ShaRA#5 The Bat

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ABSTRACT

In questa quinta edizione di ShaRA, il team ci conduce alla scoperta della nebulosa Bat (LDN 43), esplora le sfide affrontate, dalla scelta dei target alle difficoltà tecniche, tra cui un difetto sul sensore che ha richiesto soluzioni creative. Il progetto dimostra ancora una volta come la collaborazione e la condivisione di esperienze possano trasformare ostacoli in opportunità di crescita. Un viaggio nell’astrofotografia che unisce tecnologia, passione e spirito di squadra.

Il Target

 

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La Pianificazione

Siamo così giunti alla quinta edizione dei nostri progetti di astrofotografia condivisa prima della pausa estiva. Pausa vuol dire anche riflessione e quindi è arrivato il momento di buttare giù le prime somme. Meno di un anno fa siamo partiti in tre, ora siamo arrivati ad essere un grande e prolifico gruppo italiano di astrofotografia condivisa e forse anche notevole a livello mondiale: 23 astrofili che in modo democratico decidono cosa fotografare, auto-finanziano le riprese remote con i grandi telescopi cileni, condividono le elaborazioni, si confrontano sulle varie tecniche di processing e, dopo votazione anonima, generano una foto di gruppo ottenuta prendendo il meglio del contributo di tutti.

Il gruppo sembra essere ormai ben consolidato e i membri affiatati al punto tale che c’è voglia di conoscersi di persona e condividere anche dal vivo la grande passione. Così ci siamo decisi ed abbiamo organizzato il primo evento ShaRA, che si terrà in presenza a fine ottobre in una splendida location, ospiti dell’Università di Padova presso l’Osservatorio Astrofisico di Asiago, in compagnia di tre ricercatori e astronomi di rilievo internazionale. Siamo sicuri che sarà una bella festa, magari la prima di una lunga serie di eventi di ritrovo dal vivo:  lavorare da remoto con mezzi digitali è pratico ed efficiente, ma il contatto fisico è d’obbligo per un rapporto lungo e duraturo.

Bat Nebula

Arriviamo quindi a ShaRA#5. Come sempre i target suggeriti erano numerosi tutti molto interessanti, pertanto le votazioni rappresentano sempre un passaggio delicato e complesso di ogni progetto: son stati necessari due turni di votazione ed un compromesso per decidere cosa riprendere. I soggetti che hanno più attenzione son stati la nebulosa LDN 43, conosciuta tra gli astrofotografi come “Bat Nebula” e le famosissime galassie interagenti denominate “Antenne”. Entrambi hanno ricevuto lo stesso numero di voti e perciò si è scelto di seguirli entrambi, anche se ciò ha generato una nuova criticità: dividere il budget su due oggetti!.

Per la nebulosa pipistrello, Bat appunto, abbiamo optato per una sessione L/R/G/B con pose da 300 secondi in bin1, ricorrendo al veloce telescopio newtoniano da mezzo metro f/3.8, ovvero il T3 del servizio Chilescope. La nebulosa è infatti un ammasso di polveri oscure contenente due protostelle di tipo T-Tauri, immersa in un campo stellare privo di emissioni H-alpha e Oiii. La combinazione LRGB ci era sembrata la migliore per mettere in risalto le polveri scure, sul fondo altrettanto scuro. Purtroppo i problemi sono sempre dietro l’angolo e, a valle delle quattro sessioni di ripresa programmate, ci siamo resi conto che i file raw presentavano un fastidioso difetto che comunque siamo riusciti a tamponare grazie all’esperienza ormai decennale di alcuni membri del gruppo. Ci teniamo molto a rimarcare questo aspetto che per noi è fondamentale: ShaRA non è soltanto ottenere una bella immagine, ma soprattutto è condivisione di esperienze e opportunità di imparare gli uni dagli altri.

Il fastidioso difetto

Durante il processo di elaborazione delle nebulose è ormai diventato usuale, da parte di molti membri, il passaggio per la versione starless dell’immagine. O tramite il tool Starnet o il più sofisticato StarXTerminator, si procede con la rimozione automatica di tutte le stelle, al fine di elaborare la nebulosità del campo in modo separato rispetto le stelle. Una volta ottenuta l’immagine calibrata della Bat in versione starless, ci siamo accorti che un fascio simile ad un grande “vermone” attraversava l’immagine per lungo, da un capo all’altro, rovinando nettamente il risultato. Un difetto abbastanza difficile da individuare nella versione originale con le stelle. Dopo un confronto tecnico all’interno del gruppo e discussione con l’help desk del servizio Chilescope, abbiamo determinato l’origine della striscia nella presenza di sporcizia sul sensore evidente in tutti i sub a prescindere dai filtri utilizzati. Se fosse quindi stato un deposito su un filtro, il problema si sarebbe manifestato solo ed esclusivamente sul set di sub relativi a quel filtro.

Il servizio Chilescope, sempre gentile e pronto a dare assistenza, purtroppo non avrebbe pulito il sensore in tempi brevi e anche per i nuovi flat field (che avrebbero quasi sicuramente sistemato il problema in fase di calibrazione) sarebbe stato necessario attendere.

Di comune accordo decidemmo di tamponare il difetto in una maniera differente, ricorrendo allo strumento Timbro/CloneStamp disponibile sia nei vari tool di post processing tipo Photoshop/Gimp che nel più evoluto Pixinsight.

Esempio di difetto nelle immagini acquisite

Il CloneStamp permette di copiare/incollare un’area dell’immagine sopra ad un’altra impostando le dimensioni dell’area in pixel e la pressione del timbro. Essendo il difetto largo circa una decina di pixel ed essendo posizionato in prossimità di nebulosità diffuse è risultato agevole e “indolore”  compensare il difetto con tale procedura.

Una volta corretta l’immagine, siamo ripartiti con la prassi consueta passando alle votazioni e al Superstack di gruppo.

Galassie Antenne

Il secondo target di ShaRA#5 era, come detto prima, la formazione detta delle Galassie Antenne. Le difficoltà si sono palesate anche in questo nuovo caso, a testimonianza del fatto che anche le riprese remote non son poi così “semplici e scontate” come molti pensano.

Dopo una prima sessione di cattura perfetta col filtro R, ci sono stati due turni andati a vuoto a causa di leggere velature che hanno compromesso la trasparenza del cielo costringendo ad una riprogrammazione. Le ripianificazioni sono spesso “dolorose”, soprattutto quando si schedulano varie nottate di ripresa. Nel caso delle “Antenne” avevamo prenotato il T1 da 1m per 6 nottate nel mese di Luglio cercando di riprendere col minimo prezzo orario di affitto dei telescopi, le tariffe orarie sono legate alle fasi della Luna, con Luna nuova si paga prezzo pieno, con Luna al quarto si paga col 40% di sconto.

In più il target andava già in vista del tramonto nelle prime ore notturne, così alla fine abbiamo optato per rinviare la chiusura del progetto alla prossima primavera, quando le Antenne torneranno ben alte in cielo nella seconda parte della notte.

Non sempre tutte le ciambelle escono col buco, ma questo è il bello della nostra passione di astrofotografi.

Concludiamo quindi, come siamo soliti in questa rubrica, con la carrellata dei singoli contributi dei partecipanti e con l’immagine definitiva risultante dalla sommatoria delle singole.

Vi aspettiamo al prossimo appuntamento con un nuovo progetto e una nuova storia, augurando cieli sereni a tutti i lettori.

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L’articolo è pubblicato in COELUM 264 VERSIONE CARTACEA