Le Costellazioni di Ottobre 2023

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COSTELLAZIONI DI OTTOBRE 2023

Nel cielo di ottobre sono quasi tangibili le costellazioni tipiche dell’autunno, che troveremo in prossimità della scia di stelle della Via Lattea settentrionale.

Lungo i sentieri siderali incontriamo la costellazione di Pegaso e Andromeda, due figure che condividono un astro,la stella Sirrah, e che sono protagoniste di grandi miti e leggende.

PEGASO NEL CIELO DI OTTOBRE

Facilmente identificabile grazie all’asterismo del Quadrato, quella di Pegaso è una costellazione boreale che transita al meridiano proprio a metà ottobre: la sua stella principale è Markab (α Pegasi), una gigante azzurra con magnitudine 2,49 e distante 140 anni luce, che rappresenta il vertice sud-occidentale del Quadrato.

Nonostante la stella alfa di Pegaso sia Markab è Enif (ε Pegasi) l’astro più brillante della costellazione, una supergigante arancione con magnitudine +2,38.

Seconda alla stella Enif in termini di brillantezza troviamo Scheat (β Pegasi), una gigante rossa di magnitudine 2,44 distante 199 anni luce: essa indica il vertice nord-occidentale del Quadrato di Pegaso.

Nella costellazione sono presenti diverse stelle doppie, alcune anche facilmente risolvibili, come 3 Pegasi e η Pegasi: le due componenti che danno vita a 3 Pegasi sono bianco-giallastre di sesta e settima magnitudine e possono essere risolte anche con modesti ingrandimenti. Nel caso di η Pegasi ognuna delle due componenti è una stella doppia, risolvibili ma non con piccole strumentazioni.

Interessante anche il sistema stellare binario IK Pegasi: esso è composto dalla stella bianca IK Pegasi A e dalla nana bianca IK Pegasi B e diversi studi astronomici lo indicano come un stella doppia che potrebbe esplodere in supernova in tempi non troppo lontani.

OGGETTI DEL PROFONDO CIELO in PEGASO

La costellazione di Pegaso ospita diversi oggetti non stellari molto interessanti: nel periodo che va da luglio a dicembre è possibile osservare M15, uno degli ammassi globulari più densi della Via Lattea, visibile già con un binocolo in cieli sufficientemente bui e nitidi, mentre sarà necessario l’ausilio di telescopi a ingrandimenti superiori a 350mm per godere di tutti i dettagli di cui l’ammasso è caratterizzato.

Altri interessanti oggetti presenti nella costellazione sono le galassie a spirale NGC 7331 e NGC 7217, ma il vero protagonista è il Quintetto di Stephan, un gruppo visuale di cinque galassie scoperto dall’astronomo francese Édouard Stephan nel 1877.

– JAMES WEBB CREDIT: NASA, ESA, CSA e STScI

 

L’insieme di galassie è situato a circa 290 milioni di anni luce di distanza da noi ed è considerato dagli astronomi un autentico laboratorio in cui studiare la collisione tra le galassie e come questa impatti sulla materia che costituisce il mezzo intergalattico.

Il  12 luglio 2022 la NASA ha rivelato una straordinaria immagine del Quintetto di Stephan, frutto del superlativo lavoro del telescopio spaziale James Webb: con la sua potente visione a infrarossi e una risoluzione spaziale estremamente elevata, Webb è stato in grado di mostrare dettagli mai visti prima in questo straordinario gruppo di galassie.

La costellazione di Pegaso ospita anche un sistema planetario extrasolare, 51 Pegasi, composto da una stella molto simile al Sole attorno a cui orbita un pianeta extrasolare di tipo gioviano caldo, scoperto nel 1995.

PEGASO NELLA MITOLOGIA

Quella del cavallo alato è certamente una figura che affascina da sempre l’immaginario collettivo: la mitologia ci offre diverse narrazioni riguardo a questa creatura, che fu protagonista di vicende molto movimentate.

MERCURIO E PEGASO part. da Andrea Mantegna, Parnaso, 1497, Parigi, Louvre.

La figura di Pegaso è associata a quella del cavallo alato che nacque da uno zampillo di sangue scaturito dall’uccisione di Medusa da parte di Perseo, l’eroe che si servì proprio della creatura mitologica per salvare Andromeda, figlia di Cefeo e di Cassiopea, dalle grinfie del mostro marino Ceto.

Pegaso era caro a Zeus poiché si occupava di trasportare le folgori del dio fino all’Olimpo e rappresenta altresì la creatura alata di cui si servì Bellerofonte per uccidere la Chimera.

Secondo la mitologia greca Pegaso tornò all’Olimpo dopo la morte di Bellerofonte e successivamente riscese sul Monte Elicona mentre si stava svolgendo una gara di canto tra le Muse e le Pieridi; alle melodie intonate dalle Pieridi il Monte Elicona prese ad innalzarsi verso il cielo e solo lo zoccolo battuto sulla roccia dal cavallo mitologico riuscì ad arrestarne la rapida ascensione.

Nel punto in cui Pegaso sbatté lo zoccolo si aprì una sorgente chiamata così “sorgente del cavallo“.

Portate a termine le sue imprese, il cavallo alato prese il volo verso la volta celeste e qui si trasformò in una manciata di stelle poste a omaggiare le sue virtù per l’eternità.

ANDROMEDA NEL CIELO AUTUNNALE

Affascinante costellazione che brilla nel cielo d’autunno, quella di Andromeda è una figura che investe la volta celeste di miti e leggende concatenate fra loro e ci regala anche uno degli oggetti più belli e conosciuti del profondo cielo: M31, la Galassia di Andromeda.

La costellazione lambisce quasi la scia settentrionale della Via Lattea del Nord  ed è individuabile anche grazie all’inconfondibile figura di Cassiopea; la stella più luminosa è Alpheratz (α Andromedae) e insieme alle stelle α, β e λ Pegasi forma un asterismo chiamato Quadrato di Pegaso.

Questa stella un tempo faceva parte della costellazione di Pegaso, con la sigla δ Pegasi, conosciuta anche con il nome Sirrah, dall’arabo “l’ombelico del destriero”.

α Andromedae è situata a 97 anni luce dalla Terra, e anche se ad occhio nudo appare come una stella singola, con una magnitudine apparente pari a +2,06, in realtà è un sistema binario composto da due stelle in orbita stretta tra loro.

OGGETTI NON STELLARI IN ANDROMEDA

 

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La costellazione è ricca di stelle doppie come π Andromedae, una coppia risolvibile già con un binocolo, e di sistemi multipli come μ Andromedae.

Tuttavia è innegabile che la fama della costellazione sia dovuta all’oggetto che Andromeda ospita e da cui prende il nome: M31 è una grande galassia a spirale barrata che dista circa 2,538 milioni di anni luce dalla Terra e rappresenta l’oggetto più lontano visibile ad occhio nudo.

M31 di Marco Meniero

 

Per individuare la Galassia di Andromeda ad occhio nudo è sufficiente recarsi nei luoghi privi inquinamento luminoso, prendere come punti di riferimento Cassiopea e Pegaso e cercare un batuffolino di luce immerso nello sfondo stellato: sarebbe utile l’ausilio di un binocolo per apprezzare un alone più luminoso.

M31 è uno degli oggetti del profondo cielo più amato dagli astrofili e dagli astrofotografi, alla portata anche di principianti, ma è chiaro che per ottenere immagini nitide e dettagliate bisogna affidarsi a telescopi e camere astronomiche, oltre che a diverse fasi di elaborazione e post produzione, in grado di rivelare anche la galassia satellite M32.

La costellazione di Andromeda ospita anche l’ammasso aperto NGC 752, posto verso il confine con il Triangolo e che si mostra ben visibile con l’ausilio di un binocolo.

Nei luoghi caratterizzati da un cielo particolarmente nitido l’ammasso è percepibile anche a occhio nudo.

ANDROMEDA NELLA MITOLOGIA

Bellissima ed affascinante fanciulla, Andromeda era figlia dei sovrani di Etiopia Cefeo e Cassiopea, che per un soffio non pagò con la propria vita la superbia di sua madre.

Cassiopea, infatti, osò definire lei e sua figlia molto più belle delle Nereidi, ninfe marine che componevano il corteo di Poseidone.

Il dio del mare colse tale affermazione come un’offesa e provocò una violenta inondazione che travolse il regno dei sovrani, scatenando anche il mostro marino Cetus (la costellazione della Balena) contro le navi commerciali del regno.

Disperati Cefeo e Cassiopea deciso di consultare che gli suggerì di offrire la loro innocente figlia al dio del mare affinchè la sua ira venisse placata e il loro regno fosse salvo.

Così Cefeo, addolorato, fu costretto a incatenare la figlia Andromeda sul costone di roccia affinché espiasse con la propria vita le colpe di sua madre.

TWC61686 Perseus and Andromeda, 1554-56 (oil on canvas) by Titian (Tiziano Vecellio) (c.1488-1576); 175×192 cm; Wallace Collection, London, UK; (add.info.: from Ovid’s Metamorphoses;); Italian, out of copyright.

Fu Perseo a capovolgere le sorti della fanciulla servendosi del cavallo alato Pegaso, sottraendo Andromeda dalle grinfie del mostro marino e restituendole la libertà.

“Come la vide con le braccia legate a una rigida rupe,
Perseo di marmo l’avrebbe creduta se l’aria leggera non avesse
mosso le chiome e le lacrime dagli occhi stilate non fossero,
inconsapevole ne ardeva stupito. Rapito alla vista di
quella bellezza, quasi di battere l’ali si scordava.
Come fu sceso a terra, disse “non meriti codesti ceppi ma quelli che legano amanti tra loro;
dimmi il tuo nome e la patria e perché sei legata”.
Ovidio, Le Metamorfosi, Libro IV

La fanciulla ritrovò la felicità convolando a nozze proprio con il suo eroe.

Quando la giovane Andromeda morì, la dea Atena la tramutò in stelle, collocandola in cielo come costellazione proprio accanto Perseo.

LA COSTELLAZIONE DELLA BALENA

Mitologicamente connessa alla figura di Andromeda, quella della Balena è una costellazione tipica del cielo australe, che tuttavia può essere osservata durante l’autunno/inverno boreale.

Si trova in una regione di cielo popolata dalle costellazioni “dacqua” (Pesci, Acquario) e la sua stella principale è Deneb Kaitos (β Ceti),di colore giallo-arancione e con una magnitudine di +2,04.

Deneb Kaitos si trova a 96  anni luce dalla Terra e il suo nome, che deriva dall’arabo, significa “coda della balena”.

A comporre la costellazione vi è anche α Ceti, nota con il nome di Menkar: si tratta di una gigante rossa di magnitudine 2,54 situata nel gruppo della “testa” della Balena, a una distanza di 220 anni luce dalla Terra.

Ma di certo l’astro più interessante della Balena è Mira Ceti, una stella variabile pulsante, la prima ad essere conosciuta e a dare il nome all’intera classe (Variabili Mira), e rappresenta  una della variabili più luminose che appaiono e scompaiono alla vista osservando ad occhio nudo.

Mira Ceti si trova a 299 anni luce di distanza, situata nell’emisfero celeste australe e quando si trova nel suo massimo della luminosità è ben visibile ad occhio nudo poco a sud-ovest di α Ceti.

OGGETTI NON STELLARI NELLA BALENA

La costellazione della Balena ospita diverse galassie: una della più interessanti è M77, una galassia spirale che può essere individuata già con un buon binocolo.

The NASA/ESA Hubble Space Telescope has captured this vivid image of spiral galaxy Messier 77 — a galaxy in the constellation of Cetus, some 45 million light-years away from us. The streaks of red and blue in the image highlight pockets of star formation along the pinwheeling arms, with dark dust lanes stretching across the galaxy’s starry centre. The galaxy belongs to a class of galaxies known as Seyfert galaxies, which have highly ionised gas surrounding an intensely active centre.

 

Nella costellazione vi è anche la galassia NGC 247, vicina al nostro Gruppo Locale, e IC 1613, una galassia nana irregolare visibile solo con telescopi di una certa portata.

Un altro oggetto deep sky che può essere individuato nella Balena è la nebulosa planetaria NGC 246, nota anche come “Nebulosa Teschio”.

Nel 1827 in questa costellazione fu scoperto l’asteroide 4 Vesta.

LA BALENA NELLA MITOLOGIA

Strettamente legata al mito di Andromeda, Cetus (balena) era il mostro marino inviato da Poseidone per distruggere il regno dei sovrani etiopi Cefeo e Cassiopea e uccidere la loro giovane figlia, Andromeda appunto, che venne salvata da Perseo in volo sul cavallo alato Pegaso.

Il mostro marino viene rappresentato dai Greci come una creatura terrificante con le fauci spalancate e i denti aguzzi e con le zampe anteriori di animale terrestre.

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