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La Grande Tempesta del Nord

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Una immagine di Saturno realizzata dalla Cassini. Missione: Cassini-Huygens. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

Alla fine del 2010, i ricercatori della missione Cassini-Huygens hanno identificato una tempesta nell’emisfero nord del pianeta Saturno. Non è certamente la prima volta: la sonda Cassini già nel 2004 aveva individuato una tempesta nell’emisfero sud del pianeta chiamata “tempesta del Dragone”.

Ma decisamente, questa dell’emisfero nord, iniziata nel 2010 e sviluppatasi per oltre un anno, è la tempesta più grande e interessante mai osservata, con una superficie enorme e con fulmini 10.000 volte più intensi di quelli terrestri (vedi articoli precedenti). Dalla sua scoperta e per tutta la sua durata, la tempesta è stata seguita e studiata da vicino dagli strumenti a bordo della sonda Cassini.

Un'immagine di Saturno realizzata dalla Cassini. Missione: Cassini-Huygens. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

In questo magnifico mosaico a falsi colori del pianeta è visibile la coda dell’enorme tempesta, mentre la testa è tramontata oltre l’orizzonte. Per realizzare questo mosaico è stato necessario combinare 12 immagini nell’infrarosso realizzate dalla wide angle camera il 12 gennaio 2011. Al momento in cui sono state scattate queste foto, Cassini si trovava a 1.1 milioni di chilometri dal pianeta e la risoluzione dell’immagine è di 122 chilometri per pixel. Per la scelta dei colori, sono stati utilizzati tre diversi filtri nel vicino infrarosso (in particolare a 890, 752 e 728 nanometri) per distinguere i vari strati dell’atmosfera. Il mosaico permette dunque una chiara lettura della struttura dell’atmosfera del pianeta: il rosso e l’arancione indicano nuvole basse (e dunque profonde) nell’atmosfera. Il giallo e il verde rappresentano nuvole a profondità intermedia e bianco e blu indicano le nuvole alte dell’atmosfera.

Grazie alla sua risoluzione e alla legenda di colori, il mosaico permette dunque di aggiungere interessanti dettagli allo studio della tempesta dell’emisfero nord. Al centro della tempesta, nel quadrante in alto a sinistra del disco di Saturno è visibile una struttura di forma ovale ritenuta dai ricercatori di grande interesse e facilmente interpretabile grazie ai colori dell’immagine come una enorme voragine negli strati più profondi dell’atmosfera.

Come sempre, guardando con attenzione l’immagine, molte altre informazioni scientifiche saltano agli occhi, come il puntino nero nel quadrante in basso a sinistra sul disco di Saturno, che rappresenta l’ombra della luna Encelado. O gli anelli, visibili come una sottilissima linea che taglia l’immagine in orizzontale, mettendo in evidenza la struttura incredibilmente estesa e sottile degli anelli stessi, spessi appena qualche chilometro. Nel codice di colori del mosaico la linea appare di colore azzurro, essendo gli anelli ben al di fuori dell’atmosfera del pianeta. Da notare infine, l’ombra degli anelli, illuminati dalla luce del sole che li colpisce dall’alto, proiettata sul disco di Saturno. Sono visibili con sorprendente chiarezza le divisioni tra i vari anelli del pianeta.

Per sapere di più sull’evoluzione della tempesta:

La rubrica “Immagini dal Sistema Solareè a cura della Southern Europe Regional Planetary Imaging Facility (SRPIF), la Fototeca NASA ospitata presso gli Istituti INAF IASFIFSI di Roma (presto IAPS Roma), con la collaborazione delloSpace Photography Laboratory (SPL), la Fototeca dell’Università dell’Arizona.

Hubble sotto attacco: un approfondimento

Accuse di plagio per le ricerche di Hubble sull’espansione dell’universo e sulla classificazione morfologica delle galassie?

Si dice che nel 1931 qualcuno avrebbe pesantemente censurato un articolo del cosmologo belga Georges Lemaître per non mettere in discussione l’attribuzione a Edwin Hubble della scoperta dell’espansione dell’universo e della quantificazione di quella che oggi è conosciuta proprio come “Costante di Hubble”.

Questa, ma non solo, è l’accusa mossa da alcuni ricercatori in quello che è diventato il giallo scientifico dell’estate appena trascorsa. Del resto, non si scopre nulla di nuovo: già nel n° 99 di Coelum (ottobre 2006) Rodolfo Calanca aveva riportato tutta la questione, suggerendo alla fine che la cosiddetta “Legge di Hubble” venisse ribattezzata con il nome di “Legge di Hubble-Lemaitre” (con i due nomi in puro ordine alfabetico).

La novità sta nel fatto che ora ci sarebbero le prove. Le abbiamo analizzate assieme ad Alberto Cappi nell’articolo pubblicato su Coelum n.152 – 2011 alla pagina 22.

Riportiamo nelle pagine seguenti un approfondimento dello stesso Cappi e l’opinione di Andrea Biviano.

Al Planetario di Padova

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SPECIALE NATALE 2011 appuntamenti di gennaio:
06.01, ore 16:00: “Le Favole Celesti. L’origine dell’Universo e la vita sulla Terra”.
06.01, ore 17:30: “Le Favole Celesti. Le meraviglie del cielo dalle Hawaii”.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 049 773677
E-mail: info@planetariopadova.it
Web: www.planetariopadova.it

ASTROINIZIATIVE UAI – Unione Astrofili Italiani

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07.01: “La Cometa di Natale” presso Museo Diocesano, Genova. Osservatorio Astronomico del Righi. L’astro che ha guidato i Magi era davvero una cometa o un altro fenomeno astronomico? Scopriamo le considerazioni di un astronomo a proposito di questo evento.
www.osservatoriorighi.it

La Terra alla minima distanza da Sole

Le dimensioni angolari apparenti del Sole all'afelio e al perielio. Cortesia Anthony Ayiomamitis.

Nelle primissime ore del 5 gennaio 2012 il nostro pianeta raggiungerà il perielio, ovvero la minima distanza dal Sole, pari a circa 147,1 milioni di chilometri.

Il fatto potrebbe sorprendere, considerando la stagione fredda nel nostro emisfero, ma si consideri che la variazione di distanza

Le dimensioni angolari apparenti del Sole all'afelio e al perielio. Cortesia Anthony Ayiomamitis.

Terra-Sole – che comporta comunque un incremento di irradiazione pari a circa il 7% rispetto a quella che si registra all’afelio i primi giorni di luglio (distanza Terra-Sole di 152,1 milioni di chilometri) – viene più che compensata dalla minore inclinazione dei raggi solari e dal ridotto numero di ore d’insolazione.

Cortesia Luvi e Daniele Bloggando


Al Planetario di Ravenna

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Inizio ore 21:00. Le osservazioni si tengono presso i Giardini Pubblici con ingresso libero.
05.01, ore 15:00: “Il cielo di Natale” a cura di ARAR (conferenza adatta a bambini a partire dai 6 anni, ingresso libero).

La prenotazione è sempre consigliata.
Per info: tel. 0544-62534, E-mail info@arar.it
Web: www.racine.ra.it/planet/index.html – www.arar.it

Al Planetario di Padova

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SPECIALE NATALE 2011 appuntamenti di gennaio:
05.01, ore 21:00: “GIOVE Il pianeta gigante”.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 049 773677
E-mail: info@planetariopadova.it
Web: www.planetariopadova.it

Comete – La GARRADD a occhio nudo?

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Garradd
In gennaio la cometa Garradd continuerà la sua risalita verso le declinazioni più boreali, che la porteranno a diventare circumpolare già a metà febbraio. Sorgerà in media nelle primissime ore della notte e potrà quindi essere osservata fino alle prime luci dell’alba proiettata nella costellazione dell’Ercole.

Garradd
In gennaio la cometa Garradd continuerà la sua risalita verso le declinazioni più boreali, che la porteranno a diventare circumpolare già a metà febbraio. Sorgerà in media nelle primissime ore della notte e potrà quindi essere osservata fino alle prime luci dell’alba proiettata nella costellazione dell’Ercole.

In un panorama cometario non certo esaltante, è ancora l’irriducibile C/2009 P1 (Garradd) a farla da padrona questo mese. Anzi, si può dire che il suo meglio comincerà a darlo proprio adesso. Dopo essere passata al perielio il 23 dicembre scorso, la Garradd continuerà infatti l’avvicinamento alla Terra fino al 12 marzo, data in cui arriverà alla distanza di 1,27 UA. E fino a quel giorno è probabile che si manterrà intorno alla magnitudine +6, ovvero alla portata di qualsiasi binocolo e forse osservabile a occhio nudo in circostanze favorevoli.

Garradd - tabella

La tabella riporta il sorgere, la culminazione, l’altezza sull’orizzonte astronomico dell’osservatore raggiunta dalla cometa all’istante del transito in meridiano, e il tramonto. Sono quindi indicate: la magnitudine visuale (la magnitudine totale indicata è quella teorica calcolata in base a dei parametri fisici e geometrici; l’effettiva magnitudine visuale delle comete può risultare a volte decisamente diversa da quella tabulata), la distanza dalla Terra (in Unità astronomiche), l’elongazione dal Sole – occidentale “W” (la cometa è visibile alla mattina prima del sorgere del Sole), od orientale, “E” (la cometa è visibile alla sera dopo il tramonto del Sole) – l’Ascensione Retta, la Declinazione e la costellazione in cui si trova. Gli istanti sono topocentrici e calcolati per le 00:00 TMEC per una località situata a 12° di longitudine Est e 42° di latitudine Nord.

Leggi tutti i dettagli e i consigli per l’osservazione, con tutte le immagini e le mappe dettagliate, nell’articolo tratto dalla Rubrica Comete di Rolando Ligustri presente a pagina 65 di Coelum n.155.

QUADRANTIDI: le prime meteore dell’anno

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Quadrantidi
Verso le 3:00 del 4 gennaio il radiante delle Quadrantidi (indicato dall'asterisco giallo e circumpolare alle nostre latitudini) sarà alto circa +30° sopra l'orizzonte di nordest. Consigliamo di attendere per lo meno quest'ora prima di iniziare le osservazioni: sia per dare modo al radiante di alzarsi, sia perché il picco di massima attività è previsto per le ore seguenti.
Quadrantidi
Verso le 3:00 del 4 gennaio il radiante delle Quadrantidi (indicato dall'asterisco giallo e circumpolare alle nostre latitudini) sarà alto circa +30° sopra l'orizzonte di nordest. Consigliamo di attendere per lo meno quest'ora prima di iniziare le osservazioni: sia per dare modo al radiante di alzarsi, sia perché il picco di massima attività è previsto per le ore seguenti.

Ogni inizio anno è caratterizzato dal manifestarsi più o meno discreto dello sciame delle Quadrantidi, il cui nome deriva dalla obsoleta costellazione del Quadrante Murale (introdotta da Lalande alla fine del 18° secolo) che un tempo occupava la regione situata nella parte nordorientale di Boote (dove quindi è situato il radiante). Il massimo, molto “piccato” (la durata dell’attività non è mai stata superiore a qualche manciata di ore, spesso non più di due) si avrà quest’anno verso le 8:00 del mattino del giorno 4, il che significa che tutto ciò che potremo fare sarà di sperare che succeda qualcosa nella notte tra il 3 e 4, fino alle prime luci dell’alba.
Le Quadrantidi hanno in genere una velocità di circa 40 km/s, e le tracce, di colore prevalentemente blu, sono discretamente brillanti (anche se molte sono telescopiche). L’attività è di tutto rispetto: mediamente lo ZHR è 70, ma nel recente passato ha toccato anche punte di 200.

Congiunzione Luna-Giove

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Tra la sera del 2 gennaio e la notte del 3, la Luna al Primo quarto avvicinerà Giove fino a una distanza angolare di circa 5°.

Se si avrà la pazienza di aspettare che i due oggetti si abbassino sull’orizzonte, come figurato nell’illustrazione, si avrà la possibilità di riprendere la congiunzione includendo anche suggestivi elementi del paesaggio.

La stessa configurazione si ripeterà anche la sera del 30 gennaio, quando la Luna reincontrerà Giove nella stessa regione di cielo, con una fase leggermente più scarsa.

Al Planetario di Ravenna

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Inizio ore 21:00. Le osservazioni si tengono presso i
Giardini Pubblici con ingresso libero.
03.01: “Il Sole nel punto più vicino” a cura di Agostino Galegati.

La prenotazione è sempre consigliata.
Per info: tel. 0544-62534, E-mail info@arar.it
Web: www.racine.ra.it/planet/index.html – www.arar.it

Planetario e Osservatorio di Ca’ del Monte

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31.12 ore 21:00: “La fine del mondo. Festa (G)Astronomica di fine 2011”. Aspettando la fine del mondo, la storia, i Maya… Cenone, musica dal vivo e astronomia all’Agriturismo Cà de Figo.
Per info: Tel. 327 7672984
E-mail: osservatorio@osservatoriocadelmonte.it
www.osservatoriocadelmonte.it

Gruppo Astrofili Rozzano

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Escursioni in montagna per osservazioni a Pian dell’Armà (PV): 23/24 e 30/31 dicembre.
Per informazioni: 3803124156 e 3332178016
E-mail: info@astrofilirozzano.it
www.astrofilirozzano.it

Al Planetario di Ravenna

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29.12: “Il cielo di Natale“ attività adatta a bambini a partire da 6 anni. Ingresso libero.
La prenotazione è sempre consigliata.
Per info: tel. 0544-62534, email info@arar.it
Web: www.racine.ra.it/planet/index.html – www.arar.it

Gruppo Astrofili Rozzano

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29.12, ore 21:00: “Lenti Gravitazionali”. Relatore Luigi Folcini.
Per informazioni: 3803124156 e 3332178016
E-mail: info@astrofilirozzano.it
www.astrofilirozzano.it

La cometa Lovejoy. Spettacolo nei cieli australi.

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La magnifica coda della cometa Lovejoy (Foto di Colin Legg)

La cometa Lovejoy ha sfiorato la nostra Stella lo scorso 15 Dicembre (vedi questo post in merito), diventando molto brillante e con una coda estesa per decine di milioni di chilometri.

Nonostante le previsioni non fossero per niente rosee, il piccolo masso ghiacciato ha superato indenne l’incontro ravvicinato con il Sole e ora se ne sta allontanando velocemente.

Probabilmente per festeggiare lo scampato pericolo e farsi ricordare, in questi giorni sta mostrando uno spettacolo davvero unico, purtroppo riservato agli osservatori situati nell’emisfero australe. Nel cielo dell’alba della mattina del 21 dicembre, e probabilmente anche in quello dei prossimi giorni, la sua immensa e luminosa coda è stata ben visibile poco prima del sorgere del Sole.

Le immagini amatoriali del 21 Dicembre, che hanno già inondato la rete, testimoniano un evento probabilmente più unico che raro: la chioma della cometa è troppo vicina al Sole per essere osservata, ma la coda è così estesa e luminosa che si rende visibile ben prima del sorgere della nostra stella.

E’ emozionante vedere spuntare dall’orizzonte rosato questo pennacchio colorato ricco di tenui sfumature e pensare che stiamo osservando polveri e gas persi da una piccola e anonima cometa che un giorno ha deciso di regalarsi un grande momento di gloria mostrandosi così bella agli abitanti di un pianeta chiamato Terra.

Noi abitanti dell’emisfero boreale non possiamo far altro che ammirare invidiosi le immagini scattate dai nostri colleghi e lamentarci per un destino veramente crudele, che ha scelto di premiare di nuovo gli osservatori del sud del mondo dopo lo spettacolo regalato dalla cometa McNaught nel 2007, definita la più brillante di questo e del secolo passato.La pazienza sarà anche la virtù dei forti, ma a volte ce ne vuole davvero tanta.

Le immagini riprese il 22 Dicembre dagli osservatori di Australia e Nuova Zelanda mostrano ora anche la brillante chioma della cometa, ormai allontanatasi a sufficienza dal Sole per essere avvistata: una visione davvero mozzafiato.

Un'altra spettacolare immagine di Vello Tabur. http://users.tpg.com.au/vtabur/2011w3/2011w3.htm

Qui trovate un filmato time lapse registrato dall’astrofilo australiano Colin Legg il 21 dicembre che testimonia il curioso effetto della coda priva della chioma, mentre qui potete visualizzare le altre foto finora pervenute.

Arrosto di pianeti. Scoperti due nuovi pianeti grandi quanto la Terra.

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Visione artistica del sistema formato dai pianeti KOI 55.01 e KOI 55.02 in orbita attorno alla loro stella madre, quel che resta di una gigante rossa. (Cortesia S. Charpinet)

Due nuovi pianeti extrasolari scoperti dal satellite NASA Kepler. Due corpi celesti grandi approssimativamente come la Terra, attorno a una stella simile al Sole, anche se molto più antica. Potrebbero esserci molti spunti per fantasticare la possibilità di vita su quei mondi. Ma anche i più ottimisti dovranno subito abbandonare questa ipotesi. Infatti KOI 55.01 e 55.02 – questi i nomi assegnati ai due pianeti – sono vicinissimi alla loro stella madre, praticamente meno di tre volte la distanza che separa la Terra dalla Luna e sulla loro superficie si registrano temperature alle quali persino il tungsteno – il metallo con il più alto punto di fusione – bollirebbe allegramente. Un sistema planetario di scarso interesse quindi? Tutt’altro. Quello appena scoperto potrebbe essere una sorta di ‘anteprima’ per ciò che potrebbe accadere al nostro Sistema solare interno tra qualche miliardo di anni. La storia evolutiva della stella KIC 05807616 attorno alla quale sono stati individuati questi corpi celesti è infatti molto simile a quella che attenderà il nostro sole tra circa cinque miliardi di anni, quando la sua espansione coinvolgerà i pianeti più interni del Sistema solare, tra i quali, molto probabilmente anche la Terra.

Credit: NASA/Ames/JPL-Caltech

L’astro sembra aver terminato in epoche recenti la sua fase di gigante rossa quando, una volta terminato il suo combustibile principale, l’idrogeno, ha aumentato a dismisura le sue dimensioni, tanto da inglobare i due pianeti. Perso il guscio più esterno del gas, questa stella è ora una nana bianca e i due corpi celesti sono di nuovo liberi dal suo bollente abbraccio. Ma la sua temperatura superficiale è ancora elevatissima, quasi 28.000 gradi kelvin e quella che viene registrata sui suoi pianeti è circa un terzo. KOI 55.01 e 02 potrebbero essere ciò che resta di pianeti giganti di tipo gassoso, simili al nostro Giove. Quello che è sopravvissuto a questa ‘immersione’ sarebbero solo i nuclei densi dei due corpi celesti, probabilmente composti da elementi pesanti come il ferro.

“L’osservazione di questo sistema ci permette di comprendere come l’interazione fra una stella e i suoi pianeti più vicini possa giocare un ruolo cruciale in alcune fasi dell’evoluzione stellare” commenta Roberto Silvotti, dell’Osservatorio Astrofisico di Torino, tra gli autori dell’articolo sulla scoperta dei due pianeti pubblicato nell’ultimo numero della rivista Nature. “Non solo i pianeti interni possono riuscire a sopravvivere perdendo il loro guscio esterno quando entrano a diretto contatto con la stella, ma anche la stella può venire fortemente influenzata da questo contatto e perdere a sua volta il suo inviluppo. Si pensa infatti che possano essere stati proprio questi due pianeti a strappare via a  KIC 05807616 il suo guscio esterno ricco di idrogeno, per formare la stella caldissima e abbastanza piccola che vediamo oggi, con  un raggio pari a circa un quinto di quello del nostro Sole”.

Per saperne di più:

Planetario e Osservatorio di Ca’ del Monte

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24.12 ore 21:00: Speciale Natale
Per info: Tel. 327 7672984
E-mail: osservatorio@osservatoriocadelmonte.it
www.osservatoriocadelmonte.it

Gruppo Astrofili Rozzano

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Escursioni in montagna per osservazioni a Pian dell’Armà (PV): 23/24 e 30/31 dicembre.
Per informazioni: 3803124156 e 3332178016
E-mail: info@astrofilirozzano.it
www.astrofilirozzano.it

Congiunzione Luna – Venere

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Congiunzione Luna - Venere

Congiunzione Luna - VenereIl mese di dicembre si chiuderà con il crepuscolo serale del giorno 27 con questa bella congiunzione tra Luna e Venere, con il crescente lunare distante dal pianeta circa 7 gradi.

Al Planetario di Ravenna

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20.12: “La stella di Natale” di Massimo Berretti.
La prenotazione è sempre consigliata.
Per info: tel. 0544-62534, email info@arar.it
Web: www.racine.ra.it/planet/index.html – www.arar.it

Gruppo Astrofili Polesani – Spaziando…

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20.12: “Ricerca di lenti gravitazionali. I telescopi spaziali Hubble e Herschel a confronto” relatore Mattia Negrello.
Per informazioni: Tel. 347-8512348.
E-mail: giorgio@astrofilipolesani.net
www.astrofilipolesani.net

Una cometa sta per sfiorare il Sole

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Si chiama Lovejoy e in onore al suo nome ha deciso di concedersi una spensierata vacanza al caldo tepore del Sole, ma non si sa se e come ne uscirà, probabilmente con danni più seri rispetto ad una semplice scottatura.

Questa è la storia della cometa C/2011 W3 Lovejoy; un piccolo masso ghiacciato che si è proiettato in una zona estremamente pericolosa per la sua struttura.

In queste ore transiterà molto vicina al Sole, sfiorando la sua superficie a circa 150000 km di altezza.

Come facciamo allora a conoscere tutte queste proprietà di un oggetto che non possiamo osservare?

Noi sulla Terra non possiamo, ma la sonda della NASA Soho, a milioni di chilometri dalla Terra, può, visto che il suo compito è quello di monitorare 24 ore su 24 il Sole.

Le immagini della sonda, trasmesse in tempo reale, già mostrano la brillante cometa in avvicinamento e in rapido aumento di luminosità. Il massimo dovrebbe raggiungersi nella notte prossima, e se siamo fortunati ci potrebbe essere anche la possibilità di una fugace (e difficile) osservazione diretta.

A sinistra (cliccare l’immagine per ingrandire) è riportata una mappa con le posizioni della cometa nei prossimi giorni. Se la coda resterà attiva e luminosa, sarà alla portata dei cieli più limpidi e trasparenti presso l’orizzonte.

Coloro che si accontentano di immagini in tempo reale, tenete d’occhio questa pagina per osservarne l’evoluzione, o l‘homepage di spaceweather per le ultime animazioni.

Se volete vedere un’animazione continuamente aggiornata in tempo reale, cliccate qui.

Ad una distanza così ravvicinata, l’intensa radiazione solare è in grado di scatenare un violento processo di evaporazione dei materiali volatili di cui è composta (tra cui una discreta quantità di ghiaccio d’acqua), rendendo visibile una bellissima coda estesa per milioni di chilometri e facendo risplendere l’astro con una magnitudine pari a quasi quella di Venere.

Purtroppo, data la grande vicinanza al Sole, non possiamo sperare di osservare la cometa, sebbene estremamente brillante.

Impossibile osservare la cometa, riservata forse solo agli osservatori dell’emisfero sud, ma una parte della coda potrebbe rendersi visibile domani mattina o dopodomani bassissima nel cielo dell’alba, vicino a dove dovrebbe sorgere il Sole.

Chi vuole provare ad effettuare questa impresa ha bisogno di un cielo estremamente scuro ed iniziare le osservazioni, in direzione del sorgere del Sole, circa 1 ora prima, fino al sorgere della nostra stella.

da Astronomia per tutti di Daniele Gasparri

C/2011 W3 Lovejoy, la scoperta di una cometa


Il 2 dicembre scorso, con la CBET 2930/2931 è stata ufficializzata la nuova scoperta dell’astrofilo australiano Terry Lovejoy, a 4 anni dall’ultima,  con il nome di C/2011 W3 (Lovejoy). Si tratta della sua terza scoperta dopo la C/2007 E2 (Lovejoy) e la C/2007 K5 (Lovejoy).

La prima ripresa fatta dallo scopritore è del 27 novembre scorso, quando, durante la sua survey di ricerca utilizzando un C8 al primo fuoco con un CCD QHY9,  ha notato che su una sequenza di 3 immagini,  su 200 effettuate, c’era un oggetto diffuso in rapido movimento.

Il giorno 29 ha ritentato la ripresa, ma l’incertezza era grande: le sue prime analisi davano l’oggetto in movimento di ben 3 gradi al giorno, per cui il possibile errore di posizione poteva essere grande, e il cielo coperto di quella mattina non aiutava di certo. Ciononostante, è stato in grado di catturare 6 foto del nuovo oggetto, così da avere la conferma che non si trattasse solo di un riflesso. Inviata la richiesta di controllo ad alcuni osservatori attendibili, finalmente il primo dicembre arrivo’ una conferma da parte di A.Gilmore e P.Kilmartin, grazie al telescopio di 1mt dell’Osservatorio di Mt. John.

A questo punto il nuovo oggetto è stato messo, da parte del MPC, nella pagina dei NEOCP, dove ha ricevuto ulteriori conferme da parte di altri osservatori, arrivando così al 2 dicembre con la conferma ufficiale: si tratta di una cometa del tipo Kreutz Sungrazing, un oggetto non raro ma per la prima volta da 40 anni a questa parte visto prima da Terra che dallo spazio.

Dai nostri cieli non sarà mai visibile causa la sua bassa declinazione e la vicinanza dal nostro Sole, però sarà interessante osservare le immagini della sonda SOHO intorno il 15 dicembre quando farà il suo perielio, con una magnitudine prevista di -7,8!

Rolando Ligustri


Congiunzione Luna con Mercurio

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Congiunzione Luna - Mercurio

Congiunzione Luna - Mercurio

Un’altra splendida congiunzione, sempre subordinata alla limpidezza del cielo, è quella che ci sarà alle 6:30 del 23 dicembre, con una falce di Luna quasi impercettibile che troverà Mercurio nei pressi della stella Antares, alfa dello Scorpione. La Luna a quell’ora disterà 3,7° da Mercurio e 3,8° da Antares.
(N.B. Il disco della Luna è sovradimensionato rispetto alla scala dell’illustrazione).

Planetario e Osservatorio di Ca’ del Monte

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17.12 ore 21:00: “Il Solstizio d’Inverno e gli auguri di Natale”. Osservazione notturna della volta celeste… con gli auguri di Natale!
Per info: Tel. 327 7672984
E-mail: osservatorio@osservatoriocadelmonte.it
www.osservatoriocadelmonte.it

Al Planetario di Ravenna

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16.12: I venerdì dell’ARAR: “Incontro con l’autore.
Apollo: La sfida alla Luna“ a cura di Stefano Cavina.
Ingresso gratuito.
La prenotazione è sempre consigliata.
Per info: tel. 0544-62534, email info@arar.it
Web: www.racine.ra.it/planet/index.html – www.arar.it

Circolo “Galileo Galilei”

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16.12: “Il sogno di Einstein: lo stato attuale delle teorie di unificazione delle forze” di Antonio Masiero.
Per informazioni: Tel 041 590 0657- 335 537 6859
email: circolo.galilei@somsmogliano.it
http://circologalilei.somsmogliano.it

GAC – Gruppo Amici del Cielo

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16.12: “Introduzione al cielo invernale” e osservazione pubblica con i telescopi del GAC.
Per info: didattica@amicidelcielo.it
www.amicidelcielo.it

Associazione Astris – Roma

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15.12: “Telescopi: ottica ed utilizzo in astronomia” relatore Luciano Quaglietti.
Per informazioni: astris.roma@gmail.com
www.astrisroma.org

Un oceano sotto la superficie di Plutone?

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Una rappresentazione artistica della sonda New Horizon in visita a Plutone nel 2015. Con le sue strumentazioni mapperà la superficie di Plutone e della sua luna Caronte, fornendo dettagli anche sulla forma del pianeta nano, che potrà rivelare se ci sia o meno un oceano nascosto sotto la sua superficie ghiacciata. CREDIT: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

Se è diventata ormai familiare l’idea che possano esistere oceani di acqua salata liquida sotto la superficie dei satelliti congelati dei pianeti giganti del Sistema Solare – su tutti Europa, la luna di Giove che presenta evidenti segni di criovulcanismo, un oceano globale e forse laghi freatici, ed Enceladus, il satellite di Saturno dalla cui superficie si elevano imponenti geyser di ghiaccio micronizzato – è però decisamente insolita l’ipotesi che un oceano d’acqua liquida possa esistere anche sotto la superficie del gelido Plutone.

Sembrerebbe il posto meno probabile dove trovare acqua ma, al di sotto di un sottile strato di ghiaccio d’azoto, potrebbe possedere un strato di ghiaccio d’acqua di maggior spessore: secondo uno studio pubblicato recentemente su Astrobiology Magazine da ricercatori della California University, le simulazioni dimostrano la concreta possibilità che al di sotto esista pure un oceano di acqua liquida.

Geysers simili a quelli trovati su Encelado, luna di Saturno, potrebbero essere trovati anche su Plutone dalla sonda New Horizon, che lo raggiungerà nel 2015. CREDIT: NASA/David Seal

La sonda New Horizons, lanciata nel 2006 e ormai “in vista” di Plutone, che raggiungerà nel 2015, potrà confermare l’ipotesi con l’osservazione diretta: la rotazione sull’asse di Plutone dovrebbe portare, in assenza di un oceano interno, alla formazione di un pronunciato rigonfiamento equatoriale; la presenza di spaccature nei ghiacci superficiali, simili a quelle di Europa, indicherebbe invece l’esistenza di forze mareali interne dovute alla presenza di acqua calde in risalita; anche l’osservazione di geyser di vapore simili a quelli di Enceladus costituirebbe una prova indiscutibile… chissà che non sia proprio il pianeta – pardon, il maggiore tra i corpi minori del Sistema Solare – più lontano dalla Terra a possedere l’ambiente più propizio ad un’eventuale evoluzione biologica.

Congiunzione Luna – Spica

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Congiunzione Luna - Spica

Congiunzione Luna - Spica

La congiunzione più fotogenica del mese sarà senz’altro quella che si verificherà la notte del 20 dicembre a partire dalle ore 3:00, quando dall’orizzonte di est-nordest spunterà una falce di Luna calante 3° a sudovest della stella Spica e quest’ultima 5,6° a est di Saturno nel riferimento altazimutale.

Al Planetario di Ravenna

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11.12 ore 10:30: Osservazione del Sole a cura di ARAR & ALPA.
La prenotazione è sempre consigliata.
Per info: tel. 0544-62534, email info@arar.it
Web: www.racine.ra.it/planet/index.html – www.arar.it

STASERA, PIOGGIA DI METEORE?

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La posizione del radiante delle Geminidi rispetto alle stelle della costellazione da cui lo sciame prende il nome. Verso le 20:00 del 14 dicembre, orario previsto per il massimo, il radiante sarà già alto circa 30° sull’orizzonte di est-sudest.

Lo sciame delle Geminidi, il più attivo negli ultimi anni dopo quello delle Leonidi e delle Perseidi, si manifesta in genere nel periodo che va dal 7 al 17 dicembre.

Come particolarità ricordiamo che – unico tra quelli più conosciuti – lo sciame sembra essersi generato da un asteroide (3200 Phaethon, che è probabilmente il residuo di una cometa estinta) e non da una cometa. Sembra inoltre che abbia cominciato a manifestarsi solo dopo l’anno 1750 e che già dalla fine di questo decennio la Terra potrebbe non attraversare la parte più densa della nube di detriti. Il radiante è situato circa 2° a nordovest di Castore, la stella alfa della costellazione dei Gemelli.

L’attività di quest’anno, con un massimo previsto verso le 19 TU (le 20:00 in Italia) del 14 dicembre, sarà purtroppo (e ti pareva!) disturbata dall’intenso chiarore di un trequarti di Luna  calante che se ne starà nel Cancro, proprio sotto i Gemelli nel sistema di riferimento altazimutale!

A parte le previsioni, consigliamo comunque di seguire l’attività dello sciame nel periodo 13-15 dicembre.

Il disco protoplanetario di Beta Pictoris ripreso da un amatore

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Affascinato dal sistema solare in formazione attorno a questa giovane stella fin dalla sua scoperta nel 1984, Olsen ha tentato per un paio di anni di catturarne un’immagine col suo riflettore da 10” accoppiato ad un CCD, applicando una tecnica suggerita in un articolo tecnico pubblicato nel 1993, ‘Observation of the central part of the beta Pictoris disk with an anti-blooming CCD’ (Lecavelier des etangs, A., Perrin, G., Ferlet, R., Vidal-Madjar, A., Colas, F., et al., 1993, A&A, 274, 877).

Il principale problema quando si affrontano riprese del genere è costituito dalla luce emanata dall’astro centrale, che offusca completamente l’emissione molto più debole degli oggetti del disco circumstellare. In pratica si tratta di attendere le condizioni di osservabilità più favorevoli per riprendere sia Beta Pictoris sia l’immagine di una stella simile nelle sue vicinanze, elaborando poi l’immagine del sistema Pictoris in modo di sottrarre l’immagine della seconda stella applicando un software compensativo delle differenze di magnitudo e angolazione.

Un procedimento articolato (descritto dall’Autore stesso in un articolo in pubblicazione nel prossimo numero di Coelum!), ma alla portata degli astrofili, che ha consentito a Olsen di ottenere un risultato davvero ottimo ed i complimenti nostri e di tutti gli appassionati di astronomia, inaugurando un settore di ricerca potenzialmente prezioso per collaborazioni con ambiti professionali.

Per i dettagli tecnici si può consultare il sito di Olsen.

Aurora Boreale – Islanda 22/29 Marzo 2012

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AURORA BOREALE   –   22/29 marzo 2012

1° giorno, giovedì 22/03 – MILANO Linate / AMSTERDAM / REYKJAVIK
Ritrovo dei Signori partecipanti all’aeroporto di Milano Linate in tempo per l’imbarco sul volo di linea KLM diretto ad Amsterdam e successiva coincidenza per Reykjavik del volo di linea Finnair. All’arrivo all’aeroporto di Reykjavik, disbrigo delle formalità doganali e, dopo l’incontro con la guida locale, trasferimento in hotel con giro panoramico della città: il centro storico, il Parlamento, la Cattedrale, il porto, il Museo Nazionale, la Perla e Höfdi dov’è avvenuto il summit nel 1986 che ha posto fine alla guerra fredda. Si continua poi per il museo folkloristico all’aperto Arbæjarsafn per ammirare degli esempi di architettura islandese. Sistemazione nelle camere riservate in hotel, cena libera e pernottamento.

2° giorno, venerdì 23/03 – REYKJAVIK / KIRKJUBÆJARKLAUSTUR
Prima colazione in hotel e partenza verso il passo Hellissheidi che offre una meravigliosa vista sul litorale meridionale. Proseguimento attraverso piccoli villaggi come Hveragerdi e arrivo vicino al ghiacciaio Eyjafjallajökull, reso famoso dall’eruzione nella primavera del 2010. Sosta alla cascata Seljalandsfoss e successivamente alla cascata Skogafoss per poi proseguire fino al piccolo paesino di Kirkjubæjarklaustur. Pranzo libero a carico dei partecipanti in corso di tragitto. Sistemazione nelle camere riservate in hotel, cena e pernottamento.
In serata, osservazioni astronomiche facoltative.

3° giorno, sabato 24/03 – KIRKJUBÆJARKLAUSTUR
Prima colazione in hotel ed intera giornata in escursione al Parco Nazionale di Skaftafell, ai piedi del Vatnajökull, la cima più alta dell’isola. Si tratta del più grande parco nazionale islandese, nonché una delle mete preferite dai suoi abitanti. Nel suo vastissimo territorio, è possibile ammirare immensi e spettacolari ghiacciai, vette maestose, cascate spumeggianti, desolati sandar, detriti dei ghiacciai che vengono trasportati a valle creando immense pianure. Proseguimento per la Jökursarlon, la laguna degli iceberg galleggianti. Pranzo libero a carico dei partecipanti in corso di escursione. Al termine, rientro a Kirkjubæjarklaustur per la cena ed il pernottamento in hotel.
In serata, osservazioni astronomiche facoltative.

4° giorno, domenica 25/03 – KIRKJUBÆJARKLAUSTUR / GULLFOSS / GEYSIR / FLUDIR
Colazione in hotel e partenza per la piccola cittadina di Vik nelle cui vicinanze si possonoammirare le spiagge nere. Sosta alle rocce di Reynisdrangar, che raggiungono i 66 metri sopra il livello del mare nel loro punto più alto. La leggenda vuole che si siano formate quando due giganti provarono a trascinare a terra una nave a tre alberi che alla luce del mattino si tramutò in pietra. Proseguimento verso la maestosa “cascata d’oro” Gullfoss e sosta alle sorgenti calde di Geysir. Qui si può ammirare Strokkur vhe erutta ogni 10-15 minuti con alte colonne di acqua calda e vapore. Pranzo libero a carico dei partecipanti in corso di tragitto. Sistemazione nelle camere riservate in hotel nell’area di Fludir, cena e pernottamento.
In serata, osservazioni astronomiche facoltative.

5° giorno, lunedì 26/03 – FLUDIR / ÞINGVELLIR / HVALFJÖRDUR / BORGARFJÖRDUR
Prima colazione in hotel e partenza per la regione del Thingvallavatn con il Parco Nazionale di Thingvellir di estremo interesse naturalistico, geologico e storico. Pranzo libero e proseguimento verso Hvalfjördur e visita alle pittoresce cascate di Barnafoss e Hraunafoss. All’arrivo nell’area di Borgarfjördur, sistemazione nelle camere riservate in hotel, cena e pernottamento.
In serata, osservazioni astronomiche facoltative.

6° giorno, martedì 27/03 – BORGARFJÖRDUR / SNÆFELLSNES / REYKJAVIK
Colazione in hotel e partenza per la visita della penisola di Snæfellsnes, uno dei posti più incantevoli d’Islanda con il ghiacciaio Snæfellsjökull che si eleva maestosamente alla sua estremità. Proseguimento per il distretto di Myrar attraverso brughiere, campi di lava ed alcuni dei fiumi più pescosi di salmone del paese, fino ad arrivare nella valle di Hnappadalur dove si potrà vedere il cratere dell’estinto vulano Eldborg. Rientro verso Reykjavik con soste per la visita delle scogliere di Arnarstapi e di alcuni piccoli villaggii di pescatori fino a Stykkisholmur. Pranzo libero a carico dei partecipanti in corso di tragitto.
All’arrivo a Reykjavik, sistemazione nelle camere riservate in hotel, cena libera e pernottamento.

7° giorno, mercoledì 28/03 – BLUE LAGOON
Prima colazione in hotel ed intera giornata alla Blue Lagoon: una stazione termale naturale circondata da colate di lava e spiagge di sabbia nera, alimentata dagli scarichi di una centrale geotermica che si rifornisce in una falda a 240 °C a 200 km di profondità nella terra. Frequentato tanto da islandesi quanto da turisti, il Blue Lagoon permette a tutti di vivere intensi momenti a tutto ozio pronti a sguazzare nell’acqua calda ad una temperatura tra i 36 °C e i 40 °C e rilassarsi contornati da un’accattivante atmosfera di vapore e aria fresca. Pranzo libero, cena libera e pernottamento in hotel.

8° giorno, giovedì 29/03 – REYKJAVIK / COPENAGHEN / MILANO Linate
Prima colazione in hotel e trasferimento in aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo di linea Finnair in partenza per Copenaghen. Coincidenza con volo di linea Scandinavian Airlines per l’aeroporto di Milano Linate. All’arrivo, sbarco e fine dei servizi.

PIANO VOLI

22/03 MILANO Linate (h. 06.30) – COPENAGHEN (h. 08.35) SK 1690
22/03 COPENAGHEN (h. 13.20) – REYKJAVIK (h. 15.30) FI 205
29/03 REYKJAVIK (h. 13.15) – COPENAGHEN (h. 18.15) FI 212
29/03 COPENAGHEN (h. 20.55) – MILANO Linate (h. 23.00) SK 1689

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE

  • minimo 20 partecipanti             € 1.900,00
  • minimo 15 partecipanti              € 1.950,00

Supplemento camera singola                € 150,00

Tasse aeroportuali € 230,00 (soggette a riconferma fino all’atto dell’emissione del biglietto aereo)

La quota comprende: * voli di linea come da prospetto in in classe economica * franchigia bagaglio 20 kg *sistemazione per 3 notti in hotel 4 stelle a Reykjavik e per le restanti 4 notti nelle località come da programma in strutture locali, in camere doppie con servizi privati * trattamento di pernottamento e prima colazione negli hotels + 4 cene come da programma con menu a 3 portate incluso caffè o te * tour, visite, trasferimenti ed escursioni come da programma in pullman riservato e con guida locale parlante italiano * ingresso ed asciugamano alla Blue Lagoon * assicurazione medico/bagaglio e annullamento viaggio a favore di ciascun partecipante * omaggio.

La quota non comprende: * tasse aeroportuali (€ 235,00 circa ad oggi e soggette a riconferma ad emissione biglietti) * pranzi (menu a 2 portate a partire da € 24,00 per persona) e 3 cene a Reykjavik (a partire da € 45,00) * bevande ai pasti * altri ingressi a musei, chiese, monumenti o siti d’interesse non menzionati * bagaglio extra, acquisti ed extra personali in genere * mance ad autista e guida * tutto quanto non specificato alla voce “La quota comprende”.

NOTE: nessun spazio è stato bloccato in opzione. Quote indicative, costruite sulla base dei contratti 2010, e quindi da riconfermare al momento della prenotazione.

DOCUMENTI e INFORMAZIONI VARIE

DOCUMENTI PER L’ESPATRIO – dal 2001 l’Islanda fa parte dell’area Schengen. Per i cittadini italiani in visita per motivi di turismo i documenti di viaggio e di riconoscimento accettati sono il passaporto o la carta d’identità valida per l’espatrio, che devono essere validi per tutto il periodo di permanenza in Islanda (non sono accettate carte identità con timbro di rinnovo).

ORA LOCALE – in Islanda vige l’ora di Greenwich per tutto l’anno, ovvero un’ora in meno rispetto all’Italia. Quando nel nostro paese vige l’ora legale la differenza aumenta a due ore.

CLIMA – grazie alla corrente del Golfo l’Islanda gode di un clima oceanico freddo ma temperato. Durante i mesi estivi la temperatura è intorno ai 12-17°. Il tempo è tuttavia estremamente variabile nel corso della stessa giornata, con una notevole escursione termica: le piogge sono frequenti anche se di breve durata. Da fine Maggio all’inizio di Agosto regna il sole di mezzanotte, con poche ore di buio: nel mese di giugno, poi, il sole non tramonta mai completamente nel nord del paese.

ASSISTENZA MEDICA – i cittadini italiani possono ricevere le cure mediche necessarie previste dall’assistenza sanitaria pubblica se dispongono della Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM). Maggiori informazioni presso la propria ASL di zona.

TELEFONO – dall’Islanda si chiama l’Italia con prefisso internazionale 0039 seguito dal codice della città italiana, incluso lo zero, e il numero dell’abbonato. Per chiamare in Islanda comporre invece il prefisso 00354. La zona di Reykjavik e le più grandi aree abitative lungo la costa sono collegate con il GSM.

VALUTA E CAMBIO – la moneta ufficiale è la corona. Vengono accettate le maggiori carte di credito.

LINGUA – la lingua ufficiale è l’islandese. L’inglese è largamente diffuso e non è raro incontrare qualcuno che parla il francese.

CORRENTE ELETTRICA – il voltaggio è di 220 volt con prese sempre a 2 spine e non 3.

ABBIGLIAMENTO – si consigliano vestiti comodi medio/pesanti che comprendano, anche d’estate, indumenti di lana leggera, un maglione o pile e una giacca a vento impermeabile. Da non dimenticare scarpe comode e scarponcini con una robusta suola di gomma nonché un costume da bagno per nuotare nelle acque calde delle sorgenti naturali. Inoltre, essendo il sole molto forte specialmente nelle vicinanze dei ghiacciai, consigliamo l’uso di occhiali da sole con lenti filtranti e creme solari.

ALBERGHI – le soluzioni ed i circuiti proposti prevedono per la maggior parte la sistemazione in camere con servizi privati. In Islanda le strutture alberghiere non hanno tuttavia raggiunto lo standard di altri paesi europei per via della breve stagionalitàturistica e l’ampiezza del territorio in rapporto alla popolazione. Richiedono pertanto un certo spirito di adattamento. Solo Reykjavik e Akureyri garantiscono una ricettività alberghiera qualificata e di buon livello.

Informazioni e prenotazioni al viaggio:

CTM di Robintur spa – Via Bacchini 15,
Modena – Tel 059/2133701 ctm.gruppi@robintur.it www.robintur.it

Informazioni astronomiche:

Sig. Massimiliano Di Giuseppe 338/5264372 www.esploriamoluniverso.com
Sig. Ferruccio Zanotti 338/4772550 www.esploriamoluniverso.com
The Lunar Society: Sig. Paolo Minafra 339/2929524

Gruppo Astrofili Lariani

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11.12 ore 17:00: “L’astronomia della domenica”, osservazione, al tramonto, all’Alpe del Vicere a caccia di Venere, Marte e Giove. A seguire “pizzata” in compagnia.
Per informazioni: tel 328 0976491
astrofili_lariani@virgilio.it – luigi.viazzo@email.it
www.astrofililariani.org

Associazione Amici dell’Astronomia in Riviera

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11.12, ore 16:00: “Il Pianeta del mese: Giove“.
Per informazioni: tel. 3342209096 (Luca Talamoni).
http://comunedimira.ning.com/profiles/blogs/ilplanetario-di-mira

Una lente gravitazionale quadrupla

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Gli astronomi hanno scoperto una “lente” gravitazionale in grado di produrre una rara immagine quadrupla dello stesso oggetto: in immagini registrate dai Telescopi Spaziali Hubble e Spitzer l’Ammasso MACS J0329.6-0211, lontano 4,6 miliardi di anni luce dalla Terra sembra quadruplicare l’immagine, fortemente ingrandita, di una piccola galassia posta a 12,8 miliardi di anni luce, ai confini dell’Universo conosciuto.

Una lente gravitazionale si forma quando la luce di un oggetto molto remoto e debolissimo attraversa un intenso campo gravitazionale interposto alla linea di vista dalla Terra: la sorgente più lontana, altrimenti debolissima, viene fortemente amplificata, mentre la sua immagine risulta ingrandita decine di volte e moltiplicata in una serie di miraggi.

Si tratta di un effetto previsto dalla teoria della relatività di Einstein, in grado di produrre spettacolari sdoppiamenti e, più raramente, immagini multiple e distorsioni arcuate dette Anelli di Einstein.

L’oggetto scoperto dai ricercatori di Heidelberg è una delle lenti gravitazionali più distanti che si conoscano: anche se era noto qualche altro oggetto amplificato ancora più lontano, è finora la più remota lente quadrupla scoperta. L’elaborazione delle immagini, ottenuta ipotizzando che la maggior parte della massa della lente sia concentrata nelle galassie visibili dell’Ammasso, ha consentito di “ripulire” l’aspetto originale della galassia lontana, che risulta avere una massa pari a pochi miliardi di stelle simili al Sole, poche polveri e una forte attovità di formazione stellare.

Un risultato che avvicina l’oggetto alle dimensioni delle Nubi di Magellano, galassie satelliti della nostra Via Lattea, e che conferma l’ipotesi teorica che le prime galassie formatesi nell’Universo fossero oggetti irregolari e relativamente piccoli, accresciutisi in seguito a fenomeni di cattura e collisioni.

La NASA conferma: Kepler-22b è all’interno della fascia di abitabilità!

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Sarà lui l’agognato pianeta gemello? Sbilanciarsi è ancora prematuro, ma il suo curriculum da aspirante mondo abitabile, appena convalidato dal satellite NASA Kepler, fa una certa impressione: con un raggio pari a 2.4 volte quello terrestre, è il più piccolo mai scoperto fra i pianeti extrasolari in orbita nella fascia d’abitabilità – dunque potenzialmente in grado di avere acqua liquida in superficie – attorno a una stella simile al Sole. Insomma, se oggi volessimo acquistare una seconda casa su un altro mondo, con la speranza di poterci un giorno vivere, in cima alla lista ci sarebbe lui: Kepler-22b.

Certo, non è proprio dietro l’angolo: si trova a circa 600 anni luce da noi, dunque scordiamoci i fine settimana mordi e fuggi.

Il nostro Sistema solare (sotto) e quello di Kepler-22b (sopra) a confronto. La zona in verde rappresenta la fascia di abitabilità. Crediti: NASA/Ames/JPL-Caltech

E anche quanto a edificabilità c’è solo da incrociare le dita: gli scienziati ancora non sanno se sia prevalentemente roccioso, liquido o gassoso. In compenso, gli anni, là su Kepler-22b, si susseguono più o meno come da noi, visto che durano 290 giorni l’uno. La temperatura media, stimata attorno ai 22 gradi, lascia sperare in un clima primaverile. E anche albe e tramonti dovrebbero avere un aspetto familiare quanto basta per lenire la nostalgia di casa: la stella attorno alla quale il nuovo pianeta orbita (a una distanza di circa il 15% inferiore a quella che separa la Terra dal Sole) è infatti di tipo G5. Vale a dire, una stella gialla: proprio come il nostro Sole, che essendo una stella di tipo G2 è appena un po’ più grande.

In realtà, la caratteristica che più entusiasma gli astronomi è un’altra. Ed è che la natura di pianeta extrasolare in orbita all’interno della fascia d’abitabilità di Kepler-22b, gemello o meno della Terra che sia, è stata confermata. È proprio questa conferma, in corso di pubblicazione su The Astrophysical Journal, a renderlo fino a oggi unico fra gli oltre 1000 candidati a pianeti extrasolari, dieci dei quali potenzialmente abitabili, che il satellite Kepler ha appena aggiunto al suo personale censimento. Così come è l’unico confermato, riporta ancora la NASA, fra tutti e 54 i candidati pianeti in fascia d’abitabilità di cui si fosse a conoscenza fino a febbraio 2011 (ora scesi a 48, avendo Kepler reso più severa la definizione di fascia abitabile).

«Una scoperta», ha dichiarato Alan Boss, della Carnegie Institution for Science, fra gli scienziati del team, guidato da William Borucki dell’Ames Research Center della NASA, al quale si deve il risultato, «che rafforza la nostra convinzione di vivere in un universo affollato di vita». Insomma, un pianeta di cui ci ricorderemo: comunque vada a finire, Kepler-22b rappresenta già una pietra miliare nella caccia a un nuovo mondo.

Al Planetario di Ravenna

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09.12: Osservazione dello volta stellata a cura di ARAR & ALPA.
La prenotazione è sempre consigliata.
Per info: tel. 0544-62534, email info@arar.it
Web: www.racine.ra.it/planet/index.html – www.arar.it