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Curiosity trova nuove molecole della vita

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Un team internazionale di ricercatori spaziali che lavorano con il Goddard Space Flight Center della NASA ha trovato molecole organiche precedentemente sconosciute su Marte utilizzando un nuovo esperimento a bordo di Curiosity. I risultati sono pubblicati sulla rivista Nature Astronomy.

Il rover americano, mentre testava una nuova tecnica d’indagine, ha prelevato un campione di suolo dalle Dune di Bagnold. Il materiale è stato analizzato tramite un metodo basato sulla chimica umida. Le analisi sono state compiute tramite uno strumento chiamato Sam (Sample Analisys at Mars), il quale deve esaminare sostanze organiche ed elementi leggeri che potrebbero essere associati alla presenza di vita passata su Marte.

Sam è composto di 74 “tazze” che contengono i campioni, di cui 65 sono vuote e mantengono riscaldato il campione per studiarlo, e altre 9 includono solventi per analizzare i campioni in maniera differente. I ricercatori hanno così individuato nuovi amminoacidi mai scoperti prima sul suolo marziano. Si trattano di acido benzonico ed ammoniaca, nuove molecole organiche, che non confermano la presenza della vita su Marte, ma allungano l’inventario di sostanze prebiotiche già analizzate, e favoriscono l’uso di nuovi metodi per esaminare sostanze sconosciute sul Pianeta Rosso. E’ stata preferita questa tecnica rispetto ad altre, perché durante l’indagine Curiosity ha subito un leggero malfunzionamento, con la conseguente rottura di un trapano. Testare la chimica umida è stata una scelta necessaria.

«Questo esperimento è certamente un successo», spiega in un’intervista Maëva Millan, coordinatrice del progetto e ricercatrice della NASA, «anche se non abbiamo trovato quello che cercavamo, cioè le biofirme, abbiamo dimostrato che Sam e il metodo della chimica umida sono una tecnica davvero promettente».

Si apre così un nuovo importante capitolo nella ricerca alle firme biologiche sul suolo marziano. Il materiale prelevato sembra essere molto ricco dei componenti individuati, e forse la zona delle Dune di Bagnold potrebbe essere un nuovo punto di partenza per trovare finalmente la prova di vita extraterrestre.

Per ulteriori approfondimenti:

Nature Astronomy (2021), “Organici molecules revealed in Mars’s Bagnold Dunes by Curiosity’s derivatization experiment”, M. Millan, S. Teinturier, C.A. Malespin, J.Y. Bonnet, A. Buch, J.P. Dworkin, J.L. Eigenbrode, C. Freissinet, D.P. Glavin, R. Navarro-Gonzàlez, A. Srivastava, J.C. Stern, B. Sutter, C. Szopa, A.J. Williams, R.H. Williams, G.M. Wong, S.S. Johnson & P.R. Mahaffy

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