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La prima mappa topografica globale di Mercurio

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Una vista delle pianure vulcaniche del nord di Mercurio. In basso a destra si nota il bacino da impatto Mendelssohn di 291 chilometri di diametro. Nella parte superiore dell'immagine, la regione arancione mostra la posizione di una bocca vulcanica. Crediti: NASA/JHUAPL/Carnegie Institution of Washington

La mappa fa parte dell’ultimo rilascio del Planetary Data System (PDS), un’organizzazione finanziata dalla NASA che si occupa della pubblicazione dei dati scientifici delle missioni planetarie. La missione MESSENGER, che si è conclusa il 30 aprile dello scorso anno con un impatto sulla superficie del pianeta, ha condiviso ad oggi oltre 10 terabyte di informazioni, tra cui quasi 300.000 immagini e milioni di spettri.

Il nuovo modello è stato realizzato combinando insieme più di 100.000 foto riprese con geometrie ed illuminazione molto diverse.

Rivela una serie di caratteristiche interessanti, tra cui il punto più alto e più basso del pianeta rispettivamente di 4,48 chilometri sopra l’elevazione media appena a sud dell’equatore e 5,38 chilometri sotto l’elevazione media nel pavimento del bacino Rachmaninoff, un bacino da impatto che ospiterebbe alcuni tra i più recenti depositi vulcanici di Mercurio. E fornisce una vista senza precedenti della regione vicino al polo nord dove generalmente il Sole, basso sull’orizzonte, getta ombre molto lunghe che oscurano le caratteristiche del terreno.

Nel video che segue, un’animazione del DEM il nuovo modello globale digitale di elevazione creato dalle immagini del MESSENGER. La superficie di Mercurio è colorata in base alla sua topografia, con la regioni più elevate colorate di marrone, giallo e rosso, e quelle di bassa elevezione in blu e porpora. Credits: NASA/U.S. Geological Survey/Arizona State University/Carnegie Institution of Washington/JHUAPL


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