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Di equinozi e sistemi di riferimento

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Foto: EUMETSAT (2010)
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Foto: EUMETSAT (2010)

Oggi, 20 marzo, è l’equinozio di primavera. Oggi il Sole sorge esattamente a Est e tramonta esattamente a Ovest, e il giorno è diviso esattamente a metà tra 12 ore di luce e 12 ore di buio.

Dal punto di vista geometrico, questo significa che oggi i raggi del Sole sono perfettamente paralleli all’equatore terrestre. O, stessa cosa detta in modo diverso, oggi il terminatore (ossia la linea sulla superfice terrestre che divide il giorno dalla notte) passa esattamente per il Polo Nord e per il Polo Sud.

Per questo, oggi vedrete un sacco di foto della Terra, esattamente divisa a metà tra luce e buio, perfettamente “verticale” come una trottola che gira a piena velocità.

Ovviamente, “verticale” nello spazio tridimensionale non significa assolutamente niente, e comunque vale solo quando ci poniamo nel sistema di riferimento del nostro Sistema Solare, in particolare il piano dell’eclittica, ossia il piano su cui si muovono (grado più, grado meno) le orbite dei pianeti.

Ma questo non è ovviamente l’unico sistema di riferimento, né tantomeno l’unico piano orbitale privilegiato. Quella che vedete qui ad esempio è come apparirebbe oggi la Terra all’equinozio di primavera osservata prendendo come riferimento il piano della nostra Galassia. Rispetto a questo, infatti, il piano orbitale del nostro Sistema Solare risulta inclinato di circa 62°. (Sì, rispetto all’equatore della nostra Galassia, il Sistema Solare è “storto”: e a pensarci bene, sarebbe strano il contrario!)

Quindi qual è quello giusto? Il riferimento al piano dell’equatore terrestre? Il riferimento al piano dell’eclittica? Il riferimento al piano della Galassia? Ovviamente, tutti sono giusti, e nessuno lo è. Alcuni sono più utili di altri in alcuni momenti, e basta. E alla fine, non solo questa è l’unica cosa che conta, è l’unica cosa che c’è.