MESSIER M20 – Nebulosa Trifida

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Introduzione

Con Messier 20 o M20 torniamo alle nebulose, e all’affascinante Nebulosa Trifida nel Sagittario, la quale deve il suo nome alle oscure nubi di polvere che la dividono in tre parti, visibili (come vedremo tra qualche paragrafo) anche con telescopi di 20 cm.

Storia delle osservazioni

La Nebulosa Trifida è stata ufficialmente scoperta il 5 giugno 1764 da Charles Messier, che la descrisse inizialmente come un “ammasso di stelle, poco sopra l’Eclittica, tra l’arco del Sagittario e il piede destro di Ofiuco”. Tuttavia, alcuni storici attribuiscono una scoperta precedente all’astronomo francese Guillaume Le Gentil, basandosi su una possibile confusione con la Nebulosa Laguna (Messier 8), osservata nel 1747. Messier, utilizzando il suo rifrattore cromatico, non riuscì a distinguere la nebulosa nelle sue componenti ma percepì solo un ammasso indistinto di stelle, caratteristica comune delle sue osservazioni.

 

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L’astronomo inglese William Herschel fu tra i primi a riconoscere la struttura unica della nebulosa, notando le tre bande oscure che la attraversano. Nel 1784 la suddivise in tre porzioni distinte e la descrisse come: “Tre nebulose, debolmente collegate, formano un triangolo. Al centro si trova una doppia stella”. Herschel aggiunse ulteriori dettagli due anni dopo, nel 1786, identificando le porzioni come H IV.41, H V.10, H V.11 e H V.12.

John Herschel, suo figlio, coniò il nome popolare usato ancora oggi, “Trifida”, nel 1826, osservando l’oggetto dal Capo di Buona Speranza (in Sud Africa) e descrivendolo come “tre nebulose con una cavità centrale, al cui interno è situata una doppia stella”.

L’astronomo americano Edward Emerson Barnard, successivamente, catalogò la porzione oscura centrale come Barnard 85 nel suo primo catalogo delle nebulose oscure, pubblicato nel 1919.

Caratteristiche fisiche

La Nebulosa Trifida è un raro esempio di combinazione tra tre tipologie di nebulose ed un ammasso stellare aperto:

  • una nebulosa a emissione (nebulose composte da gas ionizzati che emettono luce a differenti lunghezze d’onda), che in fotografia appare di colore rosso/rosato ed occupa la sua parte inferiore;
  • una nebulosa a riflessione (nubi di polvere interstellare che possono riflettere la luce di stelle vicine), visibile con una tonalità blu nella porzione nord di M20;
  • una nebulosa oscura (dense nubi molecolari che impediscono alla luce delle stelle di fondo di raggiungerci), che si manifesta nelle bande scure che dividono la struttura in tre parti, conferendo alla nebulosa il suo nome distintivo. Queste bande sono composte da polveri e gas freddi non illuminati, che assorbono la luce delle stelle retrostanti, creando il caratteristico effetto di divisione.

Situata a circa 5200 anni luce dalla Terra, M20 si trova nel Braccio del Sagittario della Via Lattea. La stella centrale, HD 164492, è in realtà un sistema triplo le cui radiazioni ultraviolette ionizzano i gas circostanti, facendo brillare la nebulosa.

Al suo interno (grazie ad osservazioni moderne, come quelle effettuate dal Telescopio Spaziale Hubble), sono stati individuati numerosi globuli gassosi in evaporazione (EGG -Evaporating Gas Globule – predecessori di nuove protostelle), con stelle nelle fasi finali della loro formazione (alcune ancora nascoste all’interno di questi oggetti) inclusi getti di gas che si estendono per tre quarti di anno luce.

Oltre a queste strutture, il telescopio Spitzer ha identificato nel 2005 circa 30 stelle embrionali e 120 neonate, confermando la continua attività di formazione stellare.

Le varie tonalità della nebulosa sono legate agli elementi chimici presenti: il rosso proviene dall’idrogeno ionizzato, mentre il blu della nebulosa a riflessione è il risultato della diffusione della luce stellare da parte delle particelle di polvere. La nebulosa si estende per circa 40 anni luce e rappresenta una delle regioni di formazione stellare più giovani conosciute, con un’età di soli 300.000 anni.

Nebulosa Trifida @ESO

Posizione nel Cielo

Messier 20 è facile da rintracciare nel cielo notturno anche se immersa nel campo stellare della Via Lattea. Si può trovare utilizzando la stella γ (gamma) Sagittarii (Al Nasl) e proseguendo verso Nord per circa 8 gradi, oppure utilizzando le stelle λ (lambda) e μ (mu) Sagittarii (Polis), con le quali la nebulosa forma un triangolo retto.

Alternativamente, è possibile individuare la piú grande Nebulosa Laguna (Messier 8) e da lì proseguire verso NNE per circa un grado.

Designazione: M20 – NGC 6514

Tipo: Nebulosa Composita

Classe: Regione H II

Distanza: 5200 anni luce

Estensione: 40 anni luce 

Costellazione: Sagittarius

Ascensione Retta: 18h 02m 23s

Declinazione: -23° 01′ 48″

Magnitudine: +6.3

Diametro Apparente: 20′ x 20′

Scopritore: Charles Messier nel 1764

Osservabilità

Per le latitudini italiane il periodo migliore per osservare questo ammasso globulare è da giugno ad ottobre.

  • Occhio nudo: non osservabile.
  • Binocolo: facilmente individuabile con un 10×50, apparendo come una macchia circolare opaca circondata da diverse stelle.
  • Telescopi 
    • Piccolo diametro: poche differenze con l’osservazione binoculare.
    • Medio diametro: con telescopi da 12-15 cm è possibile iniziare a notare le variazioni dell’intensità della luminosità all’interno della nebulosa. Sotto cieli bui è possibile osservare accenni delle tre bande oscure interne.
    • Grande diametro: dai 20 cm in su emerge un gran numero di dettagli, con le bande oscure che danno il nome alla nebulosa ora ben visibili, insieme a molte delle stelle associate ad essa.

Buone Osservazioni!

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L’articolo è pubblicato in COELUM 272 VERSIONE CARTACEA