Il 30 giugno di ogni anno si celebra il “World Asteroid Day”, la giornata mondiale dedicata agli asteroidi in cui sono moltissime le attività proposte da centri di ricerca e agenzie spaziali per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della difesa planetaria. Queste “rocce erranti” potrebbero apparire infatti come qualcosa di estremamente marginale agli occhi di chi vive sulla Terra, ma in realtà sono più importanti di quel che potremmo pensare.
Gli asteroidi che orbitano attorno al nostro Sole si trovano maggiormente concentrati all’interno della fascia principale degli asteroidi (tra le orbite di Marte e Giove) e nella più ampia e lontana regione della fascia di Kuiper (oltre l’orbita di Nettuno). Possiamo considerare gli asteroidi come dei veri e propri “fossili spaziali”, frammenti di pianeti mai formati o che non ce l’hanno fatta, capsule del tempo preziosissime e incontaminate dei primi istanti di vita del Sistema solare. Quelli attualmente monitorati sono più di 100.000 e benché possano sembrare oggetti semplici, non ce n’è uno uguale all’altro. Ognuno ha la propria storia da raccontare, iniziata circa 4 miliardi di anni fa, e ci sono diversi modi per decifrarla: sfruttando la loro capacità di riflettere la luce (albedo), la loro composizione chimica (da cui la classificazione in carbonacei, silicatici o metallici) e la loro struttura interna (di tipo roccia compatta o “rubble pile”, ossia aggregato di detriti). Tutte le informazioni in nostro possesso sembrano puntare verso la stessa direzione: gli asteroidi sono tessere di un puzzle cosmico, importantissime non solo per capire diversi episodi del nostro passato planetario, ma anche per salvaguardare il nostro futuro, data la loro doppia natura di risorsa e minaccia.

Alcune riflessioni
- Il 75% degli asteroidi che dominano la popolazione del Sistema solare sono di tipo-C (“C” come “carbonacei”), e contengono materia organica e ghiaccio d’acqua, gli ingredienti base per la “ricetta della vita”. Se riflettiamo sul fatto che questi composti sono presenti fin dagli albori della formazione planetaria, da questa scoperta sembra emergere chiaramente un importante messaggio di fondo, e cioè che i “mattoncini” necessari allo sviluppo della vita (per come la conosciamo oggi) non sono poi così rari (e potrebbero addirittura essere arrivati sul nostro pianeta grazie a un asteroide, come prevede la teoria della “panspermia”). Forse la rarità sta nel trovare le condizioni al contorno che le diano il via e le permettano di prosperare (come avvenuto sul pianeta Terra).
. - Rimanendo sempre sul tema della “vita”, non dimentichiamoci che l’evoluzione di quella sulla Terra è in parte figlia di un devastante impatto con un asteroide di circa 10 km di diametro, che viaggiava a una velocità stimata di 25 km/s e che ha prodotto un cratere dal diametro di 200 km circa (scoperto sulle coste del villaggio di Chicxulub, nel Golfo del Messico)! Questo evento corrisponde a una delle più grandi estinzioni di massa sul nostro pianeta, avvenuta più o meno 66 milioni di anni fa alla fine del Cretaceo; la potenza esplosiva dell’impatto al suolo fu di circa 108 Megatoni, quasi 7 miliardi di volte la potenza della bomba di Hiroshima, e gli effetti si risentirono a scala globale.
99942 Apophis: da minaccia a risorsa
Nel 2029, l’asteroide 99942 Apophis (diametro di circa 350 m) verrà a farci un saluto molto da vicino transitando approssimativamente a 30.000 km dalla Terra. Sarà così vicino da poter essere visibile anche a occhio nudo, ma non temete: le probabilità di un impatto sono ormai stimate dagli esperti come prossime allo zero. La missione spaziale Ramses (Rapid Apophis Mission for SpacE Safety) si sta però già preparando a partire per intercettarlo e accompagnarlo per un tratto di strada, così da raccogliere nel frattempo dati preziosi sui suoi possibili cambiamenti di forma e velocità dovuti alla vicinanza col pianeta Terra. Dunque, un’occasione da non perdere e che auspicabilmente fornirà informazioni fondamentali per il settore della “Planetary Defense“: esso si occupa del monitoraggio e dello studio degli asteroidi con lo scopo di prevenire e scongiurare minacce provenienti dallo spazio.

(Crediti: Star Walk)
Il messaggio da portare a casa
A conclusione di questo articolo, l’invito che rivolgo ai lettori è di non fermarsi a una considerazione superficiale dello studio dello spazio, dei pianeti e degli altri corpi celesti. Questo può sembrare un ambito astratto (è una convinzione purtroppo ancora diffusa nell'opinione pubblica), ma è in realtà parte del cosmico equilibrio che ci permette di essere qui; comprenderlo a fondo è senza ombra di dubbio una delle nostre strategie di sopravvivenza più efficaci, oltre che un utilissimo esercizio per allargare gli orizzonti dell'umana comprensione.
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Fonti:
- A. Rossi, S. van Gasselt (eds.), Planetary Geology, Springer Praxis Books (2018), DOI 10.1007/978-3-319-65179-8_7
- D. Shonting, C. Ezrailson, Chicxulub, The Impact and Tsunami – The Story of the Largest Known Asteroid to Hit the Earth, Springer Praxis Books (2017), DOI 10.1007/978-3-319-39487-9
- #03 Types of Asteroids – Asteroid Day Series | AstroNEOS – Youtube Channel
- Incontro ad Apophis con Ramses, figlio di Hera | MEDIA INAF TV – Youtube Channel












