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L’annuncio della NASA di oggi 15 novembre: CHANDRA ha visto nascere un buco nero

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Dopo due giorni vissuti all’insegna della più viva curiosità per quella che la NASA aveva annunciato come una “sensazionale scoperta di un oggetto celeste nelle nostre vicinanze cosmiche”, oggi alle 18:30 una conferenza della NASA ha rivelato la tanto attesa notizia: avvalendosi del Telescopio Spaziale CHANDRA e di altre sonde americane ed europee (SWIFT, XMM, ROSAT), tutte operanti nel dominio dei raggi X, una equipe dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics ha rilevato i primi “segni di vita” di un buco nero formatosi appena 30 anni fa a seguito dell’esplosione della supernova extragalattica SN 1979C, avvenuta nel 1979 all’interno della galassia M100.
Si tratta ovviamente della prima volta in cui viene osservata un buco nero nel momento stesso della sua formazione.
A breve seguiranno gli approfondimenti.

Indice dei contenuti

La SN 1979C

La Galassia M 100

Dalle mappe di materia oscura all’evoluzione delle galassie

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L'ammasso di galassie Abell 1689
L'ammasso di galassie Abell 1689 (Crediti: NASA, ESA, and D. Coe (NASA JPL/Caltech and STScI))
L'ammasso di galassie Abell 1689
L'ammasso di galassie Abell 1689 (Crediti: NASA, ESA, and D. Coe (NASA JPL/Caltech and STScI))

Le nuove osservazioni di materia oscura forniscono nuove importanti indicazioni sul ruolo dell’energia oscura nei primi cruciali anni di sviluppo dell’universo. I risultati suggeriscono come gli ammassi di galassie si siano formati ben prima di quanto ci si attendeva, prima di quando l’intervento dell’energia oscura giungesse ad inibire la loro stessa crescita.

L’energia oscura, una ancora misteriosa proprietà dello spazio, si manifesta proprio come un competitore formidabile della forza gravitazionale. Si può dire che l’energia oscura allontana le galassie l’una dall’altra “stirando” lo spazio intergalattico, dunque inibendo anche la formazione di strutture giganti, come appunto gli ammassi di galassie. E’ un tiro alla fune, tra gravità ed energia oscura: per capire i dettagli di questa “competizione cosmica”, gli scienziati trovano un utilissimo aiuto nello studio della distribuzione dettagliata della materia oscura negli ammassi.

In questo contesto, un team di scienziati ha indagato la distribuzione in massa di Abel 1689, a 2,2 miliardi di anni luce dalla Terra, trovando come il nucleo dell’ammasso stesso sia molto più denso – in termini di quantità di materia oscura – di quanto ci si aspettava (dalle simulazioni al computer) per un ammasso della sua taglia.

E’ una evidenza sorprendente per gli stessi scienziati coinvolti, per spiegare la quale bisogna per forza “retrodatare” la formazione dell’ammasso, che altrimenti non sarebbe potuto svilupparsi in questo modo, proprio per l’intervento dell’energia oscura.

Eris forse più piccolo di Plutone

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Eris - Thierry Lombry
Una rappresentazione artistica del pianeta nano Eris (Credit: Thierry Lombry)
Eris - Thierry Lombry
Una rappresentazione artistica del pianeta nano Eris (Credit: Thierry Lombry)

Da qualche anno i sostenitori di Plutone non facevano che raccogliere delusioni. Non solo nel 2006 il loro beniamino era stato declassato dal ruolo di pianeta, ma non poteva neppure ambire a indossare la corona del più grande tra i pianeti nani. Stando alle misurazioni, infatti, era il pianeta nano Eris ad avere tutte le carte in regola per essere incoronato re della Fascia di Kuiper.

La sequenza di immagini, catturate ogni 4½ secondi, mostra chiaramente la scomparsa della piccola stella al passaggio di Eris lo scorso 6 novembre. Emmanuël Jehin & collaboratori / TRAPPIST Telescope – La Silla Observatory

Da qualche giorno, però, il vento sembra soffiare in altra direzione: approfittando di una occultazione stellare – un evento che già da solo, viste le distanze in gioco, è da record – alcuni astronomi sono riusciti a stimare le dimensioni di Eris. Lo studio dell’orbita del pianeta nano, infatti, aveva indicato che lo scorso 6 novembre Eris avrebbe occultato una stella di 17a magnitudine nella costellazione della Balena, anche se la visibilità del fenomeno non era ben definita. La buona notizia è che sono stati ben tre i team che hanno rilevato l’evento e questo ha permesso, nonostante le inevitabili incertezze nella determinazione dei tempi e le conseguenti incertezze nelle misure finali, di stabilire che quasi certamente il raggio di Eris è inferiore a 1170 km. La cattiva notizia – per i fans di Eris, ovviamente – è che questo valore porta le dimensioni del pianeta nano ad essere davvero molto simili, se non inferiori, a quelle di Plutone (il cui raggio è stimato in 1172 ± 10 km).

E tutto questo cosa comporta? Apparentemente nulla: astronomicamente parlando, infatti, poco importa se il più grande sia Eris oppure Plutone – al massimo la cosa interessa gli almanacchi ghiotti di notizie statistiche. Visto però che la massa di Eris, grazie al suo satellite Dysnomia, è nota con discreta precisione, una riduzione delle dimensioni porterebbe inevitabilmente a dover aumentare il valore della sua densità, con la conseguente necessità di dover ripensare la sua possibile composizione. Se a questo aggiungiamo che anche il valore della sua albedo dovrebbe essere rivisto al rialzo, dobbiamo concludere che i problemi sollevati da queste nuove misurazioni non sono affatto di poco conto.

17 Novembre – Attenzione alle Leonidi

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Mappa Leonidi 2010 - Copyright Coelum Astronomia
La posizione del radiante delle Leonidi per il 18 Novembre 2010 alle ore 0:00
Le Leonidi
Le Leonidi sono uno dei più importanti sciami meteorici: è causato dalla Cometa Tempel-Tuttle. Lo sciame è visibile ogni anno intorno al 17 novembre ed è formato da particelle emesse dalla cometa durante il suo passaggio accanto al Sole. Devono il loro nome alla posizione del radiante, il punto cioè da cui sembrano provenire, localizzato nella costellazione del Leone: le meteore infatti sembrano irradiarsi proprio da quel punto del cielo.

Sono in fase di calma, ma la sorpresa è sempre possibile!

Quello delle Leonidi è storicamente lo sciame che con più regolarità è riuscito a non deludere le attese degli osservatori nel corso degli ultimi secoli, producendosi a intervalli più o meno regolari in straordinarie tempeste di meteore (1833, 1866, 1966, 1998…)
Il radiante situato nella “falce” del Leone è normalmente attivo dal 14 al 21 novembre con un massimo attorno al 17 e uno ZHR (Zenital Hourly Rate) normalmente sull’ordine delle 10-15 meteore/ora. Tuttavia, ogni 33 anni circa, in corrispondenza del passaggio al perielio della cometa progenitrice (la 55P/Tempel-Tuttle), si assiste a un aumento dell’attività dello sciame fino a livelli eccezionali. L’ultima volta ciò è accaduto durante il passaggio del 1998 (vedi su Coelum n. 67 l’articolo “Gli anni delle Leonidi”), con una intensità che poi è andata scemando negli anni man mano la cometa si allontanava dalla Terra (adesso si trova nella testa dello Scorpione a 20 UA dal nostro pianeta, praticamente all’afelio).

Mappa Leonidi 2010 - Copyright Coelum Astronomia
La posizione del radiante delle Leonidi per il 18 Novembre 2010 alle ore 0:00

Per ciò che riguarda il 2010, nemmeno l’analisi dei residui lasciati dalla cometa madre durante i suoi passati ritorni al perielio lascia sperare che quest’anno la Terra possa attraversare qualche “nuvola” di detriti, ma tuttavia gli esperti prevedono uno ZHR leggermente superiore alla media (di almeno 20 meteore per ora), con un picco massimo di attività fissato per le 21:15 TU del 17.

In Italia, il radiante – situato nella testa del leone (vedi figura in alto) – sorgerà però poco dopo le 23:00, anche se ciò non impedirà di poter seguire l’attività dello sciame per quanto riguarda le eventuali meteore dirette verso l’“alto”. Il problema maggiore verrà da un trequarti di Luna crescente posto sull’orizzonte opposto, che con il suo chiarore disturberà non poco le osservazioni. La Luna tramonterà tuttavia verso le 3:30, consentendo di seguire l’attività meteorica fino alle prime luci dell’alba.

La Hartley attraverserà le costellazioni del Monoceros e della Poppa

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hartley
Percorso della cometa Hartley dal 13 Novembre al 31 Dicembre
hartley
Percorso della cometa Hartley dal 13 Novembre al 31 Dicembre
Il percorso apparente della Hartley nel periodo 13 novembre – 31 dicembre. La cometa attraverserà in direzione sud le costellazioni del Monoceros e della Poppa, per poi finire la sua corsa nel Cane Maggiore. L’incontro più spettacolare con oggetti del profondo cielo l’avrà a fine novembre passando tra M46 e M46, i due grandi ammassi aperti situati nella Poppa.
Leggi tutti i dettagli per l’osservazione nella rubrica “Comete del Mese” di Rolando Ligustri, pubblicata su Coelum n.143 – Novembre 2010 a pagine 66.

Percorso dell’asteroide (37) Fides da 1 Novembre al 15 Dicembre

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asteroide 37 Fides
Il percorso dell’asteroide (37) Fides
asteroide 37 Fides
Il percorso dell’asteroide (37) Fides

Il percorso dell’asteroide (37) Fides durante il periodo dal 1 novembre al 15 dicembre; dopo aver raggiunto il giorno 28 il massimo avvicinamento da decenni a questa parte, si manterrà sempre di magnitudine prossima alla +10. A fine dicembre il pianetino entrerà nella parte nord dell’ammasso delle Pleiadi.

Tutti i dettagli e le coordinate sono disponibili nella rubrica “Ateroidi” di Talib Kadori, pubblicata su Coelum n.143 – Novembre 2010 a pagina 68.

ASTROFEST 2010 – Erba

ERBA, 13-14 NOVEMBRE 2010

presso Lario Fiere – Viale Resegone – Erba (CO)

GPS: Lat. N +45°48’27” Long. E +09°14’26”


Per i visitatori

Orario: dalle 9.00 alle 18.00

PREVENDITA BIGLIETTI DA VENERDI’ 12 NOVEMBRE 2010 A PARTIRE DALLE ORE 15.00

Biglietto: € 9,00 – Scarica lo sconto di € 2,00


EVENTI COLLATERALI…

Domenica 14 Novembre 2010 – ore 15:00

Il Dott. Giorgio Bianciardi, vicepresidente dell’Unione Astrofili Italiani e collaboratore di Coelum Astronomia, terrà una relazione sul tema: “L’Unione Astrofili Italiani. Uno spazio per l’astrofilo italiano.”

COSMO-SkyMed: un supporto alla gestione dell’emergenza alluvione in Veneto

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Alluvione in Veneto - ASI - Cosmo-SkyMed
Mappa della zona alluvionata - ASI - Cosmo-SkyMed
Alluvione in Veneto - ASI - Cosmo-SkyMed
Mappa della zona alluvionata - ASI - Cosmo-SkyMed

L’Unità Osservazione della Terra dell’Agenzia Spaziale Italiana e il team di Opera, Civil Protection from Flooding – OPerational Eo-based RAinfall – runoff forecasting – progetto pilota destinato alla gestione del rischio alluvione – dall’inizio dell’emergenza atmosferica stanno fornendo le mappe satellitari per il controllo delle aree del nord-est colpite dalle inondazioni. I radar di COSMO-SkyMed sono stati puntati sulle zone interessate dall’evento e l’acquisizione delle prime immagini è avvenuta il 4 novembre. La rilevazione è poi continuata nei giorni successivi fornendo mappe dettagliate sull’intero territorio coinvolto, con elaborazioni relative anche alla misura del livello delle acque e ai danni alle strutture civili, economiche e agricole. Tutte le mappe sono ora a disposizione per l’attuazione degli interventi e la gestione dell’emergenza.

“Anche in questa grave calamità che ha colpito il Veneto – sottolinea il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese – COSMO-SkyMed ha mostrato le sue capacità di supporto determinante per interventi tempestivi, accurati e puntuali nelle operazioni di protezione civile. Il nostro sistema di Osservazione della Terra è diventato a livello nazionale e internazionale un vero strumento operativo per tutte le istituzioni specie negli scenari più critici. Il recente completamento con il lancio del quarto satellite, avvenuto lo scorso 5 novembre dalla base di Vandembergh in California, permetterà di avere servizi sempre più efficienti e rapidi”.

COELUM VIAGGI – FLORIDA – Speciale Ultimo Lancio dello Space Shuttle – MIAMI & ORLANDO

Lancio Space Shuttle

22 febbraio – 2 marzo 2011

Programma

Lancio Space Shuttle
1° giorno, martedì 22 febbraio – Bologna / Monaco / Miami

Ritrovo dei partecipanti all’aeroporto di Bologna. Operazioni d’imbarco e partenza con volo di linea Lufthansa per Miami via Monaco. All’arrivo all’aeroporto di Miami, sbarco, operazioni doganali e successivo trasferimento in pullman riservato in hotel. Sistemazione nelle camere riservate, resto del pomeriggio a disposizione, cena libera e pernottamento.

2° giorno, mercoledì 23 febbraioMiami

Colazione amerciana ed intera giornata dedicata alla visita della città con bus privato e guida locale parlante italiano a disposizione: si attraversano i quartieri di Miami Beach, iniziando da South Beach dove si fa una sosta in Ocean Drive per vedere la villa che fu di Versace; si raggiunge quindi Downtown, con una visita a Brickell Avenue Key Biscayne e poi si raggiunge Coconut Grove con sosta allo shopping center Cocowalk. Il tour prosegue attraverso la lussuosa zona residenziale di Coral Gables fino a Little Havana, il cuore della colonia cubana della città per terminare a Bayside Market Place. Pranzo libero a carico dei partecipanti e, nel pomeriggio, proseguimento alla scoperta di un paesaggio naturale unico al mondo. Si percorrono i 60 km che dividono Miami dalle paludi di Everglades. Un giro in airboat, le barche spinte da gigantesche eliche d’aereo, porterà alla ricerca degli alligatori, con le informazioni date dai ranger del parco. Il tour include uno spettacolo educativo sulle caratteristiche di questi rettili. La guida tradurrà in italiano le informazioni fornite dai ranger. Al termine, rientro in hotel per la cena libera ed il pernottamento.

3° giorno, giovedì 24 febbraioFlorida Keys

Prima colazione americana in hotel ed intera giornata in escursione alle Florida Keys con bus privato (NO guida). Le Florida Keys sono una catena di isole coralline a sud di Miami, fra l’Oceano Atlantico e il Golfo del Messico, collegate dai 43 ponti della Overseas Highway, di cui uno lungo quasi sette miglia. L’area è divisa in cinque regioni ed ognuna è caratterizzata da un’atmosfera e da attrazioni proprie, tra cui musei, flora, fauna, ristoranti con specialità a base di crostacei, pesca, immersioni, sport acquatici e shopping in negozi eleganti. Mare dal blu intenso, palme ondeggianti e mangrovie verde oliva contraddistinguono il paesaggio delle Keys. Questo paradiso ecologico è abitato da aironi bianchi, mestoloni rosa, pellicani, gabbiani, falchi pescatori e numerose creature sottomarine. Pranzo libero in corso d’escursione. Al termine, rientro in hotel per la cena libera ed il pernottamento.

4° giorno, venerdì 25 febbraioMiami / Orlando

Dopo la prima colazione americana in hotel, partenza con pullman privato (NO guida) per Orlando. All’arrivo, sistemazione nelle camere riservate in hotel e pranzo libero a carico dei partecipanti. Pomeriggio a disposizione per visite individuali facoltative. Cena libera e pernottamento in hotel.

5° giorno, sabato 26 febbraioCape Canaveral

Prima colazione americana in hotel e partenza con pullman privato (NO guida) per Cape Canaveral. Ingresso al Nasa Kennedy Space Center ed intera giornata al centro con tour guidato. Pranzo libero a carico dei partecipanti. Nel tardo pomeriggio, rientro ad Orlando per la cena libera ed il pernottamento in hotel.

6° giorno, domenica 27 febbraioCape Canaveral

Prima colazione americana in hotel e partenza con pullman privato (NO guida) per Cape Canaveral. Intera giornata al centro per assistere all’ULTIMO LANCIO DELLO SHUTTLE. Pranzo libero a carico dei partecipanti. Nel tardo pomeriggio, rientro ad Orlando per la cena libera ed il pernottamento in hotel.

7° giorno, lunedì 28 febbraioOrlando (Disney Park)

Prima colazione americana in hotel ed intera giornata a disposizione per attività individuali all’interno di uno dei Disney Park: Magic Kingdom, il primo ad essere costruito e rimane uno dei più belli della città. Sostanzialmente è molto simile a Disneyland Los Angeles e Disneyland Paris. Epcot decisamente più High Tech rispetto al Magic Kingdom. Sono presenti diversi simulatori ed una riproduzione scenografica di diverse nazioni del mondo. Da non perdere il simulatore che porta nel cuore di un inseguimento di Guerre Stellari. E’ il parco che richiede più tempo per essere visitato integralmente. Oltre che divertente anche interessante ed istruttivo. MGM Studios parco a tema cinematografico che si ispira a tutti i film Disney. Animal Kingdom un grande parco faunistico nel quale si trovano numerose attrazioni tipiche dei parchi a tema. Ingresso e trasferimenti in pullman riservato per/dal parco inclusi. Pranzo libero e cena libera. Pernottamento in hotel.

8° giorno, martedì 1 marzoOrlando / Francoforte

Prima colazione americana in hotel ed intera giornata a disposizione per visite libere facoltative. Pranzo libero e trasferimento in tempo utile all’aeroporto per le operazioni d’imbarco sul volo di linea Lufthansa diretto a Francoforte. Cena e pernottamento a bordo.

9° giorno, mercoledì 2 marzoFrancoforte / Bologna

Prima colazione a bordo e, all’arrivo all’aeroporto di Francoforte, sbarco per l’immediata coincidenza con il volo di linea Lufthansa diretto a Bologna. All’arrivo, sbarco e fine dei servizi.

OPERATIVO VOLI (INDICATIVO E SOGGETTO A RICONFERMA)

22/02 BOLOGNA / MONACO 07.15 / 08.25 LH 1879

22/02 MONACO / MIAMI 09.30 / 14.55 LH 460

01/03 ORLANDO / FRANCOFORTE 21.05 / 11.35* LH 465 * arrivo il giorno successivo (02/03)

02/03 FRANCOFORTE / BOLOGNA 12.40 / 14.00 LH 284

Quota di Partecipazione

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE minimo 25 persone € 2.190,00

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE minimo 15 persone € 2.450,00

Supplemento camera singola DA DEFINIRE Cambio applicato: 1 USD = € 0,75

Tasse aeroportuali € 340,00 (soggette a riconferma fino all’atto dell’emissione del biglietto aereo)

La quota comprende: * volo di linea Lufthansa come da prospetto in classe economica * franchigia bagaglio 1 collo da 23 kg a persona + 1 bagaglio a mano * sistemazione in hotels 4**** a Miami (3 notti) e ad Orlando (4 notti) in camere doppie con servizi privati * trattamento di pernottamento e prima colazione americana * facchinaggio negli hotels in arrivo e partenza (1 bagaglio a persona) * trasferimento in pullman riservato in arrivo e in partenza SENZA assistenza * visita città di Miami + Everglades con pullman riservato e guida * pullman riservato a disposizione per 10 ore per l’escursione nelle Florida Keys (NO guida) * trasferimento in pullman riservato (NO guida) da Miami ad Orlando * n° 1 ingresso a Cape Canaveral (NO guida) * trasferimenti in pullman riservato da Orlando a Cape Canaveral e ritorno (NO guida) per il giorno del lancio e per il giorno precedente * ingresso ad uno dei Disney Park di Orlando, trasferimenti inclusi * assicurazione medico/bagaglio e annullamento viaggio a favore di ciascun partecipante.

La quota non comprende: * tasse aeroportuali (€ 340,00 circa ad oggi e soggette a riconferma all’atto dell’emissione dei biglietti) * tutti i pasti e le bevande * altri ingressi a musei, chiese, monumenti o siti d’interesse non menzionati * bagaglio extra, acquisti ed extra personali in genere * mance ad autista e guida * biglietto per vedere il lancio * tutto quanto non specificato alla voce “La quota comprende”.

PER VEDERE IL LANCIO

Il COSTO dei biglietti che verranno acquistati successivamente alla prenotazioni presso Nasa, variano da € 60,00 circa a seconda della location confermata. La disponibilità e tipologia dei posti disponibili sono soggetti a discrezione della Nasa, fino a quando non aprono la lotteria, pervista indicativamente per metà Novembre.

Vi informiamo che, a tal riguardo, procederemo all’acquisto dei biglietti, solo al raggiungimento del minimo partecipanti e della conseguente conferma del viaggio.

La prenotazione, da effettuarsi entro e non oltre lunedì 20 Dicembre 2010, verrà ritenuta confermata con il versamento in acconto di € 500,00, copme da indicazioni contenute nella scheda di prenotazione che Vi invieremo successivamente alla Vostra richiesta.

Al mancato raggiungimento del minimo previsto, o causa mancato reperimento dei biglietti per assistere al lancio dello shuttle, procederemo al rimborso dell’acconto versato.

La Nasa ci comunica che fino all’ultimo momento potrebbe cancellare o ripogrammare il lancio per una data diversa. I biglietti una volta acquistati non sono rimborsabili e se il lancio viene riprogrammato, i biglietti non saranno validi per la nuova data ma sarà necessario acquistarne dei nuovi.

Possibilità di vedere il lancio a bordo di una barca NON in esclusiva con costo a partire da € 250,00 a persona.

La visuale dalle barche dovrebbe essere ottimale, ancora meglio di quella da Cape Canaveral e le barche sono sintonizzate su radio che trasmette comunicazioni con shuttle per sentire il count down dal vivo.

Informazioni generali

PASSAPORTO:

È compito del cliente verificare la validità del passaporto e le formalità d’ingresso previste dal paese di destinazione. Inoltre, rammentiamo che per tutti i passeggeri che atterrano ANCHE IN TRANSITO negli aeroporti americani è necessario il passaporto INDIVIDUALE. I passaporti a lettura ottica rilasciati fino al 25 ottobre 2005 e i passaporti a lettura ottica con foto digitale rilasciati tra il 26 ottobre 2005 e il 25 ottobre 2006 rimangono idonei ai fini del Programma viaggio senza visto per l’America fino alla loro scadenza. Tutti i passaporti emessi dal 26 ottobre 2006 dovranno avere anche i dati biometrici, altrimenti sarà necessario ottenere il visto. Per maggiori informazioni , relative alle formalità d’ingresso ed eventuali obblighi sanitari, vi preghiamo fare riferimento al sito del Ministero degli Affari Esteri.

PROGRAMMA VIAGGIO SENZA VISTO PER GLI U.S.A

Il dipartimento per la sicurezza nazionale USA ha ideato un nuovo sistema per monitorare l’ingresso dei visitatori stranieri con passaporto senza visto, soggetti al Visa Waiver Program. In breve: chi per turismo o per affari prevede di soggiornare in USA per meno di 90 giorni, o si trova in transito (es. diretto in Polinesia, Cariabi, Messico, ecc.), invece di compilare in aereo il modulo verde I-94W sostitutivo del visto, dovrà registrarsi online nel sito apposito ESTA (Electronic System for Travel Authorization). La registrazione online è obbligatoria dal 12 gennaio 2009 (attenzione: dovrà essere formulata in inglese): senza di essa sarà rifiutato l’imbarco. Si consiglia di compilare il modulo elettronico il prima possibile (registrazione non valida se fatta a meno di 72 ore dalla partenza). Nella maggior parte dei casi si riceverà una risposta entro pochi secondi:

1. Authorization Approved – autorizzazione approvata (immediata): viaggio autorizzato.

2. Travel Not Authorized – viaggio non autorizzato: il viaggiatore deve ottenere un visto per non immigranti presso l’ambasciata o il consolato degli Stati Uniti, prima di recarsi negli Stati Uniti.

3. Authorization Pending – autorizzazione in corso di concessione (risposta nel giro di 72 ore): il viaggiatore dovrà controllare il sito web si ESTA, nel corso delle 72 ore successive, per ricevere la risposta finale. Il sito è già attivo in italiano dal 15 ottobre 2008, ma fino al 12 gennaio 2009 i viaggiatori dovranno ancora compilare a bordo il modulo verde, con modulo online facoltativo.

In dettaglio:

1. tutti dovranno ottenere la Electronic Travel Authorization tramite ESTA prima della partenza per gli USA, inclusi bambini di qualunque età.

2. la registrazione online dovrà avvenire non meno di 72 ore prima della partenza, sarà valida per due anni o fino alla scadenza del passaporto (se inferiore ai due anni), con possibilità di ingressi multipli. I dati sono facilmente modificabili, in caso di variazione dell’itinerario. A chi per affari prevede di viaggiare spesso negli USA, con preavviso al di sotto delle 72 ore, suggeriamo di registrarsi comunque preventivamente, vista la validità di due anni della registrazione.

3. i paesi partecipanti sono gli stessi del Visa Waiver Program, ossia: Austria, Australia, Belgio, Brunei, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Italia, Giappone, Liechtenstein, Lussemburgo, Monaco, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Portogallo, San Marino, Singapore, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito.

4. a partire dall’8 Settembre 2010 la registrazione costa USD 14,00.

5. per la registrazione si dovranno fornire i seguenti dati: nome, data di nascita, dati del passaporto, numero del volo di arrivo, indirizzo negli Stati Uniti, informazioni personali relative a eventuali malattie, stato della fedina penale, ossia quanto già richiesto sul formulario I-94W.

Per ulteriori informazioni

Informazioni e prenotazioni al viaggio:

CTM di Robintur spa – Via Bacchini 15, Modena
Tel: 059/2133701
Mail: ctm.gruppi@robintur.it
Web: www.robintur.it

Informazioni astronomiche:

Massimiliano Di Giuseppe 338/5264372
Ferruccio Zanotti 338/4772550
The Lunar Society – referente Paolo Minafra 339/2929524

Il Telescopio Hubble scopre dei cambiamenti sulla superficie di Plutone

Plutone - ACS - Hubble Space Telescope
Le immagini di Plutone catturate dalla ACS del Telescopio Spaziale Hubble
Plutone - ACS - Hubble Space Telescope
Le immagini di Plutone catturate dalla ACS del Telescopio Spaziale Hubble

Le immagini dell’Hubble Space Telescope (HST) del gennaio 2010 mostrano che Plutone non è solamente un pianeta (nano) ricco di ghiaccio e roccia, ma un mondo dinamico con cambiamenti importanti sulla sua superficie.
Questi cambiamenti sono guidati dai cambiamenti stagionali causati sia dalla forma ellittica dell’orbita (Plutone impiega 248 anni a compiere un’intera rivoluzione intorno al Sole) sia dall’inclinazione dell’asse di rotazione, cosa che non si ha nel caso terrestre dove i cambiamenti climatici sono dovuti solo all’inclinazione dell’asse di rotazione e non alla forma dell’orbita terrestre.

Le stagioni sono molto irregolari a causa dell’orbita ellittica di Plutone, le transizioni primavera-estate (polare) avvengono velocemente nell’emisfero settentrionale di Plutone perché il pianeta si muove più velocemente lungo la sua orbita quando è più vicino al Sole.

Le osservazioni con i telescopi terrestri, eseguite tra il 1988 e il 2002, mostrano che la massa atmosferica raddoppia nel corso del tempo. Questo potrebbe essere dovuto al riscaldamento e alla sublimazione del ghiaccio di azoto. Le nuove immagini ottenute tra il 2002 e il 2003, una volta analizzate, forniranno nuovi indizi essenziali su come si manifestano le stagioni e maggiori informazioni sull’atmosfera stessa.

Plutone
Dettaglio della superficie di Plutone (HST)

Le immagini ottenute dalla ACS (Advanced Camera for Surveys) di Hubble sono utili per pianificare i dettagli del flyby di New Horizons nel 2015, la prima sonda che passerà vicino a Plutone così velocemente che sono un solo emisfero sarà fotografato in grande dettaglio.

Quello che è emerso da questi nuovi dati è la presenza di un punto luminoso sulla superficie di Plutone, che probabilmente è una zona ricca di ghiaccio di CO (monossido di carbonio). Capire questa zona chiara e la zona vicina ricoperta di materiale scura sarà uno dei prossimi obiettivi di New Horizons.

Gruppo Astrofili Rozzano – Appuntamenti di Novembre

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Programma delle attività del GAR per il prossimo mese. Ore 21:00 presso “Casa delle associazioni”, Via Garofani 21, Rozzano.
11.11: “L’Astronomia dei Maya” a cura di Luigi Folcini.
18.11: “Intorno alla scienza astronomica” a cura di Matteo Papetti.
25.11: “La morte termica dell’Universo” a cura di Fabio Bersani.
Escursioni in montagna per l’osservazione degli astri a Pian dell’Armà (PV): 12/13 novembre.
Per informazioni: 3803124156 e 3332178016.
info@astrofilirozzano.it – www.astrofilirozzano.it

Appuntamenti di Novembre al Planetario di Ravenna

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Attività del Planetario di Ravenna con la collaborazione dell’Associazione Ravennate Astrofili Rheyta.
Inizio ore 21.00. Le osservazioni si tengono presso i Giardini Pubblici con ingresso libero.
13.11, ore 16:30: “Le stelle e il Piccolo Principe: storie di stelle, di vita e di amicizia” a cura di Paolo Morini (conferenza adatta a bambini da 8 anni).
16.11: “Il Sole come non l’avete mai visto” a cura di Claudio Balella.
19.11: I Venerdì dell’A.R.A.R. “Gli influssi lunari: la luna e la vita dell’uomo” a cura di Mauro Graziani.
23.11: “I tesori del cielo invernale” a cura di Agostino Galegati.
30.11: “Tra gli atolli del pacifico: il cielo dei maori e dei loro vicini” a cura di Annalisa Ronchi.
12.11 e 14.11: Osservazioni della volta stellata e Osservazione del Sole (Giardino pubblico, rispettivamente ore 21 e 10:30 – Ingresso gratuito).
La prenotazione è sempre consigliata.
Per info: tel. 0544-62534 Web: www.arar.it

Appuntamenti di Novembre al Planetario di Padova

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Spettacoli al Planetario: il venerdì e il sabato alle ore 18:00 e 21:00, la domenica alle 16:00 e 17:30.
Speciale “conferenza del venerdì sera” (ore 21:00).
12.11: “Nuovi mondi, nuovi orizzonti: le nuove frontiere dell’astronomia”. Relatore Elisa Portaluri (Università di Padova).
19.11: “Le prime luci dell’Universo”. Relatore Valentina Calvi (Università di Padova).
26.11: “La Via Lattea. La visione moderna del grande fiume di stelle”. Relatore Simone Zaggia (INAF – OAPD).
Per informazionie prenotazioni: tel. 049 773677
Email: info@planetariopadova.it

Appuntamenti di Novembre all’associazione Astrofili Alta Valdera

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La AAAV comunica il calendario dei prossimi incontri a tema che si svolgeranno presso il Centro Astronomico di Libbiano (Comune di Peccioli – PI) con inizio alle ore 21.15 (ingresso libero).
11.11: “Alla scoperta dello Scorpione e del Sagittario”. Proprio nel Sagittario troviamo il centro della Via Lattea, splendida cornice delle due costellazioni. Mitologia e oggetti che le popolano a cura di Emilio Rossi.
Per informazioni: Tel 3405915239 – 3474682035

Unione Astrofili Bresciani Lumezzane (Brescia) – 27 Gennaio

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COME E’ NATO L’UNIVERSO?
Seminario divulgativo sulla Cosmologia moderna: Relatore: Umberto Donzelli. Inizio ore 20.30.
Questi gli appuntamenti:
27.01: “Il Big Bang”.

Disegna la stella di Betlemme: un concorso per ragazzi premiato con una cartolina. Alla “Stella di Betlemme” è dedicato il concorso che organizza ogni anno l’Osservatorio astronomico Serafino Zani. I ragazzi delle scuole dell’obbligo sono invitati a rappresentare con un disegno una delle diverse ipotesi (congiunzione planetaria, cometa o addirittura esplosione di una stella) e a inviarlo, entro la fine di gennaio, al Centro Studi Serafino Zani, via Bosca 24, 25066 Lumezzane. Il disegno può essere di qualunque formato e realizzato con qualsiasi tecnica.
Le opere più belle verranno ritratte il prossimo Natale in cartoline illustrate inviate in diverse copie agli autori e pubblicate sul sito www.astrofilibresciani.it.
Per ulteriori informazioni: 030/872164

Una nuova politica spaziale europea

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Apertura Space Conference - Bruxelles
L'apertura della conferenza con Jean-Jacques Dordain, Antonio Tajani e Herman Van Rompuy
Apertura Space Conference - Bruxelles
L'apertura della conferenza con Jean-Jacques Dordain, Antonio Tajani e Herman Van Rompuy

Il 26 e 27 ottobre la sede del Parlamento europeo a Bruxelles, è stata teatro della terza conferenza sulla politica spaziale europea “A new space policy for Europe”. L’evento è stato organizzato da Business Bridge Europe (BBE) con il supporto di “Sky and Space”, gruppo interparlamentare con a capo l’italiano Vittorio Prodi. Sono intervenuti diversi leader europei, il direttore generale dell’ESA Jean Jacques Dordain, il Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, Antonio Tajani vice presidente della Commissione europea, Enrico Saggese presidente dell’ASI e altri attori di spicco del settore. L’incontro aveva lo scopo di rendere note a policy makers, rappresentanti della società civile e dell’ industria le nuove competenze in materia spaziale che l’Europa ha acquisito dopo la firma del Trattato di Lisbona.

Space Conference al Parlamento Europeo - Bruxelles
Space Conference al Parlamento Europeo - Bruxelles

La scelta di organizzare la conferenza proprio a Bruxelles non è casuale: la sede del Parlamento europeo rappresenta un punto d’incontro privilegiato per i massimi responsabili delle decisioni comunitarie, il mondo della ricerca scientifica e spaziale. Secondo l’opinione generale, la collaborazione tra istituzioni e ricerca scientifica rappresenta una sfida per il futuro lo sfruttamento del potenziale tecnico spaziale deve rispondere alle nuove esigenze della società. L’obiettivo è garantire a tutti i cittadini europei l’accesso alle tecnologie e ai servizi avanzati.

“Non c’è competitività senza ricerca e lo spazio è il settore dove l’innovazione è il motore”, ha dichiarato Antonio Tajani, vice presidente della Commissione europea “la ricerca in campo spaziale non può occuparsi solo di missioni e lanci, ma deve fornire risposte concrete ai cittadini europei”. “Le nuove competenze in materia comunitaria – ha dichiarato Dordain , sottolineando l’importanza del Trattato di Lisbona che definisce per la prima volta le linee di un’ambiziosa politica spaziale – potrebbero favorire la ricerca in settori come global environment e prevenzione dei disastri naturali in modo da acquisire una vasta gamma di competenze utili alla società civile”. L’assegnazione di un ruolo decisionale alla Commissione, dovrebbe dare nuovo impulso ai programmi spaziali continentali quali il sistema di navigazione satellitare Galileo e il GMES (Global Monitoring Environment Security) per il monitoraggio globale dell’ambiente e della sicurezza.

Urano e Giove vicini per tutto il mese di Novembre

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Urano e Giove
Urano e Giove nel mese di Novembre
Urano e Giove
Urano e Giove nel mese di Novembre

Anche in novembre Urano e Giove si troveranno a condividere la stessa zona di cielo, situata al confine sud ovest dei Pesci con l’Acquario. A inizio mese la distanza angolare tra i due pianeti sarà di 3,2°, e rimarrà praticamente invariata fino alla fine (3°). Come abbiamo scritto nei numeri precedenti, la vicinanza con Giove potrebbe aiutare eventuali osservatori desiderosi di riuscire a individuare Urano (mag. +5,8) ad occhio nudo!

Plutone e Caronte osservati da Hubble

Plutone e Caronte 1994
Plutone (a sinistra) e Caronte (in alto a destra) ripresi dall’Hubble Space Telescope nel 1994. Crediti: R. Albrecht, ESA/ESO Space Telescope European Coordinating Facility, NASA.
Plutone e Caronte 1994
Plutone (a sinistra) e Caronte (in alto a destra) ripresi dall’Hubble Space Telescope nel 1994. Crediti: R. Albrecht, ESA/ESO Space Telescope European Coordinating Facility, NASA.

Nel 1994 dall’Hubble Space Telescope appena riparato arriva la prima immagine del sistema Plutone-Caronte ad una separazione apparente massima di 0.9 arcosecondi.

Plutone è l’oggetto che si osserva a sinistra, con un diametro di 2390 chilometri di diametro, e Caronte a destra con un diametro di 1190 chilometri. I due oggetti si trovano ad una distanza relativa di circa 19.600 chilometri.
Nel momento in cui è stata fatta questa fotografia nel 1994, Plutone si trovava entro l’orbita di Nettuno, posizione che occupa per circa vent’anni durante il suo periodo orbitale di circa 248 anni. Fu più vicino al Sole di Nettuno dal 1979 al 1999.

Plutone - Caronte FOC
Immagine di Plutone e Caronte ripresa dalla Faint Object Camera (FOC) a bordo di Hubble Space Telescope

Qui a destra una immagine di Plutone e Caronte ripresa dalla Faint Object Camera (FOC) a bordo di Hubble Space Telescope, (in alto a destra) sistema definito come “il doppio pianeta”. Si tratta della prima immagine a lunga esposizione del sistema Plutone-Caronte ottenuta da Hubble.
Plutone è l’oggetto più grande e brillante, Caronte, l’oggetto più debole e meno luminoso. L’orbita di Caronte intorno a Plutone è indicata nel diagramma sottostante.
In alto a sinistra viene riportata l’immagine migliore ottenuta con un telescopio terrestre, quello del Canada-France-Hawaii Telescope (CFHT) alle Hawaii.

Per la prima volta, dopo 66 anni dalla sua scoperta, è stato possibile osservare l’intera superficie di Plutone. Il pianeta nano ruota con un periodo di circa 6.4 giorni e l’Hubble ha mostrato più complesso di quanto si pensasse. E’ possibile che le caratteristiche topografiche come bacini o crateri di impatto recenti possano causare alcune delle variazioni osservate sulla sua superficie.

Superficie di Plutone
Superficie di Plutone ricostruita utilizzando la serie di immagini ottenute con la Faint Object Camera (FOC) a bordo di Hubble Space Telescope.

Le macchie più chiare in queste immagini sono probabilmente di N2 e CH4 allo stato solido che riflettono la debole luce che arriva dal Sole. Le zone più scure sono probabilmente costituite da antiche pianure laviche.
La temperatura misurata alla superficie del pianeta è di circa 40-60 K ( lo 0 K equivale a –273,5 ° C, ossia 0 K = -273,5 °C) che equivalgono a circa –233,5° e –213,5°C.
La densità alla superficie è doppia rispetto all’acqua.

Missione Shuttle STS-133: se ne riparla per fine novembre

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sts-133 frattura nella schiuma
La frattura nella schiuma isolante (NasaTV)

5 Novembre 2010 – Ore 1200 UTC
Il meeting dei manager NASA di questa mattina ha valutato la situazione e finalmente è stato dato il GO per il caricamento dei propellenti nel serbatoio esterno. In rampa si stanno quindi pompando circa due milioni di litri di ossigeno ed idrogeno liquidi che andranno a riempire l’ET.
Per oggi il meteo è al 70% favorevole con un po’ di nubi intorno ai 1200 metri di quota e venti fra 30 e 50 km/h.
L’orario di lancio per stasera è fissato per le 20:04 italiane (1904 UTC – 15:04 della Florida)..

5 Novembre 2010 – Ore 1215 UTC.
E’ stata rilevata una leggera perdita di idrogeno gassoso da una giunzione del Ground Umbilical Carrier Plate, che sarebbe uno dei bracci di connessione del serbatoio esterno con la torre. Il GUCP si occupa di estrarre l’idrogeno gassoso e portarlo a distanza di sicurezza dove viene bruciato (è la fiamma che si vede vicino al pad 39A nei lanci notturni).
I tecnici sono al lavoro per capire come comportarsi, intanto il countdown prosegue.

5 Novembre 2010 – Ore 1248 UTC
La fuga di gas era troppo pericolosa, di conseguenza il lancio è stato nuovamente rinviato a causa della fuga di idrogeno.
Non si sa ancora quando si potrà lanciare dato che occorre tempo già solo per mettere in sicurezza tutta la zona: il caricamento dei criogenici era già a buon punto ed ora devono essere riportati nei serbatoi del pad, oltre che permettere ai tecnici di verificare la fonte del problema senza possibili pericoli di esplosioni. Si parla di almeno 48 ore.
Mi sa che il lancio passerà al mese prossimo: la prossima finestra di lancio si estende dal primo al 5 dicembre.
Questo problema si era già verificato su una delle scorse missioni (dovrebbe essere la STS-127), esattamente allo stesso connettore.

Dopo il blocco del conteggio alla rovescia di oggi, la direzione missione ha dato il via libera allo svuotamento del grande serbatoio esterno.
In un primo momento pareva possibile che il problema potesse venire risolto in tempi ragionevoli, intorno alle 48/72 ore e quindi è stato dato un nuovo possibile momento per il lancio, cioè lunedì sera.

sts-133 frattura nella schiuma
La frattura nella schiuma isolante (NasaTV)

Durante lo svuotamento però alcuni tecnici si sono accorti di una frattura nel rivestimento in schiuma del serbatoio esterno, in corrispondenza dell’intertank, cioè l’anello dell’external tank posto all’altezza del muso dell’orbiter che unisce i due serbatoi veri e propri che compongono l’ET. A questo punto sappiamo per certo che il lancio sarebbe stato abortito comunque, ma la complicazione è che non si sa se la riparazione potrà essere eseguita sul pad. Assumendo che si possa lavorare sul posto, il nuovo momento di lancio è stato fissato non prima del 30 novembre alle 10:05:46 italiane (0905:46 UTC). La finestra di lancio dura fino al 5-6 dicembre, dato che per metà mese dovrebbe raggiungere la Stazione la Soyuz che porta la Expedition con il nostro Nespoli.

Alla NASA non vogliono sentir parlare di sfortuna: gli orbiter hanno quasi trent’anni e come tutte le macchine possono guastarsi. Era diverso tempo che tutto filava liscio ed ora qualche grana viene fuori.
“Frustrante? Certo che è frustrante! Sarebbe molto meglio se fossimo già sulla Stazione Spaziale, è ovvio” ha detto Michael Leinbach, direttore di lancio.

Al momento dell’interruzione del countdown i sensori delle fughe di idrogeno segnavano una concentrazione del 6% rispetto ad un limite massimo ammissibile del 4%. Da considerare che il 6% è il fondoscala dei sensori, quindi la concentrazione era sicuramente maggiore.

Non ci resta che aspettare, stavolta un po’ di più degli altri rinvii…

Destini incrociati. Il fly-by di Deep Impact con Hartely 2

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Ecco la prima immagine della cometa Hartley 2, appena scattata dalla missione EPOXI e subito spedita alla sala di controllo del JPL della Nasa a Pasadena, in California. Un lungo applauso ha salutato il puntuale fly-by della sonda Deep Impact, previsto e realizzato il 4 novembre 2010, alle ore 16.00. La sonda è nello spazio da oltre 5 anni: era stata spedita per studiare il nucleo della cometa Tempel 1, poi la sua vita in orbita è stata prolungata in quella che ora viene chiamata la missione EPOXI.

Da quel 4 luglio 2005, quando si approcciò al nucleo della cometa Tempel 1, la sonda ha trovato un nuovo obiettivo: Hartley 2. Una cometa particolarmente interessante per la dimensione e la composizione della chioma, sotto osservazione fin da settembre, oggi con particolare attenzione dagli astronomi di tutto il mondo, italiani compresi.

“E’ importante correlare i dati che ci fornirà la sonda Deep Impact nel suo fly by, con quelli che otteniamo contemporaneamente con le osservazioni da terra” spiega Gian Paolo Tozzi dell’Osservatorio Astronomico di Arcetri dell’INAF, impegnato in Cile con il telescopio dell’ESO NTT.

La sonda già da alcune ore aveva mirato i suoi strumenti sul nucleo della cometa e iniziato a raccogliere i dati. Avvicinandosi ha aumentato la frequenza di raccolta, in un crescendo esponenziale nella fase di approccio al nucleo di Hartley 2.

50 minuti prima dell’approccio finale si è attivato l’Auto Nav Mod, il sistema di controllo automatico, che permette alla fotocamera della sonda di inquadrare il centro del nucleo.

E ora non resta che attendere nelle prossime ore le prossime immagini e i primi dati provenienti dalla sonda.

STS-133 Nuovo rinvio

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STS-133 Shuttle Discovery sul Pad
In Florida sta piovendo a dirotto, niente lancio... (NASA)
STS-133 Shuttle Discovery sul Pad
In Florida sta piovendo a dirotto, niente lancio... (NASA)

Al Kennedy Space Center sta piovendo a catinelle ed ovviamente, come prevedevamo, il lancio slitta ancora di un giorno. Con le attuali condizioni meteo non sarebbe neanche possibile eseguire il caricamento dei propellenti criogenici nel serbatoio esterno, altro che lanciare!

Il nuovo liftoff è programmato alle 1904 UTC di venerdì 5 novembre. Le previsioni parlano dell’arrivo di un fronte freddo che spazzerebbe i temporali, ma potrebbe causare forti venti in quota. La probabilità di un nuovo rinvio per domani sarebbe del 40%.

Come al solito vi terrò aggiornati…

La diretta del lancio è al momento prevista su

per le ore 19:45 del 5 novembre 2010

CONTINUATE A SEGUIRCI PER ULTERIORI AGGIORNAMENTI

La furtiva ombra di 10 ammassi di galassie

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Dieci ”nuovi” ammassi di galassie massicce quelli scoperti da un gruppo internazionale di astrofisici facenti capo alla Rutgers University e pubblicata sul numero di novembre della rivista The Astrophisucal Journal. La scoperta è stata possibile grazie ad una ampia e uniforme osservazione del cielo dall’emisfero meridionale.

L’osservazione è stata condotta usando una particolare tecnica che mira a rilevare le “ombre” degli am

massi di galassie proiettate sulle microonde cosmiche prodotte dalla radiazione di fondo, una “reliquia” del Big Bang che ha dato i natali all’Universo.

La ricerca, che ha visto partecipi, oltre gli scienziati della Rutgers, anche gli astronomi della Pontificia Cattolica Università del Cile, ha avuto inizio nel 2008, con un nuovo radiotelescopio sito nel deserto di Acatama in Cile, l’Acatama Cosmology Telescope capace di cogliere le millimetriche lunghezze d’onda radio rilevando immagini altrimenti invisibili della radiazione cosmica di fondo e sfruttando il cosiddetto effetto “Sunyaev-Zel’dovich” (SZ), una traccia inconfondibile da essi lasciata sulla radiazione di fondo cosmico diffusa..

“Queste innovative osservazioni hanno quindi permesso di rilevare questi ammassi di galassie massicce, dando un nuovo obiettivo da puntare agli astronomi”, dice Felipe Menanteau, un ricercatore in fisica e astronomia della Scuola di Arte e Scienze, a Rutgers.

La nuova scoperta offre agli astronomi e agli astrofisici di tutto il mondo un’ulteriore possibilità per comprendere la nascita dell’Universo e la sua evoluzione.

STS-133 Attimi di apprensione

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Il Discovery in rampa
Il Discovery in rampa (Justin Ray/Spaceflight Now)

Già, perché durante uno dei test si è evidenziato un nuovo problema.
Stavano eseguendo i controlli sui motori principali dell’orbiter, quando un sezionatore elettrico del computer di riserva che controlla il motore numero 3 è scattato.

Il Discovery in rampa
Il Discovery in rampa (Justin Ray/Spaceflight Now)

Ovviamente è partita una serie di verifiche che hanno coinvolto tutto il circuito di alimentazione, ma una volta riarmato il sezionatore tutto pareva a posto. Ufficialmente il difetto è stato archiviato come contaminazione dei contatti del sezionatore: azionandolo si sono automaticamente puliti.
Tutto bene allora, peccato che mentre si chiudeva il fascicolo di questo problema ecco che si verificava una perdita di tensione proprio su quel circuito.
Altre analisi sono ora in corso per capire se la contaminazione è così grave da comportare falsi contatti sul sezionatore creando possibili problemi al computer di backup.
Ovviamente si tratta di un componente fondamentale dato che ciascun motore ha un doppio sistema di controllo che assicura 50 volte al secondo la correttezza dei parametri di funzionamento dei motori stessi. Nel caso che uno dei due si guasti il backup può prendere il posto del “titolare” e permettere il regolare completamento dell’ascesa verso l’orbita. Se il backup non è in piena efficienza ovviamente non si può volare.

Per domani il meteo è ancora 70% GO, mentre per giovedì è 70% NO GO: un eventuale rinvio sarebbe probabilmente di almeno 2 giorni.

Aggiornamento
Nuovo rinvio del lancio di 24 ore.
Questo tempo aggiuntivo permetterà ai tecnici di chiarire i problemi di alimentazione elettrica che sono stati rilevati nel controllo dei motori.
Quindi è da verificare se sono presenti ulteriori avarie o particolari potenzialmente difettosi.
Prossimo orario per il lancio: le 1929 UTC (le 20:29 italiane) di giovedì 4 novembre, purtroppo con solo il 30% di probabilità di meteo favorevole…

La diretta del lancio è al momento prevista su

per le ore 19:45 del 4 novembre 2010

CONTINUATE A SEGUIRCI PER ULTERIORI AGGIORNAMENTI

STS-133 Fine riparazioni e Go per il Countdown!

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Il Discovery sul pad di lancio [NASA].
Il Discovery sul pad di lancio - NASA

I tecnici hanno completato i lavori di riparazione e controllo sui componenti che avevano evidenziato  una fuga di gas sull’OMS pod di destra e quindi la preparazione al lancio può proseguire tranquillamente.

Alle 18:30 italiane c’è stato il “Call to Stations” che sancisce l’inizio ufficiale delle procedure di lancio. Il countdown è quindi partito alle 19 italiane.

Le previsioni meteo per le 15:52:13 della Florida di mercoledì, momento del lancio, sono ancora per un 70% GO con poche chance di pioggia e venti fra i 20 e i 30 km orari. I meteorologi stanno anche seguendo l’evoluzione dell’uragano Thomas che dovrebbe puntare verso la Florida verso il fine settimana.

Un ulteriore ritardo di anche solo 24 ore potrebbe portare problemi ulteriori proprio a causa dell’approssimarsi del sistema perturbato frontale che accompagna l’uragano.

Ovviamente vi ricordo il commento in diretta delle immagini dell’ultimo lancio del Discovery su AstronautiCAST e CoelumStream!

La diretta del lancio è al momento prevista su

per le ore 19:45 del 3 novembre 2010

SEGUITECI PER ALTRI AGGIORNAMENTI

Pio & Bubble Boy – Coelum n.143 – Novembre 2010

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vignetta 143

vignetta 143

Questa Vignetta è pubblicata su Coelum n.143 – Novembre 2010. Leggi il Sommario.

VII Congresso Nazionale di Radioastronomia Amatoriale a Tradate (VA)

Ospitato quest’anno dall’Osservatorio Astronomico di Tradate, si è aperto il VII Congresso Nazionale di Radioastronomia Amatoriale dello IARA, Il Congresso Nazionale di Radioastronomia Amatoriale rappresenta il momento principale di incontro e scambio di esperienze per tutti gli interessati, compreso il pubblico. In tale sede tutti i membri IARA  e persona esterne che hanno svolto un lavoro inerente alla radioastronomia, possono esporlo in sessioni orali o poster.

Programma completo della Manifestazione:

Venerdì 29 ottobre (ore 19.00)  Conferenza di Claudio Maccone, SETI Permanent Study Group IAA, SETI ITALIA “G. Cocconi”. Titolo: SETI, Esopianeti e Paradosso di Fermi capiti meglio con la Statistica. Aperta a tutto il pubblico e gratuita che si svolgerà nella Sala Conferenza della FOAM13, per poi proseguire con due giornate ricche di sessioni all’interno del bellissimo osservatorio.

Sabato 30 Ottobre (ore 19.30) Conferenza serale di Maurizio Tomasi, Dipartimento di Fisica, Universita’ degli Studi di Milano. Titolo: Il cosmo visto da Planck

Rinviato il lancio dello shuttle Discovery

I tecnici sono alle prese con due perdite, una di elio e una di azoto, provenienti dagli impianti del pod di destra della navetta Discovery. Non si sa ancora quale impatto avranno questi problemi (e se ve ne sarà) sul conto alla rovescia, ma una prima conferenza stampa ha detto che entrambe sono “sotto esame” e gli ingegneri sono attualmente riuniti per discutere le opzioni di ripristino.
Due segnalazioni di problemi urgenti, chiamati IPR (Interim Problem Report), sono stati segnalati questa notte, uno a causa di una perdita di azoto gassoso ad una connessione ad innesto rapido e un altro nel sistema di pressurizzazione dell’elio che viene utilizzato per spingere i propellenti nei motori degli OMS pod.
Il primo problema si è presentato nel corso di un controllo della valvola dell’azoto gassoso e il secondo problema è stato scoperto dopo che il circuito dell’elio è stato messo sotto pressione per il lancio. Una ispezione ha evidenziato che un O-ring in un accoppiamento dell’elio fra rampa e navetta si è parzialmente incastrato dentro la sua controparte della navetta. Questo apparentemente dovrà essere sostituito.
L’OMS pod di destra è stato re-installato nel mese di luglio, dopo il lavoro che è stato necessario eseguire per riparare una valvola di isolamento dell’elio che ha avuto problemi durante l’ultima missione del Discovery in aprile.
Non è ancora noto se la perdita di elio e azoto possa essere collegata al lavoro di riparazione effettuato nello scorso fine settimana o se può essere stato causato dalla rimozione e reinstallazione del pod di luglio.
Il conto alla rovescia per il lancio del Discovery verso la Stazione Spaziale dovrebbe iniziare alle 15:00 locali di oggi (le 21:00 italiane), mentre il decollo della 39esima e ultima missione della navetta è previsto per le 2040:27 UTC di lunedì. La finestra di lancio si estende fino al 7 novembre.

L’inizio del countdown è stato spostato per domani alle ore 20:00 italiane.
Il lancio è ora fissato per le 2017:56 UTC (21:17:56 italiane) di martedì.

La diretta del lancio prevista su

per le ore 19:30 del 1 novembre 2010 è stata al momento rinviata a martedi 2 novembre

SEGUITECI PER ALTRI AGGIORNAMENTI

La Deep Impact in rotta per il rendez-vous con la Hartley

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La sua missione l’aveva già compiuta il 4 luglio del 2005, quando dopo un viaggio di sette mesi circa, aveva raggiunto il suo obiettivo, la cometa Tempel 1, per analizzarne il nucleo. Ora a distanza di oltre cinque anni, forte del carburante ancora disponibile, la sonda della NASA, Deep Impact, torna in missione. Obiettivo la cometa Hartley 2, che nei giorni scorsi a raggiunto la sua minima distanza dalla terra, 14 milioni di chilometri, dopo un viaggio di sei anni e mezzo.

La 103P Hartley ripresa dal 15 al 24 ottobre dalla sonda Deep Impact durante il suo avvicinamento alla cometa che incontrerà il prossimo 4 novembre. (Credit: NASA / JPL / UMD Images taken as Deep Impact approached Hartley 2, from October 15 to 24, 2010).

L’incontro avverrà il 4 novembre prossimo, alle 4 del pomeriggio in Italia. La sonda Deep Impact approccerà questa cometa, considerata particolarmente interessante per la caratteristica chioma grande e brillante, a 700 chilometri dal suo nucleo. Sarà la quinta volta che una cometa verrà ripresa da così vicino e la prima in assoluto che una sonda svolga due volte questo stesso compito.

Ma l’osservazione di Hartley 2, iniziata già a settembre nella fase di avvicinamento della cometa, non riguarderà solo Deep Impact ma anche molti telescopi a terra, tra cui il VLT dell’ESO da dove opereranno anche gli astronomi italiani. “La sonda, ora rinominata EPOXi, – dice Gian Paolo Tozzi dell’Osservatorio Astronomico di Arcetri (ascolta l’intervista) – farà una visione a piccola scala ed è estremamente importante avere contemporaneamente una visione a larga scala per correlare i processi a piccola scala con quelli che vediamo da terra”.

Le attività di osservazione si protrarranno fino al fly by e nei giorni immediatamente successivi, a partire da quel momento arriveranno le prime informazioni con le prime immagini del nucleo della cometa.

STS-133 Go per il lancio

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Con la conferma dell’avvenuta riparazione della perdita di MMH dai circuiti di alimentazione dei motori di manovra, si entra nell’ultima fase della preparazione al lancio.

Il 25 ottobre c’è stata la Flight Readiness Review durante la quale i manager NASA hanno dato il “nulla osta” al lancio per lunedì prossimo.

Di conseguenza avremo l’inizio del countdown alle 1900 UTC di venerdì, mentre il lancio avverrà alle 2040:26 UTC di lunedì primo novembre.

Se siete interessati, sappiate che stiamo organizzando la diretta del lancio con commento in italiano da parte dello staff di Astronauticast, canale web del gruppo ISAA/Forumastronutico e andrà in onda su  COELUMSTREAM!

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Data di Trasmissione: 1 Novembre 2010 – Ore 19:30

Non mancate!

Spettrografia Amatoriale

Fig.12 - In blu il profilo dello spettro della cometa Holmes del 28 Ott. 2007. In rosso il profilo del 27 Ott. 2007. Il confronto ne attesta la sostanziale sovrapposizione
Fig.12 - In blu il profilo dello spettro della cometa Holmes del 28 Ott. 2007. In rosso il profilo del 27 Ott. 2007. Il confronto ne attesta la sostanziale sovrapposizione


Progetto, costruzione e impiego

di uno spettroscopio a prisma per telescopi amatoriali

Detto brevemente, lo spettroscopio è uno strumento ottico in grado di scomporre, formando uno “spettro” di vari colori, la luce proveniente da sorgenti le più disparate: un solido incandescente, la fiamma di una candela, il bagliore del Sole, una stella, una nebulosa o una cometa (tanto per citarne solo alcune).
Ad ogni colore che compare nello spettro corrisponde una ben determinata lunghezza d’onda della radiazione di origine. La luce di una lampada ad incandescenza dà luogo ad uno spettro “continuo” ovvero i colori si susseguono senza soluzione di continuità, mentre per altri corpi – e questo è il caso degli oggetti astronomici – lo spettro continuo appare solcato da righe scure, più o meno marcate, come se in quelle posizioni la radiazione fosse assente o fortemente attenuata. Altre volte al posto delle righe scure compaiono righe brillanti. Tutto ciò costituiva un bel grattacapo per i primi studiosi di spettroscopia, ma poi tutto divenne chiaro e oggi nell’esaminare uno spettro non vi è più nulla di misterioso. Determinare e capire ciò che uno spettro di volta in volta rappresenta, forma oggetto della “Spettroscopia”. In campo astronomico, la spettroscopia (non solo ottica) riveste un’importanza fondamentale: è a questa scienza che dobbiamo la massima parte delle conoscenze acquisite attorno all’Universo che ci circonda, dalla composizione chimica dei corpi celesti, alla velocità di recessione o di avvicinamento delle galassie. Grazie alla spettroscopia, nessun astronomo ha mai dovuto scomodarsi per recuperare campioni di materia cosmica da studiare nei propri laboratori.
Queste poche righe introduttive sono ben lungi dal pretendere di essere esaurienti. L’astrofilo che intenda seriamente dedicarsi alla spettroscopia astronomica dovrebbe anzitutto approfondire le proprie conoscenze sull’argomento, attingendo alla vasta letteratura esistente, anche a carattere divulgativo, per non parlare di Internet, nel cui ambito numerosissimi e molto ben documentati sono i siti ( specie stranieri ) in grado di fornire, anche in questo campo, preziose informazioni.

La modesta potenza dei telescopi posseduti dalla maggior parte degli astrofili, ha da sempre costituito il freno principale al diffondersi di un concreto interesse per la spettroscopia astronomica, con qualche ovvia eccezione per quella solare. Quando poi si parla di spettroscopia stellare si assiste ad un fuggi fuggi generale. Eppure, con l’avvento degli odierni sensibilissimi dispositivi di ripresa elettronici, un interessante lavoro di spettrografia stellare a livello amatoriale può essere portato avanti perfino con telescopi da 100mm. Il problema è che il mercato non è in grado di offrire una vasta scelta di spettroscopi, al pari di quanto succede per i telescopi amatoriali, né certamente i prezzi sono tali da incoraggiare l’investimento. E’ da questa realtà che nasce l’impulso di costruire da sé il proprio spettroscopio, personalizzato e perfettamente adatto a funzionare sul telescopio di proprietà.
L’impresa non deve spaventare: i costi possono essere molto contenuti e le difficoltà costruttive decisamente minori di quelle che si devono affrontare (specie dal punto di vista meccanico) nella costruzione di telescopi amatoriali. La difficoltà maggiore, semmai, è quella di procurarsi un buon progetto esecutivo.
Sotto questo profilo,il presente articolo può forse venire in aiuto descrivendo il progetto di costruzione di uno spettroscopio prismatico che, avendo trovato applicazione su un riflettore da 500mm, sta fornendo eccellenti risultati; verrà infine illustrato qualche esempio di spettro ottenuto con questo strumento.
Per completezza, occorre appena accennare al fatto che, oltre a quello qui descritto, di spettroscopi se ne possono progettare di differenti tipi e differenti fatture, ma per poterli descrivere, anche sommariamente, occorrerebbe molto più spazio.

Tips & Tricks – n.2

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Abbiamo pensato di semplificarvi la vita inserendo nella parte superiore della colonna di destra tutti gli ultimi aggiornamenti delle varie sezioni.

Perciò, per vedere l’ultimo annuncio del mercatino inserito, l’ultima news, l’ultimo tips & tricks… basta cliccare  sull’icona e verrete immediatamente trasportati al punto giusto della home page, dove postare il vostro commento o leggere l’approfondimento…

Provate… 🙂

Tips & Tricks – n.1

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La prima novità di questo nuovo portale è che ora è possibile commentare praticamente qualsiasi cosa venga pubblicata all’interno di esso.

Una News, un articolo, un evento..  potete scrivere la vostra opinione, confrontarla con quella di chi avrà già commentato prima di voi, oppure inserire la vostra recensione su di un libro in vendita sul nostro Astroshop, o ancora  segnalare un aggiornamento per l’ultima News pubblicata.

Il tutto ovviamente firmato dal vostro nome.

E inoltre.. gli altri lettori potranno risalire ai commenti da voi postati o mandarvi un messaggio privato semplicemente cliccando sul vostro nome.

Tips &Tricks – Numero zero

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Cari amici,
speriamo che abbiate apprezzato la novità: un sito tutto nuovo – anche se in parte ancora in costruzione – e in costante evoluzione!

Ci siamo però resi conto che tante nuove funzionalità potrebbero non essere di facile intuizione per tutti, abbiamo perciò pensato di usare questo spazio anche per aiutarvi a sfruttarle al meglio.

In questa sezione troverete quindi un suggerimento, una nota, un avviso di tutto quello che potete fare, e potrete fare in futuro, su coelum.com.
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La HARTLEY alla minima distanza!

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La cometa 103P Hartley ripresa dalla sonda Deep Impact il 1° ottobre 2010

Questa bella sequenza del nostro Rolando Ligustri, mostra il progressivo avvicinamento (dal 13 al 19 ottobre) della “cometa verde” alla Terra.

In questi giorni, la 103P/ Hartley, 20 e 21 ottobre, date del massimo avvicinamento alla Terra, si trova al centro dell’Auriga (guarda il percorso della cometa sulla mappa) ad una distanza di 18 milioni di chilometri da noi.
Il 22 la sua coda potrebbe estendersi fino alla nebulosa IC 410 (a circa 5° di distanza).
Il 23 sorgerà (verso le 20:30) con la coda in transito sull’ammasso aperto M37 e poi sulla nebulosa IC 439.
A fine mese continuerà ad attraversare campi pieni di oggetti deep-sky, ma purtroppo verrà raggiunta dalla Luna che ne disturberà non poco la visione.

I primi giorni di novembre la Hartley attraverserà l’Unicorno, con la coda che il giorno 2 potrebbe forse arrivare alla Nebulosa Cono, ma da quelle date in poi la cometa perderà una magnitudine ogni circa 10 giorni, così che già a fine novembre, quando sarà sprofondata nella Poppa, dovrebbe mostrarsi con una luminosità pari alla mag. +7.

La cometa 103P Hartley ripresa dalla sonda Deep Impact il 1° ottobre 2010

Sarà comunque divertente cercarla e osservarla il 4 novembre, la sera in cui verrà visitata dalla sonda Deep Impact, che la fotograferà da una distanza minima di circa 1000 chilometri.

Nella foto a destra la cometa ripresa proprio dalla Deep Impact il primo ottobre scorso quando la sonda si trovava a circa 35 milioni di chilometri dalla Hartley.

http://epoxi.umd.edu/3gallery/20101001_103P.shtml

STS-133 – Problema allo Shuttle Discovery

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Guasto allo Shuttle Discovery
La flangia con la perdita è quella nel cerchio rosso (NASA-KSC)
Guasto allo Shuttle Discovery
La flangia con la perdita è quella nel cerchio rosso (NASA-KSC)

Gli ingegneri stanno lavorando su una piccola perdita di carburante a bordo dello Space Shuttle Discovery ed hanno deciso di effettuare ulteriori test prima di intervenire in modo più invasivo. I tecnici sono stati invitati a verificare la coppia di serraggio su sei viti poste attorno a un adattamento della flangia dove presumibilmente si verificano le dispersioni. Se le successive prove di tenuta non mostrano ulteriori segni di infiltrazione, la Nasa potrà lanciare Discovery senza timori.

Il problema riguarda infiltrazioni tossiche di monometil-idrazina , o MMH, da una flangia di interconnessione nelle tubature del propellente dei razzi di manovra orbitali del pod di destra. Lo shuttle è dotato di due pod, uno su ciascun lato della pinna caudale verticale della nave, che bruciano monometil-idrazina con un ossidante, tetrossido di azoto, per effettuare manovre in orbita.

Dopo aver testato i vari sistemi durante il fine settimana, gli ingegneri sono stati in grado di tracciare la perdita su una determinata area di una grande flangia in cui due sezioni della linea di propellente si si incontrano. Ma non è ancora chiaro se l’infiltrazione coinvolge un bullone allentato, una guarnizione della flangia o la flangia stessa. Il Pod OMS di destra è stato rimosso dopo l’ultimo volo di aprile per riparare una valvola di isolamento dell’elio in un’altra parte del sistema. Successivamente il pod era stato re-installato nel mese di luglio e i controlli sulle perdite erano risultati normali e senza fughe evidenti. Ma durante il fine settimana l’isolante intorno alla flangia è risultato essere umido di MMH.
Poiché i propellenti sono estremamente tossici, i serbatoi dei pod OMS devono essere svuotati e le linee di propellente drenate, prima di ogni lavoro di riparazione.
Con Discovery in posizione verticale sulla piattaforma di lancio, rimuovere il propellente residuo dalle linee dovrebbe essere difficile. Ma anche così, i tecnici credono di poter sostituire la guarnizione, se necessario, e ricaricare il sistema in tempo per la corrente data di lancio. La sostituzione della flangia sul pad sarebbe molto più difficile, richiedendo taglio e saldatura delle linee.

Ad oggi il programma di preparazione al lancio prevede quattro giorni di tempo extra per gestire i problemi imprevisti. Il lancio di Discovery è previsto per le 2040 UTC del 1 novembre in una missione di rifornimento della Stazione Spaziale. Se la navetta non ha lasciato la rampa di lancio entro il 5 o 6 novembre, il volo sarà rinviato almeno fino ai primi di dicembre a causa dei conflitti con altri lanci e con altre attività, oltre al “beta cutout” (l’esposizione continuativa al Sole) che rischierebbe di surriscaldare la navetta in orbita.

Dopo aver serrato i dadi che collegano la flangia su cui è stato notato il leggero trafilamento di monometil-idrazina, sembrava che il problema fosse risolto. Diversi test con pressioni fino a 17 bar non hanno evidenziato ulteriori perdite, ma il fatto che i dadi non si siano in realtà mossi ha insospettito i tecnici.

Dato che quel particolare giunto è sigillato con due guarnizioni, i progettisti hanno ipotizzato che i test ad alta pressione e temperatura possano aver “gonfiato” o spinto in posizione le guarnizioni, non dando una vera e propria soluzione alla perdita. E nel caso della temperatura, il freddo dello Spazio potrebbe avere degli esiti insospettabili.

A questo punto i manager NASA hanno deciso di tagliare la testa al toro: sostituire le guarnizioni del giunto. Il punto è abbastanza critico, cioè il POD posteriore di destra, proprio dove ci sono i motori di manovra della navetta. Il lavoro dovrebbe durare circa sette giorni, ma essendoci solo quattro giorni “di scorta” sul programma pre-lancio, le riparazioni dovranno essere eseguite contemporaneamente ad altre lavorazioni. I momenti più critici saranno soltanto lo scarico e il ricarico dei serbatoi di propellente, dato che la monometil-idrazina è molto tossica.

Resta anche il dubbio che il difetto risieda nella flangia e in questo caso il tempo necessario per la riparazione si allungherebbe di alcuni giorni.

La data di lancio è quindi molto a rischio, dato che qualsiasi complicazione nel lavoro si tradurrebbe in un immediato rinvio.
La finestra di lancio che si estendeva fino al 5 novembre è stata ultimamente estesa fino al 7, ma ovviamente speriamo tutti che non sia necessario un rinvio.

Cambio ora legale

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Ora Solare
Torna l'ora solare (TU+1)
Ora Solare
Torna l'ora solare (TU+1)

Alle ore 3:00 del giorno 31 ottobre terminerà il periodo dell’ora legale estiva (TU +2) per tornare all’ora solare invernale (TU +1). E’ necessario quindi riportare le lancette dell’orologio alle ore 2:00.

La Cometa HARTLEY è arrivata!

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cometa di Hartley
Il percorso della 103/P Hartley nella seconda metà del mese di ottobre, periodo che dovrebbe coincidere con la maggiore luminosità della cometa in corrispondenza dell’apogeo del giorno 21.
cometa di Hartley
Il percorso della 103/P Hartley nella seconda metà del mese di ottobre, periodo che dovrebbe coincidere con la maggiore luminosità della cometa in corrispondenza dell’apogeo del giorno 21.
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Finalmente ci siamo. Questo di ottobre è il mese in cui la Cometa 103P/Hartley arriverà a una distanza dalla Terra di 18 milioni di chilometri, sufficientemente bassa per regalarci la speranza di poterla osservare anche a occhio nudo. Ciò accadrà il 21 ottobre e intorno a quella data la magnitudine della Hartley dovrebbe scendere fino alla +4,4. Dalle stime effettuate in settembre, fino al giorno in cui stiamo scrivendo queste note, dobbiamo però dire che la cometa si sta mantenendo un po’ al di sotto delle previsioni e questo potrebbe portare a un risultato piuttosto deludente in termini di osservabilità.

Appuntamenti a Brera – Milano – Appuntamenti di Dicembre

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Per il ciclo di incontri “Di libri e di stelle“ organizzato in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Braidense e dedicato agli autori di libri di divulgazione scientifica e astronomica di maggior rilievo nel panorama editoriale:

15.12, ore 18.00: “Seconda stella a destra”, di Andrea Bernagozzi e Davide Cenadelli.
Per il ciclo “I cieli di Brera” in collaborazione con l’Istituto Lombardo, gli eventi in programma sono:
01.12, ore 18.00: Ester Antonucci (INAF Osservatorio Astronomico di Torino) presenta “Il Sole fonte di vita”.
Per maggiori informazioni: www.brera.inaf.it

Autunno a Brera – Milano – Appuntamenti di Novembre

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Per il ciclo di incontri “Di libri e di stelle“ organizzato in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Braidense e dedicato agli autori di libri di divulgazione scientifica e astronomica di maggior rilievo nel panorama editoriale:
17.11, ore 18.00: presentazione di “Ipazia. Vita e sogni di una scienziata del IV secolo”, di Adriano Petta e Antonino Colavito.
Per il ciclo “I cieli di Brera” in collaborazione con l’Istituto Lombardo, gli eventi in programma sono:
10.11, ore 18.00: Giuseppe Gavazzi (Università Milano Bicocca) presenta “La colorata lentezza delle galassie”.
Per maggiori informazioni: www.brera.inaf.it

Autunno a Brera – Milano – Appuntamenti di Ottobre

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Per il ciclo di incontri “Di libri e di stelle“ organizzato in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Braidense e dedicato agli autori di libri di divulgazione scientifica e astronomica di maggior rilievo nel panorama editoriale:
13.10, ore 18.00: incontro con Anna Maria Lombardi e presentazione del libro “Il sogno di Keplero”.
Per il ciclo “I cieli di Brera” in collaborazione con l’Istituto Lombardo, gli eventi in programma sono:
27.10, ore 18.00: Giovanni Bignami (attuale presidente del COSPAR) presenta: “A un passo da Marte: svegliati Europa!”.
Per maggiori informazioni: www.brera.inaf.it