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Biocarburanti: il futuro dei viaggi spaziali più ecologici

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I viaggi spaziali hanno un impatto significativo sull’ambiente: a seconda del tipo di carburante, a ogni lancio si iniettano quantità variabili di fuliggine negli strati più alti dell’atmosfera terrestre, contribuendo al cambiamento climatico.

Due startup inglesi (Skyrora e Orbex) puntano a una svolta green, utilizzando per i propri razzi dei carburanti derivanti da plastica non riciclabile e del bio-propano, un gas naturale ottenuto come sottoprodotto durante la produzione di biodiesel.

L'anno scorso la startup missilistica britannica Skyrora ha testato il suo razzo suborbitale Skylark Micro. In futuro, i razzi dell'azienda saranno alimentati da un carburante rinnovabile ottenuto da plastica non riciclabile. (Fonte: Skyrora)

Una settimana fa, Orbex ha pubblicato i risultati di uno studio sul razzo Prime (un micro-lanciatore alimentato a bio-propano) che sembra produrre l’86% in meno di emissioni rispetto a un lanciatore a combustile fossile di dimensioni simili.

Solitamente come carburante si utilizza il Rocket Propellant 1 (RP-1), una forma raffinata di cherosene per aerei. Questo tipo di propellente, durante il lancio di missili, crea molta fuliggine, con importanti conseguenze sugli equilibri atmosferici. I razzi ne iniettano enormi quantità negli strati superiori dell’atmosfera, dove possono innescare cambiamenti di ampia portata.
È qui che la tecnologia del razzo Prime può fare la differenza. L’Università di Exeter, la quale si è occupata di testare il missile, afferma che questo nuovo veicolo emetterà molta meno fuliggine, eliminandola quasi completamente.

Orbex prevede di far volare per la prima volta Prime il prossimo anno dallo Space Hub Sutherland, sulla costa settentrionale della Scozia.

La sua controparte, Skyrora, non ha ancora lanciato il suo razzo orbitale ecologico, ma ha eseguito con successo diversi voli di prova del suo missile suborbitale Skylark Micro. Nel 2020 l’azienda ha testato un piccolo prototipo del suo motore, che funziona con carburante ricavato da plastica non riciclabile. Secondo il loro sito web, il nuovo carburante (Ecosene), ha mostrato un profilo energetico migliore dell’1-3 % rispetto a RP-1.

Derek Harris, CEO della divisione Ecosene di Skyrora, ha affermato: «La plastica che utilizziamo in realtà proviene dallo smaltimento dei rifiuti. La produzione di biocarburanti potrebbe essere un modo per ridurre la produzione della plastica sulla Terra».

Skyrora spera di concludere i suoi studi sui biofuels entro la fine del 2022, per poi lanciare il proprio prototipo di razzo orbitale dallo spazioporto delle isole Shetland.

Orbex e Skyrora non sono le uniche startup a lavorare sui biocarburanti. Nel febbraio di quest’anno l’americana BluShift Aerospace ha lanciato il suo prototipo di razzo (Stardust 1.0) con biocarburante ottenuto dai rifiuti agricoli.

Ben venga una spinta sempre più ecologica!

Per approfondimenti:

www.skyrora.com/blog/our-news

orbex.space/news

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