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    Entrerà finalmente in azione nei prossimi giorni (data prevista 9 febbraio) VEGA, il nuovo lanciatore leggero dell’Agenzia Spaziale Italiana. Con Vega l’Italia entra nel ristrettissimo gruppo di Paesi in grado di accedere allo spazio con proprie tecnologie.
    ULTIMO AGGIORNAMENTO
    (al 5 febbraio)

    La data di lancio è stata rimandata al 13 febbraio, tra le 11 e le 13 ora italiana.

    E’ da pochi giorni terminato l’assemblaggio a Kourou, nella Guiana Francese, del primo esemplare del vettore VEGA, il nuovo lanciatore leggero dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea.

    VEGA è acronimo di Vettore Europeo di Generazione Avanzata e, come capirete dal nome, è un progetto iniziato nel nostro paese diversi anni fa. Un vettore in grado di portare quasi 2500 kg in orbita terrestre bassa (1500 kg fino ad un massimo di 700 km di quota) che utilizza un complesso di lancio ricostruito sul vecchio sito ELA-1, l’ex casa dei lanciatori Ariane 1, 2 e 3 dal 1979 al 1989.

    Vega, il nuovo lanciatore europeo sviluppato dal Gruppo Avio in ambito ESA (Agenzia Spaziale Europea), per trasferire in orbita bassa (700 km) satelliti fino a 1500 Kg, tipicamente a uso istituzionale e scientifico, osservazione della Terra, monitoraggio dell'ambiente.

    La nuova rampa, chiamata ELV (Ensemble de Lancement Vega) è protetta da quattro nuove antenne parafulmine, è composta da una torre ombelicale fissa e un hangar verticale mobile di servizio a portale, che protegge e assembla il vettore alto trenta metri.

    Program manager dell’ESA per il razzo Vega è l’italiano Stefano Bianchi che ha rilasciato una dichiarazione ufficiale secondo cui il test finale del veicolo di lancio (la Launch Readiness Review) è fissato per il 7 febbraio, mentre il decollo vero e proprio di questa prima missione di qualifica al volo è programmato per il 9 febbraio.

    Originariamente concepito come un lanciatore italiano, lo sviluppo del razzo Vega fu assunto dall’ESA nel 1998. Sette stati membri dell’ESA (Italia, Francia, Belgio, Spagna, Paesi Bassi, Svizzera e Svezia) sono i principali partecipanti al programma di sviluppo, ma la maggior parte del lavoro è rimasto in terra italica. Il contraente di punta per il programma Vega è infatti la ELV SpA di Roma, una joint venture tra l’Agenzia Spaziale Italiana e Avio SpA, società aerospaziale italiana (70% Avio e 30% ASI). In pratica ELV coordina 40 aziende di 12 paesi europei, ma ben il 65% del nuovo vettore è realizzato nel nostro Paese, e precisamente all’interno degli stabilimenti del Gruppo, a Colleferro (Roma).

    “Con Vega l’Italia entra nel ristrettissimo club dei Paesi in grado di accedere allo spazio con proprie tecnologie – ha dichiarato Francesco Caio, Amministratore Delegato di Avio. – Negli ultimi otto anni, il gruppo ha sviluppato un lanciatore fortemente innovativo: il primo interamente in fibra di carbonio, con controlli digitali avanzati e una grande flessibilità di configurazione per mettere in orbita satelliti di diverse dimensioni e funzionalità”.

    Il completamento dell’assemblaggio e dei collaudi preliminari pone le basi per la preparazione finale al volo, con i test e le prove che porteranno all’apertura della finestra di lancio della missione, prevista appunto per il 9 febbraio. La stiva, caricata con i satelliti da inviare in orbita, è stata issata in cima al lanciatore a quattro stadi il 24 gennaio. Il team di lancio nella località sudamericana ha già completato una prova di conto alla rovescia il 26 gennaio e un’altra il 1 febbraio.

    Il passeggero più importante del primo lancio del razzo Vega è il Laser Relatively Satellite o LARES, una sfera di tungsteno del peso di circa 390 kg ricoperta di catadiottri retroriflettenti, che permettono di monitorare la sua orbita in modo preciso grazie ad una rete di laser in tutto il mondo. È l’evoluzione dei due satelliti LAGEOS, lanciati nel 1976 e 1992 in un progetto nato da una collaborazione USA-Italia.
    I ricercatori utilizzeranno i dati della missione LARES per indagare l’effetto Lense-Thirring, previsto dalla teoria della relatività generale di Albert Einstein, ovvero la distorsione dello spazio-tempo causata dalla rotazione di un corpo con massa. Precedenti missioni hanno misurato l’effetto con una precisione del 10 per cento, ma LARES permetterà di migliorare la comprensione del fenomeno di un fattore dieci!

    A bordo ci sarà anche un microsatellite dell’Università di Bologna nominato ALMASat 1. Si tratta di un Cubesat di trenta centimetri di lato che metterà alla prova le tecnologie da utilizzare in futuro sui satelliti per l’osservazione della Terra.

    Saranno inoltre presenti a bordo sette piccoli Cubesat da circa un chilogrammo, ciascuno sponsorizzati dall’Agenzia Spaziale Europea, e provenienti dalle Università di Italia, Francia, Spagna, Romania, Polonia e Ungheria.

    Con l’inizio delle operazioni di Vega presso il Guiana Space Center, lo spazioporto a conduzione europea ospiterà per la prima volta tre lanciatori diversi. Oltre alla novità di cui stiamo parlando, abbiamo il razzo Ariane 5 con la sua alta capacità di lancio di 16-21 tonnellate in orbita bassa, che ha monopolizzato il sito di lancio durante l’ultimo decennio e i razzi russi Soyuz, che hanno iniziato a essere lanciati dalla Guiana Francese lo scorso anno per coprire la classe media del mercato satellitare (con una capacità di lancio di circa 6,5 tonnellate, sempre in LEO).

    Altre risorse online:

    Il video di presentazione del Vettore Vega

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