Al Planetario di Ravenna
29.01: “La nebulosa del granchio” di M. Berretti.
Per info: tel. 0544-62534 – E-mail info@arar.it
www.racine.ra.it/planet/index.html – www.arar.it
29.01: “La nebulosa del granchio” di M. Berretti.
Per info: tel. 0544-62534 – E-mail info@arar.it
www.racine.ra.it/planet/index.html – www.arar.it
01.02: Al telescopio: Giove.
Per info: cell. 3468699254
astrofilicentesi@gmail.com
www.astrofilicentesi.it
Una Costellazione sopra di Noi – Ogni primo venerdì del mese, Giorgio Bianciardi (vicepresidente UAI) vi condurrà in un viaggio attorno a una costellazione del periodo. Osservazioni in diretta con approfondimenti dal vivo.
01.02: “La Costellazione dell’Auriga”
http://telescopioremoto.uai.it/
www.uai.it
28.01: “Fotografia del profondo cielo – 1° lezione” a cura di Gianmichele Ratto.
Domenico Antonacci Cell: 347-4131736 domenico.antonacci@astrofilicascinesi.it Simone Pertici: Cell: 329-6116984 simone.pertici@domenicoantonacci.it www.astrofilicascinesi.it
Durante il mese di febbraio saranno sei gli asteroidi a scendere sotto la decima magnitudine (che è un po’ la soglia di eccellenza osservativa per questo tipo di oggetti). In ordine di passaggio al meridiano avremo:Vesta, Ceres, Metis, Eunomia, Amphitrite e Irene. Nessuno di questi aggiungerà l’opposizione nel periodo, ma sarà comunque bene tenere d’occhio (14) Irene, che in marzo arriverà a una distanza dalla Terra mai raggiunta dal 1954… Ci sarà occasione per parlarne nel prossimo numero!
Tra i pianetini attualmente in opposizione ce ne sono invece due, (192) Nausikaa e (65) Cybele, mai trattati in questa rubrica. Intendiamoci, non è che questo mese faranno cose eccezionali, ma la mia intenzione – lo sapete – è quella di farvi conoscere in modo sistematico tutti i pianetini catalogati fino al numero (200), e qualcuno dei più “alti” quando se lo merita.
Leggi tutti i dettagli e i consigli per l’osservazione, nell’articolo tratto dalla Rubrica Asteroidi di Talib Kadori presente a pagina 68 di Coelum n.167.
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E adesso…
TOCCA A VOI VOTARE!!!
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Scadenza 28 Febbraio 2013
. TUTTE le immagini pervenuteci, rientranti nel tema del concorso, troveranno posto sul sito della rivista in un’apposita sezione di PHOTOCOELUM
Tutte potranno essere votate dai lettori utilizzando il “Mi Piace” di Facebook, UN ANNO CON COELUM La scadenza per la raccolta dei voti è fissata al 28 Febbraio 2013: affrettatevi a votare! |
Circa sessanta partecipanti, un centinaio di foto da valutare. È stata questa la risposta dei lettori di Coelum all’invito a partecipare alla seconda edizione del Concorso Fotografico di Astronomia Creativa.
L’anno scorso, quando si trattava di includere nella inquadratura Giove con il suo sistema di satelliti la partecipazione fu decisamente più bassa; ma c’era da capirlo, non è ovviamente da tutti avere la pazienza e la capacità di riuscire a “far recitare” Giove in una scena che includa anche la presenza umana. Un po’ più facile il tema di quest’anno, che invitava a trattare ogni possibile fase lunare come occasione di gioco edivertimento, e che soprattutto si faceva forte dei bellissimi premi messi in palio dai nostri sponsor.
E proprio per la grande quantità di immagini arrivate in redazione non è stato davvero facile per la giuria scegliere quelle che sarebbero poi andate ad occupare i primi tre posti e che qui di seguito abbiamo il piacere di presentarvi.
Come sempre in questi casi, ci si potrebbe domandare: sono davvero queste le composizioni migliori, le più belle, le più originali o creative?
Per noi sì, ma ricadendo tutto ciò nel dominio delle valutazioni soggettive, ci piace anche l’idea di affidare la conferma o la smentita al responso statistico dei grandi numeri, confidando nel giudizio dei lettori.
Lasciandovi finalmente alle foto premiate, ognuna corredata dai dati tecnici e dai giudizi sintetici in base ai quali la giuria ha ritenuto di spiegarli, vi diamo appuntamento al 3° Concorso Fotografico di Astronomia Creativa che come gli altri verrà bandito poco prima dell’estate.
25.01: “Il Lato Oscuro del Cosmo” a cura di MASSIMO CAPACCIOLI.
Diretta streaming video: http://web.unife.it/unifetv/universo.html
Per informazioni: Tel. 0532/97.42.11 – E-mail: venerdiuniverso@fe.infn.it
www.unife.it/dipartimento/fisica – www.fe.infn.it

Cos’era il lampo di energia che ha investito la Terra verso la fine dell’ottavo secolo dopo Cristo, lasciando tracce evidenti dagli anelli di crescita degli alberi ai ghiacci dell’Antartide? Secondo Valeri Hambaryan e Ralph Neuhӓuser, astrofisici dell’Università di Jena, Germania, l’ipotesi più convincente è che si sia trattato di un gamma ray burst, un “lampo” di raggi gamma causato dalla fusione di due oggetti stellari molto compatti: buchi neri, stelle di neutroni o nane bianche.
La principale traccia di questo evento sono i livelli particolarmente alti, scoperti nel 2012 dal ricercatore giapponese Fusa Miyake, di Carbonio 14 e Berillio 10 negli anelli di crescita degli alberi risalenti all’anno 775. Questi particolari isotopi di carbonio e berillio si formano quando la radiazione ad alta energia proveniente dallo spazio si scontra con gli atomi di azoto nella nostra atmosfera. Questi isotopi, radioattivi, decadono nel tempo, per cui di regola la loro concentrazione negli anelli degli alberi cala gradualmente. Il brusco aumento visibile negli anelli degli alberi giapponesi indica che dallo spazio deve essere arrivato “qualcosa” a rifornire l’atmosfera di Carbonio 14 e Berillio 10. E i dati combaciano con quanto si osserva negli alberi americani ed Europei, anche se in quei casi per diverse ragioni è più difficile indicare una data così precisa: il periodo comunque è più o meno quello. Ultimo tassello: quell’aumento di isotopi radioattivi attorno all’ottavo secolo si ritrova anche nei ghiacci dell’Antartide. Qualunque cosa fosse, insomma, ha interessato l’intero pianeta.
I ricercatori hanno prima considerato le ipotesi più ovvie: al primo posto, un brillamento solare. Ma questi fenomeni non sono in genere abbastanza potenti da produrre quella quantità di carbonio 14. Ci sarebbe voluto un flare 20 volte più potente di quelli che osserviamo normalmente: sulla carta è possibile, ma molto improbabile e il fenomeno avrebbe avuto effetti tangibili di cui sarebbe rimasta traccia nelle fonti storiche.
Allo stesso modo, i ricercatori hanno escluso anche l’ipotesi di una supernova. Per generare abbastanza energia, avrebbe dovuto essere molto vicina, a meno di 1000 anni luce dalla Terra. E avrebbe dovuto essere tanto luminosa da essere ben visibile persino di giorno. Ancora una volte, dovrebbe essercene traccia nelle cronache dell’epoca perché l’avrebbero vista tutti. E invece non c’è traccia, a parte una citazione nella Cronaca Anglosassone (un testo del IX secolo) riferita al 776 dc, che parla di un “crocifisso rosso nel cielo” improvvisamente visibile dopo il tramonto. Il problema è che non sono mai stati trovati resti di alcuna supernova di quell’età e così vicina, eppure se ci fossero dovrebbero essere molto facili da vedere per gli astronomi.
Resta, quindi, il gamma ray burst. Per la precisione uno di quelli corti, gli short gamma ray burst, della durata di meno di due secondi, che osserviamo relativamente spesso nelle altre galassie. Secondo la teoria prevalente, questi intensi lampi di raggi gamma si generano quando due ex stelle, già da tempo degenerate in stelle di neutroni o nane bianche, si fondono, causando una violenta esplosione che emette una parte della sua energia nella lunghezza d’onda dei raggi gamma. Secondo i calcoli di Hambaryan e Neuhӓuser, un evento di questo tipo posto a una distanza fra 3.000 e 12.000 anni luce potrebbe spiegare l’aumento di carbonio 14 e berillio 10 osservato negli alberi. E spiegherebbe perché nessuno dei nostri antenati abbia visto niente: anche se si pensa che un GRB così vicino sarebbe associato a una certa quantità di luce visibile, sarebbe stata troppo debole per essere notata a occhio nudo.
Possiamo rallegrarci che l’evento non sia stato più vicino, comunque. Se fosse avvenuto a meno di 3.000 anni luce da noi, avrebbe avuto conseguenze pesanti sulla biosfera, al punto che forse non saremmo qui a parlarne.
La ricerca è pubblicata su Monthly Notices of the Royal Academy of Sciences
L’articolo Che cosa è successo nell’anno 775? di Elena Lazzaretto pubblicato su Coelum n. 162
25.01: Al telescopio: Luna e Giove.
Per info: cell. 3468699254
astrofilicentesi@gmail.com
www.astrofilicentesi.it
25.01: “Ricerca astronomica non professionistica”.
Per info: tel. 348 5648190.
E-mail: osservatorio@serafinozani.it
www.astrofilibresciani.it
24.01: “Buchi neri con momento angolare; Fisica dei buchi neri”.
Per info: tel. 348 5648190.
E-mail: osservatorio@serafinozani.it
www.astrofilibresciani.it
Rassegna stampa e cielo del mese – Ogni quarto giovedì del mese. Ciclo di serate dedicate all’approfondimento delle principali notizie di attualità astronomica e all’anteprima degli eventi del cielo del mese, con Stefano Capretti.
24.01: Rassegna stampa di Gennaio e cielo di Febbraio.
http://telescopioremoto.uai.it/
www.uai.it
18.01: “I rilevatori di particelle” a cura di Marco Gorza sugli ultimi sviluppi nel campo della rilevazione delle particelle che sono alla base della materia.
Per info: tel. 328/0976491
info@astrofililariani.org
www.astrofililariani.org
18.01, ore 21: “L’effetto dei fenomeni astronomici sul presente e il futuro dell’umanità” di Elio Antonello.
Per info: Tel. 0341 367 584
www.deepspace.it
18.01: “Invito al firmamento“.
Per info: tel. 348 5648190.
E-mail: osservatorio@serafinozani.it
www.astrofilibresciani.it
17.01: “Diagrammi spazio-tempo; Buchi neri con carica elettrica; Buchi neri con momento angolare“.
Per info: tel. 348 5648190.
E-mail: osservatorio@serafinozani.it
www.astrofilibresciani.it

Un’altra bella congiunzione tra Luna e Giove la notte tra il 21 e il 22 gennaio. Il massimo avvicinamento si avrà verso le 2:30 del mattino, quando la Luna sarà sotto il pianeta (in un riferimento altazimutale) di circa 2° e i due oggetti saranno prossimi all’orizzonte ovest. Meraviglioso il campo di stelle circostante (le Iadi, le Pleiadi…), anche se un po’ offuscato dall’eccesso di luminosità del nostro satellite.
11/12.01: Apertura area astrofili. Osservazione cielo invernale.
Email: info@astronomicalcentre.org
www.astronomicalcentre.org
10.01: “Introduzione; Buchi neri aventi solo massa; Diagrammi spazio-tempo”.
Per info: tel. 348 5648190.
E-mail: osservatorio@serafinozani.it
www.astrofilibresciani.it
SKYLAUNCH – Ogni secondo giovedì del mese.
Partiremo a bordo dei razzi che hanno dato il via alle principali missioni di esplorazione del Sistema Solare ripercorrendone il lancio, fino alle scoperte, con Stefano Capretti.
10.01: “L’avvio dell’era spaziale: la Terra vista da fuori”.
http://telescopioremoto.uai.it/
www.uai.it

Verso le 7:30 del 10 gennaio il cielo sarà già chiaro, ma non tanto da impedire di scorgere, poco al di sopra dell’orizzonte di sudest, la Luna e Venere distanti circa 3° l’una dall’altra. L’orario non è certamente di quelli che invitano alla rilassata contemplazione del cielo, ma un’occhiata dalla finestra, magari muniti di binocolo, si potrà dare anche facendo colazione…
05.01: Osservazione della Via Lattea invernale e
delle galassie.
Per informazioni e per osservazioni in altre date
scrivere a: info@astronomicalcentre.org
www.astronomicalcentre.org
06.01, ore 16:30 e 17:30: “Le stelle dei pirati dello spazio”.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 049 773677
E-mail: info@planetariopadova.it
Web: www.planetariopadova.it