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Luna di Maggio 2022

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In attesa dell’eclissi del 16/05, tutto quello che dobbiamo sapere sulla Luna per il mese di Maggio 2022!

Trascorsi solamente poco più di 90 minuti dall’ultimo Novilunio di Aprile (il 30 alle 22:28), che abbiamo visto il mese scorso con l’appellativo di “Luna Nera”,

Per approfondire: Luna di Aprile 2022

Maggio si apre con la contestuale ripartenza di un nuovo ciclo lunare che vedrà l’avvicendarsi delle varie fasi di luna crescente fino a portare progressivamente il nostro satellite nelle migliori condizioni osservative, entrando in Primo Quarto alle ore 02:21 del 9 Maggio quando mancherà ormai meno di un’ora al suo tramonto. Per chi intendesse effettuare osservazioni col telescopio la Luna sarà ampiamente presente già dalla sera precedente a partire dalle ore 21:30 circa ad un’altezza iniziale di +56° e visibile fino a notte inoltrata quando poco dopo le ore 3 scenderà sotto l’orizzonte.

Fra le innumerevoli possibilità di scelta si è pensato di considerare alcune fra le antichissime strutture geologiche del nostro satellite, precisamente Stofler/Faraday ed Heraclitus/Licetus/Cuvier, due distinti gruppi di crateri situati nel settore sudest dell’altipiano meridionale per l’occasione proprio in prossimità della linea del Terminatore, una delle condizioni essenziali per tentare osservazioni in alta risoluzione, seeing permettendo!

Per quanto riguarda i primi due, Stofler e Faraday, questi provengono dal periodo geologico Pre Nectariano collocato da 4,5 a 3,9 miliardi di anni fa e anche a una semplice osservazione si nota subito come su una vasta porzione del settore est-sudest del più antico Stofler (diametro 129 km) si siano poi sovrapposti in epoche successive vari crateri tra cui Faraday (diametro 71 km) ed altre formazioni minori fino a determinarne l’irregolare aspetto che vediamo oggi. Molto interessante l’osservazione di una miriade di piccoli craterini nel settore ovest-nordovest della platea di Stofler.

A breve distanza da questo si trova il gruppo composto dai crateri Heraclitus/Licetus/Cuvier.

credit F. Badalotti

Ad un’attenta osservazione si nota come i più antichi Heraclitus (diametro 94 km) e Licetus (diametro 77 km), provenienti dal periodo geologico Pre Nectariano collocato da 4,5 a 3,9 miliardi di anni fa, si presentano degradati in seguito alla caotica sovrapposizione di crateri a causa di successivi impatti di corpi meteoritici, in modo particolare Heraclitus al telescopio appare praticamente distrutto e letteralmente suddiviso in tre distinte aree irregolari di cui la più ampia è nota come Heraclitus-D di 52 km di diametro mentre il poco più giovane Cuvier (diametro 77 km, periodo geologico Imbriano; 3,9 miliardi di anni) presenta un normale stato di conservazione e con innumerevoli piccolissimi craterini sparsi nella platea e lungo le sue pareti.

Non potrà mancare una visita telescopica alla spettacolare sfilata di grandi strutture crateriformi da Albategnius fino a Walther allineati in prossimità del bordo orientale del mare Nubium e nell’occasione anche questi sul terminatore, sperando che meteo e seeing si mettano finalmente d’accordo.

Il Plenilunio il giorno dell’eclissi

Nel procedere della luna crescente alle ore 06:14 del 16 Maggio il nostro satellite sarà in Plenilunio in fase di 15,3 giorni, alla distanza di 362203 km dalla Terra e con diametro apparente di 32,99’ poco dopo il suo tramonto. Pertanto gli eventuali appassionati di osservazioni della Luna Piena potranno scorrere con i loro strumenti sulla sua superficie dalla serata del 15 all’alba del 16 Maggio unitamente alla successiva serata del 16 fino all’alba del 17 Maggio.

Osservando il disco della Luna Piena completamente illuminato dal Sole con le scure aree basaltiche dei grandi bacini da impatto che chissà quante volte molti appassionati avranno scandagliato con i loro strumenti, prendiamo ora in considerazione il mare Imbrium situato nel settore centrosettentrionale della Luna con una superficie di circa 900.000 kmq ed un diametro di 1300 km, la cui origine viene ricondotta al periodo geologico Imbriano Inferiore collocato a 3,8 miliardi di anni fa.

Nonostante in Luna Piena l’altezza del Sole sull’orizzonte riduca al minimo la percezione di gran parte dei dettagli superficiali, non sarà comunque difficile individuare le spettacolari formazioni montuose che ne delimitano l’estensione come i monti Carpatus, Appennini, Caucasus, Alpi, Jura, quanto oggi rimane delle antichissime pareti di quella che in epoche remotissime fu una gigantesca struttura crateriforme.

Al fine di una più realistica percezione delle dimensioni di questo immenso bacino da impatto in relazione alla corrispondente area del nostro pianeta se ne è ipotizzata la sovrapposizione centrata sulla città di Roma constatando che l’area che verrebbe occupata dal mare Imbrium si estenderebbe su una circonferenza delimitata dalle città di Aosta e Innsbruck a nord; Tunisi, Pantelleria e Siracusa a sud; Tirana e Graz a est; Marsiglia e il tratto di mare fra la Sardegna e le Isole Baleari ad ovest.

Confronto strutture lunari/terrestri: immagini della Luna di F. Badalotti su planisfero di Google Earth

Segnalo inoltre che fra la tarda serata del 17 e la nottata del 18 Maggio la zona di massima librazione interesserà la calotta polare nord: da non perdere la possibilità di osservare in dettaglio una regione lunare particolarmente interessante quanto problematica, ma se il seeing sarà dalla nostra parte si potrà anche lavorare in alta risoluzione.

Il 16 Maggio ci sarà anche un ECLISSI TOTALE DI LUNA!
Non perdere l’approfondimento su Coelum n. 255 Aprile-Maggio

Contestualmente al Plenilunio ripartirà la fase di luna calante che allontanerà progressivamente il nostro satellite dalle comode ore della sera confinandolo sempre più alle ore notturne.

Importante tappa di questa fase è l’Ultimo Quarto previsto per le ore 20:43 del 22 Maggio ma con la Luna a -56° sotto l’orizzonte, pertanto le osservazioni al telescopio di questa sempre interessante ma forse snobbata fase lunare potranno essere effettuate la notte successiva quando intorno alle ore 03:00 circa del 23 Maggio sorgerà in fase di 22 giorni rendendosi visibile fino alle prime luci dell’alba.

Cosa vedere in Ultimo Quarto? Per molti potrebbe trattarsi della classica e cosiddetta “levataccia” ma quando si inizierà ad inquadrare col telescopio aree quali Aristarchus Plateau, il cratere Plato, il grande anfiteatro del Sinus Iridum, le imponenti pareti del cratere Copernicus e poi sempre più a sud fino allo spettacolare altipiano meridionale, ci si accorgerà che il tempo a disposizione trascorre fin troppo velocemente.

Al capolinea di questo mese lunare, contestualmente al Novilunio che si verificherà alle ore 13:30 del 30 Maggio, il nostro satellite ripartirà con un ulteriore ciclo chiudendo Maggio in fase di Luna Crescente (il giorno 31), ma ne riparleremo fra un mese.

Le Falci lunari di Maggio

Primo appuntamento per gli appassionati di falci lunari in fase crescente per la serata del 2 Maggio quando poco dopo le ore 22:00 tramonterà una falce in età di 2 giorni fra le stelle del Toro sulla cui superficie ci sarà solo il tempo per rapide occhiate ad alcune delle notevoli strutture strette fra il bordo est ed il terminatore citando mare Humboldtianum e cratere Gauss a nordest, cratere Neper a est, cratere Humboldt a sudest.

Il 3 Maggio in tarda serata tramonterà una più fotogenica falce di 3 giorni, una ghiotta occasione anche per orientare il telescopio sul settore orientale del mare Crisium oltre ai crateri lungo il lato est del mare Fecounditatis senza tralasciare le rispettive cuspidi nord e sud.

Per le falci in luna calante appuntamento per la tarda nottata del 26 Maggio con una falce di 26 giorni che sorgerà poco dopo le ore 04:00, preceduta dai pianeti Marte e Giove e seguita da Venere. Nel caso specifico il tempo a disposizione sarà appena sufficiente per qualche panoramica sull’enorme distesa basaltica dell’oceanus Procellarum e dei molto meno estesi Sinus Roris a nordovest e mare Humorum a sudovest prima che le luci dell’alba abbiano il sopravvento.

Ma la falce lunare da non perdere assolutamente sarà quella che il mattino seguente, il 27 Maggio, sorgerà poco dopo le ore 04:00 circa in fase di 26,2 giorni mentre sarà in corso la parziale occultazione del pianeta Venere da parte della Luna, inoltre alla distanza di 25/26° osserveremo la bella coppia composta da Giove e Marte (separati fra loro da soli 1°30’) intenti a godersi il bellissimo spettacolo!!

Per questo imperdibile appuntamento credo sia legittimo pretendere che tutti i parametri che concorrono a determinare almeno buone condizioni osservative facciano il “proprio dovere”. E se poi pioverà…. sarà per un’altra volta!

Concludo con la sottile quanto problematica falce lunare che il 28 Maggio sorgerà poco prima del Sole in fase di 27,3 giorni, da osservare o fotografare attuando rigorosamente ogni precauzione al fine non intercettare la deleteria luce solare. Per questa tipologia di osservazioni, oltre agli ormai noti parametri osservativi, risulterà determinante disporre di un orizzonte il più possibile libero da ostacoli.

Librazioni di Maggio

(In ordine di calendario, per i dettagli vedere le rispettive immagini).

Si precisa che, per ovvi motivi, non vengono indicati i giorni in cui i punti di massima Librazione si discostano dalla superficie lunare illuminata dal Sole.

Librazioni Regione Ovest
Mappa di F. Badalotti su immagini tratte dal globo di “Virtual Moon Atlas”
  • 15 Maggio Fase 15 giorni – Massima Librazione ovest crateri Reiner / Reiner Gamma
Librazioni Regione Nordovest-Nord
Mappa di F. Badalotti su immagini tratte dal globo di “Virtual Moon Atlas”
  • 16 Maggio Fase 16 giorni – Massima Librazione ovest cratere Pythagoras
Mappa di F. Badalotti su immagini tratte dal globo di “Virtual Moon Atlas”
  • 17 Maggio (tarda serata) Fase 17 giorni – Massima Librazione Calotta Polare Nord
  • 18 Maggio (notte) Fase 17,3 giorni – Massima Librazione Calotta Polare Nord

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