MESSIER M8 – Nebulosa Galattica

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ABSTRACT

Dopo molti ammassi stellari, sia aperti che globulari, torniamo alle nebulose, con l’estesa Laguna, una delle inseguite ed affascinanti del cielo notturno estivo.

Storia delle osservazioni

La prima annotazione su Messier 8 fu dell’italiano Giovanni Battista Hodierna, che ne registrò l’osservazione nel o prima del 1654, classificandola come No. II.6 nel suo catalogo. Poche decadi dopo, venne individuata nuovamente dall’astronomo inglese John Flamsteed, e successivamente, anche dall’astronomo svizzero Jean-Philippe Loys de Chéseaux che la classificò tuttavia come ammasso stellare, dopo aver risolto alcuni degli astri presenti all’interno della nebulosa.

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Nel 1747 l’astronomo francese Guillaume Le Gentil riuscí ad osservare con successo sia la nebulosa che l’ammasso stellare e ne scrisse nel suo trattato Mémoire sur une étoile nébuleuse (Memorie di una Stella Nebulosa) due anni più tardi. Dopo nuove osservazioni effettuate da Nicolas Louis de Lacaille, anche Charles Messier aggiunse il nuovo oggetto al suo catalogo nel 1764, scrivendo: “Ho pure determinato, sempre la stessa notte, la posizione di un piccolo ammasso di stelle che si osserva sotto forma di nebulosa osservandolo con un rifrattore non acromatico di 3 piedi; con un migliore strumento compare una grande quantità di piccole stelle: nei pressi di questo ammasso si trova una stella abbastanza brillante che è circondata da una luce molto debole: è la nona stella di Sagittarius, di settima magnitudine, secondo il catalogo di Flamsteed; l’ammasso appare allungato da Nord-Est a Sud-Ovest. La sua posizione è stata trovata al transito meridiano per comparazione con delta Sagittarii; aveva ascensione retta di 267°29’30” e declinazione australe di 24°21’10”. Può estendersi da Nord-Est a Sud-Ovest per circa 30′.”

Sia l’astronomo Anglo-Tedesco William Herschel che suo figlio John osservarono ripetutamente la nebulosa tra il 1785 ed il 1830 aggiungendo sempre piú dettagli alle descrizioni originali ed identificando numerose strutture interne.

Per concludere questa sezione, la denominazione “Nebulosa Laguna” nacque dopo una descrizione realizzata da uno dei fondatori della British Astronomical Association, l’astronoma irlandese Agnes Clerke, che ne scrisse come “una oscura laguna circondata da una nebbia luminosa”.

Caratteristiche fisiche

Messier 8 é distante poco piú di 4000 anni luce dal nostro pianeta ed appartiene al braccio di spirale galattico immediatamente piú interno rispetto al nostro, il Braccio del Sagittario. Al suo interno é possibile trovare molti oggetti e fenomeni astronomici affascinanti come ammassi aperti, regioni di formazione stellare e nebulose oscure. Vi é anche presente una regione denominata “Nebulosa Clessidra” da John Herschel che é tuttavia da non confondere con l’omonima nebulosa planetaria (MyCn 18) nella costellazione della Musca.

All’interno di questa brillante nebulosa ad emissione sono presenti fenomeni di formazione stellare che hanno giá dato vita un giovane ammasso nella parte orientale M8, non piú vecchio di 2 milioni di anni, e catalogato come NGC 6530 avente una magnitudine visuale di 4.6.

Le dimensioni apparenti della nebulosa equivalgono a quelle di tre lune piene e la regione circostante contiene molti oggetti celesti interessanti, come la nebulosa Trifida (Messier 20) e vari ammassi aperti e globulari (Messier 21 e 28 su tutti).

Messier 8 contiene molti globuli di Bok (catalogati dall’astronomo americano Edward Emerson Barnard), isolate e relativamente piccole nebulose oscure che contengono dense polvere cosmica e dalle quali sono stati rilevati fenomeni di formazione stellare. Vennero osservati per la prima volta dall’astronomo Olandese-Americano Bartholomeus Jan “Bart” Bok negli anni ’40 e dopo studi recenti, l’ipotesi piú accreditata é che ogni globulo può contenere circa 10 masse solari in una regione che si estende solamente per circa un anno luce. Dai globuli di Bok possono nascere, in media, sistemi stellari doppi o multipli.

La porzione descritta come “Nebulosa Clessidra” è in realtà un luminoso agglomerato di polveri e gas ed é illuminata da stelle giovani ed estremamente calde. Nelle vicinanze, e nell’estensione di M8, sono presenti anche strutture ad imbuto create da una stella di tipo O che emette luce ultravioletta, responsabile della ionizzazione dei gasi sulla superficie della Laguna.

I primi quattro oggetti di Herbig-Haro vennero scoperti all’interno di Messier 8. Questi oggetti sono piccole porzioni di nebulosità, studiate per la prima volta dall’astronomo americano George Herbig e dall’astronomo messicano Guillermo Haro, che si formano quando getti di gas eiettati da stelle appena formate si scontrano con le polveri e altri gas nelle vicinanze ad alta velocità. La loro scoperta nella Nebulosa Laguna conferma la presenza di attivi e persistenti fenomeni di formazione stellare.

© ESO/S. Guisard

Posizione nel Cielo

M8 è molto facile da rintracciare nel cielo notturno, anche se immersa nella Via Lattea. La nebulosa si trova a circa 7° a Nord della stella Gamma Sagittarii (Al Nasl), rappresentante la punta della freccia del Sagittario.

Un altro metodo per rintracciarla é immaginandola ad uno dei tre vertici di un triangolo quasi equilatero tracciato tra la stessa Gamma Sagittarii e la stella Delta Sagittarii (Al Thalimain – Kaus Boreale).

Designazione: M8 – NGC 6523

Tipo: Nebulosa Galattica

Classe: Nebulosa ad emissione

Distanza: 4100 anni luce

Estensione: 110×40 anni luce 

Costellazione: Sagittarius

Ascensione Retta: 18h 03m 37s

Declinazione: -24° 23′ 12″

Magnitudine: +6.0

Diametro Apparente: 90’ x 40’

Scopritore: Giovanni Hodierna prima del 1654

Osservabilità

Per le latitudini italiane il periodo migliore per osservare questo interessante ammasso aperto è da maggio a settembre.

  • Occhio nudo: debolmente visibile lontano da fonti di inquinamento luminoso in nottate limpide, immersa nella Via Lattea,  appare come una macchia chiara elongata nel cielo con una luminosità centrale.
  • Binocolo: uno strumento 10×50 renderà possibile un’osservazione più dettagliata, con la nebulosa che appare come una macchia estesa e opaca rispetto al panorama stellare che la circonda.
    • Piccolo diametro: si riesce a risolvere la nebulosità più luminosa, mostrando la sua forma a clessidra. Altri dettagli sono osservabili, come una porzione più scura e spessa che taglia la nebulosità in modo evidente.
    • Medio diametro: emergono ancora più dettagli della nebulosità, ed è possibile risolvere alcune delle strutture maggiori.
    • Grande diametro: la porzione oscura si rivela decorata da stelle e circondata da altre strutture nebulose. Emergono fini elementi che circondano la porzione a clessidra.

Buone Osservazioni!

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L’articolo è pubblicato in COELUM 261 VERSIONE CARTACEA