L’eclisse totale di Luna del 15 giugno, sebbene non completamente osservabile in tutte le sue fasi, sarà per certi versi una delle più interessanti degli ultimi anni.
Sarà innanzi tutto un’eclisse molto centrale, come non avveniva addirittura da decenni, e questo potrebbe significare il verificarsi del fenomeno della “scomparsa della Luna”, ovvero di una Luna così profondamente immersa nel cono d’ombra da risultare scurissima e praticamente invisibile. La cosiddetta magnitudine dell’eclisse (il parametro che dà la misura di quanto la Luna si immerge nell’ombra), sarà in questo caso di 1,7 (contro un valore massimo teorico di 1,86); per trovarne una di simile bisogna addirittura risalire all’eclisse del 6 luglio 1982, che viene appunto ricordata per il colore rosso molto scuro assunto durante il massimo.
Una positiva conseguenza della centralità sarà anche la lunghezza record della totalità, che durerà circa 100 minuti, con la fase massima che si verificherà alle 22:13 (vedi tutte le circostanze descritte nella figura in basso).
L’aspetto negativo sta nel fatto che la Luna sorgerà soltanto pochi minuti prima dell’inizio della totalità, per cui gli osservatori italiani perderanno le fasi dell’entrata nella penombra e della parzialità.
A Roma, la Luna sorgerà infatti alle 20:48 e la totalità inizierà alle 21:22, quando il nostro satellite sarà alto soltanto +5,5°. Sarà dunque necessario avere l’orizzonte di sudest sgombro da qualsiasi ostacolo, soprattutto considerando che la declinazione molto australe della Luna le impedirà di salire molto in alto anche con il procedere dell’eclisse.
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Nell’articolo Eclisse totale di Luna: che fare? pubblicato su Coelum n.149 a pag 34, l’autore, Daniele Gasparri, ci dà qualche suggerimento per sfruttare proficuamente i 100 minuti di totalità offerti dall’eclisse indicandoci alcuni metodi per riprendere il fenomeno. Dell’articolo di Gasparri riportiamo due brani relativi al metodo di ripresa in HDR (High Dinamic Range) delle fasi parziali e all’Imaging a largo campo della totalità, rimandando i lettori all’articolo sopra indicato per le altre metodologie.
Il prossimo 5 settembre il nostro amico Christian Denicolò partirà insieme ad altri sei compagni alla volta del campo base del Cho Oyu: una delle più alte montagne del mondo, un “ottomila” che la spedizione tenterà di scalare seguendo la via normale. Non perdetevi sul numero di luglio l’intervista raccolta da Marco Anselmi a Christian Denicolò, alpinista e appassionato di astronomia!
Il Cho Oyu, il cui nome significa “Dea Turchese”, si trova sul confine tra Cina e Nepal e con i suoi 8201 m è la sesta montagna più alta del mondo e il quinto ottomila ad essere stato scalato dopo l’Annapurna (1950), l’Everest (1953) il Nanga Parbat _(1853) e il K2 (luglio 1954).
La prima ascensione avvenne infatti il 19 ottobre 1954, quando una spedizione Austriaca guidata da Herbert Tichy riuscì a raggiungere la vetta in perfetto stile alpino (senza portatori, senza ossigeno supplementare e con un equipaggiamento particolarmente leggero) risalendo il versante Nord-Ovest; gli altri componenti di quella cordata erano l’austriaco Joseph Jöchler e lo sherpa Pasang Dawa Lama.
Nel 1985 una cordata polacca composta da Maciej Barbeka e Maciej Pawlikowski raggiunge, per la prima volta in inverno, la cima dalla cresta Sud.
Convinti come siamo del profondo legame che unisce la montagna al cielo, la redazione di Coelum è felice di sponsorizzare i ragazzi della spedizione in questa loro avventura!
Mi trovo sul Nuvolau nelle Dolomiti bellunesi, poco meno di 2600 metri di quota, luogo scelto lo scorso anno e riscelto in questo 2011 per “correre” la Maratona Messier. Sono pronto per un altro viaggio dentro il cielo, per vivere un anno di stelle in una sola notte, per un’altra fantastica galoppata osservativa dal tramonto all’alba, sospeso quassù, tra terra e cielo, in un luogo scomodo da raggiungere, dove l’inverno è ben lontano dal lasciare il posto alla primavera ma da dove il contatto con le stelle è qualcosa di incredibile, che fa dimenticare freddo, fatica e i turbamenti della solitudine.
Nel 2010 la Maratona l’ho affrontata venti giorni prima. Quest’anno le possibilità, dettate dalla Luna nuova, erano due: primi di marzo o primi di aprile. Ho optato convinto per la seconda ipotesi, nella speranza, suffragata dai calcoli, di poter migliorare i 105 oggetti portati a casa la volta scorsa. Infatti, se è vero che ai primi di aprile al 99% le galassie M 74 E M 77, l’anno scorso avvistate ancora piuttosto alte in cielo, sono stavolta praticamente irraggiungibili causa il loro precoce tramonto tra la luce ancora intensa del crepuscolo astronomico, di contro sarò però favorito con gli ultimi oggetti, quelli a ridosso dell’alba, che troverò un po’ più alti in cielo. Il cambio dovrebbe permettermi quindi di recuperare lo svantaggio iniziale o almeno questa è la speranza, tenendo presente che sicuramente anche il globulare del Capricorno M 30 è perso, visto che sorge troppo tardi. Sulla carta restano quindi da inseguire 107 oggetti, alcuni dei quali, soprattutto il globulare M 55, non saranno comunque semplici.
Niente rimpianti. 107 oggetti è proprio il massimo a cui si può ambire, il sogno da raggiungere con fatica e sudore, confidando nella propria abilità, nella fortuna e in un cielo immacolato. La latitudine del nord Italia non credo permetta di più. Qualsiasi data si scelga crea difficoltà per qualche oggetto iniziale o finale.
Il Rifugio Nuvolau, il "nido dell'aquila".
La salita al Nuvolau con le racchette da neve, resa durissima dal peso dello zaino stracolmo, è cominciata stavolta dal Rifugio Scoiattoli, all’arrivo della seggiovia delle Cinque Torri. L’altro accesso più comodo infatti, con l’arrivo direttamente a Forcella Nuvolau da Passo Giau, non era proponibile causa la chiusura della seggiovia. Ma un po’ più di fatica da fare non può certo spaventare un “maratoneta” motivato.
Arrivato in vetta verso le 17.00 non ho trovato nessuno ad attendermi. Nemmeno uno sci alpinista desideroso di godersi l’ultimo Sole prima di buttarsi a capofitto verso valle disegnando curve tra l’abbondante coltre bianca ma un’altra differenza sostanziale rispetto dodici mesi fa è che stavolta potrò trovare, di tanto in tanto, riparo nel rifugio. La porta d’entrata infatti, non ha giocato brutti tiri come lo scorso anno quando, rimanendo sbarrata, costrinse me e Vittorio, compagno di avventura in quell’occasione, a passare quattordici ore all’addiaccio. Qualcosa di pazzesco ripensando al freddo patito. Stavolta fa molto meno freddo ma comunque un riparo, vista la quota, fa sempre comodo.
Tramonto sul Piz Boè
Le ore che mi dividono dalla notte passano lentamente, tra panorami mozzafiato visti e rivisti, ma sempre d’effetto, e preparativi.
Qualche isolata nube e qualche cumulo svaniscono man mano, lasciando il cielo completamente pulito. La cena che mi concedo prevede un panino con la mortadella annaffiato con un ottimo tè caldo. Roba da albergo a cinque stelle! Poi lo spettacolare tramonto e le prime tenebre.
Alle 20.30 si parte! Anche in questa occasione mi avvarrò del fido binocolone 20×90, comodo da trasportare e fenomenale nelle prestazioni. Inginocchiato sulla neve provo un disperato tentativo su M 77 solo per dire che ci ho provato. Come previsto niente da fare. Troppo bassa sull’orizzonte ma soprattutto troppa luce. M 74 è praticamente nelle stesse condizioni di altezza ed è ancora più debole. Inutile cercarla. Zero su due come previsto, ma ero preparato. Il morale non deve risentirne.
Una fase della Maratona
Alle 20.58, con il cielo ancora piuttosto chiaro, ecco invece il primo oggetto, il compatto globulare della Lepre M 79. Poi, dopo qualche imprevista incertezza nel localizzarla, tocca alla Grande Galassia del Triangolo, non banale vista la sua scarsa altezza. Di seguito sua maestà la Grande Galassia di Andromeda, circondata dalle sorelle minori M 32 e M 110. La corsa procede tra un percorso disseminato di ammassi aperti, interrotti di tanto in tanto da qualche altra sporadica tipologia di oggetto come la Grande Nebulosa di Orione o la Nebulosa del Granchio.
Ho però la sensazione di non essere in formissima. Infatti qualche puntamento richiede più tempo del solito. Sono forse un po’ arrugginito. Ultimamente ho dedicato poco tempo al profondo cielo. Inoltre la convinzione, non so perché, non è al massimo. La notevole Maratona dello scorso anno, la prima, mi ha forse un po’ “svuotato mentalmente”. Man mano che la corsa procede le cose però migliorano. Bisognava probabilmente “rompere il fiato” e ritrovare la giusta motivazione.
Alle 22.16 faccio irruzione nel Leone passando veloce tra le sue cinque galassie marchiate Messier. Poi mi dirigo verso l’Orsa Maggiore e dintorni. Alcuni oggetti altissimi mi costringono a smontare il binocolone dal treppiede e a sdraiarmi sulla neve per poterli osservare, tenendo lo strumento in mano. Alle 23.30 mi tuffo nell’ammasso Coma-Virgo, sedici galassie che “percorro” in 27 minuti. Dopo essere transitato per i Messier della Lira, ovvero la Nebulosa anello e il globulare M 56, finalmente posso rifiatare. Questa prima parte l’ho tirata proprio tutta d’un fiato.
Lo Scorpione quasi intero
E’ mezzanotte e mezza. Non fa molto freddo ma un bicchiere di tè caldo ogni tanto ci vuole proprio, così come qualcosa di solido. Ora gli oggetti si fanno attendere. Ne osservo ogni tanto uno e poi bisogna aspettare che ne sorga un altro. C’è un po’ di foschia all’orizzonte e ciò mi preoccupa in prospettiva. Fra qualche ora dovrò cercare proprio da quelle parti gli ultimi obiettivi.
La Maratona continua tra ammassi globulari, ammassi aperti e nebulose planetarie, finché compaiono le “nubi” della Via Lattea, che disegnano la sua parte più vistosa. Lì dentro si nascondono magnifici gioielli celesti, a cominciare da alcune notevoli nebulose. La caccia è frenetica, seppur lucida. Con l’abituale paragone sportivo è come se il ritmo gara aumentasse ma fossi in grado di tenere il passo senza grande fatica. Non vorrei arrivare con troppi oggetti da cercare a ridosso dell’alba.
Con l’approssimarsi del traguardo sono, come al solito, gli ammassi globulari a scandire il ritmo. Unico intruso M 73, anonimo raggruppamento formato da un pugno di serrate stelle scambiate per oggetto nebulare. Alle 4.57 scorgo M 2 nell’Acquario. il bottino sale a 106 oggetti, uno in più dello scorso anno. La soddisfazione è grande ma naturalmente non bisogna mollare prima che sia finita. Infatti, con molta pazienza, vado alla ricerca di M 55, bassissimo e pure nascosto dalla mole del Pelmetto, notevole cima che sfiora i tremila metri di quota, sovrastata però dall’attiguo re Pelmo.
Alle 5.07, strappandolo all’alba, ecco materializzarsi il grande globulare del Sagittario. Fanno 107!
Sorge il Sole dal Sorapis
Non so trattenere un grido di gioia e liberazione che probabilmente spaventa qualche gracchio appisolato. E’ finita!
Però ci sarebbe ancora M 30, globulare del Capricorno. La missione, lo so, è impossibile. Il cielo infatti schiarisce rapidamente e la notte se ne va portando con se l’ultima preda.
Lascio il Nuvolau alle 8.40 dopo quasi sedici ore di permanenza. Anzi no, saranno la metà perché l’altra metà l’ho trascorsa in cielo correndo tra le stelle, su un percorso tracciato tanti anni fa da un astronomo francese a cui è stata intitolata la Maratona.
Arrivederci Nuvolau!
Leggi su Coelum 138 il resconto della Maratona Messier del 2010.
L’Associazione Astris a.p.s.(associazione di promozione sociale), grazie al suo nuovo statuto, apre le iscrizioni a tutti gli appassionati e simpatizzanti di
astronomia. Per l’anno in corso sono pianificate le seguenti attività:
Ciclo di “Conversazioni Astronomiche” a cadenza mensile (ore 18:00 presso la Sala S.Chiara, via Avigliana 3):
Programma delle attività del GAR per il prossimo mese, ore 21:00 presso “Casa delle associazioni”. 09.06: Conferenza di Vittorino Suma.
Per informazioni: 3803124156 e 3332178016
info@astrofilirozzano.it www.astrofilirozzano
L’Associazione Astris a.p.s.(associazione di promozione sociale), grazie al suo nuovo statuto, apre le iscrizioni a tutti gli appassionati e simpatizzanti di
astronomia. Per l’anno in corso sono pianificate le seguenti attività: ciclo di “Conversazioni Astronomiche” a cadenza mensile (ore 18:00 presso la Sala S.Chiara, via Avigliana 3).
Da una distanza di 1,2 milioni di chilometri la sonda Dawn ha ottenuto la prima foto del target che raggiungerà a fine luglio.
Come già annunciato nell’articolo che abbiamo pubblicato in Coelum 148, la sonda Dawn, destinata a raggiungere l’asteroide Vesta gli ultimi giorni di luglio, è entrata nella sua fase “operativa”, cominciando la manovra di approccio lo scorso 3 maggio. Anche se la sonda è ancora lontana 1,2 milioni di km dal suo obiettivo, è iniziata la lunga manovra che la porterà in orbita attorno a Vesta grazie a continue accensioni dei propulsori ionici e aggiustamenti della direzione di rotta.
La posizione odierna (31 maggio 2011, per aggiornamenti http://dawn.jpl.nasa.gov/mission/live_shots.asp) della sonda Dawn.
Dopo più di tre anni e mezzo di viaggio, la telecamera di bordo Framing ha registrato la prima immagine di Vesta (pochi pixel sul sensore), inaugurando la serie di 24 successive acquisizioni periodiche, che verranno usate per controllare e correggere la rotta. Seguiranno subito le prime rilevazioni con lo spettrometro VIR (Visual and Infrared Spectrometer), mentre si ritiene che già a partire da giugno le immagini registrate da Dawn supereranno le migliori ottenute dal Telescopio Spaziale Hubble.
Avvicinandosi a Vesta la sonda inizierà le riprese “a rotazione”, per fotografarlo durante un intero suo giorno (che dura 5 ore e 20 minuti) rispettivamente il 1°, il 10 e una data tra il 23 e il 25 luglio, puntando anche lo spazio intorno per cercare eventuali piccoli satelliti.
Durante il suo avvicinamento la Dawn rileverà continue radiometrie di Vesta per poterne valutare con precisione la massa, tuttora incerta e fondamentale per pianificare i parametri orbitali migliori.
A partire dal 16 luglio Vesta “catturerà” gravitazionalmente la sonda, che comunque proseguirà con gli aggiustamenti automatici per restringere l’orbita verso l’asteroide, fino ai 2700 km previsti, raggiungibili tra l’8 e l’11 agosto.
La Dawn continuerà a rilevare dati su Vesta fino al luglio 2012, quando comincerà ad abbandonare l’asteroide, per iniziare la manovra di avvicinamento al prossimo obiettivo della missione, Cerere, che raggiungerà nel febbraio 2015.
Back to article Comet C 2001 Q4 Neat Download: HI-RES GIF (Size: 5251 kb) Comet Neat photographed from Namibia 28 Dec 2005. Taken with a 10-cm Takahashi refractor.
Indice dei contenuti
Perché le comete sono “cool”? Dillo con un twitt
La cometa Neat fotografata dalla Namibia il 28 Dicembre 2005 con un Takahashi da 10 cm
Sono passati 25 anni dal primo incontro tra una sonda spaziale e una cometa. Era il 1986; la sonda era la Giotto (la missione dell’ESA che ha inaugurato l’esplorazione di questi oggetti celesti raminghi), la cometa, la mitica Halley. Per ricordare quell’incontro tra “stelle, e celebrare le prossime tappe dell’esplorazione cometaria, l’ESA ha lanciato un concorso su Twitter: Perché le comete sono cool?
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Se hai familiarità con il social network e le comete ti hanno sempre affascinato, allora dillo. Con un twitt: 130 caratteri al massimo. Il “cinguettio” più brillante, ironico, scientificamente accurato, originale e, ovviamente, sintetico verrà premiato con un viaggio al centro operativa ESOC di Darmstadt, in Germania, il 15 giugno, per partecipare all’evento in ricordo della missione Giotto e in nome della missione di Rosetta.
La sonda Rosetta, in viaggio ormai da 10 anni nelle profondità dello spazio, ha già quadrupilicato la distanza tra la Terra e il Sole, e si prepara per il rush finale. A giugno, verrà messa in ibernazione, fino a gennaio 2014, quando si risveglierà per il sospirato appuntamento con la cometa 67-P/Churyumov-Gerasimenko. L’evento del 15 giugno sarà così anche l’occasione per dare la “buona notte” a Rosetta.
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Per partecipare al concorso c’è tempo dal 30 maggio al 9 giugno ed è semplicissimo: basta inserire l’etichetta #coolcomet“ e lasciare un twitt.
Tutti i messaggi saranno pubblicati sul blog di Rosetta. Il vincitore sarà proclamato il 10 giugno. Per maggiori informazioni visitare il sito dell’ESA.
In alto. La foto originale inviataci da Claudio Pra, scattata il 16 gennaio 2011. Sotto, una parte dell stessa, ingrandita ed equalizzata per evidenziare meglio le stelle. Sono indicate le posizioni di Giove e Urano, nonché dell’”oggetto misterioso” situato nei pressi di 30 e 33 Piscium
In alto. La foto originale inviataci da Claudio Pra, scattata il 16 gennaio 2011.
Domenica 16 gennaio il nostro amico collaboratore Claudio Pra (Alleghe (BL) ha scattato parecchie foto a grande campo per immortalare Giove accanto a Urano. In una di esse, scattata alle 18:46 ora legale, si è accorto della presenza di una stellina intrusa accanto alle stelle 33 e 30 Piscium, di magnitudine praticamente identica, quindi di +4,5 mag. circa. Ci scrive Pra: “L’oggetto è puntiforme e non mostra movimento. Considerando l’esposizione di 8 secondi non saprei cosa può essere. Ho controllato alcune foto scattate tre quarti d’ora dopo e della stellina intrusa non c’è più traccia. L’ipotesi che ho formulato è quella del satellite in rotazione che mostra un brillamento di pochi istanti ma non so se possa essere corretta.”
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Una parte dell'immagine di Pra, ingrandita ed equalizzata per evidenziare meglio le stelle. Sono indicate le posizioni di Giove e Urano, nonché dell’”oggetto misterioso” situato nei pressi di 30 e 33 Piscium
Lettera e foto sono state pubblicate su Coelum 149 (a pag. 79) con la seguente risposta del Direttore: “Caro Pra, il mistero permane anche dopo che ci abbiamo perso sopra una mezz’ora. Tutto ciò che possiamo sicuramente dire è che l’oggetto è reale e durante gli 8 secondi posa ha condiviso lo stesso spostamento delle stelle che lo circondano. Anche la forma, se osservata con un forte ingrandimento è praticamente identica a quella degli altri “puntini”: non si tratta quindi di un artefatto o di un raggio cosmico. In quella posizione, abbiamo controllato, non esistono variabili, o comunque stelle capaci di manifestare dei flare molto brevi.
Un riflesso di Giove? Dubitiamo anche di questo… l’immagine si mostra troppo secca e puntiforme, e ci sarebbe stato (sebbene spostato) anche nelle fotografie fatte più tardi. Il flare di un satellite? Sarebbe però dovuto essere un geostazionario… Talvolta anche questi possono produrre dei flare, specialmente in certi periodi dell’anno (da noi, quelli invernali, per effetto della declinazione australe del Sole). Il dubbio è che per quanto breve sia stata la posa di 8 secondi, avrebbe comunque dovuto evidenziare il diverso moto del satellite rispetto alle stelle… Mah!”
Se qualcuno tra i nostri lettori ha fotografato Giove a grande campo in quel periodo, controlli gli scatti (e magari ce li spedisca) per verificare la presenza o meno dell’oggetto misterioso…
Fig. 2. Porzione ingrandita della Fig. 1, che mostra in dettaglio come si presenta la dispersione delle posizioni “virtualmente possibili” della cometa al 1/1/2012, in prossimità del prossimo avvicinamento alla Terra. La situazione reale corrisponderà and una delle posizioni rappresentate in verde, che, come si vede, costituiscono un sottoinsieme delle posizioni, rappresentate in rosso, “virtualmente possibili” in base al primo ristretto arco di osservazioni, dal 2/10/2006 al 20/10/2006.
David H. Levy (Montreal, 22 maggio 1948) è un noto divulgatore scientifico canadese, scopritore di 22 comete.
La P/2006 T1 (Levy) è l’ultima delle numerose (per l’esattezza 22) comete scoperte da David Levy, uno dei cacciatori di comete di maggior successo nella storia, la più famosa delle quali è di sicuro la Shoemaker-Levy 9, terminata in una serie di vampate di energia, quando i suoi numerosi frammenti precipitarono su Giove nel Luglio 1994. La P/2006 T1, scoperta visualmente il 2 ottobre 2006 con strumentazione amatoriale, ha un afelio molto vicino all’orbita di Giove, e così è destinata anch’essa, se non a precipitare sul gigante gassoso, a ricevere prima o poi da questo un calcione gravitazionale tale da rispedirla in quella incubatrice di comete che è la nube di Oort.
Intanto però si avvicina il prossimo passaggio al perielio, che avverrà il 12 gennaio 2012 (giorno più, giorno meno), quasi in coincidenza col massimo avvicinamento alla Terra, previsto qualche giorno più in là, ad una distanza minima di 27 milioni di km (milione più, milione meno). Purtoppo però, contrariamente a quanto prospettato nel numero 148 di Coelum, non vi sarà nulla di spettacolare: ad una magnitudine stimata di circa 7-8, la cometa (che è di dimensioni alquanto modeste) sarà a stento visibile con un comune binocolo 10×50. Perché allora sprecarsi tanto, visto che tutto sommato le comete “binoculari” non sono affatto rare ?
Una ripresa fotografica della T1 (Levy) realizzata nel 2006 dal Great Shefford Observatory. che ritrae la cometa in transito sulla galassia NGC 3521, nel Leone.
Una ragione è che in Internet circolano informazioni contrastanti: mentre sui siti più autorevoli (es. http://ssd.jpl.nasa.gov/sbdb.cgi#top ) si trova l’informazione corretta del passaggio a 0,18 U.A. dalla Terra (27 milioni di km), altre fonti, come ad es. la voce italiana di Wikipedia, parlano di un avvicinamento a 0,024 U.A. (3,6 milioni di km). Se così fosse, si tratterebbe davvero di un evento spettacolare, con la cometa nettamente visibile ad occhio nudo (fra gli ultimi giorni di dicembre e i primi di gennaio) ed una rapidità di spostamento sulla volta celeste percepibile, nel campo di un binocolo, già nell’arco di pochi minuti di osservazione. Quale è l’origine di questa discrepanza, apparentemente davvero clamorosa ?
Me lo sono chiesto anch’io, e così, scavando un po’ in quella miniera di informazioni che è Internet, ho trovato che la previsione dell’eccezionale avvicinamento alla Terra per il Capodanno 2012 è dovuta ad Andrew Lowe, un astronomo dilettante “da tavolino” (e in ciò mio stimatissimo collega), molto noto ed estremamente prolifico nella scoperta di nuovi asteroidi attraversol’esame delle immagini digitalizzate di archivio, provenienti da varie “survey” celesti, come la DSS di Palomar. Il 20 ottobre del 2006, elaborando i dati astrometrici (pubblicati dal Minor Placet Center) delle osservazioni effettuate fra il 2 e il 20 ottobre, Lowe scopre il futuro “incontro ravvicinato” con la Terra e divulga il risultato nella “comet mailing list”, una risorsa Internet utilizzataper lo scambio di informazioni dagli appassionati di comete.
Andrew Lowe (1959), il geofisico canadese (e appassionato di astronomia) che nel 2006 calcolì in base alle poche posizioni disponibili un’orbita che avrebbe riportato la T1 Levy nel 2011-12 a “sfiorare” il nostro pianeta.
E’ normale che una notizia così ghiotta rimbalzi su vari siti e venga ripresa da varie fonti, cosicché poi le capiti di sopravvivere anche successivamente ad una (molto meno ghiotta) smentita. Un po’ come accade con tante bufale giornalistiche … ma si trattava davvero di una bufala ?
Niente affatto! Come ho potuto verificare “riesumando” le circolari del MPC contenenti le osservazioni disponibili alla data del 20 ottobre 2006, e ripetendo l’elaborazione, i suoi calcoli erano correttissimi. In base a quei dati, si determinava per la cometa un’orbita che la avrebbe portata ad un incontro con la Terra, a cavallo fra il 31 Dicembre 2011 e il 1° Gennaio 2012, a meno di 3,7 milioni di km di distanza. Dove sta allora l’inghippo?
Programma delle attività del GAR per il prossimo mese, ore 21:00 presso “Casa delle associazioni”.
Escursioni in montagna per l’osservazione degli astri a Pian dell’Armà (PV): 2/3/4 e 24/25 giugno.
Per informazioni: 3803124156 e 3332178016
info@astrofilirozzano.it www.astrofilirozzano
A giugno il Planetario e Osservatorio Astronomico di Cà del Monte vi aspetta con le consuete spettacolari osservazioni del Sole (ogni domenica) e della volta celeste notturna (ogni venerdì e sabato sera). Spettacoli al Planetario ore 21:30 ogni venerdì.
5.06, ore 16, ore 17, ore 18: “Il Sistema Solare” (l’astronomia per i più piccoli).
Nel mese di giugno Saturno apparirà stazionario nei pressi della bella stella doppia Porrima (gamma Virginis, di mag. +2,7), composta da due compagne di mag. +3,5 separate da 1 secondo d’arco. Il giorno 14, quando il pianeta arriverà all’apice della curva e invertirà il moto, si troverà a una distanza dalla stella di circa 16 primi.
A giugno il Planetario e Osservatorio Astronomico di Cà del Monte vi aspetta con le consuete spettacolari osservazioni del Sole (ogni domenica) e della volta celeste notturna (ogni venerdì e sabato sera). Spettacoli al Planetario ore 21:30 ogni venerdì.
04.06, ore 21:00: “Cielo e Terra nelle vie dei pellegrini: la Via Lattea, gli ammassi di stelle, le strade dei pellegrini medievali”. Conferenza astronomica e interdisciplinare con escursione notturna e osservazione del cielo con i telescopi dell’osservatorio.
L’Associazione Astris a.p.s.(associazione di promozione sociale), grazie al suo nuovo statuto, apre le iscrizioni a tutti gli appassionati e simpatizzanti di
astronomia. Per l’anno in corso sono pianificate le seguenti attività:
04.06: Osservazioni astronomica presso l’Osservatorio
Il percorso apparente della C/2009 P1 Garradd in giugno
Il percorso apparente della C/2009 P1 Garradd in giugno. La cometa si muoverà salendo in declinazione tra Acquario e Pegaso (dopo essere transitata
anche nei Pesci). La luminosità varierà dalla mag. +11,2 alla +10,1 e pertanto la cometa sarà da considerare un oggetto ancora telescopico e fotografabile solo
con una camera digitale a lunga posa. La Garradd è ancora in avvicinamento alla Terra e nel corso di giugno passerà da una distanza di 2,96 UA a 2,19 UA.
Il percorso apparente della C/2009 P1 Garradd in giugnoLa tabella riporta il sorgere, la culminazione, l’altezza sull’orizzonte astronomico dell’osservatore raggiunta dalla cometa all’istante del transito in meridiano, e il tramonto. Sono quindi indicate: la magnitudine visuale (la magnitudine totale indicata è quella teorica calcolata in base a dei parametri fisici e geometrici; l’effettiva magnitudine visuale delle comete può risultare a volte decisamente diversa da quella tabulata), la distanza dalla Terra (in Unità astronomiche), l’elongazione dal Sole – occidentale “W” (la cometa è visibile alla mattina prima del sorgere del Sole), od orientale, “E” (la cometa è visibile alla sera dopo il tramonto del Sole) – l’Ascensione Retta, la Declinazione e la costellazione in cui si trova. Gli istanti sono topocentrici e calcolati per le 00:00 TMEC per una località situata a 12° di longitudine Est e 42° di latitudine Nord
Leggi tutti i dettagli e i consigli per l’osservazione, con tutte le immagini e le mappe dettagliate, nell’articolo tratto dalla rubrica Comete di Rolando Ligustri presente a pagina 62 di Coelum n.149
Programma delle attività del GAR per il prossimo mese, ore 21:00 presso “Casa delle associazioni”.
Escursioni in montagna per l’osservazione degli astri a Pian dell’Armà (PV): 27/28 maggio, 2/3/4 e 24/25 giugno.
Per informazioni: 3803124156 e 3332178016
info@astrofilirozzano.it www.astrofilirozzano
Spettacoli al Planetario: il giovedì alle ore 21.00, il venerdì alle ore 16.00 e 21.00, il sabato alle ore 18.00 e 21.00, la domenica alle 16.00 e 17.30.
SPECIALI “Universo in poltrona”, ore 21:00:
27.05: “Breve storia dell’Universo: dal big bang a ieri” a cura di Leopoldo Benacchio.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 049 773677
Email: info@planetariopadova.it
Web: www.planetariopadova.it
Come si può vedere dalla illustrazione, che simula l’apparenza del cielo verso le 5:30 del mattino del 1 giugno, per qualche giorno sarà osservabile una rara disposizione dei pianeti, che nel cielo dell’alba appariranno allineati lungo l’eclittica secondo l’esatta successione delle loro orbite (con l’unica eccezione
Il percorso apparente in giugno di (43) Ariadne e (405) Thia
Il percorso apparente in giugno di (43) Ariadne e (405) Thia. I due oggetti si muoveranno in parallelo percorrendo rispettivamente una distanza angolare di 5,5° e 7,7° nella parte nord del Sagittario, ai confini con Lo Scudo e il Serpente. La regione, attraversando la Via Lattea, è ovviamente ricchissima di oggetti deep-sky, tra cui il grande ammasso aperto M25 nei cui pressi si sta muovendo Plutone e la nebulosa M17, che verrà sfiorata da (405) Thia la sera del 24 giugno (nella figura in alto è data la posizione alle ore 23:00).
Il percorso apparente in giugno di (43) Ariadne e (405) Thia
Leggi tutti i dettagli e i consigli per l’osservazione, con tutte le immagini e le mappe dettagliate, nell’articolo tratto dalla Rubrica Asteroidi di Talib Kadori presente a pagina 64 di Coelum n.149
La cartina del mese ci mostra la parte centrale dell’Orsa Maggiore, dove si trovano la stella Phecda (gamma UMa) e le tre galassie di cui si parla nella rubrica: M109, NGC 3718 e NGC 3729.
Prosegue in questo numero la descrizione (iniziata nel numero 147 con il gruppo di M81) dei numerosissimi oggetti deep-sky della costellazione dell’Orsa
Maggiore; costellazione che nelle tarde sere di giugno si staglierà in verticale alta circa 60° sull’orizzonte nordovest.
La cartina del mese ci mostra la parte centrale dell’Orsa Maggiore, dove si trovano la stella Phecda (gamma UMa) e le tre galassie di cui si parla nella rubrica: M109, NGC 3718 e NGC 3729.
Leggi tutti i dettagli e i consigli per l’osservazione, con tutte le immagini e le mappe dettagliate, nell’articolo tratto dalla Rubrica Nel Cielo di Salvatore Albano presente a pagina 46 di Coelum n.149
L’ASTRONOMIA IN ITALIA NEL 150° ANNIVERSARIO DELL’UNITA’ NAZIONALE – PROBLEMI E PROSPETTIVE
27 maggio serata inaugurale,
TERRE DEL CIELO, nel corso della quale si osserverà e trasmetterà in diretta web, l’osservazione del transito di un pianeta extrasolare.
Tale osservazione sarà commentata sia da astronomi sia da alcuni ospiti prestigiosi della cultura e delle arti (parteciperanno tra gli altri Dario Fo, il matematico Piergiorgio Odifreddi, lo scrittore Carlo Lucarelli ed il noto presentatore televisivo Patrizio Roversi).
28-29 maggio 4° Convegno EAN
I temi in discussione sono:
– l’astronomia in Italia dal 1861 ad oggi
– Il futuro della ricerca scientifica ed astronomica
Spettacoli al Planetario: il giovedì alle ore 21.00, il venerdì alle ore 16.00 e 21.00, il sabato alle ore 18.00 e 21.00, la domenica alle 16.00 e 17.30.
SPECIALI “Universo in poltrona”, ore 21:00:
20.05: “Galassie interagenti” a cura di Antonella Vallenari.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 049 773677
Email: info@planetariopadova.it
Web: www.planetariopadova.it
Per il terzo anno si celebra a Roma la Notte dei Musei, che torna il 14 maggio dalle 20 alle 2: un grande appuntamento gratuito che coinvolge tutti i musei della Capitale. Il Planetario partecipa con “C’è Vita nel Museo… 3”, una kermesse in cui il meglio delle sue attività sarà condensato in un’unica festa per il pubblico.
Il Planetario aprirà le porte alle 20, con un programma di spettacoli astronomici che spazia tra gli oltre 60 spettacoli in repertorio (prodotti dallo staff scientifico a partire dal 2004 e costantemente arricchiti di nuovi titoli). Ecco nel dettaglio la programmazione sotto la grande cupola:
ore 20:30 – “Scala Verso il Cosmo” di Giangiacomo Gandolfi
ore 21:30 – “Di Stella in Stella” di Stefano Giovanardi
ore 22:30 – “Le Stagioni del Cielo” di Giangiacomo Gandolfi
ore 23:30 – “Profondo Cielo” di Stefano Giovanardi
ore 0:30 – “Notturno Stellare” di Gabriele Catanzaro e Gianluca Masi
Per i più piccoli verrà allestito il planetario mobile che offrirà spettacoli per bambini durante tutta la serata, con Ilaria De Angelis, Alessandro Ippolito e Gabriele Catanzaro, alla scoperta dei cieli di primavera. Orari: 20:10, 20:55, 21:35, 22:20; 23:05; 23:50; 00.35; 00:20; 01:00
Eccezionalmente per la serata, i nostri explainers astronomici, Roberta Carini, Alessandro Carucci, Cinzia Di Porto e Valentino Lacquaniti accompagneranno i visitatori in suggestivi percorsi animati nel Museo Astronomico (il servizio è normalmente rivolto alle scuole). Per partecipare, i gruppi si formeranno nell’atrio del Museo e partiranno alle 20:30, 21:30, 22:30, 23:30 e 0:30.
Durante la serata sarà attiva anche la postazione del Virtual Telescope, con Gianluca Masi e Gisella Luccone, per rievocare l’emozione della conoscenza del cielo e partire all’esplorazione in diretta del firmamento di primavera, con spettacoli alle 20:10, 21:20, 22:30, 23:40, 0:50.
“C’è Vita nel Museo… 3” è un evento a cura di Gabriele Catanzaro, Giangiacomo Gandolfi, Stefano Giovanardi, Gianluca Masi e Vincenzo Vomero.
L’evento è ad ingresso libero e gratuito; per gli spettacoli nel planetario occorre prenotare allo 060608. NB: la prenotazione decade 15 minuti prima dell’orario dello spettacolo.
Per la prenotazione di tutte le altre attività (Planetario mobile, visite animate, virtual telescope) ci saranno nostri addetti all’ingresso del museo il giorno stesso dell’evento.
Il Planetario fa parte del Sistema Musei Civici del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali
Planetario e Museo Astronomico del Comune di Roma
Piazza Agnelli 10 – Roma
Per informazioni e prenotazioni tel 060608 (tutti i giorni ore 9.00-21.00)
La AAAV comunica il calendario dei prossimi incontri a tema che si svolgeranno presso il Centro Astronomico di Libbiano (Comune di Peccioli – PI) con inizio alle ore 21:15 (ingresso libero).
19.05: “Immagini e video dal Cielo”. Fotografia del profondo cielo con la reflex digitale ed elaborazione delle immagini effettuate in tempo reale. I pianeti con la webcam. A cura di Francesco Biasci.
Il 14 maggio 2011 verrà lanciato dalla Toscana StratoSpera 2, il secondo pallone aerostatico amatoriale del progetto StratoSpera. Il pallone raggiungerà una quota di alcune decine di migliaia di metri nella stratosfera trasportando un carico utile di attrezzature per fotografare l’Italia dall’alto ed effettuare esperimenti scientifici. Se la missione avrà successo, il carico utile, dopo essersi separato dal pallone, scenderà appeso a un paracadute per essere recuperato. Il progetto StratoSpera è condotto da un gruppo di appassionati di spazio con la collaborazione di alcuni sponsor.
Una spettacolare foto ripresa dalla fotocamera di bordo della missione STSp-1 il 4 settembre 2010, in cui sono visibili l'isola d'Elba, Capraia e la Corsica
Il pallone StratoSpera 2 verrà lanciato da una zona nei pressi di Greve in Chianti (FI) nella tarda mattinata del 14 maggio. Il carico utile comprende una fotocamera digitale per riprese fotografiche e video dell’Italia centrale, sensori di temperatura, pressione e accelerazione, un contatore Geiger per misure di radiazione e campioni biologici per esperimenti di medicina e scienze della vita. Volerà a bordo di StratoSpera 2 anche un tricolore per celebrare il 150° anniversario dell’unità d’Italia. Sarà possibile seguire la missione con notizie e aggiornamenti sul sito di StratoSpera e le presenze Facebook e Twitter del progetto.
La costa Adriatica. Quota: 10.628,6 m
La stratosfera è un ambiente con alcune condizioni simili a quelle dello spazio esterno. Si trova al di sopra del 99% dei gas dell’atmosfera in un vuoto molto spinto, il cielo appare nero, è visibile la curvatura dell’orizzonte terrestre e si registrano radiazioni con caratteristiche e livelli simili a quelle dello spazio.
StratoSpera 1, il primo volo del progetto, si è svolto con successo il 4 settembre 2010 (vedi anche Coelum n. 143) con modalità analoghe, raggiungendo un’altezza massima di 27.625 metri nella stratosfera e riprendendo centinaia di foto spettacolari. Dopo un’ora e mezza di volo il carico è stato recuperato a circa 60 km dal luogo di lancio.
Il progetto StratoSpera è realizzato da un gruppo di appassionati italiani di astronautica e spazio dell’Associazione ISAA (Italian Space and Astronautics Association), con la collaborazione degli sponsor Develer s.r.l e Vamp Tech S.p.A. Sono particolarmente significativi i contributi di Francesco Bonomi e Francesco Sacchi (Develer).
Era già nell’aria, ma questo ulteriore ritardo nel lancio di Endeavour rende molto più complicata la situazione del programma Space Shuttle.
I tecnici sul Pad 39/A non hanno ancora individuato la causa del corto circuito che una settimana fa ha bloccato il lancio della missione STS-134, diretta sulla Stazione Spaziale Internazionale con sei membri d’equipaggio e l’esperimento AMS2.
L'ALCA2, il box di derivazione incriminato - NASA
Dopo aver sostituito inutilmente la scatola di derivazione che controlla tutto il sistema di riscaldatori per le APU, gli ingegneri hanno deciso di sostituire anche il cablaggio completo che collega quella scatola con i vari riscaldatori e durante quelle operazioni è stato notato, in un fascio di cavi, un conduttore crimpato in modo anomalo, dettaglio che ha lasciato il sospetto che potesse essere lui il responsabile del problema.
Le operazioni di sostituzione sono comunque proseguite e per lunedì prossimo avremo una risposta sull’esito di tutta questa serie di lavori eseguiti su Endeavour.
La missione dovrebbe ora partire alle 1256 UTC del 16 maggio, con un inizio del countdown alle 1100 UTC di venerdì 13 (che non piacerà sicuramente ai superstiziosi americani) e un attracco alla ISS alle 1000 UTC del 18 maggio. Endeavour mollerebbe gli ormeggi alle 1500 UTC del 29 maggio ed atterrerebbe al KSC alle 0630 del primo giugno.
A complicare la situazione ci sono due fattori. Il primo è il rientro previsto per la Soyuz TMA-20 con Nespoli previsto per il 23 maggio (che quindi impedirebbe di fatto l’esecuzione della missione) e il periodo di beta-cutout (quando la Stazione rimane esposta perennemente alla luce solare causando un possibile surriscaldamento della navetta eventualmente attraccata) che si estenderà dal 29 maggio al 19 giugno.
Vedremo come i manager NASA gestiranno tutti questi problemi.
Spettacoli al Planetario: il giovedì alle ore 21.00, il venerdì alle ore 16.00 e 21.00, il sabato alle ore 18.00 e 21.00, la domenica alle 16.00 e 17.30.
13.05, ore 20:30: Speciale SPERIMENTANDO: “Microscopi e Telescopi per vedere oltre” a cura di Sofia Talas e Giacomo Torzo.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 049 773677
Email: info@planetariopadova.it
Web: www.planetariopadova.it
Per tutto il mese di maggio quattro pianeti (Mercurio, Venere, Marte e Giove) daranno spettacolo sopra l’orizzonte est-nordest poco prima del sorgere del Sole. Il 1° maggio Marte si troverà (in un sistema di riferimento altazimutale) 22′ a nordest di Giove; l’11 Venere transiterà 45′ a sudest di Giove, con Mercurio 1,5° più in basso; il 22 Mercurio, Venere e Marte si troveranno raggruppati in un raggio di 1,2°.
Ovviamente i pianeti non si mostreranno così vividi e contrastati rispetto al fondo cielo come mostrato nelle illustrazioni (intervallate di due giorni) , ma in assenza di foschia saranno comunque perfettamente osservabili in un binocolo (che li conterrà abbondantemente tutti nel campo) o in un telescopio a bassi ingrandimenti.
Le mutevoli posizioni di Venere, Mercurio, Marte e Giove durante il mese di maggio. Le illustrazioni rappresentano il cielo dell'alba in condizioni di orizzonte sgombro e buon seeing
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