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ABSTRACT
Si ritorna agli ammassi globulari con Messier 19. Per ricordare, a chi approccia la rubrica per la prima volta, gli ammassi globulari celesti sono insiemi di stelle a volte molto appariscenti che orbitano come satelliti intorno al centro di una galassia. Tali affascinanti strutture, ai confini delle galassie, riescono a mantenere al loro centro una densità di stelle molto elevata, assumendo una forma perlopiù sferica.
Storia delle osservazioni
Messier 19 è stato scoperto da Charles Messier il 5 Giugno 1764, solo due giorni dopo la scoperta di M18 (vedi Coelum Astronomia n°270). Lo descriveva così: “Nella notte tra il 5 ed il 6 Giugno, 1764, ho scoperto una nebulosa situata parallela ad Antares, tra lo Scorpione ed il piede sinistro dell’Ofiuco: la nebulosa è rotonda e non contiene alcuna stella; l’ho esaminata con un telescopio Gregoriano [un tipo di telescopio riflettore ideato dal matematico ed astronomo scozzese James Gregory, antecedente al telescopio Newtoniano, nda] calcolando il suo diametro in circa 3 minuti d’arco.”
Nel 1783, l’astronomo e fisico tedesco naturalizzato inglese William Herschel fu il primo a risolvere le componenti stellari della “nebulosa” vista da Messier, riclassificandola quindi in un ammasso, usando un telescopio da 10 piedi (circa tre metri) ed annotò: “A 250 ingrandimenti posso vedere cinque o sei stelle, mentre le altre appaiono come chiazze indistinte.”
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Il figlio, John Herschel, riuscì ad osservare l’oggetto celeste qualche decade più tardi, e ne preparò una descrizione più accurata: “Un superbo ammasso globulare con stelle molto piccole [deboli], di magnitudine 12-18, con una di magnitudine 10 e una di magnitudine 10-11; quasi rotondo; molto gradualmente più luminoso verso il centro[…]. Isolato; diametro 3′.”
L’ammiraglio inglese William Henry Smyth aggiunse nel 1835: “Un bell’ammasso globulare isolato, di stelle deboli e molto compresse, tra il dorso dello Scorpione e il piede sinistro di Ofiuco; e quasi a metà strada tra due stelle telescopiche, nel ramo precedente della Via Lattea. È di una tinta bianco crema, ed è leggermente lucente al centro[…]. La posizione apparente media si ottiene differenziandola con 36 Ophiuchi, da cui dista 2 gradi e mezzo in direzione ovest-nord; e 7 gradi e mezzo in direzione est da Antares.”

Caratteristiche fisiche
Messier 19 si trova a circa 29000 anni luce dal nostro Sistema Solare e presenta un diametro di circa 140 anni luce (come paragone, la distanza da qui ad Alpha Centauri è di soli quattro anni luce).
Anche se molto lontano da noi, è in realtá molto vicino al nucleo galattico, da cui dista solamente 6500 anni luce. Presenta, come visto nel paragrafo precedente, una inusuale forma oblunga (la più accentuata tra tutti gli ammassi globulari conosciuti), e non circolare come altri oggetti della stessa categoria. Molto probabilmente si tratta di un effetto visivo dovuto alla posizione relativa dell’oggetto rispetto al nucleo galattico. Essendo infatti posizionato proprio dall’altro lato del nucleo della Via Lattea rispetto a noi, gas e polveri tipiche del centro galattico ne possono oscurare le porzioni più esterne. Non è da escludere che potrebbe risentire anche di forze di marea causate dallo stesso nucleo galatticoin grado di deformare la struttura.
L’ammasso contiene una stima di circa 1.1-1.5 milioni di masse solari, ha quasi 12 miliardi di anni di età (per un altro paragone, il nostro Sistema Solare ha “solo” 4.5 miliardi di anni), e si sta allontanando da noi alla velocità di 146 km/s. Al suo interno possiamo trovare differenti tipi di stelle, come quattro Cefeidi (stelle giganti che pulsano aumentando e diminuendo i loro diametro, temperatura, e luminosità su periodi che vanno da qualche ora a centinaia di giorni) ed almeno una stella variabile pulsante di tipo RV Tauri.
La classe delle RV tauri classe deve il suo nome alla prima stella osservata di questo tipo, nella costellazione del Toro. Essa fu scoperta nel 1905 dall’astronoma russa Lidiya Petrovna Tseraskayanée Shelekhova, conosciuta anche come Lydia Ceraski, e si tratta di una supergigante gialla a circa 4700 anni luce da noi, con un periodo pulsante composto da due massimi e due minimi. La variazione è di circa 1-2 magnitudini, in qualche raro caso anche di 3, su un periodo di oscillazione totale di 78.5 giorni. Esistono anche dei sottotipi della categoria che mostrano anche un aggiuntivo periodo di pulsazione da 900 a 1500 giorni.
Vi è anche almeno una stella di tipo RR Lyrae, normalmente utilizzata come punto di riferimento per misurare le distanze galattiche e tipiche di questa categoria di oggetti stellari. Tra queste, la piú conosciuta è stata scoperta nel 1928 poco distante dal centro dell’ammasso, e denominata FK-Ophiuchi.

Posizione nel Cielo
Al contrario di Messier 18, M19 è facilmente rintracciabile. Il modo piú semplice per individuarlo nel cielo notturno è partire dalla stella piú luminosa dello Scorpione, Antares (αScorpii) e tracciare una linea immaginaria verso Theta (θ) Ophiuchi. L’ammasso si troverà a circa metà di questo percorso.
In alternativa, M19 appare come il terzo vertice di un triangolo che ha come altre componenti le stelle Antares (αScorpii) ed Eta (η) Ophiuc huhi (Sabik).
Designazione: M19 – NGC 6273
Tipo: Ammasso Globulare
Classe: VIII
Distanza: 28700 anni luce
Estensione: 140 anni luce
Costellazione: Ophiuchus
Ascensione Retta: 17h 02m 37.69s
Declinazione: -26° 16′ 04.6″
Magnitudine:+6.8
Diametro Apparente: 17’ x 17’
Scopritore: Charles Messier nel 1764
Osservabilità
Per le latitudini italiane il periodo migliore per osservare questoammasso globulare è da maggio ad agosto.
- Occhio nudo: non osservabile.
- Binocolo: con un 10×50 diventa facilmente individuabile, apparendo come un piccolo alone chiaro e nebuloso
- Telescopi
- Piccolo diametro: poche differenze con l’osservazione binoculare
- Medio diametro: con telescopi da 12-15 cm l’ammasso inizia a risolversi in un oggetto oblungo e non più sferico, ma continua ad apparire non definito
- Grande diametro: gli astri osservabili diventano molto più numerosi, in particolare ad est e sud del nucleo, con l’ammasso che appare quasi completamente risolto
Buone Osservazioni!
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L’articolo è pubblicato in COELUM 271 VERSIONE CARTACEA













