Cristian Bigontina, fotografo paesaggista di Cortina d’Ampezzo, racconta la sua passione per la fotografia nata 13 anni fa grazie a corsi di astronomia. Specializzato in scatti notturni, unisce la bellezza del cielo stellato a quella delle Dolomiti, catturando eventi straordinari come l’aurora boreale, la cometa 12P Pons Brooks e la nebulosa di Orione. Con attrezzatura avanzata e tanta dedizione, Cristian trasforma ogni scatto in un’esperienza unica, cercando di trasmettere emozioni autentiche. Le sue opere celebrano la magia della natura, offrendo un viaggio visivo tra luci, silenzi e paesaggi mozzafiato.
Mi chiamo Cristian Bigontina, ho 38 anni, vivo a Cortina d’Ampezzo e sono appassionato di fotografie paesaggistiche. La mia passione per la fotografia è nata 13 anni fa grazie a dei corsi di astronomia che si svolgevano al planetario di Cortina. In questi corsi oltre a spiegare la volta celeste, mostravano come si potevano realizzare fotografie notturne.
Poi si sa che la fortuna ci vede benissimo e siccome mi facevano comodo ho vinto al gratta e vinci la somma necessaria per comprarmi una reflex (Canon 500d), la vita è davvero fatta di molte coincidenze! Nell’arco degli anni ho avuto la fortuna di confrontarmi con molti altri fotografi non solo di Cortina e grazie alla perseveranza nel cercare e testare differenti tecniche sono riuscito ad arrivare a quelli che considero, pur senza vanto, dei buoni risultati.
La fotografia per me non è mai stata la cattura dello scatto perfetto ma si tratta bensì di un’avventura. A partire dalla fase di studio passando per le nottate in bianco nei posti scelti, il vivere nel momento; vedere i cambiamenti di luce, l’aria che accarezza il viso, sentire il morbido prato o la dura roccia sotto ai piedi, ascoltare il rumore del silenzio appena cala la notte, cercare di creare scatti complessi, abbinare la bellezza della terra con quella del cielo. Confesso di non amare troppo la post produzione, preferisco l’impegno nel settare tutto al meglio sul campo così da ridurre al minimo ogni intervento successivo.
Attualmente mi sono minuto di un set completo composto da: una Canon 6D Mark II, 14mm samyang f 3.1, Canon serie L 16-35mm f2.8, Canon serie L 24-105mm f4, canon 70-300mm f 5.6, astroinseguitore Skywacher Star Adventurer. Un kit con il quale punto a realizzare fotografie capaci di creare un’emozione, forte quasi tangibile, quasi che l’osservatore sia poiin grado di immaginarsi in piedi li di fianco a me, in un magico e preciso momento. Naturalmente non sottostimo un’ennesima vivendo in luoghi che oltre alle bellissime montagne possono offrire un cielo notturno in tutta la sua magnificenza grazie all’esiguo inquinamento luminoso.
Se non bastasse nell’ultimo anno il cielo ci ha donato rari e affascinanti spettacoli. Fra essi l’aurora boreale (Sar) che sono riuscito ad immortalare in due occasioni. La prima è stata il 5 Novembre 2023 (foto 1).

Ero a cena con mia moglie a San Vito di Cadore, nell’attesa in quella abitudine oramai consolidata di scrollare i social apprendo che era in atto un’aurora visibile sin dalle Dolomiti. Cena ovviamente saltata e con la comprensione di mia moglie rimasta comunque al ristorante, in poco ero a casa a prendere tutta l’attrezzatura necessari. Non avevo avuto tempo di progettare lo scatto e scegliere il posto più adatto perciò ho optato per il paese in cui abito, il belvedere di Pocol che si trova comunque lungo la strada per andare ai passi Giau e Falzarego. La foto è stata catturata con il 16-35mm, primo piano f 8, iso 1600 tempi da 2 secondi a 1 minuto e mezzo, i frame sono stati poi uniti in hdr in post produzione. Il cielo è uno scatto singolo di 10 secondi f8 8000 iso. Per il primo piano invece ho dovuto sfruttare più scatti per gestire le luci del paese.
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La seconda volta che sono riuscito ad immortalare lo stesso fenomeno è stato il 10 Maggio di questo anno ma avendo un po’ di preavviso sono riuscito ad organizzarmi meglio e scegliere come soggetto i laghi (foto 2 e 3).
Si tratta di riprese effettuate intorno alle 22.30 e immortalano il lago di Antorno e quello di Misurina, l’Aurora era già visibile ad occhio nudo la mia emozione tale da far tremare le mani durante la predisposizione di tutto il setup. I posti tutto sommato sono facilmente raggiungibili in auto a circa mezz’ora da Cortina e i due laghi sono vicini tra loro, aurora a parte quindi mi sento di suggerirli come meta abbordabile per chi è di passaggio in queste zone o per chi sta pianificando una gita a scopo fotografico. La tecnica utilizzata è la medesima della foto 1.


A marzo 2024 è stata la volta della cometa 12p Pons Brooks. Le comete sono oggetti quasi perfetti perché offrono con settimane di preavviso deti abbastanza preciso sulla traiettoria. Nel mio caso nelle due settimane precedenti ho lavorato molto sulla pianificazione cercando di trovare la giusta ambientazione e una certa unicità per lo scenario che avevo in mente. Il 12 marzo sono andato al lago di Vodo di Cadore per immortalare la cometa vicina alla Galassia di Andromeda (foto 4).

Si tratta di un altro contesto abbastanza accessibile in auto da cui poter cogliere insieme il cielo, il lago di Vodo di Cadore e le Rocchette. Per lo scatto ho optato per un 70-300mm: il primo piano a 90mm, 3 minuti, f8, iso 3200 mentre per cielo è stato realizzato con una focale a 110mm, scatto inseguito 40 secondi, f8, iso 8000.
Preso dall’entusiasmo il giorno dopo ho voluto tentare una nuova impresa con un livello di difficoltà più elevato.
Nella foto 5 il cielo era inficiato da diversi fattori che nella stessa si sono sovrapposti. Il non sempre presente inquinamento luminoso che però visto le luci della città anche sulle dolomiti si rende percepibile, ma anche la foschia e il riflesso della Luna. Gli scatti complessi sono la mia passione e non contento delle naturali condizioni avverse ho voluto aggiungere un altro fattore di difficoltà puntando a giocare con le luci dei gatti delle nevi operativi sulla Tofana.

Alla fine mi sono deciso ad impiegare un’ottica 24-105mm così per gestire le luci ho scattato 7 foto f8, iso 3200 tempi da 2 secondi ad 1 minuto focale 85mm mentre per il cielo ho puntato su f8, iso 8000 40 secondi inseguito, focale 85mm. Per la ripresa ero a San Vito di Cadore proprio dove partono le piste da sci, anche questo un luogo facilmente raggiungibile con la propria auto.
A volte i posti che vediamo quotidianamente possono offrire degli scenari magici (foto 6).

Scatto con 70-300mm. Il primo piano a focale 160mm, 263 secondi, f8, iso 1600.
La nebulosa focale 230mm, f7.1, iso 8000, 40 secondi con inseguimento..
Tre anni fa mentre andavo a Dobbiaco, mi sono soffermato a guardare le Tre Cime ed ho pensato “come posso abbinare le Tre Cime con il cielo notturno?”. Mi sono messo a studiare e a vedere che oggetti celesti potevo immortalare assieme ad esse grazie alle app Stellarium e PeakFinder ho scoperto che nel periodo tra Novembre e Febbraio la costellazione di Orione sorgeva proprio sulle Tre Cime. Alla fine mi ci sono voluti comunque due anni per ottenere un buon risultato a causa del meteo avverso e per la mia poca disponibilità di tempo ma a gennaio finalmente tutti i tasselli sono andati al loro posto e la foto è quella che vedete in foto 6, penso un piccolo gioiello della natura. Avrete oramai intuito che non sempre posso addentrarmi in boschi o salire in quota per cui anche questa inquadratura arriva da una piazzola raggiungibile in auto lungo la strada che da Cortina porta a Dobbiaco. Per chi volesse ripetere l’esperienza mi sento comunque di consigliare un vestiario adeguato a temperature rigide, la strada si snoda in una delle aree più fredde della zona ed in inverno il termometro può raggiungere i -20 gradi.
Avvolte riesco anche a girovagare fra valli e boschi, soprattutto nei periodi estivi, e durante una delle passeggiate mi sono trovato davanti ad uno scenario suggestivo e che ho scoperto poi essere poco noto. Si tratta delle cascate de Ru da Assola situate a Borca di Cadore.
Anche se a piedi il posto non è difficile da raggiungere, si va in auto sino a Borca di Cadore e poi si prosegue a piedi per circa mezz’ora tutto in salita. Ci vuole un minimo di allenamento anche per portare l’attrezzatura in spalla ma con qualche sosta al massimo in un’ora si è nei pressi della cascata. Lo scatto in figura 7 è stato realizzato a pochi giorni di distanza dalla preparazione di questo articolo, nel mese di settembre. Tecnicamente ho optato per il 14mm. Per il primo piano ho puntato a 3 scatti da 1, 3, 5 minuti iso 8000 f9 sommati poi in hdr perché la cascata in parte è illuminata da Borca di Cadore, mentre il cielo è realizzato con uno scatto singolo di 15 secondi, f5.6, iso 8000.

A dire il vero nella speranza di immortalare anche una stella cadente gli scatti per il cielo sono stati oltre 50 ma insomma non posso sempre puntare sulla fortuna. Come consiglio tecnico per chi volesse aggiungere questa tappa al programma consiglio di limitarsi a portare ottiche massimo da 16mm dato che il posto è “stretto” e con focali maggiori non si riuscirebbe a catturare tutto il primo piano.
La Luna, il nostro satellite, occupa nel mio catalogo di soddisfazioni una posizione speciale. Il satellite rimane estremamente difficile da immortalare di notte senza saturare troppo tuttavia lavorando di immaginazione si può giungere ad intuire soluzioni originali e d’effetto. È il caso dello scatto 8 in cui giocando con la luce della Luna nascosta dietro la Torre Grande delle Cinque Torri sono riuscito a mostrare sia lo scenario che parte del cielo con alcuni dettagli tanto che l’atro che si vede sulla destra della montagna è Venere. Siamo nei pressi del Rifugio Scoiattoli, località raggiungibile a piedi e piuttosto famosa. Niente di impossibile con un buon zaino in spalla in cui riporre il peso bilanciato delle apparecchiature. Il primo piano è uno scatto da 7 minuti, f 6.3, iso 1250, focale 24mm mentre il cielo e uno scatto singolo 13 secondi, f4, iso 5000, 24mm.
Il più delle volte cerco di catturare la Luna in concomitanza con il tramonto o l’alba cosicché le prime, o ultime luci, del Sole mi consentono di inserire anche le montagne nelle foto valorizzate da colori inaspettati.
Nella foto 9 si evidenzia un fenomeno tipico delle Dolomiti l’Enrosadira. Si tratta di un effetto ottico per cui la maggior parte delle cime delle Dolomiti appunto assumo prima un colore rossastro per poi passare gradualmente al viola.

Nello scatto, realizzato dal belvedere di Pocol (lo stesso dello scatto n°1) ho voluto immortalare, insieme al fenomeno dell’enrosadira anche la Luna. Un piccolo trucchetto mi aiuta a pianificare con dovuto anticipo queste inquadrature. L’applicazione PeakFinder infatti oltre ad indicare con precisione la posizione esatta della Luna e del Sole nella fasi si alba e tramonto rispetto alle montagne, riporta per queste ultime i rispettivi nomi, è così abbastanza semplice, conoscendo bene la zona, individuare la posizione e l’orario ottimali. Se siete in vacanza nei pressi del massiccio il mio invito è a cimentarsi con una tale tecnica di previsione, certo si può sbagliare e buttar via qualche ora preziosa ma volete mettere con la soddisfazione di catturare uno scorcio originale e minuziosamente selezionato il suo risultato potrebbe addirittura superare le aspettative? Pura felicità. Per il mio progetto ho utilizzato il 300mm. La foto è composta da tre scatti uniti in Hdr f9, iso 320, tempi 1/400 sec., 1/25sec, 1/40sec.

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APOD DEL 13 OTTOBRE 2024
Il video dell’aurora boreale realizzato dall’autore è stato riconosciuto come Astronomical Picture Of the Day del 13 ottobre 2024.
Setup e tecnica: zona delle Cinque Torri, Cortina d’Ampezzo. Scatto composto da 163 fotografie F 4.5, 13 secondi, iso 8000, focale 16mm. Canon 6D Mark II, 16-35mm Canon serie L F 2.8. Montaggio a cura di Diego Zardini.
Le immagini sono di proprietà di @Cristian Bigotina, vietata la riproduzione
L’articolo è pubblicato in COELUM 271 VERSIONE CARTACEA













