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    Individuata solo nel 2005, la piccola luna presenta una superficie ricoperta di ghiaccio d’acqua. La scoperta grazie agli ultimi dati inviati a terra tra quelli raccolti dalla sonda New Horizons durante il rendez-vous con il pianeta nano.

    Caronte, Notte e Idra: le tre lune di Plutone, di cui abbiamo i dati spettrali raccolti da New Horizons durante il flyby, a confronto. Mentre Caronte e Nix (Notte) sono state riprese anche a colori dalla New Horizons, di Hydra abbiamo solo immagini in bianco e nero. Crediti: NASA/JHUAPL/SwRI

    La piccola Notte nelle immagini LORRI in bianco e nero ad alta risoluzione, e in quelle MVIC a colori ma a più bassa risoluzione. Nella terza e ultima immagine il risultato della composizione delle informazioni ottenute dai due strumenti ci mostra Notte in tutto il suo fascino, a colori e con tutti i dettagli che è stato possibile catturare durante il veloce flyby. Cliccare l'immagine per vederla a piena risoluzione. Credit: NASA/JHUAPL/SwRI

    Un corpo celeste dall’aspetto irregolare e in formato mignon, ricoperto di uno strato di ghiaccio d’acqua: è questo il ritratto di Notte, uno dei cinque satelliti naturali che orbitano intorno a Plutone, tracciato dalla sonda New Horizons della NASA.

    La piccola luna, che misura solo 48 chilometri in ampiezza, è stata scoperta nel 2005 dal telescopio spaziale Hubble insieme alla sua ‘collega’ Idra. Il profilo di Notte, soprattutto dal punto di vista dei dati spettrali, è opera dello strumento Ralph/LEISA(Linear Etalon Imaging Spectral Array) ed è stato effettuato a una distanza di circa 60 mila chilometri proprio nel giorno in cui la sonda raggiungeva il pianeta nano.

    L’identikit spettrale di Notte presenta la ‘firma’ di uno strato di ghiaccio particolarmente limpido che si avvicina molto allo spettro del ghiaccio di acqua puro e che risulta comunque più cristallino rispetto a quelli di IdraCaronte, la luna di Plutone più grande e la prima a essere scoperta nel 1978. Il confronto è riportato nello schema qui sotto.

    La composizione spettrale della luce emessa dalla superficie delle tre lune a confronto con quello del ghiaccio di acqua puro (in bianco). Come si vede quella di Notte (Nix) è quella che più le si avvicina, oltretutto con differenze davvero rispetto alle altre lune. Crediti: NASA/JHUAPL/SwRI

    I dati relativi a Notte, insieme a quelli di Idra resi noti ai primi dello scorso mese di maggio, sono ritenuti di grande interesse per comprendere i meccanismi che hanno portato alla formazione del sistema di satelliti naturali di Plutone. Il team scientifico di New Horizons, infatti, ha ipotizzato che le lune possano essersi costituite dai detriti derivanti dall’impatto di un piccolo pianeta su Plutone, quando l’ex nono pianeta del Sistema Solare era ancora molto ‘giovane’.

    Di conseguenza, gli studiosi ritengono che le lune siano fatte dello stesso materiale, comprese StigeCerbero, scoperte nel 2011 e nel 2012, di cui ancora non si hanno i dati spettrali, ma delle quali l’elevata capacità riflettente induce a pensare che anche questi due piccoli corpi celesti possano avere una superficie ghiacciata.

    Infine, pur avendo caratteristiche simili, Idra e Notte presentano alcune discrepanze che sono al vaglio dei ricercatori, quali una diversa consistenza del ghiaccio in superficie e una differente capacità riflettente nelle lunghezze d’onda del visibile.


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