky/hubble-messier-catalog/ e alla sezione dedicata all’edizione 2026: https://science.nasa.gov/mission/hubble/hubble-news/hubble-social-media/hubbles-messier-marathon-2026/.