MESSIER M6 – Ammasso Farfalla

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ABSTRACT

MESSIER 6, o anche NGC6405, a differenza degli ammassi visti fino ad ora non è un ammasso globulare ma un ammasso aperto. Questa tipologia di oggetti celesti é composto da un gruppo numeroso di stelle, fino a qualche migliaio, nate nello stesso periodo da una nube molecolare gigante. L’esempio più famoso a cui fare riferimento per questa categoria é l’ammasso delle Pleiadi (M45) nella costellazione del Toro.

Sono stati scoperti piú di mille oggetti simili solo nella nostra galassia. Oggetti molto interessanti da un punto di vista scientifico in grado di mostrare una visione chiave nello studio dell’evoluzione stellare. In genere, un ammasso aperto  appare come un oggetto celeste giovane (in termini astronomici), che riesce a mantenere la sua coesione per almeno mezzo miliardo di anni.  Superata tale soglia di età però, interferenze gravitazionali esterne galassia per lo più generate dalla rivoluzione intorno al centro galattico, causano che continue trazioni che, con il passare del tempo, finiscono per sfaldare l’ammasso aperto stesso.

Storia delle osservazioni

Il primo astronomo a lasciare  una testimonianza scritta di M6 fu l’italiano Giovanni Battista Hodierna, il quale ne registrò l’osservazione nel, o prima, del 1654, contando solo 18 stelle.

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Alcune ipotisi sostengono che anche l’astronomo Tolomeo, del primo secolo dC, possa averlo individuato durante le sessioni osservative per lo studio del vicino ammasso aperto Messier 7, che porta il suo nome, tuttavia non ne esiste nessuna conferma Passato quasi un secolo M6 diaciamo fu riscoperto dall’astronomo e matematico svizzero Jean-Philippe Loys de Chéseaux nel 1745 o 1746, ed osservato, pochi anni dopo (1752), anche dall’astronomo francese Louis de Lacaille dal Capo di Buona Speranza in Sud Africa. che ne scrisse a riguardo, M6 appariva come “un singolare ammasso di piccole stelle, disposte in tre bande parallele, con presenza di nebulositá”.

Qualche anno dopo fu aggiunto al Catalogo Messier, era il  1764 e Charles Messier lo descrive come “un ammasso di piccole stelle tra l’arco del Sagittario e la coda dello Scorpione. Ad occhio nudo sembra una nebulosa senza stelle, ma anche un piccolo telescopio lo rivela come un ammasso di piccole stelle. Diam. 15”.

Ancora nel secolo successivo anche William Herschel, astronomo, fisico e compositore tedesco, naturalizzato inglese, lo ammirò definendolo come un ammasso compatto di stelle sovrapposte. Il figlio John aggiunse i due appellativi “celeste” e “ricco”.-

Sta invece all’astronomo americano Robert Burnham il soprannome “Ammasso Farfalla”, un “affascinante gruppo [di stelle] la cui disposizione suggerisce la forma di una farfalla con le ali spiegate”.

Caratteristiche fisiche

Messier 6 si trova a circa 1600 anni luce dalla Terra, con una incertezza di -100/+400, dovuta al fatto che l’ammasso si trova in una zona del cielo parzialmente oscurata da nubi di polvere interstellare. Si estende per circa 12 anni luce (con alcune valutazioni che lo danno fino a 20 anni luce) ed é formato prevalentemente, come per altri ammassi aperti, da giovani stelle blu di tipo B (anche se la più luminosa é in realtà una stella gigante arancione di tipo K).

La sua età stimata é di circa 100 milioni di anni e sono state individuate pressappoco 120 stelle che potrebbero essere componenti fisiche di questo ammasso aperto. Stelle che continuano a muoversi in gruppo essendo debolmente legate tra loro dalle forze gravitazionali.

L’ammasso si trova a circa 24.500 anni luce dal centro galattico e possiede un periodo orbitale di circa 204 milioni di anni. Presenta una magnitudine di 4.2 che é tuttavia soggetta a variazioni dovute alla variabile semiregolare BM Scorpii (la gigante arancione descritta in precedenza) la cui magnitudine varia da un valore di 5.5 ad un valore di 7. Il contrasto tra questa stella e le rimanenti componenti blu é notevole.

© Ole Nielsen

Posizione nel Cielo

M6 é uno degli ammassi aperti più luminosi del cielo notturno. Si può rintracciare a poca distanza da M7, di dimensioni maggiori, ed é posizionato a circa metà strada tra la punta della coda della costellazione dello Scorpione e la punta della freccia della costellazione del Sagittario.

Forma una delle punte di un triangolo che ha come vertici, M6, M7 (distante circa 4 gradi), e la stella tripla Shaula (Lambda Scorpii, distante circa 5 gradi).

Designazione: M6 – NGC 6405

Tipo: Ammasso Aperto

Classe: II3m

Distanza: 1600 anni luce

Estensione: 12 anni luce 

Costellazione: Scorpius

Ascensione Retta: 17h 40m 20.1s

Declinazione: -32° 15′ 12″

Magnitudine: +4.2

Diametro Apparente: 25

Scopritore: Giovanni Battista Hodierna prima del 1654

Osservabilità

Per le latitudini italiane il periodo migliore per osservare questo interessante ammasso globulare è da aprile a settembre.

  • Occhio nudo: visibile lontano da fonti di inquinamento luminoso.
  • Binocolo: uno strumento 10×50 (raccomandato per l’osservazione di questo oggetto) mostrerà una decina o quindicina di stelle concentrate ed é possibile apprezzare la forma a ‘farfalla’ che da il nome ad M6.
    • Piccolo diametro: l’ammasso aperto continua ad essere ben visibile, e presenta dettagli aggiuntivi.
    • Medio diametro: M6 può essere considerato quasi completamente risolto con strumenti da 100-120mm in su.
    • Grande diametro: é ora possibile apprezzare la gigante rossa variabile BM Scorpii sul lato orientale dell’ammasso. E’ possibile anche risolvere variabili aggiuntive e alcune stelle doppie.

Buone Osservazioni!

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L’articolo è pubblicato in COELUM 259 VERSIONE CARTACEA