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VIVA L’ASTRONOMIA! Esperienze di didattica dell’Astronomia


OGNI STUDENTE HA LA SUA BUONA STELLA

Determinazione della declinazione.

Un’altra occasione per “familiarizzare” con le costellazioni è stata l’esercitazione proposta dalla nostra insegnante durante una lezione. Il nostro compito era individuare su un modello di sfera celeste la posizione della stella che ci era stata assegnata, indicandone le coordinate equatoriali, cioè la declinazione e l’ascensione retta. La prima è la distanza angolare  della stella dall’equatore celeste mentre la seconda, espressa in ore, minuti e secondi, rappresenta la distanza dal meridiano celeste fondamentale. Ad esempio la stella che mi era stata “assegnata”, Mizar (ζ Ursae Maioris) ha coordinate +55° e 13h 18’. In questo modo abbiamo avuto la possibilità di conoscere le costellazioni, impararne i nomi e quelli delle stelle principali, ma anche di comprendere il significato di declinazione e ascensione retta.

La differenza tra la sfera celeste ed il modello utilizzato consiste nella diversa posizione delle stelle sulla superficie: infatti durante l’osservazione noi ci troviamo al centro della sfera celeste e quindi la vediamo “dall’interno”, mentre il modello viene osservato dall’esterno.

Con questo esercizio abbiamo scoperto che le stelle vengono formalmente indicate con una lettera dell’alfabeto greco (in base alla luminosità decrescente) seguita dal termine latino al genitivo  della costellazione cui appartengono. Alcune però, le più luminose e facilmente individuabili, quindi più famose, hanno un nome proprio, preso dalla lingua araba (es. Aldebaran = l’inseguitore, Betelgeuse = la spalla del gigante) oppure dalla mitologia greca (es. Càstore e Pollùce).

Giorgio Serafini

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