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8 Luglio 2020
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    E ancora una supernova in una galassia Messier, questa volta è toccato a M 85, non particolarmente fotogenica, ma se qualcuno l’avesse ripresa nella notte tra il 24 e il 25 giugno (con una magnitudine di ben +19) avrebbe una prediscovery eccezionale e particolarmente preziosa. Sono però le prossime settimane quelle giuste per riprenderla per chi ne volesse un ricordo.

    Immagine della SN2020nlb in M85 con la vicina NGC4394 ripresa da Paolo Campaner con un telescopio 400mm F.5,5 somma di 4 immagini da 75 secondi.

    Il primato dell’anno 2014, con quattro supernovae esplose nelle galassie Messier, inizia a vacillare. Siamo infatti appena giunti alla metà di questo 2020 e sono già tre le supernovae esplose nelle galassie Messier.

    M 85 in una vecchia immagine del telescopio spaziale Hubble. Credit : NASA, ESA and R. O’Connell (University of Virginia)

    Questa volta è toccato alla galassia lenticolare Messier 85, nella costellazione della Chioma di Berenice a circa 55 milioni di anni luce da noi. Nella notte del 25 giugno il programma professionale americano di ricerca supernovae e pianetini denominato ATLAS Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System ha individuato un nuovo oggetto di mag.+17,4.

    Quattordici ore dopo la scoperta dall’Osservatorio del Roque de los Muchachos con il telescopio Liverpool di 2 metri è stato ottenuto un primo spettro, ma la qualità non era delle migliori e il primo report di classificazione parlava erroneamente di una supernova di tipo Ia scoperta pochi giorni dopo il massimo di luminosità. Sempre dall’Osservatorio del Roque de los Muchachos, poche ore più tardi visto le migliorate condizioni atmosferiche, viene fatto un secondo tentativo con il Nordic Optical Telescope da 2,56 metri e questa volta lo spettro ottenuto era di buona qualità: confermava il tipo Ia evidenziando che la supernova era però molto giovane cioè scoperta pochissimi giorni dopo l’esplosione e quindi circa due settimane prima del massimo di luminosità.

    Questo spettro è uno dei più “early” mai ripresi, cioè ottenuto nelle primissime fase dell’esplosione e non ci sono perciò altri spettri per un confronto adeguato. I gas eiettati dall’esplosione viaggiano a una velocità di circa 14800 Km/s e non sembrerebbe essere presente un assorbimento da polveri della galassia, se non in minima parte.

    Questo significa che la luminosità della supernova, a cui è stata assegnata la sigla definitiva SN2020nlb, potrebbe raggiungere la notevole mag. +12 intorno al 10 luglio.

    Rimane solo il dubbio che si possa trattare di una supernova di tipo Ia sub-luminosa che quindi presenterebbe un massimo di luminosità di una o due magnitudini più debole. Questo dubbio sarà sciolto nelle prossime ore.

    In un’immagine ripresa sempre da ATLAS il 23 giugno, profonda fino alla mag. +19,7 la supernova non era visibile. Abbiamo poi un’immagine dell’astrofilo giapponese Itagaki ripresa il 24 giugno (13 ore TU) profonda fino alla mag.+18,5 dove la supernova non era visibile. Pertanto l’arrivo della prima luce di questa supernova sulla Terra è avvenuto tra le ultime 11 ore del 24 giugno e le prime 6 del 25 giugno (ora di scoperta).

    Se qualcuno avesse un’immagine in questo lasso di tempo, potrebbe aver immortalato la supernova nei primissimi istanti dell’esplosione, ma naturalmente con una luminosità prossima alla mag.+19 ma sarebbe davvero un’importante e preziosissima prediscovery.

    Per M 85 è questa la seconda supernova conosciuta. La prima fu scoperta il 20 dicembre 1960 dall’astronomo italiano Leonida Rosino, denominata SN1960R, anche questa di tipo Ia, che raggiunse la mag.+12. M 85 non è una galassia molto fotogenica, ma forma un bel quadretto con la vicina galassia a spirale NGC4394 posta a soli 30” a Est, che ci permetterà di ottenere delle belle immagini con una supernova molto luminosa.

    Leggi anche su Coelum Astronomia di Luglio e Agosto, una “new entry” nella Top Ten degli scopritori amatoriali di supernovae: Intervista a Xing Gao


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