MESSIER 17 – Nebulosa Omega o del Cigno

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ABSTRACT

Continuando lungo la scia della Nebulosa Aquila, vista nello scorso numero, approdiamo a Messier 17, la Nebulosa Omega (o del Cigno). Scoperta, come vedremo, nel 1746, questa nebulosa ad emissione offre viste affascinanti di regioni di formazione stellare (una delle più luminose dell’intera Via Lattea) insieme ad un locale ammasso aperto di giovani stelle calde.

Storia delle osservazioni

Come annunciato, questa nebulosa venne inizialmente scoperta dall’astronomo e matematico svizzero Jean-Philippe Loys de Chéseaux nel 1746. La descrisse come avente “una perfetta forma a raggiera, o a coda di cometa, con bordi ben definiti e gradienti luminosi ed oscuri tra la porzione centrale ed i suoi bordi”.

Dato che questa scoperta non venne mai annunciata pubblicamente (ritrovata solo dopo ulteriori letture degli scritti di de Chéseaux), la nebulosa venne riscoperta indipendentemente da Charles Messier nel 1764 che scriveva: “Un treno luminoso senza stelle con una forma distinta rassomigliante quella della Nebulosa di Andromeda [Messier 31] ma molto più debole. Si possono distinguere alcuni astri paralleli all’equatore della nebulosa.

L’astronomo e fisico tedesco naturalizzato inglese William Herschel e suo figlio John riuscirono ad osservare molto di più, rispettivamente nel 1783 e nel 1833. Il primo descrisse la nebulosa come meravigliosa ed estesa e annotando, come Messier, che il suo aspetto ricordava quello di M31. John, invece, fu il primo a provare a disegnare accuratamente questo astro, aggiungendo: “La figura di questa nebulosa è quasi quella di una capitale greca omega, Ω, un po’ distorta e molto disegualmente luminosa. … Messier percepì solo il brillante ramo orientale della nebulosa ora in questione, senza nessuna delle circonvoluzioni annesse che furono notate per la prima volta da mio padre. Le principali peculiarità che ho osservato in esso sono: Il nodo risolvibile nella parte orientale del ramo luminoso ed il nodo molto più debole e più piccolo all’estremità nord-occidentale”.

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La descrizione dell’inglese William Henry Smyth é forse una delle più affascinanti: “Una magnifica, arcuata, ed irrisolvibile luminosità che occupa piú di un terzo dell’area inquadrata, in uno splendido gruppo di stelle”.

L’astronomo amatoriale inglese George Frederick Chambers paragonò la forma di M17 a quella di “un cigno che fluttua sull’acqua. Da qui, uno dei nomi di questo oggetto celeste, Nebulosa del Cigno.

Posizione della Nebulosa Omega o Messier 17 nella costellazione del Sagittario
Posizione della Nebulosa Omega o Messier 17 nella costellazione del Sagittario

Caratteristiche fisiche

Messier 17, come anticipato in apertura, é una regione di formazione stellare attiva, resa brillante dalla radiazione associata alla formazione di giovani giganti blu. E’ possibile notare che alcune di queste stelle sono raggruppate in un ammasso aperto che conta circa 35 elementi, oscurato da polveri.

Questa nebulosa, trovandosi circa 6000 anni luce dalla Terra, é posizionata in un braccio della galassia (Braccio del Sagittario) differente e piú interno rispetto al nostro (Braccio di Orione). Nello stesso braccio é possibile rintracciare molti altri oggetti celesti visibili tra le costellazioni dello Scorpione e del Centauro. Dal nostro punto di vista, l’osservazione di questa nebulosa é ostacolata dalla presenza di polveri interstellari, trovandosi sul bordo della cosiddetta Fenditura dell’Aquila, una zona ricca di nebulose oscure che bloccano la vista degli oggetti celesti nella parte settentrionale del Braccio del Sagittario.

Il suo diametro é di circa 15 anni luce, con la nuvola di materia interstellare che la racchiude che si estende su un diametro di 40 anni luce, e una massa complessiva di 30000 masse solari. La geometria di M17 é peculiare, dato che appare molto simile alla Nebulosa di Orione (M42) ma vista di profilo, invece che di fronte.

Il piccolo ammasso aperto presente al suo interno, con una trentina di elementi, ha solamente un milione di anni di etá, rendendolo uno degli ammassi celesti piú giovani della nostra galassia. E, al contrario dell’ammasso, il numero di stelle nella nebulosa é molto più alto, fino ad 800 astri, con un altro migliaio di protostelle ancora in fase di formazione.

Due stelle ipergiganti, HD 168625 (V4030 Sagittarii) e HD 168607 (V4029 Sagittarii), potrebbero essere associate con questa nebulosa. Questo tipo di stelle é molto raro, raggiungendo luminosità che possono arrivare ad alcune milioni di volte quella del nostro Sole, con specifiche firme spettrali che indicano instabilità atmosferica elevata e alta perdita di materia. In particolare, le due HD menzionate sopra presentano, rispettivamente, una luminosità di 240000 e 220000 volte quella del Sole.

Un esempio di stella di questo tipo é la massiva UY Scuti (considerata supergigante da molti, ma ipergigante da alcuni), con una luminosità di 124000 volte quella del Sole ed un diametro di 1.26 miliardi di km. Per fare un esempio pratico, se questa stella venisse posta al centro del nostro Sistema Solare, la sua fotosfera (la porzione esterna della superficie stellare) arriverebbe ben oltre l’orbita di Marte, forse anche alla cintura degli asteroidi.

© ESO/INAF-VST/OmegaCAM

Posizione nel Cielo

Designazione: M17- NGC 6618

Tipo: Nebulosa ad emissione

Classe: regione H II

Distanza: 6000 anni luce

Estensione: 15 anni luce 

Costellazione: Sagittarius

Ascensione Retta: 18h 20m 26s

Declinazione: −16° 10′ 36″

Magnitudine:+6.0

Diametro Apparente: 11’ x 11’

Scopritore: Philippe Loys de Chéseaux nel 1745

M17 è facilmente rintracciabile  a circa due gradi a SE della stella γ (Gamma) Scuti.Puó anche essere individuata a circa un terzo del percorso che unisce la stella menzionata prima con il sistema quintuplo di μ (Mu) Sagittarii (Polis).

Un altro valido metodo é quello di prolungare una linea immaginaria tra le stelle ε (Epsilon) Sagittarii (Kaus Australis) e δ (Delta) Sagittarii (Kaus Media), per circa il doppio di questa distanza, con M17 a culminare la linea.

Osservabilità

Per le latitudini italiane il periodo migliore per osservare questa nebulosa è da giugno ad ottobre.

  • Occhio nudo: osservabile, ma con molta difficoltà. Occorrono cieli tersi e bui lontano da tutte le sorgenti di inquinamento luminoso.
  • Binocolo: facilmente osservabile anche con binocoli di dimensioni minori, con un aspetto che rimane concentrato e nebuloso, come una macchia allungata nel cielo.
  • Telescopi
    • Piccolo diametro: poche differenze con l’osservazione binoculare, ma è possibile iniziare a distinguere alcune strutture che la compongono.
    • Medio diametro: con telescopi da 12-15 cm la nebulosa appare caratterizzata da molte sfumature e giochi di luce.
    • Grande diametro: la visione diventa eccezionale con strumenti da 200 mm in su, con ottime viste sulle regioni periferiche e alternanza di zone oscure e più luminose.

Buone Osservazioni!

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L’articolo è pubblicato in COELUM 269 VERSIONE CARTACEA