ShaRA#4.2 Il “Sandworn” Galattico

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Indice dei contenuti

ABSTRACT

In questa seconda parte del progetto ShaRA#4, il team esplora il fascino oscuro di CG4, conosciuta come “Sandworm galattico”. La nebulosa, con la sua forma peculiare e inquietante, è un perfetto connubio di mistero e bellezza celeste. Attraverso immagini straordinarie e approfondimenti scientifici, scopriamo le peculiarità di questo globulo cometario e della galassia ESO 257-19, prospetticamente vicina. Un viaggio tra tecniche avanzate, curiosità astronomiche e il grande lavoro di squadra del team ShaRA.

Il Target

L’immagine finale di CG4 detto anche SandWorm galattico ottenuta con la tecnica del SuperStacking

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Nel numero precedente vi abbiamo lasciato in sospeso con la prima parte del progetto ShaRA#4, dedicata a due target australi della costellazione delle Vele, di cui uno fotografato per la prima volta a livello amatoriale dal nostro gruppo e amichevolmente soprannominato “Spin Nebula”.

L’ultimo oggetto del quarto progetto di astrofotografia remota condivisa è stato la nebulosa CG4, votata all’unisono da tutti i membri del Team per la sua peculiare forma, un po’ horror e un po’ orrida, che ci ha fatto tanto divertire nel trovare soprannomi e assonanze con mostri interplanetari dei vecchi film di fantascienza. Anche in questo caso, come al nostro solito, non ci siamo fatti mancare nulla. Trattandosi di un campo molto interessante e ricco di nebulosità e galassie, abbiamo optato per due riprese, una a campo largo, utilizzando il Telescopio 3, un Newton da 500mm F/3, e una a campo stretto con il mega telescopio da un metro di diametro del servizio Chilescope.

La sigla CG4 è l’acronimo di “CometaryGlobule 4”, ovvero una nebulosa che per la sua forma allungata ricorda una cometa. L’osservazione e la scoperta di oggetti simili iniziarono negli anni 70 dagli osservatori britannici in Australia. A causa del loro aspetto sono diventati noti come globuli cometari, anche se non hanno nulla in comune con le comete, e i primi individuati riposavano tutti in un’enorme regione di gas incandescente, chiamata Gum Nebula. Essi hanno teste dense, scure e polverose e code lunghe e deboli, che generalmente puntano in direzione opposta rispetto al resto di supernova della costellazione della Vela.

CG4 a largo campo. Crediti: Iorio, Privitera, Ravagnin

L’oggetto mostrato nelle nostre immagini, CG4 o qualche volta “Mano di Dio”, ma per noi più simile al celebre vermone dei film Dune o Tremors, appartiene alla categoria dei globuli cometari, localizzato a circa 1300 anni luce dalla Terra nella costellazione di Puppis. La testa di CG4 ha un diametro di 1,5 anni luce, mentre la coda del globulo è lunga circa otto anni luce. Un oggetto terrificante ed enorme, anche se per gli standard astronomici questo lo rende una nuvola di dimensione contenute. Sebbene l’oggetto sia relativamente vicino e di grandi dimensioni, gli astronomi hanno impiegato molto tempo per identificarlo poiché è piuttosto debole ed è quindi difficile da rilevare anche con strumentazione professionale, figuriamoci per quella amatoriale.

La dimensione astronomicamente “piccola” è una caratteristica generale dei globuli cometari. Tutti i globuli cometari trovati finora sono nubi isolate di gas e polvere all’interno della Via Lattea, che a loro volta sono circondate da gas ionizzato caldo. La parte superiore di CG4, ovvero la sua testa, è appunto una densa nube di gas e polvere, visibile solo perché illuminata dalla luce delle stelle vicine la cui radiazione sta anche gradualmente distruggendo la testa del globulo ed erodendo le minuscole particelle che diffondono la luce stellare. Per fortuna CG4 contiene ancora abbastanza gas e genera nuove stelle delle dimensioni del nostro Sole.

Il perché CG4 e altri globuli cometari abbiano questa forma peculiare è ancora oggetto di dibattito tra gli studiosi, i quali hanno avanzato due teorie. Nella prima ipotesi i globuli cometari, e quindi anche CG4, potrebbero essere stati originariamente delle nebulose sferiche, poi distrutte dagli effetti di una vicina esplosione di supernova, oppure i globuli cometari possono essere stati modellati da venti stellari e radiazioni ionizzanti di stelle calde e massicce che indurrebbero prima alle formazioni note come “proboscidi di elefante” e poi infine ai globuli cometari.

Ultima nota sul secondo protagonista della nostra immagine, ovvero la galassia che sta per essere divorata dal Sandworm (verme della sabbia). Si tratta di una galassia a spirale catalogata come ESO 257-19 e distante oltre 100 milioni di anni luce, pertanto soltanto vicina prospetticamente alla nebulosa CG4 per sovrapposizione casuale.

Siamo ormai giunti alla conclusione di questo lungo capitolo che ci ha visto impegnati quotidianamente per due mesi tra pianificazione delle sessioni, elaborazione dei dati, condivisione dei risultati, lettura della letteratura scientifica e stesura degli articoli e pertanto vi aspettiamo al prossimo appuntamento con ShaRA#5, su cui siamo già al lavoro da qualche giorno.

Un saluto da tutto il Team ShaRA!!!

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L’articolo è pubblicato in COELUM 263 VERSIONE CARTACEA