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I favolosi anni 90 dell’Astronomia – 1991

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Il 1991, l’anno dell’Eclissi

Cowabunga!

Ciao a tutti popolo delle stelle? Come dite? Avete nuovamente voglia di fare un tuffo nel passato? Benissimo! Allora allacciatevi le cinture, regolate l’orario del vostro scuba e mettetevi comodi! Da qui in avanti non si torna indietro! E nemmeno si chiama a casa, visto che i GSM non li avevano ancora inventati, la prima rete commerciale arriverà soltanto a luglio.

Si parte verso i folgoranti anni ’90! Questa volta andremo nel 1991, l’anno in cui ci fu l’eclissi di sole più lunga del XX secolo. Pensate, nel punto di eclissi massima, è durata ben 6 minuti e 53 secondi! Aahh…il XX secolo. Che guazzabuglio moderno. Bene, boom. Cominciamo così. Procediamo veloci come Sonic fra le scoperte astronomiche più mirabolanti di quest’anno. Mentre sulla terra le persone si affaccendavano a vivere le loro vite frenetiche vestiti da improbabili abiti oversize dalle spalline imbarazzanti e Kevin McCallister cercava di evitare che i ladri gli entrassero in casa, sul ghiacciaio del Similaun, sul versante italiano al confine fra Italia ed Austria, veniva ritrovato un uomo mummificato, definito un cacciatore, vissuto ben 5000 anni fa. Ora lo possiamo osservare nel museo di Bolzano ed è la famosissima mummia del Similaun o, per gli amici, Ötzi. Però all’universo dell’uomo del Similaun non gli importava granchè, come d’altronde, di tutto il resto. Nemmeno del fatto che Magic Johnson, proprio in quell’anno, comunicava alla stampa il suo ritiro.

Nel 1991 ci fu una scoperta importante che, da un lato avrebbe fornito pacchi di programmi gratuiti ai ricercatori, dall’altra avrebbe regalato altrettanti pacchi di bestemmie da parte delle matricole. Si tratta del sistema operativo Linux, che proprio nel 1991 faceva capolino sul panorama informatico, grazie a Linus Torvalds. Non dico che può essere paragonato ad Alexander Fleming, ma di sicuro l’intento è stato veramente nobile. Tanto che attualmente questo sistema operativo viene usato da milioni di utenti nel mondo, specialmente dalle università e dai centri di ricerca. Sempre nel 1991, il matematico Qiu-dong Wang trovava un cambiamento di coordinate con cui scrivere una soluzione globale al problema degli N-corpi, con impatti molto importanti in vari campi di ricerca. Dal lato spaziale, venne sparato in orbita il Compton gamma ray observatory (CGRO) a bordo della navetta spaziale Atlantis, per studiare le sorgenti cosmiche di raggi X, come supernovae, quasar, stelle di neutroni e buchi neri. Sempre nel campo delle alte energie, ci fu il primo rilevamento dell’emissione di raggi X vicino al picco di un’esplosione nova classica, Nova Herculis, tramite lo strumento ROSAT (PSPC) e la scoperta del quasar più distante e più brillante (10 volte rispetto a tutti i quasar conosciuti) allora conosciuto, ad opera di tre gruppi di radioastronomi dell’Australia Telescope National Facility, dell’Università della Tasmania e del Jet Propulsion Laboratory della NASA.

Questo quasar era a ben 14 miliardi di anni luce di distanza,  ossia 1,3∙1023 km circa. Col camper delle micro-machines ci impiegheresti…no. Col camper delle micro-machines non ci arrivi nemmeno. Hubble nel frattempo, lanciato l’anno prima, stava facendo man bassa di immagini, scoprendo una quindicina di sistemi proto-planetari, dischi di gas e di polvere simili a quello scoperto nel 1983 dal satellite IRAS intorno alla stella Beta pictoris. Infine, nel 1991 il geologo Haraldur Sigurdsson, dell’Università dell’Islanda a Reykjavik, grazie all’analisi dei vetri da impatto, sviluppa una ipotesi a conferma della teoria della catastrofe avvenuta circa 65 milioni di anni fa, quando sulla Terra si spiaccicò un asteroide di 14 km, che fece più danni di un pallone da calcio degli anni ’80, mutando il clima e facendo comparire molte specie animali e vegetali. Che dire, gli anni ’90 erano cominciati col botto, e spesso la nostalgia di quel periodo attanaglia le nostre menti ma sapete cosa? Come diceva Merlino, mi sa che “stanno bene dove stanno!”. Ora scappo che mi comincia “una bionda per papà”, altrimenti mi perdo la sigla. Ciao cipollini!

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