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Una cometa sta per sfiorare il Sole

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Si chiama Lovejoy e in onore al suo nome ha deciso di concedersi una spensierata vacanza al caldo tepore del Sole, ma non si sa se e come ne uscirà, probabilmente con danni più seri rispetto ad una semplice scottatura.

Questa è la storia della cometa C/2011 W3 Lovejoy; un piccolo masso ghiacciato che si è proiettato in una zona estremamente pericolosa per la sua struttura.

In queste ore transiterà molto vicina al Sole, sfiorando la sua superficie a circa 150000 km di altezza.

Come facciamo allora a conoscere tutte queste proprietà di un oggetto che non possiamo osservare?

Noi sulla Terra non possiamo, ma la sonda della NASA Soho, a milioni di chilometri dalla Terra, può, visto che il suo compito è quello di monitorare 24 ore su 24 il Sole.

Le immagini della sonda, trasmesse in tempo reale, già mostrano la brillante cometa in avvicinamento e in rapido aumento di luminosità. Il massimo dovrebbe raggiungersi nella notte prossima, e se siamo fortunati ci potrebbe essere anche la possibilità di una fugace (e difficile) osservazione diretta.

A sinistra (cliccare l’immagine per ingrandire) è riportata una mappa con le posizioni della cometa nei prossimi giorni. Se la coda resterà attiva e luminosa, sarà alla portata dei cieli più limpidi e trasparenti presso l’orizzonte.

Coloro che si accontentano di immagini in tempo reale, tenete d’occhio questa pagina per osservarne l’evoluzione, o l‘homepage di spaceweather per le ultime animazioni.

Se volete vedere un’animazione continuamente aggiornata in tempo reale, cliccate qui.

Ad una distanza così ravvicinata, l’intensa radiazione solare è in grado di scatenare un violento processo di evaporazione dei materiali volatili di cui è composta (tra cui una discreta quantità di ghiaccio d’acqua), rendendo visibile una bellissima coda estesa per milioni di chilometri e facendo risplendere l’astro con una magnitudine pari a quasi quella di Venere.

Purtroppo, data la grande vicinanza al Sole, non possiamo sperare di osservare la cometa, sebbene estremamente brillante.

Impossibile osservare la cometa, riservata forse solo agli osservatori dell’emisfero sud, ma una parte della coda potrebbe rendersi visibile domani mattina o dopodomani bassissima nel cielo dell’alba, vicino a dove dovrebbe sorgere il Sole.

Chi vuole provare ad effettuare questa impresa ha bisogno di un cielo estremamente scuro ed iniziare le osservazioni, in direzione del sorgere del Sole, circa 1 ora prima, fino al sorgere della nostra stella.

da Astronomia per tutti di Daniele Gasparri

C/2011 W3 Lovejoy, la scoperta di una cometa


Il 2 dicembre scorso, con la CBET 2930/2931 è stata ufficializzata la nuova scoperta dell’astrofilo australiano Terry Lovejoy, a 4 anni dall’ultima,  con il nome di C/2011 W3 (Lovejoy). Si tratta della sua terza scoperta dopo la C/2007 E2 (Lovejoy) e la C/2007 K5 (Lovejoy).

La prima ripresa fatta dallo scopritore è del 27 novembre scorso, quando, durante la sua survey di ricerca utilizzando un C8 al primo fuoco con un CCD QHY9,  ha notato che su una sequenza di 3 immagini,  su 200 effettuate, c’era un oggetto diffuso in rapido movimento.

Il giorno 29 ha ritentato la ripresa, ma l’incertezza era grande: le sue prime analisi davano l’oggetto in movimento di ben 3 gradi al giorno, per cui il possibile errore di posizione poteva essere grande, e il cielo coperto di quella mattina non aiutava di certo. Ciononostante, è stato in grado di catturare 6 foto del nuovo oggetto, così da avere la conferma che non si trattasse solo di un riflesso. Inviata la richiesta di controllo ad alcuni osservatori attendibili, finalmente il primo dicembre arrivo’ una conferma da parte di A.Gilmore e P.Kilmartin, grazie al telescopio di 1mt dell’Osservatorio di Mt. John.

A questo punto il nuovo oggetto è stato messo, da parte del MPC, nella pagina dei NEOCP, dove ha ricevuto ulteriori conferme da parte di altri osservatori, arrivando così al 2 dicembre con la conferma ufficiale: si tratta di una cometa del tipo Kreutz Sungrazing, un oggetto non raro ma per la prima volta da 40 anni a questa parte visto prima da Terra che dallo spazio.

Dai nostri cieli non sarà mai visibile causa la sua bassa declinazione e la vicinanza dal nostro Sole, però sarà interessante osservare le immagini della sonda SOHO intorno il 15 dicembre quando farà il suo perielio, con una magnitudine prevista di -7,8!

Rolando Ligustri


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