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2 Dicembre 2021
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Supernovae scoperte ad agosto/settembre 2013

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Versione integrale della rubrica pubblicata su Coelum n. 174 a cura dell’ISSP (Italian Supernovae Search Project) http://italiansupernovae.org/
Pubblichiamo la versione integrale della ormai nota rubrica curata da Fabio Briganti e Riccardo Mancini dell’Italian Supernovae Search Project. Continua il resoconto del notevole numero di scoperte italiane dell’ultimo periodo, non potendo dedicare loro il giusto spazio tra le pagine della rivista, pubblichiamo qui di seguito il resoconto integrale da cui è stata estratta la versione pubblicata su Coelum 174

L’estate 2013 si è chiusa con un raccolto fantastico per l’Italian Supernovae Search Project e per tutta la ricerca amatoriale di supernovae italiana. Questo grazie principalmente alle incredibili performance dell’Osservatorio di Monte Agliale (LU). Dal 30 Giugno al 7 Settembre, quindi in poco più di due mesi, sono state scoperte dagli astrofili italiani ben 17 supernovae, oltre ad un nuovo outburst di una nova galattica cataclismica ed un nuovo outburst di un LBV SN Impostor. Un vero record che senza ombra di dubbio pone la ricerca amatoriale di supernovae italiana ai vertici mondiali.

La parte del leone, come abbiamo già detto, l’hanno fatta Fabrizio Ciabattari ed Emiliano Mazzoni dell’osservatorio di Monte Agliale (LU) con 14 supernovae scoperte, ma sono da sottolineare anche le due supernova scoperte dell’esperto Giancarlo Cortini dell’osservatorio di Montemaggiore di Predappio in provincia di Forlì ed una supernova scoperta da Raffaele Belligoli e Flavio Castellani dell’Osservatorio di Monte Baldo (VR) membri, come i lucchesi, dell’ISSP.

Per alcune di queste supernovae vi abbiamo già parlato nel precedente numero di Settembre e nei due articoli pubblicati online (vedi http://www.coelum.com/news/una-nuova-supernova-in-ic1296-chi-lha-vista e http://www.coelum.com/appuntamenti/cielo-del-mese/supernovae-di-luglioagosto).

In questo numero ci soffermiamo invece su due delle nuove supernovae che per diversi motivi meritano un approfondimento.

La supernova SN2013ff in NGC 2748 (foto di Riccardo Mancini)

La prima è la SN2013ff individuata la notte del 31 Agosto da Raffaele Belligoli e Flavio Castellani dell’Osservatorio di Monte Baldo (VR) alla loro seconda scoperta. La galassia ospite è la bella spirale barrata NGC2748 posta a circa 70 milioni di anni luce nella costellazione della Giraffa al confine con quella del Drago. La galassia è circumpolare situata a soli 14° dal polo e perciò visibile tutta la notte. Al momento della scoperta la supernova appariva di mag. +16 e nei giorni seguenti è aumentata fino a raggiungere la mag. +15 diventando un facile oggetto da seguire già in prima serata. A questa supernova è stata anche assegnata la scoperta indipendente a Giancarlo Cortini che l’aveva immortalata in una sua immagine ottenuta la notte seguente, all’insaputa della scoperta ufficiale messa a segno dai veronesi. Lo spettro ripreso il 2 Settembre da Asiago con il telescopio Copernico ha evidenziato che si tratta di una supernova di tipo Ic, quindi una supernova non comunissima, scoperta poco prima del massimo di luminosità. Questa è la seconda supernova che esplode in NGC2748. La prima fu la SN1985A di tipo I che raggiunse la mag. +14,5.

La seconda è invece molto singolare per come è avvenuta la scoperta e possiamo definirla anche molto “internazionale”. Nella notte del 7 Settembre Fabrizio Ciabattari ed Emiliano Mazzoni riprendono come target osservativo, con il telescopio da 50cm dell’osservatorio di Monte Agliale, la galassia PGC68398 e si accorgono di una stellina di mag. +16,7 nella galassia PGC68419.

Sn2013fj trovata in PGC 68419

Questa seconda galassia era però posizionata sull’estremo bordo nord-est dell’immagine e questo non avrebbe permesso di realizzare l’astrometria e la fotometria della probabile supernova con sufficiente precisione. Serviva perciò una seconda immagine di conferma (le immagini riprese in una determinata notte, vengono controllate il giorno seguente), ma nella notte seguente dell’8 Settembre il cielo nel centro e nel nord Italia, dove sono posizionati gli otto osservatori che compongono l’ISSP, era completamente coperto da una impenetrabile coltre nuvolosa.

La galassia si trova a declinazione +15° quindi osservabile anche dall’emisfero meridionale e perciò viene allertato in Nuova Zelanda Stuart Parker, principale esponente del programma BOSS, che collabora attivamente con il nostro ISSP. Parker avendo la galassia troppo bassa sopra l’orizzonte neozelandese si collega in remoto con un telescopio posto in Spagna e conferma la presenza della supernova. Contemporaneamente viene allertato proprio in Spagna Juan-Luis Gonzalez Carballo il quale dall’osservatorio di Cerro del Viento riprende immediatamente un’immagine della galassia e conferma a sua volta la presenza della supernova. Nella stesura del report di scoperta Parker, che ha al suo attivo la bellezza di 62 supernovae, rinuncia a prendere parte fra gli scopritori e così la paternità del transiente viene assegnata ai due lucchesi ed allo spagnolo che con grande gioia mette in bacheca la sua prima supernova. La notizia della scoperta ha avuto una grande risonanza sul web e sulla stampa spagnola, poiché era dal 2008 che uno spagnolo non scopriva una supernova.

La galassia ospite è posta nella costellazione di Pegaso poco distante dall’ammasso globulare M15 a circa 450 milioni di anni luce. Lo spettro invece ripreso da Asiago la notte del 12 Settembre ha permesso di classificare la supernova di tipo Ia scoperta quattro giorni dopo il massimo di luminosità, a cui è stata poi assegnata la sigla SN2013fj.

Per completezza d’informazione terminiamo questa rubrica soffermandoci velocemente su sette delle quattordici supernovae scoperte nell’estate 2013 dall’osservatorio di Monte Agliale, che per motivi di spazio e per la non elevata magnitudine di queste supernovae, non sono state approfondite nelle ultime due rubriche e nelle versioni online.

  • La SN2013em scoperta il 27 Luglio nella galassia PGC214897 distante circa 300 milioni di anni luce in Pegaso a circa 7 gradi a Ovest di NGC7331 che ha ospitato la SN2013bu ormai non più visibile. Supernova di tipo Ia scoperta un paio di giorni dopo il massimo di luminosità, che ha raggiunto la mag. + 15,5
  • La SN2013ep scoperta il 29 Luglio nella galassia PGC70151 in Andromeda al confine con la Lacerta e distante circa 230 milioni di anni luce. Supernova di tipo IIb scoperta dieci giorni dopo l’esplosione, che ha raggiunto la mag. + 17,5
  • La SN2013en scoperta il 30 Luglio nella galassia UGC11369 in Ercole distante circa 220 milioni di anni luce. Lo spettro ripreso il 31 Luglio dall’osservatorio di Asiago ha permesso di classificare la supernova di tipo Ia-pec scoperta in prossimità del massimo di luminosità ed ha evidenziato un assorbimento di polveri interstellari presenti lungo la linea di vista, sottraendo quasi una magnitudine alla luminosità della supernova. Ha raggiunto comunque la mag. +15,7 intorno alla metà di Agosto.
  • La SN2013et scoperta il 2 Agosto nella galassia UGC1723 nella Balena distante circa 770 milioni di anni luce a poco più di un grado a Nord della più appariscente NGC864. Supernova di tipo Ia scoperta circa una settimana dopo il massimo di luminosità, quando era di mag. +18,4.
  • PSN scoperta il 2 Settembre nella galassia PGC71951 posta nella costellazione dei Pesci al confine con quella di Pegaso e distante circa 470 milioni di anni luce. Lo spettro è stato ripreso il 12 Settembre dall’Osservatorio Mauna Kea nelle isole Hawaii con il grande telescopio Keck1 da 10 metri ed ha permesso di classificare la supernova di tipo II.
  • Non è stata ancora assegnata la sigla definitiva.
  • PSN scoperta il 3 Settembre nella galassia PGC65690 posta nella costellazione dell’Acquario e distante circa 410 milioni di anni luce. Non è stato ancora ripreso lo spettro.
  • PSN scoperta sempre il 3 Settembre nella galassia a spirale UGC1442 posta nella costellazione della Balena a circa 220 milioni di anni luce. Non è stato ancora ripreso lo spettro.

Queste ultime tre supernovae sono oggetti molto difficili con una luminosità più debole della mag. +18,5 già al momento della scoperta. Luminosità che si è poi ulteriormente indebolita nei giorni seguenti.

 

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