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ABSTRACT
Rimanendo sempre nella costellazione dell’Ofiuco (dove si trovava anche il precedente oggetto Messier 9) andiamo ad osservare l’ammasso globulare Messier 10 o M10.
Storia delle osservazioni
Questo ammasso globulare fu scoperto da Charles Messier nel 1764. L’astronomo, non riconoscendolo come ammasso, lo descrisse come una “nebulosa priva di stelle nella cintura di Ofiuco, vicino alla 30ª stella di questa costellazione… Questa nebulosa è bella e rotonda, può essere vista solo con difficoltà in un ordinario telescopio da tre piedi.”
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L’astronomo inglese William Herschel, come fu per il precedente ammasso M9, riuscì per primo, nel 1784, a comprendere la sua natura stellare, annotando nessuna traccia di nebulosità e un ammasso estremamente compatto.
Venne osservato con successo anche da William Henry Smyth, che, utilizzando un telescopio da 6 pollici (circa 15 cm) poté vedere un “ricco ammasso globulare di stelle ravvicinate”. Ancora come Messier 9, venne fotografato dall’astronomo americano Heber Doust Curtis che ne calcolò il diametro apparente in 8’ con una porzione centrale brillante di 2’.
Un altro astronomo americano, Harlow Shapley, fu il primo a stimare la distanza tra la Terra ed M10 in 33000 anni luce, numero che si è poi rivelato essere più del doppio della distanza che conosciamo oggi.
Caratteristiche fisiche
Messier 10, contenente circa 100.000 stelle, dista 14.300 anni luce dal nostro pianeta, e circa 16.000 anni luce dal centro della Via Lattea. La sua distanza fa si che quest’ammasso completi un’intera orbita in 140 milioni di anni e per dare un’idea a quanto tempo questo numero corrisponda, basti pensare che se prendessimo come riferimento il giorno corrente, l’ammasso si sarebbe trovato nella stessa posizione spaziale nell’era in cui i dinosauri erano ancora padroni del pianeta.
M10 ha una massa stimata in 200.000 masse solari ed un diametro di circa 83 anni luce che alla sua distanza lo rendono esteso quanto due terzi del diametro apparente della Luna piena. Tuttavia, data la sua scarsa luminosità periferica, l’ammasso si mostra più ristretto di quanto non sia in realtà.
L’ammasso presenta quattro stelle variabili e si sta allontanando da noi alla velocità di circa 69 km/s. Nella regione del nucleo sono state identificate, come in M3, una concentrazione di stelle blu denominate Blue Stragglers (o Stelle Vagabonde Blu) per la particolare caratteristica di essere più calde e più blu di altre stelle di simile luminosità nello stesso ammasso.
Le analisi dell’ammasso lo datano avente circa 11.4 miliardi di anni, rendendolo uno dei più giovani che conosciamo oggi. Previsioni future indicano che il nucleo più compatto di M10 sarà l’ultimo elemento dell’ammasso a sopravvivere i continui transiti attraverso il disco galattico dove le forze gravitazionali della Via Lattea continueranno a ridurre il suo numero totale di stelle nei prossimi 15-20 miliardi di anni.

Posizione nel Cielo
M10 si può rintracciare piuttosto isolato nel mezzo dell’intero asterismo dell’Ofiuco. Un metodo per raggiungerlo è tracciare una linea tra le stelle Beta Ophiuchi (Cebalrai, o Kelb Alrai) e Zeta Ophiuchi: l’ammasso sarà a circa due terzi del tragitto.
Un altro metodo è tracciare un’altra linea tra le stelle Kappa Ophiuchi ed Eta Ophiuchi (Sabik), con l’ammasso che si troverà a circa metà del percorso.
Designazione: M10 – NGC 6254
Tipo: Ammasso Globulare
Classe: VII
Distanza: 14300 anni luce
Estensione: 83 anni luce
Costellazione: Ophiuchus
Ascensione Retta: 16h 57m 08.99s
Declinazione: -04° 05′ 57.6″
Magnitudine: +6.6
Diametro Apparente: 20’ x 20’
Scopritore: Charles Messier nel 1764
Osservabilità
Per le latitudini italiane il periodo migliore per osservare questo interessante ammasso aperto è da maggio a settembre.
- Occhio nudo: non visibile.
- Binocolo: con un10x50 sarà possibile osservare una piccola nebulosità concentrata nel cielo.
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- Piccolo diametro: vi sono poche differenze rispetto ad una osservazione con binocolo.
- Medio diametro: con telescopi da 15 cm in su è possibile iniziare a risolvere singole stelle e il suo nucleo centrale più luminoso.
- Grande diametro: è possibile osservare catene di stelle che si dipanano da e verso il nucleo dell’ammasso, insieme a molti più astri che compongono il suo nucleo.
Buone Osservazioni!
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L’articolo è pubblicato in COELUM 262 VERSIONE CARTACEA













