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Crateri a perdita d’occhio su Rea, la luna ghiacciata di Saturno

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Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

Continuano ad arrivare i dati inviati dalla sonda NASA/ESA/ASI Cassini relativi a Rea, il secondo satellite naturale di Saturno e il nono del Sistema solare, di cui abbiamo parlato su Media INAF già qualche mese fa. Di recente la sonda, lanciata nel 1997 (ed entrata in orbita attorno a Saturno il primo luglio 2004), ha fotografato l’orizzonte della luna Rea: dall’immagine qui sopra si nota in particolare il profilo leggermente irregolare e decisamente ammaccato, visti gli innumerevoli crateri sulla superficie dell’oggetto ghiacciato (1527 chilometri in larghezza). Il satellite naturale del sesto pianeta del Sistema solare, infatti, è stato scolpito da diverse collisioni, la cui storia è scritta proprio in questi crateri che non vengono disturbati da erosioni, vulcani o movimenti tellurici (come accadrebbe sulla Terra) proprio perché Rea è un oggetto relativamente “tranquillo”.

La regione illuminata che si vede nella foto è l’emisfero “finale” di Rea, vale a dire quello che si trova dalla parte opposta rispetto alla direzione dell’orbita. Questa luna di Saturno è prevalentemente composta da ghiaccio d’acqua, ed ha un emisfero brillante – ed è qui che c’è la maggior parte dei crateri (il cui diametro, in alcuni casi, può anche superare i 40 chilometri) – mentre l’altro è si mostra attraversato da una serie di strisce chiare su fondo scuro.

Qualche dettaglio sull’immagine: il Nord su Rea è in alto e ruotato di 12 gradi verso destra e l’immagine è stata scattata dalla narrow-angle camera (NAC) in luce visibile lo scorso 10 febbraio 2015 durante l’ultimo flyby da una distanza di circa 56mila chilometri. Da qualche mese, infatti, la sonda – dopo aver volato in prossimità dei poli di Saturno, con un’orbita molto inclinata –  è tornata ad orbitare attorno al piano equatoriale del pianeta e, dopo due anni, può di nuovo osservare e studiarne le lune.

Per saperne di più:

  • Visita il sito della missione della NASA/ESA/ASI Cassini-Huygens
  • Altre immagini dalla sonda Cassini QUI

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