Stiamo per arrivare su Vesta

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Stiamo per arrivare su Vesta
Una delle caratteristiche più peculiari della missione Dawn è legata alla propulsione assicurata da un motore a ioni capace di sviluppare una spinta leggera ma costante, consumando alla massima potenza soltanto 300 g di propellente (xeno) al giorno.

Dopo tre anni e mezzo di rincorsa, la sonda Dawn è ormai a un passo dal suo primo obiettivo scientifico, l’asteroide Vesta che raggiungerà il prossimo luglio. Si sta per coronare, dunque, un sogno che in certi momenti si è temuto dovesse irrimediabilmente svanire.

Una delle caratteristiche più peculiari della missione Dawn è legata alla propulsione assicurata da un motore a ioni capace di sviluppare una spinta leggera ma costante, consumando alla massima potenza soltanto 300 g di propellente (xeno) al giorno.
Una delle caratteristiche più peculiari della missione Dawn è legata alla propulsione assicurata da un motore a ioni capace di sviluppare una spinta leggera ma costante, consumando alla massima potenza soltanto 300 g di propellente (xeno) al giorno.

È vero che di missioni come questa ne abbiamo già vissute parecchie, con navicelle spaziali che hanno sorvolato o addirittura orbitato asteroidi come Eros, Ida o Lutetia… ma questa volta si tratta di ben altro,
ovvero dell’esplorazione di uno degli asteroidi storici, il terzo dopo Ceres e Pallas per dimensioni e il secondo per massa dopo Cerere, oltre che il più luminoso in assoluto per gli osservatori terrestri, l’unico visibile ad occhio nudo…Non è solo per questo motivo che l’arrivo della sonda, previsto in un giorno ancora imprecisato di fine luglio (ma forse anche prima), sarà l’evento astronomico del 2011; c’è ovviamente molta attesa per i risultati scientifici, ma ai lettori di Coelum non sfuggirà l’aspetto puramente emozionale, per la conclusione di una missione che non è iniziata ai giorni nostri, ma molto tempo fa, la notte in cui Heinrich Wilhelm Olbers scoprì un quarto “pianeta” dopo Cerere, Pallade e Giunone. Era il 29 marzo del 1807.