IN AGGIORNAMENTO: ALTRO GRANDE OUTBURST DELLA 220P/MCNAUGHT

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MERCOLEDì 12 AGOSTO

Come appare la cometa osservata nel visuale nella giornata di ieri, ecco la descrizione di Claudio Pra:

“Spettacolare visione a 55x e 66x. Falso nucleo stellare non spiccante all’interno di una piccola chioma non molto condensata. Bellissima la coda lunga 6′, centralmente luminosa e stretta ed avvolta da nebulosità.”

Canon eos 80d al fuoco diretto di un riflettore da 20 cm. f/5, 45″ di posa, 6400 ISO. Crediti Claudio Pra.

SABATO 8 AGOSTO

Osservazione visuale della220P/McNaught
Claudio Prà
8/8/2026 h. 1.00 T.U.
Binocoli 25×100 e 10×50

La cometa appare molto brillante già nel piccolo binocolo 10×50, pur se disturbata dalla Luna alta 21°. La chioma è piuttosto estesa e sufficentemente condensata (D.C.=4) con al centro il falso nucleo piuttosto luminoso, non stellare ma a sua volta un pó diffuso. Esternamente noto della luminosità molto flebile. Credo possa essere vicina alla settima magnitudine.

Ripresa effettuata nella nottata dell’ 8 luglio in remoto dalla Spagna (TelescopeNetwork). Apo NP101/432 cmos ASI 2600MM bin2 L=5x300s RGB=60s ognuno. Crediti Rolando Ligustri

VENERDì 7 AGOSTO

L’ha rifatto! Dopo il grande “botto” di inizio giugno in prossimità del perielio, che l’aveva vista variare la sua luminosità di circa nove magnitudini (dalla diciottesima alla nona grandezza) la 220P/ McNaught ha subìto un nuovo potente outburst presumibilmente tra il 5 e il 6 agosto, passando improvvisamente dalla tredicesima alla settima magnitudine.

Eventi di questo tipo non sono rari nelle comete ma solitamente risultano più modesti.

Invece i due che hanno riguardato la 220P vanno fuori dalla norma e ricordano in piccolo l’ ”esplosione” riguardante la 17P Holmes avvenuta nel 2007, che in poche ore guadagnò circa 15 magnitudini. Ricordiamo che un outburst è un improvviso aumento di attività provocato dal cedimento di parte della crosta superficiale, messa sotto pressione da processi di sublimazione interna. Ciò provoca il rilascio di una grande quantità di materiale volatile presente sotto la superficie che, illuminato dal Sole, va ad incrementare la luminosità dell’oggetto prima di disperdersi nello spazio. Rispetto al primo evento, verificatosi quando la cometa era per noi molto bassa sull’orizzonte, stavolta la posizione della McNaught è molto più favorevole con l’oggetto che risulta osservabile piuttosto alto in cielo verso il termine della notte astronomica, all’interno della costellazione della Balena. Per puntarla, in questi primi giorni, basterà rivolgere i propri strumenti verso Mi Ceti di mag 4,3 mentre in seguito la troveremo nei pressi di Lambda Ceti di mag 4,7, che avvicinerà e supererà.

Il consiglio, approfittando anche della Luna ormai avviata al novilunio, è di osservarla al più presto prima che cali troppo di luminosità. Per farlo, se si opera sotto un buon cielo buio, basteranno strumenti molto modesti.

La cartina riporta il percorso della McNaught in agosto. Le stelle più deboli sono di magnitudine 10.